The Keynesian Illusion

25 marzo 2015David K. Levine

Why does old-fashioned Keynesianism, despite its empirical and intellectual failure, continue to grip the imagination of so many intelligent people?

Traduzione italiana (senza appendice).

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L’illusione keynesiana

26 marzo 2015David K. Levine

Un breve saggio che illustra perché la teoria economica di J.M.Keynes assomigli all'illusorio mulino a moto perpetuo di M.C.Escher

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Nuova contabilità: occasione per un patto di stabilità più europeo

19 marzo 2015Leonzio Rizzo

In questa nota si discute la struttura dei vincoli di saldo per regioni e comuni, contenuti nella legge di stabilità del 2015. Si mette in evidenza il ruolo della nuova contabilità (D.lgs. 118/2011), che implicando una forte riduzione dei residui, avvicina i saldi richiesti alle amministrazioni locali al saldo consolidato che l’Italia deve rispettare in sede europea. Tuttavia, i saldi che si chiede di rispettare a regioni ed enti locali sono computati al lordo delle partite finanziarie, mentre l’indebitamento netto consolidato della PA calcolato ai fini del rispetto della Patto di Stabilità e Crescita è al netto delle partite finanziarie. Tale caratteristica crea differenze rilevanti, sia nell’individuazione del contributo che gli enti danno alla formazione dell’indebitamento consolidato netto, che nella distribuzione di tale contributo all’interno del comparto degli enti. E’ necessario quindi scorporare le partite finanziarie dal computo del saldo di regioni e comuni, perché questo possa essere pensato come quota di contributo all’indebitamento netto della PA.

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Valori burocratici, parte 2: il caso dell'Autorità anticorruzione

3 marzo 2015Paolo Piergentili

Continuando la nostra disamina, dopo il Garante per la Privacy vediamo struttura e operato dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). Nella sua forma attuale questa Autorità è una creatura recentissima, nata come risposta contro la perdurante corruzione che si continua a riscontrare nella pubblica amministrazione. Il percorso di nascita ed il piano di ristrutturazione dell’ANAC vengono illustrati in un interessante documento, il Piano di riordino dell’ANAC (che non ha una data chiaramente indicata, ma presumibilmente è del dicembre 2014/gennaio 2015), firmato dal Presidente Raffaele Cantone e scritto con una franchezza ed un piglio inusuale nella PA. La sua lettura apre squarci sul modo di essere e operare delle Autorità non comunemente noti.

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Riforma delle banche popolari: cosa c’è di sbagliato.

27 febbraio 2015Lucio Di Gaetano

Mi dichiaro subito e senza scrupoli: l’unico vero difetto del provvedimento del Governo è il non sottoporre tutte le popolari, indiscriminatamente, all’obbligo di trasformazione in S.p.A. indipendentemente dalle dimensioni dell’attivo. Il mio punto di vista si basa su una circostanza assai banale e sotto gli occhi di tutti: le banche popolari, così come ce le raccontano, semplicemente, non esistono.

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Dai commenti: le spese militari greche beneficiano la Germania?

24 febbraio 2015andrea moro

L'attento lettore avrà notato, fra i commenti all'articolo di Michele e Brighella,un dibattito acceso sulle spese militari greche, che, secondo qualcuno, beneficiano la Germania. Ipocritamente, sostengono alcuni, i tedeschi (e anche i francesi) han lasciato che i greci si indebitassero per fare acquisti di armi da lore ed ora sollecitano l'austerity ma non insistono troppo sul taglio delle spese effettuate al supermercato degli armamenti teutonico. 

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Grecia, euro, debito ed austerità

16 febbraio 2015michele boldrin e brighella

Se ne leggono di tutti i colori sulla Grecia, il default, l'uscita dall'euro, i tedeschi cattivi ... Fra i mille strawmen disponibili abbiamo scelto uno, due e tre, numerati in ordine di (rapidamente crescente) assurdità. Il primo contiene un argomento coerente. Gli altri due sono esempi del tipo di "argomentazioni libere" che vanno invece maggiormente di moda nell'opinione pubblica italiana. Dopo il debunking di un certo numero di assurdità arrischieremo alcune osservazioni nostre sul tema in questione.

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Qual è il numero ottimale di immigrati?

11 febbraio 2015John Cochrane

Quest’estate ho scritto per Peregrine (una pubblicazione della Hoover Institution) un articolo intitolato “Qual è il numero ottimale di immigrati negli Stati Uniti?” (qui la versione originale e qui un podcast, entrambi in inglese) La mia risposta: 2.002.052.035 (due miliardi, due milioni, e cinquantaduemilatrentacinque). Dico sul serio.

L'originale in inglese e' stato pubblicato il 25 giugno 2014 su The Grumpy Economist.

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Finanziamenti alla politica: trasparenza è credibilità

8 febbraio 2015Vitalba Azzollini

Il sostentamento dei partiti è argomento nuovamente attuale, date le difficoltà economiche da essi di recente lamentate. A un anno circa dall'emanazione della legge n. 13/2014, che ne abolì il finanziamento pubblico diretto, sembra quindi necessario verificare se i meccanismi su cui il nuovo sistema è fondato siano idonei ad assicurarne il buon funzionamento, anche in considerazione dei risultati concreti che esso ha già prodotto. La legge citata ridusse – senza eliminare – le erogazioni statali, anche nell’intento di rendere quelle private ulteriore canale di partecipazione alla politica e manifestazione di consenso, al fine di rafforzare i partiti come "veicolo di articolazione, aggregazione e rappresentanza di interessi”. Tale fine avrebbe richiesto un sistema di finanziamento passibile di controllo concreto da parte di coloro che lo sostanziano mediante i propri apporti, funzionale a preservare il processo decisionale democratico dal rischio di condizionamenti: vale a dire, un sistema davvero trasparente.

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NIIP, ovvero: il Professor Bagnai e la Contabilità Nazionale

5 febbraio 2015Stradivari

In aeroporto verso un seminario, navigando su Internet, mi imbatto in uno scritto del professor Alberto Bagnai (AB) datato Martedi 19 Agosto 2014 dal titolo “Debito estero e crescita: due obiettivi per due strumenti (ai politici)”. Nel post, AB si rivolge ai politici italiani narrando l'evoluzione della Net International Investment Position (NIIP) italiana degli ultimi 30 anni e suggerendo diverse strategie di policy. Dello scritto mi colpiscono due cose: il tono (che non commento) ed un errore vistoso che, mi auguro, derivi da una mia scarsa comprensione dello scritto. In questo mio intervento mi limito ad un'analisi tecnica.

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