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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Le retroazioni tra CA e valore della moneta non sembrano creare grosse complicazioni, almeno se ignoriamo fattori esterni ed indipendenti. Io l'ho sempre vista così:

Se hai il saldo CA negativo e il mercato valuatario è completamente libero la tua moneta si deprezza per la legge della domanda e dell'offerta (c'è più domanda di moneta estera che di moneta nazionale). Se il deprezzamento non è stato "congruo" ci sarà ancora uno squilibrio CA (inferiore), se positivo la moneta si apprezzerà, se negativo la moneta si deprezzerà. Il risultato di queste retroazioni (assumento che tutto il resto rimanga sempre uguale) apparentemente è una convergenza asintotica a zero del saldo CA e una convergenza ad un certo valore p* del tasso di cambio. Sbaglio a vederla così? Ho capito male? Quali complicazioni ulteriori ci sarebbero nell'interazione di questi due parametri?

Tra l'altro ci sono studi sull'ipotetico apprezzamento o deprezzamento del cambio euro-dollaro in caso di rottura della moneta unica, come questo (pag.6), che mostra valori che sembrano corrispondere alla situazione dei saldi CA dei vari paesi.

D'altra parte: per quale motivo ci aspettiamo che con l'uscita dall'euro Ita, e Spa avranno monete deprezzate e la Germania no? E' giusto aspettarselo? In base a che cosa? Il saldo CA non c'entra nulla?