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Aspettando l'invasione: come è andata a finire?

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Questa è un'affermazione che non ha alcun rapporto con la realtà empirica. La Repubblica Italiana esporta laureati, dei quali evidentemente non ha bisogno, o quantomeno non è in grado di utilizzare.

Io direi che al contrario, l'evidenza empirica sostiene le mie congetture in merito. Se non vuoi declinare, devi migliorare la struttura demografica, cioè la quantità di under 35, e la qualità di questi ultimi, cioè attrarre milioni di laureati. L'alternativa è il declino.

Se il sig. Riolo credesse davvero a quello che scrive rientrerebbe in Italia e si porterebbe dietro la moglie ed un folto gruppo di amici e colleghi.

Rendi il paese attraente, tra amici e colleghi ne conosco parecchi che verrebbero.

Another country

massimo 18/8/2013 - 22:43

Il declino è già una realtà pluridecennale per la Repubblica Italiana ed esiste un gruppo di volenterosi che si è impegnato a suggerire qualche rimedio, che condivido pienamente, fra i quali non mi è sembrato di vedere l'introduzione (forzosa) di 5-6 milioni di giovani laureati.

La Repubblica Italiana non è affatto attraente per giovani laureati e, come già detto, non saprebbe cosa farne. Lo potrebbe essere se fosse in rapido sviluppo, ma il sig. Riolo confonde causa ed effetto, in quanto in quel caso il problema del declino sarebbe già risolto; e si tratterebbe di un paese molto diverso.

esiste un gruppo di volenterosi che si è impegnato a suggerire qualche rimedio, che condivido pienamente, fra i quali non mi è sembrato di vedere l'introduzione (forzosa) di 5-6 milioni di giovani laureati.

Quei rimedi ed altri, con la struttura demografica e la qualità del materiale umano attuali, potranno al massimo mitigare il declino. Qualsiasi proposta che voglia seriamente invertire il declino del paese deve necessariamente passare dall'importazione di 5-6 milioni di laureati under 35, e probabilmente qualche milionata di quelli che oggi sono 0-18 dopo che si saranno laureati.

Prima scrivi "Rendi il paese attraente, tra amici e colleghi ne conosco parecchi che verrebbero" e poi "Qualsiasi proposta che voglia seriamente invertire il declino del paese deve necessariamente passare dall'importazione di 5-6 milioni di laureati under 35".
Sono tesi contraddittorie, secondo me.
Sulla prima concordo, sulla seconda no, visto che senza l'attrattività (che potrebbe scaturire dall'azione politica del citato gruppo di volonterosi) nessuno verrebbe, anzi continuerebbe l'esodo.

Sulla prima concordo, sulla seconda no

Secondo me sono invece due aspetti della stessa tesi. 

Vedo 5 scenari:

1) poche riforme e ostacoli all'immigrazione, risultato declino.

2) poche riforme e immigrazione di bassa qualità, risultato declino.

3) poche riforme  e incentivi all'immigrazione di qualità, risultato possibile declino mitigato.

4) buone riforme e ostacoli all'immigrazione e/o immigrazione di bassa qualità, risultato declino mitigato.

5) buone riforme e incentivi all'immigrazione di qualità, possibile inversione del declino.

Possiamo discutere dei meriti relativi di 3) e 4), ma secondo me è tempo perso.

Un programma politico che sostenga che 4) possa avere i potenziali risultati di 5) mente.

Il nord europa pullola di gente che aspira a trasferirsi in Italia.

Fatte le riforme gli immigrati di qualita' arriverebbero, anche dalla CE (senza resrizione all'immigrazione). Certo, politiche meno restrittive per immigrati di qualita' extra EU aiuterebbero, anche perche' hanno meno alternative attraenti (non solo in EU, pure per andare in USA o Svizzera un passaporto EU e' meglio di quasi tutti gli altri)

Gli ostacoli vanno posti all'immigrazione clandestina.
Non me lo vedo un ingenere che cerca di stabilirsi clandestinamente in Italia.

Il resto va semplicemente regolato. Come fa ogni nazione seria che non sia guidata da leggi protezionistiche.

Se hai una casa ed un contratto di lavoro, entri.
Sei uno studente iscritto all'università, in regola con gli esami? Idem.
Altrimenti massimo 3 mesi (visto turistico) e poi fuori.

Non me lo vedo un ingenere che cerca di stabilirsi clandestinamente in Italia

La prima volta che vidi uno di quei signori che poi scoprimmo essere chiamati "vu cumprà" ero con degli zii in una spiaggia ligure, nei primi anni '80. Attaccammo bottone, ed il tipo raccontava di essere un senegalese, ingegnere laureato in una università francese. Anni dopo, ebbi un coinquilino senegalese, ingegnere anche lui, che andava all'università per farsi convalidare delle materie. Sempre all'università mi ricordo un giamaicano che laureatosi, non aveva i mezzi per tornarsene a casa, e imprecava su come potesse essere stato così stupido da venire in Sicilia.