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La crisi dei treni a vapore

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Che, ribadisco, non hanno colpe.

Son d'accordo con tanti punti sollevati da Fabrizio Bercelli, ma non su questa affermazione di Guido Cacciari. Le classi politiche e dirigenti avranno un grado di colpa ben più grande, ma sono veramente in pochi quelli che "non hanno colpe".

Quanti italiani sono laureati, rispetto a tanti paesi che vi hanno sorpassato negli ultimi anni in diversi indici economici o meno? Quanti italiani parlamo fluentemente l'Inglese? Quanti italiani credono fideisticamente nelle congetture propalate dai Bagnai, Borghi, Napoleoni, Barnard o Auriti? O nelle boiate propalate per tanti anni dai Bossi, dai Berlusconi, dai Fassina o dai Veltroni? Chi sono gli elettori dei Mastella o dei Casini, dei Rotondi o dei Vendola?

Si, prova un po'.

Che devo fare, io, per non avere colpe?

E tu? Cosa hai fatto tu?

Agitati finché vuoi, anche in inglese se vuoi, non serve a nulla.

Non sei tu, né io, né nessuno di questo blog, che decide chi va in parlamento, chi ministro, chi alla corte costituzionale, chi in cassazione, chi al CSM. A meno che non vi sia qualche infiltrato della segreteria di un partito.

Votiamo al 90% il referendum per l'abolizione del finanizamento dei partiti? Ecchissenefrega.

Votiamo al 90% per l'abolizione delle liste elettorali chiuse? Idem.

La responsabilità civile dei magistrati, l'hai vista?

No. Però ho visto l'abolizione dei referendum. Non vengono più ammessi. E tu, questo, l'hai visto?

I Radicali ne stanno proponendo una dozzina; che si fa? Vale la pena di firmare per tutti? Solo per alcuni? Per nessuno?

Ma sono daccordo con Cacciari.
E' difficile che passeranno la consulta,
ed anche se passassero e venissero votati,
la classe politica non li esaudirebbe.

Ma la loro funzione è per lo più di tipo intellettuale.

Senza idee, e senza la loro divulgazione, non si può riformare nulla.

Massimo ma perchè ? Perchè reiterare comportamenti inutili? I referendum italiani son solo abrogativi, possono essere utili per stabilire la volontà popolare su questioni etiche come aborto, divorzio et similia. Utilizzarli in altro modo è inutile, perchè sono facilmente aggirabili. Fatti così servon solo a sprecare denaro pubblico e tempo. Ormai dovrebbe esser chiaro a tutti che non è una strada percorribile, forse persino Pannella dovrebbe esserci arrivato ma lui qualcosa, per dare un senso alla sua esistenza, lo deve pur fare. Però senza il mio aiuto. Sarò cattivo ma: basta con Pannella e gli attuali radicali, fanno parte del teatrino della partitocrazia che fan finta di attaccare. E' solo il loro personaggio. C'è il partito che fa finta di esser di sinistra, il partito che fa finta di essere "anti comunista" e loro son quelli che fan finta di esser contro la partitocrazia. Le firme per i referendum le raccolgono solo perchè fa parte del personaggio, per giustificare la loro presenza, dato che voti alle elezioni praticamente non ne prendono.

Mi pesa dirlo ma: è stato bello, hanno portato avanti alcune battaglie importanti però ne hanno sputtanate altrettante (se non di più) con i loro comportamenti da circo, è ora che Pannella si ritiri e che i Radicali pensino seriamente a cosa fare.

Il motivo l'ha già spiegato Mingozzi.

Ma si può spiegare anche rifacendosi alla "teoria delle classi politiche" di Gaetano Mosca.

I sistemi politici cambiano solo quando il consenso cade. Al contrario, se le "formule politiche" (le idee ed i sistemi) su cui si basa il potere della classe politica non vengono contestate, non vi è possibilità di riforma.

Quindi, ancora più importante della riuscita del referendum, è la diffusione dei concetti che esprimono.

Sperare dopo tutti questi anni che i Radicali e le loro raccolte firme referendarie siano di una qualche utilità alla diffusione di concetti e proposte politiche non so se sia cecità o inguaribile ottimismo.

E' vero esattamente il contrario! Se si vuole far si che un'idea venga vista come "strampalata" dal grosso della popolazione italiana ormai basta farla propagandare da Pannella & Co. o farla in qualche modo associare nell'immaginario collettivo al loro movimento.

Firmate pure se credete, secondo me son tempo ed inchiostro buttati.

E tu, cosa hai fatto tu?

Io mi sono laureato, ho imparato a parlare fluentemente l'Inglese, non credo fideisticamente a nessuno, e meno che mai alle congetture propalate dai Bagnai, Borghi, Napoleoni, Barnard o dagli Auriti, o alle boiate propalate per tanti anni dai Bossi, dai Berlusconi, dai Fassina o dai Veltroni, e non ho mai votato per i Mastella, i Casini, i Rotondi o i Vendola.

E fino a qua è il minimo indispensabile, che se lo avessero fatto tutti, oggi non avreste tanti di quei problemi che non sapete nemmeno come affrontarli.

Egregio, se anche gli elettori italiani fossero tutti degli einstein, non servirebbe a nulla.

Ti dirò di più: se anche il prossimo premier fosse Gesù Cristo, non cambierebbe nulla.

L'importante non sono i giocatori, ma le regole del gioco. Che ormai sono milioni. E sono tutte sbagliate.

Sono quelle che non potranno che condurre alla rovina dei giocatori. Indipendentemente dalla loro cultura (che, peraltro, non coincide con l'intelligenza).

se anche gli elettori italiani fossero tutti degli einstein, non servirebbe a nulla.

Quindi è del tutto casuale che in buona parte dei paesi con un maggior tasso di laureati abbiano problemi meno gravi che nel Bel Paese? Tu non ci vedi nè correlazione nè causalità? Tanto varrebbe fermare il 99% della popolazione alla 3a elementare?

Indipendentemente dalla loro cultura (che, peraltro, non coincide con l'intelligenza).

 Tu puoi essere la persona più intelligente della storia dell'umanità, ma se non puoi salire sulle spalle dei giganti che ti hanno preceduto, la vedo dura a inventare la ruota o ad addomesticare il fuoco.