Brevi note dal Midwest

11 dicembre 2006 gian luca clementi
Poche semplici considerazioni scaturite da un breve viaggio di lavoro nelle grandi pianure.

Scrivo sull'aereo che mi riporta a casa dopo tre giorni passati nel Midwest, detto anche l'heartland degli Stati Uniti. E' la regione delle grandi pianure, comprendente Stati come Ohio, Indiana, Illinois, Wisconsin, Missouri, Minnesota, Michigan, Iowa, ... Una bella fetta del Paese, che assai di rado rientra tra i programmi di viaggio dei nostri connazionali in visita. Eppure, come non mi stanchero' mai di ripetere agli amici ogni qual volta rientro in Italia, New York e dintorni, Boston, Philadelphia, Washington, e la costa Ovest, con le celebratissime Los Angeles e San Francisco, sono l'eccezione e non la regola. Avendo passato qualche giorno girovagando per Manhattan, per poi volare in California a sollazzarsi sulle spiaggie di Santa Monica, non sorprende che il nostro connazionale medio non si capaciti di come sia possibile che in questo Paese ci sia un supporto nettamente maggioritario per barbarie come il diritto di detenere armi da fuoco e la pena di morte, di come gli anti-abortisti arrivino a minacciare e talvolta cercare di uccidere i medici che praticano l'interruzione prematura della gravidanza, e del fatto che in certi Stati si voglia usare la Genesi come libro di testo nelle classi di scienze naturali.

Mercoledi' sono atterrato a Chicago Midway, ho noleggiato un'auto, e mi sono diretto verso sud-est, il centro dell'Indiana. Accesa la radio, sono passato da un canale 'cristiano' all'altro, da un predicatore che mi ammoniva contro i pericoli della lussuria a quello che mi chiedeva dove avrei passato l'eternita'. Divertito e addirittura incuriosito, piuttosto che sorpreso, mi sono fiondato verso il cuore del Paese. Devo dire che quello che mi ha stupito maggiormente, nonostante i tanti anni passati negli Stati Uniti, e' la bassissima densita' della popolazione che caratterizza quese lande. Lungo i circa 130 chilometri di autostrada che separano le sponde del lago Michigan dalla mia destinazione, West Lafayette, non si incontra alcun centro abitato degno di nota. Sull'uno e l'altro lato della strada, si osserva una successione infinita di enormi fattorie, coltivate per lo piu' da aziende a conduzione familiare. L'alta fertilita' del terreno, l'elevato livello di meccanizzazione, e i generosi sussidi del governo federale, fanno si' che i livelli medi di reddito siano ampiamente sufficienti a garantire un'esistenza piu' che decorosa. L'altra principale fonte di reddito e' costituita dall'industria manufatturiera. Non quella high-tech, tutta luci e colori, che e' fiorita in California e in Texas. Qua si costruiscono automobili (in maniera inefficiente, come accade negli impianti Ford e GM attorno a Detroit, oppure in maniera efficiente, come nell'impianto Subaru di West Lafayette), frigoriferi, condizionatori,... Tra gli elementi che accomunano la maggioranza di queste popolazioni rurali, v'e' 1) il desiderio di vivere in relativo isolamento, 2) l'assenza di aspirazione ad una emancipazione culturale, e 3) una forte etica conservatrice di matrice protestante. La loro vita e' fatta di duro lavoro, di tonnellate di uova e bistecche, di serate trascorse a bere birra in bar senza finestre, e di domeniche passate in chiesa a cantare e ad ascoltare il pastore che li ammonisce contro il costante scadimento dei valori conservatori da cui, secondo lui, dipende il successo degli Stati Uniti. La diversita', sia essa etnica, culturale, o sociale, viene vista con diffidenza. Un elemento di disturbo sicuramente inessenziale, e molto probabilmente contro-producente.

L'autentico capolavoro di Karl Rove, l'artefice principe delle due vittorie elettorali del Presidente Bush, e' stato quello di convincere questi signori che Bush stesso fosse uno di loro. Questo, nonostante il Presidente sia il rampollo di una famiglia ricchissima che ha accumulato la propria fortuna con il petrolio, e nonostante abbia studiato alle prestigiosissime ed elitarie Yale e Harvard. Al contrario, i due contendenti di di Bush, Kerry e Gore, sono stati percepiti come intellettuali e snob, e per giunta come portatori di un arrogante programma di contrasto dei principi morali su cui la loro esistenza si basa. Settimane addietro , gongolavo considerando la possibilita' di un'accoppiata Hillary-Obama alla Casa Bianca. Uno degli ostacoli maggiori per il duo democratico deriva dalla mancanza di appeal che registrebbe tra questi elettori. E' interessante notare che Hillary e' nata e cresciuta nell'Illinois, mentre Obama rappresenta lo stesso Stato in Senato. Tuttavia i due sono espressione di una cultura completamente diversa, essendo stati educati in istituzioni tra le piu' prestigiose del Paese (Columbia e Harvard per l'uno, Wellesley e Yale per l'altra), ed avendo dedicato la vita pubblica alla promozione di un riformismo sociale che nel Midwest viene considerato sovversivo. Non sono in pochi coloro che sono convinti che un candidato dello stampo di Tom Vilsack, Governatore democratico dell'Iowa, proprio perche' piu' appetibile agli 'Stati di mezzo', possa avere piu' chances di Hillary, Barak, e degli altri candidati della costa Est di cui si parla.

14 commenti (espandi tutti)

Eehhh, il midwest... pensa me che vivo a cornland.

"l'assenza di aspirazione ad una emancipazione culturale"... eh?

capiamoci, hillary è culturalmente emancipata? 

Gianluca si stara' chiedendo com'e' che l'annunciato commento critico non l'avevo ancora messo. Poco tempo, e troppi viaggi. Pero', per non deluderlo, ecco due cosette rapide tanto per scaldare gli animi ... poi discutiamo sul serio.

Effettivamente, i turisti italiani che arrivano in a 'merica vanno a NY (neanche, vanno in giro per Manhattan) poi fanno un salto a Rodeo Drive e a Santa Monica e, se sono in vena di strafare, magari il Grand Canyon o Miami o San Francisco. E poi tornano a casa, tutti contenti d'aver scoperto la 'merica.

Pero' anche il nostro Gianluca sembra non discostarsi tanto da questo stereotipo. Il diario di viaggio sembra quello del classico niuorkino di sinistra con la puzza sotto il naso che passa per caso in un'universita' del Midwest, fa due chiacchere con i suoi amici (pure di sinistra) al dipartimento di cultural studies ... e poi torna a casa dopo aver fatto una rapida gita fuori citta' a vedere i primitivi.

Visto che i 3/4 della mia carriera accademica l'ho passata nel Midwest (ed anche grad school, alla fine, era quasi midwest: chi sta a Rochester sa che ha poco a che vedere con Soho) mi permetto di dissentire, al 101%. 

Minnesota e' nel midwest, e si sono inventati il "socialismo USA" da quelle parti. Mondale e' da li', ed anche Humphrey ... gia' per questo il Midwest dovrebbe piacere a Gianluca, invece no ... Nel Minnesota hanno (arrivai troppo in ritardo per votarlo) eletto il primo Governor libertario ed indipendente da D ed R, il grande Jessie Ventura, che tutti noi (non socialisti) rimpiangiamo.

Il vostro amato Clinton era, se non erro, il Governor d'uno stato del Midwest, finche' la vostra nuova eroina faceva i soldini in miracolose transazioni su futures (o quel che fosse). Il nuovo lancillotto, Obama, pure da li' viene, e le grandi unions a Detroit, che e' Midwest, regnano alla grande.

Vogliamo continuare? Nelle ultime elezioni uno dei pochi stati in cui un referendum per permettere la ricerca sulle staminali e' stato approvato e' il Missouri ... Chicago e' governata da sindaci D da una vita e mezza. Minneapolis e' la seconda capitale gay del paese dopo San Francisco e Madison e' cosi' stereoripicamente "progre" da far mal di stomaco ... a Urbana-Champaign si sono inventati come fare l'internet (no Netscape, no internet) ...

... e qui veniamo al primitivismo culturale. Gli stati del midwest hanno sistemi di universita' pubbliche molto migliori di quelli della costa dell'est, e secondi solo al circuito UC della California (la California ha tre livelli di universita' pubbliche). University of Chicago, se non erro, sta a Chicago, e Northwestern pure ... Wisconsin-Madison, dove se non erro sei passato (e ci sei pure "rimasto" piu' a lungo del previsto :-)) sta in mezzo i campi, e' vero, ma anche Fermi Lab sta in mezzo ai campi, so what? Entrambi stanno nel Midwest, come ci sta una delle migliori se non la migliore scuola di musica del paese (a Bloomington, fra campi di pannocchie) e la seconda o terza medical school del paese (a Saint Louis) ...

Si, nel Midwest ci sono gli agricoltori, alcuni sussidiati. Dove li vogliamo mettere gli agricoltori, a Washington Square? Vogliamo fare i confronti fra i sussidi all'agricoltura del  Midwest e quelli all'industria dell'acciaio della costa est, o al tessile del sud est, o all'agricoltura californiana (via acqua a buon mercato, pagata dal governo federale)? O vogliamo confrontarla con Amtrak, che e' una cosa dell'est pure?

Suvvia, non mi sembra il caso di continuare con la lista, che potrebbe diventare infinita, ma non mi sembra neanche il caso di ripetere gli stereotipi piu' desueti e male informati del Village Voice o del New Yorker o, peggio ancora, del giornalista con la erre moscia di Repubblica-Liberazione in gita a Manhattan ...

Ah, scordavo. La Bible Belt con il Midwest ha ben poco a che vedere. Inizia un pelo piu' a sud di dove sto ora io (Saint Louis, Missouri) e da li si estende a sud, arrivando in Texas da un lato e nel nord della Florida dall'altro. Le denominazioni religiose del Midwest, specialmente in Wisconsin, Minnesota, Iowa, Michigan ed Illinois sono, da quanto mi risulta, molto "progressiste", whatever that means ... certo, gli impazziti ci sono anche a Saint Louis o in Indiana, ma non mi sembrano mancare neanche nel Connecticut o a Orange County (CA) se e' per quello.  

Ecco, volevo scrivere le stesse cose ma poi non l'ho fatto perche' passavo per prevenuto. Aggiungo un paio di nanetti: il miglior ospedale del mondo e' situato in una cittadina sperduta in mezzo alla prateria (Mayo Clinic, Rochester, Mn). Poi, visto che GL parlava di christian radio, a Minneapolis ci sono stazioni che si vantano, nei loro gingles, di essere "NOT owned by ClearChannel Communications" (il quasi monopolista delle stazioni radio USA), mentre qui a NY/NJ la musica che si ascolta uguale su tutto lo spettro (si salvano le college radios che pero' sono ascoltabili solo in vicinanza dei campus, e queste ci sono anche in tutto il midwest). ND, OK, MS, IL, WY hanno una maggiore densita' di cinema (per popolazione) di NY e MA. Minneapolis e Chicago sono eccellenti centri di produzione teatrale secondi solo a Chicago e NYC.

A Michele: cosa hai contvo quelli con la evve moscia?

Ad Andrea:  il tuo ordinamento dei centri di produzione teatrale viola tutti gli assiomi conosciuti.

anch'io un nanetto in difesa del midwest. quando io e danilo, snob sinistrorsi, siamo sbarcati  alla University of Chicago siamo rimasti scioccati (come generazioni prima e generazioni dopo di noi): alcune delle migliori menti che conoscessimo (sulla carta) apparivano ai nostri occhi snob (di persona) come degli scaricatori di porto al confronto con gli intellettuali europei che conoscevamo tanto vuoti di idee quanti pomposi nel comportamento. 

Magari andrea si e' fatto prendere un po' la mano con le radio e i teatri, ma dall'alto di NY: nulla batte il Midwest!

Credo che il secondo Chicago nel messaggio di Andrea sia da leggersi LA.

Prima di tutto, vorrei congratularmi con me stesso. Ho ottenuto la levata di scudi in cui speravo. Rispondo solo ora perche' anche io ero in giro. Spero di scatenare ulteriori reazioni con questo rejoinder.

Devo premettere che, come Michele, ho fatto il PhD a Rochester, NY, e poi ho vissuto qualche anno a Pittsburgh. Aggiungo anche che ho un'esperienza notevole (dalla nascita all'Universita') di vita nel retroterra culturale della provincia italiana. Qundi non parlo per sentito dire. Di sinistra lo sono, ma la puzza sotto il naso proprio non ce l'ho.

Non v'e' dubbio che nelle vaste lande nel mezzo del Paese vi siano minuscole isole urbane i cui abitanti e le cui istituzioni culturali hanno poco o nulla a che fare con il vicinato. Michele ha accennato a quanto liberal sia Madison. D'accordo. Ma si tratta di 200mila persone, su piu' di 5 milioni di abitanti del Wisconsin. Generalizzare il sentire di Madison all'intero Stato (cosa che Michele non fa), equivarrebbe a sostenere che Cagliari sia rappresentativa della Sardegna. A Pittsburgh, ci sono neighboroods, come Shadyside, per esempio, abitate da un mix di persone che per sensibilita' sociale e culturale non e' molto diverso da quello che si puo' trovare a San Francisco, New York, Barcellona (Catalunya, not Sicily), o Berlino. Basta pero' prendere quella che chiamano Parkway (la 376 East), e dopo 6-7 chilometri si passa per Murraysville. Da li' in poi, provate a chiedere alla gente cosa pensano dei diritti degli omosessuali, dell'immigrazione, di Guantanamo, di due process, ... E che c'azzecca che la Mayo Clinic sia a Rochester,MN? Anche lo Sferisterio e' a Macerata. E allora? Che dovrebbe suggerirmi a proposito del Maceratese medio?

Sui ranking di Andrea si e' gia' soffermato Sandro. Devo averlo proprio adirato, per portarlo ad affermazioni di quella portata. So che New York proprio non gli piace. Nonostante questo gli consiglio, di tanto in tanto, di lasciare la tranquillita' suburbana di Orange County e di passare qualche serata a New York. E non parlo solamente di Village. Per esempio, potrebbe andare al BAM (Brooklyn Accademy of Music), e poi chiedersi dove la troverrebbe, un'istituzione simile, in Minnesota.

Poi non capisco cosa significhi che Clinton e' dell'Arkansas. Anche Fellini era di Rimini. Embe'? La vita e le opere di Fellini non mi dicono nulla di Rimini. Clinton ha studiato a Georgetown, e' stato Rhodes Scholar a Oxford, ha fatto legge a Yale. Mi pare intellettualmente onesto sostenere che la sua vita sia stata plasmata da esperienze che vanno ben oltre un'infanzia passata a Hot Springs, AK.

E' poi ovvio che Urbana-Champaign, Madison, Bloomington, (ma anche South Bend, IN, State College, PA, Iowa Citi, IA, ...) sono tutte cittadine che sono cresciute e si sono sviluppate attorno ad istituzioni accademiche di alto livello. Vogliamo forse sostenere che queste comunita', costituite da accademici provenienti da ogni parte del mondo, siano 'tipiche' del Midwest?

Sui sussidi di cui parla Michele: l'industria dell'acciaio a Est non esiste piu' (le poche acciaierie rimaste sono in Indiana, Ohio, e Western Pennsylvania). Idem per il tessile del sud-est. Sparito. E proprio perche' i sussidi sono (giustamente) cessati . Amtrak e' inefficiente. Sono d'accordo. Comunque la ragione principale per cui perde centinaia di milioni di dollari all'anno e' che il governo federale la costringe a servire linee che, causa densita' della popolazione, fanno meno profitti della Gioia Tauro-Cinquefrondi, e lo stesso governo sperpera fortune nella costruzione di autostrade invece che investire sul corridorio ferroviario del nord-est.

Sulla Bible Belt: Michele sei andato a vedere il documentario 'Jesus Camp'? O forse a Saint Louis non l'hanno fatto passare? :-) Parla di una signora (che vive in Missouri) che organizza (in South Dakota) summer camps evangelici per bambini 'cristiani'. Lo consiglio vivamente. C'e' una scena in cui inneggia, di fronte ad una platea di eta' media 9 anni, alla guerra santa contro tutti coloro che odiano i cristiani. Ripeto: trattasi di documentario, non di fiction. Nel Connecticut fenomeni di questo tipo non se ne vedono.

Onestamente, mi pare incontrovertibile che, in particolare per quanto riguarda l'atteggiamento verso le maggiori questioni sociali attualmente in dibattito, il Midwest si differenzi molto dalle due coste. Allo stesso tempo, non c'e' dubbio che nello stesso Midwest ci siano realta' urbane che per sensibilita' culturale e sociale, sono molto piu' prossime all'Est che alle aree rurali che le circondano. Il fatto stesso che, nei loro commenti, Michele e Andrea si siano soffermati solo su queste realta', dice molto.

Non entro nel dibattito, dato che dell'America conosco bene solo Boston (dovrei dire conoscevo, dato che sono più di 5 anni che non ci metto piede). Mi limito ad una precisazione - del tutto marginale - alla replica di Gian Luca. Come fai a dire che  le opere di Fellini non dicono niente su Rimini? Amarcord (a partire dal titolo, ovviamente) è l'essenza stessa della riminesità (almeno quella di qualche decennio fa). Nessun regista non riminese avrebbe mai potuto fare quel film.

Fausto, well taken. Mi sono espresso male. Certamente Fellini racconta Rimini e i Riminesi sia in 'Amarcord' che in 'I  Vitelloni'. Quello che intendevo e' che il fatto che Rimini abbia dato i natali a Federico Fellini non implica nulla circa la sensibilita' culturale dei Riminesi. E ugualmente, io credo, per Hope, AK e Bill Clinton.

Re: Replica

sandro brusco 17/12/2006 - 12:15

Solo una rapida precisazione. La mia osservazione sul ranking di Andrea si riferiva unicamente a quello che era un ovvio errore, ossia la presenza simultanea di Chicago nei due gruppi comparati. È in questo senso che l'ordinamento proposto viola qualunque ragionevole assioma.

Sulla questione sostantiva se Minneapolis sia meglio di NY come centro di produzione teatrale sono agnostico perché di teatro capisco come di sanscrito, ossia una pippa. È certamente un'affermazione controintuitiva, e qui un po' mi sbilancio e dico che il burden of proof dovrebbe essere su chi afferma che il teatro a MN è meglio di quello a NY. Ossia, Andrea, cosa hai in mente? Qualità della produzione? Numero di spettacoli? Ratio attori/popolazione?

Scusa Sandro, non volevo attribuirti considerazioni che non condividi. Andrea ci dice che "ND, OK, MS, IL, WY hanno una maggiore densita' di cinema (per popolazione) di NY e MA". Non conosco i dati, quindi gli credo. Con l'unico caveat che probabilmente intendeva MO (Missouri) e non MS (Mississippi). Ancora una volta, non capisco cosa questa statistica implichi. Congetturo che ci sono piu' sale per capita in quegli Stati perche' 1) la densita' della popolazione e' molto bassa, e quindi e' efficiente avere piu' sale, di minori dimensioni 2) la gente va a dormire alle 9, e quindi l'utilizzo di ogni sala e' inferiore rispetto alla costa est. Ma quello che importa e' quali film si proiettano, in queste sale. Il cinema e' una risorsa fondamentale al fine di allargare le vedute, promuovere la conoscenza di punti di vista alternativi, aprire al diverso. Strumentalmente a questi obiettivi, vedere l'ultima storiellina con Jennifer Anniston o 'Private' di Saverio Costanzo non e' esattamente la stessa cosa. E 'Private' e' in quasi tutto in Inglese, quindi la scusa dei sottotitoli non vale. :-)

HO scritto che chicago e mpls sono secondi a NYC come produzione, quindi NYC e' migliore, mai discusso questo. Per quanto riguarda i cinema, ti posso assicurare che sia nelle grandi citta' come nelle migliori citta' universitarie del midwest arrivano tutti i film indipendenti e quelli stranieri di maggior successo,  magari un mese in ritardo rispetto a NYC e LA, ma arrivano. Quello che NYC ha in piu' in quanto a cinema e' solamente "weird documentaries" (come li chiama il newiorchino Bisin).

Stabilito che il post iniziale di GL era intenzionalmente provocatorio.

Stabiliti alcuni fatti relativi alla presenza di istituzioni culturali d'assoluto prestigio internazionale anche nelle citta' del midwest.

Stabilito che l'offerta di spettacoli, cultura, biblioteche, gallerie, musei e conservatori nel midwest e' sostanziale.

Stabilito che il "pensiero" ed i politici di "sinistra" americani hanno origini midwest tanto quanto hanno origine costa est (e molto poco costa ovest, by the way).

Chiedo: qual'e' il punto? Se il punto e' sostenere che il midwest e' la vandea, i dati elettorali lo negano (insisto: inutile guardare il colore degli stati, occorre guardare le percentuali dei voti ricevuti dagli uni e dagli altri). Sia chiaro: sto facendo finta che l'ipotesi di GL sia corretta, che non lo e': ovvero che votare R e' segno di "retrogrado" e votare D e' segno di "progressista", insomma R=male, D=bene ... Se questo e' il punto la differenza complessiva e' minima, e forse statisticamente irrilevante.

Se il punto e' confrontare Manhattan con le campagne dell'Iowa, mi sembra un confronto improprio. Manhattan si confronta, al piu', con downtown Chicago. E le campagna dell'Iowa, se vuoi confrontarle con qualcosa che sta ad Est, confrontale con l'interno dello stato di NY, zona Ithaca-Rochester-Buffalo ... o con il NH e cose del genere.

Ripeto: qual'e' il punto? L'immagine degli USA diviso in buoni e cattivi, coste ed interno, eccetera, eccetera e' profondamente sbagliata. Gli USA sono un paese in realta' culturalmente e politicamente omogeneo, la cui variabilita' interna non e' differente da quella italiana. Che facciamo, ci mettiamo a teorizzare sulla vandea in provincia di Enna o di Cosenza e la confrontiamo con la zona Bigli-Manzoni-Verdi in centro a Milano? L'unico punto che riesco a condividere, ma non credo fosse questa l'intenzione di GL, e' che la zona di Manhattan dove GL ed altri operano (tra Wall Street e Columbia) non ha nulla a che fare con il resto degli Stati Uniti, o di NYCity stessa, for that matter. Ma questo, credo, e' un altro discorso.

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