Non importa se il gatto è bianco o nero. Politiche per la crescita. Seconda giornata

Registrato Mercoledì 29 febbraio 2012, 11:00 505 minuti

Un convegno della Fondazione Noisefromamerika, in collaborazione con: Centro Studi Economia Reale, Associazione Libertà Eguale, Istituto Bruno Leoni, e Kuva comunicazione. Roma, 28-29 febbraio 2012. Annuncio e programma. Prima giornata

Riprese e registrazione a cura di Kuva comunicazione.

Diretta video disponibile da qualche minuto prima dell'inizio

Prima parte - mattino

Seconda parte - mattino

Terza parte - pomeriggio

Quarta parte - pomeriggio

Ulteriori informazioni

Video

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5 commenti (espandi tutti)

Mi pare che i paesi veramente federali abbiano sostanzialmente sistemi Bismark, dove eventualmente ogni anno il cittadino vota cambiando cassa/mutua per quanto riguarda il costo del premio mentre vota coi piedi per la qualità delle cure e dei servizi in generale, se non fossero adeguati (cosa in effetti rara).

Come si puo' conciliare federalismo e beveridge?

Mio figlio (che è andato a lavorare all'estero...) sarebbe molto contento della proposta "Ichino" sulle tasse universitarie e i prestiti possibili ai meritevoli.

Solo un'osservazione: ma se fra le famiglie degli universitari che denunciano fino a 40.000 euro anno ci sono il 90% degli autonomi/artigiani/commercianti che si sa benissimo come fanno a "dare quei numeri", che senso ha spostare su quella fascia (o anche più in basso) gli sconti e alzarli, in pratica, solo per i figli dei lavoratori dipendenti che denunciano cifre maggiori? Non oso neanche immaginare cosa succederebbe, poi, nella sinistra nazionale alle prese con il premio al merito degli studenti, ovvero lo scotto da pagare se stai in parcheggio all'università.

... la proposta di Ichino. Se posso esprimere un giustizio, è sicuramente interessante ma tutto sommato del genere UCAS, tipicamente italico: Ufficio Complicazione Affari Semplici.  Anzi aggiungendo alla fine una N e/o una C (Nazionale e/o Centralista).

 

Tenderei invece a segure il ben piu' pragmatico "keep it simple, stupid" e siccome sono spassionatamente federalista, darei l'incombenza (risorse comprese) alle comunità locali (penso la provincia sia l'ente migliore per questo genere di aiuto allo studio). Ogni luogo decide se dare sussidi a fondo perduto, oppure prestiti oppure una combinazione di entrambi. Non esiste la panacea o la soluzione migliore ma solo la possibilità di condurre centinaia di sperimentazioni locali e poi comparare costi e risultati.

Quello che è importante pero' è che non esiste solo l'università. La sofferenza di formazione italiana è sia nell'università sia (anche piu' determinante per il tessuto industriale) per la formazione professionale avanzata, quella di cui hanno bisogno le aziende, se voglioni crescere. Ed anche questa costa, se vogliamo che le scuole abbiano macchinari adeguati e meglio ancora avanzati, piu' avanzati di quanto c'è nell'industria stessa. Dobbiamo quindi poter finanziare sia queste scuole post-obbligatorie sia aiutare gli studenti che invece di perdere 10 anni all'Uni desiderano un diploma professionale in 4 anni e poi eventualmente seguire una università professionale.

in Italia manca una seria fonte di istruzione postsecondaria professionale. Gli istituti professionali sono miopicamente relegati ad essere sostituti dei licei, senza capire che oramai per la produzione manifatturiera avanzata servono conoscenze tecnico-scientifiche che chiedono tempo per essere assorbite. E invece si insiste con l'universita', che per molti deve essere uguale dappertutto, per giunta. 

... la puntata di questa mattina de La Versione di Oscar a cui hanno partecipato Sandro e Michele, e in cui hanno richiamato i temi del convegno.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=120301-noveinpunto.mp3

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