Cavaliere Bianco cercasi, per causa persa

22 febbraio 2007 alberto bisin e michele boldrin

Tolto di mezzo l'equivoco, mentre, nel disordine piu' totale, si affannano a mantener salda la poltrona, ci concediamo una divagazione sugli ultimi dieci mesi di politica italiana e sulle lezioni che ne traiamo.

Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera
ho cacciato giù... pardon... è caduto giù l'Armando.

Questo e' un appello ad un misterioso Cavaliere Bianco che, nei nostri sogni di avvocati delle cause perse, un volto ed un nome anche ce l'avrebbe ma che, per scaramanzia non menzioniamo. (Scaramanzia sempre piu' necessaria nella vita, soprattutto dopo il 2-2 di ier sera a San Siro).

A dire il vero, non ci importa chi sia il cavaliere bianco, non ci importa proprio per nulla. Ma abbiamo bisogno di un cavaliere, un cavaliere paziente. Uno di quelli in grado di perdere una partita, o anche due, per vincere il campionato. Mancini, certo, speriamo tiri fuori le palle per farle tirar dentro ai suoi cavalieri argentini ed ai suoi arcieri slavi quando andiamo al Mestalla, che la Champions, come l'italiano, e' importante. Mancini non basta alla bisogna, pero': la Champions e' importante ma e' lo sfascio italiano tutto che che ci preoccupa, ancora piu' che non l'Inter di Moratti.

La verita' e' che la strada che il paese sta di nuovo percorrendo l'abbiamo percorsa negli ultimi 40 anni avanti e indietro. Ne conosciamo ogni angolo, ogni asperita', ogni piccola discesa che ci fa sperare, a cui purtoppo seguono i tornanti dello Stelvio sotto la grandine. Ci siamo gia' passati per questa via Crucis, e' dal 1992, anzi dal 1972, che questa pantomina si ripete, e molti degli attori e delle comparse sono i medesimi.

E' il momento della strada nuova, nel senso di "road not taken" (la citazione e' da una poesia di Robert Frost, che ogni bimbo amerikano conosce; e' recitata in parte da Roberto Benigni in Daunbailo' - il neretto e' nostro)

Two roads diverged in a yellow wood
and sorry I could not travel both
And be one traveller, long I stood
and looked down one as far as I could
to where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair,
and having perhaps the better claim
because it was grassy and wanted wear;
[...]

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I --
I took the one less travelled by,
and that has made all the difference

Il paese ha bisogno di un Cavaliere Bianco che prenda la strada che non ha preso mai nessuno in Italia, quella del PLV (Partito Liberale Vero).

Il PLV non si puo' fare da destra, purtroppo. Il che e' una jella, perche' ovviamente il PLV dovrebbe essere un partito che fa delle politiche da vera "destra". Meglio detto: il PLV va fatto (anche con) il popolo della destra per fare politiche liberali, ma non lo puo' fare questa destra politico-intellettuale. La destra italiana e' un coacervo di nani, ladri e ballerine; ladri che rubano alle vecchiette in pieno giorno, nani che non fanno ridere e ballerine che ballano come noi. Chiamatelo snobismo intellettuale, chissenefrega, ma questa e' gente che non sa leggere, non sa scrivere, fa di conto a spanne, e fa fatica ad allacciarsi le scarpe. Buffoni da circo di periferia. Eredi mal sortiti e mai pentiti del catto-corporativismo dei bottegari fascisti. Populisti che hanno in Peron il loro modello politico.

Hanno promesso meno tasse ed hanno aumentato la spesa pubblica finanziandola a base di condoni. Hanno promesso liberalizzazioni, e stiamo ancora cercando di regalare Alitalia (per non parlare della Rai, che serve per l'allegro duopolio con l'azienda del capo). Hanno promesso la fine del predominio culturale della sinistra, e abbiamo Sgarbi, Pera, Veneziani, e Urbani. Hanno promesso uno stato federale, ed abbiamo una buffonata che invece di ridurre l'intrusione statalista la moltiplica. Hanno promesso una regolazione del conflitto d'interessi, ed abbiamo avuto un governo che, invece d'essere il comitato d'affari della borghesia era l'ufficio legale di una banda bassotti. Hanno promesso le grandi opere, ed abbiamo avuto le grandi chiacchere. Hanno promesso concorrenza e meritocrazia, ed abbiamo ... oh, basta, lo sapete anche voi cio' che abbiamo.

Non solo hanno fatto tutto il contrario di quanto avevano promesso e di quanto vorremmo che la destra facesse, hanno pure provato a prenderci per i fondelli raccontando che questa era una politica liberale teorizzando il nuovo stato corporativo e protezionista dei monopoli nazional-regionali. Contro i cinesi, contro l'euro, contro il libero commercio, contro la ricerca bio-medica ... il medioevo prossimo futuro. Le elites politico-"intellettuali" della destra italiana i loro seminari di studio li fanno al Billionaire, meglio arrendersi e riconoscerlo. Forse i giovani brillanti che fanno i blogs delle citta' dei liberi cambieranno tutto, vedremo (e speriamo). Quando arriveranno loro a guidare i partiti della destra, ci ripenseremo. Per il momento, la realta' e' quella che e'.

Nella nostra folle follia, che se volete chiamarla disperazione fate pure, il Cavaliere Bianco lo vediamo quindi arrivare dall'attuale personale politico della "sinistra". Fra virgolette, perche' ci sembra chiaro che, oramai, una fetta minoritaria ma non infinitesimale del personale politico che in questo governo ci ha rimesso le penne, di "sinistra" non e' piu', solo che non ha ancora trovato il coraggio intellettuale, personale e politico di dirlo. A se stesso, ed alla propria amata consorte con cui parla dai tempi dell'universita' in primis.

Ma il cavaliere bianco, lui si' che l'ha capito: questa classe dirigente non e' piu' legittimata a governare, deve andarsene. In ogni caso, lui sa bene che nessuna delle due classi politiche che oggi si confrontono puo' portare l'Italia fuori dal pantano della decadenza, lenta sino ad ora ma non necessariamente lenta per sempre.

A destra nessuno ha neanche pensato di poter dire "andatevene, avete chiuso"; a destra, purtroppo, non esiste nessun raggrupamento intellettuale che possa almeno tentare di dire "aria, aria" e che miri alla costruzione d'un PLV. Se ci sbagliamo, correggeteci, ma noi non vediamo nessuno: tutti allineati e coperti. A sinistra, invece, si agitano forze confuse e timide che percepiscono la necessita' d'una rivoluzione liberale, anche se hanno paura di chiamare le cose con il loro nome. Non la dicono perche' si vergognano: la parola "liberale", per retaggi culturali e religiosi, in Italia suona come "peste" o "sifilide" ...

Invece e' l'altra meta' della verita' che occorre saper gridare: occorre una classe dirigente nuova e dev'essere dichiaratamente liberale, senza se e senza ma. Senza complessi d'inferiorita' e senza sudditanza intellettuale al social-corporativismo catto-sindacalese ed anti-occidentale che sta massacrando questo paese. A questo serve il cavaliere bianco: per dire in modo che tutti le odano queste semplici verita'. Che faccia questo, traghetti il PLV verso la sua creazione, e poi ritorni al galoppo (o veleggiando se preferisce) da dove e' venuto, con la nostra gratitudine come solo compenso. I grandi uomini fanno la storia, i quaquaraqua s'accalcano alle porte di Porta a Porta.

Il Cavaliere Bianco e' uno che ha letto gli stessi libri che abbiamo letto noi. Ci ha messo di piu' a capirli e probabilmente non li ha ancora letti tutti ... diciamo uno su dieci, ma non fa nulla. Noi siamo pagati per leggerli e capirli i libri, lui no. Ma arriva, adesso arriva. Ha capito che non vale la pena tentare ancora una volta di governare con Prodi, Bertinotti, Ferrero, e gli altri compari della salumeria. Ha capito che prendere sempre lezioni di politica dal principe sardo e dal principe nero non porta a nulla, perche' poi costoro ti fottono giusto per provarti che loro sono piu' astuti, che loro sono il potere, non tu. Ha capito che stringere patti di non-belligeranza con i fighetti del quartierino, con i bellocci romani aspiranti premiers non serve, perche' la testa per te non se la giocano, e nemmeno per le riforme che dicono di voler fare, 'che' a loro della dignita' e del paese normale non gliene puo' fregare di meno, anche loro giocano per il posto a palazzo Chigi. Le riforme, per questi della sinistra perbenista, sono palline di gomma che rimbalzano sui muri senza mai entrare in buca. Governare con costoro non vale la pena perche' loro non hanno alcun interesse a che il paese ci provi a uscire dal buco. Loro non la vedono nemmeno la seconda strada, quella erbosa (grassy), quella dove non ci va quasi nessuno (less traveled by). Loro devono fare contento un 1-2% della popolazione, quelli che il kapitalismo ...., quelli che l'amerika ..., quelli del Leonka. Questi non hanno nulla da perdere, sono mangiapaneatradimento, non lavorano, non investono, non fanno un c@$$% di nulla. E quando fanno qualcosa e' per rompere, nel senso di distruggere, spaccare, fracassare.

Non si puo' prendere la strada nuova se questi sono al volante. E sono al volante. E' ovvio, basta guardare a cosa e' successo in questi mesi. Cosa e' successo del Programma Giavazzi (la Rosa nel Pugno non lo sosteneva? Non era in maggioranza?), cosa di Nicola Rossi? Cosa di Bersani? Gli gira ancora la testa dalle sberle che ha preso, al Bersani. Hanno fatto una Finanziaria scandalosa, tutte tasse (nuove tasse, esose) e niente tagli di spesa (ne' di tasse). Ne abbiamo parlato a lungo. Molti amici ci hanno detto, "si' e' vero" la Finanziaria e' uno schifo, "pero' anche Berlusconi" ... Ed allora cosa? Siccome Berlusconi ha sgovernato dobbiamo essere contenti che Bertinotti, per interposte persone, sgoverna ancor peggio? E che una banda d'estremisti impazziti e di astuti parassiti ricatti il paese per sempre? No signori nostri, no: a questo ricatto non si puo' sottostare per sempre. La storia d'Italia non puo' ritornare ciclicamente al "A ridatece er puzzone!"

E allora, Cavaliere Bianco dei nostri sogni di psicopatici in esilio, abbi il coraggio di perdere una battaglia, o anche due. Mostra al mondo che non hai letto solamente Togliatti, ma anche Gramsci (ed un pochino di Nozick? Forse persino Hayek?) ed hai capito il problema della rivoluzione liberale che non c'e' stata e che finche' non si fa noi restiamo nel medio evo, o nella tarda signoria quando ci va bene. Mostra soprattutto che, di tutto il Vladimir Ulianov di cui ti sei pasciutto, t'e' rimasta in mente una cosa sola. Una citazione da uno scrittore russo di fiabe - e neanche tu sei mai riuscito a scoprire chi fosse - che il Vladimir fece sulla Pravda del 16 aprile 1924 e che dice

le aquile possono saltuariamente volare più in basso delle galline, ma le galline non potranno mai salire alle altitudini delle aquile.

Che caschi questo governo, che fa schifo comunque. Che governi la destra che ora abbiamo, comandata a bacchetta dal suo puzzone; che governi e si scavi la fossa ancora piu' profonda di quanto non sia' gia'. E nel frattempo tu, Cavaliere Bianco, raggruppa, scegli gli uomini e le idee, soprattutto le idee. Fa propaganda, e fottitene dei partiti della tua ex casa madre, della sinistra demenzial-poltronara. Se c'e' riuscito il puzzone a farsi un partito dal nulla, perche' non devi riuscirci tu? Guarda che le sezioni non servono, c'e' la web, ci sono i blogs e le chat rooms. Neanche i comizi in tutte le piazze servono, la gente guarda la TV ... E ricevere donazioni dai ricchi non e' peccato, anzi e' un bene: basta dichiararle e non nasconderle. Falla davvero la Fabbrika, ma con gente intelligente/libera/professionale, gente che lavora e non fa politica, gente con idee nuove e ardite, "grassy" e "less traveled by".

Roba da liberali: tassa unica proporzionale al 25%, settore pubblico ridotto a meta', nessun ordine professionale, mercato del lavoro che sia tale (cioe': mercato), imprese che falliscono quando devono e competono per fondi in un mercato dei capitali (la Borsa, stiamo parlando della Borsa) degno di questo nome, pensioni comediocomanda, e una rete di sicurezza (educazione, sanita', sussidi di disoccupazione) minima ma efficiente, privatizzare tutto quello si muove a partire da universita', Rai ed Alitalia, uno stato federale per davvero non l'acqua santa del Po ed il lamentismo terrone, una legge sul conflitto d'interessi tradotta dall'americano, la polizia che sembra quella svizzera ed i giudici pure ... - roba da pazzi, insomma. Roba da aquile, non da galline.

E con queste idee corri nel 2012, caro Cavaliere. Nessuno ti fermera'. E che Bertinotti, Ferrero, Caruso, Negri, e Scalzone ci provino: facciano opposizione, dove vogliono - in piazza o in parlamento - o in galera se la fanno violentemente, l'opposizione.

Si', quelli del Cavaliere Bianco sono sogni di psicopatici. Ma sono sogni, almeno. Ci dispiace che dispiaccia, ma a noi tira ancora.

Tutti quelli che adesso si sgoleranno a sostenere il prossimo governo Prodi, a urlare allo spauracchio della destra, a convincere se stessi e gli altri che il prossimo governo Prodi fara' bene, fara' le riforme liberali (o quelle socialiste - a seconda dell'impercettibile inclinazione), che sogni hanno? Sognano di tornare indietro, che Prodi cancelli gli "errori" di Berlusconi, che il paese torni a prima dell'arrembaggio dei pirati di Mediaset. Ma che sogni sono? Ma non sono nemmeno sogni, sono allucinazioni: il paese prima dell'arrembaggio dei pirati del puzzone non stava andando da nessuna parte comunque. Non e' importante se adesso stia peggio o meglio, questi sono effetti di secondo ordine. Possiamo discuterne per mesi senza incontrare accordo, ma non importa: in decadimento andava allora, in decadimento va adesso, e in decadimento andra' dopo il prossimo governo Prodi. O il prossimo governo del puzzone, se la salumeria venisse giu' sul serio, come ci auguriamo venga. E allora, via coi sogni; senza vergogna. Ma occhio ai draghi, Cavaliere Bianco:

Un giorno i draghi decisero di riunirsi a congresso. La situazione si era fatta insostenibile. Il Cavaliere Bianco li stava uccidendo tutti. A singolar tenzone, a gruppi, addirittura a manipoli, in campo aperto e in proditori agguati. Tra vampe e fumi, tra sbattere di ali e mulinare di code draghi cornuti e draghi crestati, draghi fatati e draghi farabutti si ritrovarono nella caverna di Alvaro il decano, onusto di gloria e carico di esperienza per essere sfuggito alla caccia di Lancillotto e aver quasi ammazzato Parsifal. [Per chi avesse gusto a giocare tra le metafore, la favola di Luciano Sabetti continua qui.]

Ed ora, dopo lo sfogo retorico e le parole in liberta' proviamo a ricapitolare per bene.

Cosa e' successo da Giugno ad oggi

Han governato sindacalisti, comunisti e simpatizzanti dei terroristi. Nessun provvedimento di qualche rilevanza e' stato preso contro l'unione (nel senso insiemistico) di questi tre gruppi politici. Essi hanno saputo approfittare perfettamente del loro ruolo di ago della bilancia e del patetico ed infermo desiderio di Prodi & Co di essere il Governo per avere il potere e le auto blu. Tali gruppi hanno mantenuto il resto dell'Unione (mai nome fu peggior scelto) ostaggio del loro ricatto impedendo qualsiasi riforma che non fosse puramente simbolica (ossia, i due decreti Bersani) mentre sia all'atto della Finanziaria, che dell'accordo sul contratto dei dipendenti pubblici, che nel caso Alitalia che, nella recente proposta di legislazione energetica che, infine, sulle scelte di politica estera, questo governo ha fatto cio' che hanno voluto sindacalisti, comunisti e simpatizzanti dei terroristi.

A pensarci, il tutto segue logicamente, vista la distribuzione delle forze, le strategie a disposizione, le regole del gioco e, soprattutto, le preferenze degli agenti. Il piccolo gruppo che ha un obiettivo chiaro (per folle che sia) d'ingegneria sociale fa leva sul potere parlamentare del gruppo grande ed amorfo che ha come unico obiettivo il mantenimento del potere e dei privilegi che questo reca. Il risultato e' quello che abbiamo visto: la politica del governo Prodi e' stata la politica di un gruppo di persone che non rappresenta piu' del 15-20% della popolazione.

Cosa e' altamente probabile succeda ora

La cosa piu' probabile, che segue dal ragionamento precedente, e' che rifacciano un governo dell'Unione usando il voto di fiducia, per poi continuare come prima. Quanto si legge sui giornali, per esempio qui, conferma che questo e' il piano. Il voto di fiducia a null'altro serve se non a garantirsi il potere. Non implica nessun atto concreto di governo, se non l'occupazione dei ministeri. Votare la fiducia vuol dire semplicemente "l'esecutivo siamo noi". Poi, sugli atti concreti, sui singoli provvedimenti, sui decreti, sulle politiche vere, si decide in base a botte di contrattazionedura: e come tutti sanno, quando si contratta, i risultati dipendono dalla posizione in cui le due parti finiscono in mancanza di accordo. Insomma, quando si contratta, come si e' visto ieri al Senato, chi non ha nulla da perdere vince.

La Causa Persa, ovvero la Missione Impossibile del Bianco Cavaliere

La causa persa si chiama: Partito Liberale d'Italia.

Il luogo di fondazione e': Livorno, Teatro San Marco.

La data di fondazione e': 21 Gennaio 2008.

Il motto e': Fare meglio che in Amerika.

Il programma politico, riassumibile nello slogan "vogliamo un'Italia democratica, federale, liberale, laica, ed occidentale" si articola nei seguenti dieci punti (il testo e' quello originale, di oltre 86 anni fa; beh, quasi originale: e' ammodernato solo un pizzico):

  • Nell’attuale regime social-corporativo si sviluppa un sempre crescente contrasto fra le forze produttive e la forma dello Stato, dando origine all’antitesi di interessi ed allo scontro fra parassiti e produttori.
  • I metodi di produzione avanzati e progressivi sono ostacolati dal potere dello Stato social-corporativo, che, fondato sul sistema del parlamentarismo proporzionale, del sindacalismo, della concertazione corporativa, e dell'agitazione di piazza, costituisce l’organo per la difesa degli interessi dei gruppi sociali parassitari.
  • I produttori non possono infrangere né modificare il sistema di tassazione, regolazione e redistribuzione che li opprime senza l'acquisizione di una maggioranza parlamentare solida e non ricattabile da interessi particolari, che sappia procedere verso la creazione di uno stato liberale e federale.
  • L’organo indispensabile del riscatto politico ed economico dei produttori è il partito politico che li rappresenta. Il Partito Liberale, riunendo in sé la parte più avanzata e cosciente dei produttori, unifica gli sforzi degli stessi, volgendosi dalle lotte per gli interessi di gruppi e per risultati contingenti alla lotta per la emancipazione meritocratica dei produttori; esso ha il compito di diffondere nelle masse la coscienza liberale, di organizzare i mezzi materiali di azione e di dirigere nello svolgimento della lotta politica il collettivo di coloro che producono ricchezza competendo.
  • La globalizzazione, causata dalle intime forze di progresso del sistema capitalistico che produssero la rivoluzione industriale prima, l'espansione della democrazia poi e che stanno ora generando una crescita senza precedenti del benessere mondiale, ha aperto la crisi di disgregazione del social-corporativismo in cui il conflitto d'interessi fra produttori e parassiti non può che risolversi attraverso la rivoluzione liberale e l'edificazione d'uno stato ed un sistema economico adeguati alla sfida globale.
  • Dopo l’abbattimento del potere social-corporativo dei parassiti, i cittadini produttori non possono organizzarsi in classe trainante che con la dissoluzione degli apparati dello stato centralistico e social-corporativo e con la instaurazione della democrazia liberale e federale compiuta. Ossia basando la struttura dello Stato sui principi dello stato minimo e non intrusivo, della sussidiarieta', della neutralita' religiosa dello stato, della solidarieta', e sull'equilibrio dei poteri siano essi verticali, orizzontali o territoriali, in armonica concorrenza tra loro.
  • La forma di rappresentanza politica dello Stato liberal-democratico e federale è il parlamento eletto nazionalmente, su base maggioritaria in 400 distretti d'uguale dimensione, ed il senato federale, in rappresentanza degli stati regionali la definizione dei quali e' lasciata all'assemblea costituente eletta con suffragio universale.
  • La necessaria difesa dello Stato liberal-democratico, laico, occidentale e federale contro tutti i tentativi anti-democratici ed anti-liberali può essere assicurata solo col togliere ai suoi nemici ogni mezzo di agressione armata e di agitazione violenta attraverso l'azione trasparente delle forze di di polizia e giudiziarie, e con la creazione ed il mantenimento di stabili rapporti strategici di alleanza militare con le altre nazioni liberal-democratiche, per respingere gli attacchi violenti sia interni che esterni. Tale politica di difesa dello stato liberale e democratico puo' e deve avvenire senza la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo, su cui tale stato si fonda e giustifica.
  • Solo lo Stato liberale e federale potrà sistematicamente attuare tutte quelle successive riforme nei rapporti dell’economia e della societa' con le quali si effettuerà la sostituzione del sistema social-corporativo con la gestione liberale e privata della produzione e della distribuzione e con l'amministrazione federale dei beni pubblici.
  • Per effetto di questa trasformazione economica e delle conseguenti trasformazioni di tutte le attività della vita sociale, eliminandosi la divisione della società in corporazioni sindacali, religiose e professionali, andrà anche eliminandosi la necessità dello Stato social-corporativo, centralizzato e regolatore, vessatore e redistributore di risorse, il cui ingranaggio si ridurrà progressivamente a quello della razionale amministrazione dei beni pubblici.

75 commenti (espandi tutti)

il cavaliere bianco non arriverà dalla sinistra. non sono culturalmente pronti (né probabilmente lo saranno mai). a guardarli bene sono gli stessi di 50 anni fa (intendo gli ideali, non le persone) ripuliti delle parole capitale, lavoro e padronato (e sostituiti con precari, corporations e globalizzazione). la testa è la stessa.

quelli moderni (dico, i comunisti) che così tanta passione suscitano (e ancora non so perchè) in molti sono quelli che hanno sostituito il feticcio del "consumatore" a quello del lavoratore. adesso lo stato interviene a proteggere il consumatore. ma interviene. ancora non hanno capito che si deve fare gli affaracci suoi (dico, lo stato). hanno imparato che le vecchie soluzioni che proponevano sono state distrutte dalla storia ma le nuove soluzioni che ci propinano sono quelle vecchie in salsa moderna.

il cavaliere bianco, se mai arriverà, arriverà dalla prossima destra (se coloro che credono nelle politiche "di destra" non la abbandoneranno per seguire le chimere del "mercato è di sinistra").

ok ma il 21 gennaio di 86 anni fa a livorno è nato il partito comunista, non quello liberale

ok ma il 21 gennaio di 86 anni fa a livorno è nato il partito comunista, non quello liberale

Oh be', qui in Asia si dice che il comunismo e' la fase di transizione tra il feudalesimo e il capitalismo. Sono appena tornato dal Vietnam, e devo dire che anche lui ultimamente promette bene.

Pietro Gobetti infatti vedeva nel Partito Comunista d'Italia lo strumento per mettere in pratica la rivoluzione liberale che teorizzava

Spiacente, ma non sono abbastanza intellettuale snob per capire... Chi sarebbe di grazia il Cavaliere Bianco che avete in mente? Uno capace di perdere una o due elezioni così, tanto per gradire, tanto per avere il tempo di mettere su un partito che riceva finalmente l'autorevole avallo degli economisti intellettuali snob... E questo in Italia? Nel 21° secolo, dove i personaggi politici durano lo spazio di un refresh delle schermate dei blog? E chi sarebbe questo "eroe" che avete in mente? Rutelli? Letta junior?? Veltroni??? Capezzone???? E poi, nel frattempo, i partiti di sinistra che fanno? Si fanno da parte per non disturbare i progetti dei vari Giavazzi, Monti, Rossi, ecc.? Però, pensandoci bene, il vostro programma in fondo mi piace: garantirebbe almeno 20-anni-20 di governo al centrodestra attuale - sì, quello del puzzone - e quindi, forse, la possibilità di cambiare davvero qualcosa, sia pur mooooooolto gradualmente (adelante Pedro, ma con juicio).

P.s.: e comunque il tanto vituperato puzzone i prepensionamenti alla Fiat non glieli aveva concessi (a prezzo probabilmente della rielezione), costringendo Marchionne a rimettersi a fare buone auto. Questi invece glieli hanno concessi... e sono stati immediatamente dopo "licenziati" da Pininfarina! 

Nessuno di quelli che hai detto. Riprova.

Come sarebbe a dire "riprova"? E' forse Bersani? O Cofferati? O Emma Bonino? Basta, l'ho detto e lo ripeto: non ci arrivo da solo, voto a destra, quindi sono congenitamente limitato... ho bisogno disperato dell'aiuto di qualche intellettuale snob che mi riveli la Verità! E non potete mica negarmelo, non vorrete mica lasciare le italiche et volgari genti con questa tremenda angoscia... 

[basta non sia un economista: accetto nel caso solo qualcuno che come TPS sia stato bocciato all'esame universitario del primo anno] 

Ma non erano quelli che votavano a sinistra che erano coglioni? L'aveva detto Lui...

La FIAT risanata grazie (seppur indirettamente) da Berlusconi non l'avevo ancora sentita. Io ero rimasto a Mediaset.

Mai sentito parlare di incentivi e disincentivi? Eppure proprio la storia della Fiat qualcosa dovrebbe insegnare al riguardo. O forse hai preparato Economics 101 insieme a TPS?

Mai sentito parlare di incentivi e disincentivi? Eppure proprio la
storia della Fiat qualcosa dovrebbe insegnare al riguardo. O forse hai
preparato Economics 101 insieme a TPS?

L'unica cosa che si impara dalla storia della Fiat e' che non c'e' da fidarsi della parola dei suoi manager (e in questo senso forse l'ignorare la Consob rappresenta in effetti un incentivo).

Questo per la storia recente, da quella precedente le lezioni sono anche piu' deprimenti.

Che il governo non avesse un soft budget constraint probabilmente era una delle condizioni necessarie per salvare la Fiat. Ma ce ne erano molte altre del tutto indipendenti dal governo (la prima che mi viene in mente: avere modelli che si vendono). Quanto rilevante è stata la decisione del governo per il salvataggio Fiat? Onestamente, credo sia difficile da valutare. Su Economics 101, non ho studiato con TPS (sono un po' più giovane di lui). Ma ai miei tempi non si studiava la teoria degli incentivi a Micro 1 (e neanche a Micro 2), almeno nella mia università e nel mio corso di laurea. Ma per fortuna qualcosa sulla teoria degli incentivi l'ho studiato più tardi.

Uffa, ma qui si deve spiegare proprio tutto... E' OVVIO che la Fiat si è salvata da sé, grazie a nuovi modelli e grazie ad operazioni finanziarie (equity swap), come dire, un tantinello spregiudicate (che se le avesse fatte qualcun altro, il pool di Milano avrebbe re-indossato subito l'armatura e le spade fiammeggianti...). Ma è altrettanto OVVIO che aiuta - eccome se aiuta - sapere di avere un governo che NON è sempre e comunque pronto a ripianare a pié di lista le perdite ed a farsi carico dei lavoratori in esubero con pre-pensionamenti e simili. La storia della Fiat, nei suoi momenti bui come in quelli luminosi, proprio questo insegna: che le cose sono andate male (anni Settanta) quando c'era a disposizione un governo pronto a scaricare su Pantalone i costi della mala gestio degli Agnelli e sono andate bene (primi anni Ottanta) quando la mancanza di tale opzione ha costretto i manager e gli ingegneri ad aguzzare l'ingegno per salvare la baracca. E la storia della Fiat, in questo, è anche la storia economica d'Italia. A chi nega tutto ciò, propongo in premio un CD con l'opera omnia di Cirino Pomicino.   

Se ricordo bene all'inizio degli anni '80 (meglio, durante la crisi della fine degli anni '70), si parlò addirittura di statalizzare la Fiat. Fu una scelta degli Agnelli (convinti dal management, credo) quella di non farlo, non la mancata disponibilità dei governi di allora. Ricordo male?

il motivo principale per cui non mi e' piaciuto "il caimano" e' che Moretti descrive berlusconi come se fosse arrivato dal nulla. appare, vince un paio di coppe dei campioni, fonda un partito, va al governo e porta l'Italia allo sfascio. Berlusconi e' descritto cioe' come un shock che colpisce la societa' italiana, non come un prodotto della stessa (ciriosamente Veronica Lario la pensa come me).

le vostre riflessioni mi sembrano scaturire dalla stessa ipotesi di base (ipotesi che non condivido): il problema principale del nostro paese e' rappresentato dalla classe dirigente che happens to be in power. Prodi, Berlusconi, Calderoli e Bertinotti non sono la naturale espressione della societa' italiana, bensi' la causa dei nostri mali. Dunque: se apparisse dal nulla un fantomatico cavaliere bianco, alla guida di un altrettanto fantomatico PLV, l'Italia potrebbe uscire dal guado.

Io sono molto piu' pessimista. Penso che in realta' una classe dirigente non appaia, ma che sia il risultato di un certo contesto storico e che sia profondamente legata alla societa' che la esprime. E la societa' italiana non mi sembra affatto pronta a sostenere in massa un progetto come quello che delineate (della sua pochezza se ne e' parlato anche su nFA, qui, qui ed ancora qui, solo per fare qualche esempio).

E d'altro canto il nostro e' il paese dove 3 milioni di persone scendono in piazza per protestare contro una riforma minima del mercato del lavoro e dove altri nonsoquanti accolgono con entusiasmo la proposta di uno sciopero fiscale. Non a caso tutti i (seppur limitatissimi) tentativi di creare consenso intorno alle direttive che delineate sono drammaticamente falliti. L'ultimo esempio in ordine cronologico e' il 2.5% della Rosa nel Pugno alle scorse elezioni.

"Me sé del todo indigno de opinar en materia política, pero tal vez me sea perdonado añadir que descreo de la democracia, ese curioso abuso de la estadística", diceva Borges. Pensava all'Argentina, ma il discorso vale ormai anche per la nostra italietta. 

D'accordo al 100%. Non ci sarà nessun cavaliere bianco perché non c'è nessun esercito che ne aspetta il comando.

Mi permetto solo di supplementare la citazione di Borges con la seguente di Winston Churchill:

"Many forms of Government have been tried, and will be tried in this
world of sin and woe. No one pretends that democracy is perfect or
all-wise. Indeed, it has been said that democracy is the worst form of
government except all those other forms that have been tried from time
to time."

Ecco, QUESTO e' un ragionamento interessante e che vale la pena dibattere. Mi impegno a farlo. Anche se non in questo momento preciso, visto che c'e' in giro il buon JB (che non sara' il Cavaliere Bianco, ma e' il coautore di quell'altro che con me sogna cavalieri bianchi) ed ho voglia di chiaccherarci. 

Hai ragione Pepe, su tutto ed anche sul fatto che nel nostro scritto notturno quesa impressione davamo, che salumeria e puzzone venissero da noi considerate come epifanie senza fondamenti, errori della storia, accidenti dissolvibili come peti all'aria aperta. Non lo sono, per niente e di sicuro non basta il Cavaliere Bianco ... pero' ... 

Potrei avanzare ragioni di stile e di struttura mitopoietica per giustificare l'ambigua e volutamente onirica presentazione del tutto, ma accetto la critica. A prova affrettata del fatto che non ci siamo mai sognati di teorizzare che il puzzone da un lato e la salumeria dall'altro siano prodotto del caso, rinvio alla lunga collezione di "microfoundations" che sono andato pubblicando su questo sito da un anno a questa parte. Il punto della serie essendo, ap-punto, che la classe dirigente che ci ritroviamo e' l'espressione di una struttura sociale e di una cultura diffusa fra le elites italiche, e non solo le elites. Son certo che, leggendo i contributi di Alberto, simile consapevolezza che l'Italia non e' vittima del saragattiano destino perfirdo e baro appare chiaramente.

Quanto detto rende, pero', difficile intendere su che cosa noi si fondi il nostro appello al Cavaliere Bianco, fatta eccezione per l'abuso serale di oppio.

Per questo vale la pena ritornarci, post JB. 

Ma il fatto che lo chiamiamo cavaliere bianco vorra' pur dire qualcosa. Un cicinino di ironia ci sara' pure in questa scelta, che dite? Certo che e' la societa' che produce i ns. governanti e poi se ne lamenta. Sono completamente d'accordo con Pepe, ci mancherebbe. Ed e' per questo che solo nel cavaliere bianco che viene dal nulla possiamo sperare/sognare. Sandro, il cavaliere bianco non ce l'ha l'esercito dietro, per definizione, vorrei dire. Corre tutto solo contro le nuvole; bellissimo. Ma non le leggi le favole?

D'Alema? Ragazzi, stiamo parlando di un progetto a medio-lungo termine....di qualcuno che può permettersi di perdere un paio di elezioni....fra due legislature quanti anni avrà il buon massimino nostro?

Se veramente alberto e michele ripongono le loro speranze in D'Alema, basta leggere l'elenco dei suoi errori politici negli ultimi 10 anni (più o meno) per capire che mai speranze furono riposte così male (Cosa 2, andare al governo senza un passaggio elettorale, mancato appoggio del referendum per l'abolizione della quota proporzionale sono le prime cose che mi vengono in mente se penso a Max).

Guarda che tutti quelli che hai derubricato sotto errori politici - cosa2, governo post-prodi, mancato appoggio al referendum, vogliamo metterci anche la bicamerale? - possono anche essere decubricati sotto opportunita' mancate.

Pure quello di ieri che pure e' stata un'abile mossa atta a fare chiarezza (oltre che una vendetta servita fredda dopo che l'hanno impallinato a maggio per le presidenze di camera e repubblica) puoi definirlo se vuoi un errore politico.

Il problema di Massimo e' che e' un tattico geniale ma uno stratega non eccezionale. Va detto pero' che si trova circondato da una armata brancaleone.

D'Alema?????????????????????????????????????????????????????????????????

[In tal caso correggo il post precedente: il prossimo governo Berlusconi durerà 30 anni, non 20... avremo il primo premier centenario della storia (anche perché il lifting farà per quell'epoca ancora più miracoli)]

Qualcosa di meglio davvero non vi viene in mente? Non fa onore alla vostra fantasia teorica limitarvi all'Ericsson della politica (ricordate il mitico SVENGO? un perdente di successo...).

 E poi, così, per caso, non è che vi viene un cincinino di dubbio che, fuori dai sogni degli snob addottorati, ogni paese deve fare con la classe dirigente che ha a disposizione, perché essa non è altro che lo specchio democratico del paese stesso? E che la volontà di "cambiare le teste" alla plebaglia (= chiunque non abbia almeno un PhD negli USA) puzza un tantinello di costruttivismo, per tacer di altri, e ben peggiori, "ismi"?

Certo che è bellissimo, ma non è questo il punto. Dopo l'ultimo commento di Michele, la discussione ha preso una piega decisamente più interessante. Non voglio affrettare i tempi del post-post-JB....ma secondo voi esistono "vie d'uscita" endogene?

Credo che di spazio per forze politiche nuove ce ne sia parecchio in Italia, visto che quasi tutti sono (o almeno si dichiarano) scontenti dell' esistente, purtroppo non mi pare che un partito liberale abbia molte chances di occuparlo.

Quanto al programma lo sottoscrivo, anche se disapprovo il federalismo: la sfida di fare la rivoluzione liberale in uno stato nazionale è abbastanza  dura senza aggiungere una ventina di satrapieregionali.

P.S. Il federalismo attuale se non sbaglio è stato approvato dalla sinistra, seppure per compiacere la lega.

Mah, a me invece sembra che l'unico spazio ancora libero sia proprio quello del PLV. Forse sono ottimista....o forse non ho abbastanza senso dell'horror per immaginare ulteriori sfaccetature dello spettro (in tutti i sensi!) politico esistente.

Non sono invece cosi sicuro che un futuro PLV possa comportarsi effettivamente da Cavaliere Bianco, nel senso che non sono certo che abbia la forza e il supporto per partire lancia in resta contro tutti i draghi in una volta sola... 

Vedi quando si espatria e si sta fuori dall'Italia, ci si dimenticano alcune cose tristi del nostro paese.

 Non e' che abbiamo governanti che arrivano da marte, imposti da qualcuno.

 Questi li abbiamo eletti noi, tutti noi italiani. Sono esattamente quelli che vogliamo, perche' non sono meglio o peggio di noi italiani. Sono proprio come noi italiani. 

 Il deus ex machina (o il cavaliere multicolore) che risolve tutti i problemi, c'e' solo nei lavori di fantasia. Perche' in Italia non avrebbe voti, per quanto saggio, bravo, onesto, serio possa essere. Perche' gli italiani non vogliono uno cosi'. Ne sono spaventati.

Quindi non trattenere il fiato nell'attesa del suo intervento.

 

 

Cosa ne dite dei 12 punti di Prodi? A prima vista noto l'assenza dei
DICO (Mastella qui vince...e/o si stanno preparando all'entrata di
Follini), e la vaghezza di una buona meta' degli obiettivi. Notevole,
pero', l'ultimo punto.

Poca cosa i 12 punti.  I problemi strutturali del sistema politico e partitico restano. Può anche darsi che questa fosse la soluzione più "realistica" possibile. Ma cambia poco.

Certo che, dato il compromesso al ribasso, mi meraviglio che non abbiano fatto 13: modifica della legge elettorale. Almeno quella...

Perche' Mastella ha posto il veto: 13 porta sfiga...

Eh... Bisognava porre il veto su Mastella...

Il re di Ceppaloni non si tocca. Anzi, invito tutti ad andare a sentire la sua canzone su www.clementemastella.it .

Certezza del domani, la speranza dei valori, il cuore di un paese che sa gravitare intorno al centro di ideali veri, insieme a noi il futuro sara' !

Scherzi a parte, e' evidente che qui stanno facendo fuori i radicali...infami, se ne approfittano perche' la RnP non ha senatori...

Niente da eccepire sull'aggettivo con cui li definisci. Se qualcosa si sono guadagnati, e' tale epiteto.

Lo spettacolo di compra delle vacche e dei porci democristiani a cui il popolo italiano allegramente assiste ricorda i momenti piu' alti del centrosinistra e dei governi Craxi-Forlani ... vorrei proprio capire come i nostri "pasionarios" trovano lo stomaco per difendere queste indegnita' degne solo di Roma e di Buenos Aires. Mi son guardato il "forum" su Repubblica, frequentato da sinistri sostenitori dell'Unione. Rende piena giustizia al commento di Franz di questa mattina: non capisco perche' si sia scusato visto che aveva perfettamente ragione. Sono tenuti assieme solo da due colle, l'odio/terrore per un governo della CdL (consapevoli che in questo momento vincerebbe le elezioni alla grande) e la frenesia per il potere. Nient'altro. L'ideologia acceca, non c'e' che dire, ma la brama di potere fa peggio.

Alla Rossanda piaceva ripetere il vecchio adagio goyesco secondo cui "il sonno della ragione genera mostri" ... Nella sua vacua e stolida supponenza credo non si sia mai resa conto che parlava di se stessa, e dei suoi compagni di merende e di ventura.

Per quanto riguarda far fuori i radicali non mi pare una novita'! Li fecero fuori pochi giorni dopo il voto, quando con la doppiamente infame complicita' della Giunta o Commissione che controlla la regolarita' dei voti rubarono loro i senatori, come Andrea immediatamente e chiaramente documento'.

Da una coalizione che fonda il proprio potere sul furto ed il sopruso costituzionale a danno dei propri alleati, non vedo cosa aspettarsi. Infamie, appunto. Che ci sia ancora della gente che ha voglia di passare tempo a difendere questa banda, sia "out there" che in "in here", ecco quello mi sorprende. Qualcuno conosce se vi sono precedenti? Per esempio, il puzzone ha rubato parlamentari a qualcuno dei suoi alleati con trucchi simili? Non mi risulta ...

 

...e indovina un po' a chi e' andato uno di quei seggi tolti alla RnP...

... non dirmelo ... a uno degli amici dei terroristi che ieri hanno votato contro la mozione?

No, non dirmelo ... sarebbe troppo BELLO!

 

Beh, io non arriverei a chiamarlo amico dei terroristi, ma si tratta di Turigliatto.

Gli scherzi del destino...

...questo vuol dire un doppio schiaffo ai radicali: prima gli tolgono i seggi, poi a seguito della defezione di uno dei seggio-usurpatori tramano per farli fuori dal Prodi-bis...

wow, questa e' una notizia stupenda. se avessi 6 anni direi: vi sta bene, vi sta bene, un'altra volta imparate.

Battute a parte

palma 23/2/2007 - 15:30

I cosidetti partiti minori (Tre partiti comunisti, due partiti socialisti, etc. vedo adesso che vi sono ora proposte di fondare altri due.) vanno interpretati come gruppi d'assalto alle casse dello stato. Essi hanno nulla da dire su nulla (una eccellente "imitazione" della famiglia Guzzanti dipinge il presidente della Camera come un venditore di "comunismo e' fantasia".)

Hanno invece moltissimo da insegnare a come si prende il "potere" cosidetto e come lo si gestisce. Notai come suddetto presidente mai si occupo' dei delinquenti che ospita nel suo "ramo dl parlamento". Si occupo' molto di pontificare su scemenze.

 

I partiti sono anche assai specializzati nel fingere di andare all'"Aventino" (di Amendoliana memoria.)

L'On. Cacciari si e' dimesso (molti mesi fa) perche' il pacifismo "assoluto", come dice NfA "senza se e senza ma", impedisce di votare fondi, pistole, elicotteri e incrociatori per sforzi di guerra.

Tra il gran frou frou di "commesse" e "commessi", la tessera di deputato venne lasciata sul banco del parlamento. Le dimissioni con molto meno teatro vennero subito ritirate dal Sig. Cacciari che e' tuttora in parlamento. Talie quali sono le alte grida dei suoi colleghi.

Visto che han fatto cadere il governo di Prodi.1, per Prodi.2 bisogna placarli di piu', quindi piu' presidenze, piu' "posti" (un calcolo fatto da fonte non qui nominabile, mi dice che il Partito della Rifondazione Comunista ottenne nel 2006 tra 500 e 600 stipendi avendo vere e proprie difficolta' ad avere un numero sufficiente di clienti a cui distribuirli, di qui l'appello ad amici, amanti, portaborse, venditori di borsette ed elisir d'amore, varii etc.)

Come si vede hanno rialzato la posta. Tal Turigliatto va visto come Toto' Riina (dopo Falcone, facciamo saltare Borsellino.) Ha alzato la posta ed ora se Prodi fara' Prodi.3 bisognera' placarli ancora di piu', con garanzie di piu' posti alla Rai, al ministero delle foreste per la rinascita della quercia bolscevica, e cosi' via.

Punkt.

Il modesto avviso del sottoscritto e' semplicissimo.

Formino se ci riescono e se trovano qualcuno a cui non diano conati di vomito un governo YOGHURT con data di scadenza. Tra meta' 2007 e fine 2009 vanno messe in atte ovvie misure contabili (eliminazione di tutti i cumuli, riduzione dei membri del parlamento-- prima misura un senato di 100 persone, vogliono 20 regioni? cinque a testa.... ma si puo' sapere perche' la California deve aver meno senatori della Sardegna?), appunto riforma della legge elettorale per impedire che piccolissimi gruppi di ras delle varie contee si impadroniscano e blocchino attivita' governative.

Si, va bene, lasciate pure da parte la difesa degli omosessuali, delle donne che non mangiano la mortadella, del cinema di qualita'. Siete pregati di non scordare di far restituire i denari presi dalle vostre mogli, mariti, amanti, autisti, e flautisti dalla RAI che va privatizzata e i denari del canone restituiti a chi li ha pagati.

Evitate per cortesi di raccontare fandonie sul conflitto di interessi. Si e' visto lo scempio infame della moglie di un vice capo del governo ricevere emolumenti dalla cupola di Viale Mazzini (Saxa Rubra?)

Piuttosto che pagare professori da operetta a scrivere il manifesto per "conciliare l'illuminismo e il cristianesimo" avete mai considerato l'ipotesi di vergognarvi e andar via? VIA, in Kenya dalla vostra amica  Melandri a fare una bella festa che tanto vi diverte. Nel caso anche il Kenya vi trovi corrotti, Zimbabwe e' molto accogliente: potete anche discettare di fame e socialismo con Mengistu Haile Mariam, precisamente come il vostro amico Craxi (non si e' mai capito bene se padre o figlia o figlio, essi sono sempre al governo.)

 


Non possiamo certo lamentarci di essere stati malcompresi, perche' ci siamo anche divertiti a scrivere un post poetico-ermetico con le fiabe, le frasi di Lenin, i riferimenti obliqui e le citazioni di Jannacci. Ma, dopo aver letto l'interessante discussione sviluppatesi nei commenti, vorremmo fare una precisazione (a parte il divertimento, a noi queste cose paiono importanti). [Da qui passo piu' o meno alla prima persona singolare che, se non sulla sostanza, sulla forma della precisazione Michele potrebbe non essere d'accordo]

Molti concorderanno che la classe politica italiana e' di livello bassissimo, in termini di quoziente di intelligenza, di moralita', di onesta' intellettuale, e quant'altro. Molti (meno) forse addirittura sarebbero disposti ad argomentare che la classe politica italiana e' tra le peggiori al mondo (almeno su questo c'e' poco da tirare in ballo il nostro motto su La Guardia: c'e' poco da dire "coraggio" agli italiani e fare i fighi superiori quando si e' governati da una amministrazione come l'amministrazione Bush).

Non e' questo il nostro punto. Sono convinto che la classe politica italiana sia terrificante, e non mi interessa piu' di tanto discutere se sia meglio o peggio di quella americana o di quella del Bangladesh. Il punto cui tengo e' un altro; e cioe' che la coalizione che sta governando, governa con un modello (cioe' con uno schema concettuale con cui affronta i problemi del paese) che a mio avviso (a nostro avvivo, non ho dubbi che Michele sia con me qui) e' datato e che ha portato in Italia e altrove alla distruzione di economie anche vitali. Il modello e' un modello interventista: il mercato va regolato se non bloccato per raggiungere obiettivi di equaglianza, esternalita' e fallimenti di mercato sono ovunque, e gli "stimoli" fiscali e monetari sono necessari sempre e comunque. Questo modello e', in forme leggermente diverse, alla base di come Prodi e Ferrero, Padoa-Schioppa e Luxuria, Mussi e Cento, vedono il mondo. Certo, Padoa-Schioppa e' un economista e Cento un ... non so cosa sia; Prodi va in bicicletta oltre che in chiesa mentre Mussi molto meno entrambe le cose. Ma questi sono differenze di secondo ordine; il fatto e' che nessuno di loro pensa che dosi massiccie di competizione possano essere cosa buona per il paese. Non lo pensano davvero, non e' solo che hanno finalita' partitiche e di potere - tipo devono salvare la poltrona dei peones fino alla pensione, devono mantenersi l'auto blu, e cosi' via. Le hanno,  le finalita' di potere diverse, ma se non le avessero forse farebbero anche peggio, tasserebbero di piu' e interverrebbero di piu', forse con meno sprechi e meno liti, ma di piu'. Aggiungo: l'evidenza dimostra che questo modello concettuale lo condividono con grande parte dell'opposizione. L'unica differenza sembra riguardare il livello di tassazione, ma per il resto non v'e' differenza. Anche li', e specialmente in AN e nella Lega ma anche in tutta quella parte di FI che viene dalla DC e dal PSI, regna sovrano il principio che senza intervento regolatorio-stimolatorio dello stato le cose non funzionano. Anzi, a destra ancor piu' che nell'unione l'idea che la concorrenza sia cosa buona e giusta e' fortemente osteggiata. 

Il punto del nostro post e' che secondo noi tutto questo e' MOLTO male: secondo noi il paese ha bisogno della strada nuova, del PLV, del cavaliere bianco; chiamiamolo come vogliamo, ma il paese ha bisogno di mercato, mercato mercato. Diciamo nel post:

Roba da liberali: tassa unica
proporzionale al 25%, settore pubblico ridotto a meta', nessun ordine
professionale, mercato del lavoro che sia tale (cioe': mercato),
imprese che falliscono quando devono e competono per fondi in un
mercato dei capitali (la Borsa, stiamo parlando della Borsa) degno di
questo nome, pensioni comediocomanda, e una rete di sicurezza
(educazione, sanita', sussidi di disoccupazione) minima ma efficiente,
privatizzare tutto quello si muove a partire da universita', Rai ed
Alitalia, uno stato federale per davvero non l'acqua santa del Po ed il
lamentismo terrone, una legge sul conflitto d'interessi tradotta
dall'americano, la polizia che sembra quella svizzera ed i giudici pure
... - roba da pazzi, insomma.

Su questo programma molti meno sono d'accordo. Ma la nostra scommessa e' che non e' vero che sono cosi' pochi quelli che sono d'accordo, sono di piu' di quanti tutti pensino, compresi essi. Il fatto e' che in Italia dire "concorrenza" e "liberismo" in pubblico e', come abbiamo sottolineato, peggio che dire "sifilide" o "lebbra" ... ma, sotto sotto, c'e' una fetta grossa di paurose ma esasperate persone che, invece, concorrenza e liberismo se li sognano di notte con il sorriso sulle labbra. La nostra scommessa e' che se si fa in modo "credibile" (primo problema non da poco: come farlo in modo credibile?) un PLV becca subito il 15% dei voti. Da li' in avanti e' tutto in salita, a mani nude e sotto il vento ed il ghiaccio del peggior inverno sulle Alpi, perche' e' questione di aprire e combattere una battaglia culturale e politica senza tregua contro poteri forti ed antichi. Ma non e' vero che e' necessariamente una causa persa: e' solo piu' probabile che sia persa invece che vinta, ma questo era vero anche quando Bonatti fece il Petit Dru in solitaria ... e dopo sei giorni arrivo' in cima, vivo e da solo. Questo e' il punto principale che volevamo fare. Il resto e' poesia.

P.S. Mercato, mercato, mercato: e' un po' che ho in mente un post in cui cerco di prendere posizione sull'accusa che viene sempre fatta agli economisti di avere l'ossessione filosofica del mercato, di averne una fede religiosa, e roba simile. Non appena ho un po' di tempo lo faccio questo post. Ma per quello che vale, diro' brevemente che non credo che sia un'accusa giusta: io non credo che mercato, mercato, mercato sia una ricetta giusta sempre e comunque, come penserei se fossi davvero una vestale del Dio mercato. Concedo volentieri che negli Stati Uniti ci sia spazio per piu' intervento pubblico in alcuni settori importanti (ad esempio la sanita'). Ma in Italia siamo cosi' lontani da una economia funzionante ed efficiente che non ho dubbio alcuno che liberalizzazioni massiccie avrebbero solo effetti positivi; "mercato, mercato, mercato", non e' mai detto troppo in Italia.

 

La nostra scommessa e' che se si fa in modo "credibile" (primo problema
non da poco: come farlo in modo credibile?) un PLV becca subito il 15%
dei voti.

Mi piacerebbe crederlo, Alberto, ma le cifre per una formazione ragionevolmente liberale come i Radicali sono molto, molto piu' minoritarie: persino dopo aver imbarcato alcuni rottami socialisti sulla nave che batte bandiera RnP. E se pensi che questo dipenda dalla loro aura fricchettona, anche il molto piu' serioso e conservatore PLI di Einaudi e Malagodi non raccolse mai molti
suffragi
.

E guarda che il problema non e' solo italiano: quanti seguaci ha Alain Madelin? o Guido Westerwelle, o qualunque politico di Zona Euro remotamente associato con principi di libero mercato? A me pare che il problema sia comune a tutta l'Europa Continentale, e temo che non sia casuale o dipendente da mancanza di proposte politiche alternative. Il fatto e' che l'Europa e' un continente invecchiato, e come tutte le persone anziane ha scelto (in fondo razionalmente) un "profilo di rischio" molto conservatore. Da un lato del bivio c'e' una dolce discesa giu' per Road to Serfdom: i quartieri in fondo non sono molto attraenti, ma camminando pianino e' probabile che si morira' per cause naturali prima di scendere troppo giu', e almeno si risparmieranno brutte sorprese. Dall'altra c'e' un luminoso sentiero less travelled by, ma con un'erba alta in cui chissa' quante vipere si nascondono, e mancano anche i mancorrenti dal lato valle e se perdi l'equilibrio rischi di cadere nel burrone. Da quale parte pensi che vada la nostra europensionata?

Il target del 15% non mi sembra assurdo, fatto salvo il problema della credibilità. Se non ricordo male era appunto la quota accreditata ai radicali dai sondaggi dei primi anni  90 erano , che poi si traduceva in risultati molto peggiori (mi pare siano arrivati all' 8% circa in qualche elezione europea).

E credo che non sia solo il "fricchettonismo" ad alienargli i potenziali elettori, ma anche il radicalismo con cui prendono certe posizioni,soprattutto anticlericalismo,liberalizzazione dalle droghe e diritti civili (es: sui gay).

Direi che il PLV è d'accordo su tutti e tre i punti, ma a differenza dei radicali non è disposto a farci guerre di religione, per cui risulta meno indigesto a chi è tiepido su certi argomenti.

Inoltre ribadisco che il federalismo andrebbe lasciato da parte, almeno per ora. 

Alberto, sono sicuro che ti sei già posto la seguente domanda: visto che (data l'ampia dose di proporzionalismo) l'entrata nel mercato politico italiano è stata essenzialmente libera per un lungo periodo di tempo, per quale ragione nessuno ha colto l'opportunità di fondare un partito con un potenziale di consensi del 15%?

Negli ultimi vent'anni in Italia sono nati e hanno prosperato partiti con bacini elettorali molto più ridotti del 15%. Inoltre il periodo di inizio anni 90 è stato particolarmente favorevole all'entrata di nuovi soggetti politici, data la disgregazione dei vecchi partiti; le barriere all'entrata erano veramente inesistenti.

Che cosa è successo quindi? Secondo te (o secondo voi) perché nessuno ci si è messo seriamente a fare il PLV?

ebbene si, la stima e' velleitaria, sono d'accordo. ma sulle barriere all'entrata non sarei sicurissimo. e il berlusca e le televisioni. il PL lo ha fatto  lui dopo tutto, solo a sua immagine e manca la V. ma il PLV compete direttamente con FI, senza giornali e televisioni. E Fini e la Rosa nel Pugno stanno entrambi cercando di occupare lo spazio, con le loro idiosincrasie. Anche Segni lo ha fatto. Lo spazio e' li'. e le barriere all'entrata non sono cosi' basse, secondfo me.

Concordo (ovviamente :-)) con Alberto ... L'esempio che occorre tenersi in mente e' Berlusconi. Berlusconi capi' che c'era domanda per un partito di centro-destra che replicasse l'asse Forlani-Craxi dell'ultimo periodo, con apertura alla destra storica. C'era, si rese conto che la Lega non aveva il cervello e gli occhi per vedere quello spazio, e l'occupo' rischiando grosso ma vincendo.

Quindi credo occorra chiedersi se esiste uno spazio elettorale/sociale liberale vero. Per cercarlo non credo basti guardare ai Volenterosi (fra i quali girano Pomicino e De Michelis!) e ai radicali (3%), ma dentro a un pezzo sostanziale di FI (4%) e dei DS (4%). Oltre che nel numero sempre piu' alto di gente che non vota. Molti di coloro che io conosco e che LV sarebbero non votano, e non solo perche' vivono all'estero (5%).

Il problema e' che, per fare il PLV occorrono altre due cose, oltre ad un programma che non sembri la lista delle follie radicali ma che parli direttamente al portafoglio della gente che produce. E queste due cose non sembrano esserci:, al momento un personaggio molto visibile mediaticamente che forzi Corriere e TV, Stampa e Messaggero a parlarne quasi quotidianamente (non so se c'eravate nel 1993-94, ma a Berlusconi tirarono la volata di piu' il Corriere e Repubblica che il TG4) e molti soldi per costruire la macchina elettorale. Per macchina elettorale intendo la macchina elettorale stile quella che Hillary e McCain si stanno costruendo in queste settimane, non le sezioni di partito. Berlusconi raccoglieva in se entrambe queste condizioni necessarie e, soprattutto, era imprenditore intelligente a sufficienza per sapere come si costruisce in tre mesi e si fa funzionare una macchina di questo tipo. Ecco, il Cavaliere Bianco dovrebbe servire a questo.

Il problema e' che, per fare il PLV occorrono altre due cose, oltre ad
un programma che non sembri la lista delle follie radicali ma che parli
direttamente al portafoglio della gente che produce. E queste due cose
non sembrano esserci:, al momento un personaggio molto visibile
mediaticamente che forzi Corriere e TV, Stampa e Messaggero a parlarne
quasi quotidianamente (non so se c'eravate nel 1993-94, ma a Berlusconi
tirarono la volata di piu' il Corriere e Repubblica che il TG4) e molti
soldi per costruire la macchina elettorale. Per macchina elettorale
intendo la macchina elettorale stile quella che Hillary e McCain si
stanno costruendo in queste settimane, non le sezioni di partito.
Berlusconi raccoglieva in se entrambe queste condizioni necessarie e,
soprattutto, era imprenditore intelligente a sufficienza per sapere
come si costruisce in tre mesi e si fa funzionare una macchina di
questo tipo. Ecco, il Cavaliere Bianco dovrebbe servire a questo.

Sante parole, ma piu' che di "gente che produce" io parlerei, piu' terra terra, di "gente che ha un portafoglio abbastanza fornito da potersi permettere una campagna mediatica". Ora, la questione e': perche' questa gente in Italia dovrebbe supportare una svolta liberalizzatrice in campo economico?

Se guardiamo alla storia, i teorici liberali che pensavano all'interesse generale trovarono sponsors tra forze che avevano da guadagnare in prima persona dalla liberalizzazione: baroni insofferenti dell'autorita' del sovrano; borghesia emergente stufa di mantenere Primo e Secondo Stato; dinastie olandesi con un occhio al trono Stuart; coloni con le tasche piene di taxation without representation; middle-class inglese stanca di pagare alti prezzi per il grano a esclusivo vantaggio dei proprietari terrieri; funzionari di partiti comunisti in Asia che hanno scoperto l'arte del management buyout (spesso tramite prestiti concessi da funzionari corrotti di banche di stato) e ora sono ansiosi di accedere ai mercati internazionali per le loro aziende tramite la partecipazione al WTO; e via discorrendo. Ma in Italia, dove stanno forze economiche che hanno interesse a liberalizzare l'economia? Da sempre, i guadagni principali sono venuti da amicizie con settori della politica, volte a limitare la concorrenza alle imprese protette: Giovanni Agnelli (senior) con Giolitti prima e Mussolini poi; Mattei con la sinistra DC; gli Olivetti e De Benedetti e Agnelli del dopoguerra e i Pirelli con i governi di centro-sinistra; Berlusconi con Craxi (e poi con se stesso); eccetera eccetera. E i ceti professionali son pure peggio, dato che dalla fine del corporativismo corrente i loro appartenenti hanno, individualmente, da rimetterci. Si', quel che scriveva Gramsci e' vero anche oggi, ed e' anzi peggio: ai suoi tempi la classe operaia italiana era pagata comparativamente poco, ma oggi essa stessa non e' piu' internazionalmente competitiva (specialmente in un mondo globalizzato con mercati del lavoro estesi ben al di la' dei confini europei). Quindi, non aspettiamoci neanche supporto grassroot: perche' questo dipende dalla percepita utilita' marginale a breve termine di certe politiche, e per la liberalizzazione dei mercati (di quello del lavoro in particolare) questa e' vista come negativa. O se vogliamo, nessuno (almeno nelle aristocrazie operaie sindacalizzate) vuole rinunciare all'uovo oggi del posto sicuro per la gallina domani di un'economia piu' robusta.

Insomma, a me pare che oggettivamente chi produce qualcosa in Italia lo fa in modo non concorrenziale, bussando alle porte della politica alla ricerca di protezioni, sussidi e denaro pubblico: e fintanto che cio' non cambia non ci sara' mai supporto a politiche liberalizzatrici. Purtroppo queste ultime sono anche la precondizione a produrre in modo piu' competitivo, e cosi' nulla mai cambia.

questa sarebbe la ragione principale per lasciar stare velleitarismi da cavaliere bianco che viene da sinistra (che lo sappiamo benissimo che il PLV non arriverà da sinistra) e lavorare affinché il vero concorrente del PLV così come identificato dal alberto diventi il PLV o per lo meno si muova in quella direzione. Berlusconi dopo tutto ha settanta anni e non manca molto tempo a quando dovrà lasciare spazio...

Scusa, ma che ti frega da dove viene? Michele ed Alberto avevano in mente una persona che viene da sinistra ma mica gli fregava che fosse di sinistra. Tu pensi non sia possibile, va beh, basta che venga.

«Abbiamo bisogno del Partito democratico, perché questa sinistra non va bene, non serve al Paese, ce l'avevano insegnato già nel Pci».

Dice anche - parafrasando il Corriere - che chi ha votato contro il governo sull'Afghanistan e' ipocrita e in mala fede. Sara' banale, direte voi, ma visto il livello attuale rappresenta gia' una boccata d'aria fresca.

...Ops, vedo adesso che michele aveva gia' ripreso la cosa in altro commento! 

andrea figurati non è che mi struggo per il cavaliere bianco. semplicemente pensavo che quello che dicono michele e alberto non è corretto in termini di analisi (il rifondatore della destra difficilmente verrà da sinistra) e in termini di actions (chi vuole una nuova destra, forse michele e alberto, e vuole fare qualcosa perchè ci sia, non so se loro sono attivi, non deve aspettarsela da sinistra ma deve lavorarci da destra).

Ti ricordi i dialoghi fra me e michele su destra e sinistra? Li' si argomenta che si tratta di categorie ormai non ideologiche, cui la gente si attacca per tradizione, moda, perche' glielo ha insegnato il papa', etc... Il PLV non e' ne' di destra ne' di sinistra, sta sopra. Tutti conosciamo parecchia gente stufa morta dei politicanti di tutte le risme, questo mi fa credere che un programma radicale attrarrebbe molti voti, anche di gente disposta a mandar giu qualche rospo piuttosto di vedere qualcosa di nuovo.

e questo scende da dove, ispirati. chi te lo ha sussurrato all'orecchio. ma ti rendi conto, guarda cosa hai scritto: la loro analisi e' errata e tra parentesi hai le ragioni del perche'lo sia, due semplici statements di fede. ma quand'e' che smetterete di pensare che a voi vi parla Dio. datti una mossa, scendi dal pero e cerca di usare il cervello che Dio ti ha dato. 

la nostra e' analisi, magari errata, ma analisi: la destra in Italia  1) non ha profondita' intellettuale alcuna (lo sanno anche loro - tu fra loro -quando lamentano il controllo di universita' e attivita' culturali a sinistra), 2) e' fatta di servi del padrone (mi spiace, lo hanno dimostrato, continuamente- evitero' di ripetere cio'che ho gia' detto e tu hai visto sull'atteggiamento verso la magistratura, 3) se ha una tradizione intellettuale, e' quella del consociativismo fascista. 

Con questo, ci mancherebbe, la sinistra 1) e' piena di  buffoni e 2) le idee stataliste predominano, ma nei DS ancora c'era una tradizione di selezione politica/classe dirigente che puo' essere ancora utile e nella societa' di sinistra ci sono zone intellettuali vive.

Insomma, mettiamola cosi'; usiamo l'Inghilterra come esempio. A me va bene sia Thatcher che Blair, e io vedo in Italia persone piu' vicine a Blair a sinistra che a Thatcher a destra.

Detto questo, a differenza di molti, incluso te - mi spiace dirlo-, se leggi quello che io e Michele abbiamo scritto quest'anno ti accorgerai che pur con tanti errori, non abbiamo mai peccato di stare da una parte sola, abbiamo picchiato a dx e a sin e ci siamo esaltati (un po' meno) per cose che ci parevamo buone a dx e a sin.

Quando per prevedere dove si posizionera' un intellettuale su un tema qualunque basta una regressione con una sola dummy, allora non vale proprio la pena di stare ad ascoltare. Lo dico con dispiacere. 

mah, alberto io il cervello lo uso (so che non siete d'accordo ma non ci posso fare nulla. mi farebbe solo piacere che la smettessimo di dare del cretino a chi propone idee diverse).

teoria di alberto: il riformatore della destra verra' dalla sinistra. teoria di isp.: il riformatore della destra deve avere una preparazione culturale di destra. mi chiedo chi e' che deve scendere dal pero.

tu correttamente dici che la maggior parte della destra non ha questa preparazione, io ti dico che e' una ragione in piu' per smetterla di cincischiare con il cavaliere bianco.

sulla thatcher e blair. i riformisti di sinistra usano sempre questa immagine. ci si riferisce sempre a blair e si pensa che anche la sinistra italiana possa produrre un blair. il problema e' che blair e' arrivato in inghilterra nel 1994 dopo che la thatcher per quasi un decennio ha spaccato le ossa ai "resistenti".
alberto, anche il timing e' importante. senza la tatcher non possiamo avere blair. punto. pensiamo quindi a produrre una thatcher (e non mi venire a dire che la thatcher viene da sinistra...)

sulla thatcher e blair. i riformisti di sinistra usano sempre questa
immagine. ci si riferisce sempre a blair e si pensa che anche la
sinistra italiana possa produrre un blair. il problema e' che blair e'
arrivato in inghilterra nel 1994 dopo che la thatcher per quasi un
decennio ha spaccato le ossa ai "resistenti".
alberto, anche il timing e' importante. senza la tatcher non possiamo
avere blair. punto. pensiamo quindi a produrre una thatcher (e non mi
venire a dire che la thatcher viene da sinistra...)

Non capisco che importanza abbia la direzione da cui arriva. Arriva da dove puo' arrivare, cioe' dove ci sono 1) una constituency con interessi concreti a favore delle riforme e 2) politici con sufficiente intelletto e capacita' organizzative. In Cina e, successivamente, in Vietnam le riforme sono state varate da chi ufficialmente ancora chiama se stesso "comunista" -- e se credi che la Thatcher abbia "spaccato le ossa ai resistenti", prova a fondare un sindacato indipendente in Cina (quell ufficiali sono combattivi quanto il "sindacato giallo" di Valletta negli anni '50, tant'e' vero che persino Wal-Mart ne ha accettato le cellule). Quindi, i nominalismi lasciano il tempo che trovano.

Purtroppo Alberto e Michele hanno ragione: la destra italiana e' FUBAR, e lo e' stata da molto tempo. E' fatta in gran parte di gente cresciuta leggendo Giovanni Gentile o al massimo Benedetto Croce anziche' Vilfredo Pareto (per non parlare di Smith e Ricardo, che paradossalmente hanno ricevuto piu' attenzione a sinistra -- vedi Piero Sraffa e seguaci). E se pensi a FI, be', a parte Antonio Martino (che politicamente conta quanto il due di bastoni quando briscola e' coppe, per sua stessa ammissione: e quando mai gli hanno dato dicasteri economici?) c'e' ben poco da salvare. In Italia le poche persone decenti e di istinti liberali (penso a Mario Draghi, o a Mario Monti) si guardano ben dallo schierarsi apertamente con l'Armata Brancaleone della destra. Un motivo ce l'avranno, no?

Purtroppo-bis, temo invece che Alberto e Michele siano troppo ottimisti sull'esistenza di una constituency che abbia interesse al cambiamento, come ho gia' cassandrescamente vaticinato. Spero di sbagliarmi, e staremo a vedere.

La destra italiana 1) ... non ha profondità intellettuale... parla per te, please, che leggendo le cose che scrivete di politica (e di diritto, poi!) su nfA si capisce perché gli economisti è bene che facciano, appunto, solo gli economisti; 2) ... è fatta da servi del padrone... accidenti, questo mese non mi è arrivato l'assegno da Arcore, urge sollecito; 3) l'unica sua tradizione intellettuale è il consociativismo fascista... Einaudi, Pacciardi, Croce, Pareto, Mosca, Sogno, Prezzolini, Montanelli, Bruno Leoni, ma anche Guareschi, Avati, Battisti (volutamente mescolo generi e settori), devo continuare? E poi la vostra tradizione intellettuale da chi sarebbe costituita? Da Eugenio Scalfari? Quello dell'inevitabilità della vittoria del socialismo (parole sue, anni Sessanta)? La verità è che i vostri ridicoli ed irrilevanti sogni elitari sono destinati a restare tali finché non accetterete di camminare al fianco di noi bifolchi forzitalioti (è vero, facciamo un po' schifo, ci mettiamo le dita nel naso, facciamo battute volgari o le corna nei summit internazionali, guardiamo il Bagaglino, però siamo la maggioranza (ampia) del paese, che ci volete fare?). Ficcatevi in testa che la politica si fa con quello che c'è, e non c'è nulla di più insopportabile delle fregnacce da convegno politologico, per giunta in bocca a degli (ottimi)economisti.

Evito di commentare come vorrei alcune delle tue affermazioni 1) perche' senno' quelli tra noi di piu' calmo avviso si arrabbiano, 2) perche' le mie affermazioni precedenti erano, lo ammetto, un po' trenchant e quindi posso capire che tu ti sia offeso. 

Purtroppo, mi sento di dire che nessuno dei nomi che citi ha avuto impatto alcuno nella destra italiana; uno dei pochi intellettuali di destra che non citi - forse apposta - e'  uno dei pochi che un impatto lo ha avuto davvero,  Gentile. Mi spiace per te che sono certo le mani nel naso non te le metti, ma i tuoi compagni di merende non sanno nemmeno chi sono Einaudi, Pacciardi, Croce, Pareto, Mosca, Sogno, Prezzolini,  Montanelli,  Bruno Leoni, etc. Hanno avuto a che fare direttamente con uno di loro, lo hanno umiliato e gettato come uno straccio perche' aveva male interpretato il significato  dell'assegno da Arcore che riceveva. Avrebbero fatto lo stesso con chiunque altro dei nomi di cui sopra. La tradizione della destra italiana (di questa destra) e' il licenziamento di Montanelli, non Montanelli. 

Concordo pienamente con Franz. Purtroppo in Italia c'e' una totale ignoranza nei confronti di alcuni pensatori "non di regime". Tempo fa, nel corso di un dibattito, qualcuno chiese a Pietrangelo Buttafuoco (ottimo scrittore e giornalista formatosi nel Fronte della Gioventu' siciliano) come era possibile che un tempo fosse fascista. Buttafuoco rispose che il suo spirito di bastian-contrario lo aveva portato a giocare a fare il fascista, e che l'essersi formato in certi ambienti gli ha comunque consentito di leggere libri assolutamente sconosciuti agli "intellettuali" (brutta razza) italiani. Leggere Evola, Junger e alcuni commenti alla repubblica di Platoni di Freda (si', quel cattivone che forse ha messo qualche bomba) penso che aiuti a sviluppare maggiore senso critico nei confronti di alcuni capisaldi del pensiero moderno.

Solo una cortesia. Pieta', per carita' di patria, a tutti di destra e di sinistra, una sincera preghiera di non tirare la lotta contro il pensiero moderno. Evola &Co (Guenon, simili carte riprodotte fedelmente dalla Adelphi) si basano su una pensata che venne satirizzata da un amico mio (tralascio i nomi per non infocar l'animo): "Dopo tanto meditare sui Testi Gnostici, Zohar, Al-Ghazali e Paracelso, si scopri' che la conoscenza e'

1. incompleta

2. ha dei problemi, anche seri.

La ricetta e' di ricorrere all'ignoranza."

Vraiment, pas pour trancher le debat, mais bon..... Evola???

Ti faccio tutte le cortesie che vuoi (anche perche' sono piuttosto arrugginito sull'argomento). Penso semplicemente che, pur vivendo e lavorando in un mondo figlio del pensiero illuminista, certe letture che non danno per scontati alcuni dei pilastri del pensiero moderno possano servire come spunto di riflessione.

In realta' l'oggetto del mio post era tutt'altro che Evola. Comunque se non sono stato capito pazienza...

Alberto, scusa lo sfogo di prima, ma ti (vi) prego di capire che per chi tutti i santi giorni è "sul pezzo" a combattere la battaglia, in un ambiente che dire ostile è un eufemismo (Michele in parte sa perché), per cercare di far passare nelle teste di studentelli tanto ignoranti quanto ben indottrinati idee "rivoluzionarie" tipo "il salario deve essere dipendente dalla produttività" oppure "lo Stato non può essere la soluzione a tutti i problemi economici" oppure "le tasse distruggono benessere sociale" (davvero rivoluzionarie come idee, nevvero?), bé, capisci che per chi si scontra con problemi di questo tipo e poi legge su nfA che questa destra fa schifo, questa destra non è in grado di fare subito & immediatemente le riforme come da ultimo pensoso editoriale di Monti e Giavazzi, questa destra non ha riferimenti culturali, questa destra deve essere sostituita da un movimento capeggiato da fantomatici cavalieri bianchi, ecc. ecc. - e soprattutto trova a supporto di tali affermazioni motivazioni, scusami ancora, banalotte, certo non degne di voi, e legate perlopiù alla storia personale e giudiziaria di chi pro tempore si trova a tenere alta la bandiera del centrodestra italiano (e sempre sia lodato almeno per questo, perché l'alternativa sarebbe stata, e tuttora è, terrificante) - capisci, insomma, che a quel punto incazzarsi di brutto è quasi doveroso... Se poi volete affrontare un discorso SERIO sul perché in Italia un partito Monti-Giavazzi (o PLV) non prenderà mai più del 2% dei voti (= come i radicali), e sul perché, in fondo, può anche essere un bene per tutti che sia così, a disposizione! 

Certo che ridurre un post di questo genere, un post idealista, sognatore, che cerca di uscire dagli schemi, a uno sterile dibattito del tipo "il supereroe sarà uno dei nostri" (che è un modo mascherato per dire "votate il partito X e tutti i bei sogni dipinti da alberto e michele si realizzeranno") è alquanto triste...e certo è quanto di più lontano mi aspetto di leggere quando navigao su un sito come nfA. Forse per "vincere la battaglia sul campo" occorrerebbe proprio uscire dalle vecchie logiche di schieramento politico e partitico...ma spesso questa cosa è molto difficile da capire ed attuare: non la capiscono preti e vescovi, e non la capiscono professori e studenti di economia....

grazie. davvero. non sai quanto mi fa piacere questo commento.  un po' e' colpa nostra; avremmo potuto evitare di dire da dove lo vedevamo arrivare il cavaliere. e poi quando si comincia, prima di accorgersi di essere stati tirati in un buco di dibattito sterile e inutile, ci vuole un po'. e alla fine rimane solo la depressione.... prometto, non ci casco piu' negli starnacchiamenti.

Íl cavaliere bianco e´ una metafora alla italo calvino, non esiste, non puo´ esistere in italia, se esiste e´ piu´ che dimezzato: l´ Italia attuale  non puo´ esprimere piu´ di quello che vediamo (destra, sinistra). Non esiste alcun gruppo sociale, alleanza che possa fare ordine. Perche´ non esiste piu´ una societa´ (civile) italiana. Non c´e´ ne´ la societa´ ne´ alcun soggetto sociale/politico per un progetto da cavaliere bianco, da rivoluzione liberale. Gobetti vedeva nel comunismo appunto quel gruppo sociale, quel soggetto per rifare l´ Italia. E quella si´che era una forza: per fermarla il ventre molle dell´  Italietta ha partorito il duce e il fascismo. Oggi non c´ e´ niente e nessuno per fare la rivoluzione liberale. Punto e basta. L´Italia e´ un paese ridicolo, ai margini della storia, una disneyland diroccata, una cinecitta´ dismessa per turisti sentimentali.

E non mi parlate di produttori o imprenditori che credono al mercato e fanno saltare lo status quo...Schumpeter con dolce e gabbana e l´olio d´ oliva da sartoria e la mozzarella di bufala e la burrata esportata anche al circolo polare artico? Ma fatemi il piacere. Un solo grido: emigrazione.

 

 

 

 

WHOW! Hansmoser sei uno ottimista tu, non c'e' che dire! Sei appena arrivato da queste parti sentendo odore elettive affinita' o ci frequenti da tempo?

E sai qual'e' la cosa triste? Che, anche se un po' esageri, non hai poi tutti i torti nella tua valutazione ...

Pero', noi che siamo cresciuti alla scuola non solo di Gobetti ma anche del suo amicone Antonio, continuiamo a credere con lui che per vivere come uomini liberi e degni di esserlo occorra esercitare sempre e comunque il pessimismo della ragione (che sembra non ti manchi) ed anche l'ottimismo della volonta' (che, son certo, da qualche parte tieni riposto).

Anche perche', se ci pensi sino in fondo, a nulla serve il primo se non e' coadiuvato dal secondo.

Perche' a sinistra lo cerchiamo il cavaliere bianco:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/17/liberisti_anti_liberalizzazioni.shtml

 

Sottoscrivo. Pur senza voler maramaldeggiare, quando mi son letto l'articolo di Stella (uno dei pochissimi giornalisti italiani che provano a fare dell'informazione il "quarto potere") ho pensato anche io al nostro amico Ispirati, ed ai liberisti/libertari pro-CdL ... mb

tranquilli, alla vigilia delle primarie si ritireranno tutti per appoggiare "l'amiko Walter" (forse ne rimarra' uno per dare una parvenza di democrazia interna al PD).
Sono pronto a scommetterci una pizza.

Cos'e' successo? Ti sei svegliato male? Qualcuno ti ha dato delle sostanze strane e della cui composizione chimica non hai fatto tempo ad accertarti? Non so, dico cosi' a naso ... cos'e', l'aria di Londra che vi fa danni? O e' la professione?

Non son certo di capire con chi parli, a chi ti riferisci, cosa tu abbia in mente, nulla di nulla ... sei certo d'aver capito il senso dell'articolo? Io temo proprio di no ... ma non fa nulla, non ti preoccupare.

A meno che, ripeto, tu non ti sia svegliato male ed abbia bisogno di litigare con qualcuno. Nel qual caso, un consiglio ce l'avrei ... 

Ma adesso che sono passati un sacco di mesi - quasi 18 - è lecito chiedere chi avevate in mente?

Tanto più che quasi tutto il prevedibile è stato previsto, ora direi che basta spostare poco più in là quel 21 Gennaio...non si sa con chi, però!

uno degli articoli fondamentali di NFA. Da leggere e rileggere.

Ogni tanto rileggo questo post per dirmi da solo da dove vengo e dove vorrei andare. All'inizio del 2010 non vedo alcun Cavaliere Bianco, ma l'ombra sempre più possente del bandito pugliese.

Non c'è niente da fare: il tiro al bersaglio sui propri testicoli è quanto di meglio riesce al popolo della (quasi) sinistra (che ha votato Bersani), superato solo dalla facilità con cui i dirigenti della (quasi) sinistra se li tagliano (i testicoli). Oppure c'è qualche spiegazione razionale che non comprendo su quello che vedo riguardo alle prossime elezioni regionali.

Continuo a sognare il cavaliere bianco anche io, anche se nelle fiabe il cavaliere bianco uccide il draghi, ed io, nei miei sogni, il cavaliere lo vedo proprio su un draghi volante, ma, si sa, i sogni son desideri...

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