Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica

/ Articolo / Le attitudini degli studenti italiani per la matematica e la fisica
  • Condividi

Un modo per comprendere le attitudini degli studenti neodiplomati italiani per le materie scientifiche è quello di analizzare i risultati dei test per l'accesso ai corsi di laurea magistrali a ciclo unico della Facoltà di Medicina e Chirurgia. In questo post analizzo, inizialmente, le risposte alle domande di matematica e fisica date dai candidati che hanno tentato l'accesso all'Università Federico II di Napoli. Poi confronto i risultati con quelli in altre università italiane.

Un tema ricorrente su nFA è lo stato dell'istruzione in Italia, in particolare la performance dei nostri studenti nelle materie scientifiche (vedi qui e qui tanto per fare due esempi). Un interessante indicatore sono i test di accesso ai corsi di laurea a numero progammato. Se ne è parlato anche su lavoce.info.

In particolare, il test per l'accesso alle lauree magistrali delle Facoltà di Medicina e Chirurgia (cioé Medicina e Chirurgia, e Odontoiatria) offre, in tal senso, un utile strumento. Da quest'anno si tratta infatti di un concorso nazionale (unico test per tutta Italia, quindi, da Bolzano a Catania) di cui conosciamo tutto o quasi, sostenuto da un elevato numero di concorrenti. L'ultimo test si è tenuto il 5 settembre 2011 e i vari atenei hanno provveduto, autonomamente, a pubblicare le graduatorie che sono ora disponibili sui rispettivi siti web.

Trovandomi a pubblicare la graduatoria dell'Università di Napoli Federico II (qui in pdf) mi è saltato subito all'occhio il dato sui voti per il gruppo di domande “matematica e fisica”. Disponendo del foglio di calcolo originale ho potuto fare i conti precisi; da questo spunto iniziale ho, in seguito, esteso l'indagine ad altri atenei.

Inizio l'analisi con 4 premesse:

  1. Le domande di questo gruppo sono 11 su 80: non molte, ma comunque decisive, considerando che un punto in più o in meno consente di superare un centinaio di posti in graduatoria.
  2. Il mio giudizio potrebbe essere influenzato dal fatto di avere alle spalle studi scientifici sia liceali che universitari; d’altro canto non sono certo un esperto del ramo (non insegno matematica o fisica) e ritengo che il tenore delle domande sia perfettamente adeguato per uno studente che ha appena finito un liceo.
  3. Le domande del gruppo "biologia" sono (come al solito) molto complicate (abbastanza fuori da un programma di liceo): eppure i "voti" per questo gruppo sono proporzionalmente più alti.
  4. Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani: gente che ha avuto voti di diploma alti o altissimi e che provengono dai licei. Sull’ultima ipotesi possiamo formulare solo congetture, dato che ai candidati è chiesto di comunicare l'istituto superiore di provenienza solo dopo aver vinto. Per quanto riguarda il voto, invece, possiamo dire che il 21% degli studenti presenti ha dichiarato un voto di diploma di 100/100.

Ho riportato le domande in un apposito documento Google Docs (NOTA: le risposte sono a pagina 5), realizzato mischiando le risposte rispetto al questionario ufficiale (disponibile qui in pdf); quello fornito dal MIUR ha il difetto di far corrispondere le risposte esatte alla scelta "a". Potete, quindi, giudicare voi stessi il livello di difficoltà e cimentarvi con il test. Per quanto possa valere il mio giudizio, solo le domande 72 (calcolo combinatorio) e 78 (fisica sanitaria applicata?) mi sembrano al di fuori della portata di uno studente diplomato nel 2011.

Passiamo a questo punto all'analisi dei risultati; la domanda che mi sono posto è: quante persone hanno raggiunto la sufficienza nel gruppo "matematica e fisica"? In questo caso si tratta di ottenere un punteggio di 6,6 o superiore nelle 11 domande; in pratica basta indovinarne 7, sbagliarne una (la penalizzazione per la risposta sbagliata è di 0,25) e non rispondere alle altre 3.

La tabella sotto riporta i risultati degli studenti che hanno sostenuto il test all'Università di Napoli Federico II.

n. di studenti%
Studenti da “sufficienti” in su (punteggio >=6,6)180,55
Studenti da quasi sufficiente in su (punteggio >=5)772,36
Studenti da nulli in giù (punteggio <=0)131040,10
Studenti da “nulli ma fortunati” in giù (punteggio <=1)212865,14
 

Tabella 1: risultati degli studenti nelle domande del gruppo “Matematica e Fisica” (studenti presenti 3267)
NOTA: ovviamente i gruppi non sono disgiunti tra di loro

 

Ho controllato alcuni dati anche a mano, perché non credevo a quanto riportato dal PC: 18 persone (dicansi DICIOTTO) su 3267 hanno raggiunto l'ambito traguardo della sufficienza (!!!); siamo ben al di sotto dell'1%. Anche abbassando l’asticella al limite di 5 ne salviamo appena 77 (!!!), cioè poco più del 2%. Rincariamo la dose: nessuna persona ha ottenuto il massimo (11) e una sola ha totalizzato 9,75 (evidentemente con 10 risposte giuste e una sbagliata).

Ma, soprattutto, più del 40% degli studenti "napoletani" hanno totalizzato 0 o meno. Ecco, questo è un dato simbolico: 5 anni di elementari (almeno due delle domande possono essere risolte con la quinta elementare), 3 di medie, 5 di superiori per non sapere nulla, assolutamente nulla di matematica e fisica.

Perché se avessi mandato mia figlia (la più grande, che avendo 7 anni è in grado di leggere e scrivere) con il solo input di rispondere alle domande dalla 70 alla 80 con una X sempre sulla stessa colonna (scelta casualmente) c'erano buone probabilità che ottenesse un risultato migliore di quello ottenuto dal 40% dei "napoletani" (ripeto: di alcuni tra quelli che dovrebbero essere i migliori studenti "napoletani").

Ecco perché nell'ultima riga ho riportato anche i cosiddetti studenti “nulli ma fortunati”: perché rispondendo nella maniera illustrata era possibile totalizzare 1 (pari a 1*3-0,25*8). Nel mio questionario modificato questo sarebbe successo rispondendo sempre “C”.

Riporto in seguito analoghe tabelle per il gruppo Chimica (11 domande) e Biologia (18 domande) dello stesso test; le rimanenti 40 domande erano inerenti alla logica e alla cultura generale.

n. di studenti%
Studenti da “sufficienti” in su (punteggio >=6,6)527 

16,13

 
Studenti da quasi sufficiente in su (punteggio >=5)87926,91
 

Studenti da nulli in giù (punteggio <=0)

 
575 

17,60

 
Studenti da “nulli ma fortunati” in giù (punteggio <=1)111634,16
Tabella 2: risultati degli studenti nelle domande del gruppo “Chimica”
n. di studenti%
Studenti da “sufficienti” in su (punteggio >=10,8)33910,38
Studenti da quasi sufficiente in su (punteggio >=9)59718,27
Studenti da nulli in giù (punteggio <=0)54016,53
Tabella 3: risultati degli studenti nelle domande del gruppo “Biologia”

Come si vede è un problema che riguarda in maniera marcata il gruppo “matematica e fisica”. Si possono azzardare diverse spiegazioni sul perché di questa divergenza così marcata. La più semplice è che gli studenti temono di più le domande di chimica e biologia (soprattutto le seconde mi appaiono troppo complicate per un liceale) e su quelle si concentrano, insieme a quelle di logica e cultura generale (per altro comuni a molti test a risposta multipla). In più c’è una percentuale piuttosto elevata di persone che tentano l'accesso a medicina dopo aver fatto uno o più anni in corsi di laurea come scienze biologiche, biotecnologia, chimica... dove queste materie sono affrontate in maniera specifica.

A questo punto ci si può domandare se una situazione analoga esiste anche in altre Università italiane. Il MIUR ci fornisce i risultati (in forma anonima) di tutte le prove nei vari atenei (100 risultati per pagina), dividendo le risposte per gruppi di domande. Ho preso come campione tre grandi Atenei del Nord (Torino, Milano e Bologna) e ho rifatto gli stessi conti della Tabella 1; i risultati sono riportati nella tabella qui sotto, assieme a quelli della Federico II per confronto.

Ateneo>=6,6>=5<=0<=1MediaMedia Totale
Federico II0,55%2,36%40,10%65,14%0,8429,41
Milano2,25%7,18%24,67%47,21%1,6035,87
Bologna1,58%5,42%29,04%51,65%1,4033,71
Torino1,58%6,25%29,5%53,66%1,4735,08
Tabella 4: performance nelle domande del gruppo "matematica e fisica". Nelle ultime due colonne la media dei risultati per questo gruppo e sul totale delle domande

Come si vede resta confermata l'evidenza di studenti del nord nettamente meglio preparati di quelli del sud. Naturalmente non conosciamo la regione di provenienza dei candidati (un napoletano poteva fare anche il test a Milano), ma la nuova regola che consente di sostenere il test da una parte e poi, se si è sopra la barra, iscriversi da un'altra implica che i candidati in ciascuna università saranno in grande maggioranza locali, per una semplice ragione che si chiama "costo di trasporto".

La tabella sopra, quindi, mostra che gli studenti lombardi (i sufficienti di Milano, cioé) sono il quadruplo di quelli campani (e dei migliori tra questi: ci sarebbe da considerare anche quelli che hanno partecipato al concorso della seconda Università di Napoli, mediamente peggiori); quelli di Bologna e Torino il triplo. Guardando al totale Napoli se la cava un po' meglio: la differenza con Milano (l'Ateneo migliore tra quelli studiati) è di solo 5,46 punti (su un massimo di 80). Questo conferma ciò che già sappiamo dall'analisi dei dati PISA.

Resta comunque immutato il giudizio estremamente negativo sugli studenti italiani: più della metà degli studenti non riesce andare oltre ad 1; la media di voto per questo tipo di domande è sotto il 2.

Un'ultima analisi, più indiretta, ma nettamente più rapida, è quella di studiare il voto minimo che consente ad uno studente di essere ammesso: è intuitivo supporre che a voto minimo più basso corrispondono studenti meno preparati. Nella tabella di seguito (che può essere ricava sia guardando alle graduatorie anonime combinate con il numero di posti a disposizione di ogni ateneo, che leggendo le graduatorie delle singoli università sui vari siti web) ho riportato per completezza anche la percentuale di promossi per Ateneo: è ovvio infatti, che una percentuale più alta di promossi sposta artificalmete verso il basso il voto medio.

AteneoSoglia MinimaCandidatiPosti% Ammessi
Federico II43,25296139713,41%
Napoli 240,75241343317,94%
Salerno42,5168618010,68%
Milano (ita)50,25310537011,92%
Bologna47,75278636313,03%
Verona49,5123817614,22%
Brescia47,75170619011,14%
Palermo42,5251440015,91%
Pisa45,75176727015,28%
Cagliari42,7518381809,79%
Bari44,5312031910,22%
Siena42,75156521013,42%
Tabella 5: soglie minime e percentuale di ammessi negli atenei italiani.
Nota: il numero di candidati è riferito ai soli candidati a Medicina e Chirurgia.

Anche quest'ultima tabella conferma quanto rilevato dai test PISA, con la sola anomalia di Siena, che ha una soglia minima inferiore a quella della Federico II. Le differenza possono apparire minime, ma non è così: in un concorso del genere, per voti intorno alla "soglia di accesso" un voto comporta una differenza di centinaia di posizioni. Il 40,75 di Napoli 2 non consentirebbe nemmeno di sperare in un eventuale scorrimento alla Federico II, tanto per fare un esempio.

A mio parere questi test confermano due tragiche realtà:

  1. La scuola italiana è divisa in due: gli studenti del nord sono nettamenti meglio preparati di quelli del sud.
  2. Il livello di conoscenza della matematica e fisica è inesorabilmente basso.

Nota Metodologica: I dati delle tabelle dalla 1 alla 4 sono basati su tutti i candidati al concorso (concorrenti di Odontoiatria compresi); quelli della tabella 5 sui soli candidati a Medicina e Chirurgia; questi ultimi sono presi da fonti tra di loro eterogenee (Federico II, Napoli 2 e Siena dai rispettivi siti web, le altre dal MIUR). Per tanto sono suscittibili di piccoli errori di calcolo.

Indietro

Commenti

Ci sono 134 commenti

Il link al questionario ufficiale non funziona.

Corretto: grazie della segnalazione

Post interessante. E' possibile che chi sostiene il test stia pensando che a Medicina non serve la matematica, per cui "non la studio" e dato che richiede tempo "la compilo piu' o meno a caso"? Perche' vi e' una ragionevole probabilita' che gli studenti di oggi pensino a come raggiungere l'obiettivo schivando il piu' possibile le difficolta' (cosa in se non totalmente sbagliata, ma dimenticando, per es., che per preparare una soluzione isotonica serve un po' di matematica e chimica...)

Aggiungo...

Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani:

 Non ne sarei tanto sicuro. Chi non supera il test ripiega su altri corsi di laurea, e se ne vedono delle belle...

 

 

E' possibile che chi sostiene il test stia pensando che a Medicina non serve la matematica, per cui "non la studio" e dato che richiede tempo "la compilo piu' o meno a caso"?

 

Probabile: mi sono preso anche la briga di chiederlo a qualcuno dei candidati (campione poco significativo: tre persone) e mi hanno risposto più o meno come hai previsto.

 

Non ne sarei tanto sicuro. Chi non supera il test ripiega su altri corsi di laurea, e se ne vedono delle belle...

 

Il 21% di diplomati con il massimo dei voti mi sembra un campione significativo: uno su 5 ha preso il massimo! Altrove il livello dei candidati è più basso, ma lo è anche il livello dei questionari.

E' possibile che chi sostiene il test stia pensando che a Medicina non serve la matematica, per cui "non la studio" e dato che richiede tempo "la compilo piu' o meno a caso"?

Improbabile (vedi punto 1 del post di Casillo)...

Spannometricamente, posso dirvi che una netta maggioranza degli iscritti al corso di laurea in medicina ha fatto il liceo scientifico. Una minoranza consistente il classico, pochi invece altri tipi di superiori.

Quando ho fatto il test di medicina dieci anni fa ho fatto punteggi infimi di matematica e fisica (venivo dal classico, e da una sezione non particolarmente math friendly) e ciononostante sono arrivato tra i primi 20.

Per quanto riguarda la matematica utile o disutile per la medicina, e lo dice uno che a malapena padroneggia le addizioni, qualcosa bisognerebbe saperlo e questo qualcosa (pure parliamo di un programma teorico del secondo anno di un liceo scientifico) ai tempi dei miei studi era al di sopra della maggior parte degli studenti del mio corso.

 

Ho riportato le domande in un apposito documento Google Docs (NOTA: le risposte sono a pagina 5)

 

Ad occhio hai delle risposte sbagliate ;)

quali? ho cannato almeno il coulomb e vorrei mantenere la sufficienza.

76, 77

 è vero, la 77 è B), ma era facile e non l'avevo neanche controllata. la 76, proprio non so.

 

76, 77

 

Corretto: ora è ok.

 

Ho fatto il classico, insegno greco. Così su due piedi avrei dato 5 risposte esatte. Poi la 80 credo l'avrei risolta con progressive approssimazioni, ma nulla di più efficiente (capendo bene che se aggiungo un 5% di vino poi non ho più 2 litri di liquido davanti, ma di più, e che quindi la proporzione va ricalcolata).

Per quelle scientifiche non sono stato in grado, perché non ricordo le definizioni. Ai tempi del liceo qualcosa di più avrei ricordato, forse.

Quella sul calcolo combinatorio non la sapevo. Però ho pensato che potevo assimilare le lettere a 0,1,2,3 e ho pensato che dovevo calcolare qual era il valore in base 10 del numero 10.000.000 in base quattro (3333333 e lo zero). Sto sproloquiando?

A parte il mio particolare orgoglio, io insegno lettere ma penso che di scienze e matematica non se ne facciano abbastanza, almeno nei licei. E credo che noi di lettere classiche potremmo contribuire alla didattica delle scienze esatte, considerando che Galileo, Newton e compagnia scrivevano spesso in latino, e che la geometria nasce e prospera in greco. Dal punto di vista della storia della scienza la cosa sarebbe feconda e magari i risultati all'università se ne gioverebbero...

O sono velleitario -oltre che ot?

 

Poi la 80 credo l'avrei risolta con progressive approssimazioni, ma nulla di più efficiente (capendo bene che se aggiungo un 5% di vino poi non ho più 2 litri di liquido davanti, ma di più, e che quindi la proporzione va ricalcolata).

 

Matematicamente c'era da impostare una semplice equazione di primo grado ad una incognita d'altro canto, andandosene per tentativi, una volta fatta la tua corretta considerazione, ci si arrivava subito (i tentativi sono 5!).

 

Per quelle scientifiche non sono stato in grado, perché non ricordo le definizioni. Ai tempi del liceo qualcosa di più avrei ricordato, forse.

 

Quella sugli elettroni è basata su semplicissimi leggi (e definizioni) sull'elettricità: P=V*I e I=Q/t (I è l'intensità, P la potenza, V la tensione, Q la carica, t il tempo).

 

Quella sul calcolo combinatorio non la sapevo

 

Una volta il totocalcio andava fortissimo e uno scommettatore incallito (molto facile a trovarsi ai bei tempi) ti avrebbe subito detto che il numero di colonne possibili ("parole" lunghe 13 lettere composte usando 3 lettere: 1, X, 2) sono 3^13. Quello che non si è notato è la finezza nella scelta delle lettere (cosa sono A, C, G, T?).

 

O sono velleitario -oltre che ot?

 

Più che altro sono io a non essere della materia.

 

gli studenti del nord sono nettamenti meglio preparati di quelli del sud.

Aneddoticamente la mia esperienza personale mi dice il contrario, ma è ovviamente anche abbastanza datata. Alle superiori tutti i maturandi facevano le veglie di preghiera per beccarsi in commissione docenti del nord, che erano notoriamente sia meno rigorosi nelle richieste, sia di manica più larga nei voti, e quando toccò a me, ho constatato di persona (i due membri esterni, uno Veneto e l'altra credo Lombarda, mi hanno dato 10 al tema d'italiano, traccia storica, noi sinceramente pensavamo che il 10 non esistesse proprio come punteggio, 9 era il massimo a cui si poteva aspirare!). D'altra parte, quando i miei docenti andavano a fare i membri esterni al nord, e bocciavano come bocciavano dalle nostre parti, c'erano sempre lamentele e piagnistei, anche a mezzo stampa, sull'eccessiva severità dei docenti "meridionali". Immagino saranno cambiate molte cose negli ultimi anni ...

Gli aneddoti son traditori.

Mentre dati di estrazione diversa si corrispondono e corroborano la considerazione 1) del post.

www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/8/17/SCUOLA-L-alleanza-Pisa-Invalsi-smaschera-i-voti-gonfiati-del-Sud/201084/

Dalle analisi di Siniscalco risultava che la scala delle capacità degli allievi, come fotografata dai voti della scuola, era perfettamente parallela a quella di Pisa, con un effetto dunque di un rinforzo di attendibilità reciproco. Ma risultava anche che ad uguali voti corrispondevano diversi effettivi livelli fra licei, istituti tecnici ed istituti professionali - il che è comprensibile.

E risultava soprattutto che ad uguali voti corrispondevano diversi effettivi livelli Pisa nelle diverse parti di Italia, il che è decisamente meno comprensibile. In sintesi, un livello leggermente inferiore al livello medio Ocse corrispondeva in Lombardia ad un 5, e nel complesso d’Italia ad un bel 7.

...

Queste le sintetiche conclusioni. In primo luogo ancora una volta, a conferma di quanto rilevato nel 2003, in tutte le regioni, senza eccezioni, sussiste una relazione positiva tra il voto in Italiano ricevuto nel primo quadrimestre e il livello delle competenze in Lettura. Al crescere del voto cioè cresce il livello delle competenze. Gli insegnanti italiani hanno in mano la scala di valori giusta, ma il problema sta nel fatto che la “appendono” ad altezze diverse.

Infatti ad una singola valutazione scolastica corrisponde un ampio intervallo di livelli medi di competenza. A titolo d’esempio, un 5 in Lombardia corrisponde mediamente a 489 punti, valore superiore ad un 7 in Calabria (479 punti in media). E ancora, per ottenere 8 in Lombardia sono necessarie competenze in lettura di fascia superiore (565 punti) mentre in Campania basta molto meno (506 punti). Complessivamente, la Lombardia è la regione in cui le valutazioni sono maggiormente severe, sono associate cioè ai maggiori livelli di competenze tra le regioni italiane.

...

In conclusione è evidente l’esistenza di una eterogeneità negli standard valutativi secondo una precisa scansione geografica: maggiore severità al Nord, un livello intermedio al Centro e standard decisamente meno impegnativi al Sud.

La frattura geografica negli standard valutativi si evidenzia anche quando si considerino i valori medi per macro area. Per ogni voto, il livello delle competenze richieste è maggiore al Nord (Ovest ed Est) rispetto a quanto necessario al Centro e, con maggiore evidenza, al Sud. Pisa 2009 conferma pertanto in Lettura quanto già emerso in Matematica in Pisa 2003, in consonanza con le più dettagliate indagini condotte da Invalsi.

Sembra urgente l’adozione di misure che mirino quanto meno ad attenuare l’ingiustizia sociale di questa realtà. Almeno dove i voti contano anche per le scelte di vita e professionali, come negli esami di stato finali.

gli studenti del nord sono nettamenti meglio preparati di quelli del sud.

Aneddoticamente la mia esperienza personale mi dice il contrario, ma è ovviamente anche abbastanza datata

 

Aneddoto recentissimo, dalla candid camera di Striscia la Notizia del 28/9/2011.

 

Milano. ... ho mandato una nostra attrice a chiedere informazioni su come ottenere un diploma di liceo scientifica.

Hai voglia di studiare?

Poco.

Frequentare?

Studiare ce l'ho di piu', frequentare poco.

Allora uno deve fare gli esami dove e' residente. Allora noi vogliamo eventualemnte ripassare questo discorso? Perche qui e' il punto.

Mmmh la residenza.

Prendere la residenza da un'altra parte le costa 700 euro.

E da un'altra parte dove andiamo?

A Napoli, quello e' il posto.

[...]

 

Nulla di nuovo, ma è sempre bene ricordare queste cose e scriverle, soprattutto perchè al Sud, anche quest'anno a quanto pare, le lodi sono state in numero molto maggiore rispetto al Nord. 

Scusate, ma la 75 non è A? Il cono non pesa un terzo?

eh, chiede la forza del liquido sul fondo del recipiente, che dipende solo dall'altezza, dalle aree e dalle  densità, tutte uguali.

Commento rimosso per thread sbagliato

 

Io ho fatto il classico. Lo studio di funzione non l'ho mai visto in tutto il liceo, quindi non avrei avuto idea di cosa rispondere. Le altre domande non sono poi cosi' difficili, anche perche' certi argomenti me li ero studiati da solo, ma vorrei vederle proposte agli studenti di ingegneria del secondo anno, per capire come siamo messi in realta'.

 

 

Lo studio di funzione non l'ho mai visto in tutto il liceo, quindi non avrei avuto idea di cosa rispondere.

 

pensandoci bene, trigonometria l'avevi fatta e anche la definizione di funzione. il quesito non chiedeva poi di derivare nulla ed era alla portata. quella di calcolo combinatorio chiede invece di ricavarsi una formula mai vista, bisogna stare calmi e fare qualche prova, mica facile.

dai su non sono impossibili! basta ragionarci

perchè la 73 è A?La risposta non dovrebbe essere 8,tra l'altro non è nemmeno tra le opzioni

fai il disegnino, un cerchio di raggio 13 secato da una retta distante dal centro 5. il cane più in là dei punti di intersezione non può andare e accede solo al tratto di sentiero interno alla circonferenza. quindi, col teorema di pitagora ecc

Ho fatto il liceo scientifico e sono laureato in ingegneria (vecchio corso di 5 anni) e per esperienza posso dire che la matematica non viene insegnata bene soprattutto alle medie e nei primi anni del liceo; è logico che se mancano le basi diventa una materia completamente arida e difficilissima.

Ho visto gente arrivare in quinta liceo scientifico e non saper risolvere una banale equazione di primo grado. Mi son trovato (in seconda liceo) a studiare per mesi cose che ho capito solo all'università (la teoria dei numeri reali di Dedekind e Cantor) e ad impararle mnemonicamente.

Per quel che riguarda il divario fra scuole del Nord e quelle del Sud posso raccontare un aneddoto: avevo una fidanzata calabrese, diplomata al classico con 99 e studentessa di giurisprudenza che faceva spesso errori di ortografia

 

 

Buongiorno a tutti, è il mio primo commento, vi seguo da un po' e siete molto istruttivi, sempre.

La mia storia in due righe : diploma scientifico 50/60 nel '94, laurea in ingegneria vecchio ordinamento (5 anni, ma ne ho impiegati molti di più) con 104/110. Insomma, non un cervellone ma nemmeno un troglodita. Passione smodata per la matematica, voto basso al liceo perchè mi hanno fatto odiare storia, italiano e filosofia (di cui mi sono riappropriato da "adulto", la letteratura come libertà).

 

Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani: gente che ha avuto voti di diploma alti o altissimi e che provengono dai licei.

 

Ai miei tempi c'era un test d'ingresso a Ingegneria (sempre la Federico II di Napoli), facoltativo, giusto per misurare le proprie capacità e orientarsi alla scelta; molto utile a mio avviso. Pur non essendo "crema", sono arrivato 15°; praticando l'understatement già da ragazzo, mi dicevo che questo risultato non valeva molto, in quanto chi già era convinto di iscriversi (perchè sicuro di sé, perchè supportato dalla famiglia, etc.), il test non lo ha fatto per nulla.

 

Ma, soprattutto, più del 40% degli studenti "napoletani" hanno totalizzato 0 o meno. Ecco, questo è un dato simbolico: 5 anni di elementari (almeno due delle domande possono essere risolte con la quinta elementare), 3 di medie, 5 di superiori per non sapere nulla, assolutamente nulla di matematica e fisica.

 

Dura realtà, ma sono dati e fatti, riscontrati da me durante gli anni del liceo.

Segnalerei anche un fenomeno inverso: compagni di università a Ingegneria bravissimi dal punto di vista tecnico ma con una povertà espressiva disarmante. Se il sistema dell'istruzione deve migliorare, non deve farlo a discapito dell'italiano.

 

Sembra urgente l’adozione di misure che mirino quanto meno ad attenuare l’ingiustizia sociale di questa realtà. Almeno dove i voti contano anche per le scelte di vita e professionali, come negli esami di stato finali.

 

Contrariamente al mio orientamento politico "sinistro", credo che i test obbligatori siano un'ottima cosa; lo andavo dicendo anche nel mio unico anno da rappresentante di corso di laurea, e mi sa che i miei compagni di lista non l'hanno presa molto bene ^_^

 

Per quel che riguarda il divario fra scuole del Nord e quelle del Sud posso raccontare un aneddoto: avevo una fidanzata calabrese...

 

Eh no, così non vale! Perchè qualcuno più su ha detto:

 

Gli aneddoti son traditori.

 

e quindi se non possono essere usati per "scagionare" il Sud, allora neanche per accusarlo; soltanto fatti e numeri, please, altrimenti ne ho anche io di aneddoti da raccontare: sono venuto a lavorare qui in Veneto e il primo shock l'ho avuto la prima volta che ho ascoltato qualche collega laureato usare il dialetto durante le riunioni...ma per favore!

Quindi atteniamoci ai fatti senza far degenerare il post in una sterile diatriba Nord/Sud; il problema è appunto migliorare il sistema e fare in modo che tutto il paese cresca.

 

Come si vede resta confermata l'evidenza di studenti del nord nettamente meglio preparati di quelli del sud.

 

La cosa che mi consola, stando ai dati, è che i miei nipoti, napoletani, vivono qui in Veneto e potranno avere un'istruzione migliore.

Buona giornata

Vincenzo

Complimenti per il post, un esercizio interessante. Io però andrei più cauto con il titolo: forse è più appropriato limitarlo alla popolazione di riferimento, ovvero i candidati all'immatricolazione.

Noto inoltre che il portale del ministero (come sempre) fa il possibile per rendere l'informazione presente intrattabile.

 

Noto inoltre che il portale del ministero (come sempre) fa il possibile per rendere l'informazione presente intrattabile.

 

Infatti, parte delle tabelle sono dovute ad un lungo lavoro di copia e incolla: penso che in Italia manchi una cultura della misurazione dei dati.

Io però andrei più cauto con il titolo: forse è più appropriato limitarlo alla popolazione di riferimento, ovvero i candidati all'immatricolazione.

Io, ma già si dovrebbe essere capito, andrei più cauto su tutto.

Sul punto a cui ti riferisci, ad esempio, leggiamo un'ipotesi che mi pare piuttosto debole:

Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani

Non vedo nessuna prova portata a supporto di tale ipotesi. Per quale motvio dovrebbe essere la crema degli studenti italiani a voler tentare l'accesso alle facoltà di medicina e chirurgia? A me pare, sempre aneddoticamente, che a provare a diventare medici siano più spesso i figli dei medici, o comunque di chi lavora in ambito sanitario, e non mi stupirei che questo fosse possibile provarlo anche non aneddoticamente, oppure persone provenienti da famiglie con basso livello di scolarizzazione, per le quali c'è un notevole incentivo familiare alla scelta di tale facoltà. In Sicilia, ma immagino con meno correlazione valga anche in altre parti del paese, aggiungerei poi anche tutti quelli che sognano di fare carriera politica e non hanno una propria clientela familiare su cui basare le proprie ambizioni.

Io se volessi valutare la crema degli studenti itailani in matematica, probabilmente andrei a guardare le conoscenze e le capacità degli iscritti in matematica, fisica ed ingegneria.

 

A proposito della "crema degli studenti italiani", se posso portare la mia esperienza, purtroppo un 100 alla maturità non è una garanzia di eccellenza.

Negli ultimi anni ho fatto parte delle commissioni di maturità in licei classici e scientifici (Italia centrale). Nella mia esperienza, la maggior parte dei 100 assegnati alla maturità sono assolutamente inverosimili: c'è dentro una piccola minoranza di studenti davvero eccellenti e una maggioranza di studenti semplicemente buoni. Di solito va a finire più o meno così

Per chi ha una media inferiore all'otto, di solito si finisce con una correlazione sensata (sensata perchè c'è isomorfismo tra le tabelle di valutazione della maturità e quelle usate nel corso dell'anno scolastico) tra la media dell'ultimo anno e voto finale. In questi casi le prove di maturità vengono valutate con onestà e ragionevolezza. Superata la media dell'8, moltissimi insegnanti (interni o esterni non fa differenza) cominciano a spingere il più possibile verso il cento: nella valutazione delle prove si regala un punticino qua, uno là, fioccano i 15/15 e i 30/30 anche per prove appena buone (e a studenti cha raramente hanno visto un 9 nella loro carriera scolastica) eccetera.

Perchè lo fanno? Quando lo chiedo le risposte sono di questo tipo: "beh, ma dargli 96 o 97 sarebbe brutto"; "io sono dalla parte dello studente"; "merita 100 perchè ha sempre avuto la media dell'otto", o infine, la mia preferita: "beh, gli diamo un aiutino perchè vuole fare il test per medicina".

 

 

 

Sul punto a cui ti riferisci, ad esempio, leggiamo un'ipotesi che mi pare piuttosto debole:

Si presuppone che a tentare l'accesso sia la crema degli studenti italiani

Non vedo nessuna prova portata a supporto di tale ipotesi.

 

Leggi il punto 4. delle premesse: oltre il 20% degli studenti si è diplomato con il massimo dei voti.

 

Io se volessi valutare la crema degli studenti itailani in matematica, probabilmente andrei a guardare le conoscenze e le capacità degli iscritti in matematica, fisica ed ingegneria.

 

Assolutamente, i migliori sono ad ingegneria, senza alcun dubbio (ovviamente scherzo).

Tornando seri: purtroppo per ingegneria non esistono testi di ingresso a livello nazionale che abbiano numeri anche lontanamente significativi (l'unico sarebbe ingegneria edile - architettura, ma ha numeri risibili). Che i migliori studenti con capacità in matematica e fisica si iscrivino ai corsi di laurea da te indicati è probabile: che quelli siano il meglio degli studenti italiani in senso assoluto è discutibile.

A scanso di ulteriori equivoci (vedo che molti commenti si sono concentrati su questo punto): ho scritto crema perché si intende che la quasi totalità degli studenti provengono da un liceo e abbiano voti alti. Ad ingegneria, ad esempio, c'è una bella percentuale di studenti che proviene dagli ITIS, che di solito (a torto o a ragione) non sono considerati il meglio dell'istruzione superiore in Italia. In uno dei primi anni di corso (attenzione: informazione aneddotica) venne fatta una statistica tra gli studenti del mio corso (ingegneria elettronica) dalla quale si scoprì che circa il 50% degli allievi provenivano da istituti tecnici o professionali.

Utlizzando questo tipo di indagine credo che una platea migliore non sia analizzabile.

Beh, se gli studenti di medicina sono la crema, stiamo messi male davvero. A medicina ci insegno (biologia) e non direi davvero che si tratta di studenti di livello particolarmente alto: molti hanno addirittura difficoltà a capire i libri di testo quando ci sono frasi con troppe subordinate o vocaboli troppo insoliti. Piuttosto sono d'accordo con il commento sulle domande di biologia: troppo difficili, e si tratta comunque di cose che poi vengono insegnate di nuovo nei primi anni di università. L'esperienza mi dice che la validità di queste selezioni è scarsa: quelli che non sanno quante molecole di CO2 si producono nel ciclo di Krebs o quanto sentiero ha il cane a disposizione non sono necessariamente cattivi studenti. Sarebbe forse meglio ammetterli tutti all'inizio ma lasciare passare agli anni successivi solo quelli che superano un numero stabilito di esami. Così la selezione si fa sul campo, e non solo sulle nozioni pregresse ma anche sulla serietà di applicazione e la voglia di studiare. Quelli a cui va male al massimo avranno perduto un anno e potranno sempre iniziare studi più congeniali.

Sarebbe forse meglio ammetterli tutti all'inizio ma lasciare passare agli anni successivi solo quelli che superano un numero stabilito di esami. Così la selezione si fa sul campo

Se pagano l'università con i soldi loro, si può discutere. Finché l'università rimane in larga parte a carico della comunità dei contribuenti, no.

quelli che non sanno quante molecole di CO2 si producono nel ciclo di Krebs o quanto sentiero ha il cane a disposizione non sono necessariamente cattivi studenti

Voglio difendere (parzialmente ed in linea generale) la presenza di domande anche molto difficili in questi test.

L'obiettivo di questi strumenti è misurare l'abilità (o le abilità) possedute dagli studenti. L'identità tuttogiusto = bravostudente è fuori luogo. Per distinguere gli studenti bravi tra loro è necessario che alcune domande siano molto semplici ed altre molto difficili. Questo permette di aumentare la capacità di discriminazione della misura, fornendo risultati a maglie più fini per gli estremi della distribuzione delle abilità.

In base alla calibrazione del test, si può immaginare uno scenario in cui uno studente che risponde correttamente alla metà delle domande può essere considerato "buono".

Cavolo, ne ho sbagliate due.

Quella del cono non l'ho capita. Qual è la risposta giusta? Perché?

EDIT: ho letto la risposta sopra

 

Sono un nuovo iscritto, vi seguo da un po', la molla è stata l'argomento a me molto caro sulla didattica della scienza, in particolare di Fisica e Matematica.

Confermo l'Analisi di NfA sull'ignoranza generale di Matematica, ma soprattutto Fisica, della media dei nostri studenti. Sono uno degli esaminatori (e degli scrittori) dei test propedeutici (quindi se non si supera si matura un debito formativo che va saldato sostenendo e superando di nuovo il test oppure superando l'esame di matematica/fisica giudicato come "di base", pena l'impossibilità a iscriversi al secondo anno) e di selezione delle facoltà scientifiche,  da quest'anno anch'essi nazionali (quelli di medicina dovrebbero esserlo da molti anni invece, no?) e comprendevano 12 mila persone che hanno eseguito il test completo.

Proprio ieri sono arrivati i primi risultati statistici, la facoltà di Trento è arrivata al primo posto per quanto riguarda il test di scienze comprendente matematica, fisica, chimica, e biologia. Pur essendo un test per le facoltà scientifiche (quindi si suppone gente che la matematica la dovrebbe masticare abbastanza) la media dei risultati è stata di 7.44 su 25 (la sufficienza impostata sul 12/25), cioè un 3/10!!
Per Fisica è andata pure peggio: 3.81 su 15 domande (per noi è già un successo perchè il trend è positivo rispetto all'anno scorso!) ovvero 2.5/10! Dato che ho personalmente redatto i test di Fisica, li ho tarati su un livello difficile (in modo che ci fosse una buona distribuzione dei voti e solo l'eccellenza sarebbe stata premiata con 15/15) ma nella media dei test esteri, il risultato è stato piuttosto deludende, con questa gaussiana centrata in 3.5 in un test di 15 domande in 1h su esercizi che al massimo richiedevano UN conto matematico.
I test di Matematica e Fisica proposti sono, forse, leggermente più difficili delle domande raccolte in quel documento google.
Al contrario Chimica e Biologia hanno avuto risultati di circa 7 risposte giuste su 15, ovvero un 5-.

C'è una evidente disrepanza inoltre fra le scuole del "nord" e del "sud", quando ho tempo mi piacerebbe fare una media voti in funzione della latitudine ma a titolo di esempio l'università di Cosenza ha avuto un punteggio medio, per i suoi 695 partecipanti di 23.34, mentre a Trento il punteggio medio si assesta a 37 su 75 domande totali per i 248 studenti.
Per quanto riguarda la Matematica e la Fisica a Cosenza il punteggio medio è stato di 5.4/25 e 3.16/15 rispettivamente mentre a Trento quasi doppio, con una media di 10.17/25 e 5/15.

Ah un ultima cosa.

Subito dopo il test, c'è stato un corso di recupero di 7 lezioni per coloro che non avevano passato il test agli inizi di settembre.

La mia classe aveva una media di 8.35/25 (qualcosa sotto la media per Milano), nel test che si è tenuto dopo queste lezioni la loro media si è alzata a 10.71/20 (promozione col 9/20) e solo 5 persone su 24 hanno fallito l'esame.

In 7 lezioni in due settimane, sull'intero programma di 5 anni di superiori, dei ragazzi che totalizzavano una media di 3.3/10 sono passati a una media di 5.3/10. In altri termini l'80% delle persone che avevano fallito l'esame sono state promosse dopo solo 7 lezioni di ripetizione.

A voi le conclusioni

Il titolo è un po' fuorviante, questi test non misurano l'attitudine(*), perchè sono indispensabili delle conoscenze pregresse. Gli unici test che paiono riuscire a misurare l'attitudine al ragionamento in maniera non dipendente dalla cultura di provenienza sono le Raven's progressive matrices.

E' molto importante distinguere questi concetti in analisi psicometriche, se no risulta semplice cadere in generalizzazioni troppo social-deterministiche.

 

(*)se per attitudine si intende "capacità di apprendimento rapido".

 

Allora è solo il titolo, secondo me, ad essere fuorviante. In realtà, la domanda dell'articolo è proprio: "Ma dopo 13 anni di scolarizzazione, gli studenti italiani che ne sanno di matematica e fisica?"

Sono d'accordo con te: avevo inserito il titolo dell'articolo come bozza, poi ho semplicemente dimenticato di darne uno più adeguato. Dal contesto dell'articolo mi sembra che la cosa sia meglio chiarita.

Complimenti per l'articolo molto ben scritto e documentato con dati inediti e ben analizzati. Noto che ha attratto anche diversi commenti costruttivi, con altri ati e riferimenti interessanti. Insomma proprio un bel lavoro.

Vedo che, tra i commenti, alcuni si sono soffermati su un argomento non toccato dall'articolo: l'adeguatezza del test per la selezione degli studenti. Premetto che la mia opinione vale quanto quella dell'uomo della strada, visto che non sono della materia. Certo è che se lo scopo del test è quello di scegliere i migliori studenti neo diplomati (tra quelli che hanno presentato domanda) ci sono un po' di cose che non vanno.

Come ho scritto nell'articolo le domande di biologia in particolare (e in parte anche di chimica) sono in buona parte di un livello troppo alto e fuori dalla portata di uno studente perché interenti argomenti non in programma; il mio giudizio può essere inficiato dal fatto di essere stato (13 anni fa) uno studente meridionale, ma ho provato a cercare le risposte ad alcune domande su testi di Biologia liceali senza successo.

Se anche ci limitamo alle sole domande del gruppo Matematica e Fisica posso dire con certezza (come già scritto nell'articolo) che la domanda 72 è proprio fuori luogo; le domande 74, 75 e 78 sono oggettivamente difficili (ma non impossibili) e in particolare la 75 e la 78 sono un po' a trabocchetto.

Per il discorso liceo classico: mi sembra abbastanza evidente (sono in molti ad averlo evidenziato nei commenti) che l'avere frequentato questo liceo pregiudica il saper rispondere a certe domande, senza apportare ulteriori benefici rispetto, ad esempio, ad un liceo scientifico. Dal che nascono le considerazioni che Alberto Lusiani ha correttamente fatto in questo commento e che mi sento di sottoscrivere in toto (sì, Alberto, ai miei tempi - anche se ho fatto lo scientifico - le ore di matematica al classico erano 2). In particolare questa è da incorniciare:

 

Tuttavia ritengo un crimine nei confronti della societa' insegnare cosi' poca matematica e fisica nel liceo classico, perdere quei 5 anni e' un danno irreparabile per tutti quelli che non hanno un forte interesse personale per quelle materie, e i risultati si vedono bene nell'incredibile serie di castronerie che dicono i vertici politici ed economici della Penisola.

 

 

Se anche ci limitamo alle sole domande del gruppo Matematica e Fisica posso dire con certezza (come già scritto nell'articolo) che la domanda 72 è proprio fuori luogo; le domande 74, 75 e 78 sono oggettivamente difficili (ma non impossibili) e in particolare la 75 e la 78 sono un po' a trabocchetto.

 

Stai scherzando vero? Fermo restando che trovo queste domande di Fisica e Matematica difficili per la preparazione degli studenti italiani (e che io non saprei rispondere perlomeno alla meta' di quelle di Chimica e Biologia) non c'e' nulla di fuori luogo:

72. A quanto mi risulta nei licei un'introduzione al calcolo combinatorio e' comunque in programma, ma definire la 72 una domanda di calcolo combinatorio e' un po' come sostenere che una domanda sull'addizione abbia a che fare con la teoria dei gruppi. Per rispondere non ti serve il calcolo combinatorio, ma solo considerare che per ognuna delle 7 lettere hai 4 scelte possibili e nessun altro vincolo, ergo 4x4x4x4x4x4x4.

74. E' trigonometria. Nei programmi di tutte le scuole superiori, spero.

75. Classicissimo problema da liceo. Volumi dei solidi e idrostatica. Dove starebbe il trabocchetto?

78. Sono principi di elettrostatica, cosa centra la fisica sanitaria?

Ripeto, le domande non sono certo facili, ed in certi casi richiedono una buona capacita' di ragionamento, ma non richiedono conoscenze estranee ai programmi di fisica e matematica.E si tratta di selezionare futuri medici, non concorrenti del grande fratello. D'altro canto un test attitudinale si dovrebbe fare piu' o meno cosi', con domande di diversa difficolta'. Chi risponde solo ad alcune ha la sufficienza, chi a tutte tanto di capello e punteggio massimo.

 

 

In realtà la maggior parte dei licei classici hanno ovviato a questo problema ampliando notevolmente l'offerta didattica: nel momento in cui le scuole  hanno cominciato a ricevere finanziamenti in proporzione al numero degli iscritti, questa lacuna è diventata particolarmente evidente, e le scuole sono intervenute prontamente, pena la propria fine.

Va anche detto che il Classico, d'élite o no che sia, non può essere responsabile della debacle matematica di questi dati: percentualmente, solo una parte relativamente piccola degli studenti proverrà dal Classico, se gli studenti che si sono presentati si suddividono tra le varie scuole con la stessa proporzione della popolazione scolastica complessiva -e anche se a medicina, forse, ci vanno soprattutto liceali.

Da sempre poi, e paradossalmente, al Classico si fa tanta scienza quanto allo Scientifico. In verità io credo che il problema sia proprio di metodologia di fondo. Non so se essere d'accordo con Giorgio Israel su questo punto (Israel non sembra conoscere molto la moderna didattica), ma, di fatto, e in qualsiasi materia, la scuola italiana privilegia ancora l'accumulo di nozioni, anche minime ed accessorie, all'approfondimento attivo. In matematica e scienza, ciò è particolarmente esiziale.

In altre parole: nella scuola italiana "tanto e male" è quasi sempre preferito a "poco e bene" -che è la premessa per il "tanto e bene".

Io insegno lettere classiche ma non avverto uno iato con le discipline scientifiche. Mi piacerebbe contribuire ad una cultura completa, in cui umanesimo e scienza esatta sono facce della stessa medaglia. Per ora è una chimera, nel pubblico.

Scusate il parziale OT, ma solo a me le domande di biologia e chimica sembrano difficilissime?

Tutti dei novelli Crick e Watson?

 

Alessandro

Per me sono semplicissime. Ora.

Dopo il diploma scientifico non lo sarebbero state.

 

Scusate il parziale OT, ma solo a me le domande di biologia e chimica sembrano difficilissime?

 

Mi pare che nel testo e nei commenti ho scritto chiaramente che secondo me quelle domande sono semplicemente non corrette: non è una questione di essere difficili o facili, altrimenti il criterio dovrebbe essere "Diamo domande quanto più difficili possibile". Il criterio deve essere l'adeguatezza alla platea a cui sono rivolte: quindi devono essere quanto meno in linea con i programmi dei licei, cosa che mi sembra non accada.

 

Visto il bell'articolo di Paolo ho fatto un piccolo ulteriore conteggio.

 

Se assumiamo di rispondere a caso allora si puo' calcolare facilmente la probabilita' di rispondere esattamente a 0 domande ( (3/4)^11 = 4,22%) ecc. e vedere quanti rispondenti di 3267 avrebbero (in media) totalizzato quel numero di risposte esatte (per 0 risposte esatte: 3267x4,22%= 137,982 rispondenti). La tabella che segue riporta in prima colonna il numero di risposte esatte, nella seconda il numero di rispondenti attesi su 3267, nella terza il voto che avrebbero ricevuto.

 

 

risp esatte

 
num. rispondenti previstovoto
0137.982-2,75
1505.935-1,5
2843.224-0,25
3843.2241
4562.152,25
5262.3373.5
687.44554,75
720.82046
83.470067,25
90.3855628,5
100.02570419,75
110.00077891311

Confrontando con i dati reali della Federico II si vede che il numero di voti 1 (con e risposte esatte) e' perfettamente in linea con la previsione (ci sono differenze dovute al fatto che qualche rispondente saltava delle domande ottenendo numeri diversi dai punteggi in questa mia tabella, ma trascuriamo la questione in prima approssimazione). Invece i voti <=1 sono 2128, circa 200 meno dei previsti. Quindi sono circa 200 su 3267 (circa l'8%) che ha ottenuto un punteggio diverso dalla risposta casuale.

Nella migliore delle ipotesi se ne deduce che circa il 92% ha risposto a caso, nella peggiore che per il 92% dei concorrenti tutto il lavoro di studio nei 13 anni precedenti e di impegno nel dare le risposte non ha sortito alcun effetto.

Tieni presente che le risposte possibili sono 5, quindi la possibilità di sbagliarne 11/11 è pari a (4/5)^11 (poco più dell'8,5%). È un calcolo che avevo fatto perché 4 studenti hanno totalizzato proprio il minimo possibile): a questo punto la tabella andrebbe rifatta tenenendo conto di ciò. Inoltre i dati per 2 risposte esatte dovrebbero essere diversi da quelli con 3? Ovviamente tutto ciò è detto partendo dall'ipotesi forte (e certamente non verificata) che tutti abbiano dato 11 risposte.

Giusto per aggiungere un aneddoto personale: vengo dal nord-est (Treviso), la maggior parte dei miei amici "bravi" alle superiori (scientifico, classico e ITIS) si iscrisse o a ingegneria e matematica (provenienti da scientifico e ITIS), oppure a legge. Una piccola minoranza di bravi del classico si iscrisse anche a economia. Preferì medicina essenzialmente chi aveva padre medico.