Titolo

La crisi dei treni a vapore

6 commenti (espandi tutti)

Chiamando Pirlonia l'Italia, Famularo suggerisce che la ragione per cui l'Italia va come va, è che gli italiani sono in prevalenza stupidi nel senso di Cipolla,

In realtà il "caso Italia" non è stato previsto dal professor Cipolla. Difatti in Italia, per tutta una serie di cause storiche, una scarsa mobilità sociale si è combinata con un sistema scarsamente meritocratico. Questo ha creato una situazione singolare con un elevato numero di "cretini" in posti di responsabilità. Quindi il problema non è tanto quantitativo quanto qualitativo. Un cretino comandante fa più danni di un cretino soldato semplice.

Sulla questione "come costruirsi una credibilità" i miei 2 cent: c'è poco da inventarsi.

La credibilità popolare dei "personaggi" che tu citi si è creata con interviste su mezzi di comunicazione simpatizzanti (se non di proprietà degli stessi) fatte da giornalisti compiacenti, con codazzi di pseudo intellettuali e opinion maker (più o meno direttamente prezzolati) che incensavano gli stessi. In questo modo anche i vaniloqui di un Vendola venivano presentati, all'elettore più distratto, come lungimiranti analisi politiche. Si aggiunga il supporto per motivi di interesse delle lobby (a seconda dei casi: DeBenedetti/Repubblica, Gruppo Fiat, CGIL, l'incredibile CL).

Grillo sembra fare eccezione***. Grillo ha costruito la sua credibilità sulla base del suo successo come comico. Comico che ha pagato con la censura e l'allontanamento la sua satira contro i politici (adesso che ci penso: Luttazzi ha copiato pure questo) e con le sue battaglie solitarie alle compagnie telefoniche, alla Parmalat ecc, ecc, cioè contro i "potenti" nell' immaginario popolare (e obiettivamente potenti anche nella realtà).

In questo momento Fare non può permettersi nessuna di queste cose. L'unica strada percorribile è quella seguita dalla Lega Lombarda (poi Lega Nord) agli albori. Purtroppo è una strada più lenta. Rispetto a quel movimento, Fare ha lo svantaggio di avere un programma più complesso da far capire ma ha il vantaggio, proprio in virtù del programma, di poter attirare strati di popolazione che alla Lega erano preclusi e la possibilità di usare i social network che, ai tempi, non esistevano.

PS

***dico "sembra" perchè io ritengo che alla credibilità di Grillo abbia contribuito, almeno inizialmente, una certa sinistra che voleva usarlo in chiave anti-Berlusconi e anti capitalismo. Questo prima di accorgersi delle sue intenzioni. Allo stesso modo credo che alla credibilità di Renzi abbia contribuito anche la stampa di destra, per usarlo in chiave anti Bersani e per creare zizzania nel PD (come se ce ne fosse bisogno). 

"Fare ha lo svantaggio di avere un programma più complesso da far capire" (Corrado Ruggeri)

Questo è un punto importante, sottovalutato da promotori e aderenti a Fare, che non trovano difficile ciò che invece è quasi inaccessibile ai più, anche istruiti. O almeno oggetto di forte scetticismo e diffidenza.

Rimedi? Uno potrebbe essere una schiera di testimonial abbastanza popolari, che inducano la gente a fidarsi di ciò di cui vorrebbero fidarsi, ma da soli non si fidano. Persone come Umberto Veronesi, per dire. O perfino qualche divo mediatico, al di là di Bocelli. Per dire, la svizzera Hunziger, reclutabile da qualcuno dei nostri specialisti elvetici. Scusate, scherzo, ma cerco di rendere l'idea.

Punta in questa direzione la mia mezza proposta sui "nonni del Fare": se un gruppo rispettabile di anziani fa una proposta che va contro ai suoi interessi immediati, ma a favore di figli e nipoti, può essere forse abbastanza credibile. E notiziabile.

Anche la lista degli economisti a sostegno di Fare  potrebbe forse essere valorizzata in questo senso, ammesso e non concesso che gli economisti siano più credibili dei semplici nonni ;-)

originali primi firmatari del manifesto dei dieci punti ci sta anche tale Enrico Montesano: non occorre scomodare la bella lato B di roberta slip...

Un altro rimedio è crearsi un'immagine riconoscibile, caratterizzante. Questo è per me un punto fondamentale.

La gente che non segue la politica attivamente quando sente parlare di Fare deve riuscire ad identificare immediatamente il movimento: "ah sì, quelli che vogliono ....". 

Sia chiaro che non sto dicendo di diventare delle macchiette o far demagogia (stile: "fermiamo i comunisti"; "meno tasse per tutti") sto dicendo di crearsi un'immagine che "attiri" i distratti e servono anche gli slogan e le dichiarazioni ad effetto, quelle che fanno guadagnare le prime pagine dei giornali.

Purtroppo è più facile coniare slogan da prima pagina se il messaggio è un basilare: "no ai negri" o "diritto di cittadinanza per tutti" che non con una posizione più articolata. Dire pirlate è sempre più semplice. 

Però ci si potrebbe buttare di traverso, con cose come: "Proposta di Fare: togliamo la cittadinanza italiana ai dirigenti pubblici che hanno creato ammanchi".

E' una pirlata (sempre meno delle due citate sopra) ma attira i media e fa capire chi sei.

Oppure creare, per gli articoli e le analisi di Fare, dei titoli "media setting", tipo: "Uscire dall'Euro ? Ogni famiglia italiana perderà 4000€, secondo le previsioni degli economisti di Fare".

I giornalisti delle agenzie leggono il titolo mica l'articolo, altrimenti la CGIA di Mestre avrebbe chiuso da tempo ;-)

Sono sicuro che tra i simpatizzanti di Fare ci sia gente in grado di elaborare una strategia per l'immagine del partito, si tratta di considerare la cosa prioritaria e decidersi a farlo.

PS

Da istrione qual è Giannino qualcosa aveva tentato, in modo estemporaneo, tipo le manette per sottolineare l'opposizione all' oppressione fiscale.

  Per amore di verità vorrei ricordare che il compianto Cipolla afferma che in ogni categoria (professori universitari od operatori ecologici) esiste una percentuale fissa (intorno al 10%) di cretini. Quindi, il caso di Pirlonia non può essere riferito alle idee di Cipolla. Io trovo invece che tali idee si adattano molto bene ai militanti di FARE (tra i quali il sottoscritto); leggendo lo statuto approvato, mi sono convinto che è stato preparato da quel 10% indicato da Cipolla, e che spero la Direzione abbia approvato senza leggere.  

ah, no.

dragonfly 23/8/2013 - 19:26

Per amore di verità vorrei ricordare che il compianto Cipolla afferma che in ogni categoria (professori universitari od operatori ecologici) esiste una percentuale fissa (intorno al 10%) di cretini.

 


cipolla afferma nella prima legge, che la percentuale dei cretini è invariante al sottoinsieme di umani considerato.

ma la ben più pregnante seconda legge, recita che la percentuale reale risulta essere inconoscibile ma sempre più alta della miglior stima che si possa azzardare a priori dopo esperimenti, test ectc. se stimo dunque sia il 10%, tutto andrà a catafascio perchè poi è il 12%. avessi stimato il 12%, il risultato non sarebbe cambiato e così via.