Chi decide e chi non ne risponde

22 maggio 2017Vitalba Azzollini

A seguito dell’episodio dell’oscura manina che aveva privato l’Anac di un (discutibile) potere, senza che - in via ufficiale - nessuno se ne fosse accorto, qualcuno si è chiesto chi decida veramente nelle amministrazioni dello Stato e chi, conseguentemente, sia responsabile delle decisioni assunte.

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Tra alibi e responsabilità, un po’ di trasparenza

25 aprile 2017Vitalba Azzollini

Si susseguono i governi, ma la manina pronta a operare nell’ombra, alla bisogna, per modificare testi normativi già approvati, resta saldamente aggrappata alla poltrona del potere

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Sulla difesa dei dialetti: statalismo vs. identità

20 aprile 2017Artemij Keidan

Il giorno 13 dicembre 2016 il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il progetto di legge regionale 116 intitolato Applicazione della convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali. L'evento, scarsamente notato, merita invece alcune riflessioni.

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Una ricostruzione del caso Madia

10 aprile 2017roberto perotti

Questo articolo cerca di ricostruire i fatti nella vicenda della tesi di dottorato della ministra Marianna Madia. La ricostruzione è avvenuta parlando con molte persone coinvolte a vario titolo; alcune non erano state precedentemente sentite dai giornali che si sono occupati della vicenda, o avevano scelto di non parlare con loro. Emergono molte inesattezze  nelle ricostruzioni fin qui avvenute; ma permangono alcune domande ancora senza risposta. 

Questo intervento è pubblicato anche su lavoce.info

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L'eterna opacità sui conflitti di interessi. Accountability, questa sconosciuta.

11 aprile 2017Vitalba Azzollini

Da tempo si rileva la necessità di misure che rendano il contesto nazionale più favorevole agli investitori sotto il profilo economico, fiscale e burocratico. Sembra, invece, sottovalutata l’importanza di dare maggiore affidabilità al Paese mediante regole idonee a porre gli amministratori pubblici “al di sopra di ogni sospetto” di condizionamento nell’esercizio delle funzioni svolte. 

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Virgolette, citazioni e plagio: alcuni chiarimenti in merito al caso Madia

4 aprile 2017andrea moro

Il caso Madia, sollevato da uno scoop del Fatto Quotidiano, ha creato come prevedibile la solita caciara da stadio, dove gli ultras delle due curve gridano pro o contro. Ora sembra che il caso venga annacquato facendolo apparire come una lotta intestina al PD. Premetto che non ho preferenze fra le correnti del PD né ho particolari opinioni sulla qualità dell'operato della Madia come ministra, che non ritengo particolarmente migliore o peggiore dei ministri precedenti (curiosa la necessità di doverlo premettere, essendo le preferenze in merito irrilevanti nel caso in questione).

I fatti sono noti e facilmente riscontrabili. Gli articoli di Laura Margottini si limitano a descriverli senza eccessive coloriture: risibili sono le minacce di denuncia. Vorrei qui aiutare i non addetti ai lavori a capirne la gravità: l’omissione di virgolette è un peccato veniale o no? È sufficiente citare le fonti nella bibliografia, come sostengono la Madia e molti suoi sostenitori, a cominciare dal suo relatore Giorgio Rodano? È giusto minimizzare le responsabilità sia della candidata che della commissione, come ha fatto Pietro Pietrini (attuale direttore IMT) o non commentare lavandosene le mani, come ha fatto Fabio Pammolli (membro della commissione e già rettore dell'istituto)? E, soprattutto, è davvero solo una questione di virgolette?

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La situazione patrimoniale delle 10 maggiori banche popolari italiane alla fine del 2014.

9 aprile 2017Paolo Biffis

Questo articolo ha l’obiettivo di verificare se le maggiori banche popolari italiane siano imprese che svolgono l’attività bancaria a proprio rischio come, a me sembra, dovrebbe essere. Cioè se queste banche facciano ricadere i rischi che assumono entro il perimetro dei loro fondi propri (capitale sociale + riserve + strumenti ibridi di patrimonializzazione) ovvero al di fuori di tale perimetro.

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La responsabilità professionale del personale sanitario

16 maggio 2017Paolo Piergentili e axel bisignano

È diventato legge il provvedimento che vorrebbe innovare la responsabilità civile e penale del personale sanitario nell’esercizio della professione. La nuova legge è alquanto contradditoria e risolve il problema solo per gli aspetti civili, ma non per quelli penali. In compenso introduce, come al solito, una buona dose di burocrazia nella regolamentazione di principi etico/giuridici.

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Aridaglie con la Bad Bank

23 febbraio 2017Massimo Famularo

A margine di un seminario organizzato dall’ESM si torna a parlare di bad bank, questa volta a livello europeo. Con buona pace della passione tutta italiana per le “soluzioni di sistema”, la proposta presenta diverse criticità sotto il profilo tecnico (leggasi aiuti di stato e principi contabili ), ma soprattutto non si comprende in che modo potrebbe contribuire ad “alleviare le sofferenze” degli istituti di credito.

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Per la fine della pubblica amministrazione

16 dicembre 2016Francesco G. Capitani

Meglio: del diritto pubblico. La pubblica amministrazione italiana è la peggiore pagatrice d’Europa. Non le conviene essere più virtuosa, perché norme irrazionali la proteggono dalla sua inefficienza. Le imprese soffrono e falliscono contro il muro di gomma delle burocrazie statali. Raramente il funzionario pubblico paga. La soluzione è quella di common law: rompere il tabù della pubblica amministrazione che conta più del privato. Ribaltare l'attuale prevalenza delle norme speciali pubblicistiche su quelle di diritto comune privato. In assenza di riforme strutturali, qualche segnale giurisprudenziale induce all’ottimismo.

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