D.L. Fallimenti: che c'è di buono e che c'è di cattivo (Seconda Parte)

29 agosto 2015Lucio Di Gaetano

In questa seconda parte, dopo una breve descrizione delle caratteristiche e del funzionamento del concordato preventivo, analizzo le principali innovazioni apportate dal decreto. Ne emerge uno scenario senz'altro migliorato, ma ancora pieno di incertezze regolamentari: spicca in particolar modo l'assenza di meccanismi per l'accountability dei curatori fallimentari e i rflessi dannosi che questa assenza determina sul funzionamento di tutte le porcedure, anche non strettamente fallimentari. 

La prima parte di questo articolo è stata pubblicata il 20 Agosto.

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Un approccio pragmatico al debito estero: la cancellazione dei debiti della Germania nel 1953

25 agosto 2015Timothy W. Guinnaine

La crisi greca ha stimolato confronti con l’accordo di Londra del 1953 sul debito, che pose fine al lungo periodo di default tedesco sul debito estero. Questo articolo suggerisce che in prospettiva storica l’accordo del 1953 fu inutilmente generoso, dato che la rapida crescita della Germania alleggerì il peso del rimborso del debito. Sfortunatamente per la Grecia, oggi i motivi che ispirarono l’accordo del 1953 sono quasi del tutto assenti.

* Traduzione di un post pubblicato su Voxeu

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D.L. Fallimenti: che c'è di buono e che c'è di cattivo (Prima Parte)

20 agosto 2015Lucio Di Gaetano

Nell'articolo ripercorro in due puntate i contenuti salienti del D.L. n. 83/2015 anche noto come "D.L. Fallimenti": la nuova disciplina delle perdite su crediti e le modifiche alle norme in materia di concordato preventivo. Entrambe le questioni hanno una rilevanza indiscutibile sull'efficienza del sistema e sulla sua trasparenza e, in entrambi i casi, accanto a evidenti passi avanti si registra una certa mancanza di coraggio del Governo: all'ultimo momento si rinuncia a tagliare alcuni nodi gordiani, rischiando di vanificare tutto l'impianto della riforma e, soprattutto, i suoi possibili effetti positivi.

La seconda parte di questo articolo è stata pubblicata il 29 Agosto.

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Sovranità nazionale e mercati finanziari

2 agosto 2015alberto bisin

Qualche giorno fa ho scritto un pezzo per Repubblica, motivato in negativo da un editoriale di Zagrebelsky pubblicato il giorno prima sullo stesso giornale. Il tema è sovranità nazionale, mercati finanziari, e indebitamento. Ripropongo qui il mio pezzo in forma modificata – per il lettore nFA – e più estesa. In particolare cerco di articolare meglio una proposta per produrre garanzia, cioè “collateral”, spendibile da paesi sovrani che quindi permetta loro di indebitarsi a condizioni favorevoli. 

Alcuni dei temi nell'interessante discussione di Michele e Luigi sui diritti acquisiti sono in relazione a quelli di questo post. 

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Alcune questioni teoriche rese evidenti dalla crisi greca

26 luglio 2015gianfranco savino

La vicenda greca, sia per il modo in cui si è sviluppata sia per il tipo di questioni che ha fatto emergere, è certamente interessante dal punto di vista della teoria economica ma ancor più da quello della teoria politica. Essa ha reso evidenti in tutta la loro concretezza alcune questioni relative al funzionamento dei sistemi politici contemporanei che sono dibattute in teoria. Esse sono essenzialmente tre:

  1. possono esistere organizzazioni sovranazionali democratiche?
  2. quali sono le precondizioni (o condizioni al contorno) del funzionamento delle democrazie nelle società di massa?
  3. in che misura ed in che senso possono sopravvivere le categorie di indipendenza e di sovranità nazionale nell’epoca della configurazione sociale dello stato? 

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Il futuro dell'euro e dell'Unione Europea; la lezione greca

17 luglio 2015michele boldrin e brighella

Considerazioni, in forma di dialogo, sulle questioni di fondo che l'eterna "crisi greca" sembra sollevare alla luce dell'accordo di lunedì mattina. Son lunghe e forse più convergenti di quanto potrebbe divertire il lettore ma, a nostro avviso, queste sono, sino a ora, le lezioni da apprendere.

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PMI: non bastano le intenzioni

1 luglio 2015Vitalba Azzollini

Gli interventi normativi effettuati negli ultimi anni per favorire le piccole e medie imprese non sembrano sortire buoni risultati. La spiegazione sta nel fatto che legislatore non utilizza gli strumenti previsti per misurare l'impatto sulle PMI dei provvedimenti da adottare e per verificare, dopo l'adozione, che siano stati ottenuti gli effetti previsti. Di conseguenza, continuano a stratificarsi regolazioni inadeguate, che non agevolano l'iniziativa economica privata.

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La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

11 giugno 2015alberto bisin e brighella

Una crisi di liquidità della Grecia  potrebbe scoppiare da un momento all'altro: senza un rinnovo dei prestiti non sarà facile pagare pensioni e salari dei dipendenti pubblici. Ma come siamo arrivati a questa situazione? Se si tratta solo di un problema di liquidità non dovrebbe esso essere di facile soluzione attraverso nuovi prestiti? Senza una soluzione il governo greco apparirà sempre meno credibile e il Fondo e gli altri creditori sempre più crudeli agli occhi degli osservatori esterni e anche a quelli di coloro che partecipano alla negoziazione. 

A prescindere da come andrà la questione, nei prossimi giorni e soprattutto nei prossimi mesi, una volta risolta (si spera) l'emergenza, bisognerà mettere mano all'architettura istituzionale dei rapporti tra paesi sovrani debitori e organismi internazionali. È chiaro ai più che il sistema non funziona, che ha problemi sostanziali e per giunta sistematici. Alla base vi è una questione di mancanza di chiarezza in questi rapporti. Elaboriamo. 

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Sui diritti acquisiti, o della discrezionalità politica

30 luglio 2015michele boldrin e Luigi Balletta

Un dialogo, nato per caso su FB circa due mesi fa e poi lasciato in sospeso, prosegue qui grazie alla pausa che l'estate offre e perché il tema c'è parso, almeno intellettualmente, rilevante. Lo dedichiamo a tutti quelli che credono possa esistere - minimo o massimo che sia - lo stato ideale che implementa le politiche "giuste". 

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La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni

8 maggio 2015gianfranco savino

Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha annullato retroattivamente la norma (contenuta nella riforma Fornero) che limitava la perequazione automatica dei trattamenti pensionistici all’inflazione programmata per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS. Questa decisione ha riaperto un dibattito intorno alla natura politica delle sentenze della Consulta e, più in generale, intorno agli effettivi vincoli che il sistema giuridico e istituzionale italiano implicitamente impone ad ogni tentativo di riforma delle dinamiche della spesa pubblica.

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