una cosa non riesco a capire

Breve biografia

una cosa non riesco a capire, dall'alto della mia ignoranza, relativamente al tema. D'accordo con il fatto che gli articoli 1 e 18 dello statuto dei lavoratori sono una protezione del posto di lavoro, piuttosto che del lavoratore, ma non riesco proprio a capire come ciò si correli con la possibilità di raggiungere l'efficienza allocativa, dato che tali articoli prevedono già la possibilità di licenziamento per cause economiche (crisi dell'azienda o decisioni in merito alla ristrutturazione), che per altro a me paiono anche molto lasche, dato che consentono a molte grandi imprese di distribuire grandi dividendi e super-bonus ma contemporaneamente di licenziare/esternalizzare (ma ciò ha più a che fare con la morale che con la scienza economica, anche se poi la legislazione dovrebbe curare anche questi aspetti), ossia per cause c.d. OGGETTIVE oltre che per le cause c.d. SOGGETTIVE, ossia il comportamento del singolo lavoratore (scarsa produttività, comportamento in contrasto con il regolamento aziendale etc) che si sostanzia nelle famose TRE lettere di richiamo (che, diciamoci la verità sono piuttosto una farsa, visto che basta anche un ritardo di 10 minuti per farti una lettera). Inoltre è anche consentita la libera recessione del contratto (ovviamente dopo un accordo sulla buonuscita) come in tutto il resto del mondo. Il problema è che l'azienda è costretta ad affrontare pesanti spese legali (come anche il lavoratore)? Rendiamo più efficiente la giustizia.

Il problema dell'Italia non è l'eccessiva protezione degli insider (come dimostrano i licenziamenti a iosa messi in atto, anche giustamente, in questa fase della crisi e l'ampio ricorso alla CIG), ma la totale assenza di tutela per gli outsider, che crea eccessiva frammentazione del reddito e sfruttamento, nonché l'incapacità di proporre e mettere in atto una seria politica industriale, di investimento (anche pubblico) efficiente, investendo sulle risorse proprie del nostro paese: il territorio, l'arte, l'innovazione, i giovani.

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