Che Zidane sia israeliano?

14 luglio 2006 michele boldrin
Considerazioni solo apparentemente semiserie su cio' che l'episodio Materazzi-ZZ ci insegna sulle relazioni Israele-musulmani.

Tutti noi italiani pensiamo che i (probabili) insulti di Materazzi non
giustifichino la testata di ZZ, che e' stato adeguatamente espulso e che, se
non si fosse ritirato, avrebbe dovuto essere sospeso per molte giornate. Tutto
questo ci sembra ovvio perche', indipendentemente dalla professione che
Materazzi possa aver attribuito a Lila Zidane, la reazione di quest'ultimo e'
stata completamente sproporzionata, criminale, e quindi punibile. Insomma,
pensiamo noi italiani per bene, persino apprendere che tua sorella fa la
tassista a Torino non giustifica che tu cerchi di rompere a testate la cassa
toracica del messaggero. Una reazione spropositata all'offesa subita
costituisce, fra persone civili, un crimine o, per lo meno, un atto seriamente
condannabile.

Sospetto, invece,
che parecchi di noi considerino i massacri e le distruzioni che Israele sta
causando in Libano e Gaza come un'adeguata risposta ai razzi di Hezbollah ed Hamas. Credo molti pensino - lo pensa
questa amministrazione USA e l'han pensato tutte le precedenti da quella di
Nixon in poi, per esempio - che il terrore militare e lo stivale che tutto
calpesta con blitzkriegen di carrarmati ed aviazione, non siano la versione in
grande scala della testata di ZZ, ma il legale cartellino rosso del benevolente arbitro. La politica che da
quarant'anni Israele pratica - vorrei dire sessanta, ma questo ci forzerebbe
ad aprire controversi libri di storia - viene da molti considerata sana e saggia giustizia. Bombardare ponti massacrando bambini, far evacuare forzatamente
interi quartieri prima di raderli al suolo con chi ci rimane dentro,
costituisce non la replica di altri ed infausti assalti militari a quartieri
civili (chiamati, al tempo, ghetti) ma
la giusta e commensurata reazione al fatto che, in un atto di guerra, siano
stati uccisi otto tuoi soldati e presi prigionieri altri due. Insomma, una
legittima difesa contro questi palestinesi-libanesi-musulmani che son tutti
terroristi e provocatori, come Materazzi, appunto.

A me, saro' anormale,
tutto questo sembra un'ipocrita follia o, piu' pacatamente, razzismo, o
"religionismo giudeo-cristiano" se mi passate il neo-insulto. Un'immorale, e
controproducente follia, velatamente coperta da una patina sempre piu' sottile di
moralismo (i nostri padri furono vittime dell'olocausto) e da un'altrettanto
sottile (nel senso, in questo caso, di logicamente ed empiricamente debole) argomento
di real-politik. Quest'ultimo dice, usando malamente la teoria dei giochi
ripetuti, che Israele deve effettuare punizioni simboliche altrimenti perde
credibilita' ed i nemici che lo circondano si convinceranno che e' diventato
debole. Me lo son sentito ripetere migliaia di volte da trent'anni
a questa parte, e con una frequenza impressionante da quando Cheney, Rumsfeld
ed i loro colleghi gestiscono la politica estera americana. E' gravemente
erroneo, sia logicamente che teoricamente.

Non e' il momento
(devo pur far finta d'ascoltare Diego Comin!) per spiegare perche' e' logicamente
erroneo in quanto applicazione confusa della teoria dei giochi ripetuti con
reputazione - forse il tempo non lo avro' mai, ma un punto da cui partire sono
i lavori di Levine Sr. & Levine Jr. e di Levine Jr. & me stesso,
presentati alla conferenza in memoria di Jack Hirshleifer, che trovate sul sito
di Levine Jr. (dklevine.com). Ho comunque il tempo per sottolineare che, come
evidenzia anche l'episodio Materazzi-ZZ, il fatto che l'avversario si sia
costruito la reputazione di essere un duro (come han fatto chiaramente sia
Israele che Materazzi) puo' generare equilibri inaspettati a seconda del tipo di preferenze (cultura?) con cui l'avversario interpreta gli atti che generano la reputazione di duro.

Mi spiego meglio:
le radici culturali di ZZ sono definibili, con termine antico ma preciso
abbastanza, come "levantine" - l'elemento musulmano credo conti poco: i
siciliani, che io sappia, musulmani non sono - e Materazzi ha la fama d'essere un duro senza
pieta'. Chiedetevi: se il messaggero di Lila fosse stato, chesso', un
signorino come Pirlo, pensate che ZZ avrebbe reagito con tale violenza? Io
credo di no. Nella cultura "levantina" che accomuna ZZ agli avversari d'Israele,
quando ci si confronta con un avversario reputato essere un duro senza pieta',
diventa primaria questione d'onore reagire ancora piu' violentemente e non
piegarsi mai, anche se la violenza a cui si e' sottoposti e', come quella di
Israele in Libano e Gaza in questi giorni, devastante.

10 commenti (espandi tutti)

L'esempio da cui parti e' incorretto. Per capire la reazione di Israele, dovresti usare questo: Materazzi durante tutta la partita prende a calci Zidane, impunemente davanti all'arbitro, arbitro che quando Zidane chiede il fallo o l'ammonizione gli ride in faccia e da le pacche sulle spalle a Materazzi con gesto d'affetto. Dopodiche, entra in campo Lippi e da tre calci nel culo a Zidane, davanti all'arbitro che corre da Zidane e gli dice: bello, ho visto tutto, ma tu stai calmo, non rispondere, dopodiche l'arbitro si consulta col quarto uomo e ammonisce Zidane per sguardo trucido nei confronti di Lippi. Nella successiva azione, Materazzi spintona vistosamente e tira la maglia di Zidane, che riceve vari calci alle caviglie, dopodiche si ferma e si gira da Materazzi e gli dice: &%#&$ fai? L'arbitro lo espelle. Zidane da uno schiaffone a Materazzi.

Evidentemente leggiamo dei giornali diversi, ed abbiamo anche letto dei libri di storia diversi. Quando hai un minuto, fa il conto dei morti, delle distruzioni, delle terre portate via, delle espulsioni, dei massacri di civili da un lato e dall'altro, cominciando dal 1946 e finendo oggi. Poi pubblica il risultato. Ah, e chi sarebbe l'arbitro che da le pacche sulle spalle a Materazzi? Gli USA per caso?

L'arbitro da me indicato e' l'ONU. Comunque, qualche anno fa la pensavo come te: vergogna, Israele, vergogna. Ho cambiato idea dopo aver letto un po' di storia effettivamente. Il giorno che l'ONU disse: ci saranno due stati, uno palestinese e uno israeliano, tutte (TUTTE) le nazioni arabe si opposero. Il giorno dopo la dichiarazione d'indipendenza di Israele, tali nazioni arabe invasero Israele, per "buttare gli ebrei a mare", secondo un'espressione cara al governo palestinese attuale. Persero malamente. Tutte le altre guerre combattute da Israele furono la risposta ad aggressioni, aggressioni che la comunita' internazionale si rifiutava di fermare (ricordi la guerra del 67?), ed e' ovvio che facessero vittime civili, visto che OLP, Al Fatah, Hezbollah, Al Aqsa, Hamas, e via discorrendo, sono organizzazioni terroriste civili e stanno in mezzo ai civili. Mi pare molto diversa da questo punto di vista la posizione di Israele rispetto ai palestinesi: quando Israele colpisce PER ERRORE un civile, si scusa, e di certo non lo fa di proposito. Hamas sostiene che ogni ebreo (nota: ebreo, non israeliano) e' un soldato e che quindi le azioni contro i civili sono perfettamente legittime. Nel caspo di cui stiamo discutendo: undici mesi fa Israele fece il primo passo verso quello che dici tu, ritirarsi dalle zone occupate (in realta' gia nel 2000 si ritiro' dal Libano, ma ometto). Cosa hanno risposto i gruppi dirigenti palestinesi? razzi Qasssam sulle citta' al confine con la striscia di Gaza. E' stato letto, tale ritiro, come una conferma che la violenza teorroristica paga, che gli ebrei hanno paura e che se ne ansdranno se solo la violenza sara' perseguita per ancora qualche tempo. Infatti Hamas ha vinto le elezioni. PRimo atto di Hamas: ISraele non ha diritto di esistere. Dopodiche' abbiamo asssistito a, nell'ordine, miliziani di Hamas che tiravano missili dal confine e Israele che compiva omicidi mirati sulla dirigenza di Hamas, hezbollah che tiravano missili Katyusha sul nord Israele, e Israele che chiedeva all'ONU di intervenire sul Libano, visto che HEzbollah fa parte del governo. Niente. Niente. Niente. PEr questo ti dico che magari alcuni anni potevo capire i palestinesi. Ora li ritengo solo resposabili del proprio destino. Il Libano deve liberarsi del giogo siriano, e se non riesce a farlo da solo, beh, ben vengano le azioni militari di Israele per contrastare Hezbollah. Mi dirai: si', ma cosi' esagerano! Mah. Se ne puo' discutere. Hanno buttato giu un'autostrada che collega Damasco a Beirut, da dove arrivavano le armi per Hezbollah. Idem per l'aeroporto. Hanno poi distrutto le sedi Hezbollah. E varie raffinerie di petrolio e depositi di carburante, oltre alle centrali elettriche. Mi paree una normale azione militare. Soprattutto tenendo conto che, se le cose peggiorano, Iran e Siria interverranno. Si stanno per cosi' dire sgombrando il terreno. Il Libano, pero', mi dirai, che c'entra? Esiste una risoluzione ONU che impone al Libano di disarmare Hezbollah. Non lo hanno fatto. Ergo sono coinvolti. Sono cinico? Beh. Puo' darsi. Pero' spiegami come potrei non esserlo, di fronte ad uno stato democratico come Israele, che reagisce magari pesantemente ad aggressioni continue, e che ha dimostrato di essere commmitted al ritiro dalle zone occupate, ricevendone in risposta missili a pioggia. Non riesco piu' a stare dalla parte dei poveri palestinesi, sinceramente.

sottoscrivo. parola per parola. aggiungero' che anche a me la reazione israeliana agli hezbollah del libano pare eccessiva (ma che vuol dire? eccessiva rispetto a cosa? a piu' tardi elucubrazioni su questo punto che tutto sommato mi pare il punto fondamentale), ma bisogna notare che la situazione in medio oriente e' cambiata con il nuovo presidente iraniano il cui governo supporta gi hezbollah libanesi. questa di israele potrebbe essere una pre-emption move.

<> [Le Monde, oggi]
<> [Corriere della Sera, oggi]
Vuoi che continui?

Non ho tempo per mettermi qui ad insegnarvi la storia della Palestina dalla Balfour Declaration in avanti, devo anche io trovare il tempo per scrivere qualcosa in inglese e con delle formulette. Quindi, scusatemi ma non posso far altro che invitarvi a studiare i libri sulla storia d'Israele scritti dagli storici israeliani stessi, o da storici di paesi chiaramente pro-Israele, come USA e UK. Se vi mancano titoli, fatemi sapere che ve li mando. Poi, quando avete imparato qualcosa di diverso da quello che il dipartimento di stato USA ed il ministro della guerra Israeliano spiegano nella loro propaganda, ne riparliamo. In particolare, uno di voi due sembra debba anche apprendere la storia delle risoluzioni ONU sulla regione, come e quando e da chi vennero violate, ed il grande ruolo di arbitro imparziale che l'ONU ha giocato in tutta questa tragedia. Oltre a questo, finalmente, potrebbe anche fare uno sforzetto per apprendere i rudimenti della politica estera USA dagli anni 50 in poi, dove vanno i nostri (sono cittadino USA) a paesi esteri, i nostri transfers di tecnologia militare, eccetera. Fatto tutto questo, seriamente, ne riparliamo. Altrimenti sembra un dibattito degno di Porta a Porta, dove si e' autorizzati a dire cose improbabili quando e come si vuole, e l'altro deve spendere delle ore per ristabilire i fatti.

Michele, ti pare possibile che le innumerevoli risoluzioni ONU condannanti Israele siano in proporzione direi ad occhio 10:1 sulle risoluzioni di censura dei comportamenti dei paesi confinanti? Riprendo il mio esempio, e lo colloco in Israele: gruppetti terroristi attaccano Israele dalla striscia di Gaza. Israele si lamenta, l'ONU chiede di mantenere la calma. Israele risponde con un attacco nella striscia, muoiono svariati palestinesi. L'ONU fa una risoluzione di condanna nei confronti di Israele. Se gli USA mettono il veto, bene. Se non lo mettono, la risoluzione passa. Si, ma qualcuno puo' dire cortesemente che i gruppetti terroristi sono partiti da Gaza, armati con armi iraniane o siriane, che la sede di tali gruppetti e' in pieno centro a Damasco, e che i loro conti correnti svizzeri sono aperti da agenti iraniani e siriani?

Ti assicuro che la mia formazione sulla questione non viene dal dipartimento di stato americano, ne' dal ministero della guerra israeliano. Se devo pero' per forza aver letto e accettato la versione di Benny Morris per avere una idea della questione palestinese, beh, non mi pare proprio sensato: avrei una testa, le informazioni che recepisco le elaboro. Secondo me basta fare una cosa, per farsi una idea della sequenza degli eventi (provocazione palestinese - reazione piu' o meno violenta israeliana - condanna della comunita internazionale su israele) basta wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Wars_of_Israel .

Dopodiche', veniamo all'uso della forza: mi dici, e' un massacro. Mi dici, l'obiettivo e' fare pressione sul Libano affinche' distrugga hezbollah, anche con metodi staliniani di fughe forzate della popolazione civile. Allora ristabiliamo davvero i fatti: i razzi katyusha vengono lanciati da case private. I miliziani salgono sulla terrazza, piazzano il missile e lo tirano. lo fanno in villaggi, lo fanno in citta' anche piu' grandicelle. Ora si sono fatti arrivare direttamente da Teheran un po' di missili Fajr-3 e Fajr-5 (puoi vedere qui cosa sono: http://www.globalsecurity.org/military/world/iran/mrl-iran.htm). Questi simpatici missili volano per 70 miglia, ma sono poco precisi: sbagliano con un raggio di un km. Da un punto di vista militare, non si capisce cosa te ne puoi fare, di un missile cosi'. Praticamente e' come tirare a caso. Da un punto di vista terroristico, invece, e' fantastico: lanci un missile e nessuno e' in grado di prevedere dove cadra'. Bello no? lo tiri su Haifa e becchi qualcosa nel raggio di un km. Lo fai se e solo se hai propositi diretti di massacro di civili. Non si capisce perche' l'Iran stia costruendo questi missili, e' proprio un mistero, non hanno uso militare, servono solo se hai in mente di massacrare ebrei a caso...

Ti racconto ancora un'altra cosa: la risoluzione 1559 dell'ONU (http://daccessdds.un.org/doc/UNDOC/GEN/N04/498/92/PDF/N0449892.pdf?OpenE...) impone al governo libanese democraticamente eletto (eccomi: sono un grandissimo sostenitore del recente uprising del Libano) di disarmare Hezbollah. Lo scorso 31 Gennaio l'ONU ha beccato gli Hezbollah col sorcio in bocca durante una consegna di razzi attraverso il confine siriano. Il governo libanese non solo ha lasciato passare il convoglio, ma ha dichiarato che la consegna è legittima in quanto Hezbollah è "una forza di resistenza".

Ecco, non so, questa e' la mia visione della cosa. Sono contento delle bombe su Beirut? No. Ma non vedo alternative. Siria e Iran hanno pianificato un accerchiamento di Israele e Israele si difende. Eccede nell'uso della forza? Puo' darsi. Ma ha colpito obiettivi civili di proposito? No. Ha tirato bombe indiscriminatamente nel mezzo di, che so, supermercati? Stazioni ferroviarie? zone residenziali? No.

per la cronana, che e' sempre meglio mantenere decorosa, on the record vi sta una guerra non difensiva o iniziata da Israele. L'invasione di Lebanon, chiamata "Pace in Galilea". Per chi se lo dimentica e' il "grilletto" iniziale dei massacri eseguiti da Cristiani (Maronites in questo caso) (il piu; fsmoso e' Sabra).
Per quel che riguarda la discussione di fondo, che assumo sia la piu' o meno esagerata, nel mancar senso delle proporzioni, risposta da parte israeliana agli attachi alle "fattorie" cosidette e al rapimento a Gaza, mi astengo sul giudizio di fondo.
Pongo solo una domanda: una delle condizioni -accettata e sottoscritta non dall'ONU o da USA, ma da PLO e Israele e' che tutti i contenziosi verranno risolti al tavolo negoziale (questo e' "papale - papale" negli accordi di Oslo.) Hamas sta o non sta seguendo gli impegni presi dalla propria parte?
Seconda domanda: visto che la presente crisi o guerra e' stata fatta scattare da eventi in Gaza (il ritiro unilaterale o sconfitta, come la volete chiamare in Gaza) Hizbullah esattamente che motivi ha per lanciare razzi a Haifa o a Sfatz?
sull areazione israeliana ho le mie opinioni, ma le tengo visto il clima infuocato degli scambi sull'argomento.

Non ho capito bene cosa intendi per guerra non difensiva, parlando dell'invasione del Libano. Io la definirei difensiva: l'OLP lanciava katyusha sulle citta' del Nord Israele dal Libano. Pero' forse mi sbaglio.

precis

palma 17/7/2006 - 18:06

dicono i francesi.
non difensiva fu operazione "pace in Galilea" per due motivi
1. l'invasione e ancora di piu' l'occupazione di Libano non erano state provocate da un comportamento del governo del Libano (il che, ammetto si puo' contestare,ma e' il giudizio di tutto l'apparato militare israeliano)
2. per quanto riguarda i missiletti di Plo sul fronte nord, era appunto il Plo che non era all'epoca uno stato.
Quindi delle due l'una: o si vuole concepire l'invasione di Libano come una specie di bizzarra operazione di polizia oppure e' una guerra d'attacco, preventiva che vuol impedire ai nemici di fondare basi, infrastrutture e/o concetramenti di trupper per futuri attacchi.
in nessuno di questi due casi, mi sembra appropriate indicare "pace in galilea" coem una guerra difensiva.
semmai, se preferibile, si puo' pensare di adottare la dottrina della guerra d'attacco preventiva (stile Afghanistan post 2oo1? forse)

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