Aridaglie con la Bad Bank

23 febbraio 2017Massimo Famularo

A margine di un seminario organizzato dall’ESM si torna a parlare di bad bank, questa volta a livello europeo. Con buona pace della passione tutta italiana per le “soluzioni di sistema”, la proposta presenta diverse criticità sotto il profilo tecnico (leggasi aiuti di stato e principi contabili ), ma soprattutto non si comprende in che modo potrebbe contribuire ad “alleviare le sofferenze” degli istituti di credito.

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Per la fine della pubblica amministrazione

16 dicembre 2016Francesco G. Capitani

Meglio: del diritto pubblico. La pubblica amministrazione italiana è la peggiore pagatrice d’Europa. Non le conviene essere più virtuosa, perché norme irrazionali la proteggono dalla sua inefficienza. Le imprese soffrono e falliscono contro il muro di gomma delle burocrazie statali. Raramente il funzionario pubblico paga. La soluzione è quella di common law: rompere il tabù della pubblica amministrazione che conta più del privato. Ribaltare l'attuale prevalenza delle norme speciali pubblicistiche su quelle di diritto comune privato. In assenza di riforme strutturali, qualche segnale giurisprudenziale induce all’ottimismo.

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Ricerca e sviluppo: quando manca una strategia, meglio copiare. L'Istituto Fraunhofer.

24 novembre 2016Vitalba Azzollini

Ricerca e innovazione sono essenziali per la competitività delle imprese e, quindi, per la crescita delle economie nazionali. Si tratta di ambiti in cui l’Italia non eccelle. 

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Riforma costituzionale: parliamo dei contenuti

8 novembre 2016Diego Moras e Paolo Piergentili

Il dibattito sul referendum è molto contaminato da giudizi ed opportunità politiche, in altre parole dall’essere pro o contro Renzi, sia come Presidente del Consiglio che come Segretario del PD. I contenuti della riforma spesso passano in secondo piano o vengono agitati strumentalmente, in un senso o nell’altro, senza dei precisi riferimenti all’articolato, che molti probabilmente neppure conoscono se non per sentito dire. 

Articolato che proponiamo qui. Nella tabella che segue sono riportati tutti i cambiamenti introdotti, con alcune note esplicative molto neutre. Si noterà che alcune modifiche sono minori (es. laddove prima si faceva riferimento a Camera e Senato, ora si fa riferimento alla sola Camera). Altre sono molto più rilevanti.

Proponiamo questo elaborato per agevolare, indurre, osservare una discussione il più possibile concreta sulla consistenza e natura delle modifiche soggette al prossimo referendum. Chiediamo quindi a chi interviene di discutere i contenuti della riforma, e non gli effetti a breve termine sulla vita politica. La costituzione è cosa che ha un respiro più ampio e profondo della vita di un governo.

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Come funzionano le "monete" complementari (Sardex, Venetex, Piemontex, ecc.)

7 novembre 2016Paolo Biffis

Sardex, la "moneta" complementare cui si ispirano le "monete" complementari regionali (Venetex, Piemontex, ecc.) e' un'innovazione molto poco interessante e, a mio avviso, foriera di problemi.

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Il testamento Caprotti

14 ottobre 2016daniele muritano e sabino patruno

Ovvero, la quota legittima continua a far danni

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Quello che manca. I limiti dei trattati europei di fronte alla Brexit.

4 ottobre 2016gianfranco savino

Il referendum inglese sulla Brexit è stato solo l'ultima eclatante manifestazione della crisi di quel permissive consensus che gli studiosi del processo di integrazione europeo hanno indicato come uno dei requisiti della sua legittimazione democratica e che ha iniziato ad indebolirsi fin dall'inizio degli anni '90. A differenza degli altri eventi politici in cui tale crisi si è manifestata (il referendum in Danimarca che bocciò la ratifica del Trattato di Maastricht, i referendum in Francia e in Olanda che respinsero il Trattato sulla Costituzione per l’Europa, il rafforzamento in tutti i paesi europei delle formazioni politiche ostili al processo di integrazione), il referendum inglese ha tuttavia rappresentato la prima incontrovertibile dimostrazione del fatto che il processo di integrazione non è affatto irreversibile come la retorica europeista ha sempre preteso.

Stante la peculiare natura dell'EU – una polity sovranazionale che, attraverso una lenta elaborazione pattizia, ha esteso nel tempo le proprie aree di competenza senza mai diventare un'entità federale – lo shock indotto dalla Brexit avrà tra gli altri effetti anche quello di testare la solidità dell'impostazione funzionalista che ha caratterizzato l'evoluzione delle istituzioni comunitarie e di valutare se proprio la natura pattizia e non costituzionale delle istituzioni dell'EU rappresenti un elemento di debolezza strutturale ovvero una risorsa di elasticità e capacità evolutiva.

Vediamo, dunque, di puntualizzare alcuni fatti relativi al referendum e ragionare sulle loro possibili implicazioni sull'assetto dell'unione.

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Chi salverà la più antica banca al mondo?

28 settembre 2016montano nissotti

Questo articolo offre un'analisi critica del recente piano per la ristrutturazione del Monte dei Paschi di Siena alla luce dei recenti sviluppi nel mondo bancario italiano e una valutazione di cosa sia richiesto per arrivare a soluzioni durature del problema dei Non-Performing Loans (NPL) e della scarsità di capitale. L'articolo è un riassunto di un lavoro più esteso, che può essere scaricato qui.

Il testo integrale dell'articolo su cui si basa questo riassunto è disponibile qui.

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Un SI contro il ritorno alla prima repubblica

12 ottobre 2016sandro brusco

Se vince il SI al prossimo referendum costituzionale non ci saranno grossi miglioramenti. Se vince il NO invece la situazione peggiorerà, e parecchio.

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Ancora sulle differenze geografiche tra diplomati: la carriera universitaria

21 settembre 2016Daniele Biancardi

Con questa breve nota fornisco supporto all'ipotesi dell'esistenza di differenze regionali nella generosità dei docenti di scuola secondaria contribuendo al recente dibattito su questo sito. Ho calcolato se la regione di provenienza ha effetto sul voto finale di laurea riscontrando che, a parità di altre condizioni (in particolare: il voto di maturità), gli studenti del sud si laureano con voti significativamente più bassi degli studenti del nord. L'evidenza sul voto di laurea dunque suggerisce che i docenti delle scuole secondarie al sud siano più generosi nelle valutazioni. 

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