Analisi brutale delle regionali 2015.

2 giugno 2015michele boldrin

I lettori perdoneranno l'informale brutalità di questo articolo. Ma i tempi, da un lato, e la triste materia, dall'altro, non permettono di meglio. Nonostante tutto, spero possa essere utile a quei pochi che, con un residuo di triste speranza, pensano non impossibile che il declino possa essere un giorno fermato, se non invertito. Vista la data, lasciatemi sussurrare: viva l'Italia ...

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Il segreto dell'acqua

21 maggio 2015marco esposito

Nel 2011 un referendum popolare (da qualcuno definito più che altro populista) abrogava due parti della L.152/2006, cd. “Decreto Ronchi”: (1) l'obbligo di gara per l'affidamento del Servizio Idrico Integrato (gara che escludeva i soggetti pubblici) e (2) la remunerazione del capitale investito per i soggetti affidatari, che per effetto di varie leggi combinate fra loro risultava essere il 7% nel 2011 (tasso di riferimento tuttora soggetto a semplice delibera del Ministro dell'Industria e delle Attività Produttive).

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La crisi ha ridotto i residui fiscali regionali

13 maggio 2015lodovico pizzati

Nei primi cinque anni di recessione il divario tra tasse e spesa pubblica è diminuito nelle regioni ricche, e tutto sommato la differenza tra spesa pubblica e tasse non è aumentata granché nelle regioni povere. Il declino economico ha diminuito l’ineguaglianza fiscale tra regioni.

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Della corruzione e delle pene

12 aprile 2015Costantino De Blasi

La terra dei Lupi. 

Secondo uno studio OCSE la percezione della corruzione nella pubblica amministrazione in Italia raggiunge il 90%. In questa speciale, e poco onorevole, classifica siamo primi davanti a Grecia e Portogallo e lontanissimi dai Paesi più virtuosi come Svezia e Danimarca. Insomma, non è vero che non sappiamo fare nulla, vi sono cose nelle quali ci impegnamo per davvero.

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Valori burocratici, parte 1: il caso del Garante della privacy

26 febbraio 2015Paolo Piergentili

Il buon funzionamento dell'economia richiede che venga garantito il rispetto di valori etici e professionali come l'onesta', la correttezza, la riservatezza. A questo scopo in Italia (come altrove) sono preposte alcune Autorità. L’idea è che un soggetto specializzato, indipendente ed autorevole possa svolgere questo ruolo meglio di altri soggetti quali ministeri, magistratura, ecc. Questo approccio è largamente diffuso in molti Paesi ed è ragionevolmente efficace se ben organizzato e ben gestito. Per capire se questo è il caso anche in Italia, bisogna entrare molto nello specifico, perché i settori di attività delle varie Autorità sono molto diversi, e così dovrebbero essere anche le loro modalità operative. In questo articolo prenderemo in esame il Garante per la riservatezza dei dati personali. Seguirà un articolo sull'Autorità anticorruzione.

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"Anno I E.R."?

18 febbraio 2015giovanni federico

Un anno fa, il 15 febbraio 2014, scrissi un post dal titolo Ma io tifo Renzi.  Facevo alcune previsioni, sostenendo che Renzi era il meno peggio dei politici italiani. A distanza di un anno …

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Meritocrazia e concorsi. Il caso dell'ENEA

10 febbraio 2015redattori noiseFromAmeriKa

A seguito dell'articolo sui "brevetti generalizzati" abbiamo ricevuto svariati commenti e segnalazioni di casi "esemplari". Un paio li abbiamo messi come commenti all'articolo in questione ma il presente, più dettagliato, ci pare meriti un post a parte. Riportiamo qui un documento ricevuto alcuni giorni fa da un gruppo di ricercatori dell' ENEA, l'ente pubblico di ricerca sull'energia.

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Tutti monopolisti, tutti fottuti: una parabola italiana

28 gennaio 2015michele boldrin

Giorni orsono, al teatro Parenti di Milano, dopo uno spettacolo didattico sui brevetti mi è capitato di lasciarmi intervistare per un giornale on line. Ne è venuta una cosa carina ma fatta un po' di corsa, che potete trovare in rete. Nel rileggerla mi son reso conto che m'era uscito di bocca - mal detto per la fretta del momento - un concetto che ho in mente da tempo e che mi sembra non del tutto inutile anche se, a ben pensarci, abbastanza ovvio. Ho preso l'intervista ed ho riscritto in italiano, elaborandole, le mie risposte. 

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Tempi duri per gli economisti: due articoli di Zingales

22 gennaio 2015andrea moro

Tempi duri per gli economisti. La nostra professione non è mai stata tanto amata, per mille ragioni. Molte di esse son risibili o frutto di incomprensione delle questioni economiche o, peggio ancora, prodotto dell'eterno sogno di un mondo in cui vi sia il free lunch. Ma alcune critiche dall'interno, contenute in due recenti articoli di Luigi Zingales, le condivido da tempo ed approfitto dell'occasione per discuterne.

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Aboliamo il Classico!

13 ottobre 2014michele boldrin

Uno slogan buttato lì, metonimicamente, in una rapidissima intervista poi ripostata su FB ha scatenato (si fa per dire) un dibattito sulla mia pagina di FB in cui è apparso di tutto ed il suo contrario. Evidentemente la frase ha colto un nervo scoperto. Ne approfitto per fare una riflessione sull'educazione secondaria, in Italia, che parte da un angolo diverso da quelli frequentemente trattati qui su nFA. Abbiamo già discusso in passato le questioni inerenti al merito, alla selezione e promozione degli insegnanti, alla concorrenza fra istituzioni scolastiche ed i mezzi attraverso cui andrebbero finanziate. Tutti problemi importanti. Qui provo a discutere di come l'organizzazione interna stessa del sistema scolastico, i suoi programmi e l'idea che di se dà agli studenti ne influenzino, alla fine, la percezione che questi hanno di se stessi ed il modello del mondo con cui, per il resto della loro vita, lo attraverseranno. Oltre agli altri problemi elencati sopra in Italia, a mio avviso, c'è anche questo. Ed è meglio che, almeno fra chi non vive con la soppressa sugli occhi e le ragnatele al posto delle sinapsi, se ne parli.

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