Dagli al comunista!

13 giugno 2009 michele boldrin

Gianfranco Fini è oggi l'unica opposizione credibile al peronismo montante. Non a caso gli scherani ed i servi sciocchi del satrapo nazionale gli han dichiarato guerra. Prima domanda: come è possibile che questo compito ricada su Fini e non l'assolva l'opposizione "ufficiale"? Seconda domanda: perché mai, fra BS e GF, la destra italiana sceglie il primo, mentre il mondo (incluso il mondo di destra) ne ride (vergognandosene, se di destra)?

È oramai apparente che Gianfranco Fini sta prendendo sempre più le distanze da BS e dai suoi "seguaci" (virgolette obbligatorie quando i "seguaci" sono stipendiati da coloro che seguono) su questioni non tattiche ma di sostanza.

Solo negli ultimi mesi abbiamo notato che:

- Fini mantiene una posizione coerente sul referendum del 21 giugno, invece di imitare i ridicoli voltagabbana del leader del suo partito.

- Fini ha difeso in varie occasioni il diritto alla libera scelta ed alla libertà di coscienza su questioni attinenti alla riproduzione, la cura dei malati terminali, la ricerca che usi cellule staminali e così via. Insomma, ha difeso libertà individuali elementari.

- Attraverso la Fondazione Fare Futuro, ed in particolare attraverso il periodico web-based della medesima, sembra voler fomentare la costruzione di una cultura di destra italiana che vada al di là del populismo xenofobo dei leghisti e delle volgarità da bordello su cui BS galleggia.

- Fini sembra essere l'unico uomo politico italiano a cui sia rimasto un minimo di senso dell'onore, della dignità nazionale e di senso delle istituzioni. Dignità che manifesta, per esempio, rifiutando d'inchinarsi (come svergognatamente fa tutto il resto, incluso il patetico D'Alema che "passa a salutarlo"!) al cospetto di uno squallido criminale quale è il signor Gheddafi.

- Fini sembra anche essere l'unico a continuare a pensare che l'Italia abbia bisogno di riforme economiche sostanziali (anche se non troppo liberiste, ma questo è un altro discorso) e che alcune di esse dovrebbero basarsi sui - banali per noi, ma marziani nel Bel Paese - suggerimenti di Mario Draghi.

- Più in generale, ma su questo tornerò in un post separato, Fini sembra l'unico leader autorevole che, da destra, ancora insiste sulla necessità che siano la morale ed una minimamente condivisa nozione di "interesse pubblico" a guidare l'azione del politico.

Che Fini senta il bisogno di ricordare cose tanto elementari è, da un lato, segno dei tempi che il paese vive e, dall'altro, indice che l'uomo è evoluto per davvero rispetto a vent'anni orsono. Me ne rallegro, ma non è questo il punto. Il punto sta nelle due domande che ho fatto inizialmente.

Fini è oggetto, da mesi, di attacchi personali, tanto violenti e vuoti quanto volgari, da parte di svariati "giornalisti" ed "esponenti" del PdL. Non lo hanno ancora chiamato "traditore" ma è solo una questione di settimane. Esempi non ne metto, per non perdere tempo e perché sono ovunque, ma se proprio ce ne fosse bisogno li metterò. Ciò che caratterizza tali attacchi è la loro natura ad personam, il rimprovero di molestare il "conduttore" e la completa assenza di argomenti sostanziali a loro sostegno. Non vedo da nessuna parte una discussione sui temi, i contenuti, gli atti politici, la cultura che la destra italiana dovrebbe esprimere o le politiche che dovrebbe praticare. Conclusione: il popolo a cui il "P" in PdL si riferisce ritiene, evidentemente, che il "conduttore" sia intoccabile e che le cose che Fini ricorda e dice siano irrilevanti.

Tutto questo avviene mentre l'opinione pubblica della destra non italiana, dal WSJ a El Mundo, dal Times a Le Figaro descrivono BS per quello che è, vergognandosene e manifestando un misto di indignazione e disprezzo. Domando: tutto un complotto comunista? Davvero nella destra italiana si pensa che sia così che si cambia il paese e ci si riconquista un "posto al sole"?

L'opposizione "ufficiale", sia essa PD, IdV o (mi sto stirando assai, lo so) i vari "sinistri inutili" e persino l'UDC, non esprime alcun contenuto. Di costoro non so più che dire, semplicemente perché non dicono nulla. Pur avendo davanti altri quattro anni (almeno, saranno di più) di governo BS non provano nemmeno a ricominciare da capo, ad elaborare contenuti, a produrre cultura, a discutere di "quistioni", a cercare di capire la crisi italiana e quali risposte possano aggregare nel paese una maggioranza sociale capace di tirarlo fuori dal declino fangoso su cui scende sempre più velocemente.

Di nuovo, anche questo mi sorprende poco - "anche", nel senso che di certo non mi sorprende quanto gli scherani di BS stanno dicendo di Fini. Da due decenni, la mia considerazione dei gruppi dirigenti delle entità di sottogoverno che hanno partorito PD e cianfrusaglie varie è così bassa che da costoro mi aspetto sempre il peggio - esempio, la reazione di questi minus habens alla boutade di BS sulla necessità di ridurre la dimensione dei due rami del parlamento: si può essere più dementi e più ossessionati dalla difesa delle poltrone e dei salari della combriccola? La mia domanda è rivolta, retoricamente, ai gruppi sociali ed alle organizzazioni della società civile che si sentono da costoro rappresentati: vi è qualche limite al vostro masochismo? Quanto in basso siete disposti a scendere?

Questo chiedo ai due popoli d'Italia, quello di Destra e quello di Sinistra: possibile che solo Gianfranco Fini, assieme a pochi altri ed isolati individui, sia rimasto in piedi a cercare di pensare alla politica come un metodo per risolvere i problemi reali della gente, controllare la violenza sociale, generare opportunità di convivenza fra diversi, elaborare valori comuni, creare condizioni per il benessere economico dei più?

Davvero siete oramai tutti convinti che la politica altro non sia che uno strumento per acquisire quante più possibili Noemi, o Marianne, con le quali dimenticare temporaneamente la propria impotenza?

128 commenti (espandi tutti)

Premesso che bisogna accontentarsi degli uomini che ci sono, ho qualche perplessità a seguirti su un punto: come argine alla mignottocrazia mi sembra debole.

In compenso aggiungo un punto: da anni ha assunto una posizione ragionevole sull' immigrazione,seppur a fasi alterne.

Eh, Marcello, fosse solo quello!

Io pure spero nelle cose im cui sembra sperare Mich., ma quando pure assento alle parole di Fini, mi chiedo sempre se esse non siano motivate da ragioni tattiche assimilabili a quelle che oggi fanno dire a BS che non appoggerà il referendum. Dinnanzi a questo dubbio, di essere di fronte ad un tatticismo manifestato sia da Fini che da BS, mi chiedo perchè fidarmi di uno e non dell'altro: forse perchè uno di loro, in questo frangente, dice cose che mi piacciono?

Secondo me, per valutare davvero Fini bisognerà attendere la fine del suo mandato come presidente della Camera: è evidente che oggi, allo scopo di accreditarsi come rappresentante istituzionale super-partes, assume molto seriamente le sue attribuzioni...ma da qui a dire che sarà davvero un'alternativa a BS, non ci giurerei. Anzi, a giudicare dalle vicende di pochissimo tempo fa ("siamo alle comiche del finali"; con accettazione della candidatura alla camera proprio dall'istrione di quelle comiche) sembra di capire che dobbiamo guardarci bene le spalle. Per questo motivo, la frase di Michele

Gianfranco Fini è oggi l'unica opposizione credibile al peronismo montante.

mi sembra un'esagerazione...anche se l'Economist di una settimana fa diceva cose simili.

 

Non ho dubbi che Fini assuma certe posizioni per fini tattici o strategici, ma le sta assumendo da anni con una certa coerenza.Non chiederei più di questo ad un politico, e mi interessano le posizioni pubbliche, non le convinzioni interiori.

Magari Bertinotti dentro di se è un borghese, e Casini è un fedifrago, ma politicamente restano comunista e cattolico, ed è quello che conta davvero.

Non intendo certo trasformare GF in una specie di eroe, grande statista o cose del genere. Infatti, proprio lì sta il paradosso e la tragicità della situazione, ossia che uno abbastanza modesto, anche se evolutosi nella direzione giusta, oggi possa apparire come l'unica opposizione credibile, l'unico che a destra cerca di costruire una cultura di destra degna del nome "cultura" e capace di confrontarsi con i problemi reali.

Per quanto riguarda la signora No. 2, in effetti al suo apparire non mi sembrò di alta qualità; di certo sembrava venire da mondi, e segnalare stili, poco raccomandabili. Ma, anche qui, va detto che la signora è sparita nell'ombra (cosa adeguata), si fa gli affari suoi ed evita, per quanto ne so, di usare il potere del consorte onde esibirsi in pubblico e dedicarsi ad affermazioni ed attività improprie. Altro punto a favore di GF.

questo articolo è fuori di ogni logica!

che le opposizioni siano deboli (visto soprattutto il comportamento del PD) questo è fuori di ogni dubbio. Ma che adesso GF sia la vera opposizione a BS mi sembra fuori di testa.

Lui che ha aderito al partito del predellino, fatto in meno di 3 minuti. Lui che ha votato tutte le leggi vergogna. Lui che con i suoi uomini continua ad appoggiare BS in parlamento, compreso ultimo ddl sulle intercettazioni e libertà di stampa. Lui che aveva diversi condannati in AN che puntualmente faceva ricandidare ed eleggere con i voti del partito. Lui che ha promosso Gasparri a grande portavoce del partito .... e potrei continuare per molto ancora ...

Sarebbe lui la nostra speranza.

Vorrà dire che mi suicido

 

Lui che ha votato tutte le leggi vergogna.

Lungi da me voler difendere GF (che rimane l'unico di destra che, a livello nazionale, voterei), ma credo che, nell'attuale legislatura, essendo presidente della Camera, per consuetudine non voti.

naturalmente mi riferivo alla legislatura 201-2006 dove GF era vicepresidente del consiglio e ministro degli esteri. Quasi tutte le leggi erano di inziativa del Governo (e nel CdM si vota) per non parlare dei decreti legge.

naturalmente mi riferivo alla legislatura 201-2006 dove GF era vicepresidente del consiglio e ministro degli esteri.

Mentre io mi riferisco al presente, all'oggi del 2008/09. Non a caso manifesto sorpresa, anche incredulità se vuoi. Non escludo nemmeno che la cosa sia puramente tattica, per svariate ragioni che non sto ad elaborare e che alcuni commenti hanno già evidenziato.

Sia stato quel che sia stato il passato di GF, il suo presente è diverso. Mario Seminerio ha ripreso il mio pezzo commentandolo, anche chiarendolo, in un certo senso, visto che condivido praticamente tutto quanto Mario afferma in questo caso. Incluso il rischio che le mosse di GF siano puramente tattiche.

Ma i testi che leggo su Fondazione Fare Futuro sembrano puntare nella direzione giusta. Che la cosa possa dispiacere a qualcuno, mi rammarica ma non so proprio che farci: life is tough.

Infine, insisto, il punto della mia nota era fare notare i due paradossi.

1) La cosidetta opposizione è così priva di identità propria e proposte che la sua alterità al peronismo di BS è meno evidente di quella di GF. Sono all'elettroencefalogramma piatto, per usare un'espressione cara a mia moglie. Questo vale soprattutto per il PD ma anche per l'IdV che non sembra riuscire ad emanciparsi da un ribellismo un po' isterico e poco convincente. Questo è il paradosso e per questo chiedo a chi, come credo sia il caso di molti lettori, si considera "base" del PD o dell'IdV (o di cose simili) quanto in basso siate disposti a cadere accettando la vostra dirigenza attuale.

2) Come conferma anche Mario, all'interno del "mondo PdL" il gioco al massacro contro GF è già in corso, con protagonisti principali alcuni pseudo giornalisti ed intellettuali. Io avevo ipotizzato che fra un po' lo chiameranno "traditore", Mario evidenzia che la cosa è già avvenuta ... appunto. Il tutto mi sembra rivoltante, in particolare per l'irrilevanza degli argomenti adotti e la loro pochezza mentale prima ancora che intellettuale. Questo è il secondo paradosso e per questo chiedo a chi - come credo sia il caso di alcuni lettori: da quando critichiamo BS, perché è lui al governo, e non critichiamo più Prodi, perché s'è ritirato a vita privata, le nostre quotazioni nella destra italiana sono precipitate ... - si considera "base" del PdL (o della Lega) se la destra italiana che volete sia quella cosa che BS ed il suo lap-dog varesotto vi stanno confezionando. Quella cosa di cui i miei amici di destra in giro per il mondo si fanno beffe oramai quotidianamente e che, soprattutto, continua a far del male all'Italia accelerandone il processo di sfacimento socio-economico.

Per queste due ragioni ho scritto il post, non per iscrivermi al "partito di Gianfranco Fini", che se lo volessi fare non ho bisogno del blog ...

Ora capisco meglio l'intento del post.

Per quanto faccia risaltare ancor maggiormente il fatto che: "il presidente della Camera proferisce parole di comune buon senso, nulla di realmente rivoluzionario" e cioè che bastano parole di medio spessore per farsi notare, di questi tempi.

Di certo non mi pare uno che potrà mai portare al cambiamento radicale a cui tutti ambiscono, ne tantomeno essere il Garibaldi a cui i Floris italici aspirano. Se il primo uomo che deve andare su Marte, come dicono alla NASA, è già nato, quello che deve far rinascere il BelPaese non ne vuol sapere di venire al mondo.

da quando critichiamo BS, perché è lui al governo, e non critichiamo più Prodi, perché s'è ritirato a vita privata, le nostre quotazioni nella destra italiana sono precipitate ...

Infatti, come avevo già fatto rilevare, sono aumentate le presenze di schieramento opposto, talvolta così accanite nell'assoluta convinzione che solo il loro "nemico" rappresenti tutto il male del mondo, a prescindere da qualunque altra considerazione, da rasentare e persino superare i confini dell'involontaria comicità.

Esattamente come un tempo, non molto remoto, ad alcuni pareva che per risolvere i problemi bastasse la caduta di Prodi, il quale ha prodotto indubitabili ed inevitabili danni (ed avrebbe continuato sulla stessa strada, se gli fosse stato consentito), ma fortunatamente solo quelli possibili in un periodo breve e caratterizzato dall'immobilismo frutto dei veti incrociati di una maggioranza che litigava anche sul menù della cena, benché troppo spesso cedevole nei confronti dei "nipotini di Marx".

Il problema del dibattito italiano, purtoppo, è sempre lo stesso: non ha alcuna importanza la qualità dell'analisi e della conseguente proposta, conta solo schierarsi e dichiarare tutto il "bene" da una parte e tutto il "male" dall'altra. In altri termini, non è considerato possibile che dallo schieramento opposto si levino voci ascoltabili e, se di là s'ode una critica alla legione d'appartenenza, il motivo può solo essere inconfessabile. Tra l'altro, tale atteggiamento paga in termini elettorali, come dimostra il risultato di quel Di Pietro, che pare decidere le proprie posizioni solo in funzione di contrasto a quelle espresse da BS. E lo fa senza un programma, ma urlando sempre il suo appoggio a qualunque istanza gli paia contraria agli interessi del nemico, magari facendo tintinnare le sue amatissime manette virtuali.

Beate certezze!

sono aumentate le presenze di schieramento opposto, talvolta così accanite nell'assoluta convinzione ...

Poi c'e' anche il mio amico Franco, totalmente equidistante e per nulla di parte ... lui, pratico e razionale, sobrio e pacato, distribuisce rimbrotti da un lato e cazzotti allo stesso. Ma va bene cosi', Franco almeno tiene duro, cercando di farci vedere quel poco di buono che il BS realizza. E ci e' riuscito: mi sono effettivamente convinto che questo governo, guidato da un poco di buono, ha realizzato poco di buono ... :-)

P.S. L'ultimo film di Almodovar non ha ne' capo ne' coda, lo sconsiglio vivamente.

Aspetta, aspetta Michele ..... a me questo tuo amico non par di conoscerlo ma, se gira per il sito a pubblicizzare acriticamente le mirabolanti buone azioni del sire Silvio, "el xe de sicuro un poro mona" ..... :-)

Io, invece, ne conosco un altro con lo stesso nome - e ci dev'esser stata un po' di confusione, suppongo - che definirei razionale ma, per la verità, non esattamente pacato (almeno, a sentir quello che solitamente dicono di lui gli altri suoi amici ....). Questo strano tizio tira sberle a destra ed a manca, magari un po' più a manca - è vero - ma, probabilmente, perchè considera entrambe due espressioni della stessa cronica e storica incapacità culturale di governare e - confrontandole in una scala da voto scolastico che vada da 1 a 10 - ad una dà 4 ed all'altra dà 2. Due gravi insufficienze, dunque, ma non sullo stesso piano.

Semmai il problema sta nel fatto che trattasi di persona irrimediabilmente - e, forse, un poco ingenuamente, non ostante la non più tenerissima età - ottimista, magari solo per coltivar la speranza. Ad ogni cambio di governo, memore delle malefatte perpetrate dall'esecutivo uscente, concede al nuovo vertice il beneficio del dubbio, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno. Poi, immancabile, la delusione. E la rabbia .....

Rimane pratico però, il nostro, e si concentra sulle possibilità - anche quando son minime - di ottenere qualunque possibile miglioria, anziché demonizzare alcuno e dichiararlo colpevole di tutti i mali del mondo. In ciò, naturalmente, differenziandosi alquanto dal gregge di ovini che abita il Belpaese, sempre in cerca di bandiere sotto le quali combattere, di nemici che simboleggino il male assoluto, di schiere avverse cui attribuire la delegittimante nomea di fascisti o comunisti, a piacere.

Infine (tornando all'argomento proposto) è vera, ed è evidente, la differente considerazione della quale gode qualunque consesso - nFA non può fare, ahimé, eccezione - presso i contrapposti eserciti, in dipendenza delle posizioni che nel tempo assume. Era solo questa l'osservazione: i più vanno dove trovano espresse le proprie preferenze, dunque la composizione della platea cambia al mutar dei bersagli. Banale, of course, in un luogo nel quale ciascuno vuol sempre sentirsi dire solo ciò che già pensa ...... :-)

Che la fondazione Fare Futuro possa dire cose interessanti e da condividere non posso che esserne felice.

Gli italiani hanno la memoria corta. Già in diverse situazioni GF si è cercato di smarcare da BS, ma alla fine per non essere spazzato via politicamente è dovuto ritornare all'ovile con la testa abbassata. Vi voglio ricordare solo che alla fine del 2007 quando BS fondava il PDL, GF diceva che non sarebbero mai confluiti perchè non erano un gregge (più o meno era questo il senso), minacciandolo di votare in parlamento la legge sul conflitto di interessi. Poi la mossa di Veltroni dell'autosufficienza e dell'unico interlocutore nell'opposizione (che peraltro hanno portato alla caduta del governo Prodi), lo hanno fatto cambiare idea.

Per quanto riguarda IDV è un partito ancora troppo personale e primitivo (nella sua struttura interna), ma sta cercando di darsi una democrazia interna e aprirsi alla società civile. Comunque aveva un programma politico per le Europee di ottimo valore. questo è il link http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/12punti.php.

 

Concordo pienamente, ma ormai non c'é più speranza, ci si attaca a tutto e a tutti e al contrario di tutto e tutti. Comunque ti sei dimenticato di menzionare gli uomini di GF: Gasparri e LaRussa. Castronerie se ne scrivon tante e questo é un problema: tanta confusione, poca coerenza, poche idee, poca legalità e poco senso del sociale, anche da chi viene dal movimento sociale....

Sono d'accordo con le opinioni espresse da Michele Boldrin. Per valutare la posizione di Fini, che personalmente ritengo persona e politico degno di tale nome anche se non ne condivido le scelte, bisogna ricordare le analisi di Montanelli, uomo di destra, di formazione liberale risorgimentale; per lui esistono in Italia due destre, quella di ispirazione giolittiana, liberale, che accetta il riformismo pur avendo combattuto sempre la sinistra e rifiuta il totalitarismo, e quella incline all'autoritarismo, per la quale conservare il sistema vuole dire usare il manganello. Fini appartiene alla prima e lo ha dimostrato con la svolta di Fiuggi e con il richiamo a parole ormai desuete come moralità e senso dello stato; purtroppo ha sottostimato la seconda, alleandosi con essa fin dalla "storica" discesa in campo di BS, forse pensando di poter guidare il fenomeno nascente senza farsi travolgere da esso. Non ha riconosciuto che oggi il manganello è il tubo catodico in tutte le sue espressioni. Come la vecchia DC ha creduto di potersi appoggiare al potere mafioso per usarlo, ritenendolo un fenomeno quasi folcloristico di sprovveduti picciotti in coppola e lupara da manovrare a piacere. Con la conseguenza di esserne invece dominata e di aver aperto la strada alla sistematica occupazione mafiosa del potere politico e alla corruzione di ogni rapporto istituzionale, a livello sia centrale che locale.

Se Fini continua l'alleanza con questa destra e con la demenziale propaganda leghista per motivi di opportunità politica (per arginare quale pericolo di sinistra?) finirà per esserne travolto e per spalancare definitivamente la porta a questa nuova versione della politca del manganello. Anzi, forse il danno è già fatto.

Se Fini non si alleava con Berlusconi nel '94 a quest' ora era l' equivalente di Pino Rauti.E' stata una scelta obbligata per uscire dalle catacombe.

Fini soffre dopo esser stato fagocitato nel PDL. Soffre ma allo stesso tempo spera di essere il successore di Berlusconi se quest'ultimo dovesse cadere in via anticipata o comunque a scadenza. Si prepara e cerca di smarcarsi. Onorevole ripensamento, seppur tardivo? Difficile dimenticare chi ha fatto leggi tipo Bossi-Fini (già una bella associazione) o chi ha deciso effettivamente di scioglersi in PDL piuttosto che allearsi in UDC dicendo no a Berlusconi. Troppi galli in Italia.....Le idee di Fini (ex. MSI) sulla legalità e sul sociale sono scomparse, fagocitate. Ma quale opposizione? Quando si sale al potere con un bandito si è banditi e si ha paura poi di perdere il posto o si vuole prendere il posto del bandito principale. Non mi pare che Fini faccia certo meglio di una certa opposizione, ma certo frena il Berlusconismo e questo é già qualcosa, salvo poi sperare che non ne prenda il posto...Certo dell'Italia sembra non freghi nulla a nessuno o a troppo pochi. Oramai abbiamo un'opposizione extraparlamentare di origine estera importante, perché?

Tutto sembra tornare, però se l'uomo è mosso da tanta moralità e senso dello Stato non capisco perchè abbia accettato di fondersi con PDL, perchè voti il Lodo Alfano (o la ex Cirielli o la Salva Previti e via vomitando) e la limitazione delle intercettazioni, senza scomporsi.

Con la stessa grazia, abbatte le già scarse lenzuolate libereste di Bersani, mentre difende a spada tratta l'onore dei taxisti.

Il giorno in cui farà il grande passo, qualcuno se ne ricorderà?

 

PS: scrive Fini: "La via da percorrere, casomai, è quella di una maggiore libertà contrattuale sul piano territoriale e aziendale, che consenta alle parti sociali, fatte salve condizioni e garanzie irrinunciabili di base, di legare le retribuzioni ai livelli effettivi di produttività e alla disponibilità di manodopera, indipendentemente dalla collocazione territoriale delle imprese."

Ma la "libertà contrattuale sul piano territoriale" non serve proprio a differenziare in base alla collocazione territoriale?

Ma la "libertà contrattuale sul piano territoriale" non serve proprio a differenziare in base alla collocazione territoriale?

Si, ma senza imporlo dal centro come si propone di fare con le "gabbie salariali".Far trattare i sindacati pugliesi con la confindustria pugliese (o i singoli lavoratori/imprese) è ben diverso dal decidere a Roma che i metalmeccanici pugliesi debbano guadagnate il 5% meno dei lombardi.E' decisamente preferibile lasciare che siano le parti interessate a trovare un'accordo.Sarebbe auspicabile un meccanismo diverso per i dipendenti pubblici, per evitare di aggravare la corsa al pubblico nelle regioni povere.

Grazie del chiarimento.

Forse non ha chiaro il concetto neanche il Veneto Calearo o è solo preoccupato di dover pagare una nuove versione del software paghe?

Ma la "libertà contrattuale sul piano territoriale" non serve proprio a differenziare in base alla collocazione territoriale?

Si, ma senza imporlo dal centro come si propone di fare con le "gabbie salariali".Far trattare i sindacati pugliesi con la confindustria pugliese (o i singoli lavoratori/imprese) è ben diverso dal decidere a Roma che i metalmeccanici pugliesi debbano guadagnate il 5% meno dei lombardi.

Ma ovviamente la Lega non propone qualcosa di centralista.  Bossi si esprime nei comizi in maniera confusa, richiamando un termine del passato piu' o meno come slogan politico, ma vari esponenti leghisti hanno chiarito che con "gabbie salariali" intendono "contrattazione territoriale".

Rosi Mauro su la padania 11/6/2009:

Cosa risponde a chi dice che le "gabbie salariali" non vanno reintrodotte?
«Che noi non abbiamo mai chiesto una cosa del genere. Non giochiamo sulle parole. Le "gabbie salariali" a cui tutti oggi fanno riferimento sono un vecchio meccanismo degli anni`50. Noi al contrario chiediamo un meccanismo di contrattazione territoriale e regionale reale. Chiediamo di adeguare il salario al reale costo della vita».

Simili affermazioni si trovano su leganord.org e ilgiornale.it.

Quindi la differenza e' che G.Fini vuole una contrattazione settore per settore, o azienza per azienda, ma senza differenze territoriali, mentre la Lega vuole una contrattazione separata per regioni o territorio, o almeno che riconosca il costo della vita.

Non dimentichiamo poi che in questo tema c'e' un convitato di pietra esplosivo, quello dove sarebbe piu' urgente intervenire: l'impiego pubblico.  E qui non so proprio che genere di contrattazione territoriale si possa fare, se non con qualche meccanismo centralista del genere delle gabbie salariali.  Appare urgente un riequilibrio dei salari reali, considerati gli esuberi di impiegati pubblici a Sud e le carenze a Nord e tutti gli effetti distorsivi della presenza di posti statali pagati ben oltre i salari "di mercato" a Sud.  Allo stesso tempo si tratta di un tema critico per le conseguenze in termini di consenso politico.

non vorrei andare troppo off topic, ma mi potete dire se la richiesta della Lega ("Chiediamo di adeguare il salario al reale costo della vita") ha alcuna logica? chiedo perché io, da profano, mi aspetterei che il salario venga adeguato alla produttività, non al costo della vita...

 

non vorrei andare troppo off topic, ma mi potete dire se la richiesta della Lega ("Chiediamo di adeguare il salario al reale costo della vita") ha alcuna logica? chiedo perché io, da profano, mi aspetterei che il salario venga adeguato alla produttività, non al costo della vita...

Rilancio la domanda, prima che sfugga via.

la produttività tra l'altro è puntuale, della singola azienda. Non so se esiste una produttività comunale, distrettuale, provinciale o regionale. Anche se esistesse (si potrebbe anche calcolarla) non vedo perché calcolare gli stipendi di un lavoratore (o di un gruppo) sulla base del costo medio della vita di una zona.

Francesco

 

La produttività tra l'altro è puntuale, della singola azienda. Non so se esiste una produttività comunale, distrettuale, provinciale o regionale.

Esiste per definizione la produttivita' media aggregata per ogni ripartizione amministrativa desiderata, per ogni settore desiderato.  In passato ho letto che a grandi linee la produttivita' degli impiegati meridionali e' l'80% di quella media italiana (o di quella degli impiegati settentrionali, non ricordo), numero comunque superiore a quanto si potrebbe temere dato che il reddito pro-capite meridionale e' pari a circa il 60% del reddito italiano medio.

Ritengo che proprio la stupidita' e la scorrettezza di non tener conto di queste differenze territoriali medie condanna di fatto il Sud all'arretratezza.  Se il dipendente medio meridionale produce il 20% in meno ma viene pagato uguale, allora gli investimenti privati fuggiranno dal Sud e si concentreranno al Nord, cosi' l'occupazione del Sud in rapporto alla popolazione diminuisce (e aumenta quella al Nord). A spanne a Sud gli occupati sulla popolazione saranno -30% rispetto a quelli del Nord, e -20% di produttivita' piu' -30% di occupazione fanno il reddito pro-capite del Sud uguale al 50% di quello del Nord a grandi linee.

Questo modello e' consistente col fatto che

  • a Sud, la disoccupazione e' ai vertici tra tutti i paesi OCSE
  • a Nord la disoccupazione e' ai minimi

a richiesta della Lega ("Chiediamo di adeguare il salario al reale costo della vita") ha alcuna logica?

Certo che ha senso.

Innanzitutto vi sono ampi settori di occupazione in cui la produttivita' non e' misurabile (qualcuno dice zero, o negativa) come ad esempio diverse aree dell'impiego pubblico, ma anche professioni private con redditi sostanzialmente definiti da leggi dello Stato, come i notai.  Qui e' logico chiedere che i salari siano determinati a partire dal costo della vita.

In secondo luogo, secondo costituzione vigente, il salario deve essere comunque sufficiente a vivere, indipendentemente dalla produttivita', per cui e' corretto che sia l'imposizione fiscale sia il costo del lavoro lordo tengano conto delle esigenze minime ragionevoli. Per esempio, le detrazioni o deduzioni per i figli a carico dovrebbero essere commisurate ai costi, e in generale vi dovrebbe essere una quota di reddito esente da imposizione fiscale che sia sufficiente a garantire un livello di vita ragionevole, il cui costo varia significativamente all'interno dell'Italia.

Quindi la differenza e' che G.Fini vuole una contrattazione settore per settore, o azienza per azienda, ma senza differenze territoriali, mentre la Lega vuole una contrattazione separata per regioni o territorio, o almeno che riconosca il costo della vita.

Dall'articolo linkato da Michele non direi:

La via da percorrere, casomai, è quella di una maggiore libertà contrattuale sul piano territoriale e aziendale

Dall'articolo linkato da Michele non direi:

La via da percorrere, casomai, è quella di una maggiore libertà contrattuale sul piano territoriale e aziendale

Se questo e' quanto afferma Fini oggi, allora non capisco a quale proposta leghista Fini si opponga - almeno per quanto riguarda il settore privato - a parte l'uso maldestro e inopportuno da parte di Bossi del termine "gabbie salariali". Sarebbe a questo punto opportuno che smettessero di cianciare nei TG e presentassero dei testi di legge o delle mozioni da votare, per produrre qualcosa e fare chiarezza.

Risposte sparse a tarda notte.

- Certi profani non sono per niente profani: ovvio che i redditi dovrebbero avere una qualche correlazione con cio' che si produce. Cosi' facendo avrebbero anche una correlazione con il costo della vita, se colui che li percepisce facesse il possibile per produrre ... ma questi son sogni di profani.

- Alberto, 15 anni dopo io ammiro la tua fede. La Lega non fa proposte, spara solo cazzate. Non conosco nessuna proposta seria della Lega su nessun tema, a meno che non siano le ronde padane, e cose del genere. La cosidetta riforma federalista hai visto in cosa e' consistita. Sul piano economico siamo ad una mescola di pansindacalismo localista, corporativismo e proclami beoti. La Lega e' il piu' grande fallimento politico italiano del dopoguerra: tante risorse umane, tanti voti, tante grida per ottenere l'assoluto nulla. Il PSIUP fu piu' efficace, come macchina politica.

- Fini ed i suoi (domanda, a chi segue i giochi di corrente: davvero Gasparri e La Russa sono ancora "alleati" o "seguaci" di Fini? Non ne ho per nulla l'impressione, ma magari mi sbaglio. Gasparri, in particolare, mi pare da tempo in libro paga di BS e La Russa mi sembra ci sia appena entrato, con sua grande gioia (finalmente anche lui avra' accesso alle modelline, realizzando fantasie perseguite senza successo per decenni nella Milano da bere ...)), Fini ed i suoi, dicevo, mi sembrano ancora lontani dal capire adeguatamente cosa sia un'economia di mercato. Ma mi sembrano sulla strada giusta, al contrario, chesso', di Fransceschini ed i suoi.

 

"Fini ed i suoi, dicevo, mi sembrano ancora lontani dal capire adeguatamente cosa sia un'economia di mercato. Ma mi sembrano sulla strada giusta, al contrario, chesso', di Fransceschini ed i suoi."

In due righe troppe assmptions: che l'economia di mercato sia giusta, che Fini abbia un programma suo che ne faccia tesoro, che Franceschini e i suoi siano contro l'economia di mercato.

Mi pare di sentire Bush quando disse:

"I've abandoned free-market principles to save the free-market system,"
US President George W. Bush told CNN television on December 16th, saying he had made the decision "to make sure the economy doesn't collapse."

 

 


Non assumo che l'economia di mercato sia giusta, e neppure ho una grande opinione dell' aggettivo "giusto" in ambito sociale.

Fini un programma ce l'ha, se no non farebbe il politico. Che poi noi siamo in grado di intuire quale sia è un'altra faccenda.

Franceschini e i suoi han dato prova di essere contro l'economia di mercato per tutta la vita. Qualche anno fa lo dicevano, poi è diventato politicamente disdicevole.Qualcuno ha provato a saltare il fosso, con risultati variabili, ma che siano contro non c'è dubbio.Persino più di BS.

Sulle cazzate di Bush si possono scrivere interi libri.

Ma quale sarebbe quest'economia di mercato? Dovunque si socializzano le perdite...

Ti sfido a trovare su questo sito una sola frase che le sostenga e non sia stata sepolta da giudizi negativi.

- Alberto, 15 anni dopo io ammiro la tua fede. La Lega non fa proposte, spara solo cazzate. Non conosco nessuna proposta seria della Lega su nessun tema, a meno che non siano le ronde padane, e cose del genere. La cosidetta riforma federalista hai visto in cosa e' consistita. Sul piano economico siamo ad una mescola di pansindacalismo localista, corporativismo e proclami beoti. La Lega e' il piu' grande fallimento politico italiano del dopoguerra: tante risorse umane, tanti voti, tante grida per ottenere l'assoluto nulla. Il PSIUP fu piu' efficace, come macchina politica.

Credo che la Lega abbia fatto molte proposte, alcune delle quali specie in passato anche scritte bene e del tutto ragionevoli, c'erano Miglio e Pagliarini. La proposa fondante della Lega, abbattere il centralismo statalista e l'allocazione della spesa pubblica finalizzata alla compravendita del consenso politico ha avuto successo uguale a zero perche' sul fronte contrario si sono allineati tutti gli altri, dai fascisti ai comunisti passando per cattolici e Berlusconi. Siccome ritengo che questi siano i problemi principali e ineludibili dello Stato italiano, non posso non stare dalla parte di chi almeno a parole cerca di risolverli. Gli altri invece li difendono...

Alberto, hai detto bene: proposte in passato scritte bene e del tutto ragionevoli. Chiediamoci perché Pagliarini se ne sia andato sbattendo la porta, e consideri la Lega di oggi un partito statalista.

Il grande Pagliarini se ne e' andato a gennaio 2007, quindi non molto tempo fa, facendo poco rumore mediatico, ma spiegando invece per bene a Bossi perche' lo faceva. E sul suo sito web scrive:

Nel 2007, a gennaio, dopo il Congresso della Lega Lombarda,

ho lasciato la Lega ma sono rimasto leghista nell’anima e nella testa e ho continuato, in totale indipendenza, a diffondere le idee federaliste. In Comune a Milano sono entrato nel Gruppo Misto. Sono diventato presidente della sottocommissione per il (cosiddetto) Federalismo Fiscale.

Ho sempre considerato Pagliarini una persona seria. La lettura di quanto ha scritto al Senatur non fa che confermarlo.

Come sempre, il problema è che individui di tal fatta non trovano il modo d'incidere, perché vengono emarginati.

La questione secondo me, poi, non è solo di "politica economica"; io ho constatato che la lega, almeno dalle mie parti (dove è rinata a partire dalle ultime politiche, come in tutto il nord; nelle ultime elezioni provinciali ha preso circa il 23%) ha deciso di adottare modalità di azione e propaganda dai connotati neanche velatamente fascisti, intercettando i consensi di una buona parte di qualunquisti/tifoserie violente/nostalgici vari. I "moderati", qui, non la votano più. Nel milanese e nel varesotto mi risulta esista ancora una buona tradizione di leghismo (credo ci siano ancora parecchie di giunte "verdi" con sindaci giovani e realmente interessati a fare "solo" buona amministrazione); ma qui (sud lombardia, ma credo che la cosa si possa tranquillamente allargare a tutto l'est della regione) il rinnovato successo secondo me nasce dall'aver intercettato il consenso di un elettorato orfano del Fini "fascista" (e comunque della versione di "lotta" di AN), oltre che di molti giovani che normalmente non avrebbero votato.

Inutile dire che nel '94 o giù di li, sempre da queste parti, aveva un elettorato completamente diverso e raccoglieva le simpatie di tutt'altro genere di persone. Ormai la lega, secondo me, è una sorta di destra sociale; temo sia illusorio sperare che faccia valere il proprio peso per cambiamenti in senso liberale, perché non credo siano liberali gli elettori a cui deve rispondere.

Di fronte a un'evoluzione del genere, che a me sembra palese dal momento in cui vedo chi sono i suoi nuovi militanti e dirigenti locali, non mi stupisco che una persona per bene come mi sembra Pagliarini abbia deciso di andarsene (senza offesa ovviamente per un'altra persona per bene come Alberto Lusiani che nella Lega, mi pare di capire, ci crede ancora).

Concordo, ma con un caveat: senza essere liberali un federalismo serio lo potrebbero pretendere, tra le ovazioni degli elettori attuali ed il voto a naso turato dei moderati.Purtroppo la dirigenza ha altri obiettivi.

L'elettorato della Lega e' cambiato e il partito con esso. La domanda e': dove e' finito quell'elettorato dei primi anni 90?

Sul federalismo invece non sono preparato: che tipo di federalismo e' quello da poco votato in Parlamento?

L'elettorato della Lega e' cambiato e il partito con esso. La domanda e': dove e' finito quell'elettorato dei primi anni 90?

Ritengo che l'elettorato della Lega non sia cambiato significativamente, perche' e' rimasto maschile, pedemontano, concentrato fuori dai centri cittadini come lo e' sempre stato. L'avanzata nelle regioni rosse non e' ancora importante rispetto ai voti transpadani.  Se la Lega prendesse percentuali maggiori nelle regioni rosse rispetto alla Transpadania allora sarebbe un cambiamento totale di elettorato, ugualmente se prendesse piu' voti a Sud piuttosto che a Nord.

In generale ogni movimento politico italiano con successo di massa ha iniziato prendendo voti nel centro-nord, per poi progressivamente passare ad una prevalenza di voti meridionali e opposizione al centro-nord mentre manteneva il potere centrale: e' successo cosi' per la monarchia, per la sinistra dello Stato liberale ai tempi di Filippo Turati, per il Fascismo, per la DC e il PSI e tale processo e' ben avviato anche per i comunisti. Tale processo non e' invece iniziato ancora per la Lega.

Va sottolineato che l'elettorato di opinione che vota razionalmente in Italia non supera secondo me il 4-5%, il 95-96% degli elettori italiani vota per appartenenza (specie centro-nord) e/o per clientelismo (specie sud). Il voto alla Lega era e rimane un voto diffuso nelle aree di sub-cultura cattolica e di provincia, che corrispondono alle aree pedemontane della Transpadania, ben identificate storicamente da agricoltura povera e lavoro-intensiva, concordia sociale, piccola proprieta' diffusa e funzione positiva intermediatrice della Chiesa cattolica.

Ai tempi in cui c'erano Miglio, Pagliarini, Gnutti la Lega non prendeva nei centri cittadini significativamente piu' di quanto prende ora. Forse prendeva qualche voto in piu' ma numericamente insignificante. Questa e' l'Italia...

Sul federalismo invece non sono preparato: che tipo di federalismo e' quello da poco votato in Parlamento?

Si tratta, come scrive un po' troppo generosamente G.Pagliarini, di una legge "delega utile e ben fatta, ma che malgrado il nome di “federalismo fiscale” non ha assolutamente nulla a che vedere con il federalismo".  Puoi leggere qui cosa ne ho scritto su nFA quando e' stata approvata la prima bozza.

l'elettorato della Lega non sia cambiato significativamente, perche' e' rimasto maschile,

Alberto, tu sai dove trovare dati affidabili sulla composizione del voto maschile e femminile? Io ho sempre avuto l'impressione che in Italia, a differenza degli USA, non ci sia molta differenza, ma è solo una impressione.

Alberto, tu sai dove trovare dati affidabili sulla composizione del voto maschile e femminile?

Caro Sandro, da dilettante quale sono mi limito a leggere quanto passano i giornali, i dati sulle ultime elezioni li ho trovati se ricordo bene sul Corriere, scritti da Mannheimer.  Non c'era nulla di nuovo, le casalinghe votano Berlusconi e gli uomini votano i partiti estremi, di cui la Lega fa parte assieme all'estrema destra e all'estrema sinistra. C'e' stato pero' un calo della propensione delle casalinghe per SB, che mi sembra statisticamente significativo, che io collego con le sue recenti vicende familiari e private. In passato ho letto un libro pubblicato sempre da Mannheimer sulla Lega dagli inizi al 1995 se ricordo bene.

 

La questione secondo me, poi, non è solo di "politica economica"; io ho constatato che la lega, almeno dalle mie parti (dove è rinata a partire dalle ultime politiche, come in tutto il nord; nelle ultime elezioni provinciali ha preso circa il 23%) ha deciso di adottare modalità di azione e propaganda dai connotati neanche velatamente fascisti, intercettando i consensi di una buona parte di qualunquisti/tifoserie violente/nostalgici vari. I "moderati", qui, non la votano più.
[...]
Inutile dire che nel '94 o giù di li, sempre da queste parti, aveva un elettorato completamente diverso e raccoglieva le simpatie di tutt'altro genere di persone.

Queste osservazioni dirette sono veramente utili per comprendere meglio cosa accade in Italia, grazie Filippo.  Non credo pero' che gli elettori della Lega/2008 siano molto diversi da quelli della Lega/1994 nel Sud della Lombardia come in Emilia Romagna.

Tu parli di "(sud lombardia, ma credo che la cosa si possa tranquillamente allargare a tutto l'est della regione)". Il Sud della Lombardia, la bassa padana in generale inclusa l'Emilia Romagna non sono terre di moderati, non lo sono mai state storicamente. Sono invece aree storicamente di accesi conflitti sociali, popolate un tempo di anarchici, repubblicani, socialisti rivoluzionari, poi di fascisti e infine di comunisti.  Ogni partito che raccolga consenso popolare massa nella bassa padana non puo' che avere tratti fascistoidi, quantomeno nei suoi elettori, che si chiami Lega del 1994, Lega del 2009 o anche che si chiami PCI. E' possibile che la Lega prendesse i (molto pochi) voti moderati in passato e ora non piu', ma se prendeva il 23% in passato e il 23% ora, il 90% degli elettori sono gli stessi.

Per quanto riguarda la Lombardia dell'Est, a parte la bassa bresciana si tratta di un territorio diverso, pedemontano e cattolico, che e' quello tipico di radicamente leghista, molto diverso dal territorio della bassa padana come passato politico e anche come attitudine fascistoide. Sono aree come quelle di Vicenza e Treviso dove - documenta lo storico Vivarelli (Storia delle origini del fascismo: l’Italia dalla grande Guerra alla marcia su Roma) - negli anni '20 non si trovavano volontari per le squadre di azione, e i fascisti dovevano essere fatti affluire dal Polesine e dalla Venezia Giulia.

Grazie a te per il quadro interpretativo "nuovo". In effetti, Cremona credo sia una delle zone in cui il fascismo abbia preso più piede (se ne trova tristemente traccia in vari e continui obrobri architettonici in pieno centro), anche se non mi risultava sinceramente che fosse stata al centro di accesi conflitti sociali recenti, periferica e isolata com'era rispetto alle aree ad alta densità industriale; è anche vero che per radicamento e controllo della religione cattolica, temo che raggiungiamo tranquillamente i livelli pedemontani. Quando avrò tempo indagherò meglio.

La Lega avrà infiniti difetti (e ce li ha!) e DNA populista, ma ha messo sul tavolo il concetto di federalismo, che era andato nel dimenticatoio da 120 anni.

Anche l'OCSE sembra apprezzare almeno l'intento:

 

BENE IL FEDERALISMO MA INTRODURRE TASSA LOCALE SUI IMMOBILI.
L'Ocse invita l'Italia a reintrodurre una forma di Ici a sostegno del federalismo. E' quanto emerge dal rapporto sull'Italia presentato oggi. L'Ocse avverte che la riforma del federalismo fiscale nella fase attuale potrebbe creare difficolta' ed e' fondamentale ''assicurare un robusto consenso politico e regionale''. L'Ocse promuove i principi della riforma sono validi e cioe' finanziamento dal centro delle spese essenziali ma ''la voce spese essenziali deve essere attentamente definita percentrare gli obiettivi e deve rimanere stabile nel tempo''.

http://www.asca.it/copertina-ITALIA__PIL_A_PICCO_NEL_2009_MA_RIPRESA_NEL_2010_ALLARME_DISOCCUPAZIONE-1474.html

 

Michele, ormai ogni volta che tu apri bocca, devo alzarmi e fare una standing ovation.

un bell'articolo.

condivido quasi tutto, anzi tutto.

solo vorrei fare un appunto, l'uomo secondo me non è maturato negli ultimi 20 anni.

era già maturo 20 anni fa e quando andava a raccattare voti nei "circoletti" di estrema destra.

 

Che adesso si prepari alla poltrona di presidente della repubblica?

Come si dice: "Piuttosto che niente, meglio piuttosto"

Il GF non era quello che qualche anno fa diceva che i maestri gay devono essere licenziati e che andava alle manifestazioni a difesa della famiglia mentre la sua amica stava partorendo?

In ogni caso avrà fatto un semplice calcolo. La salute non gli manca, (è un bravo sub, anche se va nei posti vietati con la scorta della Guardia di Finanza) avrà cosa 55-58 anni? ovvero una quindicina meno di SB? Deve solo da aspettare (e costruirsi e gestirsi un dignitoso curriculum): se il PDL post Berlusconi riesce a perdere contro il centro sinistra le elezioni del 2013 (o del 2018), si sta adeguatamente preparando per fare il Capo dello Stato. Se il PDL (o come cavolo si chiamerà tra 4 o 9 anni) vince, il posto da Presidente del Consiglio (tutto sommato anche con un certo merito) è suo.

 

In effetti oltre a BS che è in là con gli anni, ha avuto un cancro ed ha un pacemaker, c'è anche Bossi che non è esattamente il ritratto della salute.

Ho fatto un ragionamento sul presidente Fini: sono stato iscritto per due anni ad AN (sono entrato con idee pseudo-fasciste e ne sono uscito con idee liberali-liberiste) e, nel procinto di passare al PdL, ho ragionato bene sulle figure politiche di questo "partito" e ho capito che se non ci fossero Fini e gli ex Riformatori Liberali (o esistono ancora?) non riuscirei a stare in questo miscuglio gaullista. Il ragionamento che ho fatto sul presidente della camera è questo. Penso di aver capito che lui non è altro che l'esempio vivente di cosa bisogna fare per poter portare avanti le proprie idee politiche ai vertici (a meno che non si abbia una montagna di soldi). Lui, sin da quando era delfino di Almirante aveva le stesse idee che esprime adesso, e ha aspettato di diventare capo per esprimerle (da qui la nascita di AN, la nascita di una nuova destra). Peccato che sia venuto BS a guastargli le cose, e allora ha pensato bene di allearsi con lui in attesa di tempi migliori: se l'è lavorato, ha ottenuto il suo posto istituzionale che gli ha permesso di essere super-partes e ora può tranquillamente esporre le sue idee senza essere troppo attaccato in quanto una delle quattro figure istituzionali più importanti. Ovviamente potrebbe essere stato tutto il contrario, ma spero di no se no sarei veramente nella pupù.

Lui, sin da quando era delfino di Almirante aveva le stesse idee che esprime adesso, e ha aspettato di diventare capo per esprimerle (da qui la nascita di AN, la nascita di una nuova destra).

Non credo proprio che sia esatto affermare che negli anni '80 aveva le stesse idee di oggi. Per fare un esempio noto, nel 1992 e poi nel 1994 affermo' che Mussolini era "Il più grande statista del secolo" (wikiquote), mentre in tempi recenti afferma di non condividere piu' quell'affermazione.

Non cercare di capire cosa pensano i politici, ma cosa hanno intenzione di fare e quali interessi vogliono rappresentare.

Anche perchè in gran parte si tratta di consumati attori che recitano una parte, ben disposti a cambiare il copione al volgere del vento.E poi quasi tutti cambiano nei decenni.

I Riformatori Liberali sono diventati Libertiamo...

Mah

Pietro Ortoleva 13/6/2009 - 17:49

Mah, io la vedo assai diversamente. Secondo me l'atteggiamento attuale di Fini rappresenta la vittoria finale di BS: siamo in una situazione in cui l'unica opposizione e' quella interna al suo partito. Sui media, il PdL controlla sia maggioranza che opposizione. Le critiche di Fini sono solo su argomenti generici, ma mai su argomenti concreti, dando la percezione di un dibattito interno in cui cose sono anche dette cose non dico sensate, ma non folli. Il suo iper-istituzionalismo serve a controbilanciare il fondamentale atteggiamento anti-istituzionale di BS, a dargli una base (per l'elettore di riferimento) di serieta', togliendo la paura che il buffone esageri grazie ad un controllo interno al partito.

Non voglio dire che il tutto sia orchestrato, ma voglio dire che il tutto non va contro BS, anzi. (Ma forse son io che son prevenuto: l'idea di uno che a 40 anni mi dice che Mussolini era un grande statista...beh, non lo associo a rivoluzioni politiche-culturali che mi possano interessare, soprattutto se parliamo di economia. La sensibilita' liberale, ed il buon senso, non si acquisiscono cosi', almeno non negli anni 90. Non parliamo poi dell'uso del termine "intellettuale"...).

Re: Mah

michele boldrin 13/6/2009 - 18:48

Mussolini era un grande statista.

Vedi, il problema è che Mussolini lo era, come lo è BS. La sinistra italiana - da sempre convinta (erroneamente) di avere il monopolio sia dell'IQ che della cultura e delle conoscenze - continua ad assumere che i suoi avversari siano dei dementi. Non sono dei dementi, sono molto intelligenti. Alcuni, ti svelo un segreto, hanno pure studiato (non è il caso di BS, ok, ma BS non è l'unico avversario che avete di fronte, figlioli.) Spesso (non nel caso di BS, ma in altri casi sì) hanno pure "ragione" nel senso che hanno operato per favorire lo sviluppo economico ed il benessere degli italiani, mentre le politiche che la sinistra aveva proposto avrebbero sortito effetti opposti. Ma non divaghiamo. Il punto è che la sinistra NON HA e non ha MAI avuto il monopolio del senso dello stato, della capacità di governo, della comprensione del mondo e della capacità d'intendere le cose. Tutt'altro, infatti.

Mussolini era un grande statista, che modernizzò un'Italia che non riusciva ad uscire da una condizione pre-industriale. Mussolini costruì l'identità italiana così come la conosciamo oggi, sia culturalmente, che economicamente, che "statalmente": la struttura dello stato italiano che oggi avete di fronte viene dal ventennio, sopra ci hanno "appiccicato" gli organi repubblicani, ma la struttura interna è quella di Mussolini! Prima di lui solo Cavour e Crispi furono di statura comparabile come statisti di fatto (non "in teoria", che in teoria magari Mazzini era un grande ...). Questo non implica che Mussolini fosse un uomo speciale; spesso quello che si riesce a fare come "statisti" dipende dal caso, dalle circostanze, dai collaboratori, da mille cose. Ma i fatti son fatti. L'Italia contemporanea è ancora, in grossa parte, l'Italia che Benito Mussolini ha definito durante il ventennio. BS parte da lì per ridefinirla a suo modo, secondo i suoi valori, secondo i suoi interessi e quelli dei gruppi sociali che rappresenta. A differenza dei vari Prodi, D'Alema, Veltroni e via dicendo, lo sta facendo.

Il problema che la gente "di sinistra" deve porsi, visto che vuole far politica e non gradisce BS, è quale progetto d'Italia vuole contrapporre a quello di costui. Con limiti enormi e tentennamentei, GF questo problema sembra porselo: il problema NON È se vi (mi) piace o meno. Personalmente lo trovo ancora troppo vago ed impreciso, oltre che "socialista" nel senso italiano del termine, per condividerlo. Ma non è questo il punto: il punto è che GF ci sta provando e per questo è oggetto di attacchi da dentro il PdL!

All'opposizione, invece, NESSUNO CI STA NEMMENO PROVANDO! Ecco il punto su cui volevo far(vi) riflettere. Ma vi volete decidere di dare un calcio in culo ai vostri capi e cominciare a costruire un progetto d'Italia che abbia un minimo di possibilità d'essere preso in considerazione dalla maggioranza dei vostri concittadini?

Meglio che sia un progetto ben definito, pratico, italiano (non scopiazzature di obamismo un giorno e clinton-blairismo un altro!) e che, soprattutto, parta dall'Italia materiale che c'è ora, quella che esiste, quella fatta dai 60 milioni che oggi vivono lì. Smettendola, tanto per usare l'esempio di una signora molto radical-chic e molto emancipata, di postare su Facebook (una vera miniera antropologica) cosine di questo tipo:

Italy se sei Magic facci sparire 'sto governo e tutti gli stronzi che lo hanno votato!

Inqualificabile.

Grazie per l'insulto, perche' non ci ricami sopra?

Quando si sente ancora parlare di Mussolini come un grande statista, di Fini come l'unica opposizione (é lui che a deciso di sciogliersi e stare nel PDL o no?), di Fini come uno che capisce l'economia di mercato (mi é sfuggito il suo programma in economia...che in ogni caso sarebbe piuttosto statalista e nazionalista per tradizione), di uno con un certo senso della legalità e del sociale, ecc. le domande sorgono spontanee: che ci fa con dei banditi? Come pensa di portare avanti il suo programma (ammesso che ce l'abbia). Continuo a pensare che certi sdoganamenti italiani e certi attacchi che ormai definisco ab contrario per la loro logica di individuazione del problema e/o alloristici (tipo vabbeh ma a sinistra non sono meglio, ma allora loro..., ecc.) non possono che contribuire allo status quo, avvalorando la tesi di chi é convinto che si stia facendo bene (tipo BS & Co...), o peggiorare le cose. Se si continua a mettere sullo stesso piano problemi che sullo stesso piano non sono, é difficile fare un ragionamento logico. E ogni volta si torna a concludere, é ma gli altri non sono meglio, si sentono superiori, le toghe sono rosse, le cattedre sono rosse sino a dare del comunista a Paul Krugman o al Financial Times....Meno male che c'é Fini?

Mussolini era un grande statista, che modernizzò un'Italia che non riusciva ad uscire da una condizione pre-industriale.

Ci sono dati che consentono di misurare il grado di successo di questa modernizzazione mussoliniana? In passato ho sentito i dati sulla produzione di aerei durante la seconda guerra mondiale, da cui emerge tutta l'arretratezza e l'infimo livello dell'economia italiana dell'epoca fascista (ho trovato dei dati che mi sembrano attendibili su taphilo.com):

United States 297.199
Russia 158.218
United Kingdom 131.549
Germany 119.871
Japan 76.320
Italy 11.508

In assenza di altri dati mi sembra che Mussolini abbia portato l'Italia alla seconda guerra mondiale in una drammatica condizione di inferiorita' economica rispetto agli altri Paesi.

Se si vuole trovare qualche merito per Mussolini io direi che e' riuscito a coinvolgere in qualche modo nello Stato italiano la maggioranza delle masse popolari, specie quelle meridionali prima totalmente assenti, guadagnando anche complessivamente un consenso maggioritario.  Ovviamente ottenne questi risultati coi metodi brutali e populisti che conosciamo, e grazie al concorso decisivo delle malefatte dei socialisti del tempo e della corruzione, incompetenza e inettitudine dei moderati del tempo. Quelle due componenti politiche combinate assomigliano in qualche modo ai cattocomunisti odierni che hanno sospinto al potere SB, tra l'altro.  Oltre a sfruttare i difetti dei suoi avversari e ad usare metodi violenti, non andrebbe dimenticato che Mussolini sfrutto' ancora piu' dei predecessori le strutture dello Stato per l'acquisizione del consenso, inquadrando in particolare grandi numeri di meridionali come impiegati pubblici.

A parte la conquista del potere e del consenso con metodi disdicevoli, e a parte il merito di aver mobilitato come non mai prima le masse popolatri (merito peraltro di dubbio valore perche' indirizzato alla competizione militare molot piu' che al benessere economico e civile della popolazione) non credo si possano trovare altre doti o "meriti" ascrivibili a Mussolini.

Re(2): Mah

Marcks 13/6/2009 - 20:52

Se si vuole trovare qualche merito per Mussolini io direi che e' riuscito a coinvolgere in qualche modo nello Stato italiano la maggioranza delle masse popolari, specie quelle meridionali prima totalmente assenti, guadagnando anche complessivamente un consenso maggioritario.

Si quello lo fece, ma esautorando le forme istituzionali embrionali e assai gracili dello stato "liberale" italiano dei primi anni del '900. Quella mobilitazione, che è poi divenuta una costante del secolo scorso, ha prodotto così tante sciagure che non mi sembra si possa annoverarla fra le cose buone di Mussolini.

Comunque, sul resto hai ragione. Molti carrozzoni statalisti hanno preso avvio allora; la grande industria e così via.

Sospetto però che Michele con la sua affermazione su Mussolini volesse dire che, si Mussolini non ci piace, ma almeno aveva un progetto politico che lo ha reso (nel male, a mio avviso) una figura di statista vero...piaccia o non piaccia.

Col che forse intende paragonarlo a BS? Anche lui con un progetto svilito, ridicolizzato, sottovalutato, ma poi alla fine capace di lasciare un segno (buono o cattivo è un altro paio di maniche) ? Era questo che volevi dire?

 

Sui giudizi di Fini sullo stesso statista, invece io dico che il suo giudizio è "sbagliato", nella misura in cui possano esserlo asserzioni del genere, in ragione del fatto che il suo era un giudizio politico e non storiografico, finalizzato a capitalizzare consenso intorno alla disposizione filo-fascista esplicita di una parte dell'elettorato a cui guardava. Quindi l'affermazione di Fini era in malafede sicura, perchè non era il tentativo di analisi, ma solo il desiderio di rivolgersi al suo elettorato solleticandolo nel suo credo. Cosa che fece svariate volte.

 

Sul PD. Michele, ma non noti quante bastonate sta prendendo il PD ad ogni tornata? A me sembra che quelli del PD qualche prezzo lo stiano pagando, eccome se lo stanno pagando.

Sulla spocchia della sinistra. Non lo diremo abbastanza che la sinistra ha un complesso di superiorità, ma non tanto morale, quanto culturale. Voglio dire, la battaglia per la moralità e la legalità anche a sinistra è affari di pochi: non credo che D'Alema e Bassolino puntino alla loro marcata differenza morale per distinguersi dalla destra. Ma sulla cultura invece, lì si che li vedi, convinti di essere più "studiati" degli altri...c'è tutto il discorso del collateralismo dei proff universitari a questo proposito.

 

Re(1): Mah

13/6/2009 - 19:57

Michele sono curioso di capire quali sono i risultati dell'Italia del ventennio che ti fanno concludere che - limitatamente alle riforme interne suppongo - Mussolini abbia contribuito all'avanzamento del Paese.

Le riforme di stampo "liberale" durarono fino al '26, quando De Stefani fu messo alla porta. La "battaglia del grano" non contribui' neanche lontanamente a modernizzare l'agricoltura italiana. La struttura industriale alla fine del ventennio era meno concorrenziale di prima, con un peso dello Stato (leggi IRI) che se inizialmente era sceso, fini' per aumentare esponenzialmente. La questione meridionale rimase sostanzialmente irrisolta. La struttura corporativa si è adattata tanto bene alle menti degli italiani che ce la ritroviamo ancora tra le scatole. La riforma Gentile contribui' all'alfabetizzazione di massa ma ci regalo' anche la centralità delle materie umanistiche che fa ancora vittime ovunque, e io tra queste. I risultati nella costruzione di un'identità nazionale sono sotto gli occhi di tutti.

Insomma non sono un antifascista militante, cerco di usare una prospettiva storica, ma se vogliamo vedere al ventennio come ad un'occasione per costruire le basi di un paese moderno, direi che l'occasione fu sprecata abbastanza malamente. Ma le mie letture sono piuttosto superficiali quindi aspetto lumi.

Ok, dipende da cosa intendi per grande statista, e il fatto che tu includa BS in questo gruppo temo implichi che abbiamo una definizione diversa in mente.  E concordo sul fatto che buona parte della sinistra ritenga di avere il monopolio della cultura, ma questo non e' un problema solo italiano: lasciando perdere la francia, sto seriamente pensando di cancellare l'abbonamento al new yorker, perche' ci sono dei limiti... Il che rende il dialogo pressoche' impossibile: buona parte della sinistra non considera la possibilita' di parlare con chiunque non la pensi gia' come loro. (vedi la signora radical chic di cui sopra).

Cio' detto, almeno in ambito economico, l'approccio corporativo della seconda meta' del ventennio credo sia assolutamente l'ultima cosa di cui l'italia ha bisogno adesso (e mi stupirei di sentire pareri contrari su questo sito). Ora,  da quel che ricordo di Fini, l'approccio generale del personaggio non era assolutamente critico di questo tipo di pensiero anti-liberale, ed anzi andava assolutamente in questa direzione. E' possibile, certo, che il personaggio abbia avuto davvero un'epifania e si sia ravveduto, ma lo ritengo improbabile. Mi sembra piuttosto che adesso complementi perfettamente l'attengiamento berlusconico, facendo si' che il PdL abbia uno span in grado di attirare un'ampia parte di elettori. Sara' pessimismo, ma non credo che, almeno in economia, sia facile che le persone abbiano un cambiamento di approccio cosi' radicale.

Re(2): Mah

Luca Neri 13/6/2009 - 22:43

My 2 cents. Fini e' stato via via espulso verso la marginalita' nel suo partito. Non dimentichiamoci che Berlusconi ha gia nominato il suo cavallo come successore (ricordate le dichiarazioni su Alfano dell'anno scorso? Un chiaro messaggio a Fini). Gia' dal 2005 in AN si e' stata rafforzata la corrente dai colonnelli Berlusconiani (cosa sono Gasparri e La Russa se non questo?) e le lotte intestine nel partito sono state intense anche se sotterranee.

Fini, dopo la fusione, si e' trovato nella necessita' di ridefinire il suo futuro politico. Non poteva piu' aspettarsi la successione per investitura. Ha dovuto puntare ad una successione di conquista. E la sta preparando. Il suo unico mezzo per puntare ad una futura leadership nella destra dall'interno del nuovo partito e' quello di costituire una sua nuova corrente; Fini si tiene ai margini dell'azione governativa perche' scommette che il peggio deve ancora venire. Sa che il governo non riformera' il paese. La crisi colpira' duro sull'occupazione nella seconda meta' della legislatura. Se la scommessa e' fondata le nuove condizioni gli consentirebbero di tentare la scalata al partito nel 2013.

Lo spazio politico lasciato libero dall'arretramento del PD sui temi dei diritti civili e la radicalizzazione del PdL sulle posizioni leghiste gli consente di occupare quell'area di centro-destra moderata lasciata libera e di allargarsi a parte del centro-sinistra insoddisfatto dalle incertezze del partito di riferimento. Inseguire la deriva estremista non gli conviene. Quello spazio e' gia' saldamente occupato. Lo spostamento al centro gli consentirebbe di uscire dal PdL e allearsi con UDC portando in dote i voti della sua corrente se dovesse fallire la scalata nel 2013.

 

Re(1): Mah

Zamax 13/6/2009 - 21:44

Mi pare che con "grande statista" Boldrin (lo chiamo "Boldrin" finché non mi cancella dalla lista dei clerico-fascisti-pavloviani) intenda semplicemente indicare una personalità che ha "modellato" in profondità in nostro paese, anche peggio di come possa farlo l'orrido BS, e in tutti due i casi comunque riuscendo in qualcosa a differenza di quegli acchiappanuvole - nel miglior dei casi - della sinistra.  Nel merito sono piuttosto d'accordo con Giovanni Federico, quando indica in Giolitti il maggior "statista" italiano, nel senso positivo del termine. Non a caso forse gli restò la nomea di "ministro della malavita" che il radicalismo di sinistra gli cucì addosso, proprio lui che durante tutta la sua vita politica lavorò con prudenza e costanza per "costituzionalizzare" i socialisti. Giovanni Ansaldo scrisse un bel libro per riabilitarlo dal titolo "Il ministro della buona vita", che consiglio a tutti quelli che hanno tempo libero da buttare via o lavorano poco per scelta filosofica.

Tuttavia se davvero "BS parte da lì per ridefinirla [l'Italia] a suo modo, secondo i suoi valori, secondo i suoi interessi e quelli dei gruppi sociali che rappresenta" non da tifoso, ma anche solo razionalmente, non vedrei la cosa solo in negativo. Infatti, non c'è alcun dubbio che i gruppi sociali su cui ha costruito il consenso elettorale sono tutt'altro che la storica nomenklatura italiana, dalla grande industria, alla grande finanza, ai sindacati, alla burocrazia della pubblica ammnistrazione, che gli sono stati per lustri e lustri contro (e non vedo chi possa negarlo). In questo la sua vittoria ha rappresentato una rottura nella storia recente d'Italia, indipendetemente dall'uso che ne farà, ma quella nomenklatuta ne è risultata indebolita, e questa è una democratizzazione reale nel paese, pur se il paesaggio morale e civile a qualcuno continuerà a far schifo.

La sinistra non ha un progetto, perché continua ad essere giacobina, nonostante il nome "democratico", sennò non sarebbe ossessionata dal demone dell'antiberlusconismo, che è divenuto una specie di ancora di salvataggio per ritrovare una qualche forma di unità al suo interno. Qualcuno alzerà il sopracciglio, perché oramai certe cose non si dovrebbero dire più, ma sbaglia. Che ci posso fare se nell'Anno Domini MMIX la sinistra italiana è ancora così? Il fatto è che in una società regolata politicamente da normali prassi democratiche il marxismo o il giacobinismo restano mistiche della minoranza, proprie delle esperienze settarie. Il marxismo o il giacobinismo hanno senso solo in una prospettiva rivoluzionaria, quando in un paese stremato e logorato da ben concentrate pressioni esteriori, che sono solo un simulacro di volontà popolare, il potere passa di mano, nel miglior dei casi, attraverso sconquassi istituzionali, non certo col voto libero della maggioranza del corpo elettorale. Il giacobinismo è fondamentalmente il perfezionamento politico della vecchia strategia di acquistare potere attraverso minoranze organizzate, in nome di una solidarietà negativa entro e fra i vari strati sociali che fa premio su qualsiasi altra considerazione. E’ per questo che in Italia abbiamo assistito a un doppio fenomeno: come in una piramide rovesciata, tanto più la base elettorale della sinistra si è ristretta, tanto più il suo potere reale nel paese si è ampliato e ramificato.

Re(2): Mah

massimo 15/6/2009 - 08:51

"Il marxismo o il giacobinismo hanno senso solo in una prospettiva rivoluzionaria, quando in un paese stremato e logorato da ben concentrate pressioni esteriori, che sono solo un simulacro di volontà popolare, il potere passa di mano, nel miglior dei casi, attraverso sconquassi istituzionali, non certo col voto libero della maggioranza del corpo elettorale. Il giacobinismo è fondamentalmente il perfezionamento politico della vecchia strategia di acquistare potere attraverso minoranze organizzate, in nome di una solidarietà negativa entro e fra i vari strati sociali che fa premio su qualsiasi altra considerazione."

 

Sarebbero le "scosse" di cui ha parlato domenica D'Alema a "in mezz'ora"?

Re(3): Mah

Zamax 15/6/2009 - 14:03

Voilà. Ogni tanto, involontariamente o per disperazione, il vecchio istinto salta fuori. E' la strategia di Repubblica da quando è nata: generare un militantismo abbastanza vasto e compatto da sommuovere e intimidire il paese. Ma è una strategia che porta all'isolamento e all'inaridimento progressivo della base elettorale. A sinistra non lo vogliono capire e perdono voti, giorno dopo giorno, da trent'anni.

 

Re: Mah

johnny23021981 19/6/2009 - 15:10

Secondo me l'atteggiamento attuale di Fini rappresenta la vittoria finale di BS: siamo in una situazione in cui l'unica opposizione e' quella interna al suo partito.

Insomma se anche vuoi votare contro SB devi votare per SB. Bellissimo.

 Michele, ti prometto che non parlerò più di economia se tu mi prometti di non parlare più di storia

i) l'Italia nel 1913 era già sulla via dell'industrializzazione, e lo stato liberale funzionava benissimo

ii) in particolare, se ti riferisci all'industria pubblica ed all'IRI come esempio di modernizzazione, l'idea fu di Beneduce (notoriamente socialista e poi nittiano). Mussolini semplicamente gli fece fare quello che voleva perchè era terrorizzato dal possibile fallimento della COMIT e del CREDIT

iii) l'unica aggiunta "fascista" fu lo stato corporativo, che per fortuna non divenne mai operativo. L'impianto liberale rimase fino alla costituzione delle regioni (1970) 

iv) il più grande statista italiano fu Giolitti. Non a caso durante il suo governo (con interruzioni) l'Italia ha avuto il periodo più lungo di crescita e modernizzazione fino al miracolo economico

 

 

Giovanni ma quando senti ancora parlare di "concertazione" e ti accorgi della centralità delle varie associazioni di lavoratori/imprenditori/categoriasocialeapiacere, dei contratti collettivi e dai un'occhiata al tasso di mobilità della società italiana, non ti viene il dubbio che il corporativismo in Italia abbia attecchito eccome? :)

l'Italia nel 1913 era già sulla via dell'industrializzazione, e lo stato liberale funzionava benissimo

Non condivido questo giudizio, lo Stato liberale non funzionava per nulla bene per quel poco che so:

  • c'era una media di un governo all'anno, come ai tempi del pentapartito e del consociativismo
  • la compravendita dei voti era gia' avviata, i voti dei possidenti meridionali venivano "comperati" allentando i controlli fiscali e rinviando alle calende greche la perequazione degli estimi catastali (come Turati stigmatizzava)
  • gli scandali coinvolgenti parlamentari fino ai massimi livelli (come quello della Banca Romana) sono iniziati presto
  • il sentimento delle masse popolari oscillava tra indifferenza, ostilita' e disprezzo
  • i prefetti controllavano le elezioni e indirizzavano i voti
  • c'erano regolarmente elezioni invalidate per scorrettezze specie sul voto degli analfabeti, e molto italianamente di regola il Parlamento approvava le elezioni contestate della maggioranza e annullava quelle della minoranza
  • era stata approvata una politica di protezionismo sia industriale che agricolo: sono stati governi liberali a porre le basi dell'Italia di oggi, sia riguardo la collusione tra Stato e grandi imprese del Nord sia riguardo la complicita' dello Stato sull'evasione fiscale di massa nel Sud

Se lo Stato liberale avesse funzionato molto bene non credo avrebbe potuto affermarsi il Fascismo.

Giovanni, tesoro, mi fai piu' ignorante di quello che sono. Considerati autorizzato, comunque, a parlare di economia quanto vuoi (macedonie incluse) perche' non ho intenzione di smettere di parlar di storia ...

Io capisco che, da buon liberale, tu abbia una certa nostalgia per lo stato liberale italiano pre prima guerra mondiale, ma il fatto e' che il medesimo, in Italia, fu un fallimento che porto', appunto, ai disastri della prima guerra ed a quelli che immediatamente la seguirono, regime fascista incluso. L'Italia giolittiana forse era sulla via di tante belle cose, peccato che la via fosse ancora in costruzione: frano' e venne definitivamente cancellata dalla prima guerra mondiale.

Come ho detto, e ripeto, sara' stato per caso (infatti, credo proprio che SIA stato per caso) ma il processo di industrializzazione avvenne sotto Mussolini, non sotto Giolitti. Che "l'idea IRI" fosse di Beneduce e' irrilevante al dibattito in questione. Certo che lo era, in parte, ma cio' che conta e' che la cosa si fece finche' comandava Benito e perche' a costui andava bene. Il capo era lui, non gli fosse andato bene l'IRI, non sarebbe successo: i motivi delle azioni sono rilevanti per certi argomenti (quelli che studiano l'intenzionalita' ed i meccanismi causali) ma non sono rilevanti nelle constatazioni ex-post. Qui mi sto occupando di constatazioni ex-post: a Nixon, son certo, non piacevano i comunisti vietnamiti e cinesi, ma dal Vietnam e' uscito lui ed a Beijing e' andato lui, non Johnson! Stiamo confrontando cosa venne e cosa non venne fatto sotto questo o quell'altro leader politico, non stiamo dando i premi alle idee. La proprieta' statale dei mezzi di produzione se la invento' (anche) Karletto, ma fu Vladimiro a provarci per primo: ragione per cui Lenin fu un rivoluzionario ed uno statista, mentre Marx rimase un filosofo. Io non sto dando pagelle e voti di approvazione, sto constatando quando successero o non successero certe cose.

La tua terza affermazione proprio non e' corretta, ma vista l'ora ti chiedo venia e mi limito solo ad alcuni esempi. Sul perfetto funzionamento dello stato liberale ha detto Lusiani e, se vuoi, ci roviniamo a citazioni opposte da lunedi' in poi. Sul corporativismo (che, di nuovo, non e' che lo invento' Benito ma, come dire, resuscito' dalle ceneri medievali non ancora spente) idem, assieme al fatto che mi sembra ben vivo e vegeto, il corporativismo intendo dire, non Benito; lui fu appeso per benino ma tardino. Il codice penale (Rocco), il sistema di istruzione pubblica (Gentile), la riforma amministrativa (1927-28 o giu' di li'), la regolamentazione della Corte dei Conti e delle magistrature centrali (tra 1932 e 1934, vari Real Decreti), i Patti Lateranensi e la "riconciliazione" fra stato italiano e chiesa cattolica (con il ruolo che questa incomincio' a giocare ed ancora gioca ... ), la RAI e Cinecitta', ... persino la riorganizzazione delle provincie e del ruolo dei prefetti oltre a quella dell'esercito. L'elenco mi sembra alquanto lungo e quasi tutta questa paccottaglia e' ancora con noi. Come on! Dopo 60+ anni, SESSANTA, di repubblica "antifascista" 2/3 delle istituzioni dello stato italiano hanno ancora la forma disegnata durante il ventennio e la "cultura popolare" idem, come i fatti recenti dimostrano (solo che ora invece di "conquistare" la Libia, la classa politica italiana bacia i piedi al pazzo che la controlla e che il buon Ronnie, per somma sfiga, non fece fuori quella notte del 1986 ...).

Le cose che dice Alberto Lusiani, poi, le condivido. Io NON ho detto che Mussolini fece dell'Italia una potenza industriale, ho detto che "la fece" (relativamente) di piu' di quanto l'avessero fatta i suoi predecessori. In particolare realizzo' (magari anche grazie a quelle due prime coppe del mondo di calcio ...) una forma di unita' nazionale a livello popolare, che sino ad allora era fallita. Poiche', per questioni del tutto personali, l'idea di "Italia" non la trovo poi cosi' geniale, non ci metto un personale segno + davanti a questo risultato. Ma la maggioranza la pensa diversamente da me, quindi metto questo risultato in conto al duce no. 1.

Cerchiamo di capirci ed evitiamo di ragionare stile BS. Il fatto che Mussolini sia stato un "grande" statista vuol solo dire che sotto il suo regime l'Italia e' cambiata radicalmente e che molti di quei cambiamenti permangono. Questo non implica che siano "buoni" e mi piacciano, implica solo che sono riusciti e definiscono (in parte, ma una parte grossa) il paese nel quale ora vivete ed io vengo in vacanza. Insisto, se ragionassimo come BS - a cui Gheddafi sembra un genio perche' e' rimasto al potere per 40 anni (con il quale criterio non so cosa pensi di Fidel o della dinastia al potere in Korea del Nord: che dopo Putin, Gheddafi e Chavez siano questi i suoi futuri amiconi all'estero?) - arriveremo a dare giudizi di valore, cosa che non sto facendo. Sto solo facendo delle banali constatazioni, senza alcun giudizio di valore su Mussolini e tutto il resto.

della storia, intendo. ma visto che sono un r.. precisino

i) il rapporto VA manifatturiero/PIl è "cresciuto" dal 12.5% al 14.5% dal 1861 al 1895. Durante il periodo giolittiano, fino al 1913, è salito al 19% (serie Fenoaltea). Secondo le serie Fuà (lievemente diverse e peggiori) è cresciuto dal 22% 1913 ad un massimo del 25.5% nel 1925 (tre anni dopo la marcia su Roma). Poi Mussolini si è inventato quota Novanta (invece che 120), ha soffocato le esportazioni italiane e nel 1938 il rapporto era bloccato al 25%. Non confondiamo poche grandi imprese sussidiate con l'industria, please - che altrimenti bisogna rivalutare la chimica degli anni Sessanta

ii) l'entrata in guerra dell'Italia prima guerra mondiale fu un colpo di stato del re sfruttando lo Statuto Albertino. Approfittò di un periodo di vacanza dal potere di Giolitti per far negoziare segretamente il trattato di Londra (Aprile 1915) che ci impegnava ad entrare in guerra. La maggioranza parlamentare era contraria -tanto che circa 300 deputati lasciarono il biglietto da visita a Giolitti. Quest'ultimo, appreso del trattato, decise di non forzare un voto per patriottismo

iii) il corporativismo fascista fu una riforma del parlamento, che sostituiva la Camera eletta con una Camera dei fasci e delle corporazioni selezionata su base professionale. Quest'ultima, in pratica non contò nulla. Nulla a che vedere con il corporativismo attuale e/o il consociazionismo, che comunque risale agli anni Settanta

iv) in effetti, molte leggi importanti furono approvate durante il ventennio. Bisognerebbe fare un discorso più articolato dell'impatto di ciascuna di esse (ed io non no ho la competenza). Tutte però modificavano punti specifici all'interno di un apparato statale centralizzato, basato sui prefetti, che risaliva al Piemonte pre-unitario e in ultima analisi al Code Napoleon.  

Non nego che Mussolini abbia avuto un impatto profondo e duraturo sull'Italia, ma ritengo che nel complesso il suo regime sia stato un disastro - e per questo non lo chiamerei "statista". Per me quasta parola ha una connotazione positiva - e non vorrei chiamare "statisti"  Hitler e Stalin, che pure hanno avuto un impatto  enorme sui loro paesi e sul mondo

Un ultimo punto per riallacciarsi al discorso iniziale di Michele. Lui critica i DS per l'incapacità di fare politica tenendo in giusto conto le inclinazioni del popolo italiano. Concordo. Proprio per questo ritengo che Giolitti sia stato un grande statista, secondo solo a Cavour. Infatti riuscì a gestire un rapido processo di modernizzazione economica e sociale sfruttando le caratteristiche  del sistema politico ricordate da Alberto. Dava i soldi ai Mastella del tempo, ma perlomeno li faceva votare come diceva lui inivece di farsi condizionare. Analogamente Cavour riuscì a unificare l'Italia sfruttando la situazione politico-diplomatica del 1859-1861 mentre Mazzini fallì miseramente.

 Scusate la lunghezza

 

Il problema é che paradossalmente si é ragionato esattamente come Berlusconi, e oramai non ce ne se accorge più. Le categorie di riferimento  e logiche son quelle, e si dice che Mussolini ha cambiato l'Italia é un grande statista, esattamente come BS dice che Gheddaffi é inteligentissimo perché é al potere da 40 anni sic! Poi si dice che Fini non é male salvo non dire perché sta con dei banditi. Non basta essere un po' meglio degli altri bisogna anche dimostrarlo nei fatti....

Quando leggo certe argomentazioni penso sempre al nostalgico di turno o la persona che ragiona per frasi fatte.

A mio modo di vedere, Mussolini non inventò nulla. Non fu certo l'inventore delle pensioni. Sicuramente il regime contribuì ad un ammodernamento del paese, ma il fatto che fosse un regime totalitario a farlo depone male per l'Italia. Gli effetti perversi del resto li conosciamo tutti.

Molto più importante per "l'italianizzazione" dell'Italia fu -lo sanno tutti- la TV. Il ventennio ci lasciò con lo schifo per la parola "patria", tanto è vero che ci fu chi propose -giustamente- di ri-appropriarsi del termine.

Mi sembra ci sia un equivoco.

La differenza tra GF e BS e' funzionale all'alleanza, tanto quanto quella tra Bossi e Berlusconi.

Ciascuno dei tre riesce ad intercettare numerosi voti che mai potrebbero confluire sugli altri due, e governano insieme felici e contenti. Anche se ogni tanto fanno qualche sceneggiata: succede in tutte le coppie, figuriamoci in questo bizzarro menage a trois.

Che poi, tra i tre, Fini sia quello che ha maggiore speranza di essere apprezzato da un cittadino mediamente colto e capace di ragionare con la propria testa, questo e' un altro discorso.

La verita' -pero'- e' un'altra: in Italia nessuna forza (o coalizione) e' mai stata coesa. Dalla DC delle correnti, al pentapartito, al Berlusconi1, ai governi suicidi del centrosinistra: l'azione di governo e' sempre stata costellata da bisticci, compromessi, alleanze e pugnalate alla schiena.

Insomma: nulla di nuovo sotto il sole.

Ciao,

Carlo

 

Troppo facile vivere di rendita buttandosi nel partito del predellino dicendo sì al grande capo e poi provare a smarcarsi quando ormai si è persa ogni dignità politica. A questo punto capisco chi dentro al PDL fa a gara per dimostrarsi più servo degli altri. Almeno quelli li capisco, conosco la legge del clan e la rispettano. Molto più dignitosa la scelta di Casini e di chi l'ha seguito rinunciando a posti e poltrone pur di preservare un minimo di dignità.

Mah io credo invece che Casini abbia fatto i conti malissimo: pensava di diventare l'ago della bilancia e si e' sbagliato. Gli e' andata bene, per pochi voti faceva la fine di Bertinotti & Co.

L'articolo di Michele è interessante. Sono d'accordo che ci stiamo accontendando veramente di poco, se basta dire cose di buon senso per elevarsi sopra la media. Purtroppo in Italia non sembrano esserci molti partiti con una visione organizzata del paese per il futuro. Piuttosto si naviga a vista e si fa tanto chiasso.

Sono anche d'accordo che ci sia un grosso problema con l'opposizione. Forse per la propria storia, il centro sinistra non è abituato a partire dai fatti e a lavorare in maniera pragmatica. C'è intolleranza e supponenza, ma non mi pare che sia stato risolto un problema "ideologico" non da poco: come si pone il centro sinistra rispetto al capitalismo contemporaneo. Così anche da quelle parti si naviga a vista: quando era di moda la meritocrazia e il liberismo di sinistra, si facevano timide aperture in materia. Ora che il libero mercato non tira più, non ci si fanno problemi a rinnegarlo, senza però dire con cosa lo si vuola sostituire.

Poi la mancanza di un confronto sui programmi ha un costo opprtunità: a forza di parlare del nulla, si finisce per non prestare tempo e attenzione per sviluppare le riforme e i cambiamenti di cui l'Italia avrebbe bisogno. Di per sè già solo questo sarebbe un problema complesso e niente affatto scontato. Di fatto i partiti Italiani hanno scelto di non pensarci e di non discuterne.

In ogni caso ho due pensieri in testa.
Il primo è un terribile dubbio: non è che sotto sotto cerchiamo di scorgere un disegno in quello che fa Fini perché abbiamo un dannato bisogno di credere e sperare che le cose un giorno cambieranno in meglio? In altre parole, ho il legittimo sospetto che potremmo stare cercando di illuderci, perché la nostra natura di uomini è fatta così e cerca di addolcire la pillola per farci vivere meglio. D'altra parte i fatti dimostrano il contrario: da quando è iniziata la seconda Repubblica, mi sembra che l'azione e i costumi dei governi siano andati sempre peggio. Per esempio il centro destra anni fa aveva fatto alcune riforme, come la legge Biagi, una riforma positiva, ma incompleta. Oggi balza alle cronache per aver abolito la concorrenza per salvare l'Italianità di Alitalia e per aver promosso, incentivato e formato una classe politica di yes-men. Per esempio il centro sinistra, un tempo aveva centrato l'obiettivo di portare l'Italia in Europa. L'ultima parentesi di governo ce la ricordiamo invece per aver abolito la riforma delle pensioni, abbassando l'eta pensionabile, e per l'esecuvito più numeroso della storia repubblicana, non per numero di leggi o meriti, ma per numero di ministri e sottosegretari.

Il secondo pensiero riguarda invece tutti gli Italiani. Fino a che punto questa classe politica è rappresentativa degli Italiani? Io sono convinto che ci sia una parte del paese che è produttiva e trainante (e.g. molto piccole e medie imprese) e che era responsabile di quel poco di crescita che avevamo fino a prima della crisi. Allo stesso modo penso che fare le riforme e tollerare l'inefficienza di buona parte dell'Italia riduca la ricchezza e il benessere complessivi del paese (the size of the pie). Perché la parte buona dell'Italia accetta tutto questo e fino a che punto sarà disposta a sopportare?

Discussione centrata sulla diffidenza verso GF e sulla famosa frase "Mussolini = grande statista" - diffidenza che ritengo almeno in parte ingiustificata.

Anche i bambini rispondono che GF e' "SEMPLICEMENTE UN LEADER".

In quest'ottica la sua  la reputazione (condotta degli anni passati) non significa nulla, perche' quella condotta politica aveva come obiettivo non un ideale ma semplicemente la conquista del potere. Cio' che conta, dunque, e' capire perche' sta agendo in questo modo.

1. Per diventare il prossimo candidato alla presidenza della repubblica?

2. O Perche' crede che le qualita' che sta esprimendo siano utili per diventare il prossimo leader della destra?

Per quanto assurda, la seconda ipotesi mi pare verosimile. E' altamente probabile che il successore di BS avra' solo una frazione del suo potere. Quindi non sara' in grado di comportarsi come uno zuzzurellone irresponsabile, e GF potrebbe aver concluso che per prevalere serva la credibilita' e la correttezza di un uomo di istituzioni.

In questo modo, non solo si eviterebbe una svolta dittatoriale (INEVITABILE se le cose continuano come stanno andando) ma verrebbe spazzata via anche la concorrenza dell'UDC. 

I vantaggi all'economia e alla societa' italiana - e' forse inutile specificalro -sarebbero solo un effetto collaterale di tale nuovo corso.

Fini sembra l'unico leader autorevole che, da destra, ancora insiste sulla necessità che siano la morale ed una minimamente condivisa nozione di "interesse pubblico" a guidare l'azione del politico.

Sara', Michele, ma a me che Fini vada con la sua bella e i suoi amici a fare immersioni dove e' vietato utilizzando una barca dei vigili del fuoco proprio non va giu'. Chi guida le istituzioni non puo' permettersi ne' di commettere una "colpevole leggerezza" ne' soprattutto di definirla tale. Aspetto forse piu' importante, l'uomo e' pagato abbastanza da poter pagare come tutti per i propri hobby: se Mastella e' fetente perche' va a vedere la Formula Uno col volo di stato, allora fetente e' anche Fini che va a fare immersioni con la barca dei vigili del fuoco.

Quello che ci insegna Axel per i magistrati si applica anche, per altro verso, ai politici: in fatto di interesse pubblico devono non solo essere ma anche apparire al di sopra di ogni sospetto.

Concordo sull'ultima frase, salvo che come ho detto altrove non si puo' mettere sempre i problemi sullo stesso piano: un bandito politico che ruba non é uguale a un magistrato che anche emette brutte sentenze ed é politicizzato!!! Purtroppo in Italia nel dibattito politico e pubblico non si fa più distinzione e nessuna priorità viene data alla soluzione dei problemi. E si tende a far diventare il magistrato politicizzato simile al bandito.

Essendo l'unico fesso di questo blog che ha votato PD alle ultime elezioni (quelle europee) mi sento chiamato in causa.

Penso che Michele abbia ragione, GF in questo momento sembra l'unico politico che parla di cose altamente condivisibili, anche se non c'è ancora una chiara strategia (come indicato anche da Mario Seminerio), però ( e il però ci vuole) non dobbiamo dimenticare che è l'eterno secondo di BS, e forse parla così perchè vuol dire "ehi ci sono anche io !" E questa sarebbe una strategia, politica per l'appunto.

Però a me interessa l'altro punto sollevato da Michele:

La mia domanda è rivolta, retoricamente, ai gruppi sociali ed alle organizzazioni della società civile che si sentono da costoro rappresentati: vi è qualche limite al vostro masochismo? Quanto in basso siete disposti a scendere?

E rispondo solo su questo.

Quale è il limite al mio masochismo ? Non lo so, aver sopportato Vincenzo Visco e le sue follie, insieme a TPS mi sembra già un buon limite, mi sembra che un pò siamo risaliti, anche se poi la proposta di DF sui redditi alti mi ha lasciato senza parole. Comunque quello di VV è il mio limite: un'altra proposta sulla burocratizzazione (elenco clienti-fornitori, studi di settore penalizzanti, etc., etc.) delle aziende e salto il fosso. Convinto.

Quanto in basso sono diposto a scendere ? Più in basso di così ? Senza una proposta politica, senza un programma ?

So di essere un fesso convinto, ma penso tutt'ora che solo la massima libertà (individuale e di impresa), solo il mercato (quello vero, non quello delle vacche) sono la vera espressione di una possibilità di un mondo un pelino più giusto, in cui ognuno riceva secondo i suoi meriti, e non secondo i suoi bisogni, o la discendenza,o l'appartenenza politica , o sociale.

That's all.

Si potrà anche aver ragione su Fini, ma la constatazione o non serve a nulla o é periclosa perche tende a legittimare quelli al potere in questo momento, tra i quali c'é anche Fini mischiato ai banditi della PDL.

Proviamo a porre una domanda diversa: ci sono più margini di "miglioramento" o cambiamento di rotta del paese e della società ne gruppo attuale al potere o l'altro menzionato? Quanto in basso sono diposto a scendere ? Più in basso di così ? E' proprio vero....

 

Chi ti dice che il PDL è un'associazione di banditi?O che ci vada più vicino di PD o IDV o chiunque altro?

Cosa c'è di male a legittimare chi è al potere ora? Piaccia o meno la legittimità l'han data gli elettori.Immagino tu preferisca un bel sistema a suffragio ridotto, al limite con un solo votante, pur di liberarti di BS.E ti sembriam pericolosi noi!

Proviamo a porre una domanda diversa: ci sono più margini di "miglioramento" o cambiamento di rotta del paese e della società ne gruppo attuale al potere o l'altro menzionato? Quanto in basso sono diposto a scendere ? Più in basso di così ? E' proprio vero....

Sempre dura confrontare gli infinitesimi.Se avessi idea della risposta avrei votato uno dei due, giuro.Per la verità mi sento già molto più in basso di quanto sia ragionevole, a prescindere.Quello che non capisco è come si faccia a tifare per uno dei due.

Interessante in Italia vedere come il voto pulisca anche le fedine penali...Ti voto quindi sei assolto e ti voto affinche ti assolvano. E dire che un tempo  per accedere a un impiego pubblico bisognava portare il certificato del casellario giudiziario per i famosi carichi pendenti, ora basta esser votati...

Per la definizione di banditi al potere rimando agli scritti dello storico-economista Carlo Maria Cipolla. Mi sembra ce ne siano, peccato non riconoscerli...e continuare a dire ma "allora" gli altri?

Mi ricordo Severgnini lo definiva l' "allorismo" italiano: invece di rispodere sul merito e di quello che si é accusati si inizia supido il discorso con ma, e allora tu? BS fa cosi e confonde tutti: bandits, helpless and stupid.

Marco, visto quello che scrivi su VV e sull'importanza della libertà, perché hai votato PD?

E poi, cosa faresti se si superasse il limite?

A domanda rispondo.

VV mi ha quasi causato un ulcera, ma poichè lo stesso riesce a fare GT mi sono convinto: il problema non sono loro, ma io. E giù Maalox.

Sulla libertà, soprattutto su temi etici, penso ce ne sia molto di più a sx che a dx, a meno che qualcuno non mi convinca del contrario, ma al momento la vedo dura.

Se si supera il limite voterò Lega. Più a quel paese di così...

 

 

Le colpe di Fini

scrooge 14/6/2009 - 15:48

onestamente penso che su Fini pendano altre colpe, come ad esempio aver "cresciuto" gente come Gasparri e La Russa. Purtroppo per Fini, il valore di un generale si vede anche dai suoi marescialli!

 

Ma quando si scrive Marianne, a chi si allude? (la domanda è ovviamente retorica)

penso che su Fini pendano altre colpe, come ad esempio aver "cresciuto" gente come Gasparri e La Russa.

Questo è verissimo. Ogni volta che sento quei due parlare (capita molto raramente!) mi prende uno spasmo dolorosissimo allo stomaco ... è incredibile come siano riusciti a metabolizzare la loro ideologia, trasformandosi fisicamente nel prototipo caricaturale del fascista violento ed ignorante.

Approfitto per chiarire che GF non è diventato il mio "politico di riferimento"! Io ho solo fatto una constatazione, non ho sposato (politicamente parlando) nessuno. Finché gente come BS&Co lo guidano, non voterei mai per il PdL  ...

Secondo me ciò dimostra che Fini in realtà stia facendo il gioco delle parti, o recitando l'unica parte che gli è dato di recitare.

Non credo in una sua "maturazione", e continuerei a non dargli il mio voto. Per il resto sono d'accordo con l'autore dell'articolo. Anche io penso però che gli elettori di centro-sinistra stiano già punendo duramente i dirigenti dei partiti di opposizione (dal PD alla fuffa-sinistra), dimostrando quantomeno una maggiore maturità -e mi si passi- dignità (ebbene sì, sono un elettore afflitto dal complesso di superiorità).

Io non penso Fini abbia alcuna colpa per il semplice motivo che delle sue colpe non gli importa niente. Dubitiamo forse che GF rinnegherebbe tutto il suo passato di fronte a, chesso', l'opportunita' di dinvetare Presidente della Repubblica?

La condotta di questi giorni e dei mesi passati e' la prova - estremamente convincente - di come GF sappia comportarsi quando ritiene sia vantaggioso difendere le istituzioni.

La questione e' perche' lo sta facendo, e se continuera' a farlo in futuro.

A me sembra che questo ruolo di Fini sia insito nello sviluppo di questo ventennio. Scrissi un lungo post nel 2002 che mi sembra ancora attuale (e dice del ruolo appunto di Fini): chi avesse un'infinita pazienza puo' vederlo qui:

http://idee-ideologie.blogspot.com/2008/04/i-prossimi-ventanni-scritto-n...

Comunque, in sintesi, credo che ci siano cicli ventennali ben riconoscibili e quello in cui siamo ora, iniziato nel 2002 circa, e' costituito da un decennio di dominio di BS (basato su controllo mediatico del "popolo" e corruzione, a tutti i livelli, degli ambienti dirigenti) ed un altro decennio di contenuta rivolta contro questo mondo, incarnata da Fini. Questo secondo decennio si aprira' con l'elezione di BS a Presidente della Repubblica, quindi nel 2013 circa, e durera' un po' meno dei due mandati.

L'opposizione non interna alla destra sara' sempre piu' irrilevante, fino a quando il tutto non sara' piu' sopportabile verso la fine del secondo mandato presidenziale: un qualche avvenimento provochera' l'implosione del sistema di potere e la gente si ricordera' improvvisamente di tutto quanto avvenuto in questi vent'anni.

Questo sarebbe il nostro grande statista e salvatore della patria?

"Il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007)

E c'é anche chi gli fa le standing ovation....

Povero M.G. che non capisce una sega...

Te la rispiego: una so all'articolo, che dimostra che Fini è ideologicamente due spanne sopra la cd. opposizione ufficiale: quanto riportato da stefano non fa altro che confermare quanto dice boldrin, ovvero che Berlusconi, a Fini, gli sta sui paesi bassi, e che dalla sconfitta alle elezioni sta cercando di costruire una destra alternativa a quella berlusconian-leghista, che solo a parole è distruttiva quanto un asteroide di un chilometro. La svolta del predellino non è stata altro che un tentativo di SB di rimanere a galla (come la barzelletta dei brogli), per tenere cristallizzata la coalizione tutta attorno alla sua persona e per evitare che qualcuno (Fini) tentasse di prendere il suo posto (perché lui aveva ancora questioni in sospeso, tipo i processi in dirittura d'arrivo, per non parlare delle altre simpatiche magagne in cui silvio banana è invischiato). Purtroppo in questa destra si pensa con lo stomaco, quando e sempre che si pensi, e anche dalle parti di AN la svolta di Fini non sarebbe stata digeribile subito (persino Fiuggi '95 non è stato ancora assimilato da questi fascistelli, visto che ancora sopportano l'illiberalità personificata di SB, permettendogli di usare le proprie gole come water); la seconda so per la definizione di Lega Nord, la migliore che io abbia mai sentito senza usare la parola "merdaccia" e derivate. Ci sarebbero anche terze, quarte e ulteriori (tipo quando se ne andò da Ballarò).

Boldrin usa le parole con estrema lucidità e pienezza: puoi non essere d'accordo, ma non vedo perché tu debba questionare sul perché lo sia io.

Caro Giovanni, io di origine toscana, apprezzo il non capisco una sega... e anche il dagli al comunista. So di esser in buona compagnia.

Mi pare che si sia già scritto altrove che quello che Boldrin dice della Lega è applicabile con le stesse parole esattamente a Fini&Co. Non c'é differenza, anzi qualche aggravante per la Lega forse che ha sempre curato meglio i propri interessi...Ora fare una standing ovation su questo mi sembrava eccessivo, ma ormai il cross-refrences tra blogs con complimenti reciproci va molto di moda e fa sempre più volume nella blogsfera: se quello che uno dice lo si amplifica un po' dovrebbe diventare vero (cosi' ragiona il BS)...

stefano credo che Michele faccia un discorso estremamente banale da italiano all'estero che o non ha tutto il track record delle dichiarazioni di Fini dal 1990 ad oggi oppure, semplicemente, se ne frega. il senso del post se non ho capito male è che ADESSO Fini rappresenta la migliore opposizione a Berlusconi, non solo da un punto di vista di dichiarazioni "istituzionali" ma anche sui contenuti: cosa che mi sembra (nb anche io da italiano all'estero, quindi chiedo scusa se non ho letto quell'interessantissimo intervento del vicecapo della corrente rutelliana uscito su "riformismo in agrodolce" con tiratura di 800 copie tutte nei pressi dell'edicola davanti Montecitorio) un discrimine importante rispetto a quelli che hanno deciso di fare opposizione col test del DNA e dell'illibatezza a Noemi Letizia. ho capito che ha detto questo è quest'altro, ma sono politici, italiani per giunta, che diamine vi aspettate???

Dagli al comunista!

lugg 15/6/2009 - 10:35

I miei due cent sull'argomento.

Secondo me il comportamento di GF e' un mix dovuto essenzialmente ad alcuni fattori scatenanti:

1. sa che con una moderata opposizione dall'interno del partito guadagna in visibilita' dentro e fuori, senza perdere i benefici che ha ottenuto attaccandosi all'epoca al carro vincente, e che fosse vincente se ne e' accorto perche' non e' certo stupido.

2. e' un bastian contrario per carattere (*), quindi si trova bene a difendere le istituzioni quando gli altri intorno a lui le attaccano.

3. non credo che abbia alcuna simpatia per la lega, in quanto la cultura politica italiana, da ambo le parti, e' tipicamente centralista e dirigista (**). 

Riguardo i suoi colonnelli: quando erano suoi, gli conveniva averli cosi' supini sulle sue posizioni - era lui a dettare le loro regole. Adesso che sono sul libro mastro di un altro, semplicemente hanno cambiato "supinatura", e la differenza si vede.

 

(*) non ricordo dove lo lessi e non ho tempo di cercarlo adesso, ma in pratica lessi che entro nell'MSI per reazione all'ambiente "rosso" della sua Bologna.

(**) forse  abuso di questi termini, ma l'Italia moderna secondo me e' culturalmente centralista, dirigista e decisionista sin dalla unificazione.

Scusate, so che non c'entra molto - well, un po' c'entra: come si fa ad avere come leader uno così e poi riempirsi la bocca con parole come "stile", "classe", "eleganza", "tradizione", "cultura" e via classicheggiando da fighetti di via manzoni? - ma mi sembrava grave che su nFA non ci fosse un link a questo Daily Show ...

Ma Boldrin ha iniziato a vedere la tv? :-)

No, tutta colpa del figlio hollywoodiano (ancora per poco, spero ...).

Hai un figlio comunista/hollywoodiano?

Mi ricorda un amico di famiglia che ando' da mio padre e gli disse: Renzo, ma hai un figlio comunista? E gli hai pagato anche gli studi a Milano?

Ma frequenta anche Paris Hilton?

L'avevo postato sul mio blog, qualcuno dirà "dagli al comunista" di Jon Stewart, é il complotto comunista. Comunque dopo che l'avevo fatto circolare in Italia il link é apparso su tutti i giornali comunisiti come Repubblica e Corriere, ma credo che pochi conoscono il programma di satira americano.

We owe some apologies...

non ci crederai.... ma chiunque abbia sky può vederlo su comedy central.

unica pecca: è tradotto e non sottotitolato!

http://www.comedycentral.it/tv/personaggischeda.asp?nome=undefined&id=71

chiunque abbia sky

D'altra parte, già si sapeva che Murdoch fa parte del Grande Complotto demogiudoplutaicomassonico.

Sky di Murdoch son comunisti!! Aspettiamo Comedy Central alla RAI.....

Ma come hanno tradotto quando Jon Stewart dice "Mamma mia"...con quella faccia....

Questo probabilmente c'entra ancora meno, però dopo averlo visto sulla BBC, pensavo che potesse dare un'idea di come il paese è visto da fuori.

 

Oh no, Silvio!

Will Italian PM avoid offending anyone on US visit?

Ecco Fini sulle liberalizzazioni oggi:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06...

"è stata, da più parti, rivendicata la superioritá dell'intervento pubblico e si è invocata una più estesa presenza dello Stato nell'economia, unitamente all'introduzione di vincoli più stringenti alla libertá di iniziativa economica. Questo diffuso atteggiamento appare quanto meno singolare a fronte di una crisi alla cui genesi hanno contribuito, in misura assolutamente non secondaria, scelte pubbliche errate o insufficienti"

Adesso che ci penso, non mi capita spesso di leggere commenti di questo tipo in Italia. Mi stupisco che sia proprio Fini a dire queste cose, tra l'altro. Purtroppo, pero', il ruolo dell'antitrust e' stato molto sminuito dalla faccenda Alitalia.

:-o 

sono sbalordito: " il concorso di questi errori, ha detto Fini «ha prodotto una miscela perversa di opacitá, conflitti di interesse e distorsioni nel meccanismo di formazione dei prezzi dei titoli. Un vasto numero di intermediari finanziari ha così potuto trasferire su soggetti terzi i rischi eccessivamente elevati, ma non riconoscibili e valutabili dal mercato, assunti nel perseguimento di politiche imprenditoriali fortemente orientate ai risultati di breve periodo piuttosto che ai canoni di una sana e prudente gestione»."

Ci mancava solo che parlasse di hidden action e cascavo dalla sedia.

Che debba arrivare dalla destra "nera" il cavaliere bianco?

Che debba arrivare dalla destra "nera" il cavaliere bianco?

È che ci leggono in luoghi, e ci prestano attenzione persone, insospettabili e per molti improbabili.

 

beh, good news :-)

Adesso che ci penso, non mi capita spesso di leggere commenti di questo tipo in Italia.

Concordo.  Il discorso di Fini va comunque messo nel contesto di una riunione in cui veniva presentata la relazione dell'Autorita' anti-trust. Mi domando chi ha scritto quel testo: e' una sopresa insperata constatare che negli ambienti politici romani esiste qualcuno che capisce e scrive correttamente di economia e statalismo.

Sarebbe stato piu' utile all'Italia che Fini avesse raccomandato minore invasione statale nel mercato quando sia nel Berlusconi/2001 sia nel Berlusconi/2008 il governo ha approvato gli aiuti di Stato mascherati da prestiti all'Alitalia, e poi ancora di piu' quando hanno avuto la bella pensata di "salvare" assieme all'Alitalia anche AirOne combinandole in un unico soggetto al fine di ripristinare il monopolio sulla Milano-Roma.

Mi domando chi ha scritto quel testo

.... Benedetto Della Vedova?

.......... :-D

Probabilmente non e' stato chi ha scritto questo altro discorso...

http://www.corriere.it/politica/09_giugno_16/napolitano_leader_religiosi...

Ho esattamente la stessa impressione. Anzi, poichè fa ottimi discorsi e pieni del rigore sull'amministrare lo stato e garantire il mercato e poi lui ed il suo gruppo approvano leggi anti-mercato così come anti-giustizia (in difesa della casta o del capo e cortigiani)

Se è concesso, questo è un atteggiamento decisamente pocrita.

Lo stesso filo rosso che si manifesta ogni volta che la destra italiana è al potere e che parte dai primi decenni del secolo scorso per arrivare al governo attuale.

Sarebbe stato piu' utile all'Italia che Fini avesse raccomandato minore invasione statale nel mercato quando sia nel Berlusconi/2001 sia nel Berlusconi/2008 il governo ha approvato gli aiuti di Stato mascherati da prestiti all'Alitalia, e poi ancora di piu' quando hanno avuto la bella pensata di "salvare" assieme all'Alitalia anche AirOne combinandole in un unico soggetto al fine di ripristinare il monopolio sulla Milano-Roma.

Lo so, Alberto. Penso che questo tipo di comportamenti sia quello che ha generato molti dei commenti.

Fare politica vuol dire scendere a compromessi. In democrazia, e' difficile realizzatre esattamente i programmi che una persona ha in testa, senza mai cambiare posizione pubblica. Quello che conta e' fino a che punto un politico sia disposto a scendere a compromessi e per quale motivo.

D'altonde anche i politici hanno i loro incentivi: se cambiare posizione paga, in termini di sopravvivenza politica, allora molti politici lo faranno. In effetti molti dei leader del centro-destra sono sopravvissuti  nelle loro posizioni nonostante piu' di una sconfitta elettorale.

A porta a porta, in onda adesso, crocifissione del compagno Fini.

Dagli al comunista!

17/6/2009 - 01:18

Schifani nella parte del primo della classe (lui si' che e' super partes, mica il comunista), Giovanni Pepi condirettore del Giornale di Sicilia nei panni di quello che mena cosi' poi Schifani puo' prendere le distanze e dire che ha moltissima stima dell'infame traditore, Riotta nei panni di quello che interpreta le prese di distanze di Schifani per gli spettatori più distratti (il Presidente Schifani ha gentilmente detto che Fini è uno stronzo) cosi' poi Schifani puo' prendere di nuovo le distanze, e Paragone e Bonanni sono arrivati quando la pratica era già stata sbrigata (è risaputo che nessuno va oltre i primi 15 minuti di Porta a Porta, dopo il cervello produce una neurotossina che inibisce l'udito per proteggere le sinapsi: perfetto per quanto una ha voglia di studiare con del white noise in sottofondo).

scusate mi tocca aggiungere uno sgup: Schifani a scuola faceva i compiti con la carta carbone per avere una copia da passare ai compagni. credo a breve insinueranno che Fini invece passeva il tempo a disegnare falci e martello sul quadernetto.

Che combriccola!

Tralasciando il caso Fini (anche se è davvero incredibile come le mosse del satrapo siano prevedibili, solo quelli dell'opposizione non ci arrivano ...) continuo a domandarmi dove tutto questo possa portare ... boh.

Oggi La Stampa pubblica un riassunto delle recenti iniziative di Fini.

Ed una conferma dell' encefalogramma piatto a sinistra.

QED

michele boldrin 8/9/2009 - 09:27

Della serie "conoscere i propri polli" per meglio tirar loro il collo e spennarseli!

Come previsto, Feltri ha confermato le mie affermazioni di alcuni mesi fa:

Gianfranco Fini è un comunista.

Appena Fini annuncia che è diventato "ex comunista" gli scrivo un biglietto di simpatia ... comincia ad imitarmi, meglio tardi che mai! Un giorno o l'altro, magari, annuncia che è anche lui un "liberista" se non proprio un libertario (occorre saper accontentarsi, specialmente ad una certa età!)

Grazie anche a Feltri per essere tutto ciò che ho sempre pensato fosse.

Anche quelli che valgon poco (poco? niente, vah) a volte son utili alla storia del mondo. Servono a mettere in risalto differenze che, altrimenti, non si noterebbero. E, come diceva quell'altro, ciò che conta è la differance ...

Che sia l'unico a fare opposizione è la pura e amara verità italiana (anche se avrei da ridire su come, quando e perchè..meglio lasciar stare, vah!). Probabilmente è anche l'unico facente parte del PdL che di PdL ha ben poco, ma di AN gli è rimasto praticamente tutto. 

Per quanto riguarda il "liberista" la vedo dura, ma veramente dura. Tuttavia, come si sa, tutto può succedere nella nostra polLitica.

 

il popolo a cui il "P" in PdL si riferisce ritiene, evidentemente, che il "conduttore" sia intoccabile e che le cose che Fini ricorda e dice siano irrilevanti.

Stiamo parlando di un buon 60% dell'elettorato, qualcosa come 22-24 milioni di persone maggiorenni e in gran parte con patente di guida. Impossibile contrastarli. La componente suicida di Fini è quella elitaria. In un paese senza élites chi si mette contro il popolo bue è finito.

Sono un nuovo iscritto. un saluto a tutti e vengo al sodo.

BS ha bisogno di comunisti!! e se non ne trova in giro se li fabbrica in casa. Nel '94 quando il PC era ancora un PC, una parte dell'elettorato era pronta a votare per un fagiano pur di non trovarsi i presunti cosacchi al governo. Berlusconi prese il posto della DC nel ruolo di" male minore" e tuttora vive di quell'immagine che,come vedete,coltiva con immenso amore.

Una nota di conforto: un male minore si vota finche' non ne arriva uno ancora minore. SPEREM!!!

 

 

 

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