Alitalia: verso il fallimento della legalità

12 settembre 2008 roberto bin
Un'altra sconcezza della vicenda Alitalia, purtroppo poco documentata.

“In relazione ai comportamenti, atti e provvedimenti che siano stati posti in essere dal 18 luglio 2007 fino alla data di entrata in vigore del presente decreto al fine di garantire la continuità aziendale di Alitalia-Linee aeree italiane S.p.A., nonché di Alitalia Servizi S.p.A. e delle società da queste controllate, in considerazione del preminente interesse pubblico alla necessità di assicurare il servizio pubblico di trasporto aereo passeggeri e merci in Italia, in particolare nei collegamenti con le aree periferiche, la responsabilità per i relativi fatti commessi dagli amministratori, dai componenti del collegio sindacale, dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, è posta a carico esclusivamente delle predette società. Negli stessi limiti è esclusa la responsabilità amministrativa-contabile dei citati soggetti, dei pubblici dipendenti e dei soggetti comunque titolari di incarichi pubblici. Lo svolgimento di funzioni di amministrazione, direzione e controllo, nonché di sindaco o di dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari nelle società indicate nel primo periodo non può costituire motivo per ritenere insussistente, in capo ai soggetti interessati, il possesso dei requisiti di professionalità richiesti per lo svolgimento delle predette funzioni in altre società.”

Questo non è uno scherzo, né il “caso” sottoposto da un collega fantasioso all’esercitazione degli studenti: è il testo dell’art. 3, comma 1, del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, “Disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi”. Il mio non vuole essere un commento, ma piuttosto una richiesta di aiuto: vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse che cosa significa questa disposizione.

Che l’Alitalia sia in condizioni gravissime lo sanno tutti; che il Governo se ne preoccupi è – finalmente – una buona notizia. Ma il salvataggio dell’Alitalia – o meglio della parte “sana” di essa: dove andranno le sue amputazioni ormai necrotiche è un altro problema – può giustificare un provvedimento di “sanatoria” che mandi esenti da responsabilità amministratori, controllori, dirigenti, nonché “pubblici dipendenti”o “soggetti comunque titolari di incarichi pubblici” da “fatti commessi” e, in particolare, da irregolarità nella “redazione dei documenti contabili”?

A prima vista, per quanto riguarda i funzionari pubblici questa norma sembra cozzare con gli art. 28 e 103 Cost., che fissano il principio della responsabilità personale del pubblico funzionario: ma per la responsabilità degli amministratori di una società per azioni non c’è proprio alcuna “copertura” costituzionale? Che cosa vuol dire che la “responsabilità per i fatti commessi” è “posta a carico esclusivamente” della società? Di quale responsabilità si sta parlando? Fosse anche solo quella civile, l’azionista o il creditore perdono l’azione contro gli amministratori e possono agire solo contro la società, magari inciampando nel suo fallimento? È più che evidente che il decreto-legge incide nei rapporti tra privati, con effetti retroattivi, modificando i termini in cui si esercita il diritto di difesa e – c’è da supporre, perché non conosco la realtà processuale – interferendo nella funzione giurisdizionale, con buona pace di una bella serie di principi costituzionali, a partire da quello di eguaglianza per atterrare su quello di separazione dei poteri.

Insomma, il tenore di questa norma mi sembra incompatibile con i fondamenti primi dello Stato di diritto: qui si fa della ragion di stato (identificata nell’aver operato per la “continuità aziendale”) l’unica giustificazione di un provvedimento del tutto abnorme. Si pensi infattiche, non solo coloro che hanno commesso dei “fatti” tutt’altro che commendevoli (dal punto di vista del rispetto delle regole vigenti, s’intende) sono mandati esenti da responsabilità personale, ma addirittura si vieta di considerarli per quello che sono: il fatto che abbiano falsificato i bilanci o commesso altri illeciti (a proposito, siamo forse di fronte al primo caso di notitia criminis con forza di legge?) “nonpuò costituire motivo per ritenere insussistente, in capo ai soggetti interessati, il possesso dei requisiti di professionalità richiesti per lo svolgimento delle predette funzioni in altre società”. Fantastico! Si profila l’illegittimità delle delibere amministrative che motivassero la scelta comparativa di un dirigente sulla base dei trascorsi amministrativi in Alitalia dell’altro candidato? Oppure la denuncia per diffamazione del consigliere di amministrazione di una società privata che fa mettere a verbale il suo dissenso motivato (questo è il punto) rispetto alla nomina di uno dei nostri Alitalia boys? Qualcuno mi aiuta, per favore?

Si, capisco, sono ipotesi paradossali, quasi fantascientifiche. Ma questa disposizione non lo è forse? Le leggi ad personam non sono una rarità nel nostro Paese, e non mi riferisco certo alla mitica “legge Bacchelli”. Ma ormai, come si vede, sta diventando un genere di massa. Poi andremo a spiegare agli immigrati clandestini il valore della legalità: non hanno mica da salvare la Compagnia di Bandiera, loro; egoisticamente pensano a salvare solo se stessi.

Ripubblicato dal sito forumcostituzionale.it. Ringraziamo il lettore Daniele Muritano per la segnalazione.

24 commenti (espandi tutti)

Purtroppo era quello che avevo temuto qualche mese fa, quando avevano annunciato gli Incoscienti e gli Incapaci che siedono in Parlamento che avrebbero preparato uno "scudo" per amministratori e consiglieri dell'Alitalia. Piuttosto Vi rivolgo una mia curiosità: ma per caso è stato pubblicato da qualche parte il compenso per le "immani fatiche" che dovrà sostenere il Commissario Fantozzi per accompagnare per mano nel baratro quel che resta dell'Alitalia? Forse mi è sfuggito, anche se avevo letto da qualche parte nei giorni scorsi, che l'incarico era conferito direttamente dall'Innominato BS e che il compenso sarebbe stato calcolato esclusivamente da Lui (cioè l'Innominato BS).Se è così evviva la trasparenza!!

Una spiegazione forse meno fantascientifica: questa cosa serve a far transitare senza intoppi nella C.A.I. i predetti amministratori, componenti di collegio sindacale e dirigenti preposti.

Esagero? 

...ovvero la conclusione più ovvia, anche se la politica (leggi BS) ha talvolta spazi fantasiosi. Sul post io chiedo scusa a Giuseppe Bonomi e Giancarlo Cimoli, da me citati in un precedente post come destinatari del favore, ma avevo letto male, e me ne scuso.Ovviamente anche questa è una legge ad personam , ma forse non sapremo mai a favore di chi, visto che la materia del contendere sta andando dove la Carfagna non vuole (a puttane...).

innanzi tutto vorrei ricordare che siamo in presenza di un dl ossia un provvedimento con un efficacia limitata nel tempo (che potrebbe coincidere con quello esattamente occorrente all'affossamento definitivo di Alitalia) che pero'in certi casi continua ad avere effetti anche dopo i termini in particolar modo nei cai di cui all'2 co 5 codice penale (casi di norme favorevoli per il reo), e forse é proprio questo l'intento dell' autore del citato DL

 

tuttavia non credo possa certamente trattarsi di una immunita' sul piano penale poiché la responsabilita penale é solo personale per espressa disposizione dell ' art 27 cost

stesso discorso per quella contabile (art 28  )

Mentre continua il balletto, leggo un po' di incazzati editoriali sui quotidiani più in vista. Ripetono più o meno tutti i concetti che trovate in questo, ma De Vico è lungi dall'essere unico, vedasi per esempio quest'altro e quest'altro ancora.

Tutto questo inquietarsi, predicare, perorare, criticare, discutere ed auspicare si fonda su un assioma comune e non dichiarato: che se chiude Alitalia e NON viene sostituita da una compagnia di "bandiera" (ossia, controllata da italiani, con l'approvazione del governo italiano e con gli attuali dipendenti di Alitalia come forza lavoro) casca il mondo. Ma nessuno, assolutamente nessuno, fra le dozzine che continuano a perorare ci ha spiegato PERCHÈ! Perché casca il mondo se chiude Alitalia?

Si dirà: neanche il governo l'ha spiegato, quindi? Quindi niente: il governo lavora per se, come lavora noper se stessi i sindacati ed i signori del CAI. Ognuno di questi soggetti vede un grande tornaconto nel convincere gli italiani che senza compagnia di bandiera il paese va in malora e ci invadono i marziani. Governo, sindacati e combriccola CAI hanno, ognuno, grande convenienza personale a far sì che la compagnia di bandiera si faccia e che venga finanziata dagli altri 59 milioni di italiani ripagati dal tricolore in coda. Quindi, che costoro (governo, sindacati, CAI) mentano non è sorprendente: è coerente con i loro interessi. Tutti sappiamo che essi mentono.

Ma i giornalisti, i commentaristi dei grandi giornali, a LORO perché conviene mantenere in piedi la grande balla? Questo chiedo, perché? Invece di tanti bizantinismi quotidiani, non sarebbe sufficiente dire la verità e chiedere, ogni beato giorno, che la si lasci fallire? Non riesco neanche a credere, eccezion fatta forse per il Corriere alcuni dei cui azionisti principali sono in torta CAI, che i grandi giornali sostengano la balla di Alitalia risorsa nazionale perché i loro padroni ci guadagnano: i conti non tornano. Allora, perché lo fanno? Ci credono? Non ci posso credere ... conformismo intellettuale? Topore mentale? Qual'e' la ragione?

Provate, o potenti signori del Corriere, del Sole, della Stampa e di Repubblica, a chiedere quotidianamente che la si lasci fallire, punto e basta. Non serve chiedere grandi e straordinarie riforme, bastano pochi semplici fatti: se Alitalia fallisse, per il momento ci basterebbe.

Tutto questo inquietarsi, predicare, perorare, criticare, discutere ed auspicare si fonda su un assioma  comune e non dichiarato: che se chiude Alitalia e NON viene sostituita da una compagnia di "bandiera" (ossia, controllata da italiani, con l'approvazione del governo italiano e con gli attuali dipendenti di Alitalia come forza lavoro) casca il mondo. Ma nessuno, assolutamente nessuno, fra le dozzine che continuano a perorare ci ha spiegato PERCHÈ!

Perchè gli imprenditori italiani sono comunque "comandabili", dirigibili, perchè fanno parte del sistema, della comunita', della ekklesia. Ad uno Spinetta non potresti (come potere politico) telefonare quello che deve fare, ad un R. Colaninno + Marcegaglia + ... sì (nel senso comunque di poter contrattare in varie forme e misure).

In Italia il livello di affastellamento delle relazioni politico-economico-associativo-familistiche rimane abnorme, e trascina l'individuo nel gorgo.

RR

Ma i giornalisti, i commentaristi dei grandi giornali, a LORO perché conviene mantenere in piedi la grande balla? Questo chiedo, perché? Invece di tanti bizantinismi quotidiani, non sarebbe sufficiente dire la verità e chiedere, ogni beato giorno, che la si lasci fallire? Non riesco neanche a credere, eccezion fatta forse per il Corriere alcuni dei cui azionisti principali sono in torta CAI, che i grandi giornali sostengano la balla di Alitalia risorsa nazionale perché i loro padroni ci guadagnano: i conti non tornano. Allora, perché lo fanno? Ci credono? Non ci posso credere ... conformismo intellettuale? Topore mentale? Qual'e' la ragione?

Beh... secondo me molta ignoranza in materia e/o servilismo verso il padrone o comunque verso colui o coloro che sono percepiti come i "potenti" della partita.

Ulteriori contributi:

questo mi pare interessante,

quest'altro mi spaventa non poco:
"da Maurizio Solari, segretario confederale della Cgil, arriva la notizia di una maggiore disponibilità da parte della stessa Cai ad intervenire sui contratti: «Stanotte - ha detto Solari ai giornalisti prima di entrare al ministero del Lavoro - il governo ci ha riferito che Cai ha detto che ci sono risorse aggiuntive per i contratti». La cifra ipotizzata è di circa 100 milioni di euro".

Secondo voi, anche questi soldi (le misteriose "risorse aggiuntive"), dovremo scucirli sempre noi? 

Un'altra ipotesi: AL VIA LE MANOVRE PER ATTRARRE TEDESCHI E INGLESI 

 

Ecco spiegato tutto ... "il meglio del capitalismo italiano", annovera ...

Tanto, anche per oggi, il miracolo non ci è stato concesso. Lehman Brothers può fallire, Alitalia no.

"il meglio del capitalismo italiano"

Come sempre, ogni valutazione di tipo qualitativo non può che essere soggettiva e mi pare evidente che le opinioni del redivivo Cirino Pomicino non coincidano con quelle prevalenti tra noi, che dell'ex ministro democristiano non abbiamo, tra l'altro, una particolare stima (eufemismo, eufemismo .....)  :-)

Il mio personale mal di pancia è provocato dal fatto che tra "il peggio del capitalismo concessionario italiano", formato da quegli elementi che un mio amico e collega definisce "il veleno dell'economia", ha commesso l'errore d'infilarsi quella Marcegaglia che, invece, rappresenta davvero la prevalente parte sana, con un errore di valutazione - commesso nonostante il consiglio contrario ricevuto da alcuni colleghi a lei vicini - di cui ormai è ben conscia, al di là delle dichiarazioni ufficiali.

Perchè la maggioranza della grande (nel senso del pubblico che raggiunge) stampa italiana ignora, sorvola o sfuma? No è inquietante?

Grazie per il vostro lavoro

Mi sono imbattuto in questo interessante reportage da Fiumicino. Il giornalista non sembra stupirsi, ed i vari anonimi le cui dichiarazioni riporta sembrano fieri di quanto affermano. Evidentemente le varie tattiche delinquenzia-terroristiche sono state sperimentate in precedenza, e sono ben "rodate". 

Con un simile organico di delinquenti potenziali, e di fatto, perché mai Alitalia avrebbe dovuto funzionare o dovrebbe continuare ad esistere?

Questa è, ovviamente, solo una ragione in più per lasciarli tutti al bordo della pista, a sabotare aerei esibendo le loro eleganti magliette con la faccia di Che Guevara. A perfect match.

Carina anqhe questa:

altri ancora ironizzano sugli utili promessi da Colaninno al personale.
«Si vabbè - mugugna Davide, assistente di volo - gli utili....»

Nemmeno loro si azzardano a pronosticare un'attivo.

Magari lo credessero anche Colaninno & C.

Questa è, ovviamente, solo una ragione in più per lasciarli tutti al
bordo della pista, a sabotare aerei esibendo le loro eleganti magliette
con la faccia di Che Guevara. A perfect match.

Io tutto sommato sono soddisfatto: questa potrebbe essere la volta buona per stabilire il principio che l'interruzione di pubblico servizio e' un reato indipendentemente dalle motivazioni, e chi lo pratica va perseguito a norma di legge. In piu', quell'oscenita' del piano "nuova Alitalia" e' in frantumi, e con un po' di fortuna rotte e aerei saranno venduti a carriers stranieri, con i quali la collusione politica e' piu' difficile. 

al tempo stesso, nella storia Alitalia.

L'intera casta, ci raccontano per esempio qui e qui, sembra impegnata a tenere in piedi questo zombie. Cos'è? Ognuno di loro ha qualche hostess/steward Alitalia come amante? Per quale ragione questa ossessione perversa e romano-centrica? L'Alitalia, la Rai ... come se il paese dipendesse dalla sopravvivenza di queste cloache.

Ed in cima ci fanno i giochetti di corrente, le pugnalate, le alleanze tattiche. Il tutto sulle spalle degli italiani. Leggetevi i racconti, fanno rivoltare lo stomaco questi squallidi personaggi. A nessuno fotte nulla, né che gli aerei volino, né che gli italiani abbiano un servizio decente, né che vi sia una qualche relazione fra costi e ricavi. Il giochetto è tutto sulla scacchiera della "politica pura", che non vuol dire nulla per chiunque viva all'esterno di un certo giro romano. Una macchina celibe, che parla con se stessa e si tiene in vita succhiando il sangue degli italiani. Ed Alitalia come simbolo di questa follia nel mezzo della quale il paese affoga.

 

P.S. Ho sonno, e vado a dormire. Qualcuno dia un'occhiata a questa. Non è che per caso anche Fantozzi (il numero 3 dei commercialisti-ministri italiani) parla di noi quando assicura i "colleghi" (collega di chi? mio no ...) universitari? Ma forse non parla di noi, perché, pur assonnato, mi sembra che quanto dichiara c'entri come i cavoli a merenda con quanto andiamo dicendo, anche in questo articolo. O no? Morale: non leggete le lettere di Fantozzi a tarda notte.

alcuni autorevoli colleghi universitari si preoccupano giustamente che
Alitalia venga posta in fallimento senza che sia previamente esperito
ogni tentativo per garantire la sua continuità aziendale e posto in
essere ogni atto per tutelare al meglio tutti i suoi creditori e
lavoratori.

Direi che non puo' avercela con noi: persino nei commenti è praticamente unanime il rifiuto di cordata, italianità e compagnia bella.

Credo stia solo cercando di pararsi il culo in previsione di un fallimento dell' operazione CAI.

Credo che Fanzozzi si riferisse a due lettere pubblicate nei giorni scorsi sul Corriere, leggibili, qui e qui.

 

Alitalia è così importante perchè :

1)nessuna compagnia (sana
di mente) che fa economia reale terrebbe in piedi delle rotte tipo :
reggio, palermo, napoli, bari in connessione con aeroporti come
Venezia-Milano.

2)sulle rotte sopramenzionate viaggiano
esclusivamente : notai, avvocati, magistrati, carabinieri, finanzieri,
politici, prefetti, procuratori e familiari. Tutti o quasi a spese
della comunità.

3)questi voli viaggiano all'80% vuoti e parecchi voli giornalieri per dare il servizio ai parassiti sopramenzionati

4)le
categorie sopramenzionate non vogliono spaerne di viaggiare in cuccetta
treno e lottano per tenere in piedi alitalia facendo pressioni enormi
sul governo 

 

si signori, è un capriccio, è un
privilegio, uno dei molti che stanno per cadere fino al collasso del
sistema italia. ma mica lo possono dire alla gende gomune che ogni
giorno esborsa 3 milioni di euri per mantenere questo privilegio. 

1)nessuna compagnia (sana di mente) che fa economia reale terrebbe in piedi delle rotte tipo : reggio, palermo, napoli, bari in connessione con aeroporti come Venezia-Milano. 

Uhm... per esperienza personale posso garantirti che il Reggio-Milano (e ritorno) si riempie abbastanza e non di avvocati, notai, ecc. Anzi... tutto il contrario ;)
Mi dicono sia così anche per il Bari-Milano ed il Palermo-Milano (ma su questi non ho esperienza personale).

2)sulle rotte sopramenzionate viaggiano esclusivamente : notai, avvocati, magistrati, carabinieri, finanzieri, politici, prefetti, procuratori e familiari. Tutti o quasi a spese della comunità.

Puoi chiarirmi questa affermazione ? :)

 

sempre per informazione, per quanto riguarda Bari

il Bari -Linate è servito da Alitalia (4 voli), Airone (due voli) e Alpi Eagles (1 volo),

il Bari Malpensa da Alitalia (3 voli) e EasyJet (3 voli),

il Bari-Orio al Serio da Ryanair (1 volo) e Myair,

il Bari-Venezia da Alpieagles (3 voli) e Airone (1 volo),

il Bari-Verona da AirItaly (3 voli) Alpi Eagles e Clubair (1 volo a testa)

il Bari Reggio Calabria da Clubair (1 volo),

il Bari - Palermo non c'è, ma c'è un Bari-Trapani, gestito da Airone (1 volo).

I casi sono due, o Bari è piena di avvocati, finanzieri e magistrati (non notai che sono pochi) con una gran voglia di viaggiare o tutte queste compagnie stanno sbagliando qualcosa nella gestione delle loro rotte

 

La pantomina Alitalia continua, costellata di ridicoli drammi e squallide sceneggiate degne della peggior Italia:

Ma a Fiumicino, dove i voli sono regolari, i lavoratori non mollano. Ed
hanno affidato ad un tazebao i loro pensieri: "Non lottiamo solo per i
nostri soldi, lottiamo per la nostra vità: dignita!". [La Repubblica, 21/9/2008]

In questa ridicola e tardiva riscoperta della dignità, dopo aver irriso quella dei clienti e dei contribuenti per trent'anni, s'inseriscono rivelatrici le uscite di Epifani, come riportate dai giornali di oggi.

Alcune considerazioni:

- Alla CGIL uno come Fantozzi sembra la persona giusta con cui trattare. Ulteriore prova che la CGIL - come anche CISL e UIL: non voglio fare preferenze! - sguazza a proprio agio nella cloaca romana della casta e del sottogoverno.

- L'Italia è un paese dove il segretario di un'organizzazione sindacale s'incarica di "contattare la Lufthansa" per farla intervenire in un'operazione economica in cui, dall'altra parte, sta il governo. Poi qualcuno vorrebbe convincerci che i sindacati (e Confindustria un sindacato è) non sono di fatto un pezzo di stato.

- La parte governativa continua a ritenere che CAI sia l'unica soluzione e che si tratti di un prendere o lasciare. Provando ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, che dietro al comportamento governativo stanno di sicuro due scelte e forse una terza: (1) mantenere la compagnia italiana, costi quel che costi, perché altrimenti l'uomo BS "perde la faccia" a causa delle mille cretinate dette da Febbraio in poi; (2) garantire alla compagnia italiana il monopolio delle rotte interne ed al contempo il controllo della casta sul trasporto aereo nazionale; (3, forse) guadagnarsi le simpatie di, e dei crediti con, i capitani coraggiosi a cui il trasporto aereo nazionale verrebbe così regalato, in barba ad ogni decenza. Nella vita, come tutti sanno, può sempre capitare di tutto ...

Direte voi, ed il silver lining dov'è? Eccolo

- Forse Epifani questa volta si rompe il naso per davvero (politicamente parlando, sia chiaro) il che non sarebbe mai troppo tardi. Certo che, se l'obiettivo era dare due sberle alla CGIL, c'erano maniere molto più saggie di farlo ... tipo far lavorare gli statali per davvero, invece di andare in TV.

Volevo postarli ieri notte ma non sono riuscito.

Dal Corriere:

1) Israele, sequestrati i beni di Alitalia

2) L'hostess Maruska: «Giusto esultare»

«Per capirci: da precaria, lavorando 90, a volte 94 ore mensili, guadagnavo 2500 euro. Secondo il nuovo contratto, invece, non solo sarei dovuta arrivare a 100 ore, ma avrei pure dovuto guadagnare di meno». Di meno quanto? «Mille euro, all'incirca».

[...]

No, non è pentita. «Insiste?». È che la gente si chiede: ma come, la mandano in cassa integrazione, e se ne sta lì, tutta contenta a festeggiare? «Guardi, la cassa integrazione è una tragedia, ma ben peggio sarebbe stato firmare quel contratto. Non sarei riuscita a prendere sonno la notte».

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