Una bella notizia

10 maggio 2007 gianni de fraja
Inaugurata l'assemblea in Irlanda del Nord

Ho aperto la pagina web del Guardian, e la prima cosa che vedo son due politici che ridono sguaiati. Guardo meglio, son proprio loro, eccoli là, Ian Paisley and Martin McGuiness, che oggi hanno giurato come primo ministro e vice-primo ministro dell'Irlanda del Nord. Si sono odiati da sempre, Ian Paisley (un sacerdote protestante) definì Martin McGuinness peggio del diavolo, e Martin McGuiness è stato un generale dell'IRA (l'ha ammesso), quasi certamente coinvolto in omicidi e attentati (l'ha negato). Ora formeranno il governo decentralizzato in Irlanda del Nord. Non si sono, però stretti la mano...

Una delle prime cose che successe quando arrivai in Inghilterra fu la bomba a Brighton (qui), e l'idea che entro 25 anni ci sarebbe stato Sinn Feinn al governo, come vice di un fanatico unionista, mi sarebbe sembrata assurda. La politica, qualche volta, funziona, e porta successi: il lavoro continuo, piano piano, di tante persone, da John Major a Tony Blair, e ai loro ministri e ufficiali, da Ted Kennedy, a religiosi delle due parti, ha condotto a risultati impensabili e insperati.

E val la pena riflettere anche sui sistemi elettorali, e in particolare sulle risposte degli elettori ai meccanismi. Il sistema era disegnato per favorire i partiti moderati delle comunità protestanti e cattoliche (UDP e SLDP), che all'inizio del processo avevano la maggioranza (e i cui leader, David Trimble e David Hume, ricevettero il Nobel per la pace), nel giro di due elezioni, entrambe le comunità si sono spostata in massa verso gli estremisti, che hanno superato in parlamento le rispettive forze moderate. La mia interpetazione, à la Schelling: gli elettori, non fidandosi delle ali moderate, si spostano verso gli estremi, per avere negoziatori più duri. I falchi non hanno partiti più estremisti di loro di cui preoccuparsi, e sono perciò relativamente più liberi di negoziare, da una posizione di forza, l'accordo si conclude. La teoria dei giochi, assumendo la razionalità di tutti gli interessati, avrebbe previsto proprio questo...

 

2 commenti (espandi tutti)

Pensi davvero che il sistema elettorale abbia contato in maniera decisiva? Mi sorprende, perche' il sistema elettorale non e' stato modificato ed era lo stesso anche nei molti decenni precedenti. A tuo avviso, cosa ha creato l'incentivo per lo spostamento dell'elettorato verso le due ali estreme? Non potrebbe essere l'opposto? Ossia che i due partiti estremi avendo capito che la guerriglia non portava a nulla hanno deciso di rinunciarci, mandando segnali in questo senso agli elettori nazionalisti (risp., unionisti) che non votavano per loro solo perche' contrari all'uso della violenza. Sparita la violenza, hanno potuto asserire le loro forti convinzioni ideologiche. Solo un'ipotesi, ovviamente.

Non conosco la legislazione autonomistica inglese. Tu sai quanta autonomia il governo dell'Irlanda del Nord ha sul piano fiscale, educazione obbligatoria, sanita', e via dicendo? Lo chiedo perche' vorrei capire la differenza con il Pais Vasco, la cui situazione politica continua a rimanermi parzialmente incomprensibile vista l'enorme autonomia di cui godono.

L'assemblea dell'Irlanda del Nord esiste dal 1998. Il meccanismo elettorale prevede 18 collegi con 6 membri ciascuno. Gli eletti, però non sono tutti uguali, ma appartengono a una delle due "comunità": certe risoluzioni vanno approvate da entrambe le comunità e il governo deve avere componenti di entrambe le comunità (e quindi la coppia Paisley e McGuinness). Ha poteri devoluti in sanità, istruzione, ambiente, trasporti, tasse locali, etc.

Ci sono state tre elezioni: 1998, 2003, e 2007. Il partito di Ian Paisley è passato da 20 a 30 a 36 seggi, Sinn Fein da 18 a 24 a 28. I due partiti che avevano negoziato l'accordo da 28 a 27 a 18 (Trimblès) e 24 a 18 a 16 (Humès).

La mia interpretazione è che Tony Blair sia stato fondamentale per il processo. Ha invitato noti terroristi a Downing Street, senza imporre come precondizione che rinunciassero esplicitamente alla violenza, intuendo che se questi dovevano mantenere controllo sullo stato maggiore dell'IRA non potevano "tradire" la causa. Forze locali (religiosi di entrambi i culti), e esterne (generali e senatori canadesi e amerikani), hanno potuto lavorare per ricucire trent'anni di odio diffuso, cominciando con le scuole "miste", a compromessi sul percoroso delle marce, etc.

La mia interpretazione è che gli elettori abbiano reagito in maniera, come ho detto, prevista da Schelling: l'altra comunità elegge fanatici? bene, eleggiamo anche noi fanatici, perché si sappia che i nostri rappresentanti non possono rinuciare ai principi, appunto, irrinunciabili. Questo è credibile, e si si vuole un accordo non si pongono condizioni inaccettabili. Gli elettori sanno anche che Hume contava poco con l'IRA, mentre Adams e McGuinness avevano influenza. Lo stesso dall'altra parte, Trimble si arrende per una poltrona? mandiamo Paisley. Ma, come dici tu, anche i partiti modificano le strategie in consequenza: Paisley e' detto il dottor NO, perché ha detto no a qualunque proposta, ma alla fine anche lui ha detto yes. L'IRA ha emesso comunicati in cui dichiarava che non avrebbe mai cessato la lotta di liberazione, e poi, sei mesi dopo, fa filmare la distruzione delle armi.

Your last point: penso che la differenza con il pais vasco, se non sbaglio, ma non ho controllato, sia che in Irlanda del Nord la maggioranza è unionista (protestante, pro-regina, anti-papa), mentre, mi pare, la maggioranza dei baschi voglia essere indipendente. Un'altra differenza è che in Irlanda del Nord è stata più una guerra civile, tra irlandesi, in cui l'esercito britannico interveniva per mantenere l'ordine, non tanto una guerra contro un "invasore" esterno.

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