Favole & Numeri

Autopromozione: Alberto Bisin, ha pubblicato su Egea - Università Bocconi un libro divulgativo di economia. Il libro è disponibile come e-book e in libreria. L'autore ha bisogna di una nuova moto....a buon intenditor poche parole. Qui la recensione di Andrea, commentata da Alberto

Ma io tifo Renzi

15 febbraio 2014giovanni federico

In questo post provo ad interpretare le recenti vicende politiche già oggetto del precedente post di Giulio. Giungo a conclusioni diverse sulla base di una interpretazione complessiva della situazione italiana. Non sono un sociologo, politologo o un esperto di sondaggi elettorali e quindi non posso dimostrare le mie affermazioni con dati empirici. Sarò quindi volutamente breve ed apodittico: Renzi è il meno peggio.

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So Long, Mr. Renzi.

14 febbraio 2014giulio zanella

Another Italian leader irremediably lost in transition. Overnight.

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(L'introduzione de) Il Nuovo Libro di Giulio Tremonti

13 febbraio 2014alberto bisin

Il Foglio mi ha dato modo di leggere in anteprima l'introduzione del nuovo libro di Giulio Tremonti, provvisoriamente intitolato "Populismo?". Mi ha anche chiesto di commentarne il contenuto. Il mio commento, pubblicato ieri sul giornale, non è molto positivo. 

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Le quote di bankitalia: un approfondimento

7 febbraio 2014brighella e Francesco Lippi

La recente rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia ha suscitato reazioni accese ma non sempre informate sui fatti e i concetti in discussione.  Vorremmo illustrare 3 punti che riguardano fatti storici (recenti e antichi) che ci paiono utili e che, sorprendentemente, sono assenti dal dibattito. Ci soffermiamo ad analizzare le politiche di distribuzione dei dividendi. Per il tema del capitale sociale rimandiamo al post di Giovanni Federico. 

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Il capitale della Banca d’Italia. Una breve storia

6 febbraio 2014giovanni federico

Nel furore della pugna, qualcuno forse si sarà posto due domande: i) ma perché le banche private possiedono la Banca d’Italia?; ii) quanto hanno reso le azioni della Banca d’Italia nel tempo? Oggi rispondiamo alla prima. Domani, Francesco Lippi e Brighella risponderanno alla seconda

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Poste: Privatizzare poco per non liberalizzare nulla. Parte II: Una privatizzazione da manuale (al contrario)

5 febbraio 2014carlo stagnaro

Trent'anni di esperienza ci hanno insegnato che le privatizzazioni "funzionano" quando massimizzano il gettito della vendita sotto il vincolo di promuovere la concorrenza. La vendita del 40% di Poste Italiane, per quanto è possibile capire della strategia del governo, sembra inadeguata a raggiungere questi obiettivi. Brevi note per salvare il salvabile.

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Poste: Privatizzare poco per non liberalizzare nulla. Parte I: Le condizioni di partenza

2 febbraio 2014carlo stagnaro

Il Governo Letta ha annunciato la parziale privatizzazione di Poste Italiane. Quando un ex monopolista viene messo in vendita, bisogna prestare particolare attenzione alle condizioni di mercato in cui opera. In questa prima parte si spiega perché l'attuale assetto del mercato postale e del gruppo Poste Italiane Spa non è compatibile con un contesto di concorrenza.

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Le quote di Bankitalia: la solita porcata

30 gennaio 2014alberto bisin, michele boldrin e andrea moro

Mercoledì è stato approvato dalla Camera un provvedimento che comporta la rivalutazione del valore patrimoniale delle azioni Banca d’Italia. Il provvedimento, dal contenuto un po’ tecnico, non è però troppo difficile da comprendere nella sostanza. Lo diciamo subito con lo stile diretto che ci ha sempre caratterizzato e attirato tanti amici e tanti “amici”: il provvedimento  fatto approvare con urgenza alla Camera è una porcata. Fondamentalmente esso contiene una (legale) truffa contabile a favore dei bilanci di alcune banche del paese e dell'erario, oltre che un sostanziale trasferimento di risorse dai contribuenti alle banche.

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Electrolux e la tassazione del lavoro

28 gennaio 2014giulio zanella

Il caso Electrolux mette a nudo le conseguenze dell'elevata pressione fiscale sui bassi redditi da lavoro in Italia e suggerisce la migliore politica industriale per il paese.

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Meno debito, meno spesa corrente, meno tasse. Il caso del Comune di Ferrara.

24 gennaio 2014Luigi Marattin

Si dice spesso che la ricetta ottimale per la finanza pubblica italiana in questa fase storica (“meno spesa, meno debito, meno tasse”) sia nota a molti, ed è probabilmente vero. Si dice anche però che essa sia politicamente molto difficile da realizzare, dati gli attriti e le resistenze che si annidano nel tessuto socio-economico, nella debolezza della politica e nel patto implicito tra portatori di interessi e rappresentanti politici per la tutela dei reciproci interessi di breve periodo. E questo è sicuramente vero. Tuttavia, alcune realtà hanno provato a sfidare la sorte e a dimostrare che in questo tormentato Paese – una volta tanto – la migliore cosa possibile non è sempre impossibile.

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