Trump: commenti a caldo

La Scuola Italiana, vista da un emigrato

3 ottobre 2016Pietro Gagliardi

Questo articolo non vuole essere obiettivo e accademico. È piuttosto un insieme di riflessioni personali, frutto delle mie esperienze: figlio di genitori benestanti, nato e cresciuto in una ricca città del Nord, educato in “buone, anzi ottime” scuole, diplomatomi da un liceo classico con potenziamento di matematica due anni fa, studente all’Università di Oxford, e al momento stagista a Shanghai. Non mi definirei un secchione, ma di sicuro uno che ha passato molto tempo sui libri.

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L'Islam questo sconosciuto

12 settembre 2016Fabio Ghia

Questo articolo offre una breve introduzione alle varie realtà dell’Islam di oggi (1,7 miliardi di fedeli pari al 25% della popolazione mondiale) in particolare quello ortodosso e la sua propaggine “deviata”, partendo dalla nascita del pensiero e del linguaggio politico islamico delle origini, e proseguendo al confronto tra la cultura islamica e quella occidentale. Culture che si sono evolute nel corso dei tempi all’insegna della civiltà dei diritti dell’uomo, da una parte, e quella che, ancora oggi, fa esclusivo riferimento al sistema sociale improntato alla legge di Dio, la Sharia, dall’altra.

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L'inevitabilità della Longue Durée

14 settembre 2016Marco Saltalamacchia

Negli ultimi tempi ho constatato una mia crescente insofferenza nella lettura delle notizie quotidiane: molto di quello che leggo mi appare scontato, addirittura banalmente prevedibile.

È maturata in me la convinzione che gli umani non si siano evoluti per nulla con il progresso tecnologico e che quest'ultimo abbia semplicemente reso la nostra vita più comoda e lunga, ma non necessariamente "migliore". Per "migliore" intendo la teorica capacità umana (che, ahimè, temo non esista, contrariamente a quanto argomentato da Steve Pinker) a rimuovere le tante cause che determinano, oggi come duecento o duemila anni fa, conflitti, violenza ed in ultima analisi, infelicità.

Senza alcuna pretesa di scientificità, ho provato ad allineare queste considerazioni ed a trarne alcune conclusioni.

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Hillary Clinton e l'Isis. Una bufala e molto di più

8 agosto 2016Giovanni Perazzoli

Benché sia stata presentata come verità corrente anche dal giornalismo iscritto all'albo, quella di Hillary Clinton che confessa la creazione dell'ISIS da parte dell'amministrazione americana è una bufala sorprendentemente grossolana.

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Elezioni USA (II) - Ancora su Trump e qualcosa su Sanders

18 marzo 2016michele boldrin e Giovanni F. Accolla

Il vero Super-Tuesday è stato probabilmente quello di questa settimana e ha confermato due cose: che Trump non è un fenomeno destinato a morire (contrariamente alle previsioni/desideri di almeno uno di noi due) e che la base sociale da cui lui e Sanders attraggono voti è sia vasta che parzialmente sovrapposta. Parliamone.

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Elezioni USA (I) - Il fenomeno Trump

Crediamo sia il caso di dedicare un minimo di attenzione alle elezioni presidenziali USA. Iniziamo con un dialogo sulla novità mediatica (forse politica, forse no tra stasera e martedì prossimo finiremo di scoprirlo) dell'anno, ossia Donald Trump.

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Il neo-liberismo e i suoi avversari

1 febbraio 2016giorgio arfaras

Il neo-liberismo, l'austerità e le riforme dei mercati in un mondo globalizzato sono accusati di aver peggiorato le cose. Al posto del mondo solido ed equo dei Trenta Gloriosi, si ha un mondo liquido ed iniquo. È il processo storico mondiale ad essere mutato, non l'azione del neoliberismo. In questo post prima delineero' i tratti di una definizione, che propongo, di liberismo, per poi sviluppare la critica di chi pensa che la dinamica economica sia governata dalla politica. Verranno evidenziate a grandi linee la logica della loro dinamica e di quella che le si contrappone (l'“austriaca”). Infine, parlero' di come si possano vincere le elezioni se si è neo-liberisti (sempre che si accetti la definizione)

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E se tassassimo solo i ricchi?

9 gennaio 2016lodovico pizzati

Per l'imposta federale sul reddito, negli USA, ci stanno arrivando paradossalmente riducendo le tasse sui ricchi. 

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Speriamo che i ricchi diventino ancora più ricchi

1 gennaio 2016lodovico pizzati

Praticamente metà degli americani non paga tasse sul reddito. E tre quarti dei nuclei familiari arriva, al massimo, ad un’aliquota marginale del 15%. In questo sistema l’84% dei $1.4 trilioni di entrate dalla tassa sul reddito viene pagato solo dal 20% più ricco, gente che guadagna almeno $10,000 al mese. Per questo la social democrazia di Bernie Sanders non trova spazio negli USA.


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