Tracciando una frontiera nella sabbia
Una storia semplice semplice di come esista il "vicino oriente".
L'autore è uno storico, più o meno. L'aspetto interessante del libro consiste nel mettere in risalto quel che sfugge a molti: la dissoluzione dell'impero della sacra porta (gli "ottomani") implicò una lunghissima guerra diplomatica, di gas, di petrolio, di re e di sceicchi, di druzi, di ebrei, di musulmani e maroniti, di sunniti e di sciti e di tutto il bailamme di monoteismi che pullula tra i monti e le dune.
Lo scontro decisivo è un cozzo tra gli interessi inglesi e francesi (tutti i personaggi di central casting: Poincaré, Herriot, Clemenceau, Faizal, Weizmann, Bell, Lawrence.)
Due punti immediato interesse; cosa sia la "Siria" e cosa sia la "Palestina" o "Israele" è l'effetto di una marea di strani fatti (da come viene tradotto l'arabo degli hashemiti, al fatto che Lawrence era paranoico e anti-Churchill.)
Ma ottimo per capire quanto e come gli iracheni aborrano "tutti" gli altri.



