La lezione spagnola che non piace agli italiani

Come anticipato nell'ultimo post di Alberto esiste una via per mettere in sicurezza il sistema bancario italiano senza far necessariamente pagare il conto ai contribuenti: in breve, fare come in Spagna. Proviamo ad illustrarla dopo aver chiarito perché, invece, quella adottata dal governo porta solo ad ulteriori, futuri disastri.

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Talloni per la sovranità monetaria (1)

18 luglio 2016Paolo Biffis

Cerco di descrivere le differenze operative fra tallone regolamentare e tallone aureo per capirne l'impatto sull'ambiente economico-finanziario. Aureo o regolamentare che sia, il tallone serve per agganciare la moneta, che è un debito di chi la emette, ad un punto di riferimento oggettivo ed impersonale che tutti possano accettare, dando così valore alla moneta emessa. In altre parole: entrambi i talloni cercano di "ancorare" la quantità di moneta in circolazione ad un criterio condivisibile ed osservabile da tutti gli operatori economici interessati. In caso contrario l'emissione di moneta diventa arbitraria, per cui l'obiettivo stabilità monetaria diventa vacuo. 

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Salvare le banche e/o il sistema bancario

6 luglio 2016alberto bisin

No, non un altro post allarmistico sulle banche. E invece sì! Ed è pure lungo e un po' complesso. Ma mi giustifico: il salvataggio delle banche senza il loro risanamento è il Piave, secondo me. Una volta di là non c'è più ritorno: per l'entità dell'intervento, per la sua significatività come precedente, per i suoi effetti sulla reputazione del paese ... Vorrei sbagliarmi ma non trovo errori di calcolo o di ragionamento. E allora espongo calcoli e ragionamento. 

In questo post, a differenza di quanto l'intera galassia del giornalismo, dell'opinionismo, della politica in Italia sembra fare in questi giorni, non mi occupero' di come raggiungere l'obiettivo di salvare il sistema bancario nel senso di come farlo dati i vincoli legali e di regolamentazione esistenti. Altrimenti si finisce per perdersi nella foresta dei trucchi perdendo di vista l'obiettivo (o, come sembra purtroppo fare il governo e chi lo sostiene, facendo passare diversi furbetti e clientelari obiettivi agli occhi degli osservatori confusi dalla foresta). Non e' il mio compito e non ho competenze specifiche nel come "aggirare" o interpretare a nostro favore i vincoli UE. Mi interessa invece definire bene l'obiettivo e come raggiungerlo, da economista. Ad altri come riconciliare obiettivi e mezzi con i regolamenti, per questo c'e' la politica, che peraltro in Italia e' bravissima a trovar trucchi furbetti attorno alle regole.  

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La nuova trasparenza targata Madia. La timida mimesi del "freedom of information act"

26 maggio 2016Francesco, G. Capitani

Va in porto il primo atto della riforma Madia: è entrato in vigore il primo decreto attuativo di riforma di diritto all’accesso civico del cittadino - ex d.lgs. n. 33 del 2013 - sugli atti non secretati delle pubbliche amministrazioni (ulteriori a quelli per i quali già le norme fissano un obbligo di pubblicazione). Un istituto generalizzato che farebbe delle amministrazioni pubbliche, nelle migliori intenzioni dei propugnatori, una casa di vetro in cui nulla va riposto nel cassetto a fronte di una richiesta del comune cittadino o di associazioni per la tutela di interessi diffusi. Il modello è il FOIA – l’ormai cinquantenne Freedom of information act statunitense – cui il decreto Madia pare guardare con ammirazione e, nei fatti, con una mal celata diffidenza.

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Natura innata del linguaggio secondo Noam Chomsky

24 maggio 2016Artemij Keidan

Nel post Moralità innata e universale Aldo Rustichini prendeva di mira lo scienziato infedele Marc Hauser (dimessosi dall'Università di Harvard) secondo il quale il sentimento morale sarebbe innato nell’essere umano, cioè codificato nel suo genoma. Come controesempio Rustichini citava l'ipotesi dell'innatismo del linguaggio, ipotesi che, questa sì, sarebbe stata dimostrata da Noam Chomsky. Io, da linguista, intervenivo facendo notare che l'ipotesi innatista di Chosmky è messa in forte dubbio da molti specialisti. In conclusione Michele Boldrin mi invitava a esporre le critiche a Chomsky in modo più organico, cosa che finalmente faccio.

Diciamo subito che contrapporre Chomsky a Hauser non è un argomento efficace perché i due si conoscono, si considerano alleati e insieme pubblicano articoli innatisti su Science (Hauser, Chomsky & Fitch 2002). Seppur con parole più evasive e caute Chomsky sembra aver incluso la moralità tra le capacità innate della mente umana già un decennio prima di Hauser (vedi Chomsky 1988: 152). In questa sede, invece, presenterò il cosiddetto Argomento della Povertà dello Stimolo (APS) con cui Chomsky afferma di aver dimostrato l'esistenza della cosiddetta Grammatica Universale (GU), intesa come la generale capacità — posseduta da ogni uomo e trasmessa per via genetica — di adoperare un linguaggio potenzialmente infinito (e non come la padronanza di una lingua storico-naturale, ad esempio l'italiano, l'inglese o il cinese). Cercherò di esporre in modo non troppo tecnico l'APS e di mostrare i suoi lati deboli. 

Un draft più esteso e dettagliato del presente articolo è consultabile qui.

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L'avvocatura vintage del CNF

7 aprile 2016Francesco, G. Capitani

Si sta completando l’(auto)riforma dell’avvocatura, l’esatta riproduzione del modo corporativo di intendere l’economia nazionale: non si riforma senza i riformandi. E' il Consiglio Nazionale Forense (CNF), rappresentante istituzionale, normatore e giudice speciale dell'avvocatura, a dettare la riforma.  C’è un allarme  a preoccupare di più: non vengono percepiti i benefici di una deregolazione della professione nel mercato forense. Amici e nemici allora si confondono.

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Il calo demografico: declino o lungimiranza?

7 marzo 2016Paolo Piergentili

Periodicamente appaiono sulla stampa articoli o prese di posizione sul problema dell’invecchiamento della popolazione italiana e della denatalità. L’ultimo episodio è di queste settimane, con la pubblicazione del report dell’Istat sull’andamento demografico del 2015. I commenti sono generalmente negativi, se non quasi-catastrofici, ed il fenomeno viene assunto a simbolo del decadimento del Paese. Ma sarà proprio vero?

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La drammatica fuga dei cervelli dall'Italia

19 febbraio 2016Francesco Lippi

Il vivace dibattito tra la ministra della Pubblica Istruzione ed una linguista italiana che lavora in Olanda, vincitrice di un prestigioso grant ERC, ha acceso la curiosità di molti sullo stato della ricerca in Italia. Vediamo come stanno le cose analizzando i dati del settennio di attivita dello European Research Council (2007-2013).

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Dopo la Gacs arriva Atlante: sulla strategia del governo per far ripartire il sistema bancario italiano

Con il lancio nel nuovo fondo Atlante si completa la strategia del governo italiano per soccorrere le banche in difficoltà. Si tratta di una serie di iniziative che include la garanzia sulle operazioni di cartolarizzazione; operazioni tecnicamente molto complesse di cui ed è piuttosto difficile valutare in anticipo l'efficacia. Proviamo a fare un po' di chiarezza. 

Il pezzo e' stato in gestazione per varie settimane - non siamo piu' quelli di una volta. Qualche giorno fa e' uscito un bel pezzo di Silvia Merler su Atlante, che complementa quello su Gacs a cui riferiamo nel testo. Ci piace riferire anche a questo, e non solo perche siamo in sintonia con lei sulla interpretazione dei fatti e delle conseguenze che il Fonto Atlante avra'. 

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Dipanare la matassa “bad bank”. Serve l'aiuto di Stato per la pulizia dei bilanci bancari?

29 gennaio 2016Gabriella Chiesa

Nelle discussioni sulla “bad bank”e la ''pulizia'' dei bilanci bancari non si fa sufficientemente attenzione a distinguire tra i provvedimenti realmente necessari per il miglioramento dell'efficienza economica e i provvedimenti che hanno invece prinicpalmente un ruolo redistributivoi. Bisogna invece aver cura di distinguere tra la “riallocazione del rischio” (vendita dei Non-Performing Loans), che è condizione necessaria per l'espansione del credito, dalla cosidetta “ricapitalizzazione” (ossia la concessione di garanzie statali a prezzi scontati). Occorre affrontare poi un problema di scelta tanto urgente quanto non semplice, ossia la scelta tra "forzare" la pulizia dei bilanci, e l'incentivarla a spese del contribuente. Un intervento è però necessario, per evitare il rischio di ripetere l'esperienza del Giappone durante il "decennio perduto".

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