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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 2

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questa la so.

dragonfly 23/8/2013 - 00:20

   Nel caso di Ungheria (e in parte Islanda), si è poi verificato un fenómeno che dovrebbe far riflettere: molti cittadini, dovendo scegliere se accendere mutui in valuta locale (con tassi molto alti) o in una valuta estera come l’EUR (con tassi molto piu bassi), hanno purtroppo optato per la seconda via, illusi anche dal fatto che durante gli anni di party la loro valuta nazionale rimaneva stabile o addirittura si apprezzava contro EURO…un sorta di free lunch ai loro occhi: tassi piu bassi, e possibilità di pagare il mutuo in una moneta che si deprezzava rispetto a quella in cui ricevevano lo stipnedio. Gli effetti catastrofici di questo giochino sono esplosi nel 2008, con brusco deprezzamento delle loro monete locali, sudden stop e collasso del sistema bancario (in ungheria stanno ancora a discutere su come redistribuiré le perdite di questi mutui tra cittadini, banche e stato…e questo sta pesando sulla crescita del paese, visto che l’ungheria è il paese nella regione con i tassi di crescita piu deboli nella ripresa post 2008). Domanda: i cittadini di spagna, portogallo, grecia, Irlanda, avrebbero commesso lo stesso errore senza euro?

almeno in Italia, lo hanno gia commesso, paro paro come da te descritto. dal 1988 circa fino alla crisi del '92 il mutuo in marchi o in ECU andava alla grande, in buona parte normali mutui prima casa. a dire il vero, la stabilità del cambio sembrava anche più sicura, c'erano le bande di oscillazione (e quelle della lira erano più ampie) però da lì non si sarebbe dovuto uscire.

leggere qui, per avere un'idea del clima dell'epoca.

almeno in Italia, lo hanno gia commesso, paro paro come da te descritto. dal 1988 circa fino alla crisi del '92 il mutuo in marchi o in ECU andava alla grande, in buona parte normali mutui prima casa.

Fino alla prima parte del 1992 c'erano banche che offrivano mutui in ECU. Chi ci incappò prese una bella batosta.