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Aspettando l'invasione: come è andata a finire?

18 commenti (espandi tutti)

riolo

giuliana allen 16/8/2013 - 12:33

Conosci male la legge. Con permesso di soggiorno e tre anni di residenza ottieni regolare cittadinanza

legge

floris 16/8/2013 - 14:56
Dalla pagina dedicata del ministero dell' interno:
PER RESIDENZA IN ITALIA

 

La cittadinanza, ai sensi dell' articolo dell'art. 9, della Legge 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni, può essere concessa:

  • Allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni (art.9,c.1 lett.a)
  • Allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno cinque anni successivamente all’adozione (art.9, c.1, lett. b)
  • Allo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano (art.9 c.1, lett.c)
  • Al cittadino di uno Stato U.E. se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio italiano (art.9 c.1, lett.d)
  • All’apolide e al rifugiato che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio italiano (art.9 c.1, lett.e) combinato disposto art.16 c.2) (*)
  • Allo straniero che risiede legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano (art.9 c.1, lett.f)

(*) Ai sensi dell’articolo 16, lo straniero riconosciuto rifugiato dallo Stato italiano è equiparato all’apolide ai fini della concessione della cittadinanza

 

Aggiungere qualche anno, ché la burocrazia è lentissima per simili pratiche.

 15-20  anni come paventato dal Riolo

e , anche se ci piace buttarci la croce addosso le pratiche se fatte in ordine si muovono alla normale velocita' uguale a quella della bellissima USA; niente di piu' ne niente di meno. Smettiamola di dire che tutto e' lunghissimo ed estenuantein Italia perche' non e' vero : non e' ne meglio ne peggio delle altre nazioni. Mai provato la lentezza della procedura USA per naturalisation?

gli anni

floris 16/8/2013 - 19:37

Gli anni sono spesso 15-20 in realtà perché all' inizio magari non si ha un lavoro, si è clandestini e non si può avere la residenza. Il punto di Riolo regge, ed è il fatto che non ha molto senso fare tutta la più che decennale trafila in un paese per poi cambiare. Più semplicemente queste sono persone che si ritrovano di fronte alla crisi italiana con meno vincoli a restare e più attitudine al cambiamento di fronte alla necessità, per cui rifanno quello che han già fatto una volta: cambiano cavallo, appunto. Gli immirati di passaggio ci sono, ma son più che altro persone che sfruttano qualche canale ( illegale ) per arrivare nel paese per poi ripartire al più presto per la meta prestabilita, insomma né più né meno di come un algerino passerebbe dalla Libia per arrivare in Italia.

Commento a parte, a me sembra che la lotta all' immigrazione sia un tema politico perfetto da imbracciare per prender voti.

A: Ci sono troppi immigrati! Votatemi che ci lotto contro!

B: Eletto. Provvedimento fuffa.

C1: ( Non cambia nulla ) Non ho abbastanza fondi, ci ho provato, ma immaginatevi a che punto saremmo senza i miei provvedimenti. Tornare al punto A, promettendo più risorse.

C2: ( Diminuiscono, ma magari per altre cause) Sono un drago!

la lotta all' immigrazione

La Repubblica Italiana ha bisogno oggi di 5, meglio 6, milioni di laureati under 35.

Se Boldrin & co. vincessero le elezioni e potessero governare da soli, pur attuando l'intero programma di Fare, pur implementando altre simili riforme, non riuscirebbero a risollevare il paese, perché il paese ha una struttura demografica sballata accompagnata ad una scarsa qualità del materiale umano.

La lotta all'immigrazione è un suicidio, mentre la lotta per favorire ed incentivare un'immigrazione di qualità è una conditio sine qua non.

 

 La Repubblica Italiana ha bisogno oggi di 5, meglio 6, milioni di laureati under 35

Questa è un'affermazione che non ha alcun rapporto con la realtà empirica. La Repubblica Italiana esporta laureati, dei quali evidentemente non ha bisogno, o quantomeno non è in grado di utilizzare. La Repubblica Italiana importa persone che in grande maggioranza non sono laureate, ed in misura molto minore sono laureate ma vengono impiegare per mansioni che non richiedono un'istruzione universitaria, quali colf & badanti, braccianti agricoli, muratori, cuochi & camerieri etc. Un'altra minoranza trova impiego nell'economia informale, ai limiti della legalità e talvolta oltre; anche per costoro non è richiesta un'istruzione universitaria.

Se il sig. Riolo credesse davvero a quello che scrive rientrerebbe in Italia e si porterebbe dietro la moglie ed un folto gruppo di amici e colleghi. Il sig. Riolo si riferisce sicuramente ad un universo parallelo.

Faccio presente

floris 18/8/2013 - 12:00

Che con la stessa identica logica, l' Italia non ha un bisogno disperato di attirare imprese straniere, visto che le nostre chiudono o delocalizzano.

 

Io piangerei di gioia per giorni se l' Italia mai riuscisse ad attirare un decimo dei laureati che indica Riolo, considerate precondizioni, significato e conseguenze di un simile evento.

Questa è un'affermazione che non ha alcun rapporto con la realtà empirica. La Repubblica Italiana esporta laureati, dei quali evidentemente non ha bisogno, o quantomeno non è in grado di utilizzare.

Io direi che al contrario, l'evidenza empirica sostiene le mie congetture in merito. Se non vuoi declinare, devi migliorare la struttura demografica, cioè la quantità di under 35, e la qualità di questi ultimi, cioè attrarre milioni di laureati. L'alternativa è il declino.

Se il sig. Riolo credesse davvero a quello che scrive rientrerebbe in Italia e si porterebbe dietro la moglie ed un folto gruppo di amici e colleghi.

Rendi il paese attraente, tra amici e colleghi ne conosco parecchi che verrebbero.

Another country

massimo 18/8/2013 - 22:43

Il declino è già una realtà pluridecennale per la Repubblica Italiana ed esiste un gruppo di volenterosi che si è impegnato a suggerire qualche rimedio, che condivido pienamente, fra i quali non mi è sembrato di vedere l'introduzione (forzosa) di 5-6 milioni di giovani laureati.

La Repubblica Italiana non è affatto attraente per giovani laureati e, come già detto, non saprebbe cosa farne. Lo potrebbe essere se fosse in rapido sviluppo, ma il sig. Riolo confonde causa ed effetto, in quanto in quel caso il problema del declino sarebbe già risolto; e si tratterebbe di un paese molto diverso.

esiste un gruppo di volenterosi che si è impegnato a suggerire qualche rimedio, che condivido pienamente, fra i quali non mi è sembrato di vedere l'introduzione (forzosa) di 5-6 milioni di giovani laureati.

Quei rimedi ed altri, con la struttura demografica e la qualità del materiale umano attuali, potranno al massimo mitigare il declino. Qualsiasi proposta che voglia seriamente invertire il declino del paese deve necessariamente passare dall'importazione di 5-6 milioni di laureati under 35, e probabilmente qualche milionata di quelli che oggi sono 0-18 dopo che si saranno laureati.

Prima scrivi "Rendi il paese attraente, tra amici e colleghi ne conosco parecchi che verrebbero" e poi "Qualsiasi proposta che voglia seriamente invertire il declino del paese deve necessariamente passare dall'importazione di 5-6 milioni di laureati under 35".
Sono tesi contraddittorie, secondo me.
Sulla prima concordo, sulla seconda no, visto che senza l'attrattività (che potrebbe scaturire dall'azione politica del citato gruppo di volonterosi) nessuno verrebbe, anzi continuerebbe l'esodo.

Sulla prima concordo, sulla seconda no

Secondo me sono invece due aspetti della stessa tesi. 

Vedo 5 scenari:

1) poche riforme e ostacoli all'immigrazione, risultato declino.

2) poche riforme e immigrazione di bassa qualità, risultato declino.

3) poche riforme  e incentivi all'immigrazione di qualità, risultato possibile declino mitigato.

4) buone riforme e ostacoli all'immigrazione e/o immigrazione di bassa qualità, risultato declino mitigato.

5) buone riforme e incentivi all'immigrazione di qualità, possibile inversione del declino.

Possiamo discutere dei meriti relativi di 3) e 4), ma secondo me è tempo perso.

Un programma politico che sostenga che 4) possa avere i potenziali risultati di 5) mente.

Il nord europa pullola di gente che aspira a trasferirsi in Italia.

Fatte le riforme gli immigrati di qualita' arriverebbero, anche dalla CE (senza resrizione all'immigrazione). Certo, politiche meno restrittive per immigrati di qualita' extra EU aiuterebbero, anche perche' hanno meno alternative attraenti (non solo in EU, pure per andare in USA o Svizzera un passaporto EU e' meglio di quasi tutti gli altri)

Gli ostacoli vanno posti all'immigrazione clandestina.
Non me lo vedo un ingenere che cerca di stabilirsi clandestinamente in Italia.

Il resto va semplicemente regolato. Come fa ogni nazione seria che non sia guidata da leggi protezionistiche.

Se hai una casa ed un contratto di lavoro, entri.
Sei uno studente iscritto all'università, in regola con gli esami? Idem.
Altrimenti massimo 3 mesi (visto turistico) e poi fuori.

Non me lo vedo un ingenere che cerca di stabilirsi clandestinamente in Italia

La prima volta che vidi uno di quei signori che poi scoprimmo essere chiamati "vu cumprà" ero con degli zii in una spiaggia ligure, nei primi anni '80. Attaccammo bottone, ed il tipo raccontava di essere un senegalese, ingegnere laureato in una università francese. Anni dopo, ebbi un coinquilino senegalese, ingegnere anche lui, che andava all'università per farsi convalidare delle materie. Sempre all'università mi ricordo un giamaicano che laureatosi, non aveva i mezzi per tornarsene a casa, e imprecava su come potesse essere stato così stupido da venire in Sicilia.

Effettivamente conosco alcune persone che lavorano in Italia ininterrottamente da almeno 15 anni e non sono ancora riusciti ad ottenere la cittadinanza, non so se sia la norma ma da quel che mi dicono sembrerebbe di si, indipendentemente dal paese di provenienza ( nei casi in questione Pakistan, Marocco, Tunisia e Senegal )

Quindi non i  15-20  anni come paventato dal Riolo

sono 15-20, anzi, probabilmente di più. La scorciatoia è sposarsi ad un Italiana/o e dopo 2 anni dalla domanda diffidare il Ministero o farsi concedere la cittadinanza da un giudice, ma non è il caso generale.

Smettiamola di dire che tutto e' lunghissimo ed estenuantein Italia perche' non e' vero : non e' ne meglio ne peggio delle altre nazioni. Mai provato la lentezza della procedura USA per naturalisation?

Nel mio caso, generale, il Regno Unito mi ha concesso la cittadinanza per naturalizzazione a 38 giorni dalla domanda. A mia moglie, moglie extra-UE di cittadino Britannico, a 32 giorni dalla domanda. Un mio caro amico extra-UE questo mese ha ricevuto la cittadinanza a 8 giorni dalla domanda. I 5+ anni degli Italiani (2-3 anni per gli sposi di cittadini) sono ingiustificabili. Se gli USA fanno peggio degli Italiani, sono ancora più ingiustificabili.

Conosci male la legge. Con permesso di soggiorno e tre anni di residenza ottieni regolare cittadinanza

Conosco sia la legge che la pratica. Nel caso generale sono minimo 15. 10 anni di legale residenza ininterrotta (che se ci si trasferisce, anche all'interno dello stesso Comune, anche solo una volta è abbastanza improbabile da mantenere), più 5 anni dopo la domanda se tutto va bene.

Quello che ci riescono in 15 anni devono essere una minoranza infima, non ne ho mai incontrato uno.

Tra l'altro con la legislazione corrente non acquisiscono nemmeno un diritto soggettivo, la naturalizzazione è sempre una concessione discrezionale.

Diverso il caso degli sposi di cittadini italiani, che invece acquisiscono un diritto soggettivo, ai quali forse ti riferivi. Tra l'altro mia moglie ricade nella fattispecie, e non è ancora stata invitata a giurare sulla costituzione, non ostante siano passati ormai 3 anni dalla sua domanda (che nel loro specifico caso dovrebbe ricevere risposta in 720 giorni, quindi ad oggi viaggia con 1 anno di ritardo).