Brunetta e il metodo scientifico

12 settembre 2009 giulio zanella

L'Espresso ha pubblicato un'inchiesta sull'effetto Brunetta per la quale sono stato intervistato assieme ad altri ricercatori. Oggi il Ministro ha convocato una conferenza stampa (che si può riascoltare qui, ringrazio un gentilissimo lettore di nFA che me l'ha segnalata) nella quale tra le altre cose mi accusa di averlo criticato senza metodo scientifico. Replico brevemente su quello che mi riguarda direttamente.

Dice il Ministro in conferenza stampa:

La loro [dell'Espresso, ndr] fonte per le critiche è un giovane professore [che sarei io, ndr] che vive negli Stati Uniti e che è l'unica voce critica. Dal mondo accademico italiano o dagli altri centri studi non e' venuta mai una critica né al questionario né al campione né all'espansione né ai dati statistici. Esiste un signore (legittimo) che fa il ricercatore negli Stati Uniti che non è d'accordo. Ma, vedete, non è d'accordo però non spiega perché non è d'accordo.

Innanzitutto, signor Ministro, io vivo in Italia e scrivo dall'Italia. E questo c'è scritto chiaramente nell'articolo dell'Espresso. Si tratta di un dettaglio, naturalmente, ma non vorrei che chi l'ascolta avesse l'impressione che certe critiche sono irrilevanti perché provengono da tanto lontano (gli Stati Uniti, addirittura) e da gente che non sa come vanno le cose in Italia e nella pubblica amministrazione. Io lo so benissimo. E sono pure dipendente pubblico.

Ma veniamo alla sostanza. La prima parte la prendo come un complimento troppo generoso: non credo proprio di essere l'unica voce critica. Il perché non sono d'accordo l'ho già spiegato ma evidentemente devo rispiegarlo. Non c'e problema. Sintetizzo (e non c'è nulla di nuovo rispetto a quanto scritto su nFA quasi un anno fa).

IL PERCHÈ È QUESTO: le indagini mensili del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione non hanno valore scientifico (nel senso che non permettono di fare inferenza sul fenomeno di interesse, ossia la riduzione delle assenze nella Pubblica Amministrazione) perché si basano su un campione autoselezionato di amministrazioni che per quanto numeroso (50% dei dipendenti pubblici) e "corretto" dall'Istat in base ad alcune caratteristiche osservabili resta essenzialmente non casuale rispetto alla distribuzione delle assenze per malattia, che sarà osservabile solo dopo la pubblicazione del Conto Annuale della Ragioneria Generale. Punto.

Questo implica che Brunetta stia facendo il bluff? No. Implica che non si può inferire che le assenze si siano ridotte del 40% come reclamato dal Ministro. Questo ho detto. Chi ha orecchie aveva già inteso un anno fa. Come replica il Ministro? In conferenza stampa difende le proprie indagini affermando che

La rilevazione statistica è serissima e fatta insieme all'Istat. Riguarda la metà di tutte le amministrazioni pubbliche. Quindi un campione che non è più un campione perché quando un campione riguarda la meta' dell'universo non è più neanche un campione. Il riporto all'universo è stato fatto insieme all'Istat, la campionatura è stata fatta insieme all'Istat, e il questionario è stato fatto insieme all'Istat.

E precisa per iscritto (grassetto mio)

Si tratterebbe del fenomeno che in termini tecnici viene definito “autoselezione del campione”. Dell’autoselezione soffrono per definizione tutte le rilevazioni statistiche campionarie senza esclusione alcuna, ma esistono tecniche consolidate di correzione di questo effetto che garantiscono la qualità dei risultati e noi le usiamo. Un campione che comprende un numero di amministrazioni rispondenti pari a poco meno della metà del totale delle amministrazioni pubbliche (è questo il caso del monitoraggio delle assenze) è un campione decisamente ampio e di gran lunga più numeroso rispetto a quanto la teoria statistica e la prassi consolidata ritiene sufficiente per condurre un’indagine campionaria. In aggiunta, lavoriamo costantemente affinché tutte le Amministrazioni importanti per dimensione, tipologia e localizzazione siano tra i rispondenti, sollecitandole telefonicamente per spingerle alla risposta; soprattutto abbiamo affidato l’indagine all’Istat che ne garantisce la robustezza tecnica. È del tutto falso che l’Istat si limiti a “pulire i dati”, come affermato nell’articolo, dato che conduce su incarico del Ministero un’indagine con il rigore del pieno rispetto dei criteri metodologici propri della statistica ufficiale.

Primo, l'affermazione per cui dell’autoselezione soffrono per definizione tutte le rilevazioni statistiche campionarie senza esclusione alcuna non sta né in cielo né in terra. Esistono indagini statistiche a campione chiamate "randomized evaluations" che non soffrono del problema di autoselezione. Ed è questo lo strumento appropriato, quando utilizzabile, per valutare le politiche pubbliche -- incluse le politiche per la riduzione dell'assenteismo nella Pubblica Amministrazione.

Secondo, il fatto che il campione sommi alla metà dei dipendenti pubblici non vuol dire niente in presenza di autoselezione. Supponiamo che la metà osservata riporti una riduzione delle assenze del 40% e la metà non osservata sia caratterizzata da assenze stabili. Quant'è la riduzione effettiva? 20%. Osservare una metà non casuale non aiuta in questo caso.

Terzo, il Ministro può fare quello che vuole insieme all'Istat, ma rendere un campione autoselezionato un po' più rappresentativo in termini di tipologia istituzionale, numero di dipendenti e area geografica (cioé, appunto, pulire i dati) non vuol dire affatto renderlo rappresentativo rispetto alla riduzione delle assenze. Quali sarebbero gli altri criteri metodologici della "statistica ufficiale" (non credevo che i teoremi di identificazione dovessero essere approvati da qualche ufficio) che garantirebbero questo risultato? Sollecitare telefonicamente le amministrazioni?

Poi il Ministro mi accusa di dare i numeri:

Secondo questo ricercatore non è vero che la rilevazione sia del 40% ma solo del 10%. Solo che il ricercatore non spiega da dove trae questo 10%.

Di nuovo, l'ho spiegato nell'articolo di cui sopra ma lo rispiego. Le indagini del Ministro indicano una riduzione media delle assenze del 40% circa tra maggio e dicembre 2008. Assumendo che le assenze fossero costanti nei primi sei mesi del 2008, secondo il Ministro dovremmo ossevare una riduzione del 20% circa nei dati della Ragioneria Generale (che dovrebbero essere pubblicati nel giro di un mese o due). Questa conclusione però si basa sul campione autoselezionato. La mia presunzione (e qui siamo nella sfera delle opinioni motivate) è che la riduzione delle assenze nell'altra metà della popolazione sia pressoché zero in media e che proprio per questo restano nell'ombra. Facendo media tra 0% e 20% otteniamo 10%.

Naturalmente io posso sbagliarmi, così come può sbagliarsi il Ministro. Noto soltanto che lo studio di Gatto e Spizzichino (Istat) citato nella risposta scritta del Ministro indicata sopra e basato su dati rappresentativi dalla rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro indica per il 2008 un numero più vicino al mio 10% che al 20% di Brunetta. Stiamo in campana: diamoci appuntamento al giorno della pubblicazione del Conto Annuale. Se poi mi sarò sbagliato non avrò problemi a riconoscerlo e avrò imparato qualcosa.

La conferenza stampa, avrete notato, finisce così: Il Ministro chiede,

domande?

e si risponde da solo dopo due secondi e mezzo (li ho cronometrati) a tutte le domande non fatte:

nella cartellina trovate tutto [...]. Trovate anche il sito di questo signore, di questo economista americano che scrive dall'America. Ma liberamente, evviva, non ho nulla in contrario. Che se però fosse un mio studente, visto che è un giovane professore gli direi: eh no, mio caro qui ci vuole metodo scientifico per criticare. Se no non vale.

Signor Ministro, se stavolta ha letto attentamente si sarà reso conto che la mia critica è puramente scientifica. Non se la prenda a male, ma dev'essere per questo che da studente ho scelto altri maestri. Quelli si, in Amerika.

P.S. C'è un'affermazione nella conferenza stampa che non mi riguarda direttamente ma che non posso fare a meno di commentare.

Pensate, sta diminuendo l'assenteismo persino nel settore privato. Grazie anche alla crisi, ma sta cambiando l'assenteismo anche nel settore privato. Per cui, è una rivoluzione in atto. La rilevazione statistica spiega cosa sta succedendo.

Mi chiedo (a meno che non si sia spiegato male) se il Ministro creda davvero o voglia far credere (la cosa è grave in entrambi i casi) che la riduzione delle assenze nel settore privato possa essere in qualche modo causata dalla sua azione per la riduzione delle assenze nella Pubblica Amministrazione. A me la simultanea riduzione nel settore privato e nel settore pubblico suggerisce la presenza di fattori comuni che non hanno nulla a che vedere con la legge 133 (che non si applica al settore privato). Chiedo al Ministro: ha mai valutato seriamente questa possibilità? Oppure la "statistica ufficiale" non include diff-in-diff?

121 commenti (espandi tutti)

non capisco le obiezioni, se non quella che implicitamente ti fai da solo: il 10% potrebbe essere qualcosa di più ma non abbastanza da inficiare il ragionamento e il risultato..

Giulio scusa ma non sono ferrato in statistica, forse riesci ad aiutarmi. Tutta la tua critica si basa sul fatto che il campione è autoselezionato e non random (indipendente dalla distribuzione delle assenze), giusto?

Ora la prima cosa da investigare, mi sembra debba essere, il criterio di selezione del campione.

In base a cosa è ragionevole pensare che 'la metà dei dipendenti pubblici' studiata sia (molto) più 'correlata' con la dist. delle assenze, rispetto all'altra metà?

Se non si prova questo, sbaglio o il tuo ragionamento cade e la vastità del campione dà grosso valore all'inferenza del ministro?

Infine due piccole cose:

1) Io giustificherei un minimo di astio al ministro, magari non legittimo nei tuoi confronti ma giustificabile visto il titolo (che tu stesso hai negato qui su nFA) e l'articolo di Espresso.

2) Invece di concludere dicendo che ti sei scelto bravi maestri in Amerika - come se non ce ne fossero di bravi in Italia o altrove... - perchè non dire che il ministro, con merito e a differenza di gran parte della classe politica passata e presente e di ogni colore, sta mettendo la faccia (e verosimilmente l'impegno) su un progetto (encomiabile)? Il tempo ci dirà se avrà perso la faccia o meriterà stima e complimenti.

Grazie mille se hai il tempo di risp.

Si sospetta che le amministrazioni con piu' dipendenti assenteisti non siano state ugualmente motivate ed efficienti nel comunicare i dati in corso d'anno. Se sia un sospetto fondato, ognuno puo' valutarlo da se', con il vantaggio che in questo caso alla fine si potra' verificare mediante i dati annuali se lo fosse o meno. A me sembra fondato, ma resta un sospetto.

Aggiungo che a mio gusto l'articolo dell'Espresso e' fastidioso, ma mai quanto la risposta del Ministro (attacco personale dal sapore vagamente intimidatorio sia nei confronti dell'Espresso che nei confronti di Giulio). Questo a prescindere dalla bonta' dell'obiettivo dichiarato del Ministro e senza entrare nel merito del Suo metodo. Per come la vedo io, quando l'interlocutore si esprime in questo modo, si fa fatica a entrare nel merito di quello che dice.

Infine, piu' nel tecnico, posto che l'effetto Brunetta ci sia, esso non ha avuto modo di esplicarsi nella prima meta' dell'anno. Giusto? Quindi il confronto su base annua lo attutira', ma esso si ripresentera' (nella stessa misura attutita) l'anno successivo. O sbaglio? In questo senso, uno dei dimezzamenti effettuati da Giulio potrebbe essere un differimento. Dopo di che naturalmente non tutti i periodi dell'anno sono uguali, ma mi pare che stessimo ragionando sotto questa ipotesi.

P.S. Resta da verificare l'affermazione del Ministro che ci sarebbero dati anche per gli altri comparti della PA (es. scuola).

P.S. Resta da verificare l'affermazione del Ministro che ci sarebbero dati anche per gli altri comparti della PA (es. scuola).

Luca, i dati sulla scuola (dalle scuole per l'infanzia alle medie superiori) ci sono e sono disponibili qui. Sono raccolti dal ministero dell'istruzione che a differenza di quello della pubblica amministrazione ha dati sulla totalita' (o quasi) delle scuole e quindi la mia obiezione non si applica.

Qui la riduzione nei tre mesi osservati nel 2009 (marzo, aprile, maggio) rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente e' di circa un terzo. Questo sembra portare acqua al mulino di Brunetta, anche se la variabile qui sono i giorni di assenza e non i giorni di assenza per dipendente come nelle indagini del ministero della PA (nel 2009 e' iniziato il taglio del personale nella scuola, no?). Faremo onestamente tutti i conti al momento opportuno.

Prof. Zanella, il Ministro è un gran furbacchione....

Vada a vedere sul blog del Ministro........

HA TOLTO LE FACCINE !!!!!!!!!!!!!!!!!!

LE TANTO "DECANTATE" FACCINE !!!!!!!!!!

HA TOLTO LE EMOTICONS !!!!!!!

E solo perchè gli ultimi 4 o 5 suoi "topic" ( tra i quali la (non) "risposta" a l'Espresso ) erano inondati da faccine rosse (quelle con giudizio negativo) !!!!!!!

Lui vuole le "faccine" per gli altri, ma quando non gli fanno "comodo" le CENSURA !!!!!!!!!!!!!

FATE GIRARE, L'ITALIA INTERA DEVE SAPERE !!!!!!!!!!!

 

 

 

In base a cosa è ragionevole pensare che 'la metà dei dipendenti pubblici' studiata sia (molto) più 'correlata' con la dist. delle assenze, rispetto all'altra metà? Se non si prova questo, sbaglio o il tuo ragionamento cade e la vastità del campione dà grosso valore all'inferenza del ministro?

Non sbagli, e' proprio cosi'. Sulla ragioni per pensare che la meta' non osservata sia quella dove le assenze calano meno, vedi il commento di Luca qui sopra.

Sulle due "piccole cose", che non sono proprio piccole:

1) Io giustificherei un minimo di astio al ministro, magari non legittimo nei tuoi confronti ma giustificabile visto il titolo (che tu stesso hai negato qui su nFA) e l'articolo di Espresso.

Certamente. Io non sono responsabile per il contenuto dell'articolo (tantomeno il format editoriale) ma solo per le mie dichiarazioni, che sono virgolettate.

2) Invece di concludere dicendo che ti sei scelto bravi maestri in Amerika - come se non ce ne fossero di bravi in Italia o altrove... - perchè non dire che il ministro, con merito e a differenza di gran parte della classe politica passata e presente e di ogni colore, sta mettendo la faccia (e verosimilmente l'impegno) su un progetto (encomiabile)? Il tempo ci dirà se avrà perso la faccia o meriterà stima e complimenti.

Be', la mia conclusione in effetti si presta a fraintendimenti. Non intendevo certo dire che in Italia non ci sono bravi maestri. Ci sono molti economisti ed econometrici nelle universita' italiane che troverebbero lavoro domattina in una top 5 negli USA se lo volessero, e non credo di dover fare i nomi, che sono ben noti nella professione. Era una battuta (indipendente dall'affermazione che non avrei scelto di fare lo studente di Brunetta) per dire che il lapsus freudiano del Ministro rivela una verita': anche se negli Stati Uniti non ci vivo ne' ci lavoro e' essenzialmente li' che mi sono formato professionalmente.

Infine, il progetto di Brunetta e' sicuramente encomiabile e l'ho scritto a suo tempo nei mie due precedenti post sull'argomento su nFA. La mia obiezione e' metodologica, di quelle che si fanno tutti i giorni ai seminari (e in questa classe le mie osservazioni sono piuttosto banali). E l'ho detto chiaramente: se il problema che sollevo non avra' conseguenze e i numeri del Ministro saranno confermati (al netto di quello che succede nel settore privato), mi mangero' il cappello e tanto meglio per tutti.

Ci sono molti economisti ed econometrici nelle università italiane che troverebbero lavoro domattina in una top 5 negli USA se lo volessero, e non credo di dover fare i nomi, che sono ben noti nella professione.

Nunmedì, davvero?

Io nella professione nun ce stò, per cui 'sti nomi no li conosco. Ah Giulio, ma torto er Tabellini e forse er Pagano, con tutto er rispetto pette che cciò, nelle top 5 chi troverebbe er lavoro domattina?

Me sa' c'hai fatto troppo er generoso, qua ...

perchè non dire che il ministro, con merito e a differenza di gran parte della classe politica passata e presente e di ogni colore, sta mettendo la faccia (e verosimilmente l'impegno) su un progetto (encomiabile)? Il tempo ci dirà se avrà perso la faccia o meriterà stima e complimenti.

Beh, "Crav", mi permetto di dissentire. Meglio, di chiedere lumi. Apparizioni televisive, grandi, frequenti e provocatorie dichiarazioni ai media a parte, COSA avrebbe fatto Renato Brunetta di encomiabile?

Chiedo seriamente: COSA? Mi potresti elencare fatti e politiche concrete? A suo tempo (non cerco il link ma se serve lo trovo) anche io gli ho dato fiducia. Un anno e mezzo dopo, devo ammettere che il titolo dell'Espresso (alla luce dei fatti di cui sono a conoscenza) è estremamente appropriato: un BLUFF. Renato Brunetta, per il momento, ha promesso moltissimo, accusato ancor di più, parlato come solo lui sa parlare tanto e di più ed ovunque, ha girato l'Italia, si è esibito, si è persino fatto abbracciare da Cacciari aea machina, ma di FATTI e RISULTATI io non ne ho visti. Se tu li hai visti, per favore elencameli.

A suo tempo anche io gli ho dato fiducia.

Ma davvero, Michele, eri caduto nella trappola? Io personalmente ho dubitato della persona qualche minuto dopo il suo insediamento. Precisamente quando dichiarò di voler pubblicare sul sito web della funzione pubblica l'elenco di tutti i consulenti del suo Ministero con relativi stipendi. Operazione che era è resta obbligatoria in base alle disposizioni (dirigista, vetero comunista, liberiticida) Finanziaria 2007 del (maledetto, abominevole, dannosissimo) Governo Prodi.

Forse in questa operazione di disincanto sono favorito dal fatto che tale operazione è da me effettuata ogni giorno a partire dal 2 gennaio 2007 per la Pubblica Amministrazione per cui lavoro e di cui curo il sito. La credibilità di un Ministro che annuncia con squilli di tromba alla prima conferenza stampa di non voler parcheggiare più in divieto di sosta, mi capirai, finisce per me sotto zero.

Banalmente, ho definito encomiabile non l'operato o la persona Brunetta ma il progetto che intende realizzare: ossia, semplificando, rendere efficiente la PA italiana, combattendone alcuni mali cronici e strututrali.

Giulio sembra pensarla uguale:

il progetto di Brunetta e' sicuramente encomiabile e l'ho scritto a suo tempo nei mie due precedenti post sull'argomento su nFA

Mi sembra scontanto e immagino concorderai anche tu.

Una considerazione al di là della tua domanda.

La sola cosa che ho imputato a Brunetta è il fatto che ci sta mettendo la faccia su tale progetto (oltre che encomiabile, molto ambizioso): questo se vuoi è (almeno un pochino) meritorio in quanto democratico. Nel senso che se un politico si prende chiare responsabilità, allora l'elettore potrà valutarne l'operato in modo semplice e trasparente. Questa è una rarità in Italia, a prescindere dal colore politico. Credo sia corretto dargliene atto.

Dici di non dargli più fiducia dopo un anno e mezzo. Io non so quanta fiducia si debba o meno concedere. Se eliminasse buona parte delle inefficienze della PA io gli concedo tutta la legislatura e magari pure la successiva. Ovviamente ciò non significa che non lo si possa o debba criticare (infatti non l'ho detto), tuttavia ritengo che l'articolo di Espresso sia fazioso. All'opposto, avevo chiesto una spiegazione a Giulio perchè la sua critica mi aveva interessato.

Non sono un esperto di gestione della PA, ma direi che è un bel mostro. Quindi per determinare e, solo dopo, verificare un cambiamento strutturale nel grado di efficienza, credo serva molto tempo e quindi mi sembra poco sensato sia vantarsi del tasso di diminuzione di assenze sia dire che è tutto un bluff. Ma non sono un esperto e magari mi sbaglio. Non so se qualcuno può illuminare la discussione ad esempio con parallele operazioni estere, ammesso che ci sia confrontabilità.

Ritengo inoltre apprezzabile l'organizzazione di www.innovazione.gov.it/home.htm .

Forse Brunetta non realizzerà tutto quanto promette o comunque dice di inseguire, ma (anche a causa del tartassante impegno mediatico dove mette la sua faccia) in un paese con un elettorato normale (l'Italia lo è??) il suo successore non potrebbe non continuare ad adoperarsi nell'encomiabile progetto (se ciò succedesse sarebbe estremamente meritorio).

 

Piccola digressione. Relativamente al suo protagonismo e naturale antipatia (passatemela) sinceramente non gli dò peso, penso abbiano importanza zero. Inoltre penso che l'Espresso lo critichi non solo in modo giornalisticamente scadente sul suo operato ma bensì a prescindere dal suo operato, per attaccare il governo in una delle sue componenti forse più apprezzate dall'opinione pubblica. (A mio modo di vedere questo è un difetto della stampa italiana ben più grave dell'interpretare malamente due dati o regressioni, cosa di cui ogni tanto è giustamente imputata su nFA).

 

Permettimi se insisto. Vorrei capire in base a quali criteri di sostanza si approvi o non si approvi dell'operato di un ministro.

Il tuo argomento, se capisco bene, è che Brunetta abbia promesso una cosa lodevole: di far funzionare la PA. È quello il suo merito? Ossia di aver "parlato" bene (bene? Non necessariamente, vedi sotto.)

Se è quello, direi che non c'è nessun merito. Da quarant'anni o più i governi che si succedono fanno questo tipo di promesse. In generale, chi va al governo promette sempre mari e monti, spesso miracoli (milioni di posti di lavoro, ripianamento dei deficit, eliminazione dell'evasione fiscale, funzionamento della PA, eccetera) salvo poi NON prendere le misure adeguate per realizzare tali promesse. In generale i soggetti che fanno le promesse e che poi non le mantengono SANNO che così sarà, ossia: MENTONO.

Brunetta, al momento, non fa eccezione alcuna a questo copione. Ha fatto promesse che, chiaramente, non sa e non vuole mantenere. Se volesse mantenerle i metodi ci sarebbero (fai click sulla parola brunetta nella nostra nuvola di parole e scorri articoli e commenti, per alcuni semplici suggerimenti). Nel frattempo continua sia a parlare ovunque gli risulti possibile - spiegando a tutti che il problema sono i dipendenti pubblici che sono dei fannulloni, ripetendo corbellerie su questioni economiche e sbandierando, in materia, una competenza che il suo curriculum non suffraga - che a non fare alcunché di concreto. ALCUNCHÈ! In altre parole, tutta l'evidenza a me disponibile suggerisce che Brunetta MENTE anche lui.

Infatti, a questo punto la mia personale scommessa è che stia facendosi solo propaganda per esser indicato da BS come il candidato del PdL alla poltrona di Ca' Farsetti.

Io affermo questo ora e sulla base di fatti, non di pregiudizi negativi nei confronti di Renato Brunetta. Un anno e tre mesi fa ho difeso il suo diritto a provarci oltre che criticato chi, compiendo un processo alle intenzioni, lo dichiarava colpevole prima ancora che cominciasse. Oggi - infatti da un po' di mesi: l'espressione "Brunetta è un bluff" l'ho usata io prima dell'Espresso ... - e sulla base dei FATTI dico che ha raccontato e racconta balle. Nell'intervista - ulteriore ottima occasione di stare zitto che ha perso - racconta senza alcun dubbio molte balle (documentate da Giulio) e dice cose assurde. Di concreto, invece, non dice quasi nulla: straparla per 15 minuti facendo battute da bar sui giornalisti dell'Espresso, che in realtà il suo ministero danneggia (quindi, anche lì racconta una balla). Li danneggia violando la legislazione italiana che proibisce la riproduzione integrale su media terzi, senza consenso del possessore del medesimo, degli articoli soggetti a Copyright, cosa che invece Brunetta ha fatto usando addirittura il sito del ministero: alla faccia della legalità! Nei fatti ha sinora preso provvedimenti che sono o ben inutili, o ben erronei, o ben dannosi, o ben puramente punitivi (poi rimangiati) o ben tutte le cose assieme. Di nuovo, questo l'abbiamo ampiamente documentato, ma occorre un sommario lo rifaremo.

Siccome dichiara d'essere un esperto non posso credere che tutti questi siano errori casuali (ecco che ritorna il problema del campione casuale): c'è un pattern. Il pattern si spiega solo con due modelli (non mutualmente alternativi): o ben Renato Brunetta è incompetente o ben Renato Brunetta mente sulla sostanza della sua azione di governo.

Attendo FATTI, non parole, che documentino DOVE e COME io mi sbagli. Lo chiedo a "crav" ma lo chiedo anche ad altri lettori che possano avere conoscenza di tali fatti.

P.S. L'articolo dell'Espresso è mediocre ed esagerato. Ma è molto meno peggio di tantissima paccottaglia che vedo in giro, tanto per capirci. Cerchiamo di non prendere lucciole per lanterne: dell'articolo dell'Espresso non ce ne può fregar di meno. Gli errori di Brunetta ed il fatto che le sue roboanti affermazioni non corrispondessero a realtà è cosa che documentiamo da tempo, l'Espresso ha solo intervistato (male) Giulio per cercare qualcosa da dire. Discutere delle approssimazioni dell'Espresso mi sembra irrilevante. Le "approssimazioni" di Renato Brunetta mi sembrano sia più gravi che socialmente molto più dannose.

P.P.S. O l'Espresso è messo veramente molto male, come dice Brunetta, o i suoi lettori non amano approfondire o non possiedono il computer. Negli ultimi due giorni non abbiamo quasi praticamente notato alcuna crescita puntuale nel numero di visite. In particolare, ben poche visite sono arrivate da persone che usassero parole chiave attinenti al leading article dell'Espresso ... Sorprendente.

Non dico propriamente che ti sbagli (ma ovviamente lo spero visto che vivo in Italia). Aggiungo due cose.

1) Operato di Brunetta

Non ero entrato nel merito nè l'ho definito encomiabile. Premettendo che non sono un esperto e potrei sbagliarmi, ho solo detto che mi sembrava presto per un giudizio definitivo (non amo gli assolutismi e la parola bluff mi sembra lo sia): anche qualora Brunetta avesse operato nel migliore dei modi possibili, mi viene da pensare che sarebbe presto per dare un giudizio definitivo su un eventuale cambiamento strutturale in un fenomeno così complesso come la PA. Forse sarebbe presto anche a fine legislatura. Tutto qui.

 

2) Presunti meriti di Brunetta

Non l'ho santificato, ho usato la non particolarmente esaltante espressione: "questo se vuoi è (almeno un pochino) meritorio" riferita al suo metterci la faccia.

Tu dici: promettere sapendo di non poter mantenere (e poi non mantenere) è come mentire, non è meritorio (anzi) e lo fanno tutti i politici. In realtà non lo fanno tutti i politici: lo fanno i candidati premier, governatore, sindaco... I ministri sono nominati dal premier e quasi sempre si nascondono dietro a questo per non assumersi responsabilità. Chi glielo fa fare??

Il predecessore di Brunetta è Luigi Nicolais: nessuno sa quale sia stato il suo programma politico probabilmente neanche lui. I predecessori di Tremonti sono: Padoa Schioppa, Visco, Pinza e Bersani. Qual è stato il distinto programma politico di ognuno di loro? io non lo so. Ovviamente questi erano solo due esempi (senza indicazioni politiche) per dire che a mio modo di vedere Brunetta svolge il suo compito in modo più trasparente di come di solito lo fanno i suoi colleghi e si espone quindi al giudizio elettorale, oltre che dei media. Questo dovrebbe essere un requisito minimo per un politico, in Italia è un'eccezione.

Se proprio si vuole vedere qualcosa di meritorio: a differenza di molta classe politica passata e presente (che ultimamente si occupa di prostitute sì, prostitute no), parlando (e magari non agendo o non agendo bene) di riformare la PA, meritocrazia e correttezza, Brunetta descrive dove la politica ha le mani in pasta. Ne parla sempre e ovunque. Ne parla come fosse una crociata, dove ovviamente è chiaro quale sia il bene e il male. Speriamo che dopo 5 anni di tali rotture di "scatole", quando chiamati a fare le crocette, gli elettori pretendano da chi votano un impegno in tal senso e mandino a casa gli altri (ma forse agli elettori interessa di più cosa Noemi avrà fatto da grande). Per Brunetta sarà facile decidere, i suoi impegni sono chiari a tutti. Se poi invece di essere 'tutto un bluff', sarà addirittura 'quasi tutto un bluff', meglio.

Non è una questione di promesse non mantenute o menzogne, è una questione di assumersi responsabilità (e poco importa se Brunetta lo fa per etica o per acquisire popolarità). Tra metterci la faccia e fare le riforme ovviamente ce ne passa (da cui: "questo se vuoi è (almeno un pochino) meritorio" e niente di più). Ma se un ministro (come accade regolarmente) neanche ci mette la faccia, che riforme vorrà fare? non varrebbe neanche la pena discuterne.

Caro crav, io mi chiedo sulla basi di cosa dovremmo stare qui ad aspettare: sulla base delle promesse? Il tempo delle promesse dopo 16 mesi credo sia scaduto. Hai letto il mio post di risposta a MB? Di promesse ne fa parecchie, ma non è certamente un modo per metterci la faccia ed essere chiaro; è solo un modo per attirare l'attenzione con argomenti populisti.

La cosa dovrebbe essere chiara fin dal primo esempio che ti ho fatto: sai che allora con il suo annuncio di rendere pubblici gli stipendi dei consulenti conquistò un bel po' di titoloni sui giornali? E, a mia conoscenza, nessun giornale (ripeto nessuno) stette lì a ricordare ai lettori che quello che lui annunciava ai quattro venti era un obbligo previsto da tempo e, per altro, da un Governo di diverse idee politche. Quindi, mi ripeto: anche il post che MB ha riesumato mi meraviglia dato che non ci volevano più di due giorni per scoprire quale fosse la caratura dell'uomo.

Ora mi chiedo, mi sai direi cosa ha fatto RB in tutti questi mesi? Annunci a parte, quali straordinari provvedimenti ha apportato? Non essendo tu un esperto del settore avrai sentito parlare della famosa "cura Brunetta", contenuta nella "finanziaria d'estate 2008"; sugli effetti reali (anche economici) di tale cura non mi sto a dilungare (che altrimenti ne esce un trattato); ti basti pensare che con la nuova finanziaria d'estate 2009 il 90% di quei provvedimenti sono stati ritirati. Sì, proprio così: parte delle decurtazioni, le 11 ore di reperibilità per controlli medici sono sparite; hai sentito forse qualche giornale parlarne? Ma allora questa cura serviva o era tutto un bluff?

L'altra grande specialità di RB, ignota ai non specialisti, è quella di vomitare norme dirigiste e illiberali su quell'abominio italiano chiamato PEC; su questo rimando a qualche articolo di chi più di me ne sa: qui e qua.

Per me uno che passa la giornata a fare annunci vuoti non è uno che ci mette la faccia, ma semplicemente uno che vuole nascondere le proprie lacune sotto annunci roboanti e inutili. Tipo quando conquistò pagine e pagine di giornali annunciando di voler mettere tornelli al proprio Ministero: mi spieghi a chi diavolo servono questi provvedimenti? In che modo il fatto che a qualche pugno di dipendenti di un piccolo Dipartimento della Presidenza del Consiglio avranno tornelli potrà migliorare l'efficienza della PA? Quando ci sono Ministeri dove da più di dieci anni si usano tornelli: ad esempio alla sede centrale dell'Agenzia delle Entrate c'erano già nel 1998; e non ricordo di aver visto l'allora Ministro Ciampi andare in televisione a spiegare quanto fosse stato bravo a installarli.

Una postilla su Nicolais, tenendo presente che essento della Federico II sto parlando di un "mio" docente; una cosa la ricordo con piacere del suo "programma politico": voleva unificare INPDAP e INPS. Si diceva che ciò avrebbe portato a dei risparmi notevoli, che a me appaiono abnormi (nell'ordine del miliardo di euro l'anno) e che non mi azzardo a giudicare. Ma di una cosa sono certo: ho due posizioni contributive aperte presso i due enti e nei prossimi anni dovrò perdere dei giorni di lavoro al solo scopo di effettuare il ricongiungimento. E se Nicolais avesse fatto quanto promesso (e quanto pare il progetto sarebbe partito a fine 2008) gli sarei stato eternamente grato per il suo essere stato zitto e aver lavorato.

Ben poca cosa rispetto a quanto serve all'Italia, lo so; ma molto meglio di chi, con i suoi annunci svuota di contenuti una battaglia che vale la pena di essere combattuta.

Rispondo qui a te e parzialmente a "michele boldrin".

Non ho detto che "dovremmo stare qui ad aspettare" o "concedere tempo". Bensì:

Ovviamente ciò non significa che non lo si possa o debba criticare

Tuttavia, come Franco, ho detto che per dare un giudizio definitivo su un EVENTUALE (quindi a prescindere da Brunetta) cambiamento strutturale nell'efficienza della PA, penso serva molto tempo. Ma, come ho già detto, magari mi sbaglio. Non so se esempi esteri possano essere illuminanti.

Più importante, credo di essere stato frainteso su una cosa. Relativamente all'operato di Brunetta ho detto:

Non ero entrato nel merito

e non l'ho fatto ora. Non dubito che voi siate più informati e qualificati di me per farlo.

Ho invece, come questione SEPARATA, indicato come un piccolo merito il "metterci la faccia", per le ragioni sovra esposte e sintetizzate da Franco.

Tuttavia lo ritengo giusto un piccolo merito che conta poco in un giudizio complessivo dove la valutazione dell'operato è certamente ben più importante. Quindi, sebbene non abbia ancora un'opinione precisa, non avrei nessun problema a condividere un giudizio complessivo ampiamente negativo sul ministro. Ad esempio, come ho già sottolineato, ho trovato interessante il presente articolo di Giulio.

Relativamente all'esempio Nicolais il discorso è simile: non sono entrato nel merito del suo operato o dell'eventuale operato qualora il governo non fosse caduto. Bensì ho detto che lui e il suo programma politico sono tendenzialmente sconosciuti all'opinione pubblica: quindi qualora il suo operato fosse stato deludente, non sarebbe stato semplice imputarglielo. Tutto qui.

Spero di essere stato più chiaro ora. Infine, questa frase oltre a non piacermi è evidentemente fuori luogo per quel che mi riguarda, non avendo espresso simpatie nè concesso tempo ai cosiddetti seguaci:

È dal 1994 che le persone con le simpatie ideologiche tue e di "crav" "concedono tempo" a BS ed i suoi seguaci.

Avevo detto semplicemente:

Io non so quanta fiducia si debba o meno concedere. Se eliminasse buona parte delle inefficienze della PA io gli concedo tutta la legislatura e magari pure la successiva. Ovviamente ciò non significa che non lo si possa o debba criticare

dove il "Se" indica un giudizio a posteriori relativo ad un'eventuale riforma risultata molto positiva, a prescindere che porti il nome di Brunetta. Invece "lo si possa o debba criticare" è tutto riferito all'attuale ministro.

 

Io, a differenza di MB, non ho mai concesso un grammo di fiducia a Brunetta, semplicemente uno che va in televisione a dire: "se non avessi fatto il politico avrei vinto il nobel dell'economia" è un fanfarone con un ego smisurato, e io a uno del genere non dò i miei 5 centesimi. I (non) fatti mi stanno dando ragione, comunque 5 anni (se ne hai le capacità) mi sembrano un tempo infinito per cambiare la PA, se non ci riesci (dopo averci messo la faccia..) sei un fallito, e poichè si è praticamente inghiottito i 2/5 del tempo in proclami senza fatti e non credo farà alcunchè. E il tentativo di candidarlo a sindaco di venezia è solo il tentativo di mascherare il suo fallimento.

Mi trovo costretto a difendere il suo predecessore, Luigi Nicolais, che conosco molto bene perchè ho varie volte collaborato con il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali da lui condotto presso la Federico II e per averlo incontrato personalmente in più di una occasione. Luigi Nicolais al Ministero era un pesce fuor d'acqua, mentre molte delle "innovazioni tecnologiche" portate avanti dal governo Prodi erano sue idee (ad esempio eliminazione della raccomandata per comunicazioni all'interno della PA e uso della posta elettronica), ma non era adatto al compito di coordinatore della PA. L'errore è di chi ce lo ha messo, o di chi ha accorpato PA e Innovazione tecnologica, il suo è stato di accettare.

A Franco dico: quosque tandem Brunetta abuseravit nostra patentiam ? Cioè, quanto si deve attendere perchè un incapace sia dichiarato tale ? il problema, rimarcato da Michele, è che in 16 mesi (aggiungici i prossimi tre, che saranno persi per la finanziaria) non ha fatto nulla di quello che è comunque necessario: i premi per i virtuosi sono spariti, gli ammalati sono andati al lavoro contagiando gli altri (c'è il dato sulle malattie in valore assoluto ?), i pochi fessi che lavoravano continuano a farlo per i tanti lavativi che non lo fanno, non cè una riorganizzazione del personale, insomma, posto che RB dovrebbe essere il Direttore del Personale dell'azienda stato, non ho visto 1 singolo provvedimento che avrebbe preso il più scalcagnato Direttore del Personale della peggiore azienda delle partecipazioni statali, almeno per far funzionare la baracca. Di chi è l'idea (postata su NFa) di prolungare la carta d'identità a 10 anni senza prevedere che nei paesi dell'UE non sarebbe stata accettata ? Brunetta non ne sapeva niente? O, piuttosto questa scelta scellerata non dipendeva anche dal suo ministero?

Una delle leggi di Murphy dice che ognuno raggiunge il proprio livello di incompetenza: Brunetta c'è riuscito.

Assolutamente indecente che i soldi miei e tuoi poi vengano usati per "difendersi" dalle critiche. Questa è una cosa assolutamente intollerabile, che la dice lunga sull'animo misero di RB.

Mi trovo costretto a difendere il suo predecessore, Luigi Nicolais,

Non ti trovi costretto, nel senso che non l'ho attaccato e, se senza volerlo, sembra che l'abbia fatto me ne scuso, non era intenzione. Volevo solo indicare casi di ministri il cui progetto politico e operato credo sia oscuro all'opinione pubblica. Non sono entrato nel merito dell'operato nè indico in Nicolais la colpa di tale oscurità.

Per essere ancora più chiari che nel precedente post: non ho espresso nessun giudizio complessivo sulla persona e sull'operato di RB. Trovo senz'altro interessante e meritorio se su nFA (o altrove) si analizzi e critichi tale operato con correttezza e competenza.

Prima non avevo espresso nessuna simpatia per "BS ed i suoi seguaci", ora ho espresso una simpatia per nFA, chiaro? Relativamente ad affibiare simpatie per questi "seguaci" vorrei dire che forse bisogna stare un po' più attenti, visto che la storia personale, politica e giudiziaria di BS sembra coninvolgere, tra gli altri, "seguaci" reputati collusi con la mafia e soggetti politici dichiaratisi apertamente fascisti.

 

Non ti ho dato alcuna patente (lo feci una volta sola con Mario Seminerio e me ne scuso ancora), così come non dò alcuna patente a Franco Bocchini (che ha molto lo spirito di bastian contrario, non di pedissequo seguace), mi piace Nfa (anche a te, come vedo) perchè i fatti sono rigorosamente fuori dalle opinioni.

In generale si può votare con il cuore, ma se dovessimo usare  la mente temo che dovrei stracciare la scheda elettorale..

La patente me l'aveva data sopra Boldrin (con cui non voglio fare una questione personale, è stata giusto un'esternazione che ho aggiunto per chiarezza) ho risp in un solo post invece che in due, non mi riferivo a te, Marco.

 

Una delle leggi di Murphy dice che ognuno raggiunge il proprio livello di incompetenza: Brunetta c'è riuscito.

Scusa la pedanteria, in realta' quello e' il Principio di Peter o Peter principle. Per me e' uno dei principi fondamentali del management, elaborati da un insegnante, questo Mr Peter appunto, poi divenuto professore di education invece che di management.

Hai ragione, ho sbagliato, ma questo principio l'avevo letto nel libro di Artur Bloch sulle leggi di Murphy, che però contiene principi anche non dell'autore, come quello di Peter.

A me ne rimase impresso anche uno di Arrigo Sacchi: La miglior difesa è l'attacco degli altri.

Io, a differenza di MB, non ho mai concesso un grammo di fiducia a Brunetta, semplicemente uno che va in televisione a dire: "se non avessi fatto il politico avrei vinto il nobel dell'economia" è un fanfarone con un ego smisurato, e io a uno del genere non dò i miei 5 centesimi. I (non) fatti mi stanno dando ragione, comunque 5 anni (se ne hai le capacità) mi sembrano un tempo infinito per cambiare la PA, se non ci riesci (dopo averci messo la faccia..) sei un fallito, e poichè si è praticamente inghiottito i 2/5 del tempo in proclami senza fatti e non credo farà alcunchè. E il tentativo di candidarlo a sindaco di venezia è solo il tentativo di mascherare il suo fallimento.

Marco, ognuno ha i propri sensori (sì, lo so, che razza di termine deformazione dovuta alla formazione ingegneristica) per captare i segnali: io dai primi proclami, tu dal suo auto-attribuirsi un Nobel. Permettimi di dissentire su un punto: per me lo candidano a sindaco di Venezia proprio perché vogliono farlo fuori (c'è incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di Ministro) per la sua evidente incapacità e perché è diventato un personaggio ingombrante. Anche così si può spiegare il fatto che l'annuncio sia stato fatto da Calderoli (altrimenti, why?) e non da un suo collega di partito o dal suo capo.

Caro crav, credo ci sia un equivoco di fondo

Tuttavia, come Franco, ho detto che per dare un giudizio definitivo su un EVENTUALE (quindi a prescindere da Brunetta) cambiamento strutturale nell'efficienza della PA, penso serva molto tempo. Ma, come ho già detto, magari mi sbaglio. Non so se esempi esteri possano essere illuminanti.

Questo è il punto che non mi va giù: non vedo in quale modo RB stia cambiando strutturalemte la PA; non vedo quali provvedimenti abbia preso, tutto qui. Se avesse proposto, messo in campo, fatto approvare una rifoma allora sarei stato d'accordo con te: la sua riforma mi avrebbe trovato d'accordo o contrario, ma per vederne gli effetti ci sarebbero potuti volere degli anni. Da qui l'obiezione: nulla ha fatto (proclami a parte) nulla c'è da attendere.

Ho invece, come questione SEPARATA, indicato come un piccolo merito il "metterci la faccia", per le ragioni sovra esposte e sintetizzate da Franco.

Su questo concordo con te: abbiamo semplicemente gusti diversi. A me il suo metterci la faccia sa tanto di spacconeria, di voler apparire. A te sembra un voler rischiare in prima persona: pazienza, le nostre rimangono opinioni.

Relativamente all'esempio Nicolais il discorso è simile: non sono entrato nel merito del suo operato o dell'eventuale operato qualora il governo non fosse caduto. Bensì ho detto che lui e il suo programma politico sono tendenzialmente sconosciuti all'opinione pubblica: quindi qualora il suo operato fosse stato deludente, non sarebbe stato semplice imputarglielo. Tutto qui.

Riguardo Nicolais, rileggendo il mio post mi sono reso conto che potrebbe essere interpretato come un elogio o una difesa di Nicolais. Non è questo il mio pensiero: non ho avuto modo di dirglielo di persona e non credo potrò, ma per me il giudizio sul suo operato da Ministro è negativo (lo so, non è molto furbo giudicare male un professore della propria Università); nessuna innovazione (per un Ministro dell'Innovazione è tutto dire), nessuna novità in termini di Amministrazione Digitale, nessuna seppure minima riforma in campo di PA. Non so se il progetto di fusione INPS/INPDADP fosse suo o del suo staff: sta di fatto che in due anni mi aspetterei che la cosa fosse quanto meno ben avviata. Invece niente.

La mia frase era da leggersi in questo senso: nonostante il nulla fatto mille volte meglio Nicolais che Brunetta. Che non c'è nulla di meglio per distruggere un'idea che metterla in ridicolo - come il buon RB sta facendo con l'efficienza nella PA.

Michele, come sai, io sono incline a concordare con il nostro nuovo interlocutore crav: anch'io, infatti, sostengo che RB ci stia provando mettendoci la faccia e che i tempi per giudicare i risultati di un'azione volta ad ottenere un cambiamento di così grande portata non possono che essere molto lunghi.

Ovviamente, i proclami pubblici che vantano risultati significativi in breve tempo e l'uso disinvolto delle metodologie statistiche possono essere criticati, ma sono perfettamente in linea con la necessità di mantenere alta la tensione sul tema, anche perché le resistenze al cambiamento certamente non mancano e sono fortissime e trasversali.

Inoltre, un primo risultato c'è comunque, giacché l'assenteismo è diminuito certamente - a prescindere da quale sia la percentuale - e ci dobbiamo tutti augurare che, una volta stabilito che al lavoro ci si deve andare, ora l'azione si concentri sulla fase più importante, che riguarda l'efficacia della PA, come del resto dichiarato.

Io gli voglio concedere tempo, perché non ci possiamo permettere di andare avanti così.

Well, Franco: mi confermi ancora una volta che le simpatie ideologiche fanno premio sui fatti.

Non vedo che altro io possa aggiungere. No, ho una cosa d'aggiungere: non solo non v'è un fatto uno che supporti il pregiudizio favorevole che accampate, ma ignorate i notevoli errori FATTI da Brunetta qua ministro della PA e la sequenza oramai infinita di affermazioni indifendibili che continua ad emettere. Ripeto: ignorate i fatti negativi perché non vi piacciono. In compenso chiedete "tempo"!

È dal 1994 che le persone con le simpatie ideologiche tue e di "crav" "concedono tempo" a BS ed i suoi seguaci. Son passati 15 anni e mezzo, ed i risultati sono davanti a tutti.

Ma i fatti accumulati, chiaramente, non vi interessano. Vi interessano le simpatie ideologico-politiche e siete sempre disposti a "concedere tempo". Mi ricordate i socialisti/comunisti di 30 o 40 anni fa: in URSS non ha funzionato, ma in Cina forse. In Cina non ha funzionato, ma a Cuba forse. A Cuba non ha funzionato ma in Yugoslavia forse ... e via concedendo tempo e facendo maggiori danni.

Non è più una discussione interessante: come discutere con chi dice che in futuro andrà meglio ed ignora il fatto che per il momento va peggio e le azioni di governo sono erronee? Giulio sta spiegando da mesi che, a fronte di un trend di diminuzione dell'assenteismo che PRECEDE DI ANNI l'arrivo di Brunetta, TUTTA l'evidenza disponbile dice che NON C'È ALCUN EFFETTO BRUNETTA ADDIZIONALE? Non solo quindi non mi portate fatti, ma ignorate quelli che vi sono ideologicamente sgraditi.

Si finisce solo per ripetersi, come sto facendo anche io. Continuate così, ed auguri.

I rest my case.

 

Giulio sta spiegando da mesi che, a fronte di un trend di diminuzione dell'assenteismo che PRECEDE DI ANNI l'arrivo di Brunetta, TUTTA l'evidenza disponbile dice che NON C'È ALCUN EFFETTO BRUNETTA ADDIZIONALE? Non solo quindi non mi portate fatti, ma ignorate quelli che vi sono ideologicamente sgraditi.

Infatti: anche io ho spiegato ampiamente che i provvedimenti del 2008 sono stati (quasi) tutti ritirati.

Quali sarebbero i meriti di questo maleducato (che si è beccato una querela da Placido, ultimamente)?

Insultare una intera categorie di lavoratori?

E' questo il "metodo" Brunetta?

Se basta questo per poter fare il ministro, mi propongo io, a metà di quello che prende Brunetta.

Ovviamente, i dirigenti non sono MAI stati citati da Brunetta... chissà come mai.

E pensare che ci sono dei miei colleghi che votano questa gente: una conclamata sindrome di Stoccolma.

(che si è beccato una querela da Placido, ultimamente)?

Premetto che sono del tutto incompetente in materia, cerco comunque di informarmi e, pur nella mia insipienza, mi paiono convincenti gli argomenti che finiscono per dipingere Brunetta come uno smargiasso e un millantatore

Però riguardo alla polemica sui finanziamenti “culturali” (prescindendo dallo specifico caso Placido e dai toni del ministro censurabili, come quando definisce gli impiegati pubblici fannulloni e persino ciccioni, rasentando il grottesco) segnalo un intervento di Baricco, intellettuale che in altre vesti a me personalmente non piace. A mio modesto avviso merita una lettura integrale, in quanto - comunque la si pensi -  offre spunti di riflessione e anima il dibattito culturale italiano, spesso  arroccato su un nostalgico conservatorismo, inserendovi una voce nuova e una posizione controcorrente:

SPETTACOLI & CULTURA

In questi tempi di crisi non si può più pensare che tutta la cultura
sia finanziata con i fondi statali. L'intervento pubblico ha prodotto stagnazione

Basta soldi pubblici al teatro
meglio puntare su scuola e tv

 

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Ovviamente, i dirigenti non sono MAI stati citati da Brunetta

Certo il vento riformista apparirà credibile quando finalmente si vedrà rotolare la testa di qualche dirigente, posto che il buon andamento di un ufficio, fino ai gradini più bassi, dipende dal dirigente. Non è forse per questo che porta a casa fior di dollaroni?

 

Però riguardo alla polemica sui finanziamenti “culturali” (prescindendo dallo specifico caso Placido e dai toni del ministro censurabili, come quando definisce gli impiegati pubblici fannulloni e persino ciccioni, rasentando il grottesco) segnalo un intervento di Baricco, intellettuale che in altre vesti a me personalmente non piace. A mio modesto avviso merita una lettura integrale, in quanto - comunque la si pensi -  offre spunti di riflessione e anima il dibattito culturale italiano, spesso  arroccato su un nostalgico conservatorismo, inserendovi una voce nuova e una posizione controcorrente:

Come scriveva Orazio "est modus in rebus". Non avevamo bisogno di uno Sgarbi in miniatura che sfogasse i suoi complessi di inferiorità ora che gli hanno dato uno scranno. (perché questo è quello che mi pare stia accadendo).

Potrà esprimere concetti anche giusti, ma signori, mi chiedo, è questo il modo? (come la ricordata campagna denigratoria verso tutta una categoria di lavoratori pubblici).

Poi, come sempre, prima di parlare, dia una occhiata a casa sua:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ida_Di_Benedetto

"La Di Benedetto ha fondato con Stefania Bifano la casa di produzione cinematografica Titania Produzioni.

Dal 1995 è la compagna di Giuliano Urbani, Ministro per i Beni e le Attività Culturali dal 2001 / 2005; la relazione è stata resa pubblica dalla coppia nel 2005. Il fatto che la Titania Produzioni abbia ricevuto finanziamenti pubblici per 7 milioni di euro per la realizzazione di quattro film negli anni in cui Urbani era ministro della cultura (tra il 2001 e il 2005)[2], spesso concessi in tempi molto rapidi rispetto alla norma, ha suscitato le dure critiche di Vittorio Sgarbi e Gabriella Carlucci, come Urbani esponenti di Forza Italia attivi sulle tematiche culturali.

Relativamente a tale vicenda il nome della Di Benedetto compare anche nelle intercettazioni riguardanti Agostino Saccà di cui ha parlato il settimanale L'Espresso nel giugno del 2008; secondo tale fonte il 18 giugno del 2007 Urbani avrebbe chiamato Saccà per far pressione per far partire la miniserie Angelica, prodotta della sua compagna."

Ovviamente, i dirigenti non sono MAI stati citati da Brunetta... chissà come mai.

Rimango spesso sorpreso quando qualcuno afferma specie per iscritto che un'altra persona non ha mai detto o fatto qualcosa. Come puoi essere sicuro di un'affermazione del genere riguardo un'altra persona? Hai passato 1-2 anni della tua vita a studiarti tutto quello che RB ha detto pubblicamente? Mah...  Oltretutto poi uno cerca per esempio sull'archivio del Corriere della Sera e saltano fuori articoli come:

Brunetta: caccerò i dirigenti che tollerano i fannulloni

D'accordo criticare, ma per favore con un minimo di competenza e portando fatti e non aria fritta per di piu' inventata.  Io devo dire che almeno per molte delle cose che ha detto apprezzo RB.  Cio' che ha fatto mostra qui e la' buona volonta' ma tirate le somme mi sembra troppo poco e lontano da cio' che servirebbe.  I risultati sono opinabili ma qualcosa di decente misurabile potrebbe anche esserci.

D'accordo criticare, ma per favore con un minimo di competenza e portando fatti e non aria fritta per di piu' inventata.  Io devo dire che almeno per molte delle cosa che ha detto apprezzo RB.  Cio' che ha fatto mostra qui e la' buona volonta' ma tirate le somme mi sembra troppo poco e lontano da cio' che servirebbe.  I risultati sono opinabili ma qualcosa di decente misurabile potrebbe anche esserci.

Dopo più di 1 anno e mezzo di Governo, mi permetta almeno di non crederci nemmeno un po'. Per me si tratta solo aria fritta e basta. Parole, parole, parole.

E, mi perdoni, ma da dipendente pubblico credo di poter parlare con un "minimo" di cognizione di causa, considerato che, a differenza di molti che qui scrivono, vivo le esternazioni di questo signore, quotidianamente, sulla mia pelle.

È dal 1994 che le persone con le simpatie ideologiche tue concedono tempo" a BS ed i suoi seguaci.

No, Michele, scusa ma nel mio caso le ipotizzate simpatie ideologiche c'entrano proprio nulla e, forse, dovresti saperlo, ormai .... :-)

Io discuto di un argomento specifico, non dell'intero operato di BS, che non ho citato e che niente ha a che fare con il dibattito. E sono stato disponibile a concedere tempo anche al precedente ministro Nicolais, prima di giudicarne l'operato - sul quale ancor oggi, infatti, non mi esprimo - per il semplice e banale motivo che l'impresa di rendere efficiente ed efficace la PA italiota è operazione indispensabile come l'aria che respiriamo, ma presenta i caratteri della "mission impossible". Quindi, non ritengo di dover pretendere risultati significativi in un arco di tempo che a me pare troppo breve. A prescindere dal fatto che a provarci siano, dunque, Renato Brunetta od il mago Zurlì, chi s'impegna a farlo e lo dichiara apertamente ha il mio supporto (per quel che vale, naturalmente). M'importa poco che abbia altissima stima di sé e sia cortese o meno verso chi esprima altre opinioni o, meglio, lo considero un problema diverso.

Fermo restando che gli errori sono possibili e che c'è l'opportunità di suggerire correttivi, quel che a me non piace è l'astio che leggo in molti oppositori, in particolare se dipendenti pubblici, cosa che m'induce a "pensar male", con non irrisorie possibilità di indovinarci .... :-)

Inoltre, Giulio (Zanella, non Tremonti) non sostiene che non vi sia alcun effetto Brunetta, ma solo ne contesta la certezza e la quantificazione, portando un'obiezione di tipo metodologico ai dati del ministero. E la diminuzione dell'assenteismo c'è stata, al di là della discussione relativa a cause ed entità, quindi non è corretto sostenere che le cose vadano peggio, mentre è legittimo e condivisibile affermare che ciò non basti e che sia necessario fare meglio e ben di più.

Accetto, peraltro, che ognuno abbia una sua specifica sensibilità relativa a tempi e metodi. Molto meno il clima da "bianchi vs neri", che porta ad atteggiamenti del tipo "con me o contro di me", purtroppo dominanti nel dibattito politico, che assomiglia sempre più ai cori da stadio .....

 

 

No, Michele, scusa ma nel mio caso le ipotizzate simpatie ideologiche c'entrano proprio nulla e, forse, dovresti saperlo, ormai .... :-)

Mi dispiace Franco (e rieccote con questo <em> infettivo!) ma non lo so proprio.

Ormai so che tu "dici" sempre di non averle. Ma so anche misurare le frequenze e noto, statisticamente, che tu (ed altri) cadete sempre nella trappola di difendere l'indifendibile quando esso viene da un lato e di condannarlo a priori quando viene dall'altro. Se proprio me lo chiedi ti posso dare tutta l'evidenza che vuoi, ma spero non serva ...

Tanto per confermare il modello, oggi è arrivato anche Alberto Lusiani a spiegarci che, guarda caso, anche lui vuol dare tempo e fiducia al ministro BR ... suvvia ragazzi!

Mi fermo qui, altrimenti divento cattivo ed oggi non ho molto tempo per la cattiveria. Devo scrivere un editoriale per l'Huffington Post :-)

Come ho detto, sulla questione BR io ho rested my case already.

Caro/a crav, commento brevemente una tua asserzione:

Inoltre penso che l'Espresso lo critichi non solo in modo giornalisticamente scadente sul suo operato ma bensì a prescindere dal suo operato, per attaccare il governo in una delle sue componenti forse più apprezzate dall'opinione pubblica.

Che L'Espresso sia fazioso, non v'e' dubbio. Pero': il fatto che Brunetta sia apprezzato dall'opinione pubblica dipende dal flusso di informazione che va a formare quell'opinione. Anche Mussolini era apprezzato dall'opinione pubblica...

Nella sua conferenza stampa, Brunetta ha detto che nessuno tra gli accademici italiani, eccetto Giulio, ha contestato le sue cifre. A parte che non e' vero (la redazione de La Voce fece considerazioni simili 11 mesi fa), il problema e' che in Italia i giornalisti non fanno le pulci ai politici. Non chiedono agli esperti di dare il loro parere per vagliare le informazioni date dai politici stessi. Non fanno altro che riportare i loro editti e le loro elucubrazioni.

Qui una  dissertazione sul metodo Brunetta. Qui una dimostrazione pratica..

Forse, ma faccio ipotesi, nessuna domanda è stata sollevata al ministro perchè i giornalisti presenti non avevano capacità di esercitare un giudizio terzo rispetto alle questioni di statistica sollevate dal ministro...anche questo è un indice della qualità del giornalismo nostrano.

Forse, ma dico forse, nel discutere questioni come quelle sollevate, il ministro poteva evitare di polemizzare direttamente con chi lo critica facendo osservazioni sul personale di quest'ultimo (dove vive, dove ha studiato...) e attenersi solamente alle ipsissima verba di Giulio, ma queste sono cose che attengono allo stile di un uomo: se il nostro non ha digerito bene la statistica, che pure è una cosa che si insegna, come potrà mai imparare lo stile, per il quale non esiste didattica di sorta ma solo acquisizione col tempo e l'esperienza?

Eccovi invece alcuni articoli di oggi sulla conferenza stampa di ieri (qui e qua)...le testate le ho scelte apposta; un unico messaggio traspare: serriamo le fila contro i "nemici"!

 

 

il ministro poteva evitare di polemizzare direttamente con chi lo critica facendo osservazioni sul personale di quest'ultimo

Per dirla tutta, Marco, nell'articolo non c'entrava nulla neppure il riferimento al padre di Brunetta come "venditore ambulante".

In realtà io non ho letto l'articolo dell'Espresso, ma ho solo guardato la conferenza stampa, che tale non era affatto...applausi scroscianti e risatine ripetute davano più il tono di una congrega di amici che si riunisce a ridere e scherzare più che a discutere seriamente. Ad ogni modo, è vero che Brunetta alle volte è attaccato personalmente e questo ovviamente va male.

PS: Noto poi che anche Brunetta collega la veridicità di quanto asserisce al livello di popolarità di cui, secondo i dati da lui stesso forniti, godrebbe...il metodo si sta diffondendo e io lo chiamerei "il metodo Barabba", SENZA OVVIAMENTE VOLER ISTITUIRE UNA RELAZIONE FRA LA CONDOTTA STORICAMENTE ATTRIBUITA A BARABBA E LA CONDOTTA PRESENTE DI CHI SI AVVALGA DEL METODO STESSO per accertare la verità o accettabilità di una asserzione o di una condotta.

Secondo questo metodo, se l'indice di popolarità o la folla esprimono consenso per un politico o un'affermazione, di qualsivoglia natura, questa deve essere vera in certo modo.

PS: Noto poi che anche Brunetta collega la veridicità di quanto asserisce al livello di popolarità di cui, secondo i dati da lui stesso forniti, godrebbe...il metodo si sta diffondendo e io lo chiamerei "il metodo Barabba"

Questa del "metodo Barabba" è davvero esilarante; sarebbe dal morire dal ridere, se non si trattasse del nostro paese.

Io non mi spiego, al di là dei dati statistici, come mai non sia stata fatta una semplice domanda alla cuccarini wannabe:

Quale sarebbe l'effetto Brunetta, visto che i provvedimenti sulle fasce di reperibilità sono stati precipitosamente ritirati?

Me lo spiegate, per favore?

E, mi ripeto, la decurtazione per malattia c'era anche prima (sui primi 15 giorni, invece degli attuali 10) per Ministeri ed Agenzie Fiscali.

Ora è stata estesa a tutto il comparto statale.

Vi è solo una differenza: prima della riforma che porta il nome di quell'arrogante uomo, oltre 15 gg. di malattia non veniva fatta alcuna decurtazione. IMHO una gran cagata, che portava poi, in alcuni casi, a "prolungare" le malattie lunghe fino ad arrivare agli agognati 15 giorni per evitare decurtazioni. (e, in fondo, è comprensibile che una decurtazione di 200 euro circa, su uno stipendio di 1300/1500 euro, faccia parecchio male).

Ora, anche superati 10 gg. di malattia, la decurtazione viene sempre effettuata.

Allora, mi spiegate come ad un bimbo di 6 anni (cit.) cosa rimane della riforma, visto che anche le fasce orarie da "arresti domiciliari" sono tornate le stesse del comparto dei lavoratori privati?

Inoltre, la famosa voglia di premiare i "meritevoli" è andata a peripatetiche o sbaglio?

Le Agenzie Fiscali aspettano ancora gli incentivi per gli obiettivi contrattati con il Ministero per il 2008 e, a quanto pare, pienamente raggiunti.

Incentivi bloccati da Monsieur Tremonti per non si sa quale motivo.

Cioè, in italia (volutamente minuscolo) funziona così: il governo dice: cari lavoratori, se raggiungete questi obiettivi da me fissati, vi daremo qualche doblone in più.

Dopo che vengono raggiunti gli obiettivi, il ministro di tale governo dice: me ne frego (cit.).

Tralasciando poi l'ennesima riforma dell'Agenzia delle Entrate, ove stiamo passando da un sistema di decentramento e piccoli uffici (che iniziavano a dare buoni risultati), ad un sistema di mega direzioni provinciali, con mega uffici, mega dirigenti, e tante possibilità per gli incapaci (assunti in tempi di vacche grasse, di penta partito e di balene bianche) di imboscarsi.

Sono sempre stato convinto che la P.A. assomigli molto ad una grande azienda con migliaia di lavoratori: le possibilità di fancazzismo sono direttamente proporzionali alla grandezza dell'ufficio (a proposito di privati, salto di palo in frasca: come mai, quando torno a casa, vedo tanta gente che scrive dagli uffici di aziende private, su facebook ed affini? Tutti grandi lavoratori, nevvero? Vi rendo edotti che nell'agenzia delle entrate, gli accessi ad internet sono in possesso dei dirigenti e di pochissimi altri collaboratori, nelle altre P.A. non so).

Parlando di statistiche, nel mio ufficio prima e dopo la riforma del napoleone della laguna, non è cambiato assolutamente nulla: la gente si ammala e si assenta esattamente come prima ed io, come ho sempre fatto, prendo un giorno di ferie nel caso si tratti di brevi malanni. Lo faccio non tanto per la decurtazione, quanto perché mi rompo a dovermi fare 3 ore di coda dal medico per un merdoso certificato.

Visto come vengono fatte le statistiche del ministero, ritengo che il mio sia un campione più che rappresentativo.

P.S.: mi scuso se ho mischiato argomenti e per il linguaggio acceso, ma sono mesi che mi sento denigrato e definito un lavativo, fannullone, piaga dell'umanità, mangia pane a tradimento.

Oltre tutto, lavoro al sud (il trasferimento dal nord, per la cronaca, l'ho ottenuto vincendo un altro concorso e ho deciso di tornare a casa non perchè la vita sia meno cara, ma perchè ho qui i miei parenti e mia moglie), quindi doppiamente colpevole e passibile di "gabbie salariali".

E quando sento il figlioccio di Craxi e de Michelis, che si mette in bocca parole come "meritocrazia", "premiare i migliori",  ed affini, e quando leggo della trota prole di Bossi che becca 12.000 euro al mese dopo essere stato segato 3 (dicasi TRE) volte all'esame di stato...ebbene, scusatemi, ma mi sale il sangue agli occhi e mi chiedo: ma in che paese di merda ho la sfortuna di vivere?

Sono un dipendente pubblico e di considerazioni da fare ne avrei tante. Mi limito alle seguenti:

  1. Davvero incredibile come Brunetta critichi un articolo che non ha letto; altrimenti non si vede come possa definire "ricercatore negli Stati Uniti" il buon Zanella. Detto da uno famoso anche per questa famosa tirata contro la Bignardi l'effetto è comico.
  2. la riposta alla critica 3 (scaricate il pdf dal sito della funzione pubblica) mettono in evidenza una scarsa comprensione del testo. Qualcuno dovrebbe spiegare a quell'uomo che "punizione" è da intendersi non nel senso finanziario, ma nel senso morale, di cattiva pubblicità (vengo definito fannullone senza meritarlo.
  3. La risposta alla critica 13 sono un autentico capolavoro: insomma, come qualcun altro si sta chiedendo su questo forum, ma allora avevano ragione i sindacati e torto lei? Se ha fatto retromarcia su quasi tutto, allora avevano ragione i suoi detrattori o no? Insomma, che si decida.

Viceversa vorrei fare qualche considerazione extra: ma è normale che un sito istituzionale debba avere come home page le beghe personali di un ministro (con evidenti problemi di frustrazione personale) con un settimanale? Che poi nella stessa pagina ci sia un collegamento alla home page (dove per altro continua a latitare l'obbligatoria PEC del ministero) cambia poco. Insomma, ma al ministero non hanno niente di meglio da fare che dedicare la prima pagina anziché ai servizi dei cittadini alle public relation del loro ministro?

Nota a margine: ma è normale che nella stessa prima pagina ci sia per intero la scansione per intero dell'articolo in questione? Non si arreca danno economico al gruppo L'Espresso? Io, ad esempio, avevo intenzione oggi di acquistare quel numero spinto dall'articolo in prima pagina: a questo punto ringrazio il ministro e risparmio il costo del giornale (per altro l'articolo non meritava dato che riportava per lo più dati già noti, specie ai lettori di NfA).

Chiudo con un'errata corrige: era forse randomized e non radomized?

Mi chiedo (a meno che non si sia spiegato male) se il Ministro creda davvero o voglia far credere (la cosa è grave in entrambi i casi) che la riduzione delle assenze nel settore privato possa essere in qualche modo causata dalla sua azione per la riduzione delle assenze nella Pubblica Amministrazione. 

E' chiaro l'effetto "interazioni sociali". Cosi' funzionano le epidemie, come ben ti hanno insegnato i tuoi insegnanti amerikani.  :)  

 

 

certo, alberto, ma le teorie vanno usate con cautela e le spiegazioni piu' semplici devono avere la precedenza.

in questo caso c'e' una spiegazione letteralmente "epidemica" legata (la butto li' perche' non ho tempo di cercare i dati adesso) alla diffusione dei vaccini influenzali. ho scoperto che per la prima volta nella stagione 2005/2006 (iniziando a ottobre 2005) il ministero per la salute ha avviato una campagna per la vaccinazione dei dipendenti pubblici. dato che la vaccinazione di un individuo ha importanti effetti indiretti (nel senso che previene il contagio di molte altre persone) non sarebbe sorprendente scoprire che la vaccinazione di (relativamente) pochi dipendenti pubblici riduce notevolmente le assenze per malattia nell'intero comparto e anche nel settore privato (come nel paper di miguel e kremer su deworming). se cosi' fosse ecco la "cura Brunetta" giusta: vaccinazione stagionale. forse intendevi questo mettendo interazioni sociali tra virgolette? oh forse no, ci siamo gia' accapigliati su questo punto :-)

 ho scoperto che per la prima volta nella stagione 2005/2006 (iniziando a ottobre 2005) il ministero per la salute ha avviato una campagna per la vaccinazione dei dipendenti pubblici.

 

Confermo. Personalmente usufruisco della vaccinazione dal 2006 (dopo che nel 2005 persi alcune giornate di lavoro per l'influenza e sono stato a letto in condizioni pietose).

Ovviamente l'adesione è su base volontaria, ma viene consigliata soprattutto a chi è in contatto con il pubblico.

Io la faccio ugualmente, pur non essendo io allo sportello, poichè, lavorando nell'ufficio legale, non vorrei perdermi udienze e/o scadenze per costituzioni in giudizio a causa di una banale influenza.

Sono d'accordo naturalmente, Giulio, il mio commento voleva essere ironico, forse senza successo (Michele lo dice sempre che non si vede mai l'ironia nei miei commenti). Volevo notare che c'era una spiegazione - assurda - e che, ironia della sorte,  era proprio connessa al tuo (e mio) lavoro di ricerca. 

mi sembra molto improbabile una spiegazione del genere, primo perche' l'immunization rate deve essere altissimo prima che si verifichi un effetto indiretto di riduzione sui non vaccinati, secondo perche' il picco dell'influenza nel nostro emisfero e' febbraio e i dati di brunetta erano maggio-dicembre, cioe' ben fuori dalla fascia.

ma forse tu e alberto state scherzando e non ho capito :(

Io, invece, ho preso il secondo commento di Giulio seriamente e, se fossi voi due (GG e GZ) proverei a raccogliere i dati e darci un'occhiata.

Da un punto di vista serio, lasciamo stare Brunetta che la discussione è oramai stucchevole, la cosa interessante da capire è perché proprio in quegli anni inizia un trend di diminuzione dell'assenza per malattie. Se questo trend è comune al privato, io userei variabilità provincial/regionale per capire se le vaccinazioni contro l'influenza possono o meno spiegarne almeno una parte.

Al momento altra ipotesi sul terreno non c'è, salvo quella che i lavoratori italiani, avendo previsto l'arrivo del mancato premio nobel 3 anni dopo, non avessero cominciato a fare aggiustamenti comportamentali con sostanziale anticipo.

Alberto scherzava ma io l'ho preso sul serio perche' su queste cose ho la coda di paglia :-)

La tua osservazione e' molto utile Giorgio e ci accontentiamo di te in assenza di un epidemiologo :-). Capisco che il tasso deve essere sufficientemente elevato perche' il meccanismo e' nonlineare, ma cosa intendi per "altissimo"? Si sa qualcosa sul livello critico?

 

L'influenza si prende a casa (30-40%), a scuola (20%) e altrove ( soprattutto sul lavoro) per il rimanente (40-50%). Considerata' la varieta' delle sedi di contatto, la stima e' che perche' un vaccino anti-influenzale riesca a ridurre il contagio, almeno il 70% della popolazione deve essere vaccinata.I dipendenti pubblici in Italia sono circa 3.5m che e' circa il 6% della popolazione italiana. Come vedi siamo lontanissimi. Del resto lo scopo della vaccinazione anti-influenzale non e' quello di ridurre il contagio (come avviene invece per altri tipi di vaccino)  ma di ridurre il rischio nei soggetti piu' deboli o, nel caso dei dipendenti pubblici, di ridurre l'assenteismo. Sinceramente se e' vero che l'assenteismo e' diminuito nel 2008/2009 nell'ambiente privato, mi verrebbe da cercare i motivi nella crisi ("in periodi come questi, e' meglio rigare dritto").

C'e' un dato che secondo me e' notevole che risale all'anno scorso. Come saprai, google e' venuta fuori con un sistema fantastico per prevedere lo spread dell'influenza basandosi sul tipo di keywords usate dagli utenti nel fare una ricerca (google flutrends: pubblicato qui) Usando questo sistema si riesce ad avere un'idea dell'outbreak con circa 2 settimane di vantaggio rispetto il metodo tradizionale del CDC. Ora, la cosa bella e' che andando a guardare i dati con risoluzione settimanale, viene fuori che la maggiorparte dei casi di "influenza" si verifica il lunedi...

Ad ogni modo, direi che hai assolutamente ragione quando dici che l'unica cosa da fare e' aspettare dati globali. Sinceramente penso sia anche possibile e plausibile che un sistema basato sulle minacce e la voce grossa come quello che ha messo su Brunetta possa avere avuto qualche effetto il primo anno. La natura umana (e soprattutto quella italiana) insegnano pero' che alle parole ci si abitua facilmente e che chi agita il bastone senza usarlo alla lunga non ottiene proprio niente. I modi di brunetta per combattere l'assenteismo sono stati, secondo me soltanto mediatici finora - come del resto il personaggio.

Edit: aggiungo alcuni dati. Dovrebbe essere relativamente facile trovare dati dettagliati sui casi di influenza stagionale in italia o nei vari paesi (e magari correlarli con le assenze sul lavoro? Qualcuno lo avra' gia' fatto, immagino). In Italia la stagione 2008/2009 e' stata intermedia. Diversi enti si occupano di monitorazione a livello europeo: eurosurveillance, venice e ECDC sono link utili.

 

Il coronamento della conferenza del ministro e' il passaggio in cui asserisce di essersi formato culturalmente e politicamente leggendo L'Espresso... fantastico... Spero che qualcuno metta il video su youtube. Potrebbe diventare un cult... Brunetta alla pari di Oronzo Cana'

Senza parole ! Ho semplicemente cercato sul sito del Ministero le linee programmatiche dell'innovazione. Pomposamente chiamato: piano industriale dell'innovazione.......

Comunicazione di Servizio: marco guarda che il link è rotto

No, il link non è rotto, è proprio quello, sul sito del Ministero dell'Innovazione (Internet ?) il link al piano Industriale  dell'Innovazione non c'è !

Ipotesi 1: il piano non esiste (l'annuncio sì)

Ipotesi 2: il link non funziona perchè al Ministero dell'Innovazione non hanno un web designer

Ipotesi 3: Il Ministero dell'Innovazione è come quel ministero il cui nome è il contrario del significato (per cui Innovazione significa sottosviluppo).

Ipotesi 4: Il Ministro è talmente dedito a spendere i miei soldi per attaccare l'Espresso che non si rende conto che nel suo Ministero qualche fannullone si dimentica di mettere i link

Ipotesi 5: Il Ministro è talmente incompetente che gliela fanno sotto il suo naso.

Ipotesi 6: ...........

Sì, Marco, un po' tutte le precedenti insieme. Sembra che qualcuno abbia copia incolla nel WYSIWYG quello che andava nel codice della pagina (il "<%" è tipico dei linguaggio di scripting); l'errore si ripete un po' dappertutto nel sito. Altra chicca sta nel fatto che le pagine sembrano tutte senza title (il titolo che si vede in cima al browser). E mi sa che vìola anche un po' di requisiti della legge Stanca. Quel che è certo è che il buon Brunetta vìola apertamente le norme che lui stesso ha introdotto, ad esempio non riportando in home page la PEC del Ministero.

Rotolerà qualche testa ? Vediamo; nel frattempo, a buon motivo self evident Brunetta rimane un incompetente.

Hanno riaggiornato il sito... evidentemente qualcuno al ministero legge Nfa (però non deve essere in grado di rispondere, fosse Brunetta stesso ?), adesso attendiamo le scuse a Giulio.

Ma in cosa? Io vedo ancora la prima pagina occupata dalle beghe personali di un tizio con evidenti problemi di frustrazione; e pagine interne pieni di <% e %> (evidenti segni di qualche codice scriptato finito nel testo) e privi di titoli.

Esagerato ...

È vero, la prima pagina è scandalosa, ma di questo abbiamo già detto.

Però se poi entri e nel motore di ricerca inserisci "piano industriale innovazione" qualcosa esce ... comunicati stampa, alcuni protocolli d'intesa e c'è perfino una presentazione in ppt. È low tech, ma c'è ... Ora, non chiedermi di valutarla, che devo finire un altro editoriale anche oggi :-)

P.S. Ah, divertente visitare il sito. Si scoprono cose veramente interessanti, per esempio nella pagina dei collaboratori del ministro.

Ho scaricato il "piano industriale dell'innovazione", è un .pdf e finalmente oggi lo si trova sul sito (che, ribadisco, è stato pesantemente riaggiornato dopo le critiche... visto che servono ?).

Anzi, i .pdf sono 2, uno è la presentazione, in cui si legge che io ho detto (RB),io ho fatto ,io qui, io là. Non è compito mio stigmatizzare un simile comportamento, noto solo che si dovrebbe dire: il Ministro ha detto, il Ministro ha fatto, perchè RB è un Ministro pro-tempore, non il Padreterno, ma lo stile non si compra.

Il secondo è il Piano Industriale, oggi vac' e ' press (vado di fretta) e non ho tempo, noto solo, a pag. 4, che c'è scritto che dalla fine del 2009 (tre mesi ancora..) in Italia ci sarà il processo telematico, tutti gli atti, le notifiche, etc. , etc. saranno trasmesse in via telematica. Boh, io non ho processi a mio carico, AXEL che tu sappia è così ?

Divertente anche che ogni "attività" si chiude con "preparazione dell'evento della firma e conferenza stampa" . Sempre più senza parole. Divertitevi.

Ho scaricato il "piano industriale dell'innovazione", è un .pdf ...

È la stessa presentazione che avevo trovato ieri in formato ppt, l'hanno semplicemente stampata su un file in formato pdf ... trattasi di presentazione alla "stampa" (plaudente? Chissà ...)

Se quello è un piano industriale, io sono lo zar di tutte le russie ...

 

Esagerato ...

È vero, la prima pagina è scandalosa, ma di questo abbiamo già detto.

Però se poi entri e nel motore di ricerca inserisci "piano industriale innovazione" qualcosa esce ... comunicati stampa, alcuni protocolli d'intesa e c'è perfino una presentazione in ppt. È low tech, ma c'è ... Ora, non chiedermi di valutarla, che devo finire un altro editoriale anche oggi :-)

Chiedo venia, non avevo compreso che Marco si riferisse al piano industriale. Per deformazione professionale guardavo solo le pagine web e i tanti refusi in esse contenuti; chissà forse insistendo magari un giorno correggono. Certo che se ora il piano industriale è tutto in pdf allora il tutto assume un'aria davvero professional :)

P.S. Ah, divertente visitare il sito. Si scoprono cose veramente interessanti, per esempio nella pagina dei collaboratori del ministro.

I nomi non mi dicono nulla: c'è qualcosa che dovrei (dovremmo) sapere?

PS: quello che più mi ha colpito è stato il forum: pur avendo un link dalla prima pagina ha attirato ben 7 (dico 7) messaggi; di questi solo uno è vagamente "favorevole" alle tesi del Ministro. Ma non è straordinario? Un sito web mobilitato, un paio di dossier a caso, una conferenza stampa in pompa magna, per cosa? Sette messaggi su un forum di cui sei contrari al Ministro: provaci ancora Renato!

ma come si fa a parlare di metodo scientifico (ed essere apprezzati o capiti) in un paese in cui solo una minoranza (44%) non crede negli oroscopi non e dove per sconfiggere l'influenza A si raccomanda di baciare san gennaro?

Francesco

Sembra uno dei tanti, numerosi, virgolettati scriteriati di quei criminali dei titolisti.

Ossia: dando eventualmente per buono che le misure contro l'assenteismo abbiano funzionato, la Pubblica Amministrazione e' migliorata? Per esempio, e' meno costosa? O da' piu' servizi? O li' da' di migliore qualita'?

Perche' ovviamente a noi cittadini dovrebbero interessare soprattutto i risultati finali (servizi/costi) piu' che il metodo con cui sono raggiunti (lotta all'assenteismo)

Ossia: dando eventualmente per buono che le misure contro l'assenteismo abbiano funzionato, la Pubblica Amministrazione e' migliorata? Per esempio, e' meno costosa? O da' piu' servizi? O li' da' di migliore qualita'?

Perche' ovviamente a noi cittadini dovrebbero interessare soprattutto i risultati finali (servizi/costi) piu' che il metodo con cui sono raggiunti (lotta all'assenteismo)

Corretto! Non fare nulla a casa o non fare nulla in ufficio non cambia la produttività.
Questa dipende dall'ottimizzazione delle procedure, dagli investimenti informatici, dallo snellimento buricratico. Cose che competono ad ogni singolo ministero, direi, non da Brunetta.
FF

 

 

 

Mi inserisco nel post su Brunetta...

Lo spunto nasce dalla vicenda di Floris e del suo Ballarò. Come si sa, la trasmissione è rimandata: sarebbe dovuto riniziare domani ma non se ne farà nulla. Vespa, che come da intercettazioni con la Bergamini "cuciva trasmissioni addosso all'allora amico Fini", farà un mega spottone in Abruzzo sulla consegna delle chiavi ai terremotati. La cosa allucinante di tutto questo è che il cambiamento del palinsesto non lo conoscevano nè Floris (che si deve fare da parte); nè il Presidente della Rai Paolo Garimberti; nè lo sapeva il direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini. Lo sapeva solo il direttore generale Mauro Masi. La mia domanda è: ma chi le prende le decisioni in Rai? E poi, e' normale che un direttore generale si occupi di palinsesti difendendo decisioni che ai vertici del suo gruppo nessuno conosceva? E se Floris non sapeva nulla, e non sapeva nulla Ruffini, e neppure Garimberti, allora chi è che decide in Rai?

Qualche domanda.

Non ho letto, ma questi "non sapevo" siamo sicuri siano veri?

Il motivo per il quale hanno spostato/eliminato Ballarò sarebbe di auditel?

Al di là della presente vicenda:

Sebbene 1) sarà sicuramente un "mega spottone" e 2) che qualora le cose andassero peggio un "mega processo" non sarebbe stato fatto, una trasmissione, magari un po'diversa da quella che ci si può aspettare da BV, che racconti come lo stato (prima ancora del governo) si sia ben comportato o comunque comportato meglio che in passato (ammesso che questo sia vero, io non lo so) è criticabile/scandalosa?

Intendo dire, non può essere utile che la tv pubblica racconti (al di là della notizia giornalistica), anche con chiaro intento "auto-pubblicitario" per lo stato, fatti positivi (se lo sono e con toni decenti, a me BV non piace) come la riuscita di un'eccellente operazione antimafia, la soluzione di una situazione di emergenza magari in operazioni militari, il sostegno dopo una calamità naturale, ecc ecc?

Evidentemente giornalisti e dirigenti responsabili di tali trasmissioni verrebbero accusati (giustamente o ingiustamente) di 'servilismo', ma questo basta a "vietare" allo stato di pubblicizzare le sue vicende migliori?

Intendo dire, non può essere utile che la tv pubblica racconti (al di là della notizia giornalistica), anche con chiaro intento "auto-pubblicitario" per lo stato, fatti positivi (se lo sono e con toni decenti, a me BV non piace) come la riuscita di un'eccellente operazione antimafia, la soluzione di una situazione di emergenza magari in operazioni militari, il sostegno dopo una calamità naturale, ecc ecc?

Ma certo che è "nostro dovere e fonte di salvezza rendere grazie sempre e in ogni luogo" alle istituzioni quando riescono a fare decentemente il loro lavoro...ma siamo sicuri che le cose andranno così? Intanto, fin'ora il presidente del consiglio ha sempre lasciato intendere che non è lo Stato, ma la sua taumaturgica persona ad avere "risolto" la situazione in Abruzzo e che mai prima d'ora si erano ottenuti risultati tanto straordinari (mi chiedo sempre perchè la politica in italia debba essere sempre un bastone infilato (quando va bene) nella roccia volto a crepare la società civile e a trasmetterle divisioni che sono solo i riflesso di bieche lotte di potere); se si trattasse di dimostrare che lo stato, in tutti i suoi apparati ha funzionato; se si invitassero anche le opposizioni a condividere quel momento; se tutti riconoscero i meriti della società nel suo insieme, la cosa potrebbe anche andare bene...senza però fare tramissioni a danno altrui.

Sugli esempi che porti, come momenti di buona amminastrazione non mi pare che si dedichino puntate speciali all'encomiabile lavoro dei giudici anitmafia (ho detto giudici eh, assumendo il lavoro di quanti condannano e assolvono nei tribunali...non sto parlando dei pm che svolgono le indagini...sennò arriva subito qualcuno a spiegarmi che la giustizia è politicizzata), anzi mi pare proprio che i giudici antimafia siano stati attaccati ultimamente.

Sono sicuro che la trasmissione di Vespa sarà estrememante accurata ed imparziale. Mai e poi mai in Italia i governi hanno usato la televisione pubblica per farsi pubblicità.  Sono certo che abbonderanno le comparazioni accurate e giudiziose con il terremoto dell'Umbria del 1997 e sulla gestione del dopo-terremoto di allora. Nessuna immagine verrà usata ad effetto per fini propagandistici. La discussione si incentrerà sulla struttura organizzativa e su come ha operato, evitando gli accenti sui responsabili politici che ben poco hanno contribuito.  D'altra parte, tali responsabili politici mai e poi mai si sognereebbero di usare una disgrazia nazionale per farsi propaganda. Verrà dato un resoconto esatto di ciò che si è ottenuto finora così come delle cose ancora da fare, spiegando chiaramente quali sono stati i costi finora e quali saranno i costi futuro.

Si, sono proprio convinto di tutto questo. D'altra parte, l'Italia è un paese meraviglioso. Solo ieri un gentile signore mi ha venduto per soli 10mila euro un bel monumento in centro a Roma, mi sembra si chiami Colosseo.

Ma rinvieranno anche Marsiglia-Milan per togliere concorrenza a Vespa?

Diablo, sollevi un tema delicatissimo. Certo che questo da un nuovo significato all'espressione ''conflitto di interesse''.

No, ho trovato. Le luci del Vélodrome si spegneranno all'improvviso e al Milan non resterà che ritirare la squadra. Dov'è che l'ho già sentita questa?

Grande Fausto, sei la vera memoria storica della nazione. Per gli altri, ecco un link d'aiuto.

Credo che tutti condividiamo l'ironia di Sandro, quanto volevo dire è: a mio modo di vedere il fatto che in Italia non si riescano a fare cose altrove normali (senza che altrove debba necessariamente essere "meraviglioso" come ironicamente Sandro definisce l'Italia), non può spiegarsi dicendo che la classe politica e/o giornalistica è pessima o che l'Italia è il paese delle banane. Direi che la spiegazione è più complessa e io non la so fornire ma sarei sicuro nel dire che riguarda un numero di persone ben più ampio delle due classi sovracitate.

Ironicamente ringrazio Sandro per aver tolto la polvere da un meraviglioso ricordo per i milanisti come me...

Crav, la polvere l'ho tolta io, non Sandro. Sandro è un milanista che ha rimosso il ricordo

mi ero confuso...grazie a te allora...ma rimuoverò anche io quanto prima!

Beh, ma dico.... e allora tu sei juventino, tié.

Io butto lì un pronostico, si accettano scommesse. Arriverà una telefonata in diretta...

Fabrizio

allora chi è che decide in Rai?

Io, non è ovvio? La vendetta è un piatto che si consuma freddo, mio caro ...

Ma no, quale vendetta...è che con tutta la saliva che c'è in Rai lo slittamento di trasmissioni e conduttori è quasi fisiologico...poverini, scivolano e hanno paura di farsi male, e allora per evitare problemi, indossano spontaneamente le catene (da saliva).

Le catene per la neve invece non gliele mettono mai (ai polsi): nei palazzi romani quando nevica si fa festa...certo non si mettono le catene...magari l'unica precauzione che hanno le macchine, quando c'è neve, sono i vetri oscurati.

Si certo, la vendetta poi si serve fredda, come le docce di certe serate in certi lettoni.

 

Il fatto che il Capo del Governo faccia di tutto per manipolare i media non mi sembra un grosso problema: esiste un politico che si astiene dal provarci, avendone l'occasione? Cio' che stupisce e' la facilita' con cui BS riaglia a propria misura il palinsesto televiso senza che nessuno glielo impedisca. I primissimi colpevoli di questa situazione sono proprio quei soggetti che dovrebbero essere i "checks and balances" di BS. in particolare

1) L'opposizione. Reputa scandaloso che BS abbia 6 reti tv? Bene, faccia un manifestazione nazionale e in concomitanza presenti un disegno di legge per la privatizzazione della Rai e per una piu' severa normativa antitrust. Invece no, la Rai non va privatizzata, perche' bisogna salvaguardare "il servizio pubblico", il quale servizio pubblico e' protetto da Pd & Company in quanto a sua volta fonte di poltrone da assegnare nell'improbabile scenario di una vittoria elettorale. 

2) Antitrust. Il sig. Catricala' e' troppo impegnato per potersi dedicare a Rai/Mediaset, a ordini professionali e quant'altro che, in fondo, sono second order riguardo al problema dei consorzi del prosciutto o di Google. L'Antitrust vince pure un concorso per progetti innovativi nella pubblica amministrazione, ma chi consegna il premio? Il Ministro Brunetta ovviamente! Eh certo, ci si guadagna qualcosa a fare le marchette al Governo (poi, Ministro, il premio lo darei per il progetto col migliore risultato, non per il progetto con la migliore lista di wishful thinking)

3) Presidente della Repubblica. Ma si', mettiamoci dentro anche lui, il quale dovrebbe essere garante della Costituzione che, in quanto a liberta' di stampa, se la sta passando proprio male. Ma se un Presidente della Repubblica serve solo a fare le cerimonie ufficiali perche' gli italiani dovrebbero pagare le tasse per mantenere la burocrazia monstre del Quirinale? Perche' non farne un museo o affittarlo per eventi ufficiali di grandi imprese cosi' che ne tiriamo pure fuori qualche soldo?

Guardate, io Berlusconi proprio lo assolvo, magari fosse l'unico problema e l'unico responsabile! Se cosi' fosse in Italia un BS neanche potrebbe esistere. Il problema sono i signori 1) - 2) -3) e chissa' quanta altra parte delle nostre istituzioni, che non fanno il loro lavoro e se ne stanno li' a raspare stipendi e ad abitare sontuosi palazzi romani.

 

 

 

Divertente quest'articolo, a cominciare dal titolo (trattasi evidentemente di un ossimoro).

Come puo' il Ministro avere la granitica certezza che il suo campione, per quanto consistente, non sia effettivamente un "biased sample"?

Una domanda (forse rilevante): ma Brunetta, c'e' o ci fa?

Le statistiche di Brunetta ben figurerebbero nel libro "How to lie with Statistics", piu' precisamente nel capitolo "How to statisticulate" :-)

 

che dire?

giulio zanella 16/9/2009 - 14:19

Non e' un po' (molto) triste che il principale quotidiano nazionale riprenda questa vicenda solo per evidenziare le modalita' estetiche della risposta del Ministro anziche' per informare sul merito della questione e discutere i fatti?

Ho anche notato che all'ultimo link della "paginata" del ministero (Commenta e valuta dal punto di vista scientifico l'articolo de L'Espresso) qualcuno ha copiato/incollato per intero il mio post.

Dato che il ministro usa un'argomentazione tanto furbetta quanto subdola (il giovane professore, che scrive dall'America; ergo costui non ha esperienza e sta pure lontano), allora gli suggerirei di leggere l'editoriale di Carlo Mochi Gismondi, direttore di ForumPA (che e' praticamente un'emanazione di Formez, quindi "quasi" istituzionale), che si potrebbe riassumere in questa frase:

"Insomma come ho avuto modo di dire già altre volte “ben altro” è il problema che non tenere gli impiegati pubblici in stanza: l’impegno vero e la vera rivoluzione è farli lavorare in modo produttivo restituendo ai cittadini e alle imprese il valore conferito con le tasse."

Le considerazioni di CMG, che non fa sconti neppure all'articolo dell'Espresso, sono praticamente le stesse del "giovane e lontano" prof. Zanella.

Forse sarebbe opportuno che il ministro iniziasse davvero ad applicare i concetti che va predicando da 1 anno a questa parte, tra i quali spicca quella sinergia che lo dovrebbe portare innanzitutto a sentire il parere di chi gli sta praticamente in casa.

L'articolo completo di CMG lo trovate qui

Segnalo che, nei post di commento, un lettore del sito ha riportato l'intervento del nostro Zanella su nFA.

"Insomma come ho avuto modo di dire già altre volte “ben altro” è il problema che non tenere gli impiegati pubblici in stanza: l’impegno vero e la vera rivoluzione è farli lavorare in modo produttivo restituendo ai cittadini e alle imprese il valore conferito con le tasse."

Una cosa pero' e' certa: se non stanno in ufficio ma vanno a fare la spesa e/o hanno una seconda attivita' o vanno in vacanza protetti da certificato medico, di sicuro gli impiegati pubblici non produrranno nulla di utile per i cittadini.  Pertanto va lodato Brunetta che almeno sta tentando di ottenere questo livello zero. Detto questo, sarebbe il caso di iniziare a misurare in maniera piu' accurata, anche con confronti internazionali, sondaggi tra gli utenti e altri indicatori quantitativi l'efficienza reale della pubblica amministrazione.  Il livello odierno e' sufficientemente miserabile che sono possibili progressi significativi, sta al ministro fare qualcosa di utile per 1) almeno approntare metodi e accumulare dati di valutazione 2) migliorare gli indicatori numerici di efficienza quando saranno funzionanti.

Aggiungo anche che l'autore e l'articolo che citi dicono anche:

Credo che ammiratori e detrattori del Ministro debbano serenamente prendere atto della realtà: l’effetto Brunetta esaminando i dati esposti c’è, è importante ed è strettamente correlato all’azione del Ministro e ai suoi provvedimenti.

Sono fondamentalmente d'accordo con te, anche se personalmente in quasi 3 lustri di "bazzicamento" nel pubblico, ho imparato il valore della regola "piu' che le azioni contano gli obiettivi" (ovviamente se vengono raggiunti)

Nello specifico siamo di fronte ad un'azione (aumentare il tasso di presenza dei dipendenti della PA sul posto di lavoro) che seppur necessaria, ineludibile ed improcastinabile, da sola servira' a poco o nulla se poi non si traduce nell'obiettivo (migliorare i servizi resi ai cittadini, magari risparmiando pure dei soldini, il che non guasta mai).

E' chiaro anche al mio gatto che se anche ho l'ufficio zeppo di personale dalle 8:30 alle 14:30 o anche alle 17:00, ma questo personale cincischia nel lavoro e ciacola oltremodo alla macchinetta del caffe', alla fin fine l'obiettivo non sara' raggiunto.

Certo, ragionando di grana grossa, potremmo dire che e' sempre meglio avere gente in ufficio che fa fuffa, piuttosto che gente che gira per i mercatini del quartiere o, peggio, con in tasca una mazzetta di badge da timbrare al posto di altri colleghi.

Diciamo che e' un buon modo per riportare i vagoni del treno sui binari.

Ma a questo punto occorre chiedersi, altrettanto inevitabilmente ed in modo ineludibile, ma questi vagoni servono o no al treno ?

Se ad un treno passeggeri attacco dei vagoni per trasportare la sabbia, solo perche' li avevo gia' in deposito, non solo me li scorrazzo aggratis con un'evidente aggravio di costi, ma alla fine rallento tutto il convoglio.

Quindi, se Brunetta vuole veramente riformare la PA, innanzitutto introduca da subito quei metodi di valutazione di cui parla anche Alberto e che sono previsti dalla sua stessa legge delega.

Vlutazioni che pero' si spera siano fondate su metodologie di rilevamento anche solo un pochino piu' fini ed affidabili di quelle usate per i dati sull'assenteismo.

E poi il ministro apra un confronto vero, e non basato sul chi la spara piu' grossa in tv, sia con le organizzazioni sindacali, ma anche con quelle degli utenti, senza dimenticare che l'annunciato, ma del tutto dila' da venire, federalismo fiscale imporra' comunque un trasferimento verso la periferia non solo di risorse, ma anche di funzioni e che queste funzioni richiederanno personale, che dovra' necessariamente essere decentrato dallo Stato alle regioni e da queste agli enti locali.

Altrimenti il vero rischio e' che ancorche' si raggiunga lo stato di "tempesta perfetta" dell'efficientismo della PA centrale, poi in periferia si ricreino quelle nicchie di inefficienza parassita che si erano spazzate via.

Ed a ben vedere, piu' che sulla semplice contabilita' del dare ed avere, questo potrebbe essere il vero motivo di fallimento di una qualsiasi riforma federale dell'apparato pubblico.

si l'effetto c'e'. e non puo' essere diversamente: se restringo il rubinetto esce meno acqua. Comunque se ci sono dei furbi vanno scoraggiati. Anche perche' i comportamenti scorretti, pure se di pochi, sono contagiosi e si diffondono rapidamente e il morale si abbassa. La questione pero' e' se effettivamente il fenomeno degli assenteisti e' cosi' grave e rilevante come lo si dipinge. Infatti, i lavoratori italiani non si danno malati piu' degli altri (facciamo resto d'Europa). Anzi, sono quelli che in media si assentano di meno (vedi qui fig. 2 ). Come nel resto d'Europa i  dipendenti pubblici si assentano di piu' dei privati, ma la differenza non e' forte, e nemmeno in Italia il differenziale salta agli occhi. Quindi i ns dipendenti pubblici tutto sommato sono forse meno assenteisti dei colleghi europei. Era quindi un topolino il problema?  

Credo che molti commentatori non abbiano mai avuto l'esperienza di dirigere un ufficio pubblico. Io questa esperienza, molto modesta, l'ho avuta. Ho fatto per due volte il direttore di un (grosso) dipartimento universitario e per otto anni il presidente di un (minuscolo) ente di ricerca. Ecco che coa ho osservato:  l'eccesso o la semplice sovrabbondanza di personale è un ostacolo al buon andamento del servizio, molto maggiore di presunte carenze. Eppure gli impiegati ed i funzionari sono abituati a valutare la propria importanza sulla base del numero delle persone che in qualche modo comandano. Ho fatto il direttore dello stesso dipartimento negli anni ottanta e negli anni duemila. Nel 1985 il personale amministrativo tecnico e di biblioteca ammontava a 40 unità, nel 2006 a 20 unità, nel frattempo era aumentato il personale docente. Nessun possibile confronto: si funzionava molto meglio nel 2006. Ancora meglio sono andate le cose quando la legge non ci ha più consentito di mantenere in servizio 5 co.co.co che servivano solo a far sentire importanti i funzionari da cui dipendevano. Come presidente di un minuscolo ente di ricerca ho sperimentato la drammatica presenza di malati cronici ed in particolare di malati mentali nella pubblica amministrazione. Ho capito che nessun medico psichiatra dichiarerà mai l'inabilità al lavoro di un paziente di sua competenza  perché considera il lavoro una forma di terapia di sostegno. Cosa dovrebbe fare un ministro? paragonare uffici in termini di produzione e numero di dipendenti, cercando di ridurre i dipendenti dei tanti uffici dove non si lavora perché ci si occupa solo dei problemi creati dall'eccesso di personale e dai conflitti che ne derivano. Il confronto, naturalmente, riguarda principalmente Nord (poco personale e maggiore efficienza) e Sud. Il baco è considerare gli uffici pubblici impegnati nella lotta alla disoccupazione attraverso assunzioni di personale inutile e dannoso. Similmente dannosa è l'idea che le amministrazioni pubbliche debbano assumere invalidi (più o meno falsi) senza riguardo alle funzioni che dovrebbero svolgere.

domanda

johnny23021981 17/9/2009 - 20:38

Nella penultima pagina del pdf di risposta di Brunetta al pezzo dell'Espresso si trova un grafico indicante la storia delle assenze negli ultimi 14 mesi per quanto riguarda la p.a.

Il grafico traccia anche l'andamento degli "eventi di assenza superiori a dieci giorni". Questi ultimi che relazione possono avere con gli interventi legislativi di Brunetta?

Sopra il grafico si dice che:

Il cosiddetto “effetto Brunetta” è il risultato di una nuova normativa
che ha dimostrato di agire efficacemente, correggendo i comportamenti
opportunistici di alcuni dipendenti pubblici che, abusando surrettiziamente
della regolazione delle assenze per malattia, danneggiavano il cittadino e
il Paese."

Al massimo è questo quello che è opinabile. La diminuzione delle assenza non è in alcun modo riferibile in toto a "comportamenti opportunistici". Questo si sarebbe potuto dire non toccando la retribuzione del primo giorno di malattia e effettuando visite a tappeto. Così com'è ora la situazione potrebbe anche avere ragione il giornalista dell'Espresso che dice, in buona sostanza, che non sono stati colpiti i fannulloni - o potrebbero esserlo stati ma non possiamo esserne sicuri - ma semplicemente si sono spinte le persone a timbrare il cartellino, malate o meno che fossero. In barba alla salute di queste ultime ed alla produttività che, con la presenza di personale inabile al lavoro ma comunque presente, potrebbe anche peggiorare per tutto l'ufficio in cui questi ultimi operano.

Già è stato detto, ma la malaccorta sostituzione della home page del sito istituzionale del Ministero P.A. con le invettive all'Espresso prosegue da oltre 24 ore.

E' come se su RAI 1 fosse lasciato l'audio e al posto del video troneggiasse a caratteri cubitali un bel:

MEDIASET CATTIVONI!

Oppure, per contro, come se sullo schermo di Canale 5 apparisse in sovrimpessione, a caratteri ancora più grossolani:

IL PARTITO DEMOCRATICO FA LE PUZZE!

Peccato che in RAI (RAI-SET, MEDIA-RAI, in MEDIAS RES EST RAI SET et SAT...) non siano più i tempi di contrapposizione a Media-Setta, e che la Setta Mediatica sia una televisione privata commerciale (almeno così dovrebbe essere).

Il sito del Ministero della P.A. invece no: è (ancora per ora) un sito di pubblica utilità, dovrebbere attenersi alla sua funzione pubblica, e invece si sbraca a becerare a difesa del Minist(e)ro.

Contento lui...

Molto più interessante invece il forum dello stesso sito dedicto all'argomento specifico, (http://www.funzionepubblica.it/forum/forum_posts.asp?TID=3193) che, bontà dei moderatori, lascia sopravvivere le critiche all'Altissimo, ed espone anche alcune testimonianze di lavoratori e dirigenti del publico impiego. Tali testimonianze, francamente, mi sembrano più appropriate di alcuni tra i commenti presenti su questo forum, un po' troppo avvelenati, a mia impressione, contro i dipendenti delle PA (il tiro al piccione è di moda).

Senza farla troppo lunga, uno dei concetti chiave (che dovrebbere essere ben più radicato rispetto al problema delle statistiche tirate per i capelli del Nostro ministro non biondo) è che anche se richiudiamo nella stalla i pascolanti a sbafo, se non gli diamo qualcosa da fare ben organizzato e ben motivato, c'è poca trippa per gatti. E' qui che casca l'asino. Non gli frega niente di risolvere il problema, gli frega unicamente di fare mostra di averlo risolto, agendo ancora una volta SOLO dal punto di vista mediatico (è ovvio, con il governo Media-Set...), salvo poi danneggiare in modo odioso i dipendenti veramente malati, e non riuscire nemmeno a risparmiare sulle spese, perché i (presunti) giorni di malattia evitati passano dal carico dell'INPS al carico delle singole amministrazioni, e l'aumento delle visite fiscali produce un pari aumento dei relativi corrispettivi.

Ci vorrebbero altri profili, dirigenziali, progettuali e soprattutto morali, ma questa, si sa, non è prerogativa  del governo che GLI ITALIANI hanno scelto, oltretutto  in piena libertà (???).

Sinceramente io tutto questo abuso di sito istituzionale non ce lo vedo. Brunetta risponde in qualita' di Ministro, a proposito di un'azione del suo ministero. Dove sta l'abuso privato?

Certo lo stile lascia a desiderare (=fa proprio cagare) ma la replica mi sembra sia legittima. Per altro trovo encomiabile il fatto che abbia lasciato uno spazio forum adito a risposte di tipo tecnico (che poi non ci sono ma vabbe'). Ne deduco che brunetta ritiene effettivamente di essere nel giusto e si aspettava magari ovazioni di tecnici in sua difesa.

Il fatto che si creda nel giusto mi conferma che egli creda di essere sulla buona strada e piu' di quanto brunetta ha fatto finora, non ci possiamo aspettare.

 

 

GG, non sono d'accordo. Un sito istituzionale DEVE avere lo stile (e la consistenza) di un SITO ISTITUZIONALE, per l'appunto, non di una lavagna di terza media durante l'intervallo. Se vuole rispondere lo faccia pure, ma non cancelli tutto il resto dell'home page (che se la metti in seconda file perde, appunto, la funzione di home page), Si limiti a inserire un titolo in testa (esiste già l'apposito spazio "in primo piano"). Mi sembra non si possa andare oltre.

E' notoria l'incapacità (e la non disponibilità) del nostro a farsi controbattere (non dico contraddire...) tant'é che in TV appare sempre in situazioni compiacenti (forse sa di non saper reggere la polemica, indipendentemente dalle sue ragioni o torti).

Ricordiamocelo: chi si loda s'imbroda! E il sito istituzionale del Ministero (a proposito, è del Ministero o del Ministro? le due accezioni si alternano in modo poco chiaro...) mi sembra traboccare di sciapo brodino sbrodolato....

Se vuole rispondere lo faccia pure, ma non cancelli tutto il resto dell'home page

allora siamo d'accordo. come dicevo su, lo stile e' pietoso ma il diritto di replica ci sta.

Chissà se la Cuccarini userà il "suo" sito per polemizzare su questo: http://www.youtube.com/watch?v=TwlRxuLqMgg&feature=related
O l'ha già fatto?

Meglio cosi, piuttosto che siti istituzionali sterili e senz'anima, prova a vedere i siti di altri paesi con comunità ben strutturate !

Giovanni - preventivo mutuo

 

Detto tutto

fannullone 18/9/2009 - 14:52

Copio e incollo dal forum Ministero PA, thread "Il Bluff de l'Espresso" (sic):

"Signor Ministro, non intendo discutere né i suoi, né i dati dell'Esspresso, intendo solo comunicarle il mio profondo scontento e la mia indignazione per un fatto accadutomi: mammografia, sospetto, ecografia, visita senologica,ecografia, ago aspirato, dolore, angoscia, ancora dolore. E Lei, il mio datore di lavoro, lo stato che servo da 26 anni: mi ha trattenuto 6 euro al giorno. Poco è vero,ma con ciò mi ha chiaramente fatto capire quanto meriti la mia dedizione e il mio rispetto, nonché tutte le ore fatte di straordinari gratis.....Sono un'insegnante e per questo non potrò mai diventare un'accanita fancazzista, ci sono i ragazzi che meritano la considerazione che non sento più né per Lei, né per lo stato."

(postato da romaghe, 18.9.2009)

Mi sembra non ci sia altro da aggiungere, caro Br.

mammografia, sospetto, ecografia, visita senologica,ecografia, ago aspirato, dolore, angoscia, ancora dolore. E Lei, il mio datore di lavoro, lo stato che servo da 26 anni: mi ha trattenuto 6 euro al giorno. Poco è vero,

In realta' ha sostanzialmente ragione Renato Brunetta su questo punto delle trattenute nei gg. di assenza. L'insegnante sara' pagata diciamo 40-50 euro netti al giorno, lordi saranno 80-100.  Non e' andata al lavoro (per validissimi motivi) quindi non ha preso l'auto o i mezzi pubblici per andare al lavoro, non ha dovuto mangiar fuori casa per via del lavoro e cosi' via: ha risparmiato dei soldi (in media, poi ci sono magari poche insegnanti che abitano a due passi dalla scuola).  Lo Stato pero' ha (giustamente) pagato praticamente tutto lo stipendio, salvo una trattenuta corrispondente piu' o meno ai compensi legati al risultato. Complessivamente mi sembra un equilibrio accettabile tra penalizzare ingiustamente chi ha veri problemi e incentivare a venire al lavoro chi (esistono, e statisticamente non sono pochi) si fa fare i certificati medi falsi.  Siccome non siamo in uno Stato totalitario con delazione diffusa, non e' facile colpire chirurgicamente solo chi lo merita.  Perche' non deve essere accettata una misura che e' vero e' imperfetta ma non costa e ha effetti incentivanti?  Fossi in RB tuttavia restituirei le trattenute in parti uguali a tutti i dipendenti, in modo che chi non si assenta mai guadagna rispetto a prima, e chi si assenta perda un po' di meno.

 

incentivare a venire al lavoro chi (esistono, e statisticamente non sono pochi) si fa fare i certificati medi falsi

Cosa vuol dire "esistono, e statisticamente non sono pochi" ?

Vorrei vederle queste statistiche. Perchè, altrimenti, anche io posso sparare cifre in libertà.

A proposito: nel meraviglioso mondo dell'imprenditoria privata "esistono, e statisticamente a quanto ammontano" i malati immaginari? 

una misura che e' vero e' imperfetta ma non costa e ha effetti incentivanti?

Questo e' molto discutibile, Alberto.

Primo, la misura e' costosa perche' ha associata la visita fiscale obbligatoria, che non e' gratuita per l'amministrazione pubblica.

Secondo, la misura sembra avere effetti disincentivanti: lo sdegno di questa insegnante non promette nulla di buono. Qui siamo nella sfera degli aneddoti, certo, ma c'e' di che pensare. E nei casi in cui sono davvero solo 6 euro non vedo come si possano scoraggiare i finti ammalati. Cosa resta di incentivante? La visita fiscale obbligatoria? Ma qualcuno si e' accorto che il governo tre mesi fa ha ridotto da dodici a quattro ore la reperibilita' dei dipendenti pubblici ammalati?

una misura che e' vero e' imperfetta ma non costa e ha effetti incentivanti?

Questo e' molto discutibile, Alberto.

Primo, la misura e' costosa perche' ha associata la visita fiscale obbligatoria, che non e' gratuita per l'amministrazione pubblica.

Io giudicavo quella singola misura non tutto l'operato di Brunetta.  Inoltre la visita fiscale obbligatoria non e' legata necessariamente alla decurtazione della parte di risultato dei compensi, si tratta di due misure che possono ovviamente esistere o non esistere sia da sole che in combinazione.

Secondo, la misura sembra avere effetti disincentivanti: lo sdegno di questa insegnante non promette nulla di buono. Qui siamo nella sfera degli aneddoti, certo, ma c'e' di che pensare. E nei casi in cui sono davvero solo 6 euro non vedo come si possano scoraggiare i finti ammalati.

Se avessi la bacchetta magica quel genere di dipendenti pubblici che non e' capace di andare oltre all'egoistico interesse personale e non e' capace di valutare lo stato della pubblica amministrazione, la necessita' di miglioramenti, e gli effetti materialmente incentivanti della misura in questione, li farei evaporare. Purtroppo l'Italia e' zavorrata da persone di questo tipo, delle opinioni delle quali chi governa e chi vuole governare deve tenere conto, me ne rendo conto Non  invidio chi ha come programma dichiarato quello di predisporre norme opportune.

Io comunque ritengo che Brunetta abbia stra-ragione a penalizzare moderatamente chi per qualunque ragione anche corretta non va a lavorare.  Questo gia' avviene in tutti i contratti di lavoro privato, credo.  Solo nel magna-magna del lavoro pubblico era assente, credo. Scommetto che qualcosa del genere esiste in quasi tutti i Paesi che sono un minimo efficienti come Stato e che hanno una popolazione levantina del genere di quella italiana piuttosto che teutonica o scandinava.

Le uniche obiezioni serie che si possono fare - a mio parere - sono sull'entita' della penalizzazione (che a me non pare eccessiva in 6 euro al giorno) e sul fatto che rispetto alla situazione precedente cio' comporti un risparmio complessivo per lo Stato e una penalizzazione complessiva per i dipendenti pubblici.  Per quanto perversa, distorta e viziata sia la contrattazione dei salari pubblici, ha di fatto inglobato implicitamente la presenza di tuttti i privilegi storici, compreso quello delle assenze interamente retribuite.  Se Brunetta introduce delle penalizzazioni incentivanti lo dovrebbe fare in maniera neutra sulla media delle retribuzioni, quindi restituendo i 6 euro al giorno detratti dagli assenti in parti uguali a tutti.  Eventualmente aumentando i 6 Euro se necessario, ma con effetti neutri sulla retribuzione media.

Io giudicavo quella singola misura non tutto l'operato di Brunetta.

Certo, Alberto, decurtare i compensi accessori non costa nulla.

quel genere di dipendenti pubblici che non e' capace di andare oltre all'egoistico interesse personale e non e' capace di valutare lo stato della pubblica amministrazione, la necessita' di miglioramenti, e gli effetti materialmente incentivanti della misura in questione

Il dipendente (pubblico o privato non fa differenza) non lavora per la causa come chi fa volontariato: e' proprio perche' ciascuno fa il proprio interesse che esistono i contratti e c'e' bisogno di disegnare incentivi per indurre il comportamento desiderato. La decurtazione dei compensi accessori genera un puro effetto di prezzo per gli ammalati finti e per quelli veri che possono comunque alzarsi dal letto. Per tutti gli altri (come l'insegnante di cui sopra) si tratta di una riduzione che non puo' avere nessun effetto incentivante: se mi ammalo e non posso uscire di casa o devo sottopormi a visite non ho nulla da scegliere. E non sorprende che questi la sentano come una penalizzazione ingiusta: dire decurto lo stipendio perche' i dipendenti pubblici sono fannulloni e' diverso da dire decurto lo stipendio perche' bisogna equiparare il dipendente pubblico a quello privato.

Cio' detto, e a scanso di equivoci, io sottoscrivo gli obiettivi di Brunetta. Quello che e' ancora dubbio e' se le misure siano adeguate e, se di conseguenza, i risultati ci siano.

 

Le uniche obiezioni serie che si possono fare - a mio parere - sono sull'entita' della penalizzazione (che a me non pare eccessiva in 6 euro al giorno) e sul fatto che rispetto alla situazione precedente cio' comporti un risparmio complessivo per lo Stato e una penalizzazione complessiva per i dipendenti pubblici.  Per quanto perversa, distorta e viziata sia la contrattazione dei salari pubblici, ha di fatto inglobato implicitamente la presenza di tuttti i privilegi storici, compreso quello delle assenze interamente retribuite.  Se Brunetta introduce delle penalizzazioni incentivanti lo dovrebbe fare in maniera neutra sulla media delle retribuzioni, quindi restituendo i 6 euro al giorno detratti dagli assenti in parti uguali a tutti.  Eventualmente aumentando i 6 Euro se necessario, ma con effetti neutri sulla retribuzione media.

 

E daje. La decurtazione salariale esisteva già per tutto il comparto ministeriale e per le Agenzie fiscali.

L'avrò scritto, in precedenza, almeno altre 2 volte. La decurtazione era riferita ai primi 15 giorni di malattia (ora per i primi 10).

La citata decurtazione non è certamente di 6 euro, ma ammonta a circa una 20ina di euro giornaliere (faccio riferimento al comparto ministeriale).

Quindi, ancora una volta, mi chiedo: dov'è la novità? Aver esteso questa penalizzazione anche a scuola, sanità, enti locali?

La vera novità, poi INTERAMENTE  ritrattata, erano gli "arresti domiciliari".

Provvedimento che, come ha scritto Giulio Zanella, è stato cancellato 3 mesi fa. 

Quindi, a parte estendere a tutta la P.A. la decurtazione stipendiale, l'unico vero provvedimento di Brunetta è stato quello di insultare delle categorie di lavoratori.

Ah, dimenticavo, le "faccine", altra gran cazzata. Chi le ha viste più?

Ed infine: la vogliamo smettere di considerare la P.A. un unicum inscindibile? Perché esistono varie amministrazioni, che vengono gestite in modo diverso e danno risultati diversi. 

Ah, dimenticavo, le "faccine", altra gran cazzata. Chi le ha viste più?

heheheee... :-)

scusate l'autocitazione, ma ero stato facile profeta, circa la pochezza della cosa, quando QUI scrivevo:

Vabbè le misurazioni, i semafori, le faccine ed altri ammenicoli in tema.

Alla fin fine, sembrerà tutto un grande forum, di quelli che impazzano su internet, con utenti che per non farsi bannare dai mods  si salameleccano a parole, ma che poi si salutano con faccine cornute o animate nell'atto di spaccare un martello in testa al prossimo.

A proposito, giusto per non farsi mancare nulla, a quando i pollici su o versi, alla maniera degli imperatori della Roma che fu ?

.....siamo alle solite.....

Ecco l'ultima perla

 

Io non capisco davvero i toni, l'acredine, questa retorica livida...davvero: ma cosa vuole questo qua? HA forse paura che la nave su cui è imbarcato affondi, e con essa lui e i suoi sogni di gloria di polistirolo?

E poi il violentismo: la sinistra vada a morire ammazzata? Ma come? Lui che vive sotto scorta si permette simili parole? Immaginiamo in che in qualche centro sociale occupato; in qualche manifestazione pro-palestinese; in qualunque accatastamento di sinistrorsi si fosse detto una cosa del genere a parti rovesciate...eh allora si che avremmo sentito lo sdegno in dolby surround! Ancora una volta, una stessa cosa (in questo caso stronzate vomitate da un Ministro della Repubblica Chiquita) sono giudicate in base al colore di chi le proferisce.

Ma nn si può fare una colletta e mandare quest'uomo a Stoccolma e organizzargli una specie di Nobel finto? Poverino, il suo ego fragile e smisurato ha bisogno di riconoscimenti...

la sinistra vada a morire ammazzata

Beh era un modo di dire. Brunetta non ha incitato alla violenza, ovviamente. E' solo incorso nell'ennesima caduta di stile. Così come l'accusa di colpo di stato. Ovviamente parlava delle trame di palazzo e non di un vero colpo di stato ma rimane il cattivo, cattivissimo gusto. Probabilmente a riguardo ci sarà una escalation in stile leghista: vuole fare il sindaco di Venezia e, se il governo cadrà prima, potrebbe vedersi soffiare la poltrona veneziana e perdere pure il posto di ministro. Poveretto lo capisco, fossi in lui andrei a consolarmi nella sua casa al mare.

Marco, calmati e considera tutto l'insieme.

Brunetta ha sbagliato a dire così, siamo perfettamente d'accordo, ma non tanto per non istigare alla violenza - francamente mi pare che il significato fosse lo stesso di "vada a farsi benedire" o similia - quanto perché tale uscita dimostra, ancora una volta, che il clima politico è complessivamente avvelenato. Esattamente come la precedente frase di Di Pietro, secondo il quale Berlusconi farà la fine di Saddam Hussein: non penso proprio che intendesse pronosticare una condanna a morte, solo cercava una frase forte per esternare, una volta di più, il suo rifiuto per l'avversario politico. Sbagliando, s'intende, proprio come Brunetta e - forse - anche un po' di più, perché continua a non capire che la personalizzazione dello scontro porta risultati modesti e solo d'immediata fruizione elettorale. Ad ulteriore danno del Paese.

Dunque

i toni, l'acredine, questa retorica livida

sono diffusamente presenti, oggi. Non c'e dialogo, solo un muro contro muro al quale tutti colpevolmente contribuiscono, senza che sia ragionevolmente possibile determinare le percentuali di responsabilità: ognuno le attribuisce secondo le proprie simpatie politiche. E sbaglia .....

Insomma, sono l'unico che non ha colto l'ironia soave del ministro...certo non che pensassi che lui davvero volesse ammazzare nessuno... ma, sai com'è, le parole sarebbe meglio che le misurassero sempre coloro che hanno responsabilità istituzionali.

Certo, la fase di Di Pietro poi, mi pare di tenore analogo a quella di Brunetta...

Marco, calmati e considera tutto l'insieme.

Franco, sei veramente incredibile! Poi non vuoi che ti dica che sei partigiano! Mi lasci senza parole. La prossima volta che Casarin o qualche amico di Bertinotti dice una troiata analoga, inviterò a "calmarsi" e "considerare tutto l'insieme". E citerò qualche frase insensata profferita nei medesimi giorni da, chessò, Gasparri, per argomentare che così fan tutti e non c'è da scandalizzarsi di niente ...

Queste ripetute difese d'ufficio, come quella più sotto dell'anonimo "crav", mi fanno passare la voglia di discutere. Sarebbe comico se non fosse triste  ... anyhow, no matter. And not a big deal: meglio che mi concentri su Monetary Policy and Asset Valuation, che almeno con le formule è impossibile ciurlare per il manico ...

Michele, non è che bisogna fare i militanti antigovernativi a tutti i costi, altrimenti si dimostra partigianeria, sai .... :-)

In particolare, Casarin o Bertinotti o Gasparri c'entrano nulla nel discorso, dal momento che facevo semplicemente notare a Marco che - a strettissimo giro di posta - si son sentite due frasi egualmente sbagliate, che io condanno allo stesso modo mentre lui considera solo una delle due. Peraltro, io le ritengo (entrambe) corbellerie meno gravi di quanto appaiano, giacché direi che (sempre entrambe), pur non essendo certamente ironiche, abbiano un aspetto più forte rispetto alle intenzioni. La mia disapprovazione, dunque, va più al contesto di assurda sfida all'O.K. Corral che induce i protagonisti a farne uso.

Dove tu possa leggere in ciò una difesa d'ufficio, francamente, mi sfugge ...... a meno che tu non voglia dire che la gravità non stia nelle parole ma dipenda dalla bocca che le pronuncia. Spero proprio di no, però, dal momento che si tratterebbe - quella sì - di smaccata scelta di campo, che non dovrebbe esserti usuale ......

P.S. Per quanto riguarda la mia supposta partigianeria filogovernativa, t'inviterei a rileggere gli apprezzamenti relativi a GT che ho espresso oggi, in sede di commento, nel post sulla compartecipazione agli utili. Poi ne riparliamo .... :-)

In particolare, Casarin o Bertinotti o Gasparri c'entrano nulla nel discorso,

No anche perché quando Caruso parlava si dissociavano tutti o minacciavano di buttarlo fuori dal partito, quando Brunetta dice bestialità volgari e deliranti arriva tutto il centrodestra (tranne i finiani) a difenderlo. Lasciamogli tempo, farà sicuramente meglio.

Esattamente come la precedente frase di Di Pietro, secondo il quale Berlusconi farà la fine di Saddam Hussein: non penso proprio che intendesse pronosticare una condanna a morte, solo cercava una frase forte per esternare, una volta di più, il suo rifiuto per l'avversario politico.

Già che si tira in ballo questa frase, vorrei solo puntualizzare che, a quanto pare, "Berlusconi farà la fine di Saddam" è la sintesi (maliziosa?) dei giornali. Il virgolettato è «Presto ci sarà l’implosione di Berlusconi che cadrà con il dito alzato, facendo finta di niente fino all’ultimo minuto, esattamente come Saddam Hussein». Che non mi sembra che si possa paragonare all'espressione violenta di BR (che, per carità, non penso proprio sia istigazione a delinquere, ma che comunque non vorrei mai sentire sulla bocca di un ministro).

Ma il problema non è la persona Brunetta (a ognuno il rispetto di “persona” a prescindere dal nome e dal Nobel)

o il suo linguaggio (certo non da studioso, non da scienziato, non da ministro, non da civis),

ma la sua, e della sua parte, visione/azione politica.

A descrivere/comprendere il problema politico, scaturente dal “violentismo” del nostro,

credo siano, oggi, su Repubblica, giuste e appropriate le parole di M. Serra

O no?

P.S. E vuoi vedere che i fannulloni quasi-sempre-di sinistra sono la sinistra perbene!

 

Premessa 1: RB qualche problema di ego megalomane sembra averlo e non abbonda in simpatia.

Premessa 2: senza ovviamente sottoscrivere il discorso linkato da federico b. (discorso che al di là di ogni altra considerazione manca di efficacia: leggi, non dice nulla di nuovo), mi sembra che lo sdegno (appropriato o meno, ipocrita o meno) marco b. lo poteva aver sentito nei commenti degli esponenti PD e IdV, lo stesso violentismo e acredine si ritrovano nell'articolo di serra m. linkato da severolaleo. Questo articolo mi sembra la perfetta controparte al discorso di RB, niente di nuovo: politica e giornalismo che parlano del niente.

Quello che non capisco è il trattamento speciale riservato a RB. Un trattamento speciale riceve anche GT. Tanto che a leggere nFA pare ovvio inserirli in una categoria di 'indifendibili'. A me sembra che ciò sia legato più a questioni relative alle loro personalità che ai fatti, ergo questioni inutili. Cosa avrebbero fatto di così terribile rispetto ai loro predecessori?

RB: i mali della PA non credo gli siano imputabili; fra qualche anno vedremo se la PA sarà migliorata con la fantomatica 'cura RB': probabilmente non sarà così o almeno non in modo stravolgente. Se una 'cura' migliore era possibile (non sui giornali, ma nelle risorse e strumenti a disposizione del ministero) allora RB si sarà limitato a non fare quello anche i suoi predecessori non han fatto, anzi forse rispetto ad alcuni di loro avrà fatto meno danni. In più lui ha dischiarato esplicitamente i propri obiettivi, prendendosi responsabilità politiche: gli elettori potranno giudicare. Molti suoi colleghi si nascondono.

GT: è stato ministro dell'economia per un arco di tempo non limitato; i problemi economici dell'italia credo siano più o meno gli stessi di prima. Non mi sembra abbia fatto tragedie rispetto ai predecessori e sicuramente ha fatto meglio rispetto a quelli che hanno moltiplicato il debito pubblico. A me sembra scorretto quando gli si imputa di non adoperarsi in questa o quella fenomenale (?) politica economica. Io credo che GT, come ministro, passi le giornate a dover dire di no a tutta la gente che incontra che gli chiede di dirottare risorse qua o là nella speranza di far quadrare i conti e nel poco tempo che resta tentare di attuare una politica economica estremamente vincolata in termini di risorse e strumenti (UE, BCE,...) a disposizione oltre che di orizzonte temporale (per motivazioni di carattere politico) inadeguato. Dovendo lavorare così, a prescindere da GT, forse un 'commercialista' è ben più adatto di un economista?

In un recente articolo su nFA si pongono a GF 10 domande generali che dovrebbero rappresentarne il pensiero politico. Mi chiedo: ma se non si conoscono tali risposte di uno che fa politica da diversi decenni, perchè mai rivolgergli le domande? Non bisognerebbe metterlo nella categoria degli indifendibili (considerarlo una macchietta e magari sparare a zero ogni volta che apre bocca)?...

Questa ovviamente non è una difesa di RB e GT o un attacco a GF (ho scelto GF per evitare commenti su destra/sinistra), nè delle rispettive politiche. Quanto critico, o semplicemente non capisco, è l'atteggiamento speciale che alcuni politici ricevono sebbene mi sembra facciano parte della stessa mediocrità /bassezza degli altri, dei predecessori e probabilmente dei successori. L'unica spiegazione che mi dò è che questo atteggiamento speciale (che ovviamente è leggittimo, per carità...) sia legato a loro aspetti personali, un po' poco per un'analisi politica. Diverso è ad esempio il caso del presente articolo di giulio z. dove si presenta una critica metodologica.

 

ps è falso che troppo spesso in italia profitto = rendita protetta (che fa male all'intero paese se la faccia della medaglia nascosta dal privilegio è quella del sopruso) ?

Io sono un po' ignorante, e distratto da problemi personali, ma vorrei proprio capirlo: in cosa consiste questa cura? Quali leggi, provvedimenti amministrativi, diktat, e simili cose ha "fatto" il ministro in questione? Mi potreste fare una lista? Credo che anche Michele l'avesse chiesta piu' sopra, senza risposta, ma magari e' per distrazione e quindi ci riprovo io. Per cortesia, una lista che illustri in dettaglio la cura cosi' magari poi si discute di cose concrete.

Quello che non capisco è il trattamento speciale riservato a RB. Un trattamento speciale riceve anche GT. Tanto che a leggere nFA pare ovvio inserirli in una categoria di 'indifendibili'. A me sembra che ciò sia legato più a questioni relative alle loro personalità che ai fatti, ergo questioni inutili. Cosa avrebbero fatto di così terribile rispetto ai loro predecessori?

 

Credo semplicemente che RB sia oggetto dell'attenzione dei redattori di NfA, così come della mia, per il semplice fatto che Brunetta è un ministro che si occupa di questioni che coinvolgono l'economia del paese, direttamente o collateralmente. Non mi sembra che TPS o Vincenzo Visco abbiano goduto di alcuna particolare simpatia, nonostante quantomeno il primo sia notoriamente più simpatico di RB. Si occupa di materie economiche, è ministro e quello che gli si contesta in questo articolo è un uso un pizzico sconsiderato degli strumenti statistici.  Il ministro prende dei dati, li pubblica, li commenta e qualcuno non si trova d'accordo tanto sui dati tanto sulle considerazioni. Cosa c'è di strano, e soprattutto, di personale? Tuttavia non sono l'avvocato di NfA e credo che tutti siano capaci di difendersi da soli.

Il punto che mi preme analizzare è questo:

RB: i mali della PA non credo gli siano imputabili; fra qualche anno vedremo se la PA sarà migliorata con la fantomatica 'cura RB': probabilmente non sarà così o almeno non in modo stravolgente. Se una 'cura' migliore era possibile (non sui giornali, ma nelle risorse e strumenti a disposizione del ministero) allora RB si sarà limitato a non fare quello anche i suoi predecessori non han fatto, anzi forse rispetto ad alcuni di loro avrà fatto meno danni. In più lui ha dischiarato esplicitamente i propri obiettivi, prendendosi responsabilità politiche: gli elettori potranno giudicare. Molti suoi colleghi si nascondono.

Nessuno sta accusando RB di essere il responsabile degli innumerevoli mali della PA italiana. Sicuramente il ministro ha dei vincoli (di bilancio, politici, etc.), ma questi vincoli più che assolverlo dovrebbero ricordargli di fare meno il fanfarone, perché a promettere riforme, ponti, crescite, posti di lavoro, vergini ignude e banchetti pantagruelici son buoni tutti. Più la si spara grossa più è facile fallire nei propositi che si avevano. Quando un ministro la spara grossa in campagna elettorale o nei frangenti subito successivi al suo insediamento, è bene che qualcuno giorni/mesi/anni dopo gli ricordi quanto aveva promesso e soprattutto sottolinei un uso scorretto dei dati a fini propagandistici.

GT: è stato ministro dell'economia per un arco di tempo non limitato; i problemi economici dell'italia credo siano più o meno gli stessi di prima. Non mi sembra abbia fatto tragedie rispetto ai predecessori e sicuramente ha fatto meglio rispetto a quelli che hanno moltiplicato il debito pubblico.

[...]

Io credo che GT, come ministro, passi le giornate a dover dire di no a tutta la gente che incontra che gli chiede di dirottare risorse qua o là nella speranza di far quadrare i conti e nel poco tempo che resta tentare di attuare una politica economica estremamente vincolata in termini di risorse e strumenti (UE, BCE,...) a disposizione oltre che di orizzonte temporale (per motivazioni di carattere politico) inadeguato. Dovendo lavorare così, a prescindere da GT, forse un 'commercialista' è ben più adatto di un economista?

 

Di come GT organizzi il suo mestiere di ministro non sono affari miei. Ha un margine di manovra nullo? Lo dica chiaro e tondo, invece di andar raccontando favolette su come ha imposto la sua linea al G8/G20. Credo che la Robin Tax sia la quintessenza del pensiero e del fare politico di GT. Un bel nome populista (trema il cuore a pensare di Robin Hood, no?) per una norma buttata lì a casaccio a fare il niente. Per finire, sinceramente il discorso della "stronzaggine marginale" non l'ho mai capito. Il fatto di non ricordare a memoria d'uomo un ottimo amministratore delle casse dello stato non autorizza nessuno, e dico nessuno (GT TPS VV e chi altro), a comportarsi da stronzo o da fannullone. Perchè se il ministero non ha nessun margine di manovra, che lo si chiuda. La riduzione dei ministeri mi sembra fosse uno dei cardini del programma del PdL.

RB: i mali della PA non credo gli siano imputabili; fra qualche anno vedremo se la PA sarà migliorata con la fantomatica 'cura RB': probabilmente non sarà così o almeno non in modo stravolgente. Se una 'cura' migliore era possibile (non sui giornali, ma nelle risorse e strumenti a disposizione del ministero) allora RB si sarà limitato a non fare quello anche i suoi predecessori non han fatto, anzi forse rispetto ad alcuni di loro avrà fatto meno danni. In più lui ha dischiarato esplicitamente i propri obiettivi, prendendosi responsabilità politiche: gli elettori potranno giudicare. Molti suoi colleghi si nascondono.

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire; a parte il tuo farfugliare sterile ci speighi quale sarebbe questa fantomatica "cura" di RB? Tutti i suoi provvedimenti (o quasi) per convincere i fannulloni a lavorare sono stati ritirati (sotto silenzio, per altro); i tornelli sono stati messi solo nel suo ministerucolo (e per altro erano in uso da decenni in altre PA); i provvedimenti sulla trasparenza sono in linea con quelli dei passati governi di ogni colore (anzi, ha volte ha annunciato innovazioni che in realtà erano leggi da anni). Ci spieghi qual è la cura? Cosa dovremmo aspettare?

GT: è stato ministro dell'economia per un arco di tempo non limitato; i problemi economici dell'italia credo siano più o meno gli stessi di prima. Non mi sembra abbia fatto tragedie rispetto ai predecessori e sicuramente ha fatto meglio rispetto a quelli che hanno moltiplicato il debito pubblico. A me sembra scorretto quando gli si imputa di non adoperarsi in questa o quella fenomenale (?) politica economica. Io credo che GT, come ministro, passi le giornate a dover dire di no a tutta la gente che incontra che gli chiede di dirottare risorse qua o là nella speranza di far quadrare i conti e nel poco tempo che resta tentare di attuare una politica economica estremamente vincolata in termini di risorse e strumenti (UE, BCE,...) a disposizione oltre che di orizzonte temporale (per motivazioni di carattere politico) inadeguato. Dovendo lavorare così, a prescindere da GT, forse un 'commercialista' è ben più adatto di un economista?

GT è stato ministro per diversi anni; ma in particolare nel è da notare che nel 2004, 2005, 2008 e 2009 (previsione certa per il futuro) l'Italia ha superato la soglia del 3% nel rapporto deficit PIL. Sono stati gli unici 4 anni in cui l'Italia ha superato tale soglia da quando è riuscita ad entrare nell'area euro. Chi era ministro in quegli anni? Guarda caso GT (in verità nei primi due casi in parte in coabitazione con Siniscalco).

Portiamo qualche altro fatto: è colui che ha consentito (Finanziaria 2002) agli enti pubblici di far ricorso ai derivati; quando è scoppiata la crisi ha prima affermato che sarebbe stata solo finanziaria e non economica (unico nel mondo dei sani); poi ha tentato in ogni modo di prendersela con gli fondi hedge e le vendite allo scoperto (vedere i tg di luglio 2008). Nonostante nessun media abbia osato contraddirlo ha cominciato allora a prendersela con gli economisti ordinandogli di tacere (quanti ministri l'hanno fatto prima?); poi ha oridnato di tacere chi faceva le previsioni affermando che un -3% per l'Italia nel 2009 è eccessivamente pessimista. Per uno che dovrebbe decidere la politica economica del paese sulla base di previsioni non è una buona cosa.

La descrizione che fai di lui è presa pari pari dagli spettacoli del Bagaglino di qualche anno fa: è quella la tua fonte di informazione? Chiuso il Bagaglino ti spaventa NfA?

Se c'è una cosa che si può rimproverare ad NfA è quello di essere troppo buono con GT; soprattutto se commisurati agli strali riservati ai "poveri" TPS e Visco; che geni non erano, ma paragonati a GT e al suo operato ci appaiono oggi dei premi Nobel.

Non bisogna leggere quello che non c'è, è davvero cosa antipatica.

Innanzitutto non ho accusato nFA e i suoi utenti proprio di niente, quindi "Chiuso il Bagaglino ti spaventa NfA?" sono parole a caso, ugualmente quando gianluca g. dice che i redattori di nFA "siano capaci di difendersi da soli", visto che di nulla si devono difendere.

Non ho difeso RB e GT, ho solo detto che non mi sembra siano colpevoli di terribili atti mai accaduti prima: ti sembra un complimento?? Usando l'aggettivo fantomatica in riferimento alla 'cura'  brunetta, mi sembra ovvio che l'aggettivo è ironico. Ho invece sia nel commento precedente che ancor prima espresso apprezzamento per l'articolo di giulio z.

Quanto invece ho detto è che secondo me su nFA (e non solo) RB e GT siano oggetto di una critica eccessiva (non tanto sui fatti ma rispetto ad altri politici), con toni aspri (e a volte divertenti). Questa è una mia impressione, magari mi sbaglio. Che c'è di male? Quindi mi sono chiesto il perchè di tale particolare trattamento e, se è vero che RB e GT non sono colpevoli di terribili atti mai accaduti prima, quanto questo possa essere legato agli atteggiamenti antipatici e megalomani dei due. Ho posto inoltre l'esempio di GF: a lui, dopo che si propone da decine di anni come leader di un movimento politico, ancora si concede di dover chiarire la propria posizione su 10 aspetti fondamentali del suo pensiero politico. Mi sembrano atteggiamenti diversi, tutto legittimo (sembra ci sia bisogno di doverlo specificare...), semplicemente mi chiedevo come mai (è legittimo chiederselo?).

Non bisogna leggere quello che non c'è, è davvero cosa antipatica.

Concordo

Innanzitutto non ho accusato nFA e i suoi utenti proprio di niente, quindi "Chiuso il Bagaglino ti spaventa NfA?" sono parole a caso, ugualmente quando gianluca g. dice che i redattori di nFA "siano capaci di difendersi da soli", visto che di nulla si devono difendere.

Ho scritto che accusi NfA di qualcosa?Non bisogna leggere quello che non c'è, è davvero cosa antipatica (cit.). Il parallelo con il Bagaglino mi sembrava doveroso: l'unica volta negli ultimi 10 anni che ho visto per 10 minuti qualcosa di loro presentavano lo stesso Tremonti che tu tratteggi.

Non ho difeso RB e GT, ho solo detto che non mi sembra siano colpevoli di terribili atti mai accaduti prima: ti sembra un complimento??

Sì: è esercizio di benaltrismo sinceramente odioso atto a discolpare i soggetti in questione.

Quanto invece ho detto è che secondo me su nFA (e non solo) RB e GT siano oggetto di una critica eccessiva (non tanto sui fatti ma rispetto ad altri politici), con toni aspri (e a volte divertenti). Questa è una mia impressione, magari mi sbaglio. Che c'è di male? Quindi mi sono chiesto il perchè di tale particolare trattamento e, se è vero che RB e GT non sono colpevoli di terribili atti mai accaduti prima, quanto questo possa essere legato agli atteggiamenti antipatici e megalomani dei due. Ho posto inoltre l'esempio di GF: a lui, dopo che si propone da decine di anni come leader di un movimento politico, ancora si concede di dover chiarire la propria posizione su 10 aspetti fondamentali del suo pensiero politico. Mi sembrano atteggiamenti diversi, tutto legittimo (sembra ci sia bisogno di doverlo specificare...), semplicemente mi chiedevo come mai (è legittimo chiederselo?).

Credo che GF (cui non ho mai concesso il mio voto) sia su un piano decisamente diverso dai due che senza il fenomeno SB difficilmente avremmo visto come ministri. Per il resto ti invito a rileggere i post ai tempi di Prodi & Co.: chi segue da tempo questo blog può rimanere colpito da certe tue affermazioni sulla "durezza" di NfA nei confronti dei due figuri; perciò mi scuso con il tono aggressivo.

Io credo che Nfa e Giulio Zanella in particolare sono i responsabili della perdita delle staffe di RB, e il suo riferimento alle "elites di merda" era la tipica risposta di chi non ha argomenti.

Suvvia, Giulio gli ha fatto le pulci ai numeri, poi abbiamo fatto notare che RB usa il sito del Ministero per i fatti personali (cosa ripresa da Espresso e Repubblica), abbiamo fatto notare che il sito del Ministero è pieno di errori e malfunzionamenti(anche questo ripreso da Espresso e Repubblica, da allora il sito è un pò migliorato: fare le pulci serve, vero Brunetta ?), abbiamo visto il Piano "Industriale" e Michele Boldrin non è diventato zar, per cui... (io sto ancora ridendo, tra l'altro, aspetta che un comico legga il suo Piano Industriale e ci fa uno spettacolo con testi gratuiti..)

Insomma, io temo che le "elites di merda" siamo noi....

Anche GT ce l'ha sicuramente con Nfa, ma penso che molto più fastidio glielo dà Lavoce, che gli fa le pulci quasi tutti i mesi.

Adesso vado, che la puzza si sente fino a napoli -).

Giulio, ora che il ministro ha anche De Michelis frai suoi consiglieri (qui la notizia), l'autoselezione del campione gliela spiega sicuramente lui.

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