Berlusconi e Alitalia

5 marzo 2008 giorgio topa
Come volevasi dimostrare: neanche a destra sono liberisti.

Vari quotidiani hanno riportato la notizia che Berlusconi si è pronunciato contro la vendita di Alitalia a Air France. E fin qui, niente di male in linea di principio.

Ma poi Berlusconi dice anche che "L'Italia non dovrebbe privarsi di un vettore di bandiera che potrebbe essere salvato da una cordata di imprenditori italiani". Dice che Alitalia ha 200-300 milioni di perdite (pare invece siano molto di più), che non bisogna abbandonare Malpensa, e che "un paese deve anche saper sopportare le perdite di una sua azienda".

Su questo sito Gianluca ha argomentato numerose volte quanto sia fallace e perniciosa questa posizione. Che Alitalia venga gestita da italiani, islandesi, kazaki, marziani o chi per essi, non ci dovrebbe interessare per nulla: l'importante è la redditività e la qualità del servizio reso dall'azienda.

Certo, quelle di Berlusconi sono dichiarazioni elettorali e lasciano il tempo che trovano. Chiariscono però, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che il cosiddetto "popolo delle libertà" con la libertà non ha veramente nulla a che vedere. Trattasi ancora una volta di corporativismo sfegatato.

87 commenti (espandi tutti)

Piu' a destra c'e' solo Storace ;).

La situazione e' questa... e si sapeva. Giorgio, cosa dobbiamo fare?, per favore indicaci la strada!

E Veltroni dice che bisogna che sia il mercato a decidere! E candida uno come Calearo! Dà l'impressione di uno che si venderebbe anche la mamma, ma tanto di capello per il coraggio...

Segnalo per informazione un articolo di Oscar Giannino sul tema apparso oggi su Libero (se il link cambiasse, si trova sulla rassegna stampa del CNEL).

visto che Giannino si proclama antistatalista e liberista nell'articolo, dovrebbe semplicemente concludere che Alitalia andava lasciata fallire tanto tempo fa; ci manca solo di riscrivere il bando e rifare la gara in modo che qualche imprenditore italiano metta in mostra le sue virtù (ma alla fine del pezzo ammette che è un po' tardi per ribaltare il tavolo...un po'!).
Poi il sostegno pubblico alle amministrazioni del nord ovest e gli investimenti su malpensa: se malpensa è uno scalo attraente, ci sarà qualche altro vettore che ci investirà; se il traffico di Malpensa è in crescita, finanzieranno tanti collegamenti veloci all'aeroporto (adesso fanno pena); se l'affare è interessante, magari ci metterà i soldini qualcuno dei virtuosi imprenditori italiani di cui si parla dell'articolo (magari in project financing); non avranno solo il pallino delle cliniche, in Lombardia :-)

Non è sorprendente solo il voltafaccia di Giannino su Alitalia. Il Foglio di ieri prende in giro Capezzone chiedendosi se il suo assoluto silenzio su Alitalia non sia dovuto al fatto che le liste elettorali del Pdl non sono ancora chiuse. Forse quando lo saranno conosceremo anche il suo pensiero su Alitalia.

Temo che stavolta il buon Oscar abbia dovuto obbedire agli ordini di scuderia.Concordo sulla conclusione che la faccenda Malpensa vada gestita,ma preferirei farlo tirandone fuori comune e regione anzichè tirando dentro lo stato come si farà in omaggio alle clientele varesine di Bossi.

Tra l'altro l'articolo è contraddittorio: da un lato ammette che Alitalia non ha mai avuto le risorse per gestire due hub, dall'altro che il bando di gara avrebbe dovuto garantire la continuità di questa strategia. 

E' un peccato che gli "amerikani" non possano vedere l'incredibile convergenza anti-globalizzazione tra Bertinotti e Tremonti in TV adesso. ll problema del mondo è il libero scambio tra i Paesi.

Già. Per non parlare dei grandi piani di edilizia popolare, per porre fine a questo scandalo che il 15% della popolazione italiana non abbia una casa di proprietà.

A sentire Berlusconi stasera, sembra che GRAZIE A LUI si potranno fare dei muti 30ennali cosi le rate saranno piu' basse e tutti potranno comprarsi la casa. A me la mia banca già me l'ha fatto il mutuo 30ennale, anche se al governo c'era Prodi....mi raccomando, non ditelo a silvio che magari ci rimane male. 

e lei cosa ne pensa delle teorie sulla globalizzazione del buon prof. Tremonti?

In ogni barettino di paese ce qualcuno più filosofo degli altri che tiene banco. Tremonti è uno di questi.

Non sono teorie, sono i legittimi vaneggiamenti di chi vuole un mondo migliore. Il dettaglio è che quest' uomo sarà il prossimo ministro dell'economia.

Anche Giavazzi ha criticato sulle pagine del corriere Tremonti ("la tentazione del protezionismo"). Ecco la risposta del buon Giulio: http://www.giuliotremonti.it/primopiano/visualizza.asp?id=217

Anche oggi il Corriere ospita un loro botta e risposta, ma non c'è il link

Tremonti tira in ballo anche McCain come supporter di politiche anti free trade, ma non mi risulta che sia così.

http://www.ontheissues.org/2008/John_McCain_Free_Trade.htm 

(nel video dice la sua sul NAFTA e mi sembra sia lontano da idee tremontiane)

 

(sempre che io non capisca un bel niente di quel che dice, il che non è da escludere)

(sempre che io non capisca un bel niente di quel che dice, il che non è da escludere)

No, tu hai capito perfettamente: e' il contabile della provincia lombarda ("commercialista di Sondrio" e' gia' spropositatamente elogiativo) a fingere di non capire. Leggi qualcuno a caso di questi 372,000 hits

McCain non e' il mio candidato ideale, ma di lui una cosa si puo' dire: che non e' un ipocrita populista che sceglie cio' che dice in base ai voti che gli possono fruttare: "All I can tell you is I'm a free-trader, so I'm not your candidate. I'm sorry, but I'm not."

Tra quelli in corsa, secondo me è il migliore. Tra tutti, avrei preferito Ron Paul, ma è (e temo sarà sempre) un candidato non presentabile.

Ci sono alcune cose che mi piaccono poco di JMC: una e' la sua aderenza al partito trasversale della guerra (che conta tra i suoi membri anche parecchi democratici, Hillary in testa); un'altra e' un certo suono di falso in quel che dice su questioni di etica e finanziamenti, quando si considera che era parte del gruppo dei "Keating Five" che presero $300,000 in contributi alla campagna elettorale dal Lincoln Savings & Loans, a favore del quale intercesse presso i regulators federali (JMC e John Glenn per questo ricevettero una censura dal Senate Ethics Committee).

Fantastica la risposta. "Siccome lo fanno anche Obama, McCain e l'Unione Europea, vuol dire che è giusto farlo. E se pensi che non sia giusto, vai a dirlo a loro prima di rompere le tasche a me". Solo un fine e rinomato accademico come il buon giulio puo' raggiungere certe vette di argomentazione logica.

Anche Giavazzi ha criticato sulle pagine del corriere Tremonti ("la
tentazione del protezionismo"). Ecco la risposta del buon Giulio: http://www.giuliotremonti.it/primopiano/visualizza.asp?id=217

"Sulla crisi della globalizzazione, sui suoi lati oscuri ho scritto un libro che il 4 marzo scorso è stato segnalato dal Corriere. In ogni caso, a questa altezza di tempo, parlare di beni di prima necessità, di Comuni e di volontariato, in definitiva di povertà, può essere dibattuto e controverso e certo anche criticato, ma ciò che francamente non mi pare giusto è scherzarci sopra.".

Dove sei, Franti , quando ci serviresti?

"Dazi
e quote sono in realtà già stati introdotti, negli anni scorsi e con
effetti molto positivi, proprio dall'Unione Europea, su pressione — tra
l'altro — dell'industria e del governo italiani. È a questo tipo
sperimentato di politica commerciale, e non ad altro, che si fa
riferimento nel programma del Pdl;"

 

(dice Tremonti). Veramente straordinario. Mi mancano davvero le parole per commentare. 

Segnalo, per bilanciare il dibattito, una delle riforme piu' "liberiste" del governo Prodi, che comincia ad avere i suoi effetti.

http://www.corriere.it/ultima_ora/detail.jsp?id={9C331F77-B9B4-4A1D-8462-03886CFD3C90}

 

Mister prezzi: latte dovrebbe costare massimo 1,60 euro al litro

07 mar 12:44 Economia

MILANO - Il latte non dovrebbe costare piu' di 1,60 euro al
litro. A dirlo e' 'Mister Prezzi' nella persona di Antonio Lirosi,
ospite oggi di un convegno alla Camera di Commercio di Milano sul
carovita. ''Trovo ingiustificabile - ha precisato il nuovo garante per
la sorveglianza dei prezzi - aumenti sul prezzo di un litro di latte
superiori a 1,60 euro''. Ha anche rivelato che il 13 marzo incontrera'
i rappresentati dei panificatori, mentre la settimana successiva sara'
la volta dei pastai. (Agr)

Mister Prezzi e' un signore che si occupa di controllare che gli aumenti dei prezzi siano "giusti".

Questa figura di stampo sovietico si occupa, leggo nel sito apposito, di varie cose:

la sorveglianza dei fenomeni di mercato, sia
attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta
collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e ed il confronto
con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’aumento
dei prezzi e per favorire il dialogo tra le associazioni dei
consumatori e le categorie imprenditoriali; la valorizzazione di best practices.

Notare la terminologia: bisogna sorvegliare i fenomeni di mercato (come dei criminali nell'ora d'aria), senno chissa' cosa potrebbe succedere... mi chiedo perche non basti l'attivita' dell'Antitrust e sia invece necessaria una figura che succhia soldi pubblici per dire fesserie tipo "il latte e' troppo caro, dovrebbe costare meno di un euro e sessanta al litro". se siete curiosi sulla sua attivita' potete cliccare qui. In particolare se avete tempo da perdere guardate il dossier sul prezzo del latte , c'e' davvero da scompisciarsi: dei grafici che uno studente undergrad gli farebbe in mezz'ora, spacciati per dossier del prezzo del latte... non c'e' un dato sulla concentrazione delle imprese del settore, ne' un dato sui contingentamenti delle quote europee della PAC, ne' un minimo di informazione sul grado di competizione tra produttori di latte, tra grossisti, tra retailers... Non c'e' un accenno all'aumento del prezzo dei carburanti come possibile causa dell'aumento dei prezzi dei beni alimentari. No. Sapete cosa c'e'? dei grafici che fanno vedere che la crescita dei prezzi del latte in Italia e' MINORE di quella di Spagna e Germania. Infine una grande scoperta: il prezzo del latte varia molto da citta' a citta':

Dai dati emerge il campo di variazione del prezzo del latte fresco intero: il prezzo minimo di Bologna e Torino a dicembre 2007 è pari a 0,79 euro; il prezzo massimo di Napoli è pari a 1,70 euro al litro. Il prezzo medio di un litro di latte fresco oscilla tra gli 1,27 euro di Firenze e gli 1,56 euro di Napoli.

Da cosa dipende questa variabilita'? non si sa. e neanche si cerca di scoprirlo. Pero' e', nelle parole di Mr Prezzi, "ingiustificabile".

Tutto cio per dire che non so piu cosa augurarmi per l'Italia. Sia che vinca l'uno sia che vinca l'altro, mi pare che siamo messi molto male. Da una parte i dazi, dall'altra il comitato popolare dei prezzi.  

Grazie Antonio!

E certamente siamo d'accordo: se Pietro piange, non è che Paolo rida. Cercherò di bilanciare ulteriormente il dibattito nei prossimi giorni, a proposito del programma del PD in materia di mercato del lavoro.

...dove Panebianco fa il triplice salto mortale all'indietro per dimostrare che i liberali possono votare un partito che come futuro ministro dell'Economia propone un protezionista che esalta il ruolo dello stato nell'economia, perche' "chi avrà responsabilità di indirizzo economico nei prossimi anni sarà inevitabilmente «assalito dalla realtà»" e dovra' scendere a piu' miti consigli.

Ma quanto la stipendiano, gente come Panebianco? (Al PdL, intendo, non al Corriere.)

Dopo aver conosciuto nei giorni scorsi Marianna Madia, candidata simbolo del PD, sappiamo di più, grazie a Repubblica, anche sui candidati presenti nelle liste del PdL. “Nel
Lazio arriva Loreno Bittarelli, presidente della cooperativa 3570, il
caporivolta dei taxisti contro le liberalizzazioni di Bersani.” I liberisti del PdL forse non saranno felici. Ma per risollevarli è prevista un'altra candidatura. “Berlusconi
terrebbe in particolare a Licia Ronzulli, fisioterapista del Galeazzi, che gli fece
dei massaggi al viso al tempo del lifting”.

Update. Oggi sulla Stampa Berlusconi precisa:"Di tutti i nomi che ho letto oggi sui giornali - rimarca - solo uno è
giusto. E’ quello della dottoressa Licia Ronzulli. L’hanno fatta
passare per la mia estetista, per la mia massaggiatrice. Ma lei con il
lifting non c’entra niente. E’ un medico che è stato anche in
Bangladesh. Dirige 65 persone e noi abbiamo bisogno di manager in
Parlamento".

Dall'articolo del Corriere che descrive le reazioni sindacali alla decisione del CdA dell'Alitalia di accettare l'offerta - ancora condizionata alla completa rottura della schiena dei sindacati Alitalia - di Air France-KLM.

Cisl, Raffaele Bonanni, «il governo ci sta consegnando nudi alla trattativa con Air France».

Succedesse anche nelle altre aziende di servizio pubblico, magari inizierebbero a funzionare ...

segretario della Cgil, Guglielmo Epifani: «Quello che sta accadendo non
si è mai visto in nessuna trattativa per cessione d'azienda. Si finisce
col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al
muro

Ottima posizione; una posizione in cui ogni sindacalista dovrebbe finire per il bene del paese ... Saltatelo, il muro, ed andate in pensione: di sicuro ce l'avete lauta ed anticipata.

Purtroppo così non sembra, perché la giornata sindacale registra invece un "successo" (successo loro, sconfitta del paese) sul lato pensioni; un successo che più che compensa la, per ora solo teorica, sconfitta sul lato Alitalia. L'uomo BS, che aveva provato timidamente a dire che occorre ripristinare l'allungamento rapido dell'età di pensionamento, di fronte alla levata di scudi sindacale in difesa dei loro privilegi, ha già cominciato a far marcia indietro. L'uomo BS eccelle, ancora una volta, nel produrre immani quantità del suo acronimo

«Ho detto - afferma il Cavaliere in una nota - che il problema
principale delle pensioni è quello di mantenere intatto il potere
d'acquisto dei pensionati valutando la concreta possibilità in termini
di spesa globale di un loro adeguamento al costo della vita». «So bene
- aggiunge - che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno
all'altro, tanto meno senza una consultazione sociale. Il resto -
conclude il Cavaliere - è il tradizionale vizio stalinista di
attribuire agli avversari ciò che non hanno mai detto».

Va menzionata anche la chicca di Bonanni, il peggiore, il più untuoso, doppio, ed alieno a qualsiasi cultura del produrre e del fare fra i tre capi del farniente nazionale. Il Bonanni, che in 59 (o 62?) anni di vita non ne ha lavorati neanche tre, ha dichiarato

[...] mi pare sbagliato ricominciare a rompere ciò che si è fatto. Ognuno - ha concluso - rispetti il lavoro del governo precedente".

Esattamente come fece il governo Prodi quando, su richiesta del Bonanni e dei suo comparielli, abolì lo scalone introdotto dal governo precedente ... ovviamente, nessun giornalista ha avuto la dignità di far notare questo banalissimo fatto. L'Ordine, un altro sindacato, è garanzia di professionalità ed imparzialità nell'informazione, o forse no?

Senza oramai niente che lo trattenga l'uomo BS dichiara che, mentre lui si candida a (e conta di) diventare primo ministro la sua "famiglia" vorrebbe comprarsi Alitalia dall'attuale proprietario, ossia lo stato italiano. Dichiara anche che Banca Intesa, una banca praticamente ancora di stato, aiuta a finanziare il suo (oops, della sua famiglia) acquisto. Un futuro da Argentina? Quale futuro, siamo già arrivati.

La triplice sindacale ovviamente ringrazierà, finalmente han trovato un BS su cui contare.  

Qualcuno ha per caso udito qualcun'altro dire qualcosa?

Sembra pazzesco ma l'unico che ha una posizione a favore di Air France è Casini, semplicemente perchè questi ci metterebbero soldi loro (lo voterei solo per questa banalità).

Tutti gli altri dicono che Alitalia è "strategica", parola che non so cosa voglia significare in economia, ma che viene sempre tirata fuori per giustificare qualcosa che non si sa esattamente a cosa possa portare, ma che di sicuro farà in modo che la politica ne possa avere controllo (con soldi di stato of course).

Gli svizzeri invece sono stupidi, ma campano benissimo anche utilizzando aerei d'altri a costi inferiori. Però hanno perso un settore "strategico".

Se dobbiamo votare Casini per l'Alitalia, allora tanto vale TPS, almeno non è dichiaratamente clericale. L'astensione, comunque, ci risparmia pentimenti.

Non ho parole...ma perche' in Italia non si puo' chiedere ad un politico di dire cose sensate e non ca.ate ad uso e consumo della campagna elettorale? Tra l'altro se ci fosse un giornalista italiano che pubblicamente dice che BS ha detto una ca.ata non sarebbe male. Mi darebbe una soddisfazione enorme (invece di un inutile dibattito televisivo tra BS e VW a me piacerebbe molto di piu' un confronto uno-contro-uno tra i candidati e un giornalista preparato e indipendente pronto a rispondere in modo sensato e non ideologico alle inesattezze/stupidate dette dal candidato....sarebbe un passo avanti enorme per il giornalismo italiano)

La spiegazione è piuttosto semplice: contributi pubblici all'editoria. Così la politica si è comprata i giornali. La RAI è da sempre una azienda pubblica. Non mi sembra si debba aggiungere altro.

Non si puo' - un giornalista preparato e indipendente verrebbe immediatamente messo alla porta. Non sia mai poi che contraddica il grande capo. Non vi ricordate cos'e' successo alla Guzzanti, con tutte le successive disquisizioni dotte su cosa costituisca satira?

Purtroppo non sono sicuro che BS abbia detto, dal suo punto di vista, una scemenza (scusate la proprietà di linguaggio). Le due ragioni che rendono "inaccettabile" la proposta di Air France sono gli oltre 2000 "esuberi" e la richiesta di garanzie per le pretese risarcitorie della SEA. Se Alitalia fosse comprata dal(la famiglia del) Presidente del Consiglio si troverebbe certo il modo di far pagare al "taxpayer" la soluzione di questi due problemi, con l'appoggio della trimurti sindacale (che metterebbe a tacere l'opposizione) e del popolo e degli imprenditori della Padania. Abbiamo appreso da un'intervista di TPS che già il decreto milleproroghe prevede uno stanziamento per una congrua transazione con la SEA. Cosa ci vuole a fare un altro decreto utilizzando un immaginario tesoretto? Non so se i sindacati si accontenterebbero di caricare sull'INPS (futuri pensionati? futuri "taxpayer"?) una cassa integrazione a tempi indfiniti e/o poderosi prepensionamenti. Ma anche su quel fronte chi dirige il governo ha mille modi di intervenire. Non so proprio se basterebbe un buon giornalista a stanare queste insidie. Ci vorrebbe, almeno da qualcuno, una campagna elettorale un po' piu' aggressiva contro gli imbrogli proposti da BS. Ma tra Padania e sindacati credo che nessuno abbia il coraggio di muoversi.  

No no, basterebbe un giornalista che faccia le domande giuste al momento giusto esigendo una risposta. Possibilmente in prima serata...

A me non viene in mente nessuno che sarebbe in grado di farlo...tutti i presunti "bravi" giornalisti italiani di cui sono a conoscenza, sono ideologicamente guidati (devo ancora capire se per stupidita' o per interesse personale) e quindi non sono in grado di assumere autorevolezza presso il pubblico di entrambi gli schieramenti...

Risultato: continuiamo a sorbirci i servizi sulla difficolta' a trovare la pillola del giorno dopo a Milano (corriere online di oggi, le iene di qualche tempo fa, etc...)! Come se questi fossero i veri problemi dell'Italia o se questi problemi fossero difficili da risolvere...

Il futuro primo ministro intende comprarsi la compagnia aerea cosidetta "di bandiera"! E nessuno dice nulla ...

L'articolo che riporta le notizie ha aspetti allucinanti: il (a questo punto speriamo di no) futuro primo ministro dice che lui non autorizzerà la vendita, perché l'azienda la vuole lui! L'uomo è oramai al delirio di onnipotenza, e la banda di nani che popola il paese non ha il coraggio di denunciarlo. A tutti sembra "normale", l'Italia funziona così!

VW dice: che si faccia avanti in 48 ore! Che uomo ...

Sì, siamo all'assurdo. E le reazioni sono davvero troppo calme. Vedremo come andrà a finire...

 

OT: Dagospia ha un lungo articolo su Cossiga, Gladio, Moro. Mio Dio, non si finisce più...

Dagospia ha un lungo articolo su Cossiga, Gladio, Moro. Mio Dio, non si finisce più...

E' che non si è mai iniziato...

Cosa non si e' mai iniziato?

Mi riferivo alla questione "Cossiga, Gladio e Moro".
Intendevo dire che la vicenda  nasconde diversi punti oscuri.

Quali? Potresti spiegarci quali?

Seguo la vicenda da 30 anni, dalla mattina in cui in campo Santo Stefano mentre, da giovane politicante, mi recavo ad una riunione in Regione sulle misure da adottare per facilitare l'ingresso sul mercato del lavoro dei giovani (! incredibile, no?) venni raggiunto da un trafelato "compagno" a cui avevano telefonato dicendogli di raggiungerci (non c'erano i cellulari) e comunicarci la notizia. Cominciò immediatamente Bettino Craxi a creare sospetti e boatos, mai provati ma sempre funzionali alla sua folle strategia di accesso al potere. Che finì come finì.

Da allora le teorie complottistiche, i "misteri" ed i "punti oscuri", i segreti di stato o di parrocchia, si succedono a regolari intervalli, senza mai essere provati, senza mai approdare a nulla di nuovo. Ma agli italiani piace credere al grande complotto, alle potenze straniere, ai misteri di questo e di quello. Tranquillizzarsi ed assolversi vitimizzandosi, far finta che non dipende da noi, che ci sono quelli che tramano nel buio e decidono il corso della storia. L'analogo all'esistenza di dio, che risolve sempre tutti i problemi e risponde a tutte le domande difficili, esentandoci dalla fatica di pensare. Prove? Manco mezza. Fatti solidi? Nessuno. Solo improbabili sceneggiati televisivi.

Moro fu rapito dalle BR, ed ucciso da loro. Le BR sono esistite, hanno nomi e cognomi, e sono un prodotto totalmente nostrano, come il parmigiano reggiano. Svariati han tentato d'infiltrarle e manovrarle con pochi e dubbi successi? Senza dubbio alcuno! Svariati han cercato di vedere se trovavano Moro vivo? Senza dubbio alcuno! Ci ho provato anche io, chiedevo in giro ai conoscenti grupettari ed anche più che grupettari se sapevano qualcosa! Era un'indicazione che veniva da Botteghe Oscure: stare all'erta, attivarsi, raccogliere informazioni, e cretinate di simile qualità leninista. So what? I fatti quelli sono, apprendiamo la lezione e mettiamoci una pietra sopra - possibilmente lasciando in galera i responsabili e mettendoci dentro i pochi che sono ancora fuori, tipo il signor Battisti Cesare che con Moro non c'entra ma assassino lo è lo stesso.

Il resto è soap opera ricreata ad ogni pié sospinto per attirare l'attenzione su se stessi e creare confusione, mistero, paura. Francesco Cossiga è un personaggio inqualificabile e grottesco che sarebbe dovuto rimanere a pascolare i propri signorili greggi nell'isola che gli diede i natali. Questo già era appropriato allora, lo rimane ora. 

Michele, perdonami, sei "partito in quarta" come se mi fossi dichiarato sostenitore di chissà quale teoria complottarda :))
Ma io non ho mica detto questo.
Ho detto che di cose non chiarite ce ne sono ma non ho mica detto che credo a tutte le cazzate che girano sulla vicenda ;)
Non ho detto che credo al grande capo occulto, non ho detto che credo che sia colpa della CIA, o del KGB, ecc.
Per carattere poi non sopporto le teorie complottiste. E' un'avversione quasi viscerale. Le considero cibo per stupidi. Tra l'altro non ho il vizio della de-responsabilizzazione e non nutro neanche grande simpatia per le BR (eufemismo) mentre invece ne ho per chi serve lo Stato.

Ora, tu sostieni, se non ho capito male, che in questa vicenda tutto è sostanzialmente chiaro.
Che è ovvio che vari soggetti abbiano cercato, a vario titolo, informazioni su un evento di tale portata ecc ecc.
Io potrei anche essere d'accordo.
Anzi, da quello che scrivi credo che la si veda allo stesso modo su molte cose.
Però, vedi Michele, la differenza (faccio un esempio) tra "informarsi" e "manipolare" spesso è minima.
Di eventi così complessi è fondamentale conoscere (quasi) tutto (o comunque il più possibile) per poter valutare correttamente ruoli e responsabilità. Proprio perchè non parliamo di una rapina in banca o di un qualunque altro reato comune ma di un fatto di primaria importanza nazionale ed internazionale con molti attori in gioco.
Credo che su questo sarai d'accordo.
A mio modesto avviso (chiarisco che di terrorismo mi sono occupato professionalmente) nella vicenda ci sono diverse cosette che non sono state chiarite.
Cose di un certo peso che possono incidere proprio sull'attribuzione corretta di ruoli e responsabilità (dato che l'hai chiesto, se vuoi, procedo ad un sommario elenco).
Quindi, così come è errato ridurre tutto ad un complotto è altrettanto avventato ritenere che tutto sia conosciuto (anzi...) o che, comunque, quel "poco" che non si conosce non avrebbe potenzialmente importanti ricadute sull'interpretazione complessiva della vicenda.

Terrificante. Un'altra cosa degna di nota nell'articolo del Corriere che riporti (sarebbe da commentare riga per riga, ma non ho tempo) e' la reazione della Moratti, che dice «È una resa incondizionata. In questo modo consegniamo la politica dei trasporti del nostro Paese a una compagnia non italiana».

La Moratti ovviamente si preoccupa per i destini di Malpensa, ma dimostra scarsa comprensione dell'economia industriale quando dice «con la dismissione del cargo il nostro sistema delle piccole e medie
imprese avrà costi maggiori per spedire le proprie rispetto a Malpensa
da dove adesso vengono partono. Non dimentichiamo che Malpensa
movimenta 650mila tonnellate di merci l'anno. Le merci le
dovranno mandare a Parigi. Mi chiedo quale potrá essere la prioritá che
legittimamente, la compagnia francese, potrà dare alle merci italiane?».

Delle due l'una: o vi e' domanda per il movimento merci che Malpensa attualmente opera, e allora qualche altra compagnia aerea sara' ben contenta di soddisfare questa domanda; o non vi e', e allora e' inutile mantenere in vita artificiosamente lo scalo di Malpensa, alle dimensioni attuali. Il commento di Galan (governatore del Veneto?) peraltro fa propendere per la seconda ipotesi: «Visto dal Veneto, l'interesse per Malpensa è molto relativo - ha detto in un'intervista al Corriere della Sera - Noi abbiamo il nostro sistema aeroportuale e con Venezia siamo autosufficienti».

Vi sembra credibile cio' che si dice qui? Primo la finanziaria e' gia' stata approvata e poi questi sono "in teoria" soldi in prestito, no?

Ditemi che non e' possibile,please.

Non ne ho idea. Comunque, da qualche posta di bilancio i soldi devono venire. Non v'e' dubbio. Quello che piu' importa, a parer mio, e' che il prestito e' in chiara violazione della disciplina comunitaria. Spero che la commissione trascini la cosa in Corte di Giustiza a L'Aja. Provo una grande sensazione di schifo. Altri trecento milioni buttati nel cesso... courtesy dell'italian taxpayer. Non capisco cosa gli e' preso a Prodi, davvero. Le elezioni le abbiamo gia' perse, cazzo!

Non quelle del comune di Roma. Ma che fatica capire perché al nord hanno votato Lega.

Non quelle del comune di Roma.

Parole saggie, parole saggie ... me lo chiedo anche io: cosa ci vuole a capire come funziona?

A Prodi non ha preso assolutamente nulla: e' il Prodi di sempre e fa il suo lavoro.

Berlusconi fa il primo passo, ed immediatamente infila lo scarpone nella merda facendocela schizzare addosso!

Allegria!

La vicenda Alitalia sta assumendo contorni sempre piu' grotteschi e disgustosi. Ogni volta penso "non e' possibile che peggiori ulteriormente" e invece ogni volta i nostri eroi riescono a sorprendermi. Spero davvero che la UE trascini l'Italia in tribunale per questo prestito, come si augura Gian Luca.

L'altra cosa oscena e' il balletto fra Berlusconi e Putin col nome di Aeroflot che rispunta dalla finestra. Ne vedremo delle belle!

Spero davvero che la UE trascini l'Italia in tribunale per questo prestito,

Temo non succeda. Gli italiani sono "furbi" e ci "sanno fare". Dal Corriere:

La messa a punto da parte del ministero degli Interni avverrebbe per
motivi di ordine pubblico e per garantire la continuità territoriale.
Motivazioni che consentirebbero di evitare contestazioni da parte
dell’Unione europea

Comunque non c'e' da preoccuparsi, se ne occupano Cossiga e Berlusconi insieme

«Ora di Alitalia me ne occupo io». Così Silvio Berlusconi ha risposto
al senatore a vita Francesco Cossiga che, nel corso di una cena, gli ha
gli aveva chiesto del futuro della compagnia. Berlusconi è stato ospite
del presidente emerito della Repubblica, insieme a Paolo Bonaiuti,
Gianni letta e il figlio di Cossiga, Giuseppe, che è deputato del Pdl.
Come riferisce l'
Ansa, la vicenda Alitalia è stata uno dei temi principali di cui si è discusso a tavola.


E nel caso vi fossero residuali dubbi sulla rilevanza elettorale della cosa

«UNA TRAGEDIA PER ROMA» -
Tra i dipendenti a Fiumicino il ritiro dell'offerta di Air France è
stato accolto con un misto di amarezza, delusione e preoccupazione
accompagnata da una grande incertezza per il futuro. «Quello che sta
succedendo ad Alitalia è un dramma» è lo sfogo del candidato sindaco
per il centrosinistra, Francesco Rutelli. «Oggi La Padania
- spiega il vicepremier uscente - rivendica di aver messo il bastone
tra le ruote tra l'Italia e Francia e Olanda che hanno ritirato la loro
offerta. Ma vorrei che si capisse che per noi a Roma Alitalia è come la
Fiat per Torino». 

 

Il ballottaggio e' il prossimo w-e. Non v'era alcuno bisogno di farlo adesso.

Come no? È proprio adesso, qualche giorno prima del ballotaggio, che va fatto.  Oltre al comune, fra l'altro, è in palio anche la provincia.  Lo schema è il più classico dei classici. Elargisci soldi al potenziale elettore, ricevi in cambio l'ambito voto. Facendolo 4 giorni prima dai tempo alla notizia di circolare. Oltretutto su questo il centrosinistra è sicuro che non verrà attaccato dal centrodestra.

Quando avrebbero dovuto farlo? DOPO il ballottaggio per caso? Il giorno prima, con il rischio che la salvezza dell'azienda cittadina non arrivasse all'orecchio dei fedeli elettori? Mah ...

La ragione principale per cui sono così dubbioso verso il PD è che ogni volta che si viene al dunque questi prendono sempre e comunque decisioni in difesa della casta e dei suoi protetti. Il prestito ponte, purtroppo, non è una eccezione ma la regola. Tutta al vicenda privatizzazione Alitalia (iniziata, è bene ricordarlo, nell'autunno 2006, con gara bandita nel gennaio 2007; una delle solite storie infinite all'italiana) è stata gestita da un lato con una incapacità che a volte ha sconfinato nel ridicolo, e ancora più spesso con un atteggiamento irritante da furbetti che cercano l'amico a cui fare il favore a danno dei contribuenti. E così ci è toccato prima vedere Toto che andava a pranzo da Bertinotti e ora Berlusconi che fanfaroneggia sulla cordata italiana. Lo spettacolo è assolutamente disgustoso.

Visto che Veltroni sta per "aprire una grande riflessione", che rifletta su questo: per quale ragione un cittadino dovrebbe votare centrosinistra se questo si comporta esattamente come il centrodestra quando si tratta di difendere la casta a danno dei contribuenti? Si noti che questo è un problema tutto interno al PD. Di questo prestito ponte non possono certo dar la colpa a Mastella o a Bertinotti.

Non basta il fatto che i 300 milioni siano persi di sicuro e che il prestito sara' sicuramente sanzionato da bruxelles; non basta nemmeno che la questione alitalia sia la solita farsa clientelare (farse che di solito non fanno fatica a mettere insieme destre e sinistre - su queste cose guarda come vanno d'amore e d'accordo; altro che bicamerale!). Ci vuole anche la presa per i fondelli di prendere i soldi dai fondi destinati alla ricerca?! Per inciso e' la seconda volta quest'anno: gia' con gli autotrasportatori dopo lo sciopero si fece lo stesso.

Stai scherzando? Li hanno presi dal fondo destinato alla ricerca? BESTIALE, assolutamente BESTIALE!

Qualcuno ha notato accademici italiani levarsi in armi? Specialmente i liberali di sinistra?

Attendo una bella petizione pubblica, con Umberto Eco come primo firmatario. 

Cosi' sembrava dalle dichiarazioni che ho sentito in mattinata (vedi il link di bellabio piu' sopra). Pero' ora leggo qui che li han presi dai fondi del ministero sullo sviluppo economico.

durante la campagna elettorale ho pensato, "vabbe' saranno le solite parole al vento"...

invece mi devo ricredere... se prestano quei 300 milioni all Alitalia, dobbiamo ridefinire il concetto di politico:  Non e', come credevamo, uno che qualsiasi cosa dice in campagna elettorale poi non la mette in pratica... Ma eravamo troppo ottimisti! Infatti e' altresi uno che se dice una merdata (scusate il francesismo) poi la fa anche.

 Io resto comunque sempre piu allibito...

La vicenda e' una cosa allucinante, assolutamente allucinante. Non certo per difendere Prodi, che e' stato ben contento di farlo, ma mi par di avere letto che i milioni erano 100 e son diventati 300 per richiesta di Berlusconi. Credo anch'io che ci sia l'elezione a Roma di mezzo, ma non capisco, ... i dipendenti Alitalia votano AN, si e' sempre detto. Non e' forse vero? 

Mi sbagliero' ma ho sempre l'impressione che la destra faccia 'ste cose con pura razionalita' pragmatica, per comprare qualcuno che e' in vendita, mentre la sinistra le faccia e le sostenga anche se solo motivata da ragioni ideologiche. Il che e' molto peggio, naturalmente.

E le ragioni ideologiche qui quali sarebbero? Che è giusto buttare comunque soldi al vento perché un'impresa è pubblica, anche se hai già deciso di privatizzarla? Che è bello prelevare soldi agli operai per darli ai piloti Alitalia? Temo che, semplicemente, tra i manager e dipendenti Alitalia ci sia un buon numero di amici di Prodi, anche se magari non la maggioranza. È a questi che il prestito è dedicato. E, goes without saying, ci sono anche tanti manager e dipendenti amici di Berlusconi e Fini. Finisce la campagna elettorale e improvvisamente si scopre che sui "temi importanti" destra e sinistra non hanno alcuna difficoltà a lavorare assieme.

Anzi, mi correggo. Sui "temi importanti" si lavorava assieme anche durante la campagna elettorale. Vedi decreto salvaproproghe e re-istituzione della doppia idoneità nei concorsi universitari.

Come, quali sono le ragioni ideologiche? Sandro, non si chiude mai un'impresa, non si lascia mai a casa nessuno. Se poi l'impresa e' pubblica!!! I manager amici di Prodi possono essere facilmente sbolognati ad altre societa', associazioni, e altro sottobosco. E, come dice l'Oste (credo) piu' sotto, la sinistra non guadagnera' un voto, un solo voto, da questa mossa. Sono solo pregiudizi ideologici. Forse anche credono di prendere voti a Roma, ma se lo credono sono delusional. Ancora una volta il Berlusca li ha outsmarted: fa danni immensi e loro ci cascano.

Secondo me  le elezioni di Roma non c'entrano un fico secco. C'entra semmai l'ignoranza di Prodi - il quale e' convinto che in Italia non si possa stare senza Alitalia.

Se è così è ancora peggio. Se almeno era per le elezioni di Roma si poteva dire perlomeno che Prodi è un agente razionale. Invece così devo concludere che Prodi (e Padoa Schioppa, e Bersani e tutti gli altri del governo) sono una manica di totali incapaci. 

A  me non sembrano così grulli.  Non so se il prestito è le per le elezioni di Roma o semplicemente per dare un aiuto a managers e dipendenti "di riferimento". So che è una cosa fatta contro i gli interessi di chi paga le tasse, e tanto mi basta.

D'accordo. Nessuno che non sia a digiuno di politica può pensare che questa scelta faccia conquistare voti a Rutelli. Per due ragioni:

1)Un lavoratore Alitalia politicamente schierato a destra non si fa certo convincere da una mossa dell'ultimo minuto, soprattuto su una questione di competenza nazionale. Inoltre,

2) il tema "salvataggio Alitalia" è stato cavalcato da Berlusconi: i politologi direbbero che il tema gli appartiene (issue ownership). Dunque, questa decisione di Prodi sarà percepita come una vittoria di BS.

Perché allora il governo ha concesso questo prestito? Non lo so. Forse perché Berlusconi l'avrebbe presa comunque tra pochi giorni, o forse perché Prodi non voleva legare il suo nome al fallimento di Alitalia per poi esserne additato come il responsabile.  Ma è l'ennesima prova di debolezza della classe dirigente del PD.

E perche' la neo-presidente(ssa) di Confindustria, che ha detto tante cose sensate, esce con una simile affermazione:

«Il prestito concesso può essere considerato sensato a patto che dietro ci sia una soluzione vera, di mercato, che possa rimettere in piedi la compagnia».

?

Lei non ha elezioni in vista .... e' gia' stata eletta.

E' da cinque anni che Alitalia riceve prestiti non in vista di una soluzione vera ma per rimandare la soluzione vera .... vendita o fallimento!

E perche' la neo-presidente(ssa) di Confindustria, che ha detto tante cose sensate, esce con una simile affermazione:

«Il prestito concesso può essere considerato sensato a
patto che dietro ci sia una soluzione vera, di mercato, che possa
rimettere in piedi la compagnia».

?

Lei non ha elezioni in vista .... e' gia' stata eletta.

E' da cinque anni che Alitalia riceve prestiti non in vista di una
soluzione vera ma per rimandare la soluzione vera .... vendita o
fallimento!

Perche' fa parte della Casta e preferisce che lo Stato continui a finanziare manager tanto pagati quanto poco competenti, riservando l'esposizione dei mercato al cittadino normale al di fuori delle corporazioni.

Mi sembra evidente che Prodi non poteva rifiutarsi di erogare il prestito per ovvi motivi di 'DEMOCRAZIA' : il governo Prodi ha dovuto scrivere sotto dettatura del nuovo premier il decreto legge sul prestito perchè gli italiani hanno scelto il CDX per risolvere anche il problema Alitalia. Il governo dimissionario e sfiduciato di Prodi non può assolutamente prendere nessuna decisione che vada al di là della gestione corrente: quindi la responsabilità del prestito di 300 milioni ad Alitalia è esclusivamente del nuovo Premier. Non ci possono essere altre letture dietrologiche, elettoralistiche, metafisiche o altro.

Il nuovo Premier ha perseguito fin dall' inizio della campagna elettorale una soluzione diversa da Air France per Alitalia, ha dichiarato che se fosse stato eletto avrebbe risolto il problema con una cordata italiana a cui , ha dichiarato inizialmente, potevano partecipare anche i suoi figli; in ogni caso sarebbe stato in grado di risolvere al meglio per l'Italia, gli italiani, i lavoratori ecc. ecc. la crisi Alitalia. 

Un rifiuto di Prodi a erogare il prestito sarebbe stata una scelta politica forte e pregiudichevole per il destino di Alitalia quindi inamissibile per un governo senza fiducia parlamentare: come tale sarebbe stata  un attacco inaccettabile alle regole democratiche elementari.

 

Effettivamente, parrebbe che Corrado abbia ragione, almeno da questo commento di DiPietro, circa il prestito ponte ad Alitalia, su Corriere.it.

http://www.corriere.it/economia/08_aprile_25/alitalia_lufthansa_di_pietro_3bd54a50-12b3-11dd-8993-00144f02aabc.shtml 

«Si tratta - ha spiegato il ministro uscente - di un aiuto di Stato a
tutti gli effetti e io sono testimone che in consiglio dei ministri
Berlusconi ha fatto avere un ultimatum: voglio 300 milioni perché
voglio avere il tempo per costruire una cordata. A chi ha fatto
presente che si trattava di un aiuto di Stato ha replicato che non gli
interessava».

Da cui si conclude che:

[ ...] parrebbe che Corrado abbia ragione,

Nope, mi dispiace ma una cosa non implica l'altra.

La responsabilità di BS è chiarissima, e viene da lontano. Va denunciata per quella che è: statalismo peronista della peggior specie. Tremontismo applicato, in altre parole.

Ma PROPRIO perché è in ordinaria amministrazione e la concessione dei 300 milioni non lo è per nulla, il governo uscente avrebbe potuto, e dovuto, rifiutarsi. Rendendo di dominio pubblico sia la richiesta di BS che il suo diniego. Non vi è nessuna norma, né costituzionale né informale e di prassi, secondo cui il primo ministro che sarà (non è stato nemmeno incaricato, il parlamento non è ancora convocato, non sono stati eletti i presidenti ...) possa chiedere al governo uscente di compiere un atto di non ordinaria (o anche ordinaria, se è per quello) amministrazione. Ma siamo pazzi? Questo dice "Dovete dare 300 milioni perché io sto facendo la cordata" e questi dicono "Agli ordini?". Ma dov'è la logica costituzionale di tutto questo?

Rimango convinto che Prodi non poteva che  fare il decreto legge perchè il rifiuto di emanarlo sarebbe  stato anch'esso  una scelta di politica non ordinaria.  Se non ci fosse stato il prestito, Alitalia non avrebbe avuto conseguenze ?  immagino che sarebbe stata commissariata o avrebbe corso un grosso  rischio di essere commissariata. Ma mi sembra che la questione non sia di merito ma di procedura.

Se un governo sfiduciato deve affrontare un' emergenza  politica cosa  deve fare ? stare a guardare in attesa che si formi il nuovo governo o gestire l' evento in accordo con la nuova maggioranza che si è formata dopo le elezioni o  con l' opposizione se siamo prima delle elezioni ? A me sembra evidente che è valida la seconda opzione.

 

Era sufficiente un prestito di 20 milioni di euro per dare ad Alitalia l'opportunità di vegetare sino alla formazione del nuovo governo. QUELLA sarebbe stata ordinaria amministrazione. Berlusconi avrebbe potuto protestare quanto voleva, ma sarebbero state proteste ingiustificate e Prodi avrebbe tranquillamente potuto rimandarle al mittente. Da quando in qua Prodi deve fare favori politici a BS? Come on!

La nuova procedura costituzionale che ti stai inventando on the spot non ha alcuna giustificazione, né formale, né sostanziale. Mi rendo conto, comunque, che sia utile a "rimanere convinti" e ad applaudire il signor Prodi. Esattamente come i "fatti" di politica fiscale ed economica che menzioni qui, Corrado, e che sono dimostrati falsi in una dozzina di articoli pubblicati in questo sito.

Arrampicarsi sugli specchi del pensionato > 75 anni con un reddito da 22mila euro, la cui pressione fiscale è dimunita dello 0.1%, per sostenere che VV ha tagliato le tasse, è sintomo di disperazione da fideismo ideologico. Idem per le affermazioni che fai sulla spesa, e per il recupero dell'evasione fiscale. Non capisco cosa ci troviate di interessante a far finta di dibattere, quando né fatti né logica vi fanno tentennare d'un millimetro. Misteri della fede.

Mi sembra che a questo punto la discussione sul prestito all' Alitalia
non è sulla procedura ma sull' importo ( 20 o 100 milioni come proposto
da Prodi vanno bene ma non quanto richiesto da Berlusconi): non credo
che meriti discuterne ancora.

Per quanto riguarda le dozzine di articoli che smentiscono le mie
'assunzioni di fede' sulla politica finanziaria dei governi di csx e di
cdx , ti chiedo cortesemente di indicarmeli, se hai tempo e voglia di
discuterne.

Vedo che ci ha già pensato Alberto Lusiani a ricordarti, punto per punto, perché le cose che dici su tasse, spesa e debito pubblico sono false. Se usi la nuvola di parole non dovrebbe essere difficile trovare materiale addizionale. Per esempio, puoi iniziare qua e poi allargarti qui ... Sullo specifico aspetto evasione fiscale e VV, prova quo.

Infine, sulla questione Alitalia. Insisto sull'utilità di applicare la logica alle discussioni, e non svicolare con trucchetti da dibattito politico alla TV italiana. Ci provo per l'ultima volta:

- il mio suggerimento dei 20 milioni era per dimostrarTI che SE avessero voluto davvero e solamente non entrare in conflitto con BS (con la scusa di lasciare che sia il nuovo governo a decidere) avrebbero potuto, AL MASSIMO, dare 20 milioni. Non averlo fatto PROVA che NON è stata "l'obbedienza a BS" la motivazione del gesto del governo Prodi, come cerca di farci credere l'astuto Tonino DP.  

- Ordinaria amministrazione significa lasciare che le decisioni prese in precedenza seguano il loro corso, che le leggi in essere, i decreti, le delibere, ecc, si attuino senza modificarli in una direzione o nell'altra. POICHÈ la decisione su Alitalia (o vendita ad AF o libri in tribunale e commissario) ERA stata presa da un governo in carica e legittimo ed era quindi una delibera in essere che seguiva il suo corso, BASTAVA lasciare che seguisse il suo corso. Facendo, appunto, ordinaria amministrazione. È solo nella testa malata della cricca romana che il fallimento di uno schifo parassitico come Alitalia costituisce un dramma, una crisi politica, un'amministrazione non ordinaria. Alitalia è uno schizzo di cacca nell'economia nazionale, e se fallisce se ne accorgono solo i politici romani ed alcune migliaia di fighetti e fighette vestiti da festa, pure dé Roma, che volano in giro per il mondo senza servirti il caffé ed a spese dei polentoni che pagano le tasse. Ordinaria amministazione era lasciare che le decisioni prese in precedenza seguissero il loro corso ed i fighetti e le fighette imparassero a servire il caffé. Fine. 

Soprattutto trattandosi di un atto illeggittimo dal punto di vista della legislazione comunitaria.

il 17 marzo il sito di Bloomberg dette notizia che:

"The Italian government will also extend an emergency credit
line of 300 million euros. European Union transport spokesman
Michele Cercone said today it would be ``prudent'' for Italy to
work with Brussels on Alitalia and that the country won't be
permitted to grant state aid"

leggo inoltre che l'accordo del 28 marzo fra Air France Alitalia e il governo italiano prevedeva "that the Italian government agrees to a capital injection of 300
million euros in Alitalia to prevent the company of going broke; to be
repaid from the raised capital after the takeover has been finalized."

questa è dunque la realtà dei fatti, e non quella di un governo liberalizzatore uscente al quale un peronista entrante avrebbe forzato la mano...

Si, nell'articolo del 17 Marzo che riporti si parlava di un presiti di 300 E06 EUR.

Ma piu recentemente, per esempio il 22 Aprile qui le voci erano di un presto trai i 100 E06 e i 150 E06 EUR. Poi, dopo l'intervento di Berlusconi il prestito e effettivamente ammontato a 300.

Difficile interpretare tutto questo. Secondo me, all'ultimo momento un'allargamento del prestito c'e stato.

Il prestito da 300 era IN CASO DI ACQUISTO DELL'AZ DA PARTE DI AF.

Il prestito da 100-150 era una cosa del tutto diversa, un prestito di emergenza per tirare avanto fino all'arrivo del nouvo governo. Non doveva essere (anche per ovvie ragioni simboliche) della stessa entita. "L'accordo con AF e' saltato, se ne ocupera il prossimo governo, noi vi diamo 100-150 per non fallire immediatamente, per il resto chiedete a BS". Invece BS ha insisto per 300, una pessima tattica negoziale vis a vis i sindacati. (Hanno ottenuto uno dei vantaggi dell'accordo AF senza sottoscrivere a quell'accordo!).

Per tirare avanti 100 milioni (ma probabilmente anche meno) erano sufficienti 

Grazie per queste informazioni che a me almeno erano sfuggite. Io credo comunque che su questo tema come su altri Prodi e Berlusconi tutti e due sgomitano per far l'uno peggio dell'altro.

Ma, sinceramente fatico a capire come in questo caso si possa
mettere il governo Prodi e il comportamenti della destra sullo stesso
piano. Ecco l'ultima fresca di giornata

Mi sembra chiaro che l'accordo sia
fallito soprattutto perche' queste buffa inquietante destra italiana nella persona
di Berlusconi irrompe nella trattativa dicendo che se la comprano i
suoi figli con la paghetta mensile. Annuncia una cordata che e' sparita
dopo le elezioni come prevedibile e che ha visto autorevoli investitori
come LIGRESTI (ripeto LIGRESTI) tra  i nomi dei papabili e adesso
appare Tronchetti-Provera, quello che si e' mangiato Telecom e faceva
le spiate telefoniche per l'amico Silvio. 

I leghisti e i
ciellini vogliono salvare a colpi di aiuti di stato quella cassa da
morto post-moderna che e' malpensa, che sono stati i primi ad
affossarla mantenendo le loro clientele locali nella nuvoletta di 
aeroporti lombardi e evitando accuratamente di fornire malpensa del
minimo dei collegamenti necessari a funzionare.

AirFrance, dice
che se il nuovo governo sara' contrario all'accordo lasceranno.
Berlusconi fa sapere: si, siamo contrari. Poi vince le elezioni e
AirFrance ovviamente lascia.

Forse ho avuto allucinazioni ma per me le cose sono andate cosi'. 

Il governo di centrosinistra invece ha annunciato la vendita di
Alitalia e ha promosso, nei limiti delle sue forze, la vendita a chi
faceva l'offerta migliore, Airfrance. Questa decisione e' stata pagata cara alle elezioni.

Il prestito ponte di 300mln deciso dal
governo di centro-sisnistra il 17 marzo era inizialmente parte di un
accordo commerciale con Air
France, come giustamente fate notare, assai discutibile. Mi rendo conto
che qui a NfA molti abbiano un'anima rivoluzionaria...ma quello era
probabilmente il prezzo da pagare ad
AirFrance per discutere con i sindacati e il carrozzone politico di
entrambi gli schieramenti che ha magnato con Alitalia in tutti questi
anni. Il costo politico di lasciare a casa migliaia di dipendenti
non e' sopportabile da nessuno schieramento a meno di un mese dalle
elezioni.

Perche' hanno poi concesso questo prestito a elezioni concluse, dopo
aver preso una batosta secolare? La domanda dovrebbe essere tradotta
cosi': Qual'e' il costo/beneficio di concedere vs non-concedere il
prestito (per il PD non per il paese)? Ai partiti e' lecito chiedere
che facciano il loro migliore interesse (come agli imprenditori in un
economia di mercato). Pensare al contrario, significa affidarsi al
principe illuminato ma bisogna allora ammettere che non si crede nella
democrazia.

Evidentemente gli italiani ritengono che i loro interessi a
breve-termine siano in questo momento di natura corporativa,
clientelare, protezionistica, anti-meritocratica e questo si riflette
inevitabolmente nella politica del paese ed e' anche la ragione per cui
tutti sono incazzati: ci sono ogni giorno meno buoi da proteggere nella
stalla. E mi pare che tra i due schieramenti chi abbraccia con maggiore
entusiamo questo tipo di interessi sia la destra di Alemanno con i suoi
tassinari, gli agricoltori sovvenzionati e i dipendenti pubblici (lo
sapevate che l'Italia e' seconda al mondo per numero assoluto di
dipendenti delle forze dell'ordine? 640.000 addetti), e
professionisti-figli-dei -professionisti e la lega degli operai
low-skilled lombardo-veneti e delle piccole imprese di galvanica con
macchinari ante-litteram in competizione con romeni (in casa) e cinesi
(abroad) con l'aggiunta degli interessi personali del suo padrone, SB.
Anche il PD per carita' difende gli interessi regressivi di una parte
del suo elettorato (gli insegnanti ad esempio). Mi pare pero' che da
quella parte si concentri una maggior densita' di istanze liberali e
una ricarca di equilibrio tra queste e le necessita' di redistribuire
la ricchezza e le opportunita' che non mi e' dato di vedere in nessuna
espressione pubblica della destra.....

 

 

Anche il PD per carita' difende gli interessi regressivi di una parte
del suo elettorato (gli insegnanti ad esempio). Mi pare pero' che da
quella parte si concentri una maggior densita' di istanze liberali e
una ricarca di equilibrio tra queste e le necessita' di redistribuire
la ricchezza e le opportunita' che non mi e' dato di vedere in nessuna
espressione pubblica della destra....

Secondo I.Diamanti su Repubblica gli elettori del PD sono prevalentemente dipendenti statali e figure professionali e intellettuali legate allo Stato. Imprenditori e dipendenti del settore privato votano a destra, perfino i precari del settore privato fanno lo stesso. Anche le figure professionali e intellettuali che lavorano nel settore privato votano prevalentemente a destra. Anche nelle regioni rosse tutte tutte le aree produttive stanno progressivamente abbandonando la sinistra a favore della destra. Cito:

Però, da qualche tempo, la sinistra arranca anche nei contesti economici più dinamici delle "zone rosse". Nei distretti industriali, ad esempio. Come mostrano gli studi di Francesco Ramella. Come hanno confermato i risultati delle elezioni amministrative di domenica scorsa. Tuttavia, il distacco fra il lavoro privato e la sinistra non riguarda solo il lavoro autonomo e gli imprenditori, ma anche quello dipendente. Soprattutto nelle aree più produttive.

Tra i due elettorati di destra e sinistra mi risulta molto difficile pensare che gli elettori di sinistra possano essere liberali. Con ogni probabilita' saranno invece vetero-statalisti contrari alla meritocrazia e alla concorrenza, che potra' andar bene al massimo per commercianti e tassisti ma giammai per i milioni dei dipendenti statali e parastatali. Ovviamente siccome l'Italia e' un paese arretrato, con una storia di grande industria statale assistita e protetta dalo Stato, anche buona parte degli elettori che lavorano nel settore privato sono statalisti fascistoidi, tuttavia se vogliamo trovare qualche liberale, qualcuno che compete con successo nei mercati internazionali senza aiuti statali, dobbiamo per forza cercarlo nel settore privato, soprattutto tra gli imprenditori e i lavoratori di quelle piccole e medie imprese produttive che tengono su tutta la baracca italiana zavorrata dagli statali assenteisti e dallo Stato vorace inefficiente e corrotto con le sue sterminate clientele.

Quello che tutti temono (giornali compresi che, anche dopo tutte le inchieste sulla casta, quando si arriva al dunque sanno sempre da che parte stare...) perchè dovrà prendere delle decisioni esclusivamente sulla base di considerazioni economiche e chiudere tutte le tratte che non sono in grado di coprire nemmeno i costi variabili...

Aberto, quello che dici e' in parte vero. Probabilmente il peso di una certa forma di
corporativismo e difesa di rendite e' presente e forte anche a
sinistra.
A volte si trae
dall'esperienze quotidiana (le proprie frequentazioni) un'impressione
sbagliata della realta'. Il comento che segue esula dall'argomento
centrale di questa discussione (Berlsuconi e Alitalia) ma mi sembra una
risposta pertinente per le tue argomentazioni.

L'analisi
di Diamanti non mi convince appieno.
Mi sono preso la briga di scaricare dall'European Social Survey i
dati relativi ai voti espressi dagli italiani nel 2006 e di vedere
quali temi differenziassero destra e sinistra in Italia. Inoltre ho cercato
dati sui flussi elettorali dell'ultima tornata. Ho trovato qualche dato
interessante. Alcune precauzioni: 1) la situazione politica e' cambiata
negli ultimi due anni (come mostrano bene i flussi elettorali) e le
tematiche evidenziate dal ESS possono non essere piu' completamente
attuali; 2) il campione e' piccolo. Per questo ho aggregato i dati
relativi ai partiti Chi e' interessato ad avere la spreadsheet con i
dati puo' chiedermela in email. 3) nonostante l'ESS fornisca sampling weights
non li ho applicati (il
tempo e' tiranno). In altre parole: prendeteli con le molle...

Una terza questione che andrebbe
risolta per descrivere le "vocazioni" programmatiche e cultrali di PD e
PdL riguarda i temi sollevati durante la campagna elettorale dai due
scieramenti: per fare questo serebbe utile avere un'analisi tematica e
qualitativa della campagna elettorale di Veltroni e Berlusconi (quali temi sollevati? quali slogan? quali proposte?).
Fortunatamente internet fornisce una miniera di fonti dirette da cui
attingere i dati; sfortunatamente temo che nessuno di noi abbia tempo
per affrontare questa ricerca (ma non si sa mai).

Ecco
alcuni dati dall'ESS. In sostanza sembra che solo pochi aspetti
differenzino gli elettorati di PdL, PD e lega. In particolare il
livello di studio, la soddisfazione per la situazione economica
personale, la proporzione di lavoratori autonomy l'atteggiamento nei
confronti dell'immigrazione. I
votanti del PdL sono piu' facilmente lavoratori autonomi e sono piu'
soddisfatti del loro tenore di vita (livelli di aggragazione piu' fini
non sono disponibili).La % di pensionati e' pressoche' omogenea. I
dati sembrano indicare che non esiste una polarizzazione
dell'elettorato sui temi del liberismo economico. Le differenze sono
per lo piu' "culturali" e riguardano la politica dell'immigrazione e
l'impatto che questa ha sui tessuti sociali e sui redditi dei "locali".
La destra ha inoltre piu' forti pregiudiziali di tipo razziale e
religioso.

1) Soddisfazione per la situazione economica personale (% soddisfatti - molto soddisfatti)

 

PD 18.3%
Sinistra
Arcobaleno
16.9%
PdL 34.2%
Lega 18.2%
   
Destra 34.1%
Sinistra 18.3%

2) % di lavoratori dipendenti (purtoppo non c'e' una
categorizzazione per comparto pubblico vs privato, provero' a vedere se
riesco ad avere dati piu' precisi)

 

PD 74.9%
Sinistra
Arcobaleno
84.0%
PdL 60.6%
Lega 54.5%
   
Sinistra 76.5%
Destra 61.0

3) % lavoratori a tempo indeterminato

 

PD 86.1%
Sinistra
Arcobaleno
80.5%
PdL 82.5%
Lega 80.0%
   
Sinistra 85.1%
Destra 83.7

4) % Pensionati (e qui c'e' una bella sorpresa....)

 

PD 24.0%
Sinistra
Arcobaleno
12.1%
PdL 20.7%
Lega 36.4%
   
Sinistra 22.4%
Destra 21.6%

5) Lo stato deve intervenire per colmare le differenze di reddito (%
d'accordo o molto d'accordo) e anche qui c'e' un dato interessante, PD
e PdL sono molt simili anche su questo tema)

 

PD 46.2%
Sinistra
Arcobaleno
45.4%
PdL 43.3%
Lega 31.2%
   
Destra 42.6%
Sinistra 46.0%

 

6) Anche questa e' molto interessante: The less government
intervenes in economy, the better for country (% agree or strongly
agree)

 

PD 23.3%
Sinistra
Arcobaleno
32.1%
PdL 29.6%
Lega 27.3%
   
   
Sinistra 24.9%
Destra 28.4%

7) La legge deve essere sempre rispettata (l'avreste mai detto?)

PD 48.3%
Sinistra
Arcobaleno
45.9%
PdL 48.1%
Lega 42.1%
   
Sinistra 47.9%
Destra 48.0%

7) % diploma universitario o superiore

 

PD 14.4%
Sinistra
Arcobaleno
16.7%
PdL 9.2%
Lega 0.0%
   
Sinistra 14.9%
Destra 9.1%

8) il tema dell'immigrazione era ben affrontato dal survey. Per
ragioni di sintesi non riporto tutte le tabelle. L'indicazione generale
e' questa: c'e' una forte polarizzazione dell'elettorato in ogni
ramificazione del tema immigrazione (circa 10% di differenza o >,
tra i due schieramenti in ogni domanda). I leghisti sono
particolarmente avversi all'immigrazione di qualsiasi tipo, persino
high skilled. L'elettorato di sinistra e' generalmente piu' aperto
all'immigrazione sia comnunitaria che extracomunitaria, sia da paesi
poveri che ricchi, sia di low skilled che high skilled workers rispetto
alla destra. E non pone pregiuziali di tipo religioso o razzistico
(propensione ad accogliere immigrati di differenti gruppi etnici e non
cristiani). Le differenze piu' marcate si notano nei confronti degli
immigrati provenienti dai paesi piu' poveri (la provenienza comunitaria
non fa alcuna differenza).

A destra si ritiene molto piu' frequentemente che gli immigrati
rubino i posti di lavoro, non siano utili per colmare domanda di
lavoro, e che dovrebbero avere meno diritti degli italiani. Qui riporto
solo il dato relativo alla domanda: Immigrants take jobs away in
country or create new jobs (0-4 portano via lavoro; 5 indifferente;
6-10 aumentano le opportunita' di lavoro). La tabella aggrega la % di
scores compresi tra 0 e 4)

 

PD 32.3%
Sinistra
Arcobaleno
40.4%
PdL 39.1%
Lega 54.6%
   
Sinistra 33.9%
Destra 39.3%


Non voglio addentrarmi in un'analisi approfondita dei flussi elettorali
ma mi sembra di poter dire che almeno nel nord-est (non riesco ad usare
quel nome strambo che usano i leghisti) la sconfitta della sinistra sia
stata segnata da un forte astensionismo e da un passaggio di voti dalla
sinistra arcobaleno alla lega. La tabella precedente offre una
possibile interpretazione a questo fatto: gli elettori della sinistra
arcobaleno hanno su questo tema specifico posizioni piu' simili alla
destra che al PD. In veneto, in Trentino e Lombardia addirittura
il PD ha raccolto meno voti uscenti dalla sinistra arcobaleno rispetto
alla lega. Se aggiungiamo che il PD ha candidto Calearo in Veneto e
Colaninno in Lombardia, ci si rende conto che queto spostamento ha
probabilmente un significato protezionistico (=non vogliamo la
concorrenza).

 

 

Grazie per tutti i dati raccolti nel tuo post. Non ho tempo ora per replicare, ti segnalo tuttavia che esistono dati sulle recenti elezioni compilati dal CENSIS e disponibili sito del censis. Alcuni di questi dati contraddicono conoscenze elaborate in passato. Per esempio, riguardo al titolo di studio, il PD e' il partito con la massima frazione di elettori senza titolo di studio (semi-analfabeti), il 30.9%, dopo l'UDC (35.6%) mentre il PDL ha il 23.5% e la Lega Nord solo il 16.6%. Il PDL ha una frazione maggiore di laureati del PD, sia pure di poco (10.8% contro 10.6%, UDC 5.6%, Lega 6.1%). Ci sono indicazioni anche sul tasso di liberismo: gli italiani sono statalisti e cercano protezione dallo Stato, in maggioranza, ovviamente. Chi sta nelle eta' produttive (29-64 anni) preferisce la destra, chi sta nelle eta' non produttive (<29 o >64) preferisce la sinistra.

Chi sta nelle età produttive (29-64 anni) preferisce la destra, chi
sta nelle età non produttive (<29 o >64) preferisce la destra.

allora preferiscono tutti la destra? :-)

Scherzi a parte, l'anno scorso (grazie alla generosità di Analysis Spa e di un fondo d'investimenti che vuole rimanere anonimo) Renato Mannheimer ci ha fatto una piccola inchiesta campionaria sull'orientamento degli italiani rispetto alle liberalizzazioni. I risultati essenziali sono brevemente riassunti qui (andate al fondo dell'articolo, saltandovi le cazzate mie).

Credo che tutti i dati di base siano disponibili da qualche parte sul disco duro di uno dei miei PC, nel caso qualcuno fosse interessato.

Avrei anche delle opinioni sul tema che state dibattendo, ma il troppo storpia ed oggi su nFA ho scritto fin troppo. 

 

 

Chi sta nelle età produttive (29-64 anni) preferisce la destra, chi
sta nelle età non produttive (<29 o >64) preferisce la destra.

allora preferiscono tutti la destra? :-)

Argh, ho scritto troppo in fretta e troppo tardi... Gli improduttivi per ragione di eta' costituiscono una percentuale di elettori maggiore a sinistra rispetto alla destra.Ora correggo anche l'intervento che commenti.

Torno a questo articolo di qualche mese fa a causa di una agghiacciante notizia, apparsa sul Sole24Ore di oggi (questo l'articolo).

Ecco dunque come si risolve il problema Alitalia. C'è un costo da sostenere in termini di esuberi di personale? Nessun problema, piazziamo "buona parte dei 5mila dipendenti (...) (gli altri
2mila dovrebbero almeno in parte passare a Fintecna) presso il Catasto,
l'Agenzia delle Entrare e le Poste
. Tutte realtà che fanno riferimento
al ministero dell'Economia
".

Alé, problema risolto. Evviva la cordata di imprenditori italiani! Il piccolo dettaglio di 5.000 dipendenti con formazione professionale che nulla c'entra con le competenze richieste per gestire un accertamento fiscale, o una pratica edilizia, spostati qui e là in uffici che non hanno carenze di personale (o che comunque, nel caso di PT, usano ampiamente i contratti flessibili, quindi se vi fosse necessità di un incremento del personale stabile, c'è un'ampio bacino di soggetti già formati tra cui scegliere...), non sembra toccare le menti ministeriali, né quelle dei sindacati che esprimono concordia: "viene chiesta l'assicurazione, in cambio, che i prepensionamenti
siano ben remunerati e la riconversione sia su base volontaria
". Embé certo, ci mancherebbe!

L'effetto Brunetta, se mai c'è stato (QUI e QUI su nfA), mi pare stia per essere brillantemente compensato.

Governo e sindacati sono sempre d'accordo quando c'e' da affondare le mani nelle tasche dei contribuenti, se litigano e' solo su come spartirsi il maltolto.

 

piazziamo "buona parte dei 5mila dipendenti (...) (gli altri
2mila dovrebbero almeno in parte passare a Fintecna) presso il Catasto,
l'Agenzia delle Entrare e le Poste


Vi prego, vi prego ........... qualcuno mi dica che non è vero ...........


E poi, a parte il fatto che questa c@@$$o di compagnia dovrebbe portare i libri in tribunale - come avviene in tutto il mondo civile -  con buona pace degli investitori (si chiama capitale di rischio, eh!) e dei dipendenti (a suo tempo copiosamente assunti in barba alle reali necessità, a fini puramente clientelari con annesso servilismo al magna-magna sindacale), è mai possibile che dobbiamo sempre vedere le solite facce, tipo il Colaninno-buono-per-tutte-le stagioni quando c'è di mezzo la lordura politica, non importa di quale colore?


E l'articolista ha pure il coraggio di far riferimento a quella sconcezza epocale che fu l'affaire Olivetti (diverso governo, identica soluzione), senz'arrabbiarsi nemmeno un poco: ma non si vergogna proprio nessuno in questo stramaledetto paese?


Comincio a pensare se non sia il caso di occupare il campanile di San Marco, ma stavolta con mitragliatrici vere .......

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