Il caso della Amedeo Avogrado: precisazione

13 dicembre 2011 redattori noiseFromAmeriKa

Riceviamo e pubblichiamo volentieri una lettera del prof. Damiano Bruno Silipo, uno dei tre commissari del recente concorso per ricercatori in economia all'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" che ha suscitato unanime indignazione. Con questa lettera il prof. Silipo comunica di avere espresso un voto diverso da quello degli altri due commissari.

from: Damiano Bruno Silipo

to:  redattori@noisefromamerika.org

date: Tue, Dec 13, 2011 at 7:52 AM

subject: Precisazione Silipo

 

Cari colleghi,

con riferimento al Concorso di ricercatore in Economia Politica bandito dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università del Piemonte Orientale e alla discussione sui suoi esiti avviata nell'ambito della comunità degli economisti, tengo a precisare che ho espresso un voto difforme dalla maggioranza dei commissari e che nei miei giudizi ho tenuto in debita considerazione le pubblicazioni su riviste internazionali.

L'ovvia riservatezza, a cui sono tenuto rispetto alla pubblicità degli atti del concorso, mi impone di evitare ogni ulteriore commento al riguardo.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Damiano Bruno Silipo

24 commenti (espandi tutti)

Beh dicendo così indirettamente ammette che qualcuno invece non ne ha tenuto conto e che quindi il magheggio è fondato. Staremo a vedere.

 

Dal mio punto di vista, una punizione esemplare per i membri della commissione che hanno imbrogliato e dovuta. Una sorta di colpirne uno per educarne cento...

Cioè vorresti sanzionare anche chi ha votato contro l'esito finale del concorso? Solo perché è stato sorteggiato (perché di sorteggio si tratta) in commissione?

Nono ovviamente. Sanzionare i responsabili. Anche così per stimolare i commissari corretti a denunciare eventuali brogli

La domanda è interessante ma ammetto di essere ignorante in materia. Però direi che bisogna considerare due punti:

  • Il comportamento degli altri due commissari è stato riprovevole in termini legali e/o rispetto al codice etico a cui sono legati?
  • Poteva dissentire in altri modi oltre al voto contrario, e.g: denunciando l'illecito/violazione del codice etico?

Faccio queste due domande per un motivo preciso. Se esiste una legge che da delle direttive di valutazione o esiste un codice etico a cui i commissari devono conformarsi, non denunciare una violazione è grave come la violazione stessa. Lo dico perché ricordo bene il testo del codice etico che ho dovuto firmare prima di entrare in università (U.S, ma che lo dico a fare) in cui si diceva, per esempio, che se qualcuno copia da me io sono corresponsabile se non lo denuncio e posso essere espulso al pari dello studente che copia.

Punizione un po' dura? Forse ma giusta perché lasciar copiare qualcuno danneggia gli altri studenti come il fatto stesso di copiare, quindi dovrebbe essere punito allo stesso modo.

Ma è tecnicamente possibile? Una delle ragioni per cui le cose sono sempre andate storte era l'impossibilità di attribuire responsabilità ai commissari, al di là di errori formali. In questo caso è una contestazione di merito, la scelta dei commissari "distratti" sui parametri bibliometrici è davvero perseguibile - sanzionabile?

Credo proprio di no, ma di certo non sono un esperto.

Il Direttore di Alessandria Oggi con la sua risposta conferma solo il suo grottesco antimeriodionalismo, degno del peggior leghismo. 

Ciao a tutti, da parecchio vi leggo, per la prima volta scrivo. Sono ricercatore al Piemonte Orientale (a Economia, a Novara). Da quello che mi è stato riferito, diciamo che ieri c'è stato un Senato Accademico piuttosto movimentato a causa del concorso... La lettera è arrivata a destinazione (al Rettore) e il timore che suscita la sollevazione del mondo accademico è elevato (pare ci siano 16 pagine di firme)... anche se il punto mi sembra quello del "che figura ci facciamo" piuttosto che il "sono stati 'segati' candidati (anche "interni" alessandrini!!, seppur di altre parrocchie - capite a che punto stiamo!!??!!) molto più meritevoli per prenderne uno di qualità inferiore", cosa di cui mi pare non freghi nulla a nessuno. Ad ogni modo, ha ragione chi sostiene che è molto difficile invalidare il concorso se gli atti sono corretti da un punto di vista formale. Da quanto ho capito, è tutto da vedere se decidere di non adottare criteri bibliometrici sia un vizio formale sufficiente (per come è scritto il bando, a me sembra che ci sia, apposta ovviamente, un margine di discrezionalità ampio riguardo il se e come adottare i criteri di cui sopra). Vedremo. Saluti!

sia un vizio formale sufficiente

C'è poco da fare gli gnorri: un Decreto Ministeriale adottato già nel 2009 fissa il metodo e i criteri di valutazione da adottare nel caso dei concorsi da ricercatore: in questo caso un ricorso per un concorso dell'Università di MIlano è stato accolto dal TAR (qui la seconda puntata).

RR

Anche io non sono un esperto (per fortuna...) ma mi pare da qui che il TAR possa valutare non solo la forma ma anche la sostanza.

Mi piace

.. il punto mi sembra quello del "che figura ci facciamo" piuttosto che ...

E' un punto importante. Si chiama reputazione.

Mai come in questo caso la forma è sostanza. vedo due profili che sono facilmente attaccabili anche rimanendo solo sulla forma, sia per il rettore (che può rimandare tutto alla commisisone) sia per un eventuale ricorso al TAR.

1. la commissione ha deciso di ingorare gli idnici bibliometrici quando il bando diceva che vanno usati. Mi sembra un bel vizio di forma tout-court.

2. un commissario s è molto probabilmente espresso su una candidata di cui è coautore in praticamente tutte le sue pubblicazioni. Si chiama conflitto d'interesse. Le pubblicazioni potrebbero anche essere su AER (non lo sono ovvio) ma la questione è puramente formale.

Intendiamoci: io la penso esattamente come voi.

Anche secondo me ci sono dei vizi evidenti(ssimi). Dico solo che, potendolo fare - ossia, potendolo giustificare senza rischiare una marea di ricorsi e senza dare l'impressione di sputtanarsi troppo -, mi sembra d'aver capito che rettore e senato preferirebbero non entrare nel merito della questione. 

Ovviamente, stante quello che dite anche voi - e in fondo il rettore è un giurista -, dovranno farlo, non per senso etico o perchè ritengano 'sbagliato' o da condannare quello che è successo, ma per pressioni esterne su vizi evidenti e fondati. Non sono (senato e rettore) nella condizione, credo, di poter fare spallucce. Peraltro, non è la prima volta che questo accadrebbe al piemonte orientale.

C'è memoria di un concorso di statistica annullato 4-5 anni fa a causa di motivi simili, senza aspettare i ricorsi.

Se poi il commissario dissenziente ha stilato (come sembra) una relazione di minoranza, un eventuale ricorso avrebbe maggiore probabilità di essere accolto. 

 

A complemento di quanto detto nel commento precedente sul Senato Accademico di oggi a Unipm, segnalo che, da quanto riporta un sito di informazione locale, Alessandria News, il Senato ha nominato una commissione per fare chiarezza su eventuali comportamenti scorretti nello svolgimento della procedura: http://www.alessandrianews.it/societa/caso-rizello-nominata-commissione-...

La stessa notizia è riportata in modo un po' diverso da un altro sito locale, Radio Gold, secondo cui la decisione è frutto di una esplicita richiesta del presidente della commissione del concorso in questione (e le polemiche sul concorso sarebbero essenzialmente solo pettegolezzi scatenati dai "maligni della rete"): http://www.radiogold.it/notizie/cronaca/2011/12/14/concorso-alla-facolta...

Sulla validità (formale) degli atti concorsuali invece il Rettore promette di esprimersi quanto prima.

La costituzione di una commissione, annunciata dal Rettore, prelude ad un insabbiamento della vicenda. Spero di sbagliare, ma in Italia a pensare male....

Vero.

Ma una volta non c'era l'internet. Basta che stiamo all'erta e continuiamo ad insistere.

Domani esce su Il Fatto una mia lettera aperta al ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo. Lo invito a firmare la petizione qui discussa ed a fare anche un'altra, davvero piccola ma simbolica, riforma ...

Mah... pensi davvero? Su questo concorso si è alzato un polverone e il livello di attenzione è notevole. Forse il rettore sta provando a prendere tempo, ma a me sembra davvero improbabile che il gioco gli riesca.

Teniamo conto che questo è uno degli ultimi concorsi, molte delle parti in causa non hanno ormai nulla da perdere, che gli costerà portare la faccenda alle estreme conseguenze? Anche se il rettore riuscisse a mettere la cosa a tacere e approvasse la procedura, un ricorso al TAR non glielo toglie più nessuno. Magari il rettore decide che un ricorso non gli conviene, dopo tutto.

Ignori il Generale Vacanze di Natale, temo. Ma vedremo. Spero di sbagliare

la storia di due vicende diverse qui e qua lascia presaggire che il tutto si risolverà in una bolla di sapone...

ps. la storia in qui è finita col proscioglimento generale dei membri della commisisone, la storia di qua con un rinvio a giudizio di alcuni e con Eugenio Picano che è ancora ricercatore.

ps. per tutti quelli che dicono che l'univ italiana è fatta di soli asini e imbroglioni, che poi spesso sono gli stessi che guardano agli indici bibliometrici e si eccitano come delle foche, rammento che Picano è un genio della cardiologia mondiale con un impact factor cumulato di oltre 750...

ps. per tutti quelli che dicono che l'univ italiana è fatta di soli asini e imbroglioni, che poi spesso sono gli stessi che guardano agli indici bibliometrici e si eccitano come delle foche, rammento che Picano è un genio della cardiologia mondiale con un impact factor cumulato di oltre 750...

Ed è ancora ricercatore dopo essere stato "fregato" (testuale, dalle intercettazioni telefoniche) da un accordo fra la cupola dei baroni di cardiologia.......CVD

Illuminante! Ma chi te lo ha mandato?

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