Auto-Promozione:Boldrin su OilProject

9 novembre 2011 redattori noiseFromAmeriKa

Domani sera.

Non sarà Porta a Porta ... ma almeno sarà possibile rispondere a domande serie. Quindi accontentiamoci e partecipate numerosi!

Update. Il video della lezione è ora disponibile.

36 commenti (espandi tutti)

Grazie, ci voleva proprio. Postato su FB :-)

come mai questa volta non c'e' l'opzione di inserire gia' da subito le domande? Il titolo del tema , anche senza sapere tutto il contenuto, potrebbe gia' dare adito a domande. Io questa sera non sono in casa ne davanti ad un computer pero' avrei guardato volentieri gia' le domande come si fece un mese e mezzo fa

Mannaggia, mi sono dimenticato! E' possibile rivedere l'evento da qualche parte?

 

Sì, se hai un po' di pazienza. Di solito quelli di Oilproject rendono disponibile la registrazione dopo qualche giorno (4 o 5, di solito). Metteremo il link.

Grazie prof, chiaro e preciso come al solito.

Testi

Michele Dubini 10/11/2011 - 23:29

Sfrutto questo thread per fare una richiesta forse un po' inusuale, che magari vi avranno posto altri utenti "veterani".

Non è possibile fare una piccola "lista" di "testi consigliati" per non-economisti che vogliono provare a imparare qualcosa, anche in maniera discretamente approfondita? Ve lo chiedo da studente di giurisprudenza che è "borderline" con tale mondo e che comunque vi si approccia usando canali come NfA...

Re: Testi

stefanoc 11/11/2011 - 00:19

http://www.noisefromamerika.org/index.php/biblioteka/1374#body

 

Qui c'è una discussione a riguardo.

Re: Testi

Mattia Poletti 11/11/2011 - 00:19

avevano già posto questa domanda in un altro articolo (nei commenti sempre). Non mi ricordo più quale, domani sera provo a cercarlo. Mi pare comunque che alla fine si fossero consigliati i classici (Smith, Ricardo etc), Price Theory, i vari Freaks (L'economista mascherato ad esempio).

 

EDIT: aah abbiam scritto assieme. Mi riferivo a quella. 

Re(1): Testi

stefanoc 11/11/2011 - 00:36

i libri di krugman a cui si fa riferimento sono:

il silenzio dell'economia, l'incanto del benessere ed economisti per caso.

Sto leggendo

Tutti gli errori di Keynes

Hunter Lewis Perché gli Stati continuano a creare inflazione, bolle speculative e crisi finanziarie Prefazione di Francesco Forte (2010) pp 444

ISBN: 978-88-6440-036-5

Sono arrivato a metà e me la sento di consigliarlo.
Quando lo avro' finito faro' una recensione in BiblioteKa.

Re(2): Testi

stefanoc 11/11/2011 - 19:03

Volevo comprarlo, ma sono un pò restio a leggere i libri "contro". C'è sempre il rischio che l'autore esageri, ed in genere non credo che in nessun settore ci siano dei "grandi" che abbiano detto solo sciocchezze. Aspetterò la tua recensione, prima di decidere.

è chiaramente un libro critico ma gran parte del testo è fatto da citazioni di keynes e da esposizioni del suo pensiero. Solo un po' prima della metà del libro inizia una confutazione punto per punto delle varie tesi. Chiaramente per confutare (essere contro una tesi) devi anche presentare un modello diverso e sostenerlo, quindi oltre che "contro" il libro presenta una visione "pro".

 

Re(4): Testi

tizioc 12/11/2011 - 13:49

Hunter Lewis non è un economista, e questo francamente è evidente nel libro.  Le sue "critiche" al pensiero di Keynes appaiono molto ingenue.  Probabilmente ha ragione quando afferma che Keynes non argomenta efficacemente le sue tesi nella Teoria Generale (anzi, il libro è notoriamente oscuro e di difficile comprensione).  Ma impostare su questa base una critica al pensiero "keynesiano" (inteso in senso lato) è molto anacronistico, visto che i fondamenti della tesi keynesiana sono stati ampiamente illustrati da altri economisti, con argomentazioni infinitamente più chiare.  Si pensi alla scuola monetarista, che peraltro nelle sue linee generali è precedente a Keynes--inspiegabilmente, Keynes nella Teoria Generale non cita mai la teoria monetaria "classica", su cui si basarono anche macroeconomisti come Gustav Cassel e Ralph Hawtrey che oggi dovremmo paradossalmente considerare keynesiani ante litteram.

Re(5): Testi

stefanoc 12/11/2011 - 15:14

Hai qualche testo da suggerirmi, per un'autodidatta che non ha molto tempo a disposizione, per studicchiare un poco ciò che dici?

Re(6): Testi

tizioc 12/11/2011 - 15:45

Prova questi:

  • David Laidler, Fabricating the Keynesian Revolution: Studies of the Inter-war Literature on Money, the Cycle, and Unemployment.
  • Leland Yeager, The Keynesian Diversion (incluso nella raccolta di articoli The Fluttering Veil).
  • Thomas M. Humphrey, Non-neutrality of Money in Classical Monetary Thought.
  • Henry Simons, Keynes Comments on Money (una recensione dell'epoca, di un monetarista della primissima Chicago School).

Su Gustav Cassel:

Sulla teoria monetarista:

  • Karl Brunner & Allan Meltzer, Money and the economy: issues in monetary analysis

Sulla crisi attuale

Re(7): Testi

stefanoc 12/11/2011 - 18:43

Scaricato lo scaribabile ... Grazie

Re(1): Testi

andrea moro 11/11/2011 - 14:30

dubito seriamente siano stati consigliati "i vari freaks". Infatti, ho controllato i threads: è vero il contrario. 

Ho riguardato ora. Io ho letto solo L'Economista Mascherato (non tutto, sono a metà circa) e come ripasso/applicazione della teoria l'ho trovato abbastanza interessante (forse perchè è il primo libro in cui si tratta economia che leggo). Se si cerca la teoria economica e lo studio son d'accordo. Se invece si ha un'infarinatura e si vuole leggere come "passatempo" non direi di no 8anche perchè non costa tanto). Almeno questa è la mia opinione :D 

Mi pare che solo il 10-15% sia in mano alle famiglie, il resto sono banche e stranieri e chi oggi si muove intorno al debito sono quest'ultimi. O no?

Devo ammettere che non ho dati esatti. Il mio guess è 55% fuori, 20-25% banche ed il resto famiglie, quindi forse un po' di più, ma dovrei andare a vedere dati recenti in Bd'I. Se qualcuno li ha handy, meglio.

In ogni caso: i mercati siamo noi, a meno di strane visioni nazionaliste, no?

P.S. Non dicono da dove vengano ("bilanci delle banche" non vuol dire molto) ma se questi dati sono veri il debito pubblico italiano in mano alle famiglie, straniere o italiche che siano, è parecchio maggiore del 15%.

A memoria: il 16% famiglie il 35-40% Istituzioni finanziarie italiane, compresi fondi di investimento. Le banche principali circa 350-400 miliardi (grafico da Santoro ieri sera). Quindi Italiani in totale ca 1000 e famiglie direttamente o tramite fondi pensione ca 600 milioni. Il default sarebbe un bagno di sangue.

Sì anche in un altro post era uscito circa un 30% circa detenuto direttamente e indirettamente dalle famiglie

 Secondo questo articolo di giornale che cita dati del FMI e della Banca d'Italia la percentuale detenuta dai non residenti oscilla tra il 42,4% ed il 39,2%.

Visto quanto è accaduto negli ultimi 2/3 mesi è molti investitori stranieri (banche e investitori istituzionali) hanno progressivamente venduto, almeno in parte, i titoli di stato italiani in loro possesso. Se gli acquirenti sono domestici è praticamente certo che ci siano stati forti movimenti di capitali transfontalieri  che si riflettono sui saldi dei conti che la Banca d'Italia intrattiene con la BCE. Infatti l'Italia, che fino ai primi mesi del 2011, aveva una saldo sostanzialmente in pareggio con la BCE (ovvero con le banche centrali degli altri paesi dell'eurozona), mentre ora è pesantemente negativo. Probabilmente le stime del FMI si basano su tali conti e dovrebbero essere piuttosto verosimili.

Curiosità

Mattia Poletti 11/11/2011 - 00:14

Possibile che TUTTE le volte in cui c'è Michele io abbia il giorno dopo un esame (intermedio o appello che sia)??? XD :D (però sono sempre andati bene) 

Ad un certo punto si parla di qualcuno che boldrin dice di conoscere da tempo. Non sono riuscito a carpirne il nome ....

Il video è già disponibile? 

Non riesco a trovarlo.

Link video

Enrico Gava 12/11/2011 - 16:49

Era il link sbagliato!

Mi sarebbe piaciuto sentire l'opinione di Michele riguardo questo articolo della BBC ma, essendo l'articolo di oggi, non è stato possibile:-) 

Lo "linko" qui. Se capita che legga il commento ed abbia voglia di commentare l'articolo.

La richiesta di un commento all'articolo vale anche per tutti i redattori di nfA, se han tempo e voglia.

LINK VIDEO

Mattia Poletti 18/11/2011 - 00:33

E' disponibile qui

Grazie. Ribadisco il messaggio.

Update. Il video della lezione è ora disponibile.

peccato solo non aver assistito alla diretta per uno stupido impegno.....

comunque avrei voluto fare una domanda al professore: che differenza c'è tra un default ordinato e un default disordinato? storicamente si sono verificati dei default ordinati? 

(0)Non sono Boldrin

storicamente si sono verificati dei default ordinati?

(1)Secondo Carmen Reinhart (esperta di debiti sovrani) il default del Urugay nel 2003 e' un esempio di default ordinato.

(2)Naturalmente e' una questione di grado: un po di caos c'e sempre, ci sono default piu ordinati e default piu disordinati

(3)Quando la Bundersrepublik Deutschland fara default puoi stare tranquillo che sara un default moolto ordinato (LOL).

non è un problema, ti ringrazio... intanto cerco informazioni sull'Uruguay e sul suo default.

però quello che mi sfugge è proprio la definizione di default ordinato,  posso supporre che in caso di default ordinato in tempi brevi siano chiari quali sono le perdite e a chi vanno in carico.

certo nei mesi scorsi ho sentito dire che un default purchè ordinato della Grecia in fondo non avrebbe rappresentato un grosso problema.... affermazione questa che mi era sembrata da subito curiosa 

Son parole in libertà, a dire il vero. 

A naso: è "ordinato" se una % alta dei creditori ha raggiunto un accordo con il debitore insolvente prima che questi dichiari il default (sugli altri). Ossia, se c'è un accordo del tipo "Ok, non ci restituite il 100% ma il, per dire, 47%", tipo quello che la Merkel ha cercato di arrangiare fra banche e Grecia. Se non c'è nemmeno quello è disordinato perché il debitore dice "non vi pago" e poi son ... a tribunali e similia. I default "privati" sono sempre più ordinati di quelli degli stati perché c'è almeno una legge che li regola. Quelli degli stati sono irregolabili, a meno che non si decida di occuparli militarmente (cosa che gli USA solevano fare nel secolo XIX con i paesi dell'America Latina che andavano in default ...).

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