Un aiutino alla memoria

18 luglio 2011 redattori noiseFromAmeriKa

Pubblichiamo qui alcuni stralci della postfazione alla seconda edizione di ''Tremonti, istruzioni per il disuso''. Queste cose le abbiamo scritte tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 e ci pare acquisiscano ancora maggiore interesse dopo l'ennesima manovra estiva. Perché, forse non tutti ricordano, nell'estate del 2010 ci fu un'altra manovra che aveva portato i conti in sicurezza...

Sui conti pubblici messi in sicurezza e lo spread sul debito.

Il debito pubblico italiano è abbondantemente maggiore del PIL, per cui cento punti base di variazione del tasso d'interesse che su tale debito paghiamo (causati da un aumento dello spread) equivalgono a più di un punto percentuale di PIL. Poiché, infine, il PIL italiano è di circa 1.500 miliardi di euro, è facile moltiplicare questo numero per 1 percento ed ottenere circa 15 miliardi di risparmi andati in fumo a causa dell'aumento dello spread sul debito pubblico italiano. E, lo ripetiamo, mentre il tasso di base dipende sostanzialmente dalle azioni di politica monetaria della BCE, gli spread nazionali dipendono sostanzialmente dalla serietà e affidabilità della politica fiscale e di spesa pubblica d'ogni singolo paese. Quest'ultima, a partire dalla primavera del 2008, in Italia l'ha controllata in prima persona Giulio Tremonti. In soldoni: se Giulio Tremonti, il preveggente ministro che Gianni Riotta ha nominato uomo dell'anno per le sue miracolose capacità di gestione economica, avesse davvero visto la crisi arrivare e ne avesse davvero previste le conseguenze e avesse davvero guidato l'economia in salvo, allora egli avrebbe cominciato a tagliare la spesa pubblica immediatamente dopo aver ottenuto l'incarico di ministro dell'Economia, ossia nella primavera del 2008 - come peraltro noi ed altri poveri tonti andavamo consigliando. Se così avesse fatto, si sarebbe garantito un saldo primario positivo sia nel 2009 che nel 2010, il che avrebbe davvero posto le finanze pubbliche italiane in ''sicurezza'', come egli ama dire, e avrebbe limitato o annullato la crescita dello spread; ricordiamo che alla caduta del governo Prodi lo spread era attorno ai 40, e comunque ben sotto i 50, punti base. Al 1 novembre 2010, lo spread del BTP biennale (decennale, trentennale) sul BUND tedesco d'uguale maturità viaggia a 97 (143, 182) punti base. Diciamo una differenza media di 120-150 punti che si traducono in un costo addizionale del debito pubblico pari a circa l'1,2-1,5% del suo ammontare. Quest'ultimo, ricordiamolo, è superiore ai 1800 miliardi di euro: fanno 22-27 miliardi di euro all'anno d'interessi da pagare in più, signor Tremonti! Sa come si pagano questi interessi in più? Si pagano con le tasse estratte dalle tasche dei cittadini ogni anno, signor Tremonti. O non dicevate che non avreste messo le mani in tasca agli italiani? E queste cosa sono, signor Tremonti, se non mani rapaci che frugano nelle tasche dei contribuenti italiani per estrarvi una media di 25 miliardi di euro in più all'anno a causa del fatto che lei, il grande previsore, non aveva capito nulla della crisi, non aveva previsto un bel nulla di cosa avrebbe provocato, non aveva messo in sicurezza nient'altro che la sua carriera politica e s'è, di conseguenza, fatto trovare completamente impreparato dalla crisi del debito europeo?

Sulla manovra dell'estate 2010.

Quando i mercati finanziari mondiali, ed europei in particolare, sono entrati in fibrillazione una seconda volta, a cavallo fra il 2009 ed il 2010, Voltremont si è accorto, con colpevole ritardo, che il deficit pubblico italiano aveva bisogno di un'energica tosatura. Dopo che Spagna e Portogallo si erano già mossi, di fronte alla crisi "greca", anche Via XX Settembre ha finalmente detto la sua promettendo una riduzione del deficit pubblico pari a 26 miliardi di euro su due anni (2011 e 2012). Più che di scelte autonome di politica del risanamento, si tratta quindi di mosse forzate dalla situazione finanziaria internazionale. Notiamo anzitutto l'entità della manovra, pari a circa 13 miliardi per anno. Il lettore ricorderà che il solo aumento dello spread sui titoli tedeschi e francesi ci costa, in interessi pagati annualmente, una cifra superiore! Insomma, se l'uomo dell'anno avesse fatto il suo dovere quand'era ora, la manovra non sarebbe stata per niente necessaria, anzi si sarebbe "fatta da sola". Non male come esempio concreto d'insipienza economica e politica dalle costose conseguenze per le tasche dei cittadini, no? Sarebbe carino che Voltremont, o uno dei suoi Mangiamorte, riuscisse a trovare anche un solo altro italiano che, in prima persona e per propria mancanza di competenza, sia riuscito a causare un tale gigantesco salasso al portafoglio dei suoi concittadini.
Ma veniamo dunque alla manovra vera e propria. Come tutti sanno Voltremont l'ha sbandierata come la versione italiana di "lacrime e sangue", come il grande taglio della spesa che servirà a mettere in sesto il paese per sempre ed "in sicurezza" i conti pubblici. Sì, aveva detto d'averlo fatto anche l'anno prima e quello prima ancora, ma ha deciso evidentemente che non c'è due senza tre. La realtà è che la manovra non diminuisce le spese complessive ma, più propriamente, le aumenta meno di quanto il Tremonti stesso avesse promesso, mentre si sono aumentate le imposte molto di più di quanto si abbia il coraggio di ammettere.

Sulle previsioni di pareggio del bilancio.

Almeno un altro trucco, però, va menzionato. Come tutti sanno, deficit, debito e tutto il resto sono sempre stabiliti in rapporto al PIL nominale. Un modo, quindi, per ridurre il debito e il deficit in rapporto al PIL, e far sembrare che tutto vada per il meglio nel migliore dei mondi possibili, è far finta che il denominatore sarà più grande di quanto sia ragionevole pensare che possa essere. Anche questa, come quella delle spese tendenziali di cui parla Baldassarri, è un'antica pratica democristian-craxiana: se andate a leggervi le finanziarie dei ruggenti anni `80 e dell'inizio anni `90 (prima che la baracca crollasse fragorosamente al suolo) vi troverete previsioni fantastiche ad ogni finale d'anno, che venivano poi regolarmente smentite dal consuntivo e rilanciate, con interessi, nella nuova finanziaria. Via così, per più di un decennio, fino al patatrac del 1992. Da quando Voltremont (che in quegli anni si faceva le unghie apprendendo come fare il gioco delle tre carte con i conti dello stato da maestri quali Franco Reviglio e Rino Formica) ha cominciato a comandare per davvero a Via XX Settembre (ossia, dal 2001) quell'onorata pratica è ritornata di moda. Ecco quindi che, nelle "previsioni" del ministero del Tesoro, il PIL nominale del 2011 sarà del 3,8% maggiore che nel 2010, per una crescita reale del 2% circa, mentre nel 2012 andrà ancora meglio con un più 3,9%! Cosa daremmo per poter ascoltare le risate che si facevano alla Direzione Generale mentre s'inventavano questi numeri, e per sapere di che cosa s'erano fatti.
Bene, mentre prendeva per i fondelli gli italiani con i finti tagli ed i veri aumenti delle tasse descritte da Baldassarri e con le previsioni degne dell'Astrologo di Brozzi (il quale, si narra in Toscana, sapeva riconoscere "i rovi al tatto e gli escrementi al puzzo") appena menzionate, mentre tagliava i fondi per istruzione, università e ricerca, che cosa dichiarava, in pubblico, Voltremont? Dichiarava questo, che non commenteremo (non ne abbiamo lo stomaco):
La manovra ora in discussione in Parlamento, ha aggiunto il ministro, "non è solo una manovra per stabilizzare i nostri conti. È qualcosa di più, la correzione di una tendenza storica: meno spesa pubblica; meno enti inutili; meno spese inutili; meno abuso dei soldi pubblici; meno evasione fiscale". [...] Per la ricerca e per l'università, se configurate come reale investimento sul futuro, può essere fatta una politica diversa. [...]" "Questa volta - dice il ministro - non ci saranno altri a pagare per noi, saremo noi a dover pagare per noi e con gli interessi. Per decenni, in Europa, in Italia, drogati dal debito pubblico si è pensato che la politica fosse indipendente dai numeri, che la politica venisse prima dei numeri. E questi poi - i numeri - più o meno taroccati, ma ora è l'opposto: i numeri vengono prima della politica ed è la politica che deve adattarsi ai numeri".
Sì, ha detto proprio così. E il mangiamorte di turno era tutto contento, predeva appunti, e faceva sì sì con la testa.

Quello che si sta vedendo in questi giorni è un film già visto varie volte. Purtroppo ogni sequel è peggiore dell'edizione precedente.

48 commenti (espandi tutti)

Pregevole sussidio mnemonico, ma noi comuni mortali come facciamo a ricordaci che nell'estate del 2010 ci fu un'altra manovra che aveva portato i conti in sicurezza... e chissà quante altre prima?

Per prima cosa ogni manovra è precedura da settimane di ipotesi, varianti, smentite. Di tutto di più, non una manovra ma mille.

Poi quando arriva al Parlamento ci sono emendamenti (migliaia) oppure maxi-emendamenti (uno solo ma con migliaia di modifiche).

Poi inizia il tira e mola tra Camera e Senato.

Insomma è pu' ricordare a memoria l'elenco telefonco di Roma o Milano.

F

Non solo riassumere e schematizzare ogni volta che c'è una manovra definitiva, ma anche ricordarci ogni volta le puntate precedenti.

Certo che se i media appartengono ai polici (anche nel senso del finanziamento ai giornali) la cosa è un filino più complicata... 

I media il loro dovere lo fanno eccome.

Il problema e' che il loro dovere e' distrarre il volgo dall'incompetenza/mala fede del governo. Sono come i ragazzini a Barcellona, che vengono a distrarti con le foto mentre il loro fratello maggiore ti toglie il portafoglio dalle tasche.   

Gli "intellettuali" vengono distratti da tirate contro il liberismo/scuola di chicago/precariato.

Le "masse" vengono distratte dai vari bunga bunga e scandali minori.

E per il beneficio di chi non sa l'inglese, traducono moderata cautela ufficiale in trionfalismo

 

(spoiler alert: deprimente..) se avete ancora dei dubbi, e volete toccare con mano come fanno i cani da guardia al corriere, il quotidiano della borghesia liberale del bel paese..
eccovi serviti!
che fiuto, che istinto nello scegliere la preda, che accanimento di mascelle! cani da guardia di razza in via solferino!

 

--> edit --> scusate,  come il prof brusco mi ha fatto notare, si è trattato di lapsus! in realtà l'articolo non è sul corriere, ma su il giornale, il che fa decisamente venir meno il senso del commento, dal giornale non mi aspettavo niente di meno..                 

 

Aspetta però, Nicola Porro è al Giornale, non al Corriere. La discesa degli inferi del Giornale e di Nicola Porro in particolare è uno dei più cupi sintomi della decadenza berlusconiana. Da quotidiano fondato, quello sì, da un grande borghese, a bollettino propagandistico e strumento di vendetta trasversale. Molto triste.

oddio, sarà il pessimismo dilagante, ma mentre leggevo l'articolo la mia testa l'ha associato a p.ostellino.. sorry per il qui pro quo, in effetti trattandosi del giornale non valeva la pena di postarlo..  faccio un edit al commento su allora. 

Vabbe', ma un giornale proprieta' di un leader di partito non puo' essere indipendente per definizione. L'equivoco semmai e' confondere dei giornale formalmente indipendenti dal potere politico seppur dotati di una ben precisa linea politica e spesso controllati da editori impuri (nel senso che fanno anche altro) con un quotidiano strutturalmente dipendente come il Giornale, che in ultima analisi non e' altro che un organo di partito direttamente asservito al suo leader. 

C'è modo e modo di esser partigiani.  Ricordo alcuni episodi di banditismo puro:

-intervista alla santanché che diceva che veronica lario era l'amante della sua guardia del corpo

-il caso boffo

-il caso marcegaglia

-pochi giorni fa, nel mezzo delle polemiche tra Tremonti e Berlusconi, titoloni contro 3monti.

Una cosa è il political bias, altra cosa è il teppismo.

Noto che ha lasciato fuori il caso Fini, nonostante una buona parte di opinione pubblica lo consideri parte del manganellamento mediatico.

Chapeau, perchè in quel caso (a differenza degli altri) ci fu della sostanza.

Il caso Marcegaglia non esiste, era chiaramente una conversazione scherzosa strumentalizzata.

Comunque non è che ci sia differenza tra il "BANDITISMO" del Giornale e quello del Fatto Quotidiano o di Santoro o di Repubblica. Di campagne di fango basate sul nulla o su qualche fotocopia di qualche procura girata illegalmente ai quotidiani "amici" e spacciata per oro colato, l'area mediatica antigovernativa ne ha fatte e ne fa a bizzeffe. Non capisco perché facciano più scalpore quelle di destra che in genere sono pure più goffe e con minore potenza di fuoco.

Voglio dire, Repubblica & Co. distorcono i fatti quotidianamente. Basti pensare alla campagna che è stata fatta sulla "privatizzazione dell'acqua" o sul "MOSTRO nucleare" o sulla "legge bavaglio" per far capire che siamo di fronte ad un mondo mediatico uso a turlupinare i propri lettori gettando fango sulla fazione avversa.

Ora, non è che gli uni siano ontologicamente migliori degli altri: fanno tutti propaganda invece di giornalismo. Difendono tutti aprioristicamente una fazione, indipendentemente dai fatti e dal merito. Sono dei religiosi, dei fideisti. Anzi, spesso plasmano i fatti a sostegno della propria fazione e contro l'altra, che è il nemico assoluto.

Tuttavia Feltri l'ho visto sospeso, Mauro, Santoro, Padellaro no. E questo la dice lunga su come siamo messi in Italia.

Il caso Marcegaglia non esiste, era chiaramente una conversazione scherzosa strumentalizzata.

Stai scherzando? Io scherzo così giusto con gli ex compagni dell' Itis, non di certo con addetti stampa ed affini.Non escludo che fosse davvero uno scherzo, sebbene di cattivo gusto, ma sembrava più un avvertimento mafioso.

Per il resto, certo che non sono gli unici a far propaganda, ma:

  1. girare fotocopie può essere un reato, ma un documento della procura è una base più che solida per un' inchiesta giornalistica
  2. le campagne ecologiste non fan parte di nessuna strategia, c'è proprio un sacco di gente che teme centreli nucleari ed acquedotti privati
  3. Non ricordo un solo caso di attacco personale basato sul nulla proveniente da Santoro o dal Fatto.Parlo di attacchi battenti e prolungati, che un articolo fuori registro scappa pure al times.

No, Santoro e Travaglio sono partigiani, ed il primo è spesso in malafede, ma Feltri & Belpietro sono in un'altra categoria.Semplicemente a libro paga, come Ferrara.

 

Comunque non è che ci sia differenza tra il "BANDITISMO" del Giornale e quello del Fatto Quotidiano o di Santoro o di Repubblica.

Ora, non è che gli uni siano ontologicamente migliori degli altri: fanno tutti propaganda invece di giornalismo. Difendono tutti aprioristicamente una fazione, indipendentemente dai fatti e dal merito. Sono dei religiosi, dei fideisti. Anzi, spesso plasmano i fatti a sostegno della propria fazione e contro l'altra, che è il nemico assoluto.

E qui ti sbagli, ed anche in maniera grave. La differenza e' proprio ontologica. Ma e' triste vedere come in Italia non si percepisca la differenza tra "giornale che ha una linea politica" (che ci piaccia o meno) e "giornale proprieta' di e completamente asservito a un leader politico di primissimo piano".

Tra l'altro al giornale non sono nemmeno dei fideisti, scrivono quello che scrivono perche' sono pagati per farlo. Se domani SB decidesse che il nucleare non gli conviene, sul giornale spunterebbero come funghi fondi che spiegano ai lettori come il nucleare sia insicuro/poco conveniente.

Sulla Marcegaglia non vale nemmeno la pena di risponderti. In questi casi o si e' in malafede o sia ha una percezione disgiunta dalla realta'.

Ora, non è che gli uni siano ontologicamente migliori degli altri: fanno tutti propaganda invece di giornalismo. Difendono tutti aprioristicamente una fazione, indipendentemente dai fatti e dal merito. Sono dei religiosi, dei fideisti. Anzi, spesso plasmano i fatti a sostegno della propria fazione e contro l'altra, che è il nemico assoluto.

Tuttavia Feltri l'ho visto sospeso, Mauro, Santoro, Padellaro no. E questo la dice lunga su come siamo messi in Italia.

Per rimanere ai fatti, Feltri è stato sospeso per la megapatacca del caso Boffo, e per gli articoli dell'agente Betulla.

 

Rileggiti l'ultima frase del commento di Sandro: Repubblica e fatto quotidiano hanno chiaramente political bias; il giornale (e libero) sono forse fin peggio di Fox News: semplicemente mentono sapendo di mentire. 

Tra l'altro, riflessione sul sistema giornalistico Italiano: Scandalo di corruzione giornalistica in inghilterra (2011): morti, licenziamenti, chiusure di giornali, bufera politica, possibile caduta di governo. Scandalo di corruzione giornalistica in italia (2006): renato farina premiato a parlamentare col pdl.

 

Repubblica e fatto quotidiano hanno chiaramente political bias; il giornale (e libero) sono forse fin peggio di Fox News: semplicemente mentono sapendo di mentire. 

Rispondo a te, per tutti. No cari miei: attenzione a cadere nella trappola della divisione del mondo in buoni e cattivi. Il Fatto Quotidiano e la Repubblica sono quotidiani pessimi almeno al pari degli altri due, di colore opposto. Certo, il fatto che Il Giornale appartenga ai Berlusconis è un aggravante notevole. Ma allora uno potrebbe pensare che De Benedetti imbufalito per lo scippo di Mondadori abbia incaricato Mauro di allestire una "struttura gamma" per gettare fango per anni su Berlusconi per vendicarsene. Tutti sono a libro paga di qualcuno

In ogni caso trovo anche più grave che una testata menta sapendo di farlo o getti fango come strumento per fare squadrismo con l'informazione. E purtroppo questi comportamenti squallidi sono diffusi più o meno in tutti i nostri quotidiani (compresi quelli che voi idolatrate).

Inoltre, molti di questi giornalisti sono talmente ideologici da comportarsi nei confronti della realtà invertendo il processo conoscitivo (direbbe Dawkins): prima decidono aprioristicamente cosa devo dimostrare, poi usano i fatti per dare una parvenza di razionalità a ciò che hanno già abbracciato per fede. Inutile specificare che con questo atteggiamento arazionale, giungono spesso a risultati sconclusionati.

Potrei fare innumerevoli esempi a sostegno di tutto ciò, ma mi limiterò al primo che mi viene in mente. Un paio di settimane fa Oscar Giannino ad una trasmissione di 2 ore su Radio24 (che ho ascoltato integralmente) ricordò come storicamente Napoli abbia rifondato il proprio spirito civile solo in seguito a grossi drammi. In quest'ottica disse che quando erutterà il Vesuvio (perché si sa che erutterà e "fare le corna" non è una soluzione) e la città pagherà cari gli abusivismi e la dilangante inosservanza delle regole che la permea a tutti i livelli (dal casco del motorino, al voto di scambio), forse la città capirà che senza regole e nell'assoluta mancanza di senso civico si scava la fossa da sola. E a quel punto, così come le serie storiche hanno insegnato su Napoli, forse risorgerà e tornerà allo splendore culturale e civile che l'ha contraddistinta in epoche passate. Giannino sottolineò che non era affatto una invettiva contro i napoletani, che sua MADRE è di Napoli, che stima Saviano e che lo reputa l'esempio da seguire per la rinascita della città.

Questi sono i fatti, oggettivi. Credo che chiunque lo possa ritenere un intervento ragionevole, argomentato e sensato. Come riportò l'episodio La Repubblica? Riportò frasi decontestualizzate sia sul quotidiano a firma Maltese (se non ricordo male) sia su Repubblica.it e fece semplicemente credere ai propri lettori che Giannino per risolvere il problema dell'immondizia si AUGURASSE LO STERMINIO DEL VESUVIO, come avrebbe potuto fare un qualunque becero leghista da taverna. Perché? Ma chiaramente per delegittimare il pensiero liberista di Giannino, per invocare i fantasmi della "Struttura Delta" nei propri lettori, per adombrare la realtà con il dubbio di qualche "manovra mediatica" decisa a tavolino con il "servo" Oscar Giannino nelle segrete di Arcore per fare propaganda a sostegno di qualche intervento leghista contro Napoli, etc.

No signori, questo NON è BIAS. Questo è squadrismo, è uso volontariamente distorto dell'informazione a fine politico. Non c'è differenza ontologica con Boffo, fate attenzione. Boffo fece semplicemente più scalpore perché Feltri andò avanti giorni con questa storia della condanna per molestie sessuali (che tra l'altro era vera). Ma Repubblica, il Fatto, Santoro, etc. si comportano costantemente nello stesso modo. 

potresti avere ragione ma hai dimenticato una differenza non da poco

Libero e il Giornale sono a "senso unico" gli altri due no

ti ricordo solo Telekom Serbia iniziata da Repubblica

Il fatto poi di chi sarebbe a libro paga?

Libero e il Giornale sono a "senso unico" gli altri due no

 

Non è vero. Ti faccio qualche esempio: il Giornale e Libero hanno chiesto da subito le dimissioni di Scajola nonostante Berlusconi fosse fortemente contrario. Libero ha preso posizioni nettamente contrarie alla guerra in Libia, nonostante le scelte governative. Libero ha duramente criticato la mancata "rivoluzione liberale" del governo e sostanzialmente ha detto che il governo non ha mantenuto le promesse. Libero sulla questione Milanese non ci è andato giù leggero. E gli scandali della amministrazione Moratti li hanno denunciati per primi, nonostante fossero controproducenti per la campagna elettorale imminente. Certo, Il Giornale ha un po' più le mani legate, che discorsi. Ma non ci sono differenze ontologiche, come invece vorrebbe far credere la vulgata di Repubblica e Il Fatto.

Il fatto poi di chi sarebbe a libro paga?

Una proprietà c'è sempre. Il Fatto appartiene in 70% ad un gruppo di imprenditori e al 30% alle firme più importanti del giornale. E il driver della proprietà in genere è il profitto, cosa che non deve necessariamente coincidere con una corretta informazione (che invece dovrebbe essere il driver del lettore).

Giornale e Libero hanno chiesto da subito le dimissioni di Scajola

chi stava mettendo in difficoltà Scajola?

Libero ha preso posizioni nettamente contrarie alla guerra in Libia

e quale era la posizione di Berlusconi. Non era contrito per Ghedaffi o ricordo male?

Libero sulla questione Milanese non ci è andato giù leggero.

Milanese è uomo di Tremonti e qualcuno soapettava che i rapporti Berlusconi Tremonti non fossero idilliaci tanto che il secondo temeva il metodo Boffo.

non ricordo chi abbia denunciato l'abuso del figlio, ora ho poco tempo ma indagherò.

Scegli pure un altro esempio perche' Oscar Giannino ha detto una puttanata, degna di un sedicenne che lascia un commento su youtube e i giornali (non solo repubblica, tutti) se la son vista servita sul piatto d'argento. Come si dice: he should know much better than this. Tra l'altro immagino che si sia reso conto immediatamente della cavolata perche' la nasconde dietro una nuvoletta di parole come se non volesse prendersi la resposabilita' di cio' che ha detto.

Il problema del meridione d'Italia e' un problema di humus, creato e perpetrato dalla classe politica che li regna e non si schioda. Criticare il sud perche' non riesce a liberarsi quella classe politica quando poi a roma e nel resto d'italia ci sta quello che che ci sta vuol dire avere le fette di prosciutto sugli occhi. La posso tirare pure io la profezia "alla Giannino": in Italia non cambiera' un cazzo per i prossimi 20 anni e il divario tra le condizioni economiche e sociali tra sud e nord non fara' che restringersi, come sta facendo da 15 anni a questa parte.

Giannino ha fatto una valutazione assolutamente ragionevole e non era minimamente offensiva. Non voleva dirla chiaramente perché essendo uomo intelligente sapeva che poi avrebbe ricevuto insulti e minacce di morte dalla parte peggiore del paese sobillata da chi fa nazismo con l'informazione.

Ora non vorrei entrare nel problema del meridione, in genere comunque la mia opinione è che ognuno ha i politici che si merita: troppo facile dare sempre la colpa a qualcunaltro. Il napoletano "chiagne e fotte" e lo stesso fa il suo amministratore.

La mia personale soluzione sarebbe chiudere seccamente il rubinetto che porta dal nord al sud dai 60 ai 110 miliardi l'anno (Luca Ricolfi - Il sacco del nord) che sono un incentivo a continuare in questo modo dissennato, e poi bonificare seriamente il territorio dando maggiori risorse alle forze di polizia e alle procure.

Comunque tornando al brigantismo mediatico di Fatto Quotidiano e Repubblica, potrei farti esempi a iosa (ma sono convinto che se ci pensate potete trovarveli da soli): pensa a come per giorni quei giornali fecero credere che erano infiltrati tra le forze dell'ordine a mettere a ferro e fuoco Roma in occasione della approvazione della riforma Gelmini (cosa che poi si è rivelata totalmente falsa). Pensa a tutte le BALLE che hanno raccontato sul nucleare, sul referendum sull'acqua, sull'energia "pulita" solo per motivare la gente ad andare alle urne. Pensa a quante volte il Fatto sbatte in prima pagina persone come se fossero criminali condannati in terzo grado, avendo in mano solo qualche carta di PM (e dunque solo le ipotesi dell'accusa). Questo modo di fare non è affatto serio, lo capirebbe anche un bambino. Cercate di non farvi lavare troppo il cervello. Vi ricordo che persino molti di quelli che vanno in carcere PRIMA del processo (una BARBARIE per uno stato di diritto che ormai è divenuta una pena preventiva per un semplice SOSPETTATO), sono completamente innocenti (se non ricordo male il 30%)! Figuratevi che livello di autorevolezza possono avere le semplici accuse di un PM! Il giornale che le sbatte in prima pagina titolando come se fossero accertate aumenterà le vendite ma fa obiettivamente del CRIMINE e può essere solo disprezzato. Altro che metodo Boffo!

La mia personale soluzione sarebbe chiudere seccamente il rubinetto che porta dal nord al sud dai 60 ai 110 miliardi l'anno (Luca Ricolfi - Il sacco del nord) che sono un incentivo a continuare in questo modo dissennato, e poi [...]

Visto che siamo 4 gatti a pensarla cosi' approfitto subito per dire che sono d''accordo.

LR pero' stima da 50 a 83 miliardi di euro del 2006, da dove vengono i 60/110?  Hai rivalutato dal 2006 al 2011?

Scusate la domanda (non ho letto Ricolfi): vengono considerati solo i soldi che "si mandano" (cioè trasferiti direttamente) o anche quelli che "non si prelevano"?

Ad esempio: oggi diversi quotidiani riportano la notizia che in Calabria circa il 70% dei cittadini ha l'esenzione dal ticket.

Dato che una percentuale del genere non è possibile nemmeno a Lourdes è evidente che si traduce in un disonesto vantaggio per una regione a spese delle altre. Anche questi soldi entrano nel calcolo di LR o vanno aggiunti separatemente?

Scusate la domanda (non ho letto Ricolfi): vengono considerati solo i soldi che "si mandano" (cioè trasferiti direttamente) o anche quelli che "non si prelevano"?

In prima approssimazione LR conta nel trasferimento i soldi non prelevati, se il mancato prelievo e' indebito.  Ovviamente sono tutte stime, ma per esempio la LR conta quanti soldi sono evasi dalle tasse come frazione del reddito, poi considera a debito la parte evasa sopra la media e credito fiscale la parte evasa meno della media.  Il differente livello di evasione fiscale corrisponde al contributo maggiore di trasferimento di risorse da Nord a Sud.

da dove vengono i 60/110?  Hai rivalutato dal 2006 al 2011?

No, dipende dal modello che si usa! Adesso non ricordo precisamente se ai 110 billion LR accennasse direttamente nel libro o solo nel successivo dibattito che ha suscitato l'uscita del libro sui quotidiani. Ricordo comunque espressamente LR scrivere e sostenere in TV che nel worst case il Nord viene munto di 110 miliardi/l'anno.

Googla! Lo trovi di sicuro! ;-)

Visto che siamo 4 gatti a pensarla cosi' 

Siamo 4 gatti perché non ci organizziamo. Finché ci limiteremo a criticare i "liberalidelcazzo" senza fare loro la guerra, la gente potrà solo votare loro. Non possiamo aspettare passivamente che si autoriformino da soli, se vogliamo certe cose dobbiamo intervenire.

Abbiamo due anni. Creiamo una proposta convincente intellettualmente (magari anche su questo blog) e poi passiamola ad un team che si occupi di semplificarla e di confezionarla in modo da essere vendibile alla popolazione, magari sui social network. Con il tam-tam virale su Internet si possono veicolare molte idee, oggi. Inoltre i liberali italiani sono incazzati neri, i federalisti pure, e in generale c'è un odio preinsurrezionale nei confronti della casta: chi viene da fuori, magari con una proposta che abbia anche degli elementi demagogici (taglio secco agli stipendi della politica entro i primi 100 giorni, x esempio) sicuramente verrebbe visto con ampio gradimento. Si potrebbe addirittura creare un secondo "effetto Berlusconi 1994".

Imbracciamo il fucile (in senso metaforico). Chi può metta mano al portafoglio, chi ne ha le qualifiche faccia i conti e le proposte economiche, chi può occuparsi del marketing e propaganda si dia da fare. Il contributo di tutti è utile. Chissà, magari facciamo il miracolo thatcheriano in Italia.

Certo, anche se una forza politica da noi promossa dovesse entrare in Parlamento, poi non sarà facile cambiare l'assetto istituzionale e vincere le resistenze al cambiamento di questo paese pieno di caste, ordini, sindacati, corporazioni. Però considerato che diversamente dagli attuali politicanti il nostro driver non sarà il consenso elettorale delle successive elezioni x salvare la poltrona, ci si può provare!

Poverino, ce l'hanno con il povero Feltri, mentre i giudici comunisti salvano in continuazione Travaglio (che poi è un pluricondannato, ma fa niente: meglio tenere separati i fatti dalla realtà) e company. Povera Italia, in balia dei Lusiani e dei Fumagalli.

P.S.: stavo preparando un lungo e accorato appello alla ragione; poi ho capito che è tutto inutile.

stavo preparando un lungo e accorato appello alla ragione

Se ti piace dividere il mondo tra buoni e cattivi, in una perenne ed ideologica contrapposizione tra bene e male, tra "servi" e liberi, fai pure.

Io in questa logica non ci entro. Perché antropologicamente so benissimo che poi la mia razionalità verrebbe adombrata dall'emotività e che non sarei più in grado di valutare con onestà intellettuale i fatti per quelli che sono. Sarei in balia del "quarto potere" di questa o quella testata giornalistica della quale diventerei un adepto pseudolobotomizzato.

Per cui ne resto fuori. Per me un giornalista è bravo se nel suo storico mi ha dato delle notizie che ha verificato, senza cercare di farmi credere una cosa piuttosto di un'altra perché giova alla SUA causa politica e soprattutto senza fare dell'informazione NAZISMO cercando di aizzarmi all'odio verso qualcunaltro. E utilizzo questo algoritmo indipendentemente dalla testata, in modo molto laico.

Luca Ricolfi si prende un [AAA]; Ezio Mauro e Vittorio Feltri non più di [BB-].

Semplificando: per te qualunque cosa al mondo si può incasellare tra B. e antiB. Per me si incasella tra Voltaire e antiVoltaire. E in questa suddivisione quelli che "ragionano" come te, tendo a incasellarli negli antiVoltaire.

Saluti

Andiamo Sor Fumagalli non si possono leggere le cose che scrivi!!!!

Non puoi mettere sullo stesso piano il modo di fare giornalismo di santoro,repubblica,il fatto e quello de il giornale.

1 repubblica il fatto e santoro sono schierati questo è sicuramente vero ma la relazione si fonda  sull'appartenenza ad una  ideologia comune e come tale permette una maggiore libertà di espressione a meno che uno non sia un fanatico talebano. Il giornalismo serio è un'altra cosa ,ma i pericoli del nucleare per esempio sono reali ,v.le scorie, o l'annientamento  totale dell'ambiente circostante nel caso di incidenti v chernobyl.

il fatto  repubblica o santoro  se c è da bastonare la parte politica per la quale simpatizzano lo fanno ,  e certo non capovolgono le notizie come fa il giornale ,appunto perchè la loro relazione non è fondata su un rapporto di lavoro.

ti faccio un esempio.io tifo juve.il fatto ,per anni è andato contro la juve di moggi ma adesso che sono venute fuori le intercettazioni a carico dell'inter le notizie sono state  pubblicate cosi come le motivazioni di palazzi che ha accusato duramente l'inter ,certo ancora aspetto,inutilmente,  che travaglio si scagli contro colui  che portò avanti quelle indagini in quel modo nel 2006 e che dichiarò che piaccia o non piaccia non ci sono intercettazioni dell'inter ma non si è gridato al complotto nazionale come sistematicamente fa Il giornale.ma ti pare possibile che vengano trasferiti miliardi di lire da un conto ad un altro senza che il titolare ne sappia niente e che questa tesi venga difesa?

ma ti ricordi come hanno cercato di salvare berlusconi dopo lo scandalo ruby,con quella patetica intervista da Signorini?o come si scagliano contro chiunque si azzardi a pronunciare un opinione avversa rispetto  all'operato del governo?v Montezemolo ultimamente.

2 giornalisti seri? enrico mentana e paolo mieli

 

modo di fare giornalismo di santoro,repubblica,il fatto e quello de il giornale.

ma io direi che sono anche peggio! Aprite gli occhi: tutti non fanno corretta informazione ma tendono a prendere per il culo i propri lettori. Fanno una informazione molto parziale, che nasconde volutamente alcune notizie e ne amplifica altre a seconda della convenienza. Il BIAS è tutt'altra cosa. Bias significa dare una lettura diversa di una notizia, NON nasconderla o amplificarla esageratamente per usarla come manganello!

Proprio sul nucleare hanno fatto un vergognoso terrorismo mediatico, dicendo un sacco di cazzate antiscientifiche. Ogni giorno che leggevo il Fatto prima del referendum c'erano delle mistificazioni di un grottesco ripugnante: conti sbagliati, notizie distorte, spiegazioni grossolane. Non hanno minimamente informato i propri lettori di come stessero le cose sulle fonti energetiche e sulla sicurezza, rifacendosi ad agenzie internazionali e a dati seri: si sono limitati a terrorizzarli, veicolando le informazioni che risultavano più utili per spingerli a votare in massa il referendum. Il tutto senza spiegare pro e contro, senza fare confronti seri e riflessivi, sull'opportunità o meno di adottare questa o quella tecnologia.

Questo modo di fare per me è aberrante. Anche peggio de Il Giornale perché da Il Giornale potresti anche aspettarti una propensione all'indottrinamento, proprio a causa della proprietà. Dagli altri, che fanno i maestrini di etica, morale e giornalismo, uno tende ad aspettarsi un comportamento deontologicamente ben differente. Cosa che alla prova dei fatti non è.

enrico mentana e paolo mieli

Mentana sta facendo molto bene. Su Mieli sono meno entusiasta. Comunque potrebbe essere un'idea quella di fare una bella "agenzia di rating" dei giornalisti italiani. Chiaramente il metodo di valutazione deve essere scientifico, rigoroso ed immune da condizionamenti legati alle proprie simpatie. Se prende piede potrebbe essere la volta buona che la smettono di turlupinare la gente! ;-)

un 'altra che mi piace per come conduce la trasmissione e che io trovo equidistante è Ilaria D'Amico.

per quanto riguarda il giornale ti posso dire che gli dò un'occhiata quando mi sento depresso e leggendolo mi tiro su di morale perchè capisco che c è chi sta molto peggio di me :-)

un 'altra che mi piace per come conduce la trasmissione è Ilaria D'Amico

stai scherzando vero?

Semplificando: per te qualunque cosa al mondo si può incasellare tra B. e antiB. Per me si incasella tra Voltaire e antiVoltaire. E in questa suddivisione quelli che "ragionano" come te, tendo a incasellarli negli antiVoltaire.

Semplificando: tu sei uno di quei tizi convinti che le proprie idee (che a ben guardare sembrano un pastiche di fonti note e non troppo originali) siano razionali mentre chiunque non la pensi come te brancola nel buio dell'irrazionalita'. A prescindere da ogni ragionevole controprova in cui ti puoi imbattere. Ergo discutere con te e' tempo perso.

Ergo discutere con te e' tempo perso.

bravo. ci hai messo un po' troppo, però alla fine ci sei arrivato. :-)

...oppure hai appena descritto la tua immagine allo specchio.

Fantastico! Siamo arrivati allo specchio riflesso! Comunque hai ovviamenbte sbagliato tattica, é ormai da anni risaputo che lo specchio di gomma domina quello riflesso.

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Carino!

Chissa' che l'ascii art riesca a far comprendere meglio il concetto...

 

Io cerco di non dare patenti di razionalita' sulla base delle mie personali opinioni, ma tu continua pure...

Il Fatto e Repubblica sono partigiani e a volte anche in malafede, non ci piove. Libero e soprattutto Il Giornale tuttavia toccano livelli assolutamente unici. Ve lo ricordate Sallusti con Mesiano "il giudice dai calzini turchesi"?

http://www.youtube.com/watch?v=p-ytZm7XBxM

 

Bene, vedo che ho toccato i feticci del vostro iperuranio. Mi auguro vi serva per ricominciare a ragionare laicamente sulle cose. Viceversa potete considerarmi tranquillamente un troll e tornare senza problema a venerare i vostri dèi, riponendo altro incenso nel turibolo di Mauro, Padellaro & Co.

Trovo singolare che un blog di ispirazione liberale dove si vuole ragionare di temi economici seri, sia popolato da così tanti lettori del Fatto e di Repubblica che dunque saranno portati a NON ragionare su molti temi, ma semplicemente a dividersi tra "questa cosa giova a B." oppure "questa cosa non giova a B.". La mia esperienza è infatti che buona parte dei lettori di questi giornali, esattamente come accade per i lettori di Libero e Il Giornale, non sia in grado di ragionare liberamente. E' come quando vuoi ragionare di esistenza di Dio con un religioso fondamentalista: non c'è ragionamento che tenga poiché gli uomini tendono a mettere la ragione in stand-by quando trattano di cause alle quali hanno più o meno consciamente aderito fideisticamente.

Quel servizio di Mattino5 è agghiacciante, molto peggio dei servizi del Giornale che ha trattato Mesiano principalmente da "toga rossa", come ci si poteva aspettare, sollevando il dubbio che la sentenza fosse in qualche modo condizionata da elementi politici, cosa che tra l'altro non escluderei aprioristicamente. Il Giornale ha semplicemente fatto quello che avrebbe fatto Repubblica, a parti inverse. Se Berlusconi fosse stato assolto probabilmente avremmo letto articoli in cui si cercava di delegittimare quel giudice, magari andando a scavare nelle sue frequentazioni private per far emergere quantomeno il dubbio che potesse essere ricondotto ad ambienti berlusconiani poco trasparenti. Cosa che tra l'altro è già stata fatta in passato. Per quel che mi riguarda, questo non è giornalismo, nè da una parte nè dall'altra: non è bias, è prendere per il culo i lettori.

Ma TG e servizi di Mediaset sono molto peggio dal punto di vista di un giornalismo asservito alla causa berlusconiana. Del resto è normale: negli ultimi anni, da quando hanno rimosso Mentana dal TG5, hanno a poco a poco cambiato tutti i direttori rimuovendo tutti quelli non filoberlusconiani. E' chiaro che il mediocre giornalista di Mediaset che magari non può permettersi di tenere la schiena dritta come una grande firma, pur di pararsi il culo e non rischiare il posto, si ascrive al gruppo dei plauditores. Il risultato sono servizi goffi e imbarazzanti come quello, oserei dire "alla Sclilipoti".

Dunque.

Prima la crisi era solo una cosa psicologica,poi noi eravamo messi meglio degli altri, poi ne usciremo meglio degli altri, poi le perle qui sopra descritte, poi dobbiamo fare una "piccola manutenzione ai conti", poi lo scempio attuale... tremo nello scoprire il seguito.

non appena letto il tutto non sò perchè mi è venuta in mente questa canzone

http://www.youtube.com/watch?v=ZlSHDRDNVM0&feature=related

Pezzo da far leggere obbligatoriamente a sudditi e (boldrinianamente) ai liberalidelcazzo

piccola previsione:

berlusconi insieme a tutta la sua ciurma non lascerà la politica fino a quando non saremo sull'orlo del baratro,continueranno i costi della politica i monopoli gli sprechi  la corruzione i tagli al welfare fin quando 60 milioni di italiani non lo attacheranno armati di accette e bastoni ,a quel punto lascerà l'italia , ridotta nel frattempo   ad una situazione di fame disperazione e rabbia simil grecia,ed andrà a godersi le sue ricchezze all'estero.

domanda.chi verrà dopo di lui sarà in grado di garantire un cambio di rotta sufficientemente efficace?

io ho forti dubbi.

chi verrà dopo di lui sarà in grado di garantire un cambio di rotta sufficientemente efficace?

Anche io ho forti dubbi ma non solo per la qualità dei futuri timonieri ma per quella del timone e di tutta la barca. L'Italia è inguidabile, ingovernabile, anche per un capace capitano. Giri il timone ma non succede nulla o peggio succede l'opposto.

F

dice di temere un presente che distrugge il futuro... io aggiungerei un onesto sguardo al passato (che non fa nessuno)   un solo dato per tutti:  

il volume dei prodotti finanziari derivati è di 10 volte il PIL del mondo (415.000 MLD EUR)


probabilmente l'idea originale di assorbire questa Bolla Madre con la profusione dei fondi Sovrani non è stata così lucida   probabilmente la tesi "too big to fail" (il dilemma dei Senatori americani di questi giorni) era solamente voler rimuovere una situazione pazzesca   chi si diletta un minimo con la psicologia

sa bene che la rimozione (ottimismo) non risolve i problemi

ma li rinchiude a marcire in cantina

  credo che sia arrivato il momento di affrontare l'incubo

quindi cominciando col raccontarlo

dando un aiutino alla memoria collettiva

un solo dato per tutti:

il volume dei prodotti finanziari derivati è di 10 volte il PIL del mondo (415.000 MLD EUR)

Se bastasse "un solo dato per tutti", sarebbe un argometo semplice che qualsiasi sprovveduto potrebbbere comprendere e risolvere. Mi pare non sia questo il caso.

certa gente non si rende conto dei danni che fa quando scrive.

Per la cronaca, il valore totale delle abitazioni nel mondo immagino sia un qualche multiplo del pil mondiale (e varrà circa millemila fantastilioni). Ma non ditelo in giro che poi qualcuno manda le ruspe.

EDIT: commento riposizionato. Scusate.

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