Brunetta, luci ed ombre

15 giugno 2008 michele boldrin
Al contrario di altri, Renato Brunetta non ha cominciato male il proprio lavoro di ministo. In particolare, trovo condivisibile la decisione di rendere pubbliche le consulenze dello stato. Ma non è tutto oro ciò che riluce: oltre al rischio che finisca come Bersani ("partiam, partiam, partiamo ..."), c'è poi il fatto che oggi il Corriere pubblica una sua intervista.

La stampa ha dato un certo risalto (dovrebbe farlo in modo continuato) all'iniziativa di Renato Brunetta di rendere pubbliche le consulenze esterne che l'apparato dello stato ha utilizzato e pagato nel 2006. Mi auguro continui a farlo, annualmente, nel futuro.

Alcune riflessioni.

- Contrariamente a quanto molti commentatori hanno suggerito, questa operazione non ha nulla in comune con la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi personali, avvenuta alcune settimane fa per opera dell'Agenzia delle Entrate. In questo caso lo stato sta semplicemente rivelando ai cittadini come spende (parte de) i soldi che raccoglie con le loro tasse. Questa pratica - comune negli USA dove (per esempio) i salari dei professori delle università statali sono pubblici - permette un minimo di controllo sui criteri di spesa dell'apparato dello stato. Non intrude nella privatezza di nessuno, non solo perché non ne riporta l'intero reddito ma anche perché non obbliga nessuno a fare da consulente pubblico, mentre la dichiarazione dei redditi è obbligatoria. Lo stato rende conto ai contribuenti di come spende i loro soldi; chi non gradisce si sappia quanto percepisce dallo stato si trovi un altro lavoro.

- Le liste andrebbero attentamente studiate ed un rendiconto dei servizi resi andrebbe richiesto. Ho dato un'occhiata: vi sono le cose più strane e sorprendenti. Brunetta: potresti anche mettere dei piccoli rendiconti di COSA queste migliaia di consulenze abbiano prodotto di utile per gli italiani? Se poi avanza tempo, potremmo anche sapere quanti permessi sindacali retribuiti e quanti distacchi ugualmente retribuiti esistono nei vari comparti della pubblica amministrazione, dai comuni sino ai ministeri? Questo è tanto per dare un'idea ... la lista di cose in cui lo stato spende i nostri soldi e che potresti rendere pubbliche è molto lunga. Si tratta di continuare.

- È fondamentale attaccare di petto il problema "Pubblica Amministrazione, apparato dello Stato, burocrazie ministeriali romane". La domanda che mi pongo, e che pongo sia a Brunetta che ai lettori è: che fare? Quali strade seguire? Ci accontenteremo dei soliti proclami o esiste una strategia credibile ed efficace? In cosa consiste?

Aldilà dell'iniziativa sui tabaccai, discussa nel post di GG precedente a questo e che anche a me sembra un'idea non propriamente geniale, l'impressione è che Brunetta ci stia sinceramente provando. Gli consiglierei una certa cautela e di evitare eccessi di protagonismo; soprattutto, gli consiglierei di dare solo colpi forti tralasciando gli annunci. La bestia è piena di trucchi, guai ad offrirle il destro e guai a dare l'impressione d'aver fatto quando ancora così non è.

Il consiglio di cautela si estende anche alle interviste, meglio a certe interviste. Spreco di autolelogi a parte, Renato Brunetta non si rende conto di aver detto alcune sonore e solenni corbellerie? Speriamo siano affermazioni passeggere, causate dall'ebbrezza del momento ...

81 commenti (espandi tutti)

Egr.prof. Michele Boldrin,

lei è celebre per essere sempre in grado di addurre motivazioni plausibili alle sue affermazioni.

Potrebbe spiegarci meglio quali sono le corbellerie che va dicendo il Brunetta e motivarle? 

Credo di dovere una risposta, anche se molti lettori hanno già risposto per me. Visto che non condivido alcuni dei commenti, è meglio che io dica la mia per evitare confusioni.

Anzitutto, non ho apprezzato per nulla il commento di Federico Spano secondo cui Brunetta è un "cialtrone" (e, se Spano ha ragione nella sua inferenza, anche di Paolo Uliana, che però non ha ancora chiarito a chi si riferisca il suo di insulto). Questo per due ragioni:

- Non ho alcuna evidenza che Renato Brunetta sia un cialtrone: a norma di vocabolario tutta l'evidenza che ho dice l'opposto. Forse lavora troppo, ma cialtrone proprio non è.

- Non ho nulla contro il dare del cialtrone a chi cialtrone lo è, ma occorre motivarlo e documentarlo. Gli insulti pubblici vanno giustificati in modo preciso, altrimenti sono solo vigliaccherie. Quest'ultimo È un insulto ed È motivato in modo molto preciso: considero una vigliaccheria usare un luogo pubblico come nFA per scriverci insulti ai propri "nemici" politici senza neanche fare lo sforzo di spiegare cosa motivi gli insulti. Se avete delle ragioni argomentabili, scrivetele. Altrimenti astenetevi dall'insulto gratuito ed andate a sfogarvi altrove.

Passiamo al mio di aggettivo: corbellerie. L'intervista rilasciata da Renato Brunetta al Corriere ne contiene parecchie. Va detto che, come qualcuno ha suggerito nel dibattito, forse l'effetto valanga che l'intervista provoca è causato ad arte da un giornalista intento più allo scoop che alla documentazione serena. Questo è possibile, ma tant'è: Renato Brunetta farebbe meglio a fare più attenzione prima di dire certe cose. Tralasciamo anche la parte personale, non mi sembra il caso di entrarci. Veniamo alle corbellerie econmiche.

1) Ma è un fatto, non una mia opinione: il declino non esiste. Non esiste
la recessione, né in Italia né nel mondo: recessione è quando per due,
tre trimestri di fila il pil diminuisce; invece l’Italia è sempre
cresciuta, sia pure poco.

Che si è in recessione è una cosa che si scopre sempre dopo, vari mesi dopo. Lo stesso vale per quando incomincia la ripresa. Quindi non può essere un "fatto" che siamo o non siamo in recessione: semplicemente è un argomento sul quale è meglio stare zitti o dare giudizi molto cauti. Non credo serva documentare che i tassi di crescita misurati, sia in Italia, che in quasi tutto il resto d'Europa che negli USA, sono calati sostanzialmente e sono sotto trend. Tecnicamente parlando siamo quindi in una "growth recession", ma lasciamo stare i tecnicismi. Diffondere ottimismo immotivato è pratica pessima. Fingere poi che l'Italia non sia un paese in declino, almeno al momento, è errore grave: perché cambiare radicalmente, perché riformare se non siamo in declino?

2) Non esiste neppure la crisi dei subprime ». Come non esiste? «Esiste
una crisi di crescita. E di governance. Ma i subprime non c’entrano
niente. I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della
straordinaria crescita economica americana di questo decennio. La
tensione sui subprime incide in minima parte sui bilanci delle banche.
Crederà mica che la Northern Rock sia fallita per i subprime? È
crollata la fiducia dei risparmiatori. Dobbiamo e possiamo recuperarla».

Qui siamo alla pura fantasia. A meno che non voglia dire che, in astratto, l'idea di "subprime mortgage" non è in "crisi" (e come potrebbe esserlo?) l'intera sequenza di affermazioni è priva di senso. Non solo perché la crescita economica americana post 2001 è stata tutto fuorché straordinaria (molto inferiore a quella del ciclo precedente in tutte le dimensioni rilevanti) ma anche perché dire che trattasi di "crisi di governance" senza spiegare di cosa si parla (ossia di governance del sistema bancario, spero, e dell'insieme di strumenti derivati creati negli ultimi 15 anni) è brutta abitudine. Ed infine, tanto per non smettere di fare il professorino: un economista non dovrebbe confondere "derivati" con "subprime", sono cose ben diverse come tutti sappiamo.

3) «L’economia italiana non è messa male. È in sofferenza per il prezzo
del petrolio. Controllo dell’offerta, aumento della domanda: agli arabi
conviene tenerlo sotto piuttosto che venderlo».

Come fa a dire cose del genere? Un'economia che non cresce da quasi 15 anni non è messa male? Un'economia dove il salario reale medio è praticamente stagnante da più di un decennio non è messa male? Tutto si deve al prezzo del petrolio che ha cominciato a crescere seriamente solo da 2 o 3 anni? Gli "arabi" tengono il petrolio "sotto" (terra, presumo) perché gli conviene? Se gli conviene, fanno solo il loro lavoro, no? It's capitalism, honey! Un ministro economico dovrebbe semplicemente evitare di dire queste cose, punto.

4) «Lanciando gli eurobond. Titoli europei, garantiti con le eccedenze
auree e valutarie della Bce. Enorme risparmio, enorme investimento
nella ricerca, enormi risorse per la sicurezza e le infrastrutture dal
Baltico al Mediterraneo, da far impallidire il tunnel sotto la Manica e
il ponte sullo Stretto: l’Europa ripartirà. È l’idea keynesiana che ho
in comune con Tremonti e Delors».

Ecco, appunto ... l'idea keynesiana in comune con Tremonti e Delors. Stendo un velo pietoso, mi sembra sufficiente.

Approfitto per due ulteriori commenti sull'operazione trasparenza, che alcuni hanno trovato insufficiente e raffazonata. Sembra lo sia, condivido le critiche avanzate. Ma va utilizzata: la società civile e l'opinione pubblica dovrebbero chiedere conto a questo governo, ed in questo caso a Brunetta, di compiere le proprie promesse e di rivelare informazioni credibili e complete. Non mi interessa stare a fare della dietrologia sulle vere intenzioni di questo governo: quelle di BS, che lo controlla al 101%, le sappiamo da tempo. Prendiamole come un dato: al contrario del baraccone prodiano, questo governo durerà. Quindi l'unica strategia ragionevole è incalzarlo chiedendogli di rispettare le sue medesime promesse e chiedendogli di render conto delle loro medesime affermazioni. Che sono sembre roboanti, a favore della nazione, ottimistiche, liberali, e via elencando pregi. 

Infine, la questione permessi sindacali: grazie per il link, che rivela la misura dello spreco e del gigantesco sussidio che dalle tasse degli italiani finisce in quelle dei sindacati, che sono associazioni private (in perpetua violazione del dettato costituzionale, tra l'altro). Ad un costo medio di 40mila euro annui (son certo di peccare per difetto), son piu'  di 100 Milioni di Euro all'anno. Non male, non male.

Ecco, ora sarebbe interessante anche conoscere nomi e cognomi di questi fortunati, loro mansioni, luogo di lavoro e servizi resi mentre in permesso sindacale. Sarebbe anche interessante poi avere un calcolo del numero di funzionari sindacali che siedono in un consiglio di amministrazione, controllo, gestione, supervisione, fateunpovoi di enti pubblici o para pubblici, tipicamente con sede in Roma. Con relativi costi. Così, tanto per capire qual'è il costo vivo della triplice per coloro che in Italia pagano le tasse. La mia stima è di circa 300 milioni di euro annui ... Costo vivo, perché poi ci sono i costi indiretti ...

Sul resto han già detto abbondantemente Calvin, DoktorFranz e Sandro e non mi sembra il caso di fare il pappagallo.

Non ho alcuna evidenza che Renato Brunetta sia un cialtrone: a norma di vocabolario tutta l'evidenza che ho dice l'opposto. Forse lavora troppo, ma cialtrone proprio non è.


Brunetta è ministro quindi è stato indicato (nominato) dal Cavaliere.
Brunetta è ministro quindi è responsabile di tutte i decreti legge del presente governo.

Se ne deduce che, in termini generali e stando al significato numero 1 del termine cialtrone, Brunetta non sia esattamente pregevole - ammesso e concesso che non sia semplicemente spregevole.
Stando al significato 2 del termine pare che lavori abbastanza. Insomma non è un fannullone. Certo non esiste un indice di produttività ed efficienza per misurarlo quindi ogni valutazione è personale.

dimenticavo: Brunetta è iscritto a F.I. da anni e anni quindi condivide appieno le politiche e le iniziative portate avanti da quello che è sia l'ufficio marketing sia l'ufficio legale della holding Fininvest spa.
magari avrà buone intenzioni... chi può mai dirlo.

Questo non è un'argomento ma un pregiudizio.

certo. dimenticavo che fare parte per anni e anni di un partito come FI è un evento che non informa per nulla sulle idee e gli orientamenti etici-morali di una persona. proprio per nulla.

Marcello, ancora ti ostini a rispondere a chi fa del pregiudizio ideologico la sua luce guida?

Non vale la pena, credimi ..... :-)

So che hai ragione, ma sono troppo ottimista per rinunciare del
tutto, ma soprattutto commenti come quello su questo sito mi dan
fastidio: non che proponga di censuarli, ma credo valga la pena di prenderne le distanze, almeno ogni tanto.

bah... a me questi uomini guidati dal lume della ragione che
stigmatizzano il basso volgo accecato dall'ideologia e dal pregiudizio
(morbo che affligge rigorosamente chi non la pensa come loro) fanno
abbastanza ridere.
ma non fraintendiamoli: non che propongano di censurare i commenti
ciechi e devianti rispetto al loro pensiero limpido e luminoso - ma
quasi quasi sarebbe il caso e intanto lo scrivono. loro si
infastidiscono semplicemente.

detto questo si può ovviamente avere pensieri diversi. sicuramente però Brunetta non è nuovo all'attività politica (ma lui direbbe al policy making) e giornalistica - opinionistica. non è uscito dal cappello del prestigiatore due mesi fa. non è un atomo isolato che fluttua nella politica da qualche giorno e che deve essere ancora messo alla prova.
se poi per voi guardare al suo passato e ai suoi amici di merende per elaborare un giudizio è pregiudizio... beh che vi devo dire. divertitevi.
passo e chiudo.

Potresti gentilmente argomentare meglio cosa ci trovi di cosi' negativo nei provvedimenti di Brunetta?

Johnny, giudicare una persona dall' appartenenza ad un movimento politico è un pregiudizio, per definizione.

Brunetta non lo conosco e non ho interesse a difenderlo, ma se hai qualcosa da dire nei suoi confronti ti prego di argomentarlo in base a parole ed azioni di Brunetta stesso.

Trovo i tuoi commenti fuori luogo perchè perentori e non argomentati, non perchè contrastino con una mia opinione.

passo e chiudo.

Non ci illudere inutilmente, burlone. Hai fatto la stessa promessa un altro paio di volte!

Johnny, mi ero ripromesso di non perder più
tempo – che è risorsa estremamente preziosa, perché
limitata e non riproducibile - a risponderti ma farò
un'eccezione, una sola ed unica volta, nonostante sia convinto della
totale inutilità di tale azione.

Ci sono, in rete, numerosi blogs nei
quali la norma comportamentale pare la presa di posizione ideologica,
l'arringa non argomentata, finanche la demonizzazione dell'avversario
politico che sfocia, a volte, nella contumelia gratuita.

Tuoi commenti – solo per rimanere nel
presente post e non considerarne di simili redatti nel recente
passato, per i quali sei già stato ripreso da molti – quali:

Se ne deduce che, in termini generali e
stando al significato numero 1 del termine cialtrone, Brunetta non
sia esattamente pregevole - ammesso e concesso che non sia
semplicemente spregevole.

certo. dimenticavo che fare parte per
anni e anni di un partito come FI è un evento che non informa
per nulla sulle idee e gli orientamenti etici-morali di una persona.
proprio per nulla.

bah... a me questi uomini guidati dal
lume della ragione che stigmatizzano il basso volgo accecato
dall'ideologia e dal pregiudizio (morbo che affligge rigorosamente
chi non la pensa come loro) fanno abbastanza ridere. ma non
fraintendiamoli: non che propongano di censurare i commenti ciechi e
devianti rispetto al loro pensiero limpido e luminoso - ma quasi
quasi sarebbe il caso e intanto lo scrivono. loro si infastidiscono
semplicemente.

in che senso un governo con tendenze
fascistoidi, xenofobe, anti-repubblicane, populiste, a volte
criminali (niente di grave, qualche ladro e qualche mafioso) può
essere davvero liberale? l'unica cosa che si può
ragionevolmente prevedere è un regolamento di conti con i
blocchi sociali considerati nemici o nemici degli amici e grandi
favori ovviamente liberticidi e anti-liberali agli amici. brunetta
farà la riformetta smart per fare contenti i gonzi o quelli
che ci fanno.

personalmente penso che non si riuscirà
a fare nulla di buono e quello che si farà davvero (e lo
dubito perchè l'approccio di questo governo è altamente
ideologico - nel senso più becero del termine, non ho nulla
contro le idee guida ovviamente - e super politicizzato) sarà
ampiamente compensato in negativo da altrettante porcate. il perchè
è semplice: non bisogna mai perdere di vista il contesto.
insomma brunetta non è un atomo isolato. se guardiamo
all'ambiente attorno a lui c'è da avere paura. come fa a stare
li in mezzo?

appaiono decisamente in sintonia con
tali luoghi virtuali, molto poco con la discussione civile ed
argomentata, normalmente presente qui.

Evidentemente non riesci ad utilizzare
correttamente i neuroni di cui sei dotato – magari in misura
eccezionale - accecato da una sorta di odio ideologico che,
francamente, le persone di buon senso si auguravano avesse fatto il
suo (triste) tempo.

Peccato ma, tutto sommato, è un
problema tuo.

Ti prego, solamente, di mantener fede
all'intenzione di sollevarci dalla tua fastidiosa presenza più
volte promessa/minacciata.

Grazie di cuore.

P.S. Oppure ............. che avesse
ragione Michele, quando sosteneva l'utilità dei tuoi
interventi, per ricordare costantemente, a tutti i lettori, qual'é
la realtà intellettiva con cui si han da fare i conti ......?

caro DoktorFranz, quando dico passo e chiudo significa che non ho intenzione di continuare il muro contro muro su di un determinato argomento, considerando anche le opinioni di tutti. per me, come ho ripetuto più volte, l'appartenenza ad un certo gruppo politico basta e avanza per avanzare i primi giudizi su di una persona. non parlo di tutti i gruppi politici naturalmente, quello sarebbe - quasi sempre - pregiudizio. solo su di uno specifico e determinato gruppo. ovviamente, per come si è messa la situazione, fare qui presente che chi si associa ad un gruppo politico (e quindi non si dissocia da esso) condivide nel tempo le sue politiche e le sue posizioni - e magari elencarle - sarebbe interpretato come un continuare a riproporre una visione ideologica ecc ecc. quindi non continuerò, per la tua gioia, su questa strada e così tu non dovrai neppure più scrivere letterine che chiudi con un "grazie di cuore".

per altri invece, come moltissimi su questo forum, evidentemente il criterio di appartenenza non basta, o almeno non basta in questo specifico caso. per te non solo non basta ma il nostro disaccordo è sufficiente per darmi del menomato mentale. che ci devo fare, hai tirato in ballo tu la civiltà e la ragionevolezza. qualcuno mi chiede spiegazioni puntuali e mi invita a misurare Brunetta su fatti tangibili. ovviamente ha senso e magari ha anche ragione - anche perchè io non vedo che problema ci sia a considerare la ragione degli altri. tu invece fai la predica e mi dai del mentecatto e tutto questo dopo avere scritto che non te ne frega una "beata fava" di quello che sta facendo il Cavaliere e tutto il suo governo e tutta la sua maggioranza in materia di giustizia e processi. Come se appunto la riforma dalla PA e del paese intero potesse essere attuata da un semplice ministero senza portafoglio e le riforme di questo slegate e indipendenti da tutte le altre che, attualmente, pare vadano in un senso decisamente contrario.

Credo che la stessa cosa si possa dire della maggioranza degli Italiani...o, forse, credi che FI sia il partito di maggioranza relativa grazie alle televisioni?

credi che FI sia il partito di maggioranza relativa grazie alle televisioni?

e perchè no?

Questo governo durerà, quindi l'unica strategia ragionevole è incalzarlo chiedendogli di rispettare le sue medesime promesse e chiedendogli di render conto delle loro medesime affermazioni.

Ecco, questa è l'affermazione più sensata e costruttiva che io abbia letto o sentito recentemente e rispecchia esattamente il mio pensiero. Credo che ciascuno, nei limiti delle sue possibilità operative e negli ambiti raggiungibili, sia chiamato a dare un contributo di questo tipo. Oggi, probabilmente, le circostanze - alcune anche inaspettate e fortunate, come l'esclusione dal Parlamento delle forze politiche ideologicamente avverse al cambiamento in senso liberale - forniscono una possibilità di intervento un po' più reale che nel recente passato ed alcuni personaggi, al di là di guasconerie od "affermazioni roboanti" (forse mediaticamente utili e senza dubbio interpretate da ciascuno secondo convenienza) sembrano seriamente intenzionati ad operare per il meglio.

Anche iniziative come la vostra "cospirazione liberale" fiorentina, alla quale mi rammarico alquanto di non poter (molto probabilmente) partecipare, ma che sento molto vicina negli intenti e nelle speranze, mi pare che vada in quella direzione e, peraltro, somiglia ad un'idea che sto provando a concretizzare per i prossimi mesi, sia pure in un differente ambito e rivolta ad una platea molto ben identificata.

D'altra parte, invece, considero davvero poco utile focalizzare l'attenzione su aspetti censurabili (pure presenti) della prossima azione di governo: tanto per esser chiari - e solo a titolo d'esempio - a ma non interessa una "beata fava" del tentativo berlusconiamo di garantirsi un temporaneo scudo contro le possibili inchieste "politiche" in partenza ad opera di alcuni magistrati schierati, mentre ritengo fondamentale fornire il massimo supporto - anche, certamente, critico - alla difficilissima ma irrinunciabile profonda riforma della PA, oggi la più gravosa palla al piede del Paese.

Ed ora, andiamo a vedere se quegli undici pirla in maglia azzurra tirano fuori i co....ni  :-)

Concordo sul fatto che occorra chiedere conto al governo delle sue promesse, come dovrebbe accadere - faccio notare - in un qualsiasi Paese civile.

tanto per esser chiari - e solo a titolo d'esempio - a ma non interessa
una "beata fava" del tentativo berlusconiamo di garantirsi un
temporaneo scudo contro le possibili inchieste "politiche" in partenza
ad opera di alcuni magistrati schierati, mentre ritengo fondamentale
fornire il massimo supporto - anche, certamente, critico - alla
difficilissima ma irrinunciabile profonda riforma della PA, oggi la più
gravosa palla al piede del Paese. 

Qui invece dissento. Per evitare indagini dalla magistratura o dai giornalisti per un gruppo ristretto di persone si producono danni di immagine e di sostanza a strati interi della societa' civile, e si fornisce l'esempio diretto di quello che NON si dovrebbe fare, additandolo invece come strada da perseguire.

Non che il governo Prodi abbia fatto di meglio (vedi ad es. l'indulto), ma da qui a cambiare le carte in tavola con il solo scopo di "garantirsi uno scudo", con il rischio che poi altri in futuro ne approfittino anche di piu', ce ne corre.

Vuoi fare il liberale sul serio? Dimostralo con i fatti, non con i proclami o con facili aggiustamenti temporanei. Ad esempio, per tornare in argomento: Brunetta secondo me dice cose giuste ma "facili", senza poi spiegare (bene) come intende realizzare queste idee. Sospendo il giudizio perche' finora ha fatto cose secondo me non sbagliate, e perche' siamo ancora agli inizi: comunque quello che ho letto e sentito da lui sui media non mi da' molta sicurezza, lo ammetto.

Just my 2 cents, come sempre :)

[...] cambiamento in senso liberale [...]

 

a ma non interessa una "beata fava" del tentativo berlusconiamo di
garantirsi un temporaneo scudo contro le possibili inchieste
"politiche" in partenza ad opera di alcuni magistrati schierati, mentre
ritengo fondamentale fornire il massimo supporto - anche, certamente,
critico - alla difficilissima ma irrinunciabile profonda riforma della
PA, oggi la più gravosa palla al piede del Paese.

 

in che senso un governo con tendenze fascistoidi, xenofobe, anti-repubblicane, populiste, a volte criminali (niente di grave, qualche ladro e qualche mafioso) può essere davvero liberale? l'unica cosa che si può ragionevolmente prevedere è un regolamento di conti con i blocchi sociali considerati nemici o nemici degli amici e grandi favori ovviamente liberticidi e anti-liberali agli amici. brunetta farà la riformetta smart per fare contenti i gonzi o quelli che ci fanno.

a ma non interessa una "beata fava" del tentativo berlusconiamo di garantirsi un temporaneo scudo contro le possibili inchieste "politiche" in partenza ad opera di alcuni magistrati schierati, mentre ritengo fondamentale fornire il massimo supporto - anche, certamente, critico - alla difficilissima ma irrinunciabile profonda riforma della PA, oggi la più gravosa palla al piede del Paese.

Al di là del fatto se questi magistrati di Milano siano politicamente schierati o no, il provvedimento di sospensione dei processi non riguarda solo il processo di BS (per quanto mi riguarda e da quello che, all'epoca riportavano sui giornali, non c'erano delle prove evidenti di questa corruzione, ma posso sbagliarmi non conoscendo le carte, in ogni caso, mi guardo bene dal dire che si tratta di un processo celebrato per ragioni politiche). L'emendamento riguarda una grande massa di altri procedimenti che verranno rinviati di almeno un anno. Ciò comporta un completo stravolgimento dell'organizzazione delle udienze, con aggravio immediato sui tribunali, ma, quello che è peggio, in un anno, cambieranno molti giudici e/o collegi, e, come ho spiegato nella seconda puntata della telenovela, ciò significa dover buttare a mare tutte le prove acquisite e ricominciare da capo ogni processo in nome del sacro pricipio di immediatezza. In altre parole, si peggiora, e di molto, il, già scadente, servizio giustizia. Se questo servizio giustizia, fa, in senso lato, parte della PA, capisci che l'unica cosa che BS fa, al posto di renderla più efficiente, è di inguaiarla ancora di più, il tutto per puro interesse personale. Trai tu le conclusioni sul miglioramento della PA sul quale andrebbe pungolato...    

Axel io non ho capito una cosa (ma ammetto di non aver seguito troppo per risparmiarmi ulcere): se la sospensione riguarda non solo i processi ma anche la prescrizione, BS cosa ci guadagna? Quale e' il truschino? Gli basta prendere tempo o c'e' qualcosa che gia' con questo provvedimento gli salva il deretano?

Molto semplice. Lui ha paura di essere condannato, con conseguente scandalo (anche internazionale). Con il rinvio di un anno spera di far approvare il c.d. Lodo Schifani che prevede la sospensione dei procedimenti penali per le alte cariche dello Stato. Se anche il lodo non dovesse essere approvato, intanto ha guadagnato quanto meno un anno. Decorso l'anno, la prescrizione riprende a correre veloce veloce. Se cambia uno dei tre giudici del collegio il processo ricomincia da capo, durerà almeno un altro anno o due, prescrizione (e obiettivo) raggiunta.

Aggiungo un'altra considerazione sull'efficienza della PA. BS è già stato al potere per 5 anni (unitamente agli altri partiti della sua alleanza + UDC). In quei 5 anni non ha fatto NULLA per rendere più efficiente il servizio giustizia, anzi, lo ha aggravato con le sue leggi ad personam (vedi la Cirielli). L'unica cosa che ha provato a fare, era una riforma dello status dei giudici, peraltro, senza mettere mano alle storture segnalate nella prima puntata della telenovela, ma introducendone una serie di nuove che avrebbero ulteriormente aggravato il caos già esistente, tanto che la stessa destra, nel 2007 fece passare le corretture volute da Mastella.   

Piuttosto che distruggere del tutto la giustizia per gli  interessi personali di BS, si reintroduca l'immnunità parlamentare e così sarà intoccabile la casta, ma quanto meno si potrà continuare a lavorare sugli altri. 

Aggiungo un'ulteriore considerazione derivante da questa intervista assolutamente falsa e tendenziosa rilasciata dal ministro Alfano a Repubblica di ieri qui. Vi si dice che loro non avrebbero fatto altro che adottare un metodo già adottato da diverse procure italiane. L'informazione è scandalosamente falsa e la dice lunga sulla vicenda, il ministro e la sua capacità di smarcarsi dal suo capo.

Spiego perchè. Alcune procure, di fronte all'impossibilità, soprattutto per i tribunali, di smaltire tutte le notizia di reato, hanno deciso di selezionare i procedimenti penali stabilendo di perseguuire solo quei reati che suscitano allarme sociale. Poichè in Italia, formalmente, vige il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, si è detto, nelle circolari dei procuratori, che anche gli altri reati verranno perseguiti non appena ve ne sarà la posisblità (cioè mai). Orbene, di per sè, si tratta di un modo discutibile di procedere perchè un organo apolitico decide sulla base di criteri opinabil (quale reato suscita quale allarme sociale per chi?) scelgono quali reati perseguire. Tuttavia, allo stato e di fronte alla incapacità politica di mettere mano a questa situazione, è la soluzione migliore perchè la più equa e trasparente. L'alternativa sarebbe quella di lasciare che ogni sostituto decida arbitrariamente quali reati perseguire e quali no. Con questo sistema i procedimenti vengo fermati sul nascere e non vanno ad intasare la macchina della giustizia. Si tratta quindi di una misura di efficienza. 

Con l'emendamento salva premier la situazione è completamente diversa, per il semplice fatto che i procedimenti non vengono eliminati ma solo sospesi, con inevitabile notevole danno per l'amministrazione della giustizia, come ho già detto. 

Quando i politici,nel 2006, approvarono l'indulto, parte della magistratura chiese, a quel punto, di approvare anche un'amnistia, poichè, altrimenti si dovevano celebrare dei processi che sarebbero sfociate in condanne a pene che non si sarebbero dovute scontare comunque. Nell'amnistia sarebbe ricaduto anche il reato contestato a Berlusconi nel processo Mills. I politici non ebbero il coraggio di approvarla, piuttosto, adesso, fanno questo emendamento che dà un altro colpo di maglio all'edificio già traballante e fatisciente della giustizia, giustificando il tutto come misura per ridarle efficienza...

Il capo del ministro è meno ipocrita. Lui lo ha detto chiaramente perchè l'emendamento è stato introdotto...  

Tu scrivi, giustamente, che

un organo apolitico decide sulla base di criteri opinabili (quale reato
suscita quale allarme sociale per chi?) quali reati perseguire

ma ogni scelta è compiuta da persone, ciascuna con le proprie
convinzioni, a volte con una visione ideologica del mondo che produce
scelte politiche: la conseguenza che, così, alcune procure ritengono di
far bene perseguendo, ad esempio, la Lega Nord per "la passeggiata del
maialino" ed altre ritengono il Berlusca un "nemico del popolo" ed
agiscono di conseguenza.

A me pare sbagliato.

Doverosa chiarificazione: non sono un sostenitore del Berlusca, al quale rimprovero la mancanza di una visione liberale, una eccessiva tendenza all'autodifesa (diciamo così) in sede legislativa ed una certa approssimazione di alcuni provvedimenti, che andrebbero studiati meglio.

La prima, però, non sta certamente nemmeno a sinistra, la seconda è comprensibile (pur se sbagliata) alla luce del cospicuo numero di inchieste nei suoi confronti (molto più di quel galantuomo di Totò Riina e, francamente, la cosa mi pare un po' strana) e ritengo che sulla terza vadano concentrati i contributi costruttivi per riuscire - a prescindere dalle altre due questioni - ad incidere sulla realtà.

In questo senso - spero ora, Axel, di aver chiarito la mia posizione - mi importa poco del tentativo berlusconiano di costruirsi uno scudo contro possibili (in realtà, a giudicare da quanto visto fino ad ora, probabili) inchieste giudiziarie politicamente indirizzate: certamente otterrebbe un risultato soddisfacente con altri provvedimenti (non conosco bene il sistema francese, ma la vicenda Chirac mi sembra interessante), anche se il cattivo consigliere potrebbe esser stato il tempo, ma rimango convinto che altre faccende siano più importanti e ritengo utile, pragmaticamente, cercar di ottenere "il possibile".

Quel "possibile" che alcuni componenti di questo governo (ad esempio proprio Brunetta o Sacconi) lasciano sperare, quel "possibile" che possibile non era con il governo precedente, troppo condizionato dalla sinistra massimalista e sindacale, pregiudizialmente contraria al way of life occidentale.

Questo governo durerà, quindi l'unica strategia
ragionevole è incalzarlo chiedendogli di rispettare le sue medesime
promesse e chiedendogli di render conto delle loro medesime
affermazioni.

Ecco, questa è l'affermazione più sensata e costruttiva che io abbia
letto o sentito recentemente e rispecchia esattamente il mio pensiero.

Pensiero sbagliato. Tempo un giorno e probabilmente si trasformerà tutto in un'enorme barzelletta.
E ovviamente i sodali del barzellettiere ci finiranno dentro tutti. o forse no e allora si potrà riprendere il solito tran tran si attestati di stima, "questo governo è sulla strada giusta", ecc ecc

rimanendo vicino allo spirito della conclusione di boldrin (suggerire piu' attenzione nelle interviste): ieri su blog hanno messo in onda un pezzo della trasmissione di mentana in cui brunetta afferma di avere rinunciato al premio nobel per la passione politica, che lui era tra quelli bravi, sulla strada giusta per il nobel... qualcuno ha indizi al proposito??? forse mi sono sbagliato ed era solo un cartone animato

http://it.youtube.com/watch?v=YJYi_DmfSwk&feature=related 

 

:) 

Evidentemente abbiamo una disputa lessicale in corso. Certo avrei potuto anche non limitarmi a far mio l'aggettivo di Paolo Uliana, sarò stato un po' pigro...

Per me un ministro che fa e dice corbellerie non dovrebbe essere al suo posto. Se poi l'aggettivo più appropriato sia 'cialtrone' o qualsiasi altra cosa, francamente non m'interessa. Il concetto rimane, ed è molto grave: fare il ministro facendo e dicendo corbellerie che hanno conseguenze sulle vite di milioni di persone.

Io di economia capisco circa zero, mi limito a leggervi con interesse, ma ammetto che qualcuna delle corbellerie di Brunetta l'avevo individuata da me. Sono veramente evidenti anche all'uomo comune. Non ho alcun bisogno di argomentare, mi sembra che sia stato già fatto abbondantemente e mi limito a condividere.

 

 

 

No è proprio un cialtrone comunque la si voglia mettere.

Un Ministro (anche se genio) dovrebbe controllare quello che dice altrimenti è un Cialtrone perchè pigro e senza voglia di fare se non mangiare mosche.

Chi sono quei soggetti che si sostituiscono all'INPS nell'erogazione delle sue competenze con tempi di attesa minori (trasmissione 8 e 1/2)? Il custode? la donna delle pulizie? il servizio bar? Boh!! Nessun servizio dell'INPS è esternalizzato (Cialtrone). I giornalisti (Cialtroni) hanno controllato? Intanto la gente al bar a commentare: Oh!!!!! Hai sentito? A me che mi hanno fatto aspettare na vita per pochi soldi! Sti mangia fichi a tradimento!!! A lavorare, andate a lavorare!

E io (Cialtrone) a scriverne, si lo so io ho tanto tempo e lui invece no, con tutto quello che fa come può controllare anche quello che dice?

No lui controlla, e sa quello che dice. Non è uno stupido è un genio (è stato anche presidente del CNEL, Lui, mica).

Anch'io nel mio piccolo non è che sono così scemo da immaginarmi il dipendente INPS correre e svenarsi per erogare la pensione al povero vecchietto, e poi perché? Giusto! In fin dei conti gli è estranea quella cultura della concorrenza, dell'impresa. Bisognerebbe chiederla anche al Buon Dio. No, meglio di no. Quando si sono fatte concorrenza le religioni non hanno offerto un grande spettacolo.

Comunque anche se scemo non sono così pazzo da credergli. Solo per spirito di sopravvivenza però; perché mi licenza per indegnità e non mi chiede neanche il certificato medico. Io che il certificato medico l'ho sempre mandato già il primo giorno e che me ne stavo a casa ad aspettare che venisse il medico a controllare il mio stato di salute dato che il mio medico curante neanche si sognava di venirmi a visitare. Forse vivo su un altro pianeta. Si su un altro pianeta, dove mi decurtano già lo stipendio se sto in malattia. Allora ho capito! il Ministro vuole la giustificazione dei miei genitori, in quanto dipendente pubblico se pur maggiorenne sono privo di capacità di agire. Invece no, non sono incapace di agire, e che non agisco.

Oppure è un Cialtrone e non sa di quello che dice. No, non è un cialtrone, Lui è un genio. Allora se le cose stanno così è una persona spregevole perché dice cose che non sono vere e le dice in televisione davanti a tutti e tutti a dire: ah, però!!! Hai sentito? Io con la febbre dal medico e loro a casa al caldo, sti infami!!! Ma allora è un Cialtrone. 

No, siamo noi i Cialtroni che guardiamo il dito, il dito del Ministro (non quel Ministro, sempre Lui Brunetta dei Ricchi e Poveri) e non dove indica quel dito. Ma io non riesco a vedere dove indica quel dito, forse da ex socialista il Sol dell'Avvenir? Voi lo sapete dove indica quel dito?

No di far funzionare la PA non gliene può interessare di meno, altrimenti il pesce puzza dalla testa, ma alla testa si fanno ponti d'oro e si stendono tappeti rossi. E la dirigenza si fa grassa, si gongola e va a braccetto con la politica.

E allora mi sono incazzato, sono andato via di matto. Ma mi sono detto che siccome tutto questo pensare mi faceva un gran male alla testa sono tornato a fare ciò che mi riesce meglio, niente.  

Intanto abbiamo questo:
http://news.excite.it/politica/551851
Parlamento Ue: Brunetta assenteista

(ANSA) - TRIESTE, 12 GIU - Renato Brunetta, che ha annunciato battaglia
contro i fannulloni nella P.A, e' stato tra gli europarlamentari
italiani piu' assenteisti. Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che
cita il sito web radicale 'Fai notizia', secondo cui il ministro si
piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una
percentuale del 48,21%. Indici di partecipazione minori sono stati
raggiunti da Pannella (47,14%), Di Pietro (44,29%), Veltroni (41,79%),
Mastella (40%) e Dell'Utri (14,64%).

Alcuni dicono che il 48,21% sia un dato falso e indicano un ben più onesto 66%. Assentarsi 6 volte su 10 non è lo stesso un po troppo? Fanno tutti così? Beh non è una giustificazione.

Poi questo:
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/view.php?DIR=/italia_e_mondo/documenti/2008/05/29/&CODE=c0084596-2da4-11dd-aae6-0003badbebe4

"il Presidente Repetto, ha chiesto ufficialmente, nello spirito del
principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall’art 22 della
Legge 241/90 e successive modifiche, se tra il 1999 e il 2008 il Prof.
Brunetta, Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso
l’Università romana, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come
abbia conciliato tutti i propri incarichi, compresi quelli nel
Parlamento Europeo, e dunque, qualora abbia mantenuto attivo il proprio
incarico di professore ordinario, quante ore di presenza abbia
garantito e mantenuto a “Tor Vergata”, con quali retribuzioni relative
ed eventuali ulteriori consulenze."

e ancora:

“Scorrendo dunque l’elenco dei rilevanti impegni , risaltano in
particolare quelli politici che, a partire dal 1999 fino al 2008, lo
hanno visto deputato al Parlamento europeo con l’incarico di
Vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e
l’Energia e membro delle delegazioni parlamentari miste UE-Croazia e
UE-Turchia, oltre che della delegazione per le relazioni con la
Repubblica popolare cinese” (ecco forse la giustificazione, le sedute del parlamento europeo capitavano 4 o 6 volte su 10 mentre lui era impegnato nei suoi vari incarichi, quindi niente di male)

Dal cv di Brunetta risulta che l'ultimo volume da lui pubblicato è uscito nel 99:

R. Brunetta, Economia
del lavoro
,
UTET, Torino, 1999

L'ultimo volume curato nel 97:

R.
Brunetta,
L. Vitali, Mercato del lavoro,
analisi strutturali e comportamenti individuali
, F. Angeli, Milano, 1997.

 

L'ultimo articolo e saggio nel 98:

R.
Brunetta,
A. Ceci, Underground employment
in Italy: its causes, its extent and the costs and benefits of regularization
,
“Review of economic conditions in Italy”, Banca di Roma, n. 2, 1998.

 

Evidentemente o si è scordato di aggiornare il cv dal 1999 circa oppure dal 99 ha fatto altro e del cv non ha più avuto bisogno (peccato perchè, stando alle sue dichiarazioni, era sulla buona strada per il Nobel). Ed effettivamente ha senso visto che dal "1999 ad aprile 2008 è deputato al Parlamento europeo" ed oggi è ministro. Sarebbe allora interessante capire a partire da quale data si sia messo in aspettativa (sul sito dell'università di Tor Vergata non è segnalato).

Bene, caro sedicente "fannullone", s'inizia a leggere qualche reazione inconsulta: mi fa molto
piacere, significa che un certo timore serpeggia tra le fila ......

Naturalmente
s'adopra il sarcasmo - a nessuno si può negare una possibilità di
sfogar le tensioni che si stanno accumulando - e poco importa se
all'improperio non s'aggiunge la constatazione dei fatti.

Sia
chiaro, la condanna non riguarda l'universo mondo dell'impiego pubblico
- i galantuomini stanno ovunque, sebbene non nelle medesime percentuali
- ma un giretto esplorativo negli uffici chiarisce molto bene quale sia
la differente interpretazione del lemma "lavoro".

Qualche esempio, da esperienze personali?

Un
certo numero d'anni orsono, comune di ....... , ufficio edilizia
privata: orario di lavoro ufficiale 9:00-14:00, orario di lavoro
riscontrato .... variabile, con arrivi tra le 9:30 e le 10:00, pausa
caffé (al bar di fronte, perchè - si sa - la macchinetta automatica in
dotazione non garantisce un espresso con i controfiocchi!) di una
mezz'oretta (e che caspita, sarà mica quello il problema!), amabile
chiacchierata (calcio, vacanze, bambini, donne o uomini, la cognata, ah
la cognata ...) ed, infine,uscita alla spicciolata a partire dalle
13:00 (a volte anche prima ma, che diamine, è stata una mattinata
faticosa!.

Stretta conoscente, impiegata delle Poste Centrali di
...... (poco prima della trasformazione in s.p.a.): perenne ingresso in
ritardo (i bambini devono andare a scuola e non si alzano mai - sarà
colpa dell'elfo malvagio - ed il parcheggio che non si trova a meno di
200 - dicesi duecento - metri (una distanza da maratoneta, che caspita
aspettano a costruire un parcheggio per i dipendenti sotto
l'edificio?), "fuitina" di mezza mattina per comprare un etto - faccia
un etto e mezzo e come sta la suocera? - di quel prosciuttino che piace
tanto a mio marito e sei - no, meglio otto, panini (sa quei due bambini
....).

Integerrima ex (da pochissimo) funzionaria dell'Agenzia
delle Entrate di ......, puntuale - per carità - e così ligia al dovere
da vergognarsi profondamente ad uscire per far la spesa al supermercato
(no, non quello a tre isolati, quello dall'altra parte della città -
tanto, con la tangenziale si fa presto - che ha prezzi migliori, con i
tempi che corrono ....): sarà perciò che lo fa di nascosto e solo al
venerdì (ah, beh, il lavasecco non conta, mi sono organizzata e ci
metto solo mezz'ora, casomai esco un po' prima, lo fan tutti)?

Che facciamo, continuiamo a prenderci per i fondelli?

ma dove vivi scusa?

E non hai mai provato a farti la Carta d'Identità al Comune di Milano. Un po' di cose che ho imparato:

1. I documenti non possono essere distrutti (facile direte voi, ma ero giovane), non so nemmeno se siano di proprietà del cittadino o dello stato.
2. Nel dare le vostre generalità usate la seguente tabella di conversione: 11 = 9, 12 = 13, purtroppo con così pochi elementi non sono riuscito a decrittare il codice.
3a. Se l'ufficio XXX sbaglia qualcosa, siete voi a dovervi recare lì per far fare la correzione.
3b. Se l'ufficio rettifica chiude alle 12.30, andateci alle 11. Alle 12.15 non ci sarà nessuno. Corollario: per lo stesso motivo, se riapre alle 14, andateci alle 15, non alle 14.15.
3c. NON, e ripeto NON, fate notare alla responsabile che il punto 3a non è molto fair* (il punto 3b non sono stato abbastanza coraggioso per farlo notare, avevo paura mi mandasse a fare il permesso di soggiorno in Questura...)
3d. NON replicate sarcasticamente quando la responsabile vi dice stizzita "E quindi cosa dovremmo fare alla collega? Lapidarla?". Non migliora le cose.
4. Le prime patenti a carta di credito, quelle in cui il perito scriveva sopra la data di rilascio e di scadenza (che poi si cancellava dopo 2 mesi) valgono meno della Tessera Amici di Topolino. Non obiettate che lo stato italiano ve l'ha rilasciata così! Rischiate l'arresto.
4b. Rifare la patente alla motorizzazione costa 50 euro, ma qualunque poliziotto vi dirà di denunciarne lo smarrimento così ve la rifanno gratis (°_°)!
5. Pettinatevi con cura prima della fototessera; se un ciuffo di capelli risulta tagliato dalla foto, è da rifare.

A parte questo tutto bene :)

*Tra l'altro ho scoperto che in paesi un po' piu' civili e' veramente considerato poco fair!

No troppa bontà.

Timore!

La bestia ha troppo pelo sullo stomaco per avere Timore. E si! E' proprio dura da estirpare. Si attacca ovunque. La gramigna ha infestato l'orto. E non è per niente consigliabile piegarsi a estirparla. Un atto di generosità, un consiglio.

E' tremenda, infingarda, Lei ti attacca alle spalle. Non è un galantuomo neanche in misura ridotta, proporzionalmente parlando.

La vita è statistica, e i numeri sono l'unica cosa più forte dei fatti. In fin dei conti gli avvocati sono azzeccagarbugli; i medici assassini; gli artigiani e i commercianti ladri; i liberi professionisti idem; gli imprenditori degli eroi con i soldi dello stato; i politici poi, "non stamme a parlar dei poitici, ghe mettaria le man dosso". Adesso è il turno dei pubblici dipendenti. La ruota gira. Ma mi rende orgoglioso accompagnarmi a uno zingaro per questo giro di danza. A fuoco, a fuoco la baracca.

Per questo non c'è Timore. Suvvia si chiede troppo: anche timorati di Dio. No, senza Dio. Senza Mercato. Senza Tetto né Legge. Semmai un Tremore. In qualcuno. Pochi e distratti. L'ozio levantino ci risucchia nel beccheggiar sereno dell'onda. Una brezza leggera. Il vento, e le parole scompaiono perse lungo le fondamenta serene.

Suvvia siamo qua da secoli. Persone con spalle più larghe ci hanno fatto gli occhi cattivi. Ma Noi ingenuamente innamorati. Tutto cambi perché niente cambi.

No che qualcosa cambi. Un cambio alla pari. Anzi con le Pari Opportunità; a Noi la Carfagna e a loro Brunetta.

Non distraiamoci! Ma non è sarcasmo né improperio chiamare qualcuno ex socialista. O siamo tutti dei Grilli Parlanti? Orsù anche chi fu Liberista dopo essere stato Comunista oggi è Colbertista, avendo fatto il Commercialista. Socialista non è una parolaccia. O forse disturba qualcuno sentirla? Semmai ex, quella si è una parolaccia.

I fatti. Si portino i fatti. Questo si porta, ma si in modo un po' sconclusionato. Ripeto Io non sono un dottore (un medico in famiglia ce l'ho. E' sempre utile un medico. Per di più psichiatra. Si è meglio che corra da Lui). Sto poco al bar, è vero, e quindi queste cose non le so; mi spiace ci andrò più spesso, me lo riprometto. Ma Voi ditemi: dove mira il dito? Non vi prendo per i fondelli, ho troppo rispetto e forse pudore per farlo.

I fatti ed ecco i fatti. I dati in Alto ce li hanno. In Alto (senza esagerare) sanno tutto per filo e per segno: dove sono, cosa faccio, quanto faccio come lo faccio e per chi lo faccio. Ma pensate che siamo all'età della pietra, se pur di coccio abbiamo da mo superato l'età del bronzo anzi siamo digitalizzati. Pensa un po'; anch'io stento a crederci. Le lettere non le scriviamo a mano. Non timbriamo solo il cartellino di entrata e di uscita. Siamo in rete, connessi. Allora che non vadano in televisione a prendervi per i fondelli. Andate, andate a pagare dal Tabbacaio quando già lo potete fare homebancking o comunque in banca o alla posta. E' serio? Vi prende in giro? No vi manda in giro. No, ho capito: non è Cialtrone. E' cosa seria questa, che poi sono innappropriato.

Seriamente, visto che possono, entrino nei nostri computer, vedano cosa stiamo facendo, si leggano le statistiche di fine anno. Non sono solo prodotti omogenizzati, sono anche analitiche e personali, per ufficio e per unità di processo. La Procura di Bolzano!!!! Oh, Caspita. Li mii ......

L'importante non è il programma, ma il fuoriprogramma. Suvvia Ministro una piroetta, una capriola, una barzelletta. E poi? Si ho capito se neanche sotto la Madonnina c'è salvezza tutto è perso, ma con letizia. O non è perso niente; siamo Noi che ci stiamo perdendo? No mira il dito.

Poetico.

Sconfortante, anche.

Italianamente "gnoccacentrico", forse.

Ma, soprattutto, ben attento a non portar fatti che, del resto, è sempre meglio deridere.

Diceva mio nonno: "Ah, povera Italia!" ed aveva pienamente ragione.

Eh si Povera Italia. Tuo nonno aveva ragione, e con tutto il rispetto si è risparmiato un plumbeo spettacolo, da Basso Impero.

Non si vuole il Nobel (che se lo prenda Brunetta se ne ha titolo). Noi si porta avanti la baracca (parole grosse).

Si voleva rendere leggero il discorso, un po' più spiritoso. Non poesia, un po' di autoironia. Non si è riusciti, ha dato fastidio; il risultato è patetico. Amen, mi dispiace. Si è vero è il caldo mi attanaglia, non funziona bene l'aria condizionata, ma non me ne preoccupo. Stanno meno in ufficio gli utenti, gli da fastidio. Poco male. Non è un problema ci convivo. (Eh che caspita anche l'aria condizionata vogliono. No ripeto non mi da fastidio)

La Gnocca mi sembra che è ovunque e non solo nella mia testa. E poi se è Ministro delle Pari Opportunità potrebbe fare benissimo anche quello della Funzione Publica. O qualcuno pensa che non ne sarebbe all'altezza?

I fatti sono stati portati. E intanto gli altri lanciano i fumogeni. Gnocca in primis. Non fate i moralisti un ¼ d'ora ve lo siete perso a vedere le foto osè della Ministra. Io non ho internet. “l'occasione fa l'uomo ladro”, Mega direttore, non un dirigente di quint ordine.

I fumogeni si diceva. Tutto quello che è stato disposto dal Ministro è già previsto contrattualmente, quindi perché ripeterlo. Lo ricordava, lo rammentava; o lo sparava per riempire i giornali e acquisire notorietà, piacere. Anche.

Perché riferire di servizi svolti da esterni in modo più efficiente se non è vero.

Nessun vuole uno stato che fabbrichi i pannolini, sia mai. Ma Voi che rispetto a me non fate qualunquismo e i fatti li portate a gran voce citate un servizio pubblico esternalizzato che ha comportato maggiore efficienza, efficacia ed economicità. Almeno quella, l'economicità. Negli anni novanta si diceva che lo svolgimento da parte di soggetti privati dei servizi pubblici avrebbe comportato una diminuzione dei costi. No si è visto nulla di niente, anzi si è creato un clientelismo dell'appalto. I costi non sono diminuiti, i lavoratore spesso socio di una cooperativa guadagna una miseria, ma le cose vanno bene così, c'è qualcun altro a guadagnarci. Ora, niente più risparmio, non vanno più svolti e basta, il cittadino se li paghi e zitto. Al limite gli facciamo un buono, un travel. Posso essere d'accordo basta ricordarsi delle cose. Altrimenti Povera Italia se non si ha più memoria.

Scusate la digressione. Perché tutta questa disinformazione. Si paghi dal tabaccaio. Suvvia Ministro si può fare da casa, adesso c'è internet. No si ritiri la pensione dal tabaccaio. Questo è vero ora non si può fare, ma vedrete che con le pensioni future non sarà difficile per un tabaccaio liquidarle all'istante, si senza esagerare.

Restiamo sul punto. Il clima ecco il clima c'è; bastava poco, non è che il dipendente pubblico non si prestasse già di suo. Tra scafate di clientelismo e ammortizzatori sociali. Tutto va nel calderone.

Ma ripeto Voi che in Bar ci andate parlate degli altri, degli avvocati, degli idraulici, degli elettricisti, dei medici. La terra è pronta è grassa, basta poco per appicciar l'incendio.

Il lavoro sporco lo fa il commercialista della Valtellina. Una bella sforbiciata ed ecco decurtati gli stipendi dei dipendenti pubblici, Basta soldi per gli incentivanti (i c.d. premi di produttività), non ci sono più. Ma i risultati, gli obiettivi raggiunti, gli standard qualitativi. Una risata. ma Voi ci credete, è roba seria, è roba da Povera Italia. Ma dai siate seri. Per questo che “venghino i signori guardino quello che facciamo”. Ripeto sti ca.. la Procura di Bolzano! Siamo seri. I soldi non ci sono e a qualcuno dovevano essere presi. Sto giro è toccato a Noi. Ma non sapete che risate guardando in faccia i colleghi che li hanno votati; “devi capire, gli stranieri, la sicurezza, non può andare avanti così”. Giusto, ma non siamo zoo politikon, siamo animali politici guidati dai propri impulsi, interessi. E che cazzo allora un po' di spirito di casta, di sopravvivenza. Questo è il libero mercato baby. E in Italia son tutti a fare i propri interessi. La fila. Giusto Il miglior consiglio è essere più grosso per poter pestare un piede. Si son patetico. Povera Italia. Non fate i moralisti, altrimenti dovreste dimettervi tutti dai vostri incarichi giusto per non essere paragonati agli altri. Gli Avvocati dovrebbero smettere di fare gli avvocati, i commercialisti i commercialisti, gli idraulici gli idraulici. anche se proporzionalmente parlando sono un po' meglio di Noi più Galantuomini.

Le regole qualcuno di Voi a parlar di regole.

Eppoi di colpo scompare il tetto remunerativo ai dirigenti pubblici. Loro no, loro non si toccano. Voi che le cose le sapete e i fatti li conoscete ditemi di un dirigente pubblico che è stato allontanato perchè non ha raggiunto gli obbiettivi prefissati. Si non per questioni politiche, gli obbiettivi.

E il contratto del dipendente adesso scompare, lo scrive il Ministro di suo pugno. Una leggina semplice semplice. Articolo 1: il dipendente pubblico è subordinato al suo Dirigente, il suo Dirigente è subordinato al Politico di riferimento.

Son fatti, in modo sintetico: tutto verrà riferito ai poteri discrezionali della dirigenza che in questi 15 anni ha dato ragguardevole dimostrazione della sua indipendenza dalla Politica e della sua capacità operativa. E' una catena di leccate, più si lecca più si va avanti. Che piuttosto guardino a dati. Non servono nuove leggi, ma che leggano i dati e traggano le conclusioni. Eh no, altrimenti si fa carriera per merito e questo non lo si vuole.

Una chicca, quanto è genio il mio Ministro. E' vero qualcosa di nuovo è stato introdotto proprio sulla malattia. La seconda assenza per malattia dovrà essere certificata da una struttura pubblica, dicasi ospedale. Grande. Con le file che ci sono per una TAC. Cazzo il Nobel, è poco. Vi giuro è veramente poco. Noi dipendenti pubblici ad intasare l'ospedale per un certificato che non può più essere emesso solo dal medico curante. Un genio, pensate il radoppio dei costi. Ma sono Io il Cialtrone.

Ancora qua a scrivere, noi siamo Cialtroni. Si un po' patetici. L'efficenza della PA!

I fatti li porti il mio Ministro. Non ho paura, Timore, va là, son grande. Se mi sbaglio ho tutto da guadagnarci e niente da perderci, e non è una questione solo di denaro. Ma baby non sono fesso sono un fannullone ma non fesso.

consolati con queste: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/economia/vignette-brunetta/1.html
a quando le orecchie da asino in testa ai dipendenti?

"Favorevole al ministro è anche la fotografia che compare sul sito:
ritrae il muro delle Poste di Milano, con la scritta "Via i
fannulloni". L'autore - informa il ministero - è Alberto Mingardi, già
collaboratore dei Quaderni Padani, poi responsabile dell'Istituto Bruno
Leoni. "Il sito - dice Brunetta al riguardo - gode di una autonomia
giornalistica. Se hanno ritenuto di mostrare questa foto, è perché è
stata giudicata rilevante".

Ciao "Fannullone" (sei tu che ti definisici tale, per cui la mia non e un'accusa ma un vocativo).

Io capisco il caldo, l'umido e l'estate.

Capisco anche che in una discussione dove salterebbe fuori che il ministro Brunetta abbia aspirato al nobel, tutti ci sentiamo in diritto di prenderlo un giorno, non foss'altro che per la Pace.

Però, Fannullone, a proposito della facilità con cui si prende un Nobel, non pensare mica che lo daranno anche agli emuli del Nobel Dario Fo!

Quindi, per quanto mi riguarda, se hai da dire qualcosa dilla forte e chiara, che qui nessuno ha tempo di fare la versione in prosa di quello che legge...e poi andiamo, le cose sono già così prosaiche di loro, che doverne fare una versione ancora più in prosa sarebbe triste.

 

Eureka!

filippo rebessi 16/6/2008 - 00:46

Lanciando gli eurobond. Titoli europei, garantiti con le eccedenze
auree e valutarie della Bce. Enorme risparmio, enorme investimento
nella ricerca, enormi risorse per la sicurezza e le infrastrutture dal
Baltico al Mediterraneo, da far impallidire il tunnel sotto la Manica e
il ponte sullo Stretto: l’Europa ripartirà. È l’idea keynesiana che ho
in comune con Tremonti e Delors.

Re: Eureka!

16/6/2008 - 01:10

Quella era una della meno peggio. A me ha lasciato vagamente piu' perplesso qui (enfasi mia):

Esiste una crisi di crescita. E di governance. Ma i subprime non c’entrano niente. I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della straordinaria crescita economica americana di questo decennio. La tensione sui subprime incide in minima parte sui bilanci delle banche.

Forse nel titolo Michele si riferiva alle ombre che il bravo Brunetta, da buon veneto, si sarà fatto prima dell'intervista?

Io rilancio con la doppietta: Tutti dovrebbero avere, più che un lavoro, una casa.

Gianni De Michelis. «La migliore testa della politica italiana degli ultimi cinquant’anni».

Evabbe': esistono lavori che richiedono architetti, e lavori che richiedono bulldogs. Speriamo che i talenti naturali di Brunetta non vengano distolti dai secondi per applicarli ai primi...

Re(3): Eureka!

mauro 16/6/2008 - 09:47

I compagni compresero.
E si schierarono con me: il mio successo era il loro riscatto sociale. Mi
amavano, anche perché finivo i compiti in un quarto d’ora e li passavo a tutti
.

Forse è una delle più irrilevanti, ma a me fa sorridere e pensare...
soprattutto se chi l'ha pronunciata e' il ministro che vuole introdurre più meritocrazia (?) nella
pubblica amministrazione.


Re(4): Eureka!

Claudio 16/6/2008 - 14:17

Infatti...

Penso che introdurre principi di trasparenza nella pubblica amministrazione sia sicuramente un passo necessario(ma assolutamente non sufficiente) per intarprendere politiche di riduzione e razionalizzazione della spesa pubblica, mi sento però di fare alcune osservazioni:

1) nel caso delle liste di consulenti esterni non sarebbe stato più agevole per il cittadino medio poter inserire il nome dell ente pubblico piuttosto che dover cnsultare interminabili liste dell ordine di più di 1500 pagine? se vogliamo la trasparenza cerchiamo di adattare anche strumenti e modalità efficienti di consultazione.(almeno che...)

2)nella guida alla lettura si dice che:

"Per una corretta lettura dei dati occorre precisare che la presenza di comunicazioni daparte delle amministrazioni non assicura che le stesse abbiano inviato i dati relativi atutti gli incarichi da esse conferiti e autorizzati. Una amministrazione infatti puòrisultare in regola con l’adempimento anche se ha inviato un solo incarico(comunicazione positiva) esattamente come l’amministrazione che ha dichiarato dinon aver conferito o autorizzato incarichi retribuiti per un determinato periodo diriferimento (comunicazione negativa).

quindi  ciò vuol dire che basta che le amministrazioni comunichino "qualcosa" per risultare in regola?è chiaro che ci sono forti(ssimi) incentivi a non comunicare le consulenze meno "opportune"...(correggetemi se ho capito male)

3)piccola osservazione sui mezzi di informazione, oggi il TG5(mi capita di guardare quello ma probabilmente cose simili valgono un po per tutto il panorama dell informazione) affrontando l argomento ha portato all attenzione del grande pubblico gli incredibili sprechi delle nostre amministrazioni citando come esempi lo scandaloso corso di "massaggi orientali" ed il sovversivo istituto superiore che avrebbe pagato 600 euro un insegnante di "bongo". Non si trova niente di più interessante su quelle liste? beh allora direi che va tutto benone...

 

Penso che introdurre principi di trasparenza nella pubblica
amministrazione sia sicuramente un passo necessario(ma assolutamente
non sufficiente) per intarprendere politiche di riduzione e
razionalizzazione della spesa pubblica.

Concordo, anche perche' per esserci veramente trasparenza, i dati devono essere comprensibili, scrivere che un Comune o un altro ente pubblico ha speso tot in consulenze non dice nemmeno se queste fossero utili o meno. E con utili non intendo solo come ritorno economico, ma anche socialmente. Si e' parlato di asl che pagavano per corsi di fumetto, ma se questa persona che tiene corsi di fumetto fosse stata pagata per intrattenere bambini malati terminali di un ospedale, ve la sentireste di dire che sono spese inutili? So che e' un esempio demagogico, era giusto per evidenziare come i dati non sono trasparenti se sono parziali.

 Sarebbe piu' utile l'uso di indici di efficenza e qualita' delle prestazioni e delle spese, anche per poter confrontare tra loro gli enti "simili" e vedere quanto si distanziano dal livello ottimale. Sono da studiare e applicare al piu' presto, prima che la propaganda che si sta' facendo crei assuefazione e faccia perdere interesse per la questione politicizzadola

Ipse dixit

luigi pisano 16/6/2008 - 10:54

Le cronache del ricevimento al Quirinale descrivono Brunetta «mano nella mano con un’alta e giovane donna vestita di trasparenze voiles». «Sì, è la mia fidanzata. Ufficiale. Si chiama Titti ma il cognome non lo dico. È un’arredatrice d’interni. Condivide la mia passione per le case. Ne abbiamo due, a Venezia e a Todi». Il momento magico lo induce a professioni di ottimismo. «Ma è un fatto, non una mia opinione: il declino non esiste. Non esiste la recessione, né in Italia né nel mondo: recessione è quando per due, tre trimestri di fila il pil diminuisce; invece l’Italia è sempre cresciuta, sia pure poco. Non esiste neppure la crisi dei subprime ». Come non esiste? «Esiste una crisi di crescita. E di governance. Ma i subprime non c’entrano niente. I derivati sono un aspetto virtuoso, positivo, della straordinaria crescita economica americana di questo decennio. La tensione sui subprime incide in minima parte sui bilanci delle banche. Crederà mica che la Northern Rock sia fallita per i subprime? È crollata la fiducia dei risparmiatori. Dobbiamo e possiamo recuperarla». Sì, ma in che modo? «L’economia italiana non è messa male. È in sofferenza per il prezzo del petrolio. Controllo dell’offerta, aumento della domanda: agli arabi conviene tenerlo sotto piuttosto che venderlo».

L'impressione e' che qui l'ottimo Cazzullo abbia fatto un po' di taglia-e-cuci arrangiaticcio... Il risultato finale e' agghiacciante, in ogni caso...

>Se poi avanza tempo, potremmo anche sapere quanti permessi sindacali
retribuiti e quanti distacchi ugualmente retribuiti esistono nei vari
comparti della pubblica amministrazione, dai comuni sino ai ministeri?<

Meglio non chiederlo a Brunetta, visto il pasticcio fatto finora (ho guardato la lista del comparto scuola, vi assicuro che è incompleta e fortemente disomogenea, per non parlare di chi vi compare senza alcun motivo - commissario interno agli esami di stato del liceo è un consulente esterno?).

Il dato sui distacchi e i permessi sindacali è ampiamente noto e perfettamente pubblico, in quanto viene regolato da periodici contratti nazionali. Dovrebbe stare tutto sul sito dell'ARAN, per esempio qui. L'ARAN se non sbaglio è una delle cose che Brunetta vorrebbe abolire. Forse perché non sbagliano le tabelle.

 

 

 

 

Se poi avanza tempo, potremmo anche sapere quanti permessi sindacali
retribuiti e quanti distacchi ugualmente retribuiti esistono nei vari
comparti della pubblica amministrazione, dai comuni sino ai ministeri?
Questo è tanto per dare un'idea ... la lista di cose in cui lo stato
spende i nostri soldi e che potresti rendere pubbliche è molto lunga.
Si tratta di continuare.

su questo ti hanno già risposto.

La bestia è piena di trucchi, guai ad offrirle il destro e guai a dare l'impressione d'aver fatto quando ancora così non è.

la bestia? il problema è ovviamente complesso e bisogna, come dici tu, affrontarlo e presto. parlare di besti piena di trucchi mi sembra invece la classica deriva ideologica all'italiana che è meglio evitare. chiamare bestie i dipendenti pubblici o bestia l'istituzione in cui lavoravano non è il massimo dell'arguzia se si vuole davvero fare qualcosa. bisogna distinguere e confrontarsi evitando di demonizzare tutto e tutti. un clima di caccia alle streghe sospinto e gonfiato a tambur battente dai media televisivi (che ricordo sono proprietà o personale o indiretta di colui a cui Brunetta è politicamente legato) non aiuterà certo a portare efficienza, trasparenza ed un clima adatto al dialogo nella P.A.

personalmente penso che non si riuscirà a fare nulla di buono e quello che si farà davvero (e lo dubito perchè l'approccio di questo governo è altamente ideologico - nel senso più becero del termine, non ho nulla contro le idee guida ovviamente - e super politicizzato) sarà ampiamente compensato in negativo da altrettante porcate. il perchè è semplice: non bisogna mai perdere di vista il contesto. insomma brunetta non è un atomo isolato. se guardiamo all'ambiente attorno a lui c'è da avere paura. come fa a stare li in mezzo? detto questo ovviamente non voglio affermare che sia inutile discutere sulle sue proposte, anzi.
saluti

Mamma mia che cialtrone!

Spieghite, ki zé el "cialtrone"?

En ordine alphabetiko: Boldrin? Brunetta? FedericoSpano? Johnny? Tuti? Nisun?

No go kapio ...

 

Se poi avanza tempo, potremmo anche sapere quanti permessi sindacali retribuiti e quanti distacchi ugualmente retribuiti esistono nei vari comparti della pubblica amministrazione, dai comuni sino ai ministeri?

Se puo' interessare...

"Cgil, Cisl e Uil nel biennio 2004-05 hanno ricevuto in omaggio 2584 impiegati pubblici. Il meccanismo e' quello del distacco e prevede che l'amministrazione di provenienza continui a fornire graziosamente la busta paga, comprensiva beninteso di premi di produttività e buoni pasto. [...] Non solo, nel corso di un anno la posizione di distacco puo' essere ripartita a piacimento tra più dipendenti: per esempio tra tre ministeriali che prendono quattro mesi ciascuno. [...] vanno sommate le ore di permessi orari e giornalieri per lo svolgimento dell'attività sindacale dei travet pubblici. Ogni dipendente vale novanta minuti di permesso l'anno. [...] ci sono anche i permessi retribuiti per le riunioni di organismi direttivi statutari".

S. Livadiotti, L'altra casta, Bompiani 2008

Lungi da me dipingere come una compagine di santi e di eroi il sindacato a cui mi onoro di appartenere. Certo però che il tono tra il sorpreso e lo scandalizzato del Livadiotti è un capolavoro di tartufismo (si dice così?). Ci si scandalizza del fatto che esistano a. i sindacati, b. le leggi che ne regolano l'esistenza e c. i contratti che applicano di anno in anno le leggi. Oltretutto si attribuisce ai tre sindacati il monte-permessi che va a tutti i sindacati rappresentativi in proporzione alla rappresentatività (come si vede nel contratto, ben più recente, che ho già linkato). Immagino che il Livadiotti non sia iscritto alla FNSI.

Ah, il cialtrone è il Brunetta, ovviamente :)

 

 

Non so il Livadiotti, a me sembra piuttosto bizzarro che un dipendente di fatto del sindacato sia interamente stipendiato dallo Stato. Ancora piu' bizzarro che il distacco annuo possa essere diviso tra piu' dipendenti pubblici; non so quanto questo istituto sia utilizzato, ma mi chiedo quanto possa essere produttivo un dipendente che per x mesi all'anno fa un altro lavoro.

Solo una puntualizzazione: sulla questione monte-permessi non si parla dei tre sindacati maggiori, l'impressione forse è dovuta al mio copiaincolla. Il libro è molto interessante, 12.50€ ottimamente spesi.

Bizzarro o no, che magari sono solo comprensibili sensazioni personali, è così per legge dello Stato italiano. L'ultima volta che è stata emanata una legge in merito era il 1970 (Statuto del lavoratori).

Tecnicamente ti posso dire che la ripartizione dei distacchi non comporta alcun problema, in quanto è gestita esattamente come se fosse un contratto part-time, che, come saprai, può essere orizzontale (poche ore tutti i giorni) o verticale (sei mesi di lavoro l'anno, o tre giorni la settimana, come si fa nella scuola).

Grazie comunque della puntualizzazione, io sono della CGIL :)

 

Bèh, no, non sono ''sensazioni personali''. Sono giudizi dati sulla base di ragionamenti, che Calvin non ha avuto tempo di articolare. Mi permetto quindi di farlo io.

Siamo tutti d'accordo che l'attuale regime dei distacchi sindacali non fa altro che applicare la legge. Ma il fatto che sia una legge in vigore da tanto tempo non significa che sia una buona legge. Ci sono tre motivi per cui a me questa legge (o articolo di una legge) non piace.

1) Il primo motivo è in realtà il meno importante. La legge addossa al bilancio pubblico costi occulti non facilmente controllabili e verificabili. Per quel che mi è dato capire (non mi sono letto attentamente la normativa) la spesa per lo stato varia a seconda delle decisioni prese dai sindacati su quanti distacchi utilizzare e a chi attribuirli. Se si deve prendere una decisione di sussidiare i sindacati mediante remunerazione del loro personale allora sarebbe molto meglio un sussidio monetario fisso stanziato nel bilancio pubblico (tipo ''quest'anno diamo X euro alla CGIL, Y ai Cobas ...'') per poi lasciare ai sindacati il compito di gestirlo. In questo modo si renderebbe trasparente e certo il costo del sussidio per i cittadini.

2) Quello che trovo veramente insopportabile della norma è che trasforma il sindacato essenzialmente in un organo dello stato. Le implicazioni in termini di incentivi per i sindacalisti sono purtroppo molto ovvie. Se non dipendi finanziariamente dai lavoratori che sei presunto rappresentare ma guadagni la pagnotta grazie ai soldi dello stato e grazie alle gerarchie sindacali, di fare l'interesse dei lavoratori sentirai molto meno il bisogno. Ora, lo so che ci sono tanti sindacalisti che fanno con abnegazione il loro lavoro, ma gli incentivi sono incentivi e nel tempo producono inesorabilmente i loro risultati. Alla fine è chi paga che comanda, e in questo caso a pagare è lo stato (ossia, più precisamente, i politici).  

3) Infine la questione più annosa: veramente dobbiamo sussidiare il sindacato? I sussidi si danno quando la società civile, per problemi di free riding, non produce la quantità ottima di un bene. I sindacati hanno ovviamente un ruolo importante di rappresentanza e mediazione dei conflitti di lavoro, ma nel quadro normativo attuale non mi pare proprio che ci siano problemi di non appropriabilità o free riding. Se i sindacati effettivamente beneficiano i lavoratori è giusto e normale che siano i lavoratori a pagarli. E se non beneficiano i lavoratori, per cui i lavoratori decidono di non pagarli, è bene che spariscano e vengano sostituiti da qualcos'altro.

è così per legge dello Stato italiano

Ecco, è proprio questo che me pare allucinante ed al sindacalista
Spano, invece, sembra del tutto normale: il fatto incontrovertibile
rimane che un'associazione privata - quale è un sindacato - sostiene,
legittimamente, l'interesse degli iscritti ma, incredibilmente, lo fa
con il danaro della collettività, addirittura sulla base della
legislazione vigente!

Ah, il cialtrone è il Brunetta, ovviamente :)

Certamente, alla CGIL non sta simpaticissimo un tizio che s'impegna
a scalfire il potere di veto sindacale sulla razionalizzazione di quel
baraccone inefficiente chiamato Pubblica Amministrazione ...... :-)

La spiegazione "è cosi' per legge" è una non spiegazione, in special modo in un paese che puo' vantare l'approvazione delle leggi razziali. E cmq persino S. Tommaso ammetteva il tirannicidio se il tiranno era ingiusto, figurarsi in democrazia! La mia perplessità sul funzionamento dei distacchi "part time" riguardava proprio la fattispecie di part time verticali con periodi lunghi alternati tra loro; nella mia esperienza lavorativa mancare dall'ufficio per 4-6 mesi di fila implica dover utilizzare parecchio tempo a ritorno per riprendere in mano i progetti, aggiornarsi sul lavoro svolto, stabilire rapporti con nuovi soggetti ecc. Per questo mi stupisce un po' che la possibilita' di distacchi part-time sia concessa cosi' facilmente; anyway io non ho mai lavorato nel pubblico, probabilmente li' l'organizzazione lo consente senza troppi probleimi.

Io sono estasiato. Il populismo e la propaganda sono arrivati al punto da approvare il seguente provvedimento: aumentare le tasse su banche, assicurazioni e petrolieri per fornire sussidi agli anziani per comprare il pane e pagare le bollette.

Lasciando da parte il giudizio mio personale sul provvedimento (negativo), il PD e' meraviglioso: fa opposizione dura sulla norma salva premier (giudizio personale sommamente negativo) dicendo che il dialogo e' saltato e nel frattempo il governo approva provvedimenti che gli faranno guadagnare grande popolarita' (e che faranno dimenticare la norma salva-premier). E poi il PD non capisce come mai perdono voti? Se mi pagano una consulenza vado a spiegarglielo volentieri: mi basterebbero i 9 minuti usati ieri dal CdM per approvare il pacchetto.

P.s. Una nota positiva sul governo Berlusconi: le discussioni interne non esistono quasi (se si escludono alcune "liti" con la Lega). Dite quello che volete, ma a me un governo che prende le decisioni senza discutere per 6 mesi e in cui e' lapalissiano chi vuole cosa e perche', piace proprio tanto. 

Temo che il grosso del PD sia tanto concentrato sul palazzo da ignorare tutto cio' che avviene fuori.

Per il resto concordo, tranne un dettaglio:al solito il decisionismo si applica agli interessi personali di BS ed alle manovre populiste.Spero diessere contraddetto dai fatti, ma mi aspetto una pioggia di contentini a tutti i comprimari, con annesso mercato delle vacche.

Ma io intendo proprio quello. La compattezza del CdM intorno al volere di BS e' utile perche' aiuta tutti a capire cosa sta succedendo. La Lega, ad esempio, si e' inpuntata perche' Berlusconi dichiarasse il suo favore alla norma salva-premier. E Berlusconi ha spedito la lettera al Senato. Ora: si puo' dare un giudizio altamente negativo sulla norma (io personalmente la ritengo indecente), ma non si puo' negare che ora e' chiaro a tutti e senza alcun dubbio chi l'ha voluta. Questo io lo trovo un fatto molto positivo.

Qualcuno ha visto Brunetta ieri a Matrix? ha ricordato pareri autorevoli secondo cui avrebbe potuto essere un potenziale Nobel...

OK. Devo migliorare la mia autostima, period. Letture interessanti sull'argomento?  :)

vedi qui  (penultimo riquadro di "guai ai fannulloni"...sbrodolata sul nobel a parte, ha detto cose IMHO giuste sulla trasparenza sulla spesa pubblica).

ahaha. fantastico. Chi gliel'ha fatta la consulenza sul nobel? La Carlucci?

Confinpasta

marcox 20/6/2008 - 19:13

Premetto che il post non è in relazione con il giudizio politico o di efficacia sull'operato del Ministro Brunetta, che spero riesca davvero nella sua opera.

Però visto che ci stiamo preparando alla cospirazione liberale, alla quale parteciperò peraltro, proporrei di aprire anche il fronte Confindustria, ovvero cominciare a discutere di quello che fa concretamente il sindacato degli imprenditori.

Per esempio leggo la seguente notizia:

"E persino a ricordarsi (almeno per chi, armato di microscopio elettronico, ha trovato la notizia sui giornali) del mega-patteggiamento per corruzione appena concluso dal gruppo Marcegaglia al tribunale di Milano: 500 mila euro di pena pecuniaria e 250 mila di confisca per Marcegaglia Spa, 500 mila euro di pena più 5 milioni di confisca per la controllata NE Cct Spa, 11 mesi di reclusione per il vicepresidente Antonio Marcegaglia (fratello di Emma). Il tutto perché nel 2003 l'azienda di famiglia pagò una mazzettona a un manager Enipower in cambio di un appalto."

Voglio dire: ma una cosa simile è vera? La sapevate?

Ma come si può sostenere che la società italiana può cambiare se ai vertici industriali del paese indulgono in simili condotte? E poi: ma chi ha eletto la Marcegaglia sapeva queste cose? Ma con quale faccia poi Confindustria sbatte fuori chi paga il pizzo in Sicilia se poi l'azienda del presidente di Confindustria patteggia per una tangente?

Magari alla sessione energia delle giornate fiorentine, qualcuno ci potrà dire se c'è una relazione tra la corruzione esistente nel mercato dell'energia e i costi in bolletta che pagano gli italiani?

Boh, e pensare che la Marcegaglia mi piace pure così brillante.

Io non lo sapevo e non mi stupisce che i giornali non abbiano dato risalto alla cosa: la mia stima nei confronti del giornalismo italiano e' pari a quella verso il gioco dell'Italia in Italia-Olanda.

Pero' distinguerei molto seriamente le due cose: una cosa e' il fatto che la societa' Marcegaglia abbia pagato una mazzetta (cosa grave e su cui la stessa Confindustria dovrebbe prendere provvedimenti), altra cosa e' che Confindustria cacci via (dica di cacciare via?) gli imprenditori che pagano il pizzo.

La bonta' del secondo provvedimento non e' inficiata dalla condotta di chi lo promuove. O almeno non dovrebbe. Una norma giusta lo e' indipendentemente da chi l'ha promossa. Dobbiamo smetterla di  dire: io non rispetto le regole perche' i miei superiori non lo fanno!

Confesso la mia ignoranza sul caso
tangenti ad Enipower (e sarebbe invece opportuno farsi un'opinione a
partire da una vera conoscenza dei fatti, senza dare
aprioristicamente credito alla commistione tra realtà ed
opinioni presentate come verità, tipiche di furbastri tribuni
alla Beppegrillo).

Così, su due piedi, mi sorge il
sospetto (chissà perché) che le pratiche concussorie
non siano una rarità in ambienti pubblici o di derivazione
pubblica – il sistema di potere politico, anziché
liberalizzare, ha sempre privatizzato, cioé (s)venduto agli
amici – e che la denuncia di tali comportamenti, ancorché
idealmente la miglior soluzione, possa portare a conseguenze
sfavorevoli per l'azienda che decida di presentarla.

Girellando un po' in rete ho anche
scoperto che l'azienda (Ne-Cct, controllata da Marcegaglia) coinvolta
nell'affaire Enipower, si è data nel 2004 (cioè l'anno
successivo alla vicenda in esame) un regolamento etico, probabilmente
al fine di evitare il ripetersi di simili situazioni, che costituisce
una reazione positiva all'evento e lo ha fatto sulla base del D. Lgs.
231/2001, che attribuisce (secondo me in maniera non sempre
appropriata) all'organizzazione di appartenenza la responsabilità
delle azioni compiute dai dipendenti se ad essa apportano un
vantaggio.

Inoltre, pur condannando la cosa,
ritengo che una (esecrabile) “provvigione in nero” pari a meno
dell'uno per cento sul totale del contratto (127 M€) non sia la
causa dell'alto costo dell'energia, che va invece ricercata nelle
scelte politiche relative alla mancata liberalizzazione del mercato,
all'uscita dal nucleare dopo il referendum deciso dall'emozione del
momento ed alla onnipresente sindrome NIMBY, che qui raggiunge vette
altrove inimmaginabili.

Non spetta, comunque, a me prendere le
difese del gruppo Marcegaglia e nemmeno mi interessa farlo, mentre
(oltre a guardare con un certo sospetto, forse tipicamente italico,
alla tempistica della notizia, oggi che la “Lady d'acciaio”
presiede Confindustria senza le genuflessioni al sindacato troppe
volte viste nel passato) vorrei proporre un paio di considerazioni.

Qualunque discussione può essere
sempre allargata a piacere, includendo, di volta in volta, quegli
aspetti che ciascuno ritenga più vicini alle proprie
convinzioni e più adatti a costituirne un rafforzamento
dialettico.

Io ritengo opportuno, però,
concentrare l'attenzione sul core business e, se il problema consiste
nel cattivo funzionamento del sistema-paese, la discussione dovrebbe
vertere sui motivi e, soprattutto, sui rimedi da utilizzare.

Allora l'esempio
Confindustria/Marcegaglia/Enipower (per quanto ovunque si possano
trovare comportamenti censurabili) non è pertinente, giacché
l'organizzazione basata sulle capacità e sul merito,
necessaria per competere, sta nel DNA delle imprese ed andrebbe
trasferita anche nella PA che, invece, non compete con alcuno e,
quindi, è priva di una forma mentis adatta.

Il coinvolgimento, nella critica
globale al sistema, della principale associazione degli imprenditori
(che ha senza dubbio difetti ma sta cercando di correggerli) mi pare
dunque sbagliato perchè essa porta proprio quei valori che
sono l'unico possibile motore per il miglioramento delle condizioni
al contorno - oggi così deficitarie - ed offre il destro a
chi, da posizioni stataliste, combatte il cambiamento.

Non spetta, comunque, a me prendere le
difese del gruppo Marcegaglia e nemmeno mi interessa farlo, mentre
(oltre a guardare con un certo sospetto, forse tipicamente italico,
alla tempistica della notizia, oggi che la “Lady d'acciaio”
presiede Confindustria senza le genuflessioni al sindacato troppe
volte viste nel passato) vorrei proporre un paio di considerazioni.

ecco. praticamente è come leggere il giornale o libero.

Allora l'esempio
Confindustria/Marcegaglia/Enipower (per quanto ovunque si possano
trovare comportamenti censurabili) non è pertinente, giacché
l'organizzazione basata sulle capacità e sul merito,
necessaria per competere, sta nel DNA delle imprese ed andrebbe
trasferita anche nella PA che, invece, non compete con alcuno e,
quindi, è priva di una forma mentis adatta.

nel dna. è per questo che si punta solo a restringere il più possibile
i salari. per competere si, ma sul costo del lavoro. fosse possibile si
porterebbe al livello cinese visto che ormai, non essendoci più la lira, non si può più svalutare ogni anno. forza emma no? dove l'avevo letto...

Senti un po' caro Johnny, ti degni anche di rispondere agli altri o e' troppo disturbo? Io ti ho gia' posto due domande in due discussioni e tu, entrambe le volte, non hai risposto (la seconda volta hai almeno evitato di citare filosofi a caso: ho apprezzato). Ora: non rispondere e' un tuo diritto (probabilmente non reputi i miei interventi degni di risposta); pero' a questo punto e' un mio diritto esprimere un giudizio sui tuoi interventi: ideologici, mal argomentati e raccogliticci.

Venendo all'argomento della presente discussione, immagino (potrei sbagliarmi) tu ti riferisca alla discussione sull'inflazione programmatica in corso in questi giorni. Lasciando perdere la stupidita' del meccanismo contrattuale, tu cosa suggeriresti (non si riesce mai a capire quali sono le tue idee)?  Un  incremento salariale del 3.7%? Perche' non facciamo del 10%? Cosi' saremmo tutti piu' ricchi, no?

Un incremento salariale del 3.7%? Perche' non facciamo del 10%? Cosi' saremmo tutti piu' ricchi, no?

non vorrai che ti risponda anche a queste altre tre domande, vero? quello che ho scritto in maniera raccogliticcia come tu dici è che conf.industria mi pare capace di portare davvero avanti una ed una sola politica: quella di comprimere in tutti i modi il costo del lavoro.
in passato c'era la svalutazione della lira. oggi invece ci sono altri meccanismi altrettanto miopi e idioti.

Ho difficoltà a comprendere il tuo punto. Ragioniamo "TERRA-TERRA":

-A me pare ragionevole che un datore di lavoro abbia come sacrosanto obiettivo principale la massimizzazione dei profitti (a meno che si tratti di una società no-profit, ovvio), NON una maggior perequazione sociale tra "classe operaia" e "classe imprenditoriale". E per raggiungere tale risultato è logico minimizzare i costi (tra cui quello della componente lavoro).

-La lobby della confindustria difende gli interessi dei propri associati (ovviamente), i quali hanno gli obiettivi di cui sopra; e quindi ovvio che sostengano politiche, che permettano ai facenti parte il gruppo di massimizzare profitti/minimizzare costi. 

-La lobby sindacale, ancora, ovviamente, difende gli interessi dei propri associati. Se essi sono dipendenti dei datori di lavoro di dui sopra, farà pressioni, affinchè il salario che i suoi (e SOLAMENTE I SUOI!) ricevano sia massimo (spingendo perchè si imponga un salario minimo superiore a quello di mercato e, successivamente, perchè sia più alto possibile, indipendentemente dal livello di produttività del fattore lavoro), aumentado i costi per l'impresa e riducendone i profitti. Anche qua non noto alcun atteggiamento redistributivo. Quello è obiettivo del social planner benevolente (supponendo sia presente), mediante tasse, trasferimenti, beni pubblici...  

Ho come l'impressione che tu abbia una visione manichea dei due gruppi corporativi: essi hanno semplicemente obiettivi contrapposti e operano di conseguenza, fregandosene del raggiungimento di risultati pareto-efficienti per la società.

Ps: Perdonami se il mio commento risulta troppo semplicistico o non prende il punto che cercavi di sottolineare. Se invece ho colto la tua posizione ideologicamente a protezione del sindacato dei lavoratori, proprio mi appare difficile comprendere come possa essere ottima per la nostra economia la salvaguardia del posto di lavoro per i famosi "fannulloni", in termini di spreco nell'allocazione delle risorse, di incentivi, di segnali...

Saluti a tutti. 

Il tuo ragionamento terra terra non fa una grinza. Non mi pare comunque di avere mai scritto il contrario.

Se invece ho colto la tua posizione ideologicamente a protezione del
sindacato dei lavoratori, proprio mi appare difficile comprendere come
possa essere ottima per la nostra economia la salvaguardia del posto di
lavoro per i famosi "fannulloni", in termini di spreco nell'allocazione
delle risorse, di incentivi, di segnali...

non capisco cosa centrino i "fannulloni" della PA con l'inflazione programmata. scusami ma non sono in grado di seguirti. ciao

Ciao DocktorFranz.

In merito alla auto-dotazione del codice etico sono contento. Vorrei però sapere cosa fanno coloro che materialmente hanno pagato le tangenti per le quali il gruppo industriale ha patteggiato. Se sono ancora lì e lavorano alacremente per il gruppo, allora vuol dire che la supposta responsabilità dell'intera azienda per le condotte dei singoli è reale e non supposta, perchè costoro agivano nel rispetto di una "politica" industriale condivisa dai vertici. Non sto dicendo che le cose stiano così, ovvero che i vertici sapessero, dico però che se coloro che tali tangenti hanno pagato materialmente sono ancora la loro posto, allora credo che i codici etici siano come i dieci comandamenti per Marcinkus.

Il fatto che la tangente costituisca l'1 per cento del contratto, può vuol dire tante cose: che in fondo è un peccato veniale; che neanche le mazzette sono più quelle di una volta o che forse sposi una linea di pensiero giuridico detto della modica quantità, per cui se il valore monetario associato alla consumazione di un reato è di lieve entità, ebbene allora quel reato non deve essere perseguito...è una linea di pensiero molto diffusa, direi che è applicata in special modo da quanti, ricoprendo cariche politiche, non intendono rispondere, eventualmente, del reato loro imputato, ma di volta in volta si ritengono esonarati da rispondere di quello in ragione del basso livello di allarme sociale che quel reato produce; della modica quantità con la quale tale reato è stato commesso; dell'essere alti bassi e così via. Giustizia su misura.

Io non volevo sostenere che siccome in Italia il più pulito ha la rogna allora è tutto uno schifo e confindustria non è credibile globalmente e così via. No dicevo una cosa molto più semplice: il patteggiamento di cui discutiamo è del Marzo 2008 e l'elezione della Marc. alla presidenza di Confind. è di pochi mesi successivi: mi chiedevo solo se non si dovesse porre un problema di opportunità, fosse anche solo temporale, fra il patteggiamento e l'elezione.

Dobbiamo difendere la cultura della responsabilità individuale e del merito? Sono d'accordo, la battaglia è urgente, ma non la vinceremo se chi la propone non è del tutto credibile...e forse questa confindustria non è così credibile come dovrebbe. Questo solo volevo dire.

In merito alla auto-dotazione del codice etico sono contento. Vorrei
però sapere cosa fanno coloro che materialmente hanno pagato le
tangenti per le quali il gruppo industriale ha patteggiato. Se sono
ancora lì e lavorano alacremente per il gruppo, allora vuol dire che la
supposta responsabilità dell'intera azienda per le condotte dei singoli
è reale e non supposta, perchè costoro agivano nel rispetto di una
"politica" industriale condivisa dai vertici. Non sto dicendo che le
cose stiano così, ovvero che i vertici sapessero, dico però che se
coloro che tali tangenti hanno pagato materialmente sono ancora la loro
posto, allora credo che i codici etici siano come i dieci comandamenti
per Marcinkus.

Proprio non saprei se nell'attuale organigramma societario sia
presente quell'ing.Perego, all'epoca - credo - a.d. della CCT, che
decise di pagare la tangente: mi auguro non sia così ma, per la verità,
l'epilogo della vicenda mi fa pensare che Antonio Marcegaglia fosse al
corrente del fatto.

Il problema, però, sta nel fatto che erano
coinvolte ed hanno patteggiato varie aziende del settore (forse tutte?)
perché - a quanto pare - chi non accettava le condizioni stabilite dai
vertici Enel (di nomina statale, ricordiamolo) non poteva essere
fornitore "della real casa", unico possibile cliente italiano per tale
genere di impianti.

Ciò non toglie, naturalmente, che la strada maestra sarebbe
stata la denuncia, ma chiarisce meglio i contorni concussori della
storia - vissuti, erroneamente, come inevitabili per non imbarcarsi in
una ragnatela giudiziaria dai tempi prevedibilmente lunghi, patendo nel
frattempo l'esclusione - e ben evidenzia la necessità di evitare quella
ingombrante presenza della mano pubblica nell'economia italiana. 

Il fatto che la tangente costituisca l'1 per cento del contratto, può
vuol dire tante cose: che in fondo è un peccato veniale; che neanche le
mazzette sono più quelle di una volta o che forse sposi una linea di
pensiero giuridico detto della modica quantità, per cui se il valore
monetario associato alla consumazione di un reato è di lieve entità,
ebbene allora quel reato non deve essere perseguito...è una linea di
pensiero molto diffusa, direi che è applicata in special modo da
quanti, ricoprendo cariche politiche, non intendono rispondere,
eventualmente, del reato loro imputato, ma di volta in volta si
ritengono esonarati da rispondere di quello in ragione del basso
livello di allarme sociale che quel reato produce; della modica
quantità con la quale tale reato è stato commesso; dell'essere alti
bassi e così via. Giustizia su misura.

No, vuol solo dire - chiedo venia se non era chiaro come ritenevo -
che quell'episodio non è la spiegazione dell'alto costo dell'energia,
le cui cause - come ho scritto sopra - sono altre. Tutto il resto non
l'ho mai detto, né lo penso e ritengo sia un cancro da estirpare (non
l'unico, ad onor del vero ....) perché ben esemplifica quella grave
carenza di senso della legalità così evidente nello stivale.

Io non volevo sostenere che siccome in Italia il più pulito ha la rogna
allora è tutto uno schifo e confindustria non è credibile globalmente e
così via. No dicevo una cosa molto più semplice: il patteggiamento di
cui discutiamo è del Marzo 2008 e l'elezione della Marc. alla
presidenza di Confind. è di pochi mesi successivi: mi chiedevo solo se
non si dovesse porre un problema di opportunità, fosse anche solo
temporale, fra il patteggiamento e l'elezione.Dobbiamo difendere la cultura della responsabilità individuale e del
merito? Sono d'accordo, la battaglia è urgente, ma non la vinceremo se
chi la propone non è del tutto credibile...e forse questa confindustria
non è così credibile come dovrebbe. Questo solo volevo dire.

Capisco la perplessità, ma a me pare fuorviante ragionare sulla
coincidenza di date, anche perché l'episodio (nel quale, peraltro, Emma
Marcegaglia non è coinvolta) risale al 2003 e successivamente, presumo
proprio come diretta conseguenza, l'azienda ha adottato quel codice di
comportamento a cui facevo riferimento.

Inoltre, cosa di primaria importanza, la necessaria spinta al
cambiamento in senso liberale ha bisogno di quella determinazione
unanimemente riconosciuta alla Mrs. President, motivo per il quale
occupa oggi quella poltrona.

Marcox, non svelo certo segreti di stato se dico che ci sono
resistenze anche all'interno di Confindustria (tra i cui aderenti c'è
anche chi gode di un mercato protetto, cosa che mi fa sempre
incazzare), ma penso che gli imprenditori siano l'unica leadership
possibile per puntare a diventare, finalmente, un paese "normale": non
perchè siamo buoni e giusti, solamente perché, più di altre categorie,
ne avvertiamo la necessità, dovendo competere su mercati sempre più
globali e difficili.

Ciao DoktorFranz,

grazie, mi hai fatto vedere quella vicenda in modo nuovo e con informazioni che non avevo (e non lo dico con ironia credimi).

Personalmente è questo genere di repliche che vorrei leggere quando scriviamo su NFA.

 

Sembra che, come nFA ha documentato da tempo, anche il resto dell'Italia stia cominciando a rendersi conto che Renato Brunetta è, soprattutto, uno che parla tanto (spesso a proposito) ma non combina niente o quasi. Insomma, un bluff.

Alla buon'ora ... comunque, meglio tardi che mai.

Forse, insistendo, possiamo ancora evitare che finisca per fare il sindaco di Venezia sostituendo la sua versione di sinistra, Massimo Cacciari. La povera Venexia nostra abandonada già si è cuccata quasi vent'anni di mala gestione da un sindaco che parla degli (e forse anche con gli) angeli ma non sa gestire neanche il proprio cassetto dell'ufficio. Passare da uno che mentre parla degli angeli massacra la terraferma per (al momento) quattro anni al fine di costruire la linea di tram più inutile dell'universo, a uno che straparla di tutto mentre esibisce morose-premio e cucina la pasta e fagioli potrebbe essere letale.

Insistiamo sulla documentazione delle balle, quindi, se non altro per amor della lontana Repubblica Serenissima ...  :-)

Parecchie di quelle "ombre" devono essere di quelle che si bevono a Venezia, perché l'iperattivo (sui media) Renato oramai straparla un giorno sì ed un altro pure.

L'ultima, di questo fine settimana, è così ridicola che persino i suoi compagni di governo si son immediatamente smarcati dichiarandola opinione personale. L'idiozia socio-economica della proposta è tale che mi fa pena persino commentarla, per cui non lo farò.

Un anno e mezzo dopo aver scritto questo articolo - nel tentativo, chiaramente futile, di concedergli il beneficio dell'inventario - devo riconoscere che gli atti e le parole di Renato Brunetta mi hanno definitivamente confermato tre cose:

- Il desiderio di apparire, specialmente quando frustrato da decenni di portaborsismo, è una pessima guida per chi dovrebbe governare invece di chiacchierare.

- Le capacità intellettuali e le conoscenze tecniche della materia non basta millantarle: è necessario averle. Quando non sai molto e capisci poco, non dovresti far finta di essere un grande tecnico uscendotene con proposte pseudo-miracolose ad ogni pié sospinto. Fai solo danni, incluso alla tua immagine. Dovresti star zitto, studiare e lavorare.

- Socialisti-populisti, dediti allo sperpero dei soldi altrui, apparentemente si rimane (quando ci si "nasce", politicamente parlando) nonostante lo sbandierato "liberismo" acquisito, in fretta e furia, per passar dal portar le borse di un tipo ad quelle di un altro.

Morale: veneziani, scordatevi Brunetta e votate Orsoni o Scibilia alla poltrona di sindaco.

Si è dimesso uno dei componenti della CiVIT, la Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche, insediata da poco più di anno. Si tratta del giovane Pietro Micheli, che ha preferito tornarsene a fare il Lecturer in UK piuttosto che prendersi un lauto stipendio ma fare un lavoro "per finta". Bella lettera e bel coraggio; sarà anch'egli marchiato a vita per questo oltraggio - tutta la mia solidarietà.

La CiVIT era entrata tangenzialmente anche nei discorsi sull'Università e sugli Enti di Ricerca, perchè c'era il problema di delimitarne il suo campo d'azione rispetto all'ANVUR. Tralascio i dettagli, comunque ora la vicenda di Micheli mette a nudo problemi generali per le operazioni di codesti sistemi di "valutazione".

RR

Brunetta: potresti anche mettere dei piccoli rendiconti di COSA queste migliaia di consulenze abbiano prodotto di utile per gli italiani? Se poi avanza tempo, potremmo anche sapere quanti permessi sindacali retribuiti e quanti distacchi ugualmente retribuiti esistono nei vari comparti della pubblica amministrazione, dai comuni sino ai ministeri?

Due "interessanti" consulenze per la CiVIT di cui ho trovato traccia girando per il sito: si tratta di Fiorella Kostoris, che il Corriere della Sera e il Sole danno in pole per la guida dell'ANVUR, e Germana Panzironi, nientepopodimenoche Capo dell'Ufficio Legislativo del MIUR. Come riportava anche "Italia Oggi", si tratta di "due donne molto note nell'ambiente romano dei grand commis". Alla Panzironi non basta evidentemente dover seguire le proliferazioni normative che si dipartono dal proprio Ministero, ma stakanoveggia anche altrove. Notiamo che il contratto della Kostoris parte il 23 settembre, 3 giorni dopo la chiusura della presentazione delle candidature per l'ANVUR stessa, e quello della Panzironi segue a ruota, il 7 ottobre. Insomma è tutto un gran daffare.

RR

A complemento dell'informazione già data qui sopra sulla vicenda, segnalo l'intervento dello stesso Pietro Micheli pubblicato oggi da laVoce.info.

E bravo Micheli!

RR

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