Una chiappa ciascuno

23 ottobre 2008 michele boldrin
La troppo lunga serie "c'ha la faccia come ..." ha visto oggi due - scratch that: make it three - aggiunte storiche.

La prima, chiamiamola "chiappa sinistra" ...

La seconda, chiamiamola "chiappa (mal)destra" ...

Manca il tempo per commentarle: spero si commentino da sole.

P.S. Che giornata oggi: ci sono ben due candidati al posto in mezzo! Israele e la Città del Vaticano, buchi neri della coerenza morale e poco adusi all'autocritica, si insultano reciprocamente ...

256 commenti (espandi tutti)

Mentre comprendo perfettamente la chiappa (mal)destra, ma noi "italiani" ci siamo ormai perfettamente abituati, tanto che BS è fedele al motto hitleriano "le masse sono così stupide che dimenticano molto in fretta", ed ho comprensione anche della parte centrale, contesa perfettamente, e sono d'accordo con te, non capisco la chiappa sinistra.

Greenspan ha avuto il coraggio di dire quello che molti pensano "non  c'ero, e se c'ero guardavo da un'altra parte" non ha avuto la faccia di tolla di dire "non mi avete capito", laddove la prima cosa che ti insegnano in uno scafesso corso di tecniche di vendita è di non dirlo mai, ma di dire "non mi sono spiegato bene".

Una chiappa ciascuno

raf 24/10/2008 - 13:06

Almeno possiamo considerare archiviata l'era greenspan

secondo me il problema è che il tipo sapeva sicuramente allora che lui era solo un "giacca e cravatta" che giocava con la manopola del tasso d'interesse ben sapendo di non essere certo di quali avrebbero potuto essere le conseguenze. Avrebbe tranquillamente potuto attuare una politica coerente. Evidentemente per lui è stato più eccitante sentirsi potente e decidere cosa dovesse essere considerato bolla e fatto scoppiare e cosa invece gonfiare in modo discrezionale.

 

quindi è un pò "chiappesco" fare il pentitino adesso... o no? pagasse i danni!

almeno la fine dell'epoca greenspan non basta, ci vuole la fine dei "discrezionalisti" (che genericamente son keynesiani)!

Scusa, non capisco il nesso Greenspan-Keynesiani.

Greenspan è stato messo lì da Reagan, tutto può essere fuorchè un Keynesiano, forse è un monetarista, sicuramente ha sbagliato. I "discrezionalisti" sono Keynesiani ? Beh, in questo momento chi ha fallito è il mercato "puro", lasciato senza sorveglianza è andato dove tutti stiamo vedendo, poi vorrei capire chi sono questi "discrezionalisti Keynesiani", non è che per caso è qualcuno che fino a ieri si proclamava in altro modo ?

 Beh, in questo momento chi ha
fallito è il mercato "puro", lasciato senza sorveglianza è andato dove
tutti stiamo vedendo, poi vorrei capire chi sono questi
"discrezionalisti Keynesiani", non è che per caso è qualcuno che fino a
ieri si proclamava in altro modo ?

In realta'  ha fallito l'intervento: in particolare l'eccessiva immissione di liquidita' che ha causato la formazione di bolle speculative (magari nel tentativo di ammortizzare scoppi di bolle precedenti). Ed ha anche fallito l'opera di supervisione, non solo quella delle banche commerciali da parte della FED ma anche quella delle assicurazioni (in cui figurano monolines e AIG) da parte dei regulators statali (particolarmente quelli di NY, dove risiedono le principali).

E, a proposito: chi istitui' Fannie e Freddie, responsabili per una buona meta' dei mutui in America? Rispettivamente, FDR e LBJ. Altro che "mercato puro"...

In verità la teoria sul controllo della massa monetaria e l'iniezione di liquidità viene da questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Milton_Friedman.

Da notare che se hanno fallito gli isituti di vigilanza vuol dire che si è attuato un buon "lasciar fare" e non certo uno stretto controllo dell'economia, di sicuro quindi non una politica "keynesiana".

F&F saranno state pure istituite da FDR e LBJ, ma non certo per fare la fine che hanno fatto con GWB.

In verità la teoria sul controllo della massa monetaria e l'iniezione
di liquidità viene da questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Milton_Friedman.

Ti riferisci alle critiche all'operato della FED nel 1929? Ma li' la massa monetaria tra il 1929 e il 1933 fu lasciata precipitare del 27%: certamente non uno scenario visto in tempi recenti in cui l'espansione e' stata costante, vedi p.es. qui , creando le condizioni per eccessivo e maldiretto investimento in modo non dissimile dall'espansione monetaria degli anni '20.

F&F saranno state pure istituite da FDR e LBJ, ma non certo per fare la fine che hanno fatto con GWB.

Ma guarda che le maggiori critiche a Fannie and Freddie, e i tentativi di porre limiti regolatori alla loro espansione, sono venute da parte repubblicana contro la dura opposizione di democratici e gruppi di pressione a loro vicini: vedi p.es. quest'articolo del 2005.

...forse è un monetarista...

ma hai idea di cos'è un monetarista? :O

secondo te Greenspan ha fatto una politica coerente, cioé caratterizzata con il processo di induzione a ritroso?

secondo te che tipo di "economisti" ha genenricamente proposto e/o attuato politiche discrezionali, cioè non caratterizzate con il processo di induzione a ritroso né ottimali?

Da qui (Indovinate chi e')

 

«In primo luogo, lasciare perdere
gli studenti dei licei, perché pensi
a cosa succederebbe se un ragazzino
rimanesse ucciso o gravemente
ferito...».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze
di polizia dalle strade e dalle università,
infiltrare il movimento
con agenti provocatori pronti a
tutto, e lasciare che per una decina
di giorni i manifestanti devastino
i negozi, diano fuoco alle
macchine e mettano a ferro e fuoco
le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso
popolare, il suono delle sirene
delle ambulanze dovrà sovrastare
quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell`ordine
non dovrebbero avere pietà e
mandarli tutti in ospedale. Non
arrestarli, che tanto poi i magistrati
li rimetterebbero subito in
libertà, ma picchiarli e picchiare
anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».

 

Giorgio, ma così i candidati si sprecano ! Hai visto il titolo ? dagliatenei tutto attaccato! chissà, forse lo ha scritto la Gelmini, visto che sbaglia gli accenti non mi stupirei che non conosca l'uso degli spazi fra le parole. -)

Ciao Giorgio.

Io non prenderei troppo seriamente quello che dice Cossiga...se non altro perchè mi sembra tutto un gioco di specchi.

Cossiga sa benissimo che certa parte della società italiana lo identifica con quel potere politico che ha commesso le cose più nefande della storia d'italia nel nome dell'anticomunismo foraggiato dagli americani. A lui, questa posa di "guerriero della libertà" piace molto, insieme all'idea che sia un duro che sa bene come mettere fine ai casini. Dall'altra parte dello spettro politico (e davvero da una parte all'altra stiamo parlando di cose spettrali, che tecnicamente dovrebbero essere già defunte e non più in grado di interferire con la realtà), ecco dicevo dall'altra parte ci si compiace a descrivere tutto questo tramare possibile ed evocato di infiltrazioni dei servizi segreti deviati; della possibile repressione violenta degli stidenti e così via. A me pare proprio che approssimandosi Hallowen tutti stanno tirando fuori le maschere più macabre per prendere parte ai rituali autunnali, e Cossiga, pieno di tempo da buttare, si accodi dicendo: "Eccome voi fate il '68, e io non posso fare il politico anni '50 che minaccia l'uso della celere, dei servizi segreti e così via? Che diamine, voglio divertirmi anche io!".

Fin qui dunque niente di nuovo, Cossiga infatti è oggetto di una ricca letteratura che lo vede protagonista di colpi di stato più o meno mancati; tragedie aeree (ustica); rapimenti di politici (moro); violenze e pestaggi di ogni sorta. Per un campione di questa letteratura vedi qui. Però di concreto (e per concreto intendo condanne passate in giudicato o un lavoro di storici basato su archivi disponibili a tutti) non ne vedo per cui Cossiga rimane un vecchietto che ama sempre parlare delle guerre del passato. Ricordo inoltre che già un altra volta lui minacciò Bossi, ricordando che avrebbe potuto fare trovare nella sua auto della droga nella sua auto (di bossi).

Ora, le sparate di Cossiga rimangono cmque gravi, come grave rimane il silenzio dei vertici delle forze dell'ordine. Ieri l'altro Kim il Silv voleva convocare Maroni per dare istruzioni su come fare intervenire la polizia nelle università (a proposito non mi sembra che le proteste siano di massa, tutto, almeno come lo sto vedendo io mi ricorda questo); oggi apprendiamo che un ex presidente della repubblica, emerito per definizione, si permette di adombrare la possibilità che davvero la polizia possa essere usata per fini personali uscendo dallo stato di diritto. Ecco, si urla per ogni stronzata in Italia, ma non ho sentito nè l'attuale presidente della repubblica, nè il presidente del consiglio, ripristinare la fiducia nelle forze dell'ordine ed escludere con toni chiari che cose del genere non saranno ammesse...nè mi pare che il capo della polizia abbia risposto indignato per rimarcare l'autonomia del suo corpo.

Dunque, quelle di Cossiga erano sparate da spaccone, ma sarebbe stato elegante (oltre che doveroso dal punto di vista istituzionale) vedere i vertici delle istituzioni chiarire che cose del genere non sarebbero tollerate e che non è tollerabile che siano affermate impunemente. E invece no, tutto tace. Potrebbe essere un altro segno di quanto marcescenti, gerontocratice e geriatriche (visto che siamo appesi alle sparate sclerotiche di un emerito imb.) siano le nostre elites? Io penso di si.

 

Sono gravi invece perchè danno l'idea del clima che c'è in Italia.
Faccio notare che non solo Cossiga e Silvio (e quindi tutta Forza Italia, sua azienda-partito personale)
ma anche i giornali di destra (cioè tutti quelli di Silvio meno il Secolo) hanno funzionato da ripetitori meccanici della linea del padrone. Cosa succeda in tv non lo so.

Non mi addentro in commenti su come la potranno prendere i reparti speciali dei carabinieri che sorveglieranno le future manifestazioni e che si sono sempre comportati come si deve (come tutti sappiamo).

Aggiungo solo che sui media italiani si sta facendo una confusione pazzesca tra la riforma gelmini della scuola primaria e  quella dell'università.

Ultima cosa: da quando la polizia è autonoma dal potere politico?

Ciao Johnny.

Beh, la polizia è autonoma nel senso che la sua condotta deve strettamente attenersi ad un insieme di regole che stabiliscono chi e come è titolato ad erogare la forza pubblica, che proprio in virtù di tali regole è forza pubblica e non violenza privata...invece Cossiga sembra che ammetta l'esistenza di pratiche come dire, non ortodosse.

Ma forse con la tua domanda intendevi dire che il ministro dell'interno nomina il capo della polizia? Questo è certo vero, ma non toglie che questa dipendenza si spinga (o possa spingersi) al punto da rendere possibile per il capo del governo, o per i ministri, di chiedere ai poliziotti di eccedere dalle loro attribuzioni nell'esercizio delle loro funzioni, che almeno dal punto di vista giuridico, sono strettamente regolate.

Ma il mio punto è ancora un altro. Uno potrebbe criticare le parole di un presidente anziano invocando ragioni di opportunità politica (non è bene che nel presente momento si dicano certe cose) oppure ragioni strettamente legalistiche (fare certe cose è reato); ma dovrebbero esserci molte altre opzioni sul tavolo, fra le quali tutti quei valori che gli uomini di legge imparano o dovrebbero imparare nelle accademie o nei corsi di preparazione. Valori come il rispetto delle leggi in primis, l'autonomia dalle cazzate della politica; l'onore di non eseguire ordini stronzi...voglio dire sarà che ho avuto un parente sulla copertina della domenica del corriere, ma a me quest'idea dei carabinieri picchiatori dispiace un poco. E poi: un alto ufficiale della polizia, o dei carabinieri, che senta quelle parole, dopo avere giurato sulla costituzione e dopo essere stato educato al rispetto dell'autonomia del suo corpo assumendo come criterio unicamente il rispetto della legge, come può non trasalire? Io se fossi anche solamente un carabiniere di quartiere mi senitrei profondamente offeso se un presidente della repubblica parlasse dell'arma lasciando intendere che è possibile piegare la legge alla bisogna per ragioni di obbedienza al potere politico.

Ma forse stiamo dando troppo peso alle parole di un emerito imb.

 

sarà che la teoria è diversa dalla pratica. diciamo allora che la polizia è autonoma finchè non arrivano input differenti. le pratiche ortodosse sono sempre esistite. solo che alle volte sono "sputtanate" dai giornali. altre volte (la maggioranza delle volte a mio parere) no. chi controlla i controllori? nessuno. e si parano generalmente il culo tra di loro. le indegne scenette delle testimonianze di alti ufficiali delle forze dell'ordine al processo sui fatti di Genova lo dimostrano. Polizia e Carabinieri sono a mio parere vere e proprie scatole nere...Aspetto ancora un'inchiesta di Marco Gatti per 6 mesi nei panni di un Carabiniere :)


sulla faccenda delle forze dell'ordine che picchiano... è sbagliato generalizzare. però loro a volte si impegnano proprio ad indurti all'errore.

poi tu hai ragione su tutto. ma non penso che nell'Arma o altrove si trovino molti marcox. Oppure ci sono ma fanno notizia solo i criminali.

la realtà supera sempre ogni previsione

Da l'email del mattino (suo) e di chiusura di serata (mia) d'un caro amico operante nei territori dell'antica Serenissima:

Ti racconto questa che è da ridere/piangere, come vuoi. Vera, riportata sul Gazzettino di domenica.

Un tizio si spaccia per Biondi (ministro della cultura) e becca
Cacciari al cellulare. Cacciari ci casca. Il finto Biondi dice che
Cacciari deve far fuori Baratta dalla Presidenza della Biennale.
Cacciari protesta un po', ma poi accetta dicendo soltanto "però fatemi
fare un po' di casino". Fine. Sono tutti una banda.

Peso: i se tuti 'na bruta banda. Poro cioccorì, che fine imbarazzante.

tralascio L1 (lingua madre) e scrivo in italiano. una delle poche lezioni che i vari dipartimenti di scienze politiche, corsi di formazione, scuola del PD, fondazione italiani-europei et cetera, potrebbero dare viene dagli esempi a me contigui di Rohilala Mandela e R.G. Mugabe. Gli esempi mostrano ad abundantiam come virtu' principe del principe sia SAPERE QUANDO ANDARSENE, a scrivere le sue memorie, a caccia, a pesca, a imparare il paracadutismo.. e via enumerando attivita' piu' dilettevoli che il cosidetto potere.

modesta proposta

palma 30/10/2008 - 08:18

aggiungere a Nfa una "rubrica" 

E DEL CUL FACEA TROMBETTA

solo per annotare a futura memoria le scemenze che il cosidetto "ceto" politico-mediatico-intellettuale

produce senza tregua (dicevano i terroristi), con lo stesso fine dei terroristi: spaventare i cervelli dei cittadini, gia' turbati dal timore di perder la pensione. 

Gli italiani sono proprio un popolo di pirla, ed il senatore Guzzanti lo prova ancora una volta.

Mi spiego: questo è da anni che dice cose assurde pur di difendere BS da qualsiasi accusa. È uno dei soggetti che più violentemente hanno attaccato i giudici perché colpevoli d'indagare sulle truffe, i furti e le evasioni fiscali del BS. Se ne è uscito con storie improbabili di complotti internazionali comunisti e cose del genere, sempre per attaccare il nemico di BS del momento (ossia Prodi) e servire appropriatamente il proprio leader che continua a raccontare agli italiani la favola dei comunisti. Insomma, ne ha fatte di tutti i colori per appoggiare BS.

Ma ora, ora che l'amichetta di BS ha querelato la figlia di Guzzanti, ora che è una questione di famiglia, il Guzzanti Sr. che fa? All'improvviso scopre che BS è uno che s'attornia d'improbabili e servizievoli fanciulle i cui servigi premia a mezzo di posti, posticini e posticioni dello stato. Ora se ne accorge, e solo perché la questione è diventata una questione di famiglia!

Bestiali gli italiani, bestiali veramente. Familismo amorale sia da un lato che dall'altro, dura uscirne.

Dai, però ''mignottocrazia'' merita il titolo di neologismo dell'anno.

E che dire di "calendarista"?

Intanto la ministra ha querelato
anche Guzzanti Sr., e la notizia è stata ripresa anche dal Corriere
della Sera, che ha piazzato l'articolo in fondo in fondo, tra il
delitto di Garlasco e il calendario delle contadine svizzere (tutte
cose con molto appeal, ma non tanto quanto la Carfagna: l'articolo
risulta essere il più letto).

Una chiappa ciascuno

JP 4/11/2008 - 09:50

Israele e la Città del Vaticano, buchi neri della coerenza morale e poco adusi all'autocritica, si insultano reciprocamente ...

Israele buco nero della coerenza morale e poco aduso all'autocritica... incoerenza? Certo, lo Stato d'Israele era nato su una visione sociale prevalentemente comunitaria, ma dagli anni novanta è un'economia di mercato a tutti gli effetti. Quanto all'autocritica, invece, in Israele è lo sport nazionale... di quale altro Stato si può dire lo stesso?

Sempre a proposito di Israele, ecco uno studio di Jaeger e Paserman pubblicato sul numero di settembre dell'AER, il cui abstract recita:

This paper examines the dynamics of violence in the Palestinian-Israeli conflict during the Second Intifada. Using data on the daily number of fatalities between September 2000 and January 2005, we estimate reaction functions for both Israelis and Palestinians and find evidence of Granger causality from Palestinian to Israeli violence, but not vice versa. This finding is consistent using either the incidence or level of fatalities and is robust to the specification of the lag structure and the level of time aggregation. We find no evidence that the Palestinians and Israelis are engaged in a predictable "tit-for-tat" cycle of violence.

Interessante, mi hanno convinto. Specialmente perché i due analisti sono chiaramente al di sopra delle parti.

L'espulsione violenta di alcuni milioni di palestinesi da casa loro, sessant'anni fa non deve aver "Granger caused" niente. S'è persa filtrando i dati.

Non capisco: perchè sarebbero chiaramente al di sopra delle parti?

anche questo non scherza...

Ma non fecero lo stesso con Woytila? Insomma, in Vaticano hanno ammazzato il Papa? Whow, c'è speranza dunque!

Dopo aver usato tutto il tremendismo lessicale possibile; dopo avere dichiarato che l'elezioni di Villari alla commissione di vigilanza della rai era un intollerabile sovvertimento della prassi democratica; uno svuotamento del fair play instituzionale nonchè l'ennesimo atto autoritario di una destra non liberale; ecco, adesso scopriamo che Veltroni ha conferito col deputato del PD che è stato eletto a presidente della stessa commissione, con i voti della destra, e che Villari, in teoria un ribelle agli ordini apparenti del PD, non sarà buttato fuori dal PD stesso.

Almeno questo è quello che risulta dalla cronaca.

Spero di sbagliarmi, ma quasi quasi comincio a pensare che PD e PDL fossero d'accordo, gli uni per non darla vinta a Di Pietro e al suo candidato, e i secondi perchè sanno di avere tutte le garanzie che la commissione di vigilanza, di vigile avrà solo lo stato di coma in cui verrà costretto dalle solite porcate PD-PDL.

Se dunque il mio timore fosse vero avremo che tutta la cosa è stata la solita, ennesima presa per il culo: il giocare a guardie e ladri a solo beneficio delle agenzie di stampe e degli elttori del PD, che amano molto atteggiarsi a novelli Allende assediati nel palazzo presidenziale, mentre in realtà i loro dirigenti trattano la resa.

L'unico modo perchè ci si possa convincere che Veltroni non è d'accordo con il suo collega di partito Villari, è che si espella Villari dal PD fintanto che ricopre la carica che, a giudizio dei dirigenti del suo partito, non avrebbe dovuto ricoprire...e non vorrei neanche sentire la tesi che, in fondo, ognuno deve essere libero di prendere in coscienza le posizioni che aggrada; questo non potrebbe essere ragionevole nel PD, dove tutto è deciso dai dirigenti: chi deve  essere eletto in quali collegi e così via, e dove le primarie sono state ignorate quando non servivano più.

E per finire. Mai una volta che questo cancro di casta, faccia un passo indietro e decida, senza che glielo si imponga, che se vigilanza deve essere questa non può che essere esercitata da vigili terzi e non da finti controllori impiastricciati di tutte le pastette possibili.

Perchè il PD non ha premuto per una figura davvero terza? Fuori dai partiti? E' questa l'idea che hanno della vigilanza: un po' a ciascuno non fa male a nessuno? E i saggi, dove sono?

 

La cosa veramente incredibile è che WV non ha aperto bocca sul caso Englaro, sulla sentenza della Diaz o sulle parole della Binetti sugli omosessuali pedofili.

Però se si tratta di lottare per una poltrona, allora sì che si scende in campo con l'artiglieria pesante.

E tutto questo avviene a 13 anni dal referendum che sanciva che la RAI dovesse essere privatizzata. 13 anni e stiamo ancora aspettando. Poi la chiamano democrazia.

E tutto questo avviene a 13 anni dal referendum che sanciva che la RAI dovesse essere privatizzata. 13 anni e stiamo ancora aspettando. Poi la chiamano democrazia.

 

Ciao Giorgio. Si vede che non sei in Italia e non sei brain-washed dalla stampa italiana...te lo dico perchè: a) non mi ricordavo nemmeno del referumdum del '93 (ero un bambino e non votavo allora) segno evidente che non si può sfuggire alla lotofagia imposta; e b) è una cosa che è stata completamente espunta dal dibattito pubblico sulla questione televisione: semplicemente non sta bene ricordare queste cose: chè non è da persone ragionevoli ricordare...e infatti non le ricorda nessuna...le uniche volte che si parla di privatizzazione della Rai si fa o per indennizzare i berluscones e dire che il riassetto delle televisioni non è punitivamente contro berlusconi appunto perchè si prevede di togliere una rete anche alla Rai; oppure sono gli stessi Forza Italioti che ricordano del referendum per dire: se rompete molto con la vicenda su rete quattro, sappiate che noi possiamo riaprire le ostilità con la privatizzazione della Rai.

Cmque questi del PD mi hanno proprio rotto, pensa che ho anche pagato l'euro per le primarie...il prossimo euro che gli do, glielo tiro addosso quando, assediati, dalla folla verranno inseguiti dalla magistratura...ovviamente scherzo :-(

Non esagerare, Pannella e/o Grillo una volta l'anno la questione del referendum RAI la tirano fuori.

Per non parlare di Palma ;)

Cmque questi del PD mi hanno proprio rotto

Welcome to the club!

Come performance dei Ladri di Pisa, vedi anche questa pregevole Striscia:

Bellissima Enzo, davvero azzeccata. 

Queste immagini sono, come dire, una sintesi di tutto ciò che il PD è ...

Queste immagini sono, come dire, una sintesi di tutto ciò che il PD è ...

Gia', compresa la patetica incompetenza: a Latorre non l'ha spiegato nessuno che i pizzini vanno distrutti dopo l'uso?

Gia', compresa la patetica incompetenza: a Latorre non l'ha spiegato nessuno che i pizzini vanno distrutti dopo l'uso?

Ciao Enzo.

Figurarsi, nella loro sconfinata arroganza questi non si preoccupano per nulla delle conseguenze delle loro azioni...sapranno certamente trovare "argomenti" per giustificarsi. Uno l'ho già sentito: quando uno sente o ha buoni argomenti non deve guardare il cui prodest della loro enunciazione; e così La Torre, pur avendo la sensibilità di non andare contro il suo alleato, ha fatto presente dei fatti che corroboravano le tesi dell'apparente avversario del PDL. Niente di male, se questo non provenisse da gente che si definisce impunemente d'alemiana, cosa da smentire a colpi di diffide e denunce se solo si avesse un giudizio informato su chi è D'Alema, e se questo metro di giudizio fosse applicato sempre.

Però non capisco neppure l'IDV e Di Pietro. Mi sembra chiaro che stiano tentanto da ambo i lati di ridurlo al silenzio politico, e allora perchè lui non dichiara che con Veltroni non ha niente a che fare...penso che nel fatto di riconoscere tutto ciò vi sia la paura di "aiutare" Berlusconi presentando l'opposizione divisa...anche se lo sanno tutti che il PD vuole congiungersi più con l'UDC che con l'IDV.

Però non capisco neppure l'IDV e Di Pietro. Mi sembra chiaro che stiano
tentanto da ambo i lati di ridurlo al silenzio politico, e allora
perchè lui non dichiara che con Veltroni non ha niente a che
fare...penso che nel fatto di riconoscere tutto ciò vi sia la paura di
"aiutare" Berlusconi presentando l'opposizione divisa...anche se lo
sanno tutti che il PD vuole congiungersi più con l'UDC che con l'IDV.

Non facciamo le verginelle, please. Di Pietro da solo non va manco in parlamento, e con BS non ci si potrebbe alleare nemmeno se volesse.Puo' litigare quanto vuole col PD, divorziare mai.

Di Pietro da solo non va manco in parlamento

Su questo non ci giurerei: stando a quanto sento in giro, parecchia gente che aveva votato PD giura che alle prossime elezioni votera' IDV. E bene fa Di Pietro a non attaccare gli alleati e concentrarsi sull'avversario, anche perche' in realta' questa situazione gioca tutta a suo favore. Non capisco veramente dove i dirigenti del PD cercano di arrivare: Berlusconi non ha certo bisogno del loro partito, e se le cose continuano cosi' i loro elettori arriveranno alla stessa conclusione.

Con l'attuale legge elettorale Di Pietro rischierebbe grosso andando solo. Alla Camera, presentandosi da solo, avrebbe bisogno del 4%, una cifra che ha superato a malapena alle ultime elezioni. Al Senato serve l'8% su base regionale. Può farcela in Molise (che ha solo due seggi, che vanno al primo e al secondo; all'ultima elezione IdV prese più voti del PD in Molise) e forseforseforse in Abruzzo (che ha solo 7 seggi, quindi in realtà richiede più dell'8%; IdV prese il 7,1% al Senato). In tutte le altre regioni dovrebbe raddoppiare i voti. Stiamo comunque parlando di due senatori come massimo. Il Senato, si noti, è l'unica camera in cui una IdV in isolamento potrebbe contare qualcosa (ossia, sperare che i suoi voti vengano corteggiati), visto che il meccanismo del premio nazionale alla Camera dei Deputati implica che la coalizione vittoriosa ha comunque una maggioranza autosufficiente.

Il ché, date le figure che sta facendo il PD, in questo momento magari sta succedendo, ma chi sa cosa succederà tra 5 anni quando si voterà? Plus, con l'attuale sistema elettorale il PD non credo possa seriamente permettersi di andare da solo, a meno che non decida che comunque è sconfitto e vuole dare una lezione agli alleati riottosi (cosa che ha fatto in questo turno con l'estrema sinistra, e con certo successo).

Di Pietro è abbastanza imprevedibile. Nel 2001 andò da solo, fallì di un soffio la soglia del 4% (che c'era anche per il Mattarellum) e aiutò la destra a vincere. Non ho mai capito cosa ci abbia guadagnato. Magari lo farà anche nel futuro, non lo so.

La cosa logica da fare (l'equiibrio del gioco, se tutti sono razionali) è che Veltroni e DiPietro facciano il gioco delle parti ma restino alleati. Veltroni fa il riformista moderato e doroteo, DiPietro fa l'arruffapopoli antiberlusconiano. Serve a succhiare i voti della sinistra radicale (Di Pietro) e quello dei moderati che votano il centrodestra, se e quando saranno scontenti (Veltroni). Per Veltroni è comunque meglio avere come alleato Di Pietro che uno come Ferrero, che non capisce nulla di economia e se va al governo fa disastri (per prevenire obiezioni: lo so che i disastri li fanno tutti, ma Ferrero di più).

Sandro: il discorso dello sbarramento lo capisco, il che rende comprensibile perchè Di Pietro resti alleato, seppur obtorto collo, con Veltroni.

In effetti non mi ero ricordato dello sbarramento, e dunque mi chiedevo il perchè della fedeltà di Di Pietro non certo per fare la verginella, :-).

Sul fatto che la politica giano bifronte possa servire a succhiare voti, ancora: hai ragione. Due target diversi, stessa fabbrica ma due nomi diversi, un pò come la coca cola senza zucchero: sempre la stessa, ma per le signorine schizzinose si chiama light e in lattina ha tinte pastello e linee sinuose; per i ragazzini si chiama zero e la lattina è tutta nera e macha. Ok Ok.

Non vorrei però, che alla fine della fiera ci ritrovassimo con Di Pietro che fa per 5 anni quello che faceva Bertinotti, parlando di economia, solo spostando il focus  sulla legalità: il pungolo; l'ala sinistra, il naturale completamento di un settore elettorale che non andrebbe sprecato e così via...e poi arrivati al governo litigano su tutto.

Quindi: se per loro è razionale che stiano insieme per dividersi luci e affitto della coabitazione all'opposizione, per gli elettori sarebbe meglio che si mollassero e andassero a cercarsi una nuova vita altrove...non so come ma mi sembra che tutte queste tattiche razionali sulla politica dei due forni abbiano già prodotto abbastanza disastri, almeno alla sinistra.

Cmque, dal punto di vista analitico, le cose sono come dite voi, il punto è se non sia rischioso fare di nuovo gli stessi errori di sempre.

w il gabibbo

marcox 18/11/2008 - 12:02

Ah, ma allora lo sanno tutti che è una presa per il culo, se addirittura ne parla anche Striscia la notizia...

E io che pensavo fosse una cosa più sottotraccia...

A questo siamo ridotti: a fare da garante civico degli italiani sono rimasti Grillo, un guitto simpatico, ma un guitto, e un pupazzo, il Gabibbo.

 

Ancora inebriati dalla vittoria del giovane Obama e messe da parte le puerili contese su chi fosse più amico di Obama, ecco che la nostra classe politica trova, stando alle voci di corridoio, uno scatto di orgoglio per rinnovare il paese e aprirlo ad energie nuove e fresche: raggiunto infatti l'accordo sulla commissione di vigilanza che sarà presieduta dal noto giornalista Sergio Zavoli.

Classe 1923, l'aitante new entry potrà anch'egli prendere parte alle gustosissime discussioni che tanto tirano sui nostri giornali: "perchè da noi non potrebbe esserci un presidente nero e giovane?". L'ultima riflessione, in ordine di ridicolo, ha fatto la sua comparsa nella giornata di Domenica sul Sole 24 Ore: Amato, chiedendosi il perchè della mancanza di un Obama in Italia, ribadiva che la presenza di Napolitano, con i suoi moniti, aiuta tutti a perseguire con più determinazione l'obbiettivo delle pari opportunità e dello svecchiamento della politica.

Mi congratulo quindi per l'ennesimo segnale di fiducia e speranza che queste nuove leve della politica sapranno imprimere.

Poi, quando ci prendono per il culo, facciamo pure gli offesi.

Ecco come inizia un articolo, l'ultimo apparso sull'Italia, dell''Economist:

“TUTTA LA VITA DAVANTI” (“Your Whole Life Ahead”), a recent Italian movie, opens with the voice of a young woman defending her thesis. The camera dwells on one wrinkled visage after another, until it becomes clear that the entire examining board is made up of octogenarians—and a chuckle of cynical recognition runs through the cinema audience.

Aggiungiamo anche questo personaggio, che ha un cognome che non si merita (o forse si?).

Un aspetto cinicamente divertente di queste vicende è che provano, una volta ancora, la piccolezza, la miseria umana e morale dei membri della casta, i cosidetti uomini di stato e servitori del popolo.

Questi ectoplasmi sono capaci di farsi espellere dal proprio partito, a tradire i propri compagni di "lotte" faccendo accordi sottobanco con gli avversari politici, ad abbandonare tutti gli "ideali" a cui hanno in teoria "dedicato la loro vita pubblica al servizio del bene", in cambio di una carega di sottobosco come capo dei controllori della propaganda di regime.

Cosa non si fa per un auto blù, qualche strapagata segretaria fighetta e gli altri, ed ovvi, fringe benefits che arrivano, in quel di Roma ed a spese di Marcon, a chi acquisisce un minimo di potere extra all'interno dell'apparato dello stato italiano! Questi non sono nemmeno delle chiappe ...

Ed ora assisteremo increduli alla lotta fra i due grandi titani - villari vs zavoli - per il ruolo di primo censore del principe peron! Impagabile.

Sia chiaro, non crediate che il villari o gli zavoli siano eccezioni ectoplasmatiche in una popolazione altrimenti composta di uomini veri: costoro sono la media, la mediana e la moda, in una distribuzione dove la deviazione standard è minuscola assai. 

non crediate che il villari o gli zavoli siano eccezioni
ectoplasmatiche in una popolazione altrimenti composta di uomini veri:
costoro sono la media, la mediana e la moda, in una distribuzione dove
la deviazione standard è minuscola assai.

In una delle due code della distribuzione devono esserci i presidenti dei due rami del nostro parlamento. Ecco infatti come cercano di convincere l'ennesima chiappa a rientrare nella mutanda, dall'articolo che hai linkato:

(1) Fini:

Faccio appello al senatore Villari perché sacrifichi le ragioni
giuridiche
[...] sull'altare della responsabilità
politica

Ottimo: "il legislatore" ci dice che il diritto non s'ha mica da prendere troppo sul serio. Ah, la responsabilita' politica... quella si!

(2) Schifani:

Io ritengo che l'iniziativa e il compito del senatore Villari possano
ritenersi conclusi e quindi conseguentemente dovrebbe adottare delle
scelte conseguenti

Vabbe'...

Ora io mi chiedo, considerando che alle ultime elezioni non c'erano neanche le preferenze e gli eletti sono stati tutti scelti dalle segreterie di partito, era così difficile per il PD inserire in lista non dico tanti uomini di stato, ma  almeno dei canddati fedeli alla linea e non pronti alla poltrona alla prima lusinga ?

 

era così difficile per il PD inserire in lista dei canddati fedeli alla linea e non pronti alla
poltrona alla prima lusinga ?

Probabilmente sì, era davvero difficile trovare politicanti senza colla sotto il culo ......

villari vs zavoli

Aggiungo, condividendo - ahimé - quanto dici, che la stella polare dell'accordo PD-PDL per defenestrare l'improbabile presidente eletto si dimostra ancora una volta l'irrefrenabile impulso alla ricerca di novità .....

.... se non sono ultraottantenni non li vogliamo!

Grandissimo BS, è riuscito in un sol colpo a superare se stesso.

Quest'uomo ha dell'incredibile, soprattutto perché (contrariamente a quello che molti pensano) è sincero. Credo di poterlo affermare con cognizione di causa: anche io tendo a dire spesso, o quasi sempre, quello che penso ed ho da anni la sensazione che BS faccia lo stesso (quando è ora di fare affari e vincere le elezioni (che per lui son la stessa cosa) mente, ma in quei casi è "necessario", si sa ...). Però, quando parla dei suoi valori, della visione che ha del progresso e della storia, degli uomini che valgono e di quelli che non valgono, delle donne, insomma della "vita", dice ciò che pensa.

Lui è DAVVERO uno che dà un'enorme importanza all'essere "abbronzato" costantemente, perché nel suo mondo di buzzurri milanesi "fa fico" esserlo; quindi davvero invidia la Campbell ed Obama per il tono della loro pelle. Gli sembra che questo li renda più "jet set" di lui, che ha lavorato per decenni con l'obiettivo d'essere il più fico della discoteca, e continua ad essere piccoletto, calvo, con la pancia, con la pella bianchiccia, insomma 'na sfiga mostruosa, mentre quei due son dei "fichi" nati.

Lui è convinto DAVVERO che Gianni Letta sia un grande uomo di stato. Gli ha risolto sempre tutti i problemi, è mellifluo, morbido, si adatta a tutto, si infila ovunque, ha sempre i trucchi pronti, mente senza battere ciglio, si accompagna a chiunque per stare al potere: un vero statista per un personaggio come il BS.

Lui è davvero CONVINTO che la DC di Rumor, Lima, Andreotti e Forlani ed il PSI di Craxi, De Michelis e Mancini abbiano portato in Italia il benessere. Di certo l'han portato a quelli come lui, la qual cosa gli risulta sufficiente. Li ammira davvero, infatti li imita nei limiti del possibile.

È sincero BS, dice quel che pensa. Lui la faccia come il ... ce l'ha di natura, spontanea. Non deve sforzarsi. Non è per caso che egli era, è e per sempre sarà l'uomo BS, degno erede dell'unico altro che nella storia d'Italia riuscì, forse, a superarlo.

A proposito di buzzurri e magnaccioni.

Ieri ho visto in diretta questa scena, sull'assessore regionale del PD, con delega ai rifiuti, che in maniera ruspante rivendica l'amicizia proprio con il soggetto privato che praticamente gestisce tutti i rifiuti della città di Roma, Ciampino e Fiumicino... e che dovrebbe essere oggetto del controllo da parte del vernacolare assessore. 

Poniamo anche che tutto la ricostruzione di Report sia falsa, ma uno si chiede com'è che certi personaggi superino il filtro della selezione del partito e delle elezioni. Passi pure che certi ottuagenari facce di bronzo, i nostri partiti li prendano facendo pesca a strascico a Riace, ma almeno gli scarponi, perchè non li buttano a mare?

E poi. Un governante può essere rozzo e volgare, ma onesto e competente. E passi.

Può essere rozzo, volgare, incompetente ma onesto. Passi, in fondo è stato eletto.

Ma può un governante essere rozzo, volgare incompetente e anche disonesto? E può la cosa passare? Ma davvero il personaggio non era noto ai suoi compagni (letteralmete cum panis, cioè co-mangiatori) di partito?

Una nota sociologica. La sinistra si è completamente vanzinizzata (vedi qui una parodia di cosa sono i film vanzina), sono anche loro di una cafoneria unica...una volgarità talvolta può essere "nobile", se motivata dalla sdegno di vedere le cose diverse da come dovrebbero essere...ma la cafoneria esibita da questo burino non è sdegno, è proprio crasso compiacimento della vicinanza al potere economico; gioioso avvoltolarsi nel fango di un sedicente realismo politico che non è analitica descrizione dei fatti, ma distorsione di questi al fine di aumentare il proprio potere e giustificare la propria impresentabilità, che lui stesso esibisce solo a telecamere spente.

 

Il "pacchetto anticrisi" di BS versione GT.

Manca solo il "pacco dono natalizio" offerto personalmente dal siur parun ai poveri, con panettone rancido, salami ammuffiti, grana plastico e carbone zuccherato per i bambini denutriti e discoli. Sembra Oliver Twist ... ma sono tutti impazziti "over there"?

Piangere non ci riesco, ridere è vietato, cosa mi resta da fare? Mah, ci dormo sopra vah!

Su di una politica economica del genere non si può neanche scrivere un articolo, è come sparare sulla croce rossa. Anzi, sull'esercito della salvezza, perché l'approccio è quello.

E "quelli contro", in mancanza di un'idea migliore, che fanno? Scioperano! That will help, you can be sure!

Piangere non ci riesco, ridere è vietato, cosa mi resta da fare? Mah, ci dormo sopra vah!

Proprio adesso che sono pronti ad accettare "i consigli di tutti"??   :)

Purtroppo non sono riuscito a trovare il video della conferenza stampa indetta per presentare il programma "anticrisi". Sarebbe interessante vedere come cercano di vendere i 40 euro mensili "per gli indigenti".

Permettetemi di aggiungere un tocco di qualunquismo: ma questo governo cosi' vicino alle esigenze del popolo tutto, come mai dona 40 euro ai "poveri" e invece regala sette anni di cassa integrazione ai piloti alitalia?

Siete voi che siete over there, beati! Here, BS ci sta anche caldamente raccomandando di CONSUMARE, e nonostante sia fondamentalmente un vecchio e laido satiro, intende proprio non smettere di comprare, (un po' come quando ci ha consigliato di acquistare azioni delle aziende italiane sane citando anche quella di sua proprietà), perchè la crisi dipende da noi suggestionabili consumatori che invece di continuare a spendere (magari sopra le nostre possibilità, attingendo a comodi e convenienti finanziamenti. Del resto, adesso possiamo felicemente rinegoziare i nostri mutui) ci facciamo convincere dai giornalisti e dagli economisti che c'è la recessione!

Nel frattempo aspetto una delle fantasmagoriche analisi di NfA che ci illumini su possibili manovre alternative ...

Sul Sole 24 Ore di oggi c'è' un articolo che assimila la tessera annonaria di Tremonti ai food stamps americani...siccomen la cosa è buttata lì senza troppe spiegazioni mi chiedevo se il paragone è giustificato.

Un'altra cosa riguarda gli importi: mi pare di capire che la tessera, non nominale, sarà caricata di 40 Euro al mese, una cifra assai modesta, direi, se l'obbiettivo è quello di garantire maggiori consumi a una certa fascia di popolazione.

Poi ho letto che la misura costerebbe 450 mln di Euro l'anno. Dei 1070 mln già in cassa, 250 derivano da Enel ed Eni, che hanno fatto una donazione. Ma non sono pubbliche, Eni ed Enel?

Sul Sole poi, la misura è comparata, oltre che ai Food stamps americani, alle tessere magnetiche rilasciate in Olanda (Stadsbank Pas) o alla G2G (inghilterra, usata però per attività sportive o culturali di adoloscenti fra i 13-17 anni) che però servono per altri scopi o impegnao importi che non sono specificati nell'articolo.

Insomma se qualcuno ne sa di più, anche in merito all'efficienza economica di questi aiuti, considerato che in US esistono da tempo, e quindi saranno stati studiati gli effetti di questo genere di aiuti, si faccia vivo.

P.S.: una battuta sorge spontanea. Paolo Scaroni è attuale ad di Eni quindi è lui uno dei munifici donatori. Insomma, visto che parliamo di cards magnetiche: ci sono cose che non hanno prezzo, per tutto il resto c'è Scaroni...che infatti si comprava i dirigenti del PSI (ha patteggiato una condanna per corruzione).

Milton Friedman si sarebbe incazzato; chi ha dato il diritto a scaroni di tassare i suoi azionisti? La finalità è estranea al mandato, e scaroni non è stato eletto democraticamente per poter decidere quale spesa pubblica è buona e quale no. La collettività che costo dovrà pagare per la benevolenza arbitraria di scaroni, in termini di maggiori bollette future?

Almeno per le cose che possiamo vedere noi, qualcosa in cambio Eni ed Enel lo hanno già avuto: il primo ministro che invita a comprare i loro titoli. Suppongo poi ci potrà essere altro, più sotto il radar.

Visto che stiamo parlando di scambi alla romana, fatemi osservare come le tariffe autostradali sembra verranno aumentate (pur con una sospensione di 4 mesi ''da recuperare poi in futuro''; chissà come ragionano questi), mentre per le altre tariffe amministrate si parla di blocco tout court. Provvedimenti finali non se ne sono ancora presi, ma secondo me la cosa va tenuta sotto controllo. Tanto per cominciare riporto il seguente pezzo da un'intervista di Gilberto Benetton del 30 luglio sul Sole 24 ore

[Il Sole] Adesso parliamo
di Alitalia. I maligni sostengono che la vostra disponibilità a
partecipare alla cordata di imprenditori italiani del piano-Intesa sia
arrivata solo dopo che il Governo ha approvato la nuova convenzione
tariffaria per Autostrade: insomma, è un do ut des?

[Benetton] È assolutamente falso. Che sia ben chiaro: non c'è alcun nesso tra il dossier Alitalia e la convenzione di Autostrade. 

 

Guarda un po' i maligni cosa vanno a pensare.

<em>CLAMOROSA RIVELAZIONE DI MONSIGNOR DE MAGISTRIS<em>
<em>Il Vaticano: «Gramsci trovò la fede»<em>

NON VOLENDOLA CONSEGNARE ALLE AUTORITA' FASCISTE, NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA GOLD FOR FOOLS, LA NASCOSE TRA I VECCHI FASCICOLI DELL'UNITA'. IN PUNTO DI MORTE, CONFORTATO DALLA MOGLIE, SE LA FECE METTERE DI NUOVO AL DITO.

NESSUNA BUONA NOTIZIA INVECE DALLA REDAZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA: E' PIU' FACILE TROVARE GRAMSCI CON LA FEDE CHE UN GIORNALISTA DEL CORRIERE CON UNA NOTIZIA VERA.

 

il presule sardo intervenuto alla presentazione del nuovo catalogo dei santini che si è tenuta alla Radio Vaticana

Il catalogo dei santini ... Ah, se Fellini l'avesse saputo che NON esagerava ...  

Nel lupanare peronista (come lo definisce Michele) italiano, il presidente del consiglio della telecrazia, (aggiornamento dell'anakyklosis di Polibio) sarà oggetto di speciali spot da parte del suo concorrente di Sky, al fine di mettere in luce le contraddizioni fra quanto affermato in campagna elettorale e quanto sta facendo ora...cosa che in TV (che sono tutte sue) non dice più nessuno.

 

 

E dato che ci siamo:

<em>Vaticano: «No alla depenalizzazione
dell'omosessualità da parte dell'Onu»
<em>

"si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni"

Ok, mi ha convinto. Siamo tutti relativisti morali ormai. Smettiamola con queste proteste contro le discriminazioni in generale. Perche' discriminare contro quei poveri paesi che discriminano contro le donne, contro i dissidenti politici, contro i seguaci della Chiesa Cattolica ... ehm, wait a minute ...

L'ipocrisia sessuo- ed omofobica del pastore tedesco e dei suoi accoliti e' veramente ammirevole. Sono ossessionati dall'esistenza del sesso in generale e da quello omosessuale in particolare, la qual cosa segnala una sofferenza mentale profonda, una fobia forse non curabile ma certo medicalmente trattabile. E' psicanalismo troppo facile, ma non per questo erroneo, dedurre che tale sofferenza mentale sia probabilmente causata da traumatiche esperienze personali. Ah, i seminari vescovili, questi incubatori d'anime sante ...

Poveretti: se non facessero un grave danno all'umanita' con le loro parole e con i loro atti sarebbero da compatire. Alcune centinaia di vecchi signori omofobici, terrorizzati dal sesso e dai corpi sia propri che altrui, vivono in castita' forzata e forzosa (alleviata forse da un po' di colpevole onanismo immediatamente assolto dal padre confessore) per decenni, ed attorno a loro tutti che si espongono, che scopano, che si accoppiano. Persino i loro collaboratori piu' stretti lo fanno, a volte esplicitamente, a volte addirittura illegalmente, ed anche loro vorrebbero farlo talvolta, poveri vecchietti frustrati, ma non possono, e' peccato, e' peccato, si finisce all'inferno ad ardere per sempre nelle fiamme del peccato, del peccato ...

Quale delle due sia piu' una faccia da ... non so decidere. Ma vale la pena menzionarli: l'atmosfera da regime e' davvero ammorbante. L'intero mondo di internet e' da ora in ansiosa attesa della grande proposta del ducetto italiano che rivoluzionera' tutto e ci rendera dipendenti statali, come i bancari. Patetico ...

Intanto al suo ministro scappa di dire la verita' (ha sbagliato solo il tempo, ha usato il futuro condizionale ed avrebbe dovuto usare il presente) per poi rimangiarsela ... la parola d'ordine dell'uomo con la mascella e' che l'Italia sotto la sua guida sta risorgendo piu' grande e piu' forte che pria, e che ora la posta arriva in orario ... vero?

Nel paese che il peronismo l'ha inventato e praticato da decenni, il giro di walzer è completo. La loro Alitalia ora se la espropriano per pagare i debiti del regime.

Non sarebbe veramente da ridere se, fra qualche anno, anche in Italia succedesse lo stesso? Davvero, non lo trovereste divertente? Io sì ...

Io lo troverei esilarante, a patto pero' che la notizia dell'espropriazione di Alitalia venga data in Spagnolo sui giornali (le cose quando si fanno, bisogna farle per bene).

La cosa positiva e' che la successione coniugale alla guida del paese dovremmo risparmiacela.

Il Papa, facendo leva sulla solita trave che ha nell'occhio, esorta gli altri a occuparsi delle loro pagliuzze. L'ultima "pia" esortazione è questa sulle banche.

Ora, a quanto ne so, anche lui ha una banca, lo IOR, coinvolta in scandali pesanti, vergognosi e insostenibili per la credibilità di chi con la mitra in testa ci crivella sempre di cazzate.

Se lui ha idee così buone sulle banche, inizi ad applicarle a casa sua, nella sua banca, visto che leggiamo che lo IOR:

1) Il bilancio e tutti i movimenti che vengono fatti dall'Istituto sono noti solo ed esclusivamente al Santo Padre, al collegio dei Cardinali che lo gestiscono, al Prelato dell'istituto, al Consiglio di sovrintendenza, alla Direzione generale ed ai revisori dei conti. Ovvero, che si tratti di pedofilia o banche, i preti non vogliono che si metta il naso nei loro affari.

2) Una rete di contatti con banche sparse nel mondo rende possibile l'esportazione di quantità illimitate di denaro in assoluta riservatezza, poiché Città del Vaticano non aderisce ai patti internazionali antiriciclaggio. Inoltre, il conto può essere aperto sia in euro che in valuta straniera. I clienti vengono identificati solo attraverso un numero codificato, alle operazioni non si rilasciano ricevute, non esistono libretti di assegni. Ovvero, la sua banca può fare i giochetti sporchi, mentre le altre sono esortate a investire nel sociale.

3) Infine, avendo sede in uno Stato sovrano, ogni richiesta di rogatoria deve partire tramite il ministero degli esteri del paese richiedente. Finora nessuna rogatoria è stata concessa dal Vaticano.

Possiamo dire che la condotta del "Santo" (?) Padre, ci fa schifo e ci ripugna per la sua profonda e meschina ipocrisia?

"Gli aiuti per l'educazione religiosa dei figli - ha detto Benedetto XVI - sono un diritto inalienabile".

Dio, o perlomeno il figlioletto che nascerà a giorni, era evidentemente (oops, tuttora è, quello è eterno) un keynesiano ante-litteram. Ed anche un post-moderno: suppongo che il diritto inalienabile valga per tutte le religioni, no?

I fidi e fedeli GT&BS hanno ovviamente obbedito: vivete in una pretocrazia imbarazzante.

purtroppo è così ed è anche un passo indietro rispetto alla mignottokrazia di cui parla Guzzanti Senior! 

Effettivamente nessuno osserva come il conflitto di interessi piu' violento e' tra le spie di una organizzazione legata ad una nazione straniera (il vaticano) che si fanno eleggere nel parlamento nazionale per far passare appunto vergognose leggine "ad hoc" per finanziare le iniziative di questi figuri.

Non sara' eccesso ricordare che l'erario paga (migliaia, non sette) insegnanti di "religione" (la superstizione del mese che passa, dalla proibizione "biblica" contro la ricerca su cellule staminali, all'impossibilita' di avere leggi che equiparino eterosessuali a omosessuali, fino alla presenza del "maligno" nel mondo, etc.) che sono nominati da agenti di una potenza straniera e non dal provveditorato agli studi (come succede a tutte le persone che insegnano chimica o latino, o applicazioni techniche...)

Il prossimo politico che pronuncia la frase 'conflitto di interessi' senza essersi pulito le fauci dallo sterco del demonio che ingoia, ha la mia opinione gratuitamente espressa e presentata sin d'ora

E non mi schiodo, e no che non mi schiodo non mi schiodo ......

Non sapevo che in Piemonte fosse arrivato il mare (cambiamento del clima?) ma certo che c'è proprio chi ha la faccia come il c..o .

 

In Piemonte c'è il lago Maggiore , il lago d'Orta , lago di Viverone poi altri laghetti in montagna e anche fiumi e torrenti.

IL MANIFESTO LO NOMINA DIRETTORE ONORARIO PER UN GIORNO - Muntazer Al Zaidi sarà anche per un giorno direttore onorario del Manifesto. Il giorno scelto - si legge in una nota - è venerdì 19 dicembre in occasione dell'uscita del numero speciale del quotidiano in edicola a 50 euro, in seguito ai tagli del fondo per l'editoria cooperativa. Muntazer Al Zaidi è stato eletto dall'assemblea del quotidiano che ha giudicato il suo gesto una forma di libera protesta contro la guerra.

 

Mi viene in mente una vecchia copertina del settimanale Cuore. Erano i giorni in cui l'Inps scopriva numerosi casi di falsi invalidi e i giornali uscivano con titoli tipo: "si finge sordo per avere l'accompagnamento". Ebbene, Cuore se ne uscì con una copertina che diceva: "CLAMOROSO, SI FINGE STRONZO PER DIRIGERE IL GIORNALE (QUELLO DELL'ALLORA FELTRI).

Ecco, quelli del Manifesto mi ricordano quella storia.

Noto, tra l'altro, che si stanno lamentando dei tagli all'editoria, che colpiscono un giornale che si permette di avere come direttore non il solito vecchio scarpone imposto dalla nomenklatura di partito, ma uno che le scarpe li tira addosso alla gente...contravvenendo a quel principio di pacifismo radicale, senza se e senza ma, che il manifesto dice di sottoscrivere facendo passare la sua nomina ad honorem come un gesto pacifista.

Altra contraddizione. Il manifesto sostiene forme di radicalismo democratico e partecipatorio che dovrebbero indurre loro stessi a farsi da parte e a non invocare aiuti visto che hanno preso talmente pochi voti da non essere nemmeno rappresentati in parlamento.

A proposito di scarpe. Non si vogliono rassegnare che le loro idee sono ormai solo polvere sugli stivali della storia.

Ossia, il signor Al Zaidi è stato informato e ha dato l'assenso a dirigire per un giorno, essendo legalmente responsabile di tutto ciò che vi si scrive, un giornale scritto in una lingua che, sospetto,  conosce in modo men che perfetto? Oppure quelli del Manifesto hanno sbattuto il nome in prima pagina così, senza manco informare lo spericolato lanciatore?

Segnalo anche questo post del Leonardo, sulla richiesta dei 50 euro. Si potrebbe intitolare ''Anche sul prezzo v'è poi da ridire, ben mi ricordo che pria di partire...'' e via cantando.

la questione si fa seria. non sarà il caso di fare un esposto alla magistratura? tra l'altro il lanciatore di scarpe ha attentato alla salute di un capo di stato. nominarlo direttore, seppur onorario, è un chiaro incitamento a future violenze, e non solo nei calzaturifici. non me ne intendo e non so se qui potrebbe configurarsi il reato di eversione dell'ordine democratico ma, a questo punto, penso proprio di si. quanto meno è evidente un chiaro invito alla devastazione ed al saccheggio in stile iracheno. sulla contraddizione tra il tirare le scarpe e i principi di pacifismo senza se e senza ma che il manifesto ha sottoscritto (quando? da vespa a porta a porta?) anche qui si potrebbe aprire un discorso che porterebbe senza colpo ferire al crollo delle obsolete ideologie (oltrechè totalitarie e sanguinarie) ottocentesche ed alle foibe. in definitiva un autogol clamoroso che non può essere comunque lasciato impunito.

uno che le scarpe li tira addosso alla gente...contravvenendo a quel principio di pacifismo radicale, senza se e senza ma, che il manifesto dice di sottoscrivere facendo passare la sua nomina ad honorem come un gesto pacifista.

ah ah ah ah ah ma te le scrivi di notte queste? no dico davvero

Di notte? Ma lo vedi l'orario dei post che ho scritto? Era pomeriggio inoltrato: le 19...e non sono in USA, purtroppo, quindi l'orario che vedi non è l'ora italiana di una cosa scritta in qualche altro orario americano.

E poi non c'è molto da ridere. Io capisco che tirare le scarpe in faccia ad una persona, se comparato a quanto succede nel resto del paese, può apparire poca cosa, però il gesto è grave soprattutto se poi, sulla base solo di quel gesto, si decide di dare la direzione, simbolica, di un giornale.

La mia ironia vuole "colpire" questa sinistra che è talmente disperata che ormai aspetta il TG della Sera per scoprire a chi votarsi: ieri era Luxuria reduce dall'Isola dei famosi; oggi è un giornalista che tira le scarpe. Se io leggessi il manifesto e mi preoccupassi davvero del suo destino mi chiederei davvero se non sono brutti segni tutti questi che si affiancano uno all'altro.

L'eterno EGdL, che parla a nome dei suoi datori di lavoro e dei datori di lavoro dei suoi datori di lavoro.

Questo editoriale è un po' la sintesi di tutto ciò che è sbagliato, equivoco, ipocrita, financo tragico però senz'altro ridicolo nelle elites italiane.

Non di una seconda, ma di dieci, cento Mani Pulite, l'Italia avrebbe bisogno. Non perché le inchieste giudiziarie e la galera per i politici ladri siano la soluzione ai problemi del paese, non lo sono di certo la soluzione. Ne sono solo la premessa necessaria. E senza premesse non si va mai da nessuna parte, come i fatti dimostrano.

 

Non solo Galli della Loggia scrive a getto continuo delle cose più impensabili e più distanti dalla sua professione; non solo fa l'opinionista tuttologo con una parola per tutti; ma afferma tutto e il suo contrario.

E così abbiamo l'editoriale di Galli della Loggia 1 (quello indicato da Michele) e poi abbiamo il Galli della Loggia 2 che su mani pulite usava toni ben più forti. Dall'archivio corsera: vedi qui e qui. L'opposto di quanto scrive oggi.

 

Questo leggo e scrivono le elites storiciste italiane, capeggiate da quell'altro storico tuttologo ballariano (ospite fisso di Floris)  Mieli, direttore di quella carta straccia denominata Corriere della Sera, che in ragione della sua tradizione di grande giornale di opinione liberale, pubblica sul sito web, UDITE UDITE, la chiamata di Alberto Stasi alla polizia il giorno che trovò la sua fidanzata morta. Venghino siori, venghino. Figa e sangue come in quei giornali come cronaca vera, allarmistica e sensazionalistica questa è l'informazione del Corriere. Ma se questa è la borghesia italiana, è giusto cantare queste canzoni?

 

Devo dire che l'editoriale di Della Loggia aveva lasciato perplesso anche me. Questo passaggio è supercazzola allo stato puro, roba che nemmeno Tognazzi ai tempi d'oro:

"Gli atti illegali commessi da esponenti politici devono sì cadere senza remore sotto la più rigorosa sanzione della legge, e cioè essere individualmente perseguiti e puniti, ma che questi atti, nel caso in cui indicano l'esistenza di un fenomeno di massa, costituiscono altresì un problema eminentemente politico che va risolto politicamente, partendo dai problemi concreti".

Cioè, un atto illegale per Della Loggia è un problema politico?

la corruzione in italia è fisiologica, non patologica. normale quindi allargare l'analisi al politico ed al sociale. a meno di non voler intervenire solo attraverso i magistrati. non funziona. mettiti il cuore in pace. non ha funzionanto nemmeno a tangentopoli quando le tv dell'attuale presidente del consiglio bombardavano i tangentari appoggiando il pool di milano - scopo entrata in politica del padrone.
la cosa è venuta così bene che oggi non c'è nessun motivo di distruggere l'attuale sistema politico perchè, per il padrone, significherebbe tagliarsi da solo i coglioni. ovviamente anche questa volta il presidente della repubblica si dimostra, come si dice, unfit.

L'Italia sta facendo il passo del gambero da moltissimi punti di vista.

Se la classe dirigente è incapace di fare autocritica, e allergica agli esami di coscienza, trovo che sia una pia illusione affidarsi alle analisi sociali o politiche - questo paese avrebbe bisogno non di una, ma di mille Mani Pulite.

Il cuore, per il resto, me lo sono in parte messo in pace anni fa, quando sono andato ad abitare in Belgio.

il problema vero è: se il Corriere è quello che sappiamo, perchè la gente si ostina a leggerlo sperando di trovarvi chissà che?

Ma se questa è la borghesia italiana, è giusto cantare queste canzoni?

Ma infatti, non a caso quella e' la canzone che meno piace a Maroni (il videoclip dell'intervista era anche su YouTube, ma non riesco a ritrovarlo).

Ciao Enzo.

Non sapevo che addirittura l'ex Ministro dell'Interno, che poi sarebbe divenuto di nuovo ministro, si fosse addirittura espresso sulla canzone che ho linkato. Certo che Lolli, di cui conosco solo quella canzone è pesante, però coglie qualcosa quando parla di ipocrisia e rispetto delle regole solo per i poveracci.

Cambiamo argomento.

Guarda come sono questi redattori di NFA!!

Non ci regalano neanche un calendario (non dico che si debbano mettere nudi) !

Poi non fanno previsioni...tipo: "Cosa succederà nel 2009".

 

 

Questo editoriale è un po' la sintesi di tutto ciò che è sbagliato, equivoco, ipocrita, financo tragico però senz'altro ridicolo nelle elites italiane.

A me pare, tutto sommato, solo consequenziale: che diceva Rigoletto a tipi del genere? "A voi nulla per l'oro sconviene"...

Forse è l'irritazione d'essere bloccato a JFK quando vorrei essere a casa mia ad attendere mio figlio, ma non credo ... quando leggo le dichiarazioni di Bossi l'unica cosa che mi viene in mente è un minus habens che parla a caso e non sa cosa dice. Una specie di ridicola macchietta, che fa finta di contare qualcosa ma non conta nulla, riceve minuscole briciole del potere e ne è contento, si muove in accordo agli ordini che gli arrivano attraverso i fili che il suo padrone tira secondo il copione che egli, il padrone, scrive.

La parola "federalismo" in bocca a Bossi mi fa un misto di ribrezzo, ridicolo e pena. Ma quale federalismo? Questo squallido personaggio blatera di federalismo da 15 anni, e non ha MAI assolutamente MAI ottenuto NULLA. Lui ed i suoi imbarazzanti accoliti hanno gettato alle ortiche, anzi ai porci, mille occasioni più o meno vantaggiose a partire dalla più grande e storica, quella del '93-'94.  Avevano allora il gruppo parlamentare più grosso e BS era loro prigioniero politico: grazie all'enorme ignavia, stupidità e cupidigia che li caratterizza non riuscirono a combinare NULLA, BS gli faceva i "giri attorno" e tirarono l'occasione al vento. Da allora in poi, una sceneggiata demenziale dietro all'altra, un'ampolla un giorno ed una doppietta l'altro, hanno continuato ad essere i pagliacci impotenti della politica italiana. Ed anche in questa legislatura non si smentiscono: gli utili idioti al servizio del duo BS-GT. Imbarazzante, questa "forza politica del Nord". No, meglio: terrificante.

Milioni di voti di supporto per quindici anni e come risultato di tanto sforzo e tanti entusiasmi? NIENTE, fatti salvi gli occhiali rossi di Maroni! Dal niente, peraltro, viene niente: poiché nella testa dei leaders della Lega non v'è mai stato altro che aria fritta il risultato è ad essa commensurato: aria fritta.

Il parlamentare Thomas Jenkins, dopo aver ammesso che il governo non si cura dei cittadini nei protettorati perche' comunque non votano, passa a discutere i requisiti personali per essere un buon appartenente alla sua casta: saper mentire, o, come si dice, essere economici con la verita'; e apparire totalmente sinceri su soggetti di cui in realta' non glie ne frega nulla. Esempio citato di un possibile buon politico: Ernest Saunders, un manager imprigionato per truffa negli anni '90, che in appello riusci' a farsi scarcerare avendo contratto morbo di Alzheimer -- salvo guarire miracolosamente sei mesi dopo la scarcerazione (unico caso nella storia della medicina).

"Ernie Saunders sarebbe stato un politico fantastico, no? Lei immagini, fa un'affermazione alla Camera che puo' magari essere inesatta, o leggermente non vera, o presa male dall'opposizione, o che causa problemi - e in seguito, tutto quello che deve fare e' dire: 'scusatemi, ma quel giorno stavo soffrendo d'Alzheimer'..."

 

 

 

GMC is a bank ... oh, yes! Santa Claus finally made it to Detroit ...

Non potrebbe anche nFA far domanda per diventare una banca? Magari un po' di milioni si riuscirebbero ad accattare...

Mi prenoto per un posto da amministratore, indipendente of course.

Beh, un'amico di Rabbi ha già lanciato un' iniziativa su facebook:il gruppo We want your money!

Non è proprio la stessa cosa, ma ci siamo quasi :)

Livni: «Hamas non vuole la pace».

Yup, which is why we should kill them all, right Tzipi? It just makes a lot of sense... Where did I hear that first? It was a while back I believe ...

Si, vabbe', pero' e' vero che Hamas non vuole la pace e che stava tirando razzi su Israele.

Questa non e' una guerra in cui una parte ha ragione e l'altra parte ha torto.

Re(1): Deliziosa Livni

JP 30/12/2008 - 13:49

Questa non e' una guerra in cui una parte ha ragione e l'altra parte ha torto.

Prova a raccontarlo a un amerikano doc che non si possono fare distinzioni tra aggressori e aggediti.

E infatti le distinzioni vanno fatte, e' solo che comunque si facciano ci sono torti (diversi) da entrambe le parti.

Non e' nemmeno possibile quantificare chi ha piu' torto: dipende pure da che orizzonte temporale si adotta (se andiamo abbastanza indietro, magari e' tutta colpa dell'impero romano oppure dobbiamo cacciare sia ebrei che arabi da quel pezzo di terra e ridarlo ai discendenti di chi ci stava ancor prima) e da quale frazione all'interno delle due parti si considera (e certo Hamas non e' un gruppo di simpaticoni).

P.S.

Certo che quelli del WSJ sono fuori di testa: "we should note the violence comes at the end of a four-year Bush effort to midwife a Palestinian peace" ?!? In quale universo parallelo?

Re(3): Deliziosa Livni

JP 30/12/2008 - 15:23

Dispiace davvero leggere certe affermazioni così vuote e mi domando se siano motivate da una seppur minima consapevolezza di ciò che sta accadendo. Mi auguro che tu possa non trovarti mai nella condizione di mettere alla prova la tua sospensione del giudizio: se l'applicassi con coerenza saresti nei guai, credimi. Di fronte a centinaia di missili che da anni piovono sulla casa tua, su quella dei tuoi amici e dei tuoi parenti, oppure di fronte a un'aggressione verso la tua persona vorrei davvero capire se invece di difendere la tua incolumità  chiameresti in causa lo psicologo, lo storico, il sociologo, l'archeologo o, peggio, l'economista per giustificare il tuo aggressore... diversamente, dovremmo concludere che la discussione che stiamo facendo qui è soltanto uno sterile esercizio di retorica salottiera, non trovi?

Direi che la faccia da culo l'hanno entrambi, la Livni non solo usa le azioni di Hamas come pretesto per operazioni militari in grande stile del tutto sproporzionate all' offesa ma propone anche di deportare i suoi connazionali arabi.

Hamas specularmente fa del suo meglio per stimolare la reazione di cui sopra fregandosene altamente di chi ci lascia la pelle, e se fa meno danni coi suoi razzi è solo per incapacità militare.

Personalmente a far classifiche ci rinuncio.

Mi pare che non ci capiamo. Il senso del mio primo commento in questo thread era proprio che i recenti bombardamenti israeliani erano una risposta ai razzi lanciati da Hamas, quindi Livni non aveva tutti i torti.

Pero' continua a sembrarmi doveroso aggiungere che Israele non e' affatto esente da torti nei confronti della popolazione araba di quei territori. Non e' che si e' partiti da una situazione di pace e tranquillita' e quelli di Hamas si sono svegliati una mattina e hanno deciso di lanciare missili sul vicinato.  

E' una guerra in corso da piu' di sessanta anni per il controllo di un pezzo di terra di cui entrambe le parti si considerano i legittimi proprietari.

L'unica maniera ragionevole di finirla sarebbe quella di accordarsi su una divisione di quelle terre con confini ben definiti, ma non credo che ci si arrivera' tanto presto (soprattutto, ma non solo, per colpa di Hamas & Co.) e che se ci si arrivasse, durerebbe poco (per colpa di Hamas & Co.)

Sperando sinceramente di sbagliarmi, auguri di buon 2009 a tutti.

Chi legge e osserva il conflitto nell’area dovrebbe essersi da tempo reso conto che non vi è stata finora alcuna proporzione tra azione e reazione (uno dei principi del diritto internazionale, ma anche delle leggi di polizia di qualsiasi paese). L’ufficio ONU per gli affari umanitari tiene il conto dei morti e dei feriti nei territori occupati palestinesi e in Israele legati al conflitto http://www.ochaopt.org/documents/POC_Monthly_Tables_October_2008.pdf .

 In ogni caso ecco i dati:

Nei primi dieci mesi del 2008 per motivi legati al conflitto tra i children (età 0-17) ci sono stati 105 morti  palestinesi e 556 feriti. Tra il 2005 e il 2008 il conto totale fa 413 children morti. In totale 1709 morti tra adulti e bambini.

In Israele, nei primi 10 mesi di quest’anno sono morti tra adulti e bambini israeliani, 9 civili e 7 militari. Da gennaio 2005 a ottobre 2008, sono morti 38 civili, di cui 12 children, e 16 militari.

 

Chiedo scusa... ma solo a me la visualizzazione dei "commenti" si interrompe con quello di Francesco Lovecchio delle 11.01 ?

Chiedo scusa... ma solo a me la visualizzazione dei "commenti" si interrompe con quello di Francesco Lovecchio delle 11.01 ?

Con MSIE7 si', ma con Firefox 3  o Google Chrome e' tutto regolare.

Ho sistemato, l'HTML di quel commento era assolutamente folle, suggerisco, se possibile, di non usare word per preparare i commenti. Purtroppo e' noto che l'html da esso prodotto ha diversi problemi. 

 

Si, vabbe', pero' e' vero che Hamas non vuole la pace e che stava tirando razzi su Israele.

Verissimo. Neanche ETA la vuole e quando puo' mette bombe sotto il culo di chiunque: rasiamo al suolo San Sebastian, noto covo etarra?

Neanche gli attentatori di via Rasella volevano la pace con i fascisti, anzi ... eppure c'e' chi ancora pensa che il massacro delle Fosse Ardeatine sia stato un atto criminale.

Mai provato a dare un'occhiata a Gaza, di come si vive in quel campo di concentramento e perche'?

Classifiche? Il problema non e' proprio fare classifiche. Il problema e' di riconoscere un crimine di stato quando viene compiuto. E chiamarlo tale.

Io di crimini di stato ne vedo (almeno) due, visto che a Gaza una specie di stato c'è ed organizza lanci di razzi contro i vicini.Che questi reagiscano è il minimo che ci si possa aspettare.

La guerra che Israele ha scatenato contro Gaza è del tutto sproporzionata all' offesa, l'ho scritto anche sopra, e per questo è un crimine.

Non ho dubbi che gli israeliani si sian ritirati da Gaza per le azioni di guerriglia/terrorismo di Hamas ed altri, ma neppure che questi preferiscano far massacrere se stessi ed i propri connazionali piuttosto che cercare una pacificazione.

La prima responsabilità di come si vive a Gaza è di chi l'ha occupata negli ultimi decenni, non ci piove, ma quelli che rifiutano l' esistenza della controparte ne hanno la loro bella fetta; soprattutto perchè rafforzano i falchi dall'altra parte.

Entro in punta di piedi in questa discussione giurando sul mio onore che non ho alcun intento provocatorio. Giuro inoltre che non è mia abitudine tifare per qualche contendente quando si parla di politica internazionale :)
Fatte queste premesse mi piacerebbe sapere quale sarebbe una reazione proporzionata all'offesa nel caso in questione (Marcello, ribadisco: puro piacere per la discussione e la riflessione... niente di diverso...).

Wikipedia parla di 15 israeliani uccisi da razzi qassam tra il 2001 ed il 2008, e le cornache di questi giorni di qualche centinaio di morti a Gaza.La sproporzione mi sembra evidente.

Quale possa essere una reazione proporzionata mi sfugge, trovo normale che ciascuno pesi le proprie perdite più di quelle nemiche, ma a tutto c'è un limite.

Il punto secondo me è questo: che tipo di reazione deve o dovrebbe avere Israele di fronte a quel tipo di aggressione?
O è una reazione solo di tipo "diplomatico" o è una reazione di tipo militare. Se si opta per quella di tipo militare (e attenzione non sto sostenendo che in questo caso doveva essere di tipo militare, mi limito a ragionarci su) inevitabilmente ci sono morti civili. Su questo siamo d'accordo?
Ora, è evidente che c'è una differenza abissale tra - faccio un esempio - bombardamenti a tappeto su obiettivi civili e attacchi mirati su obiettivi militari. Il fatto però è che anche gli attacchi solo su obiettivi militari (come credo e spero avvenga in queste ore) hanno una percentuale di vittime innocenti (a meno che l'obiettivo militare non è nel deserto, lontano da tutto e da tutti). Percentuale che sale e di molto se volutamente si collocano gli obiettivi militari dentro o vicino obiettivi civili perchè volutamente si spera nel martirio di concittadini innocenti.
A questo punto la scelta la fa l'attaccante: se non vuole uccidere innocenti non deve proprio fare ricorso alla forza e, in tal caso, si tiene i missili sulla propria popolazione e opta per vie solo diplomatiche...

Secondo me un bombardamento di un solo giorno, o magari spedire un missile a Gaza per ciascuno che colpisce Israele avrebbero molte più probabilità di far cambiar strategia a Hamas & c. di un' operazione in grande stile.La mia sensazione è che il governo israeliano voglia mostrare i muscoli alla propria opinione pubblica, ed usi i qassam come pretesto.Ed ho pure la sensazione che Hamas cercasse proprio questo, convinto che Israele non possa colpire troppo duramente un'esercito di guerriglieri.

La Livni ha ragione, Hamas vuole la guerra, merita la menzione perchè la vuole altrettanto.Peccato per chi vorrebbe farsi i fatti suoi, specialmente dalla parte sbagliata del confine.

Detto questo, non sono pratico di questioni militari o diplomatiche, non conosco bene il medio oriente e non credo di poter offrire grandi spunti di discussione sull'argomento.

Quando si usa la forza la si deve usare in modo risolutivo altrimenti è non solo inutile ma controproducente. Ancor di più quando l'avversario è una forza guerrigliera che, come tutte le forze di guerriglia, considera "vittoria"  non la sconfitta del nemico ma la "non sconfitta" propria.
Un bombardamento di un solo giorno o qualche sporadico attacco, fidati, sarebbe (dal punto di vista di Israele ovviamente) tecnicamente inutile e quindi controproducente.

Tutto sta nel capire quali sono gli obiettivi strategici che i due contendenti vogliono raggiungere. Quelli veri, non quelli dichiarati mediaticamente o quelli che noi reputiamo tali.
In particolare, piccolo e modesto consiglio personale, ti invito a prendere in considerazione il fatto che non esiste una "strategia palestinese" perchè non esiste attore unico in Palestina. Gli obiettivi dell'ANP sono ben diversi da quelli di Hamas e persino quest'ultima non è un "soggetto unico" ma è divisa al suo interno molto più di quanto non appaia. Interfacciarsi diplomaticamente con più attori, in un contesto strategico come questo, è molto complicato.

se volutamente si collocano gli obiettivi militari dentro o vicino obiettivi civili perchè volutamente si spera nel martirio di concittadini innocenti

già. le caserme di polizia ad esempio. oppure l'università e le moschee. tutto molto interessante. per non parlare del territorio e del modo di costruire di quei luoghi che prevede sostanzialmente il mettere una casa sopra o accanto all'altra. chiagn’e fotte?

Temo di non aver capito cosa vuoi dire.

che se:

- negli obiettivi militari da bombardare senza preavviso si include tutto ed il contrario di tutto, dalle caserme della polizia (sappi che in italia le caserme di polizia e carabinieri non sono posizionate a km dalle abitazioni civili, perchè a Gaza dovrebbero esserlo?) alle università passando per le centrali elettriche e gli uffici "governativi"

- si bombarda da 10mila metri d'altezza attraverso le famosissime bombe intelligenti che, essendo appunto chirurgiche, risparmiano ai chirurghi interventi vari ed eventuali

- si bombarda nella striscia di gaza, territorio con una densità di 4117 abitanti per km2

ALLORA necessariamente si è responsabili unici e diretti di una strage. Perchè se gli altri lanciano razzi non siamo obbligati in risposta a sterminarli tutti od a rispondere nella medesima maniera. Se lo facciamo - magari prima delle elezioni per mostrare i muscoli - è solo responsabilità nostra, e non è così difficile da capire. La legge del taglione non è un dovere morale. Al massimo è immorale ed irresponsabile sopratutto se praticata da coloro che vorrebbero dare lezioni al mondo accettando o meno le elezioni degli altri (Fatah forse si, Hamas proprio no).

A questo punto solitamente si addossa la colpa dei nostri morti agli altri. Mettiamola così: israele bombarda, hamas fa 300 morti e migliaia di feriti per aver messo università, centrali della polizia e uffici tra le abitazioni civili - e dove dovevi metterle, sulle piattaforme petrolifere in mezzo al mare?. Sembra il bipensiero di Orwell non ti pare?
Il sonno della ragione genera mostri.

Innanzitutto ti ringrazio per la risposta ma sappi che non ho mai pensato che sia legittimo e/o comunque giusto fare 150 morti civili in risposta al lancio di due razzi. Il mio primo intervento credevo fosse chiaro in tal senso.
Visto però che il discorso è caduto su questioni di moralità (ahiahi... terreno scivoloso...) vorrei però farti notare che se è vero che io, che bombardo una casa civile (faccio un esempio) perchè dentro ci sono armi, ho la responsabilità morale dei morti che faccio (ovviamente se ho la consapevolezza che quello è un obiettivo civile), è anche vero chi ha volutamente messo lì quelle armi (volutamente cercando quei morti!) quella responsabilità la condivide con me.
Sbaglio?
Con questo non sto dicendo che Tsahal fa bene a bombardare caserme di polizia ed altri obiettivi non militari (siccome ho un po' di esperienza in materia prima di valutare quello che sta succedendo in questo ore attendo di avere informazioni veramente complete).
Anzi, io pretendo che Israele (e qualunque altro attore) non usi la forza militare se non come extrema ratio e riducendo al massimo il rischio per i civili (perchè purtroppo i civili ci vanno sempre di mezzo ed il rischio non può mai essere azzerato).
Però nella stessa identica misura pretendo che Hamas (e qualunque altro attore) non usi i civili come scudo o, peggio, come vittime sacrificali per i media. Mi spiego?
Ti prego di capire il senso di quello che ho scritto. Discussioni strutturate come fossero "guerre di religione" non portano a nulla se non ad inutili sfanculamenti ;)

si hai ragione. ora però il mossad o chi per lui dovrà mostrare al mondo dove stavano quelle armi. quello di cui sono fermamente convinto è però questo:  bisogna smarcarsi dai bombardamenti di entrambe le parti e condannare con forza il massacro che israele sta perpetrando. lo ripeto: l'equidistanza e una presunta neutralità, in questo momento, sono il carburante dei bombardieri e dei tank che si preparano a radere al suolo gaza.

Quale possa essere una reazione proporzionata mi sfugge

Ho un'idea: perché non chiedere a Massimo D'Alema? In queste cose lui è un maestro. Tra una passeggiatina a braccetto con gli Hezbollah e la solita tirata contro Israele troverà sicuramente il tempo di riponderti.

Una reazione proporzionata potrebbe anche essere quella di sparare una cinquantina di Qassam su Gaza, ogni giorno, per sette anni di seguito, e controllarne poi la reazione sugli intellettuali europei radical-chic.

50 razzi ogni giorno per sette anni. 15 morti? ne deduco siano dei grandi petardi incontrollabili.

In 2006 the Israeli Ministry of Defense viewed the Qassams as "more a psychological than physical threat."

C'è scritto ad un click da quello che linki tu. perchè non leggi tutto? ti faccio poi presente che gli intellettuali europei radical-chic (??) non costruiscono muri di 8 metri attorno a loro "nemici". non si dilettano in esecuzioni "chirurgiche", non impiantano stabilmente colonie in territori altrui nè assediano la striscia di Gaza rendendola a tutti gli effetti una sorta di campo di concentramento post-moderno. Di questo passo tra qualche anno Hamas non sarà più di moda (Fatah è già passata da tempo) e gli israeliani si troveranno al-Qaeda in casa. E non si meritano di meglio - in realtà non lo auguro di certo a nessuno ma probabilmente andrà così - visto che il loro livello di campagna elettorale arriva al bombardamento ed al massacro. Sproporzionato? Proporzionato? Domande filosofiche queste a cui non si può rispondere. Chi siamo noi per farlo? Queste ardue questioni toccano corde dell'animo umano così misteriose che sospendere il giudizio (permettendo il massacro) è doveroso oltreché responsabile. La nostra equidistanza (se non peggio) è il carburante dei bombardieri che colpiscono Gaza.

[ho tolto un finale di cattivo gusto vagamente minaccioso per quanto all'interno di una metafora; alberto bisin] 

Ragazzi, ma davvero qualcuno pensa di pesare - magari con una specie di manuale Cencelli ad hoc - la proporzionalità di azioni e reazioni a catena?

Laggiù - se a qualcuno sfuggisse - è in corso una guerra e, in tale contesto, i contendenti - da quando esiste il mondo - fan del loro meglio (peggio) per recar danno alla parte avversa, mediante l'utilizzo di tutte le potenzialità di cui dispongono.

Ora, possiamo certamente affermare - e lo facciamo, ci mancherebbe! - che occorre trovare una soluzione al problema per via diplomatica anziché militare ed è lecito, sebbene totalmente inutile in un'ottica propositiva, discettare di colpe ma, certamente, risulta irrealistico predicare ad uno dei due contendenti la necessità (o l'equità) di limitare l'uso delle proprie - e solo quelle - risorse.

Siamo pratici, l'unilateralismo non funziona.

E poi, Marcello, tu correttamente dici

Quale possa essere una reazione proporzionata mi sfugge, trovo normale che ciascuno pesi le proprie perdite più di quelle nemiche

ma poi dichiari che "a tutto c'è un limite", trascurando non solo il fatto che la misura non possa essere solo quella (triste ed evidente) dei morti, ma anche l'aspetto essenziale, cioè "qual'è il limite" e, soprattutto "chi è deputato a deciderlo".

Mi riferivo semplicemente al limite di cio che io (da qui) sono disposto a considerare ragionevole in un contesto simile.

Se vuoi traducilo:

Quale possa essere una reazione proporzionata mi sfugge, ma questa mi pare davvero eccessiva

Sì, Marcello, avevo capito.

Il mio punto era proprio questo: da qui vediamo una realtà diversa, per il sempice motivo che non la viviamo.

La reazione credo vada letta con i diversi occhi di quei contendenti - i nostri non sono adatti - e non abbiamo titolo - in realtà, temo, nessuno l'ha - per stabilire dove vadano posti i paletti, fermo restando che non vorremmo vedere tanta sofferenza ....

Buon anno, anyway ... :-)

una specie di stato

una specie di campo di concentramento che ci divertiamo a chiamare stato solo perchè mancano le guardie all'interno?

Visto il modo in cui trolleggi non dovrei manco rispondere, ma vabbe'.

A Gaza esiste un parlamento eletto, un governo con premier e  ministri, diversi corpi di polizia.

I vicini si aspettano di non essere bombardati, e quando succede ritengono di essere in guerra col paese responsabile.Sotto questo profilo, il caso di Gaza è diverso da quello di S.Sebastian.

Tra l'altro uno dei motivi per cui Gaza sembra un campo di concentramento è che il suo governo investe ingenti risorse per bombardare il vicino incentivandolo a tener chiuse le frontiere.

E credo che se i petardoni cadessero nel tuo giardino saresti molto poco solidale coi lanciatori.

carissimo, ma infatti non dovresti proprio. Gaza è un campo di concentramento per colpa di Hamas. evita di continuare, ti prego. sulla faccenda dei petardoni ti do atto di aver probabilmente esagerato. non sono petardoni. sono razzi che provocano danni minimi. punto. non rispondevo certo a te ma a coloro che giustificavano il bombardamento israeliano adducendo come motivazione il lancio di razzi che, sparati a migliaia, hanno fatto in tutto - dicevano loro - 15 morti. come se i razzi fossero sparati così, senza motivazioni particolari.

E credo che se i petardoni cadessero nel tuo giardino saresti molto poco solidale coi lanciatori.

E se bombardassero casa tua? E' evidente che un ragionamento primitivo come il tuo e fermo alla causa-effetto puntuale (una decina di razzi tu, un bombardamento da centinaia di morti mio. colpa tua e punto a capo. una decina di razzi tu ed un morto, un bombardamento da centinaia di morti mio. colpa tua e punto a capo. ecc ecc) non può portare da nessuna parte se non all'assurdo. La striscia di Gaza sarebbe uno stato se come tale fosse trattato dai suoi vicini. Per tornare al tuo ragionamento: visto che israele in realtà lo assedia già da prima dei razzi di natale (se per questo rapisce e tenta di eliminare i ministri di hamas da quando hamas è al governo), allora quei razzi sono giustificati ed anzi, reazione sproporzionata per difetto all'assedio ed alla guerra dichiarata dallo stato terrorista di israele. A questo punto, visto che lo stato di Gaza è sotto attacco, mi aspetto sanzioni onu ad israele (che da decenni viola sistematicamente tutte le risoluzioni onu) e magari una coalizione di volenterosi che lo invadano per fermare le sue armate del terrore. Ti piace? Questo non è trolleggiare, è ragionare come fai tu. Ed è, ovviamente, folle. La verità è che non è possibile in nessuna maniera paragonare il bombardamento israeliano alla risposta di uno stato sotto attacco da parte di un'altro stato. Qui non c'è il giappone che ha attaccato gli usa nel 41 ed ha provocato la loro risposta. Qui ci sono i bantustan ed il sud africa dell'apartheid. un sud africa che però non si limita alla segregazione ma procede anche con massacri e bombardamenti.

E per chiudere sul trolling ti dono la cartina dello STATO di palestina e quella della striscia di Gaza.

http://www.monde-diplomatique.fr/cartes/cisjordaniedpl2000
http://www.monde-diplomatique.fr/cartes/gaza2005

Certo alcune cose sono decisamente cambiate. E' stato costruito un gigantesco muro di 8 metri e, nella costruzione, i possedimenti palestinesi sono stati ulteriormente ridotti. A Gaza sono state smantellate unilateralmente alcune colonie e chiusa ermeticamente tutta la striscia trasformandola in un enorme campo di concentramento (o chiamalo bantustan, ghetto, quello che vuoi tu)... insomma di cose da dire ce ne sarebbero ma penso che quelle due cartine bastino...

E' tutto chiaro o ancora ci sono problemi o confusioni? Se il requisito principale di uno stato è quello di essere sovrano all'interno dei propri confini riconosciuti internazionalmente, allora lo stato d'israele è uno stato occupante ed assediante e quello di palestina occupato ed assediato. QUINDI, secondo il tuo ragionamento, l'occupante/aggressore ha sempre torto qualsiasi cosa succeda considerando anche che sta violando praticamente ogni risoluzione onu. punto.
Oppure i territori occupati sono detti occupati perchè ci sono i palestinesi?

Ma visto che il mondo è pieno di troll vediamo cosa dice un'altro troll:
http://www.unhchr.ch/huricane/huricane.nsf/view01/F1EC67EF7A498A30C12575...

Invece ci si diverti a farsi le pulci, a parlare di stati in pericolo (quando l'unico ad essere in pericolo, anzi a non esistere proprio è quello di Palestina), a discutere se sia giusto o meno esprimere un'opinione contro i bombardamenti israeliani (come possiamo noi? però possiamo esprimerci su hamas e tutti gli altri quando e quanto vogliamo). Intanto quelli (l'esercito israeliano) ammazzano un po tutto quello che gli capita a tiro. Eggià, non è bello avere petardoni in casa...

Direi che di confusioni ce ne sono parecchie.

  1. confronto tra bombardamenti e razzi: ne ho parlato più volte sopra, se hai voglia leggi.
  2. invadere Israele come l' Iraq? Questa si che è un' idea brillante.
  3. i lanci di qassam non sono iniziati giorni fa, continuano da prima del ritiro da Gaza (con una pausa tra Luglio e Dicembre esclusi)
  4. l' equidistanza non mi interessa, quello che volevo dire è che se la mia città fosse sotto bombardamento e la controparte rifiutasse di trattare una pace vorrei che il mio esercito rispondesse più forte.
  5. I capi di Hamas non sono così scemi da pensare di danneggiare Israele coi qassam, puntavano a stimolare una reazione per far proseliti tra i superstiti e sfruttare l'effetto mediatico.Che ci lasci le penne qualche centinaio di palestinesi non gli da troppo fastidio.

Quanto sopra non riduce in alcun modo le responsabilità di Israele per le morti di civili a Gaza.

Che le vittime del conflitto siano principalmente civili palestinesi non lo discuto, resto convinto delle responsabilità del loro governo, che nemmeno finge di voler far pace con Israele.Non ho un' opinione migliore del governo israeliano in carica, ma su questo credo siamo d'accordo.

2) appunto. quindi se l'idea non è brillante come mai è così difficile prendere una posizione netta e chiedere ad israele di fermarsi subito e di ritirarsi dai territori occupati? in caso contrario ci sono le sanzioni. non è un'idea brillante? allora perchè dovrebbe funziona con Hamas?

3) direi di partire da qui: http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/robert-fisk-why-bombing-ashkelon-is-the-most-tragic-irony-1216228.html Fisk ci dice che tutto è partito nel 1948 e che è continuato nel 1967 fino ad oggi. La storia non comincia né ieri né nel luglio 2008.
Così, occhio e croce, direi che fino a quando Israele non rispetterà la risoluzione Onu 242 (come tra parentesi Hamas ha sempre chiesto, e non si dica che citando la 242 si va indietro fino ai tempi dell'impero romano o di abramo) avrà a che fare con gente molto cattiva e sempre più incazzata e pericolosa per tutti. Ovviamente il rispetto della 242 è molto difficile sopratutto per questioni elettorali. Dopo aver creato Hamas Israele si sta preparando a far entrare al-qaida ed i talebani nei propri confini?

4) "rifiutasse di trattare una pace vera"? tutti gli accordi sono sempre stati disattesi da israele. I palestinesi non chiedono la luna, solo il rispetto della 242. e la tregua (sarebbe interessante trovare un documento che ne esponga chiaramente i termini) è stata usata da israele per strangolare ancora di più la striscia perchè Hamas non piace come patner per la trattativa. Arafat piaceva ed infatti gli accordi del 1998 non sono stati rispettati. Poi è stato dichiarato terrorista (toh pure lui!) e sono andati con i carri armati fin sotto casa sua. A me pare che questi se la cantino e se la suonino. In generale non metto in dubbio la pericolosità di hamas sopratutto per i palestinesi stessi e la laicità del loro stato (che non c'è). Dico però che non ci può essere nulla di serio e duraturo finchè israele sarà uno stato occupante e che anzi, più le cose procederanno di questo passo, più l'ala dura e militarista di hamas prenderà il sopravvento.

5)evidentemente non interessa a nessuno. La Livni, che è sicuramente più intelligente di quelli di Hamas e dichiara che non c'è nessuna emergenza umanitaria, è in testa ai falchi che hanno spinto per l'attacco. Peccato che le bombe siano israeliane, non palestinesi. Dunque per quale strano e perverso sillogismo si attribuiscono chiaramente le colpe indirette ma si nicchia e si sorvola su quelle dirette che invece andrebbero per prime denunciate con forza e con la massima chiarezza?

In generale però, dopo questo chiaramento, devo dire che le nostre posizioni sono molto più vicine di quanto credessi e le divergenze stanno spesso nei toni e nei dettagli.
Se le parole hanno un valore scrivendo però quello che scrivi al punto 4 appoggi, seppur in maniera ambigua, l'intervento Israeliano (se non è così scusami ma ho capito male). oppure ipotizzi un'appoggio (con riserva sulle proporzioni) in caso fossi israeliano. io invece dico - dico questo e non altro - che, in questo caso, la legge del taglione è incivile ed irresponsabile. oppure ho capito proprio tutto male:

se la mia città fosse sotto bombardamento e la controparte rifiutasse di trattare una pace vorrei che il mio esercito rispondesse più forte.

le città sotto vero bombardamento sono quelle palestinesi, la Livni non si vuole fermare ed anzi annuncia un'attacco di terra. aspettiamo allora un'ondata giusta e sacrosanta di attacchi suicidi? Fammi sapere

Johnny, perdonami, mi permetti una domanda? :)
Quali ritieni siano gli obiettivi strategici reali che persegue Hamas?

A quanto ne so Hamas ha un' interpretazione tutta sua della 242, considera territorio occupato tutta la palestina, Israele incluso.

Se le parole hanno un valore scrivendo però quello che scrivi al punto 4 appoggi, seppur in maniera ambigua, l'intervento Israeliano (se non è così scusami ma ho capito male). oppure ipotizzi un'appoggio (con riserva sulle proporzioni) in caso fossi israeliano. io invece dico - dico questo e non altro - che, in questo caso, la legge del taglione è incivile ed irresponsabile.

Provo a spiegarmi meglio: non appoggio l' intervento israeliano, dico che probabilmente sarei di un'altro avviso se i qassam cadessero sulla mia città.A maggior ragione sarei meno comprensivo con gli israeliani se vivessi a Gaza.

le città sotto vero bombardamento sono quelle palestinesi

E chi dice il contrario? Permettimi di dubitare che saresti così netto se vivessi ad Ashkelon.

la Livni non si vuole fermare ed anzi annuncia un'attacco di terra. aspettiamo allora un'ondata giusta e sacrosanta di attacchi suicidi? Fammi sapere.

La Livni è un falco, probabilmente pensa che l' unico palestinese buono è quello morto, e propone persino di espellere gli arabi da Israele (circa il 20% della popolazione).

Credo che meriterebbe di essere processata come criminale di guerra (e non da sola immagino), ma nulla di cio che farà renderà "giusta e sacrosanta" , ma al più comprensibile,l' ondata di attacchi ad autobus e discoteche che probabilmente ne seguirà.Esattamente come questi non giustificano l' occupazione di Gaza e Cisgiordania.

Non mi sogno nemmeno di mettere le sofferenze dei palestinesi sullo stesso piano di quelle degli israeliani.

Vorrei solo chiedere a Valerio, Franco e Claudio se intendono bene l'implicazione logica delle loro, perlomeno roboanti, affermazioni. A volte ho l'impressione che no, che così non sia ...

Ossia, siete certi che la logica ed i principi che lì proponete li vorreste adottati da tutti, amici e nemici, worldwide? Avete provato a riflettere su che cosa implicherebbero?

Ma no, Michele, nessuna affermazione roboante per quanto mi riguarda ..... piuttosto quel relativismo che tanto non piace al pastore tedesco (del resto, a me notoriamente non piace lui ...... e siamo pari) e che, in questo caso, porta a chiedersi chi sia deputato - ed a quale titolo - a stabilire quali siano i limiti da porre ad entrambe - o, ancor più velleitariamente, ad una sola - le parti in causa.

Il tutto, dando per acquisito che entrambi i contendenti siano impegnati nella peggiore - e peraltro, storicamente, assai comune - delle attività umane e senza entrare nel complicatissimo ed estremamente opinabile merito dei torti e delle ragioni, ma solo rifiutando la logica irreale del bilancino per misurare l'ammissibilità di azioni di guerra, tutte indistintamente inaccettabili.

Ugh, ho detto ...... :-)

Michele, temo di essermi spiegato male. La logica delle mie "perlomeno roboanti" affermazioni :)) è la seguente:
1) il ricorso alla forza militare va valutato attentamente nella certezza che una volta che si mette mano alle armi si sa quando si inizia ma non quando si finisce;
2) strettamente connesso al punto 1, quando si mette mano alle armi quasi sempre ci sono morti civili;
3) l'uso della forza ha una sua logica specifica che bisogna conoscere.

Nel caso specifico di cui stiamo parlando i tre principi di cui sopra mi hanno spinto a sostenere questo.

Ora per rispondere alle tue domande: sì, sono certo che tali principi valgano dovunque. Purtroppo non li ho inventati io: esiste una letteratura di un paio di migliaia di anni
Di conseguenza, seconda risposta, so che cosa implicano.

Adesso però permettimi di farti io un paio di domande :)
Qual è il tuo punto sull'argomento e dove ritieni che la mia logica sia fallimentare ? ;)

Non scaldiamoci, non ne vale la pena.

Meglio, ne varrebbe la pena se ci fosse una possibile soluzione al conflitto, ma poiché non esiste soluzione possibile non credo sia il caso di scaldarsi. Dovremmo semplicemente accontentarci di riflettere su quanto accade e ricordare quando viene dichiarato in questi giorni. Dovremmo anche riconoscere le colpe (storiche e correnti) laddove esse sono, assumendoci sia l'onere che il diritto di esprimere giudizi morali. Giudizi morali, ripeto, non di convenienza o fattibilità politica, perché quella mi sembra da un lato inesistente e, dall'altro, ben remota dalle nostre possibilità. Nel far questo dovremmo, soprattutto, stare molto ma molto attenti alle implicazioni che i nostri giudizi morali hanno. Questo perché i giudizi morali, per loro natura, non possono non essere "assoluti", ossia devono valere sempre ed erga omnes ... altrimenti sono solo posizioni di convenienza o dichiarazioni d'appartenenza, che sono un'altra cosa.

Tutte le "soluzioni" sono "impossibili", salvo quelle finali che verranno o molto lentamente o tutta di un botto, dipendendo da quale di esse vincerà, alla fine. Ma tutto questo succederà, con grande probabilità, quando avremmo smesso di scrivere su nFA, ed anche di scrivere in genere.

Detto questo, ribadisco quando ho detto all'inizio: provate ad applicare la vostra logica alla situazione spagnola, o ai partigiani italiani nel 1943-45 o all'Iraq dal 2003 in poi o anche, semplicemente, alla Georgia quest'estate ... poi ditemi se vi tornano di nuovo i conti.

P.S. Per DoktFranz: no Franco, NON è vero che sia semplicemente ovvio che quando due popoli si fanno la guerra "tutto vale". Meglio, da un lato è vero che si vorrebbe che "tutto valga" ma, dall'altro, abbiamo provato da parecchio tempo (noi fautori della cosidetta "cultura occidentale liberal-democratica") ad imporre regole e limitazioni anche a questa attività. Come abbiamo, per esempio, provato a rinunciare alla colonizzazione, all'espropriazione militare di terreni e risorse naturali da popolazioni inermi, alla posta in stato d'assedio di popolazioni civili, alla tortura dei prigionieri, alla distruzione intenzionale di abitazioni civili, e via elencado. Tutti strumenti possibili per farsi la guerra,  non v'è dubbio, ma tutti strumenti ai quali avevamo deciso (fatto finta?) di aver rinunciato: per ragioni morali. Puramente morali, sia chiaro, non pratiche. Fosse stato per ragioni pratiche, come ci hanno insegnato Engermann e Fogel, ci sarebbe convenuto tenerci anche gli schiavi.

Puramente morali, sia chiaro, non pratiche. Fosse stato per ragioni pratiche, come ci hanno insegnato Engermann e Fogel, ci sarebbe convenuto tenerci anche gli schiavi.

Su questo non ci giurerei: non e' un po' sospetto che l'abolizione della schiavitu' abbia di poco seguito l'industrializzazione, e abbia percio' coinciso con l'avvento dei "telai che tessono da soli", come previsto da Aristotele nel "De Respublica Atheniensium"?

Se ogni macchina utensile, quando comandata o di sua spontanea volonta', potesse fare il lavoro che le spetta (proprio come le creazioni di Dedalo movendosi da sole, o i tripodi di Efesto andavano spontaneamente al loro sacro lavoro), se i telai dei tessitori tessessero da soli, allora non vi sarebbe bisogno di apprendisti per i mastri, o di schiavi per i signori.

E Antpatro di Tessalonica (Antologia Palatina, IX 418) dava credito all'invenzione del mulino ad acqua per la liberazione della donna:

Macinatrici accordate riposo alle mani; dormite,
dormite, anche se all’alba di già cantano i galli.
Cerere impose alle Ninfe dall’acque il lavoro: d’un balzo
si lanciano esse al sommo vertice d’una rota
e fan che l’asse giri: comunicava questa il suo moto
ai raggi ed alle cave macine dei Nisèi.
Siamo all’età dell’oro tornati di nuovo, se i doni
di Demetra possiamo gustar senza fatica.

Enzo

non è un po' sospetto che l'abolizione della schiavitù abbia di poco seguito l'industrializzazione, e abbia perciò coinciso con l'avvento dei "telai che tessono da soli", come previsto da Aristotele nel "De Respublica Atheniensium"?

Cosa vuoi che ti dica? Potrei mettermi a discettare su quando la schiavitù fu abolita, su quando iniziò l'industrializzazione yankee e sul contributo della forza lavoro negra all'industrializzazione stessa, o sul fatto che, se davvero la schiavitu' non era conveniente, perche' mai gli stati confederati si siano autodistrutti per difenderla, ma non mi sembra il caso. E&F ci hanno scritto due volumi sull'argomento, volumi piuttosto convincenti e la cui tesi di fondo (da quanto so, ma forse non sono informato abbastanza) nessuno ha contradetto. Anzi, uno di loro ci ha pure preso il Nobel ...

Citazioni classiche a parte, tu hai qualche altro elemento per contraddirli?

Citazioni classiche a parte, tu hai qualche altro elemento per contraddirli?

Be', la realta' di fatto: arriva l'industrializzazione, e nel giro di un secolo finisce la schiavitu' (in America, non a caso prima negli stati del Nord che nella piu' agricola Dixie); arrivano gli elettrodomestici, e si comincia a parlare di emancipazione femminile (Antipatro si riferiva a un suo equivalente di due millenni fa). Correlation may not be causation, ma da bayesiano tendo a incorporare ogni data point nelle mie stime soggettive di probabilita'. (Per entrambi i riferimenti classici sono indebitato con Karl Marx, che li cita nel primo libro del Capitale -- solo per negarne stizzosamente la veridicita', dato che secondo lui l'industrializzazione ha peggiorato le condizioni di vita dei lavoratori etc. etc.).

Nel complesso, la mia impressione e' questa: siccome noi umani siamo animali sociali, in genere abbiamo tendenza a empatizzare con i sentimenti altrui e a volere che tutti stiano bene. Questo default e' pero' facilmente rimpiazzato da altre considerazioni quando entra in gioco l'interesse della propria persona o famiglia piu' o meno allargata. I sistemi morali finiscono percio' per essere piuttosto elastici e mutevoli, e la cosa non e' in se' ne' un bene ne' un male: e' stata decisa dall'evoluzione e tutto sommato funziona abbastanza bene. In una societa' moderna, in cui un megajoule di lavoro costa pochi centesimi, la schiavitu' creerebbe piu' problemi di quanti ne risolverebbe, e a nessuna persona sensata verrebbe in mente di ripristinarla. In altre societa' e altri tempi, e' evidentemente stata un male necessario.

EDIT: Di F&E non ho letto nulla, ma da quanto vedo p.es. su Wikipedia, la tesi centrale (e piu' controversa) di Time on the cross e' che gli schiavi americani non fossero trattati particolarmente male, o comunque non molto peggio dei lavoratori industriali in Yankee-land. La faccenda dell'opposizione per ragioni morali sembra essere stata invocata in modo un po' strumentale e tardivo per difendersi da accuse di revisionismo pro-schiavitu'. Quanto al Nobel, la motivazione e' stata "per aver rinnovato la ricerca in storia economica", non per aver provato che la schiavitu' sarebbe economicamente efficiente -- e certamente non che lo sarebbe in una societa' industriale, dato che il libro si riferiva all'ambiente rurale degli stati confederati.

no Franco, NON è vero che sia semplicemente ovvio che quando due popoli si fanno la guerra "tutto vale"

Infatti, Michele, non ho detto questo, ma solo che non ci si può stupire e, soprattutto, che è difficilissimo stabilire che cosa sia proporzionato a che cos'altro: se non si è acriticamente schierati, o convinti portatori di una verità assoluta ed incontrovertibile, è una questione a proposito della quale i dubbi non debbono mancare. Anche perché si possono sempre trovare argomenti e dati a sostegno delle proprie opinioni e sarebbe opportuno - non per voler mantenere una pilatesca ed improbabile equidistanza, ma semplicemente per evitare di "scaldarsi" e mantenere, invece, un minimo di equilibrio nei giudizi - avere l'umiltà di accettare il diritto all'esistenza di altre interpretazioni.

abbiamo provato da parecchio tempo (noi fautori della cosidetta "cultura occidentale liberal-democratica") ad imporre regole e limitazioni anche a questa attività

Non v'è dubbio, com'è verissimo che le condivisibili motivazioni siano di ordine morale e che, purtroppo, tali regole regolarmente saltino ad ogni occasione di conflitto - anche non così violento - con il corollario che, troppo spesso, si tende ad attribuirne la responsabilità in relazione alle personali simpatie o vicinanze ideologiche (o, come probabilmente in questo caso, inimicizie in comune).

se non si è acriticamente schierati, o convinti portatori di una verità assoluta ed incontrovertibile, è una questione a proposito della quale i dubbi non debbono mancare. Anche perché si possono sempre trovare argomenti e dati a sostegno delle proprie opinioni e sarebbe opportuno - non per voler mantenere una pilatesca ed improbabile equidistanza, ma semplicemente per evitare di "scaldarsi" e mantenere, invece, un minimo di equilibrio nei giudizi - avere l'umiltà di accettare il diritto all'esistenza di altre interpretazioni.

On the one hand ... on the other hand ... cioé?

se non si è acriticamente schierati, o convinti portatori di una verità assoluta ed incontrovertibile, è una questione a proposito della quale i dubbi non debbono mancare. Anche perché si possono sempre trovare argomenti e dati a sostegno delle proprie opinioni e sarebbe opportuno - non per voler mantenere una pilatesca ed improbabile equidistanza, ma semplicemente per evitare di "scaldarsi" e mantenere, invece, un minimo di equilibrio nei giudizi - avere l'umiltà di accettare il diritto all'esistenza di altre interpretazioni.

On the one hand ... on the other hand ... cioé?

Cioé - ma non mi pareva oscuro - io non mi sento in possesso di una verità che mi consenta di affermare con sicurezza quale sia una reazione proporzionata ad un'azione di guerra. Anzi, nemmeno riesco a stabilire quale sia l'azione e quale la reazione, perché a nessuno può esser davvero chiaro il punto di partenza, a meno di non stabilirlo arbitrariamente a seconda delle proprie personali convinzioni e simpatie. Di più, ritengo improprie misure basate solamente sul numero delle vittime, senza considerare gli altri aspetti del problema (come Marco Boninu ha splendidamente argomentato).

Infine, normalmente si scalda chi non accetta visioni differenti dalle proprie ed a me - che sostengo il dubbio quale motore del progresso - i portatori d'ideologica certezza spaventano un poco, siano essi fanatici religiosi, politicanti attenti al personale tornaconto oppure anche semplici menti deboli.

Clearer, now?

P.S. Chissà, poi, perchè mi sono infilato in questa discussione, ben sapendo che non ha soluzione ....... mah, saranno le ferie .... :-)

Clearer, now?

No, ma fa lo stesso.

E Marco non ha, per una volta, "splendidamente argomentato", anzi. Ha mischiato le carte sul tavolo, cosa che una persona che (da quanto capisco) segue o conosce la questione palestinese, dovrebbe astenersi dal fare.

Urge post, ma nel frattempo chiedo (meglio, ri-ri-chiedo, che alle mie domande di applicare alla politica internazionale e ad altri contesti i medesimi criteri che tutti sembrate proporre per giustificare/comprendere/assolvere i massacri israeliani non rispondete MAI!) davvero Marco crede che sia raccomandabile, in politica internazionale e nella relazione fra stati/popoli/ nazioni, adottare il criterio del "chi ha dato, ha dato, ha dato ... scurdammoce u passato"? Non sul piano delle scelte individuali, sia chiaro, ma sul piano delle relazioni internazionali? Di nuovo, chiedo: provate ad applicare tale criterio alle relazioni fra l'URSS ed i suoi satelliti, a quelle della Cina con il Tibet, all'Iraq di Saddam con il Kuwait, ai Serbi in Bosnia-Herzegovina, eccetera ... Ditemi, gradite il risultato?

Non sul piano delle scelte individuali, sia chiaro, ma sul piano delle relazioni internazionali? Di nuovo, chiedo: provate ad applicare tale criterio alle relazioni fra l'URSS ed i suoi satelliti, a quelle della Cina con il Tibet, all'Iraq di Saddam con il Kuwait, ai Serbi in Bosnia-Herzegovina, eccetera ... Ditemi, gradite il risultato?

Perche' solo a questi casi e non anche i vari stati in nord e sud America con le popolazioni precolombiane, o ai Normanni con i Sassoni inglesi, o ai Sassoni inglesi con i Celti...? Nella storia gli equilibri non sono sempre sorti in modo pacifico: spesso con la sopraffazione.

Certo, la fondazione dello stato d'Israele in Palestina a me pare sia stata una pessima idea (per il popolo Ebraico ancor prima che per i Palestinesi), ma oramai c'e', e' non e' politicamente fattibile smantellarlo. In altri casi in qualche modo similari (citai tempo fa le relazioni razziali in Malesia/Singapore in seguito all'immigrazione cinese e indiana in tempi coloniali) le parti in gioco, pur non piacendosi a vicenda, hanno saputo raggiungere posizioni di compromesso a tutto vantaggio reciproco. In Medio Oriente pare che non ne siano capaci, e l'unica alternativa e' la guerra perpetua, o la distruzione di uno dei contendenti. Peggio per loro: io personalmente me ne chiamo fuori, e non vedo alcun beneficio alla comunita' internazionale nel non fare lo stesso.

Michele, mi devi scusare. Ho letto e riletto i tuoi interventi e confesso che, per la prima volta da quando ho il piacere di leggerti, non capisco il tuo di punto. Sicuramente per colpa mia, intendiamoci.
A parte il fatto che nel suo post Marco non mi sembra "raccomandi" l'adozione del criterio "scurdammoce u passato" nelle relazioni internazionali, da parte mia posso risponderti che gli stessi principi analitici che applico al conflitto israelo-palestinese li applico a tutti gli altri conflitti, militari o non. Presenti e passati (chiaramente non in modo rigido dato che ciascun conflitto ha delle proprie caratteristiche e differenze).
Questo vuol dire "giustificare" l'uso indiscriminato della forza? Manco per sogno. Vuol dire "giustificare" l'uccisione di civili? Ovviamente no.
Vuol dire semmai capire, ed accettare, che le relazioni internazionali sono dominate in grandissima parte dalla forza, anche ma non solo, di tipo militare. Che faccia piacere o no, a livello analitico, è indifferente. Così è. Punto.
Ti confesso, invece, che non capisco la tua posizione quando da un lato affermi che non c'è soluzione possibile (cosa vuoi dire?) e dall'altro inviti a riflettere sulle colpe esprimendo poi giudizi morali (ho capito male?). Mi sembra che tu dica: aspettiamo la soluzione finale e nel frattempo riflettiamo su quello che è successo e diamo giudizi attenti morali.
Mi sorge spontanea la domanda: lo pensi davvero oppure è un modo raffinato per non fare i conti con la realtà? Ma soprattutto: secondo te quali sono i giudizi morali "corretti" da applicare al caso concreto?

Se ho male interpretato il tuo pensiero chiedo venia fin d'ora.

meglio, ri-ri-chiedo, che alle mie domande di applicare alla politica internazionale e ad altri contesti i medesimi criteri che tutti sembrate proporre per giustificare/comprendere/assolvere i massacri israeliani non rispondete MAI!) davvero Marco crede che sia raccomandabile, in politica internazionale e nella relazione fra stati/popoli/ nazioni, adottare il criterio del "chi ha dato, ha dato, ha dato ... scurdammoce u passato"?

Michele, io non voglio giustificare massacri israeliani se cerco di capire e di dire perchè Hamas sbaglia, così come tu non giustifichi i razzi di Hamas su Sderot se critichi la guerra di Israele contro Gaza.

Io non penso che sia utile scordarsi il passato in generale, né raccomandabile. Dico solo che ci sono circostanze nelle quali non è possibile trascinare i colpevoli di ambo le parti dinnanzi ad un tribunale riconosciuto da entrambi, semplicemente perchè tale tribunale non esiste. E sic stantibus rebus, l'accomodamento reciproco avviene, di norma, sulla base delle risorse di potere e di diritto di cui si dispone al momento della fine delle ostilità. Non dico che sia giusto così, dico solo che sarebbe meglio accettare la situazione e basta e trovare il modo di ricavarne il meglio.

E perdere la guerra, accettando il risultato di uno scontro non è necessariamente l'antefatto da cui discenderanno solamente cose orribili. Adesso faccio un esempio, che come tutte le analogie storiche apparirà eccessivo a molti . Concentriamoci non sulle differenze tra il caso che porterò e la Palestina, ma solo sull'idea che persa una guerra dinnanzi ad un nemico più forte, si possa comunque risorgere a nuova e migliore vita. La Germania perde la prima guerra mondiale ed è costretta a pagare salatissime riparazioni; da quello sconvolgimento viene fuori la Repubblica di Weimar e l'obbrobrio morale del nazional-socialismo, e quindi un'altra guerra che ancora più dolorosamente la Germania perde. Alla fine la Germania si trova con i suoi dirigenti impiccati per crimini contro l'umanità; il suo territorio smembrato fra potenze occupanti e su tutto questo scenario un muro odioso a dividere i berlinesi. La Germania si rimette in carreggiata e oggi com'è? Come sta? Si è cambiato un corso storico apparentemente ineluttabile? Io penso di si. Ma come lo si è fatto, lavorando ad una ricostruzione materiale o culturale o impostando tutta la propria politica sulla memoria e i torti subiti? Dichiarando che Hitler è stato appoggiato inizialmente dalle cancellerie occidentali e che quindi la guerra americana e britannica era solo un modo per fare avanzare gli interessi dei due paesi?

E il Giappone? Dopo la seconda guerra mondiale, il suo imperatore, nientemeno che Dio in terra per i suoi sudditi, è chiamato su una portaerei americana a firmare una costituzione scritta dagli americani. Come stanno i giapponesi?

E il Vietnam? Alleato degli americani, ha deciso di lasciare perdere una memoria nutrita di odio, giustissimo, nei confronti di chi ha martoriato il suo paese per guardare avanti.

Io non voglio dire che gli americani o chi vince una guerra hanno sempre ragione, voglio solo dire che nel campo delle relazioni internazionali se si istituisse la repubblica mondiale alla Kant, io starei meglio; e starei ancora meglio se tutte le relazione fossero sottoposte a leggi universali che impediscano la guerra e i suoi orrori in bella mostra. Ma in attesa di quella circostanza, non posso sacrificare le distinzioni fra belligeranti dichiarandole ininfluenti rispetto alla finale realizzazione di quel sacrosanto principio della pace perpetua.

Ecco, la mia domanda è: perchè i paesi arabi non dimenticano, perchè non mettono una pietra sopra tutta la vicenda? Perchè la storia, in medio-oriente è una mnemo-tecnica di orrori e lutti che non si vogliono elaborare e superare ma rendere sempre più vividi e capaci di generare orrori nuovi, giustificati dai primi? Perchè i paesi arabi non fanno come i cinesi e dicono: "adesso facciamo gli stakeholders responsabili dell'ordine internazionale, però in fondo in fondo cominciamo a fregarvi perchè studiamo come fate le cose voi e cerchiamo di migliorarle e vi sfidiamo sul vostro stesso terreno"...e non mi pare che i cinesi si siano del tutto americanizzati. Piuttosto hanno capito che era meglio, nella situazione data, trovare il modo di ricavarne tutti i vantaggi possibili.

Infine, trovo che dal momento che i paesi arabi intorno a Israle in quanto tali sono omogenei per lingua e cultura, ecco dicevo, siccome le cose stanno così ho sempre pensato che in fondo il conflitto poteva essere risolto creando una sorta di Unione Araba sulla scorta dell'Unione Europea, in modo da ricollocare le tensioni territoriali tra stati nello spazio politico più vasto federale...in attesa che si risolva la questione dei rapporti con Israele...la qual cosa però i fratelli arabi si sono ben guardati dal fare.

PS: Personalmente credo che Israle dovrebbe ritirarsi non solo da Gaza (come ha già fatto) ma anche dalla Cisgiordania seguendo i confini della cosiddetta Linea Verde...anche se quel confine non tiene conto del fatto che a rimetterlo in discussione sono stati i paesi arabi che prima hanno mosso guerra a Israele per sovvertire un certo ordinamento territoriale, poi a guerra persa, hanno preteso che il loro tentativo fallito non venisse usato da Israle per rimodulare i confini in seguito all'esito della guerra che Israele vinse. Qui ritorna il discorso vaso di pandora cui parlavo nel primo post: se fai una guerra o più guerre (Guerra dei Sei Giorni e Guerra dello Yom Kippur) e le perdi, ne paghi le conseguenze...troppo comodo dire: vabbè, la guerra è finita, l'abbiamo persa ma facciamo finta di niente e torniamo alla situazione di prima della guerra.

 

Clearer, now?

No, ma fa lo stesso.

Michele, più la discussione va avanti e più mi vengono in mente le parole di un tizio che a me sta molto simpatico, un certo professore padovan-mestrino, da lungo tempo residente negli States, quando - con le gambe sotto ad un tavolo, davanti ad una darsena veneziana - egli sosteneva che il gusto della discussione sta nel sottolineare i punti di disaccordo, visto che quelli in comune non forniscono il carburante adatto.

Va benissimo, è pure divertente, anche a me piace il ruolo del bastian contrario. La mia impressione, però, è che ciò porti - qualche volta, solo qualche volta .... :-) - a fingere di non capire il singolo punto, ma magari, invece, sono io che non riesco a spiegarmi e ci riprovo: tu ribatti che

Marco non ha, per una volta, "splendidamente argomentato", anzi.

intendendo una mia totale condivisione del suo scritto (che trovo correttamente molto pragmatico ed orientato al futuro - com'è anche l'opinione di Enzo Michelangeli - ma, peraltro legittimamente, sbilanciato verso quella parte i cui valori più assomigliano ai nostri): io, invece, avevo semplicemente scritto

ritengo improprie misure basate solamente sul numero delle vittime, senza considerare gli altri aspetti del problema (come Marco Boninu ha splendidamente argomentato).

considerando valide le sue argomentazioni relative alla complessità della situazione, non semplificabile in una banale "aritmetica della morte": da qui si era partiti - ricordi? - e la mia posizione era, ed è, di disaccordo in merito al conteggio dei decessi per dare patenti di legittimità (orribile termine, parlando di guerra) alla reazione israeliana.

Perché, ripeto, nessuno ha titolo per ergersi a giudice infallibile e stabilire - quasi fosse un videogame - quanti "punti" valga ogni singola tragedia, ogni minuto di terrore, ogni sofferenza, ogni vita cancellata od anche, semplicemente, costretta in un recinto d'odio e d'insicurezza: io non riesco - contrariamente a molte, troppe persone, ad assumere posizioni assolutamente schierate (non tu, dico in generale) e ciò non significa posizionarsi ad un fifty-fifty, ma semplicemente dichiarare inutile, anzi, deleterio tale approccio.

Ti do atto di una cosa: sei coerente con le tue posizioni passate. Però poi, tra parentesi, spiegami perchè scaldarsi via post per un massacro di centinaia di persone sarebbe da menti deboli, certezza ideologica oppure fanatismo religioso o politico. Va bene la tua in qualche modo vicinanza al sindaco di Verona Tosi, però questa faccenda delle menti deboli mi fa balenare pericolose assonanze...

Non voglio discutere le tue argomentazioni anche perchè le posizioni di tutti mi pare siano chiare e quindi è inutile continuare se non, come è già stato detto e fatto, per sfancularsi al volo. Dico solo che sono deboli e male impostate. Semplicemente perchè si appoggiano sulla "splendida argomentazione" del post di Marco Boninu (che non ho tempo di commentare pienamente). Post che definisce chiara la situazione a Gaza perchè "Israele se ne è andato dal 2005, quindi, se avessero voluto, i palestinesi avrebbero potuto piantarla con il lancio di petardi". Un post quindi che, per così dire, "chiude" con una battuta da bar tutta la parte storico-politica riguardante gli ultimi 60 anni per dedicarsi unicamente a quella militare e pseudo-culturale (i fisici-scrittori-matematici contro le divise verdi degli sgozzatori di Hamas) e da li ripartire per giudicare con questi parametri l'aspetto storico-politico. E' questo un pessimo modo di giudicare le cose perchè basato unicamente sui rapporti di forza (chi vince ha ragione, chi ha i mezzi li usi senza remore) e su certe immagini che ricadono nello stereotipo e nel luogo comune - tanto quanto quella del rabbino avaro o quella dell'arabo sgozzatore e taglia teste - e quindi nella mancanza di capacità di analisi e distinzione, nell'ignoranza e, a volte, nella consapevole e completa mistificazione dei fatti. Come potrebbero i palestinesi avere infatti fisici, matematici e grandi intellettuali se non hanno nemmeno cibo e medicine?  E poi, perchè citare le sit-com palestinesi dove si sgozzano cristiani (mi pare tanto Hezbollah, prego quindi di citare la fonte e, in ogni caso, questo rimane sempre prendere arbitrariamente una parte e giudicare il tutto) quando invece si potrebbe citare il grandissimo Mahmoud Darwish. Inoltre: perchè essere una nazione di fisici e matematici o di santi, poeti e navigatori può giustificare un massacro? Perchè questa scelta di Boninu, unita ai link da lui proposti, non ci dovrebbe informare di nulla a proposito dell'orientamento e delle simpatie dell'autore del post "splendidamente argomentato"? Lo dico perchè noto in te l'hobby di attribuire il possesso di quella cosa che tu chiami "cieca ideologia" a tutti coloro che con te non concordano ed in questo caso non concordano nel fottersene sportivamente di 400 e più morti di cui più della metà civili ed il resto non si sa bene. E' noto infatti che tutti coloro che hanno qualche relazione con hamas e le sue strutture, praticamente mezza Gaza, siano considerati nemici bombardabili da israele che, però, pare li avvisi prima per telefono - i vicini del piano di sotto non si sentiranno trascurati?

Infine un post, quello di Boninu, che tu dici di condividere ma che cozza in partenza con le tue stesse convinzioni e cioè l'impossibilità di stabilire - se non arbitrariamente - un punto di inizio a partire dal quale valutare la situazione e dunque, in altre e povere parole, di decidere chi incolpare del peccato originale... Lui parte proprio dal lontano 2005 e la frase è quella virgolettata all'inizio del mio intervento. 4 anni fa dunque! In buon sostanza prima affermi che partire da qualsiasi data sia arbitrario, poi definisci come splendidamente argomentato un post che fa proprio questo e pure male. Infine scrivi di menti deboli e poi inviti a non scaldarsi dando dell'intollerante a chi denuncia un massacro... bah. contento tu.

Come potrebbero i palestinesi avere infatti fisici, matematici e grandi intellettuali se non hanno nemmeno cibo e medicine?

Ma infatti secondo me e' proprio questo il punto: il fatto che non abbiano cibo e medicine puo' difficilmente essere imputato all'esistenza di Israele, dato per comprarli basterebbe una frazione minuscola degli introiti petroliferi di alcuni paesi arabi che si dichiarano loro sostenitori. Il fatto che i leader palestinesi (e governi nella regione) incolpino Israele di tutti i loro mali e' un comodo alibi per non affrontare le vere ragioni del sottosviluppo del mondo arabo, e della sua incapacita' non solo a sconfiggere Israele, ma soprattutto a migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini: cosa che, se attuata, renderebbe irrilevante la questione del possesso di quattro sassi nel deserto.

Certi argomenti sono più controversi di altri e quindi è bene economizzare al massimo sul disaccordo con gli altri. Non ho la pretesa di essere splendido, anche perchè lo specchio lo incrocio ogni mattina :-)

 

Post che definisce chiara la situazione a Gaza perchè "Israele se ne è andato dal 2005, quindi, se avessero voluto, i palestinesi avrebbero potuto piantarla con il lancio di petardi".

 

Il punto di partenza temporale da me scelto, il ritiro israeliano da Gaza nel 2005, è "comodo" come punto di partenza nella discussione perchè poteva essere l'occasione per ripartire da zero, cioè dotando il popolo palestinese di strutture governative ed economiche funzionali al benessere dei palestinesi. Mi sembra un buon inizio, perchè consente di spezzare la solita macchina dei corsi e ricorsi storici, del capire chi abbia sparato per primo e così via. Solo per questo motivo definisco "chiara" la situazione di Gaza.

Un post quindi che, per così dire, "chiude" con una battuta da bar tutta la parte storico-politica riguardante gli ultimi 60 anni per dedicarsi unicamente a quella militare e pseudo-culturale (i fisici-scrittori-matematici contro le divise verdi degli sgozzatori di Hamas) e da li ripartire per giudicare con questi parametri l'aspetto storico-politico.

Lo ammetto: io non sono in grado di fare analisi storico-politiche degli ultimi 60 anni in Palestina...già non mi ricordo cosa ho mangiato ieri sera :-) . Io davanti alle tragedie non posso andare in biblioteca e dire: "adesso mi rileggo la storia degli ultimi 60 anni, ne faccio un preambolo per ogni mio pronunciamento e poi esprimo un giudizio". Io non condivido quest'idea della storia come maestra e dubito che i problemi fra israeliani e palestinesi possano essere risolti studiando storia: per il punto in cui siamo penso sia meglio concentrarsi sulla precisa attribuzione delle responsabilità di oggi, figurarsi cercare quelle di 60 anni fa.

E' questo un pessimo modo di giudicare le cose perchè basato unicamente sui rapporti di forza (chi vince ha ragione, chi ha i mezzi li usi senza remore) e su certe immagini che ricadono nello stereotipo e nel luogo comune - tanto quanto quella del rabbino avaro o quella dell'arabo sgozzatore e taglia teste - e quindi nella mancanza di capacità di analisi e distinzione, nell'ignoranza e, a volte, nella consapevole e completa mistificazione dei fatti.

 

Io non sostengo che ciò che è reale è razionale, nè che i rapporti di forza sanciscano sempre un sottostante ordine morale. Anzi, sostengo che alle volte possiamo essere anche dalla parte giusta, politica o morale ma questo non è sufficiente a: 1) giustificare i modi con i quali noi difendiamo quel presunto essere dalla parte della giustizia; 2) rendere l'approssimazione a quella giustizia più facile per chi se ne crede detentore. I palestinesi di Hamas, invece, commettono entrambi gli errori un po' perchè la loro ideologica politica è di stampo religioso...e dunque sottoscrivono quella visione religiosa generale per cui, come sta scritto sotto la testata dell'Osservatore Romano, Portae Inferi non prevalebunt, cioè il male sarà alla fine sconfitto; in secondo luogo, questo atteggiamento direi religioso-deontologico non li sprona a cercare mezzi adeguati al perseguimento dei fini che si prefiggono e inibisce i freni morali nell'uso di qualunque mezzo essi ritengano necessario per realizzare la loro giustizia. Se uno commette errori così marchiani nell'impostare la sua guerra, come stupirsi che la perda? E cosa c'è da essere in disaccordo?

Come potrebbero i palestinesi avere infatti fisici, matematici e grandi intellettuali se non hanno nemmeno cibo e medicine? 

Questo è un fulgido esempio di terzo-mondismo paternalista. Esso implica che i soggetti della nostra cura solidaristica siano sempre esenti da responsabilità e frutto di vicende pregresse che regolarmente giustificano le loro condotte presenti. Si dice che Israele riceva milioni di dollari da USA e questo sia il motivo del loro progresso scientifico? E' vero. Ma è una colpa gestire bene i soldi che si ricevono? Quanti milioni di dollari riceve in aiuto l'ANP? Come li ha spesi? Chi decide come spendere i soldi che l'Autorità Palestinese riceve in aiuto dalla comunità internazionale? E i donatori dei paesi arabi? Loro hanno mezzi e risorse, perchè non mettono su un programma di borse di studio miliardario per giovani palestinesi perchè studino nelle migliori università mondiali? Perchè invece di pretendere il diritto al ritorno nell'entità sionista razzista (come la chiamano loro), nel frattempo impediscono (vedi Giordania) che i palestinesi facciano certi mestieri, comprino certe case? (Queste proibizioni non ti ricordano nulla? Leggi razziali contro gli ebrei, per esempio?) E dove eravamo quando in Giordania si faceva questo contro i palestinesi? Quando è l'ultima volta che abbiamo bruciato la bandiera di Giordania e tirato scarpe alla bellissima effige di Rania, la principessa di Giordania? Ma no, non l'abbiamo mai fatto perchè la colpa, gridavamo è solo di Israele; e abbiamo accolta Rania da Fabio Fazio a dire che era un'esemplare regnante impegnata nel sociale. Allora? Faccio chiacchere da bar?

perchè essere una nazione di fisici e matematici o di santi, poeti e navigatori può giustificare un massacro?

 

Ma ti pare che io possa sottoscrivere stupidaggini del genere? Io dicevo solo, in un paragrafetto intitolato "questione psicologica" (attinente cioè stati mentali personali miei) che faccio fatica a solidarizzare con un movimento che spara alle ginocchie delle adultere mentre manda libero l'uomo; che mi fanno paura la loro estetica di morte; i valori politici e culturali che prevarrebbero se a vincere lo scontro fossero loro. Soprattutto, la mia fatica nasce dal fatto che mentre dovrei solidarizzare con quei fanatici, poi nel frattempo (vedi manifesto e sinistra in genere) dovrei saltare sulla sedia se Bagnasco fa un commento sulle leggi italiane. Allora: io politicamente sono sempre laico e non mi sta bene la religione in politica, sia sul tevere sia sulla west-bank. Chiaro? Per me si. E se queste sono chiacchere da bar, il prossimo giro (di birra, niente succhi di frutta analcolici politicamente corretti) lo offri tu!

 

 

Torno in topic con un vecchio link che mi han segnalato ieri (se era già stato linkato)

Per Silvio Berlusconi solo un calo dei consumi può determinare una vera crisi economica, tuttavia c'è diffusa preoccupazione tanto che anche suo figlio ha rinunciato a cambiare l'automobile.

Salve e buon anno!

Ho visto che stavate parlando della guerra a Gaza e così dico la mia. Quando ero più giovane, di adesso, ero schieratissimo con i palestinesi e mi sembrava che la ragione stesse tutta da una parte...ora invece nutro qualche dubbio in più.

1) Sulla questione della proporzionalità fra missili lanciati da Hamas e contro-risposta israeliana con F16, direi che la proporzionalità non andrebbe commisurata sul potenziale bellico sviluppato dai mezzi utilizzati dai due contendenti, ma piuttosto sulla violazione del principio di sovranità. Voglio dire: che senso ha fare discorsi tipo "hamas lancia solo dei petardi (sugli effetti dei petardi, vedi qui e qui; sul blocco di Gaza.), mentre Israele risponde con gli F16"? Di fatto, Hamas mostra la volontà di attaccare Israele con i mezzi di cui dispone ora e manifesta chiaramente l'intenzione di procurarsi, tramite tunnel e navi, mezzi ancora più sofisticati...dobbiamo aspettare che si procuri mezzi ancora più ferali, per poterla bloccare? La vicenda Gaza è abbastanza chiara perché, rispetto a quanto sta accadendo in Cisgiordania, Israele se ne è andato dal 2005, quindi, se avessero voluto, i palestinesi avrebbero potuto piantarla con il lancio di petardi (che però fanno morti, e terrorizzano la popolazione israeliana che vive vicino al confine con Gaza).

2) Questione "vaso di pandora". I gruppi terroristici, come Hamas, impostano tutta la loro azione su una tattica di tipo militare. I petardi, i razzi, le parate, i finti kamikaze...tutto sta a mostrare che il piano violento è quello su cui intendono portare lo scontro, sebbene siano proprio sul piano della forza militare infinitamente più deboli di Israele. Ebbene, la mia domanda è: "in condizioni di così manifesta debolezza, è ragionevole e sensato portare il confronto in un ambito dove sai che perderai sicuro”? La questione “vaso di pandora” è proprio questa: non puoi sfidare impunemente chi è più forte di te, sperando che la tua sola “forza morale e spirituale” possa salvarti, e poi quando il confronto si manifesta insostenibile dichiarare che gli israeliani stanno facendo una carneficina...in fondo Hamas, ogni volta che presenta adolescenti e ragazzi incappucciati pronti al martirio, sta aprendo quel vaso dei venti che regolarmente la spazzerà via. E non ha molto senso chiedere “la tregua” se tu per primo (mi riferisco ad Hamas a Gaza) hai aperto le ostilità con il lancio dei razzi. Ripeto: Israele si è ritirata da Gaza e dunque c'era la possibilità di un nuovo inizio. Tra l'altro, questa è una costante del mondo e della storia: quando ci si fa una guerra, se si perde si sopportano le conseguenze in termini territoriali e non solo. Voler dunque impostare lo scontro in termini militari significa, ipso facto, sottoscrivere la clausola implicita che comporta che se da quello scontro esci perdente, perderai diritti, terra e così via. Il processo di insediamento o occupazione israeliana può essere descritto in molti modi e per ragioni esterne al conflitto ha assunto connotati simbolici che ne hanno trasfigurato i tratti tipici, che sono poi quelli tradizionali di una guerra dove chi perde lascia posto a chi vince. L'occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza quello è stato: una vittoria militare da parte del più forte, niente di più e niente di meno. Quindi se ci teniamo a che, giustamente, la legge del più forte non prevalga, nei limiti del possibile, faremmo bene a chiederci se i palestinesi non abbiano perso perché hanno impostato lo scontro, nell'unico modo che garantiva loro la sconfitta. Ripeto: avrebbero potuto fare una battaglia di idee; una lotta non violenta; usare i fondi europei per ricostruire le loro città, non alla calabrese per arricchire i politici locali e rimpinguare i loro milionari conti in banca (vedi Arafat).

 

3) Questione della resistenza armata. Hamas vince le elezioni contro la fazione di Fatah perché più intransigente e meno corrotta. Pazienza, non è il migliore dei mondi, quello dove viviamo. Ma vinte le elezioni, e accertato il meccanismo “vaso di pandora” di cui al punto precedente, perché questi accidenti di miliziani ottusi, non comprano pagine di giornale occidentali per spiegare le loro ragioni? Perché non girano il mondo a fare conferenze dove spiegano cosa succede in Palestina? Perché lasciano che le loro pubbliche relazioni siano sempre gestite da questi miserabili burattini della morte dei kamikaze che si presentano bavosi di morte in adunate fascio-islamiche in cui si sentono solo grida e puzza di morte? Quante risorse potrebbero ricevere dai fratelli arabi, di Dubai poniamo, arricchiti con il petrolio per fare campagne di informazione? Quante agenzie pubblicitarie potrebbero ingaggiare, se solo investissero i soldi non per pagare l'indennizzo alle famiglie degli attentatori suicidi ma per informare il mondo che conta e che prende le decisioni di come loro vedono le cose? Avere impostato la battaglia in termini puramente militari li ha non solo esposti al confronto con un nemico infinitamente più forte di loro, ma ha anche alienato quelle residue simpatie che potevano esserci nei loro confronti. I palestinesi sono debolissimi, e lo dico con grande dispiacere, votati ad un destino che sembra chiarissimo. Ma come possono voler attirare simpatie con i metodi che usano?

 

4) Questione “dei civili”. Si può fare tutta l'ironia macabra che si vuole sulla presunta precisione chirurgica di Israele. Le bombe, semplicemente, non dovrebbero essere usate. Sono d'accordo. Però un conto è usare tutta la migliore tecnologia del mondo per colpire solo i nemici e provocare danni collaterali non perseguiti intenzionalmente, altra cosa è puntare da subito e con scopo a fare vittime civili. In genere, la prima condotta è quella israeliana la seconda è quella tipica di Hamas. Hamas manda in onda pubblicità come questa (per vederla bisogna registrarsi su youtube, anche se non ci sono scene di sangue, ma solo un'incitazione al terrorismo contro i civili..il video è di un'organizzazione Israeliana di monitoraggio delle TV palestinesi), Israele invece chiede scusa se i civili sono stati colpiti. Io posso pure simpatizzare per i palestinesi per quello che hanno subito, ma come posso accettare che mandino in onda o guardino quella robaccia?

 

5) Questione psicologica. Israele, l'unica democrazia del mondo medio-orientale, con i rabbini che gridano contro il Gay pride a Tel Aviv, che comunque si tiene lo stesso; un paese piccolo pieno di lettori, brevetti scientifici ed eccellenti matematici e fisici. Sarà anche un ritratto di maniera ma questa loro auto-narrazione è meglio dell'estetica verde-oliva delle tute militari in parata di Hamas; dei giorni della collera; delle sit com palestinesi dove si sgozzano presunti cristiani; dei bambini con la cintura esplosiva finta ma simbolicamente vera; dell'esaltazione del martirio. Ecco, anche questo pesa nel formulare il mio giudizio su chi abbia ragione nello scontro militare in atto, anche se non in maniera conclusiva.

 

6) Questione di chi ha ragione. Nella vita e nella storia si può chiaramente essere dalla parte giusta, e avere dalla propria tutte le migliori ragioni sul piano morale o politico, ma se si capisce che le proprie ragioni non avranno nessuno possibilità di essere ascoltate o di trovare spazio è meglio far vincere il desiderio di andare avanti, di vivere e di dimenticare il passato. Sembrano i consigli patetici di nonna papera, lo ammetto, ma io lo credo veramente. Io credo che quel groviglio medio-orientale di cui parliamo, possa essere risolto quando non solo si smetterà di guardare ad ogni pietra o monumento come a uno snodo cruciale della propria identità personale e collettiva, ma anche quando si ammetterà che non sempre è giusto rimanere incollati ai propri principi e alla propria memoria storica. In sostanza i palestinesi dovrebbero accettare di avere perso molti dei loro diritti, ma non perché fosse giusto o razionale così, ma perché hanno perso delle guerre o le hanno gestite male. Prenderne atto sarebbe assai meglio che conservare in casa la chiave della casa requisita nel 1948 dai sionisti o sperare comunque un in impossibile diritto al ritorno. Il mondo arabo costituisce una comunità abbastanza omogenea per lingua e cultura e i paesi fratelli (abbastanza coltelli a dire il vero nei confronti dei palestinesi) potrebbero attivarsi per consentire ai palestinesi di rifarsi una vita visto che purtroppo hanno perso la possibilità di averne una decente in Palestina. E invece Giordania e Siria, per fare un esempio, non solo non accolgono i palestinesi ma fanno loro tutto quello che solitamente viene addebitato agli israeliani nelle loro relazioni con gli arabi.

Io credo che questa dichiarazione , ancorchè pervenuta in zona Cesarini (inizio 2009) valga come Primo Premio assoluto per il 2008. E' difficile, molto difficile, almeno per me, non ridere a crepapelle. La cosa più divertente è stato il TG1 di mezzanotte, che ha dato la notizia nel seguente modo: "Il 2008 si è chiuso con un deficit statale pari a 52,3 mld di euro, in linea con le attese del governo". Seguiva la mitica dichiarazione di GT sul'orgoglio suo e del governo per questo miracoloso risultato.

Mah, penso che se si debba dare un premio per la migliore faccia come parte anatonomica, il primo premio ha un candidato serio, in grado di sbaragliare parecchi contendenti: il nostro mitico Tremonti Giulio !

Il direttore amerigano, si fa per dire, del TG1, vuol fare il punto della crisi con il Nostradamus di via XX Settembre.

Si collega dunque per un bel servizi(ett)o, precedentemente registrato. Si noti tutta la professionalità di Riotta, che avendo studiato giornalismo alla Columbia, di giornalismo ne sa un sacco.

Il servizio è chiaramente registrato, ma nessuno ce lo dice: Riotta è in studio, in maniche di camicie-fa-molto-reporter-sbarazzino-che-non-guarda-in-faccia-a-nessuno; il commercialista invece è a Lorenzago, come da apposito gonfalone comunale messo alla sua sinistra...non è figo come i calciatori sudati e bagnati che commentano il dopo-partita dagli spogliatoi con dietro lo sponsor, ma è già un inizio.

La prima domanda è come abbiano concordato questa intervista: in fuori onda? Tipo Ghezzi a Blob? Oppure, Tremonti ha registrato l'intervista in qualche calda baita è poi l'ha mandata alla nostra Al-Cazzara, Tg1, come un afgano qualunque? Chissà...

Nel proseguo dell'intervista, sul tavolo di Riotta, sono poi da notare nell'ordine: 1) Costola libro Tremonti, che davvero è assimilabile alla scritta degli sponsor dei calciatori di cui sopra: senza lo sponsor di questo governo, che lo mantengono ad Al-Cazzara Tg1, Riotta sarebbe altrove; 2) Copia Sole 24 Ore, messa a ventaglio vicino al libro del tributarista, e lentamente inquadrata dalla sapiente regia, allo scopo di conferire quell' autorevolezza sulle questioni economiche che tutti noi, uomini della strada, attribuiamo al Sole 24 Ore.

La seconda domanda è: ma davvero, a messaggio di Tremonti pre-registrato, Riotta ha imbastito tutta questa patetica messinscena , semplicemente per rendere la recita di uno slogan senza contradditorio appena appena credibile? E davvero, avrà dato fondo a tutti i trucchi da premio pulitzer consumato, quale lui è, affannandosi a dire ai colleghi senza corso di giornalismo alla Columbia: "ma vi devo spiegare tutto?!!! Portatemi una copia del Sole 24 Ore, presto, è un segreto del buon giornalismo! Mi raccomando, la regia indugi sul giornale"!

Una nota tecnica, visto che ho speso anni di lavoro in questo settore. L'intervista è stata realizzata con una "finta diretta" come viene chiamata in gergo, ossia una diretta punto-punto dallo studio del Tg1 a Lorenzago. Basta un mezzo satellitare, due telecamere (infatti ce n'erano ben due!), un segmento satellite (uno spazio a pagamento per poter trasmettere) una linea telefonica. GT infatti ha un auricolare sull'orecchio sinistro. Le domande, ovviamente, erano preparate, come tutta la amena scenografia sia in studio, sia a Lorenzago. Visto che ci siamo, azzardo anche  cifre e personale coinvolto, per me il collegamento ha visto almeno 16 persone impiegate (tra Roma e Lorenzago) ad un costo che potrebbe aggirarsi attorno ai 6-8 mila €. 

Detto questo, ho avuto anche io la sensazione di una pagliacciata colossale. Ho anche tentato di ascoltare cosa stavano farneticando entrambi, interrompendo mio padre che parlava di cose ben più importanti, come il risotto al radicchio del mezzogiorno successivo e la qualità dei cotechini che quest'anno sembra essere migliore dell'anno scorso. Scopro l'acqua calda, ma la situazione del giornalismo in Italia è veramente drammatica. 

Quindi non era registrata? Io avevo avuto l'impressione opposta.

Cmque, 8000 per quelle clamorose rivelazioni sono un buon investimento...per la futura permanenza di Riotta al Tg1.

Forse mi sono spiegato male. Certo che era registrata, ma fatta come se fosse stata una diretta vera. In questi casi si fa tutto come se fosse una diretta, ma, in caso di errori, si riprende dal punto in cui si era arrivati. Ovvio che tutto segue un copione ben preciso, precedentemente discusso. 

Ho dovuto assistere troppe volte a trasmissioni finte, con finti ospiti, finte dichiarazioni, nessun contenuto. Non mi stupisco più di nulla, di quello che succede in Italia. Non voglio certamente gettare fango su tutto il sistema dei media, esistono professionisti che fanno bene il proprio lavoro. Troppo pochi purtroppo.

Conviene far voto di povertà, che poi si trova sempre il modo di arraffare .....

Bossi mi fa sempre più l'effetto che la piccola borghesia faceva a Claudio Lolli: non so se mi fa più pena o schifo.

Come si fa ad essere dei gonzi di tal livello? => pena

Alternativamente, come si fa ad essere così ridicolmente venduti a BS e tirarsi ancora dietro il così detto "popolo del Nord" (nel cual caso, è quest'ultimo che è composto da gonzi ...) => schifo per lui e pena per il popolo!

Pazienza fosse solo Bossi.

Il guaio è che l'incapacità d'intendere e di volere è distribuita ad ampio spettro: ho appena "intrasentito" un pezzetto - solo quello, poi ho spento per non arrabbiarmi troppo - della trasmissione di Mannoni su Rai3 dedicata all'argomento Malpensa-Fiumicino. Ebbene, tutti a dire che stanno con i lavoratori ....... ovviamente senz'avanzare alcuna proposta e persino approfittando del microfono - non ho visto chi fosse il genio - per parlare  ..... dello scempio costiero in Sardegna.

Bah!

Impareggiabile Fini!

Prima richiesta: "Il Corano sia letto nella lingua del paese in cui si trova il musulmano"

Ora, lui è stato Ministro degli Esteri, quindi presumo che almeno il National Geographic dovesse leggerlo, per doveri d'ufficio. Mi chiedo dunque, ma non lo sa che il Corano è scritto in Arabo Classico e i musulmani non arabi lo leggono comunque in Arabo, sebbene a loro volta non conoscano l'arabo? E poi, da terza carica della Repubblica Italiana, ma in base a quale principio giuridico lui pensa si dovrà obbligare a stampare i libri in una lingua, piuttosto che in un altra? Forse perchè lui non capisce l'arabo e farebbe troppa fatica a impararlo? Ma andiamo.

Seconda richiesta:

"Nelle moschee si preghi in italiano per evitare istigazioni all'odio"

Anche qui, mi chiedo, si può obbligare qualcuno a pregare in un modo piuttosto che in un altro, solo perchè si sospetta qualcosa su di lui? E cosa ricorda quest'estensione di un sospetto sugli interi praticanti di una religione? Ma non aveva capito tutto e dunque si era pentito delle sue già infelici generalizzazioni di gioventù, quando entrava su questioni razziali e religiose, a gamba tesa...pardon: a braccia alzate?

E poi un ultima domanda. Il Fini rinsavito pretenderà anche che si proibisca la Messa in Latino? No, perchè alcuni sacerdoti già praticano discriminazioni odiose di sesso, preferenze sessuali e così via in italiano. Quante cose potrebbero sfuggirci, se la messa sarà in Latino? Quanti insulti agli omosessuali, a chi abortisce e agli scienziati potrebbero nascondersi in quella lingua che non conosce più nessuno?

Ultimamente passeggio per FaceBook più di quanto dovrei fare. Nella pagina di un tal Simone Bressan oggi incontro questo divertente dialogo (inutile metta il link, o siete collegati alla stessa persona o non avreste accesso)

Simone sono le ultime ore senza Obama presidente. Il sottoscritto legge e rilegge "The Right Nation". Sperando ritorni, un giorno. 3:56pm - Comment - Francesco Sciotto at 3:58pm January 19 supereremo anche questa... al primo viaggio a Dallas :)

Non male, no? Ah, certo, c'è il :) alla fine, quindi scherzava ... BS sembra aver fatto scuola e gli allievi, si sa, sempre cercano di superare i maestri.

Solo da un "conservatore" italiano uno può aspettarsi tanto. No, a dire il vero è probabile che in Alabama i membri del KKK stiano pensando a come implementare la battuta, magari non a Dallas.

Needless to say, non ho potuto resistere e lasciato un commento.

Salvatore Antonaci at 3:59pm January 19 Chissà,magari fra poco ritornerà in auge il conservatorismo all'inglese e poi lecito sperare... Marco Berrettini at 4:08pm January 19 Coraggio Simone, siamo sopravvisuti a Carter, l'uragano Katrina e Michael Moore. It's a home for the braves :-D Michele Boldrin at 4:11pm January 19

Tipo Sciotto, che si augura l'arrivo del sicario, nell'oscurità? Very brave indeed. Ah la destra italiana, che pensa di essere liberale invece è sempre e solo un'altra cosa. Congratulazioni.

M'attendo che ora questi giovani "liberali" con il braccio ex-teso mi bombardino d'improperi fra cui, son certo, "comunista" non mancherà ... eh si, comunista io e liberali loro, oh yes.

 

Visto che si sentono romantici e coraggiosi gli auguro di vivere tempi interessanti. Solo per loro.

 

Come antidoto alla Rand, consiglio sempre Balzac.

A parte la battuta orrenda su Dallas, la soluzione alla JFK per Obama è sempre al centro delle discussioni idiote, come quelle che ci hai riportato da FaceBook.

In genere alligna soprattutto fra gli anti-americani, quelli che a fronte di un risultato elettorale comunque di rottura, foss'anche dal punto di vista simbolico, continuano a dire: "vedrai, lo scherzetto che gli combinano"; "Il complesso militar-industriale farà piazza pulita di tutte queste velleità di change"...l'idea di fondo di tutti costoro è che, checchè se ne dica, quella americana è una burla di democrazia: o la decidono i soldi o i proiettili vaganti.

In questa rassegna dell'orrido e dello squallido italico, non poteva mancare l'attricetta che ce la fece per prima, stabilendo il record che nessuna velina ha sinora eguagliato ...

Ed ecco il futuro svizzero De Benedetti che frigna perchè la politica l'ha rovinato.Succede, quando ci si ammanica con la parte perdente.

Molla tutte le presidenze ma si tiene il comando dell' editoria.

Congratulazioni al signor Alessandro Profumo per essere riuscito a raggiungere stasera questo particolare empireo ...

Chiedo a chi conosce questo mondo: costui, chi è? La stampa tutta lo tratta con grande rispetto, come se fosse un uomo che ha compiuto chissà quali miracoli. A guardare i numeri non sembra, visto che sotto la sua presidenza il più grande gruppo bancario italiano è cresciuto in dimensioni ma i suoi azionisti hanno guadagnato ben poco (Marco Ardemagni ha ben ragione a lamentarsi) ed oggi han perso quasi tutto (l'intera baracca vale meno di 12 miliardi di euro, ossia uno sputo).

Quindi mi chiedo: a chi risponde? Chi possiede UniCredit? Insomma, chi è il datore di lavoro di Profumo e per quale ragione non l'ha ancora licenziato? Just curiosity, nothing personal.

gli azionisti di unicredit si possono leggere qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Unicredit (la central bank of lybia e'recente)

e sul sito del gruppo:

http://www.unicreditgroup.eu/en/Investors/Shareholder_structure.htm

tra i maggiori azionisti ci sono diverse fondazioni bancarie. queste sono degli animali strani, nel cui board sta un po'di tutto, rappresentanti nominati da politici locali, organizzazioni locali varie, dal vescovo (!)

per fare un esempio, cosi'e'composto il consiglio generale, che nomina il board e il presidente, del maggior azionista di unicredit (5% del capitale, non molto, but still...), la fondazione cassadi risparmio di verona, vicenza, belluno, ancona

http://www.fondazionecrverona.org/la-fondazione/statuto/consiglio-generale-composizione-e-nomina/

sulle fondazioni bancarie ci sarebbe parecchio da scrivere, il loro ruolo e'dimiuito parecchio nel corso del tmepo, but still, in 2 dei primi 5 gruppi bancari hanno delle partecipazioni azionarie quantitativamente importanti. e' il mercato all'italiana...

Oggi tocca alle chiappe di quei liberalli che non si erano ancora lavati le orecchie alla mattina - vds. il comunicato del vertice di Berlino

Tutti i capi di Stato si sono trovati d'accordo sul fatto che "nessun mercato finanziario, nessun prodotto finanziario, nessun attore di mercato possa agire senza regolamentazione e sorveglianza". E coloro che non coopereranno, ha affermato Merkel, "dovranno essere soggetti ad un meccanismo di sanzioni molto concreto. Pensiamo che tutti i prodotti finanziari e le agenzie di rating devono essere sorvegliati".

RR

Ah, i preti, i vescovi ed i cardinali.

Un vero peccato non abbiano l'utero, nella maggioranza dei casi almeno.

Si potrebbe offrire loro la piacevole esperienza d'essere stuprati selvaggiamente, fino a rimanerne incinti, da qualche mullah musulmano, per vedere poi se parlano ancora della legge di dio ...

Se ne parla altrove, ma non posso non annotarlo qui.

L'uomo è davvero di una volgarità intellettuale incredibile. L'ignoranza che manifesta è proporzionale solo alla sua mai pascia bramosia di visibilità. Povero Brunetta, quando ti leggo mi fai pena, davvero: pena.

Più straparli più mi sovviene la pochezza del galoppino rifatto che voleva tanto essere l'intellettuale che non era mai stato, non era, non è, e non sarà. Mai: per quanto ti sforzi di pretenderlo, straparlando, in ossequio al tuo padrone di turno.

il tuo commento è così incazzato che mi sono andato a leggere l'intervista. Devo dire che il massimo Brunetta lo ha raggiunto definendo il sommerso un ammortizzatore sociale . Se ce la vediamo brutta possiamo sempre ricorrere alla mafia o alla camorra ...........

Del resto non è detto che  il vuoto intellettuale lasciato dalla sinistra, debba riempirsi con dell'intelligenza

il tuo commento è così incazzato che mi sono andato a leggere l'intervista.

Non era incazzato, credimi. In realtà provo una certa empatia per l'uomo e per questo sento pena di fronte al suo esibirsi pubblico, il suo rendersi ridicolo pur di attirare l'attenzione dei media e, soprattutto, la condiscendente benevolenza del suo capo di turno.

Renato Brunetta mi ha provocato "verguenza ajena" fin da quando lo conobbi, 34 anni fa, compito e sottomesso ma al contempo superattivo, asfissiante, portaborse di Gianni de Michelis, a Venezia. Da allora l'ho rivisto in svariate occasioni, quasi sempre associate ai miei brevi raids in qualche ministero romano, e l'impressione è sempre la stessa: quella di un uomo che soffre dentro, che vive angosciato e martoriato da mille "voria ma no poso". E da uno in particolare.

Il "voria ma no poso" intellettuale è per lui il peggiore: RB ha sempre sognato di diventare un "grande economista" (qualunque sia il significato che, nella sua testa, dà a questa espressione ...) ma non ci è mai riuscito, checché lui si racconti. Non solo non è mai diventato un "grande economista" (non è che i Ken Arrow e gli Ed Prescott siano così frequenti, dopo tutto); in realtà non è mai nemmeno diventato un "economista serio", che già sarebbe un grande risultato. Basta guardare il suo CV per capire cosa intendo: non ha mai pubblicato su un giornale con valutazione anonima, non ha mai prodotto una ricerca originale che sia una, il grosso di quanto scrive è compilazione o polemica politica. Per forza: da un lato non ha le basi per poter far ricerca, dall'altro ha passato la sua vita a "fare politica", nelle sue molteplici forme.

Questo complesso gli esce dai pori, non riesce a controllarlo: da qui le sparate sul Nobel a cui avrebbe rinunciato e l'ossessione con il far finta di avere una vita accademica. Il posto all'università che mantiene senza esserci mai, la direzione editoriale di questa e quell'altra rivista di economia del lavoro, la pubblicazione di volumetti che non contengono nulla ed altro non sono che pamphlet politici ... sino alla "laurea in Scienze Politiche ed Economiche" che pone sia nel suo CV che nella sua pagina di Wikipedia, e che (da quanto mi risulta) al tempo non esisteva (e non esiste neanche oggi) in quella facoltà. Negli anni '70, a Scienze Politiche a PD, le lauree erano in scienze politiche ed in scienze sociali ... Ma chissà, forse mi sbaglio ...

A questo punto urge un bello speciale su questa figura mitologica della politica italiana.

Segnalo (come già fatto con altro commento) che il suo esordio come ministro mi ha subito illuminato la mente sulle qualità dell'uomo. Come prima iniziativa si vantò sui giornali di aver pubblico sul sito web del dipartimento della funzione pubblica oggetto, costo e durata delle consulenze: in pratica si vantava di aver assolto ad un obblico della (liberticida) Finanziaria 2007.

Per me è oramai un mito.

L'utilità collettiva di questo post "Una chiappa ciascuno", dove riversiamo tutti i liquami che troviamo nella rassegna stampa quotidiana, è tale che io farei nel sito una specie di edicola votiva, ai piedi della quale depositare i nostri pensieri.

Infatti, volevo commentare l'intervista concessa a Radio 24 da Clemente Mastella, riportata poi dal Corriere. Ebbene, in uno slancio di sdegno, questo democristiano campano, afferma che lui "non berrà mai più un caffè con Prodi", perchè quando lui stesso si è dimesso da parlamentare, Prodi lo lasciò solo; e Mastella ci tiene a ricordare che lui non era "il sottosegretario alle Partecipazioni Comunali della provincia (sic) della Namibia"...

Ecco, io mi chiedo: ma se uno come Mastella può permettersi di parlare così, vuol dire che non ce ne frega proprio un cazzo di come ci prendono per il culo. Intanto, Mastella usa un'espressione, "prendere il caffè", che già Fini usò con Bossi, dopo la prima rottura nel 94. Adesso Bossi e Fini non solo prendono il caffe, ma si scambiano tantissime altre cose; ma poi un politicante trasformista come Mastella, dopo aver usato avverbi che davvero non gli si addicono, come "mai" (esprimenti una assolutezza di convinzioni che uno come lui ha mostrato di non avere, essendo un voltagabbana), ecco uno come lui che dice che lui era nientemeno che il Ministro della Giustizia, non il sottosegretario della provincia della Namibia. L'espressione è infelice sotto tutti i punti di vista; dal punto di vista grammaticale avrebbe dovuto dire sottosegretario alle partecipazioni comunali delle province della Namibia, essendo la Namibia uno stato. Ma poi, dico uno che viene dalla Campania ( e più in generale da tutto il sud Italia preda di mafia, camorra e clientelismi) amministrata davvero come una provincia remota dell'Africa più sottosviluppata, dove il Dipartimento di Stato americano sconsigliava di andare per il rischio epidemie (dovute alla monnezza in fiamme nelle strade), ma davvero uno così può permettersi battute tanto idiote. La verità è che uno come lui è davvero espressione di un modo di governare che si addice davvero agli stati più corrotti e sottosviluppati dell'Africa.

Notizie Ansa, 17 marzo:

Ha poi parlato di crisi economica e del ruolo della chiesa in Africa, lanciando un appello alla comunità internazionale, perche' non lasci sprofondare il continente sotto il peso della crisi economica e ha anche ribadito che il mondo della finanza e dell'economia devono ritrovare la centralità dell'etica. Giulio Tremonti Benedetto XVI ha annunciato che di questo parlerà nella sua prossima azione legislativa enciclica: “Era quasi pronta - ha rivelato - ma poi è intervenuta la recessione globale e abbiamo dovuto rilavorarci proprio per offrire un messaggio all'umanità in questa congiuntura”.

 

Oh, scusate, avevo sbagliato santità ....... :-)

 

... chi altro che lui, l'uomo che sgestisce l'economia italiana?

Dopo due anni spesi a fare battute inqualificabili e poco divertenti sull'economia USA drogata dal debito, il mercato impazzito, il liberismo che ci uccide, la de-regolazione che è la causa di tutti i mali, e via elencando fraseologia peronista, l'uomo che descrive il mondo alla rovescia che fa? All'improvviso scopre che anche gli americani made in USA hanno fatto una cosa che, secondo lui, è saggia e buona e che bisogna copiare al più presto possibile. In cosa consiste questa cosa?

Consiste nell'invito/permesso che la FASB (cedendo alle pressioni di Washington) ha fatto/concesso alle istituzioni finanziarie USA di truccare (qui dicono "cucinare", cook the books) i libri contabili rilassando le regole da adottarsi per fare il mark-to-market dei titoli in portafoglio!

Giulio Tremonti approva incondizionatamente!

Si può essere più pericolosi di così?

L'unica cosa che l'uomo approva del sistema USA sono i trucchi contabili che consistono praticamente, come un gran numero di commentatori sta osservando, in un invito a truffare. Così facendo dimostra ancora una volta che concezione egli abbia del mercato, delle regole, della trasparenza, e di come si fanno gli affari. Evidentemente, la grande riforma del sistema finanziario internazionale, che predica da tempo senza mai specificare in cosa dovrebbe consistere, nella mente del ministro italiano dell'economia implica fare sì che le istituzioni finanziarie adottino il modus operandi di troppi studi commerciali e di consulenza fiscale. I bilanci e gli stati patrimoniali si compilano a mezzo di trucchetti e sotterfugi (tutti "legali", o quasi) per gabbare ora il fisco, ora il prossimo, ora un cliente, ora un creditore, e dopodomani l'intero mercato! In questo consiste, evidentemente, l'essenza dell'economia sociale di mercato che va spredicando a destra ed a manca. I trucchi contabili come soluzione dei problemi!

Si può essere più incoerenti di così?

Che si condivida o meno il merito della decisione FASB, che io disapprovo come la grande maggioranza di coloro che si occupano della faccenda, essa consiste in ogni caso in un atto di DEREGULATION. I criteri contabili vengono resi più elastici, l'entità che sovrintende la loro implementazione impone requisiti meno rigidi, la discrezionalità del manager bancario, la possibilità che "faccia quel che vuole", aumenta. Insomma, si "de-regola", ossia si fa ciò che GT da anni predica essere il male dei mali, il peccato originale, la madre di tutti i disastri presenti, passati e futuri. E GT che fa? GT approva spellandosi le mani all'applaudire! Sorpreso? No. Dopotutto questo è l'uomo che durante la sua precedente apparizione in via XX Settembre inventò la finanza creativa, la "securitization" (risultata poi fallimentare e costosa per i contribuenti) del patrimonio edilizio pubblico, i condoni di tutto il condonabile e la creatività (nei salotti buoni si chiama così ...) contabile come soluzione ai problemi di finanza pubblica. Alla fin fine, è praticamente coerente nella sua totale incoerenza fra predicare e razzolare.

Passerà alla storia quest'uomo, non ho dubbio alcuno.

 

o, meglio, al suo inquilino. La cui nuova amministrazione, piena di hope and change, ha deciso di rendere pubblico oggi dove Larry Summers aggiustasse il suo modico salario accademico l'anno scorso (e l'anno prima? e quell'altro ancora?...). Però non c'è alcun conflitto d'interessi, assolutamente nessuno e l'amministrazione non è per niente captured, assolutamente. Keep up the hope, you dodos.

Che malfidente:

the compensation was not a conflict for Mr. Summers, adding it was not surprising because he was “widely recognized as one of the country’s most distinguished economists.”

chiaro no?

E poi che volete che uno si faccia influenzare da solo  7.7M$?

Non a tutte, che ne ho due in famiglia, ma ad alcune ...

 

la vera notizia non sta nell'articolo ma nel fatto che ne parli repubblica

Un neurone parla con se stesso, identificandosi di volta in volta con una delle due (s)chiappe.

Esilarante, o umiliante, a seconda del numero di neuroni a disposizione.

P.S. M'ero scordato il link, il che spiega la richiesta di Giulio.

P.P.S. Vedo che lo titolano attribuendo la figuraccia ad uno solo dei due: a me sembra una di queste cose in cui non sai quale dei due ti faccia più umanamente pena.

Mentana.

Ieri Menade entusiasta di talk shock all'ombra del conflitto di interessi...per lui sempre minimale, sempre sminuito, sempre fisiologico.

Oggi Vestale, vergine rifatta, a spiegarci quello che sapevamo da tempo.

Quante parti nella stessa farsa? Oh, e senza neanche una sbavatura di trucco o un dettaglio fuori posto!

Mi sembra come quei cabarettisti che entrano in camerino e in pochissimo tempo cambiano costumi, trucco e impostazione vocale per fare un nuovo personaggio.

 

L'editoriale del Times. Banda d'invidiosi segaioli comunisti.

Non solo é scesa la maschera son scese anche le mutande....Is anyboy being caught with his/her trousers down (apart from Topolanek)?

A proposito del bisogno di pagare milioni di dollari all'anno per i grandi talenti finanziari di Wall Street che potrebbero essere "poached" da noi cattivi londinesi, leggetevi questa.

Leggo questa cosa qui, che riguarda i blog, riportato anche sul sito di Grillo:

Roma - Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere "chiusa per rettifica". È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell'approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l'idea - di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata - di obbligare tutti "i gestori di siti informatici" a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Non dar corso tempestivamente all'eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di "gestore di sito informatico": la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire.

I servi di successo gettan merda sui servi sfigati.

[...] presidente di Medusa Film, già di­rettore della Stampa, del Tg5 e di Panora­ma, [...]

Ah, la stampa tutta controllata e manipolata dai comunisti ...

Qualcuno sa chi sia costei? Vince il premio della settimana ...

Secondo voi, se io mando una lettera della stessa lunghezza al Corriere, avocando moralità e l'applicazione del principio (tanto per restare in epoca romana) secondo cui la moglie di Cesare eccetera, me la pubblicano?

Parlamentare del PdL, ex assistente di Berlusconi ed ex dirigente RAI divenuta famosa per una intercettazione in cui, tra le altre cose, si preoccupava dell'effetto della morte del Papa sulle elezioni e sulla visibilità di Berlusconi.

 

E prova, dai, sono curioso di vedere che cosa succede.

Me la scrivi? Sul serio, cerco ghost writer, non ho tempo neanche per lavarmi da quanti editoriali scrivo in questi giorni! Se qualcuno la scrive poi io l'aggiusto, la firmo (o co-firmo) e la invio al Corriere molto educatamente. Parola.

In politica, la dialettica e lo scontro tra le parti con idee diverse e' la norma. Penso che essere liberali significhi anche avvocare un tipo di organizzazione della vita politica che incentivi il rispetto di alcun regole "virtuose", perche' il rispetto di un sistema istituzionale funzionanle e' un enabler di un corretto svolgimento della democrazia.

Per spiegarmi meglio vorrei distinguere tra contenuto e metodo di una discussione.
Il contenuto e' l'insieme di idee di cui si discute, per esempio liberismo economico versus socialismo. E' normale che si possa avere idee diverse. Per questo per distinguere una discussione buona da una cattiva, oppure un interlocutore intellettualmente onesto da uno disonesto, puo' essere piu' importante il metodo. Infatti il metodo e' l'atteggiamento che le parti tengono durante la discussione. Persone intellettualmente oneste e con un atteggiamento costruttivo si concentrano sul merito delle discussioni. Chi svia la discussione dal merito (e.g. chi risponde dicendo che la controparte ha il dito sporco, quando questo gli indica la luna) si espone al sospetto di disonesta'.

In Italia in questo momento c'e' un problema di metodo di fare politica. L'impressione che ho e' che un politico puo' dire qualunque cosa, tutto il contrario di tutto, e un politico dell'altra parte puo' rispondergli dicendo che e' falso ed e' vero l'opposto. A forza di fare cosi' uno spettatore non sa piu' a chi dare retta. Questo e' un grande danno alla politica e alla fiducia verso le istituzioni, perche' poi la gente non sa piu' a cosa credere, e quinid pensa che non valga la pena stare a sentire persone del genere e perde anche gli interventi di quelli che invece dicono cose ragionevoli.

 

In Italia in questo momento c'e' un problema di metodo di fare politica. L'impressione che ho e' che un politico puo' dire qualunque cosa, tutto il contrario di tutto, e un politico dell'altra parte puo' rispondergli dicendo che e' falso ed e' vero l'opposto.

Tecnicamente quel comportamento si definisce "presa x il culo".

Il potenziale "utilizzatore finale" parla, spiegando l'opportunità di punire anche gli utilizzatori finali, mentre l'esperta addetta ai lavori ascolta compunta.

P.S. Si ringrazia per la segnalazione la sezione familiare del comitato internazionale per la protezione delle lavoratrici.

Mentre BS cerca avvenenti compagne per indimenticabili serate canore (fra i must eseguiti al pianoforte: CE L'HO GRANDE, CE L'HO BLU-di viagra), un uomo di chiesa chiede conto al Cardinal Bagnasco...sia chiaro, la chiesa cattolica non mi piace in generale sia quando dice cose con le quali non sono d'accordo sia quando concordo, non voglio fare un uso selettivo di quanto dice la Chiesa e considerarlo accettabile solo quando coincide con il mio pensiero...quindi non condivido tutto quello che dice il prete; trovo però utile che la Chiesa rimarchi l'ipocrisia del Family Day partecipato da certe persone che hanno ruoli pubblici.

"Io sono fatto così e non cambio. Se mi vogliono, sono così. E gli italiani mi vogliono: ho il 61%. Mi vogliono perché sentono che sono buono, generoso, sincero, leale, che mantengo le promesse" Ansa

122500€/anno di pensione a 47 anni. Non me la prendo col baby pensionato, ma coi dementi che hanno approvato questa legge: il parlamento regionale siciliano.

Una chicca:

Messa alle strette dai controlli statali che negli ultimi anni si sono fatti sempre più pressanti, alla Regione non è rimasto che questo escamotage per continuare a produrre baby pensioni. "È ormai l'unica via di fuga - afferma Alfredo Liotta, fino a poco tempo fa capo del personale regionale - e in molti hanno pensato di approfittarne. Soprattutto le donne". Fra queste l'impiegata che ha trovato una novantenne disposta ad adottarla. L'ufficio del personale, per scrupolo, espose il caso all'ufficio legale che diede ragione all'aspirante baby pensionata: "Adottivi o naturali, sempre figli sono", sentenziarono gli avvocati della Regione.

Chissà perchè i Siciliani non si ribellano a questi spasmi finali di Casta. Dico finali perchè visto il bilancio statale, i flussi di denaro prima o poi rallenteranno, o no? O dovranno arrivare a minacciare l'indipendenza dell'isola per spaventare Roma?

 

Ovviamente, la Repubblica ci inzuppa il biscotto ben bene, ma a leggere questo articolo di giornale, con tutti i link ai giornali che attaccano il governo italiano e la gestione del G8, sembra che siamo messi davvero male...ma facciamo davvero così pena?

Stavo pensando la stessa cosa.

Poi ho letto che uno de candidati a guidare l'opposizione vuole un partito che funzioni come una bocciofila: http://www.corriere.it/politica/09_luglio_07/bersani_pd_diego_bianchi_61...
Probabilmente e' un modo di toccare le corde del proprio elettorato.

Non so bene cosa dire... gli Italiani non si sono stufati?

Per par condicio riporto anche questo:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200907articoli/4531...

Certo che a leggere i giornali Italiani non ci si annoia mai!

Il problema e' che poi qualcosa filtra anche all'estero. E quando parli con la gente normale qua in America ti chiedono se hai sentito e se hai spiegazioni. E tu sei li' in imbarazzo che devi prendere posizione. Perche' devi partire in svantaggio come Italiano all'estero nelle conversazioni?

Le cose che succedono nella realta' superano quelle che succedono nei film. Chi avrebbe pensato a una trama cosi'? Io ero troppo giovane ai tempi della prima Repubblica, secondo voi i politici allora erano meglio di quelli che abbiamo oggi?

Io ero troppo giovane ai tempi della prima Repubblica, secondo voi i politici allora erano meglio di quelli che abbiamo oggi?

Purtroppo sì ...

http://www.corriere.it/politica/09_luglio_07/brunetta_tv_giovanna_cavalli_42d88418-6b34-11de-a24c-00144f02aabc.shtml

Ora che sappiamo che Brunetta è diventato bravo a letto con la titti, credo che si possa guardare la vita con più serenità...

ah ovviamente, come per il caso del nobel mancato, c'è la "Brunetta Warranty" su tutto ciò. I maliziosi e i maldicenti quindi si facciano da parte :-D

Il PD è in fermento (o putrefazione, fate voi). Prima un iscritto di Roma che viene coinvolto in indagini su violenze sessuali che tanto clamore hanno destato; adesso Grillo che si candida alla segreteria...cose distanti fra loro, ma che almeno hanno il pregio di aprire il capitolo "gestione delle tessere".

Si invocano statuti, si richiama "la questione morale"; si esclude Grillo perchè sarebbe ostile al partito. Gli stessi, che con faccia bronzea, sollevano queste questioni, sindacando sulla degnità e indegnità di questo o quello, rilasciano dichiarazioni con a fianco, gente come Bassolino, che mi sembra altrettanto impresentabile delle new entry; per non parlare di D'Alema (che ha patteggiato una condanna per una tangente ricevuta da un criminale pugliese); per continuare con Carra e tutti gli altri. Poi in questo turbine di tessere, scopriamo cose come queste: tessere finte, come quelle della DC, comprate in saldi allo scopo di influenzare gli esiti del prossimo congresso...ecco allora, da iscritto al PD (che però non fa i salti mortali per salvare l'insalvabile ed edulcorare l'impresentabile del partito/movimento che vota), come sembra di moda fra alcuni noti e meno noti commentatori che anche qui scrivono; ecco, mi chiedevo se forse questo PD non si merita di scomparire x sempre.

Intanto la testa d'uovo del partito indica la direzione da prendere per realizzare la svolta politica di cui avete bisogno, ed il nome dell'eroico pensatore (morto esule) che la deve ispirare ...

Domanda a chi se ne intende: su COSA, esattamente, ritiene Veltroni che "Craxi aveva ragione e Berlinguer torto"?

Non ricordo, fra i due, grandi dibattiti su questioni strategiche ma, piuttosto, su chi riusciva a stare al governo con la DC (vinse Craxi), se era più bello De Mita o Forlani (Forlani, prediletto da Craxi), chi era più bravo ad ingraziarsi il supporto del referente romano della mafia (vinse Craxi, il referente essendo il Divo Giulio) e, infine, su chi rubava di più (vinse Craxi, alla grande). Tutto questo prova solo che Berlinguer era un imbranato totale (che lo era), ma "torto" e "ragione" mi sembrano parole fuori luogo in questo caso ...

... ad ogni modo, non è che qualche giovane PDino sa su quale tema quella lucida testa d'uovo di VW ritenga che Craxi avesse ragione?

Non so dire di Veltroni...tieni presente che era a un incontro con ex socialisti, forse voleva ingraziarsi al platea; forse non sa cosa dire; forse ammira quel filibustiere che, come i pirati di un tempo, dopo aver accumulato un bel bottino, finisce la sua vita avventurosa in un angiporto del sud del mondo a godersi le fortune, tra taverne fumose, sgherri della sua levatura morale e il racconto delle memorie della sua vita passata, che ogni tanto diffondeva con i suoi mitici fax...lo sai, dai, che Veltroni è un romanziere o aspirante tale, secondo me frequenta gli ex socialisti perchè vuole scrivere qualcosa tipo la "Penisola del Tesoro"...starà cercando spunti, ispirazioni...

ecco, mi chiedevo se forse questo PD non si merita di scomparire x sempre.

Si'.

Purtroppo, pero', credo che non succedera'. Per questo, che motivi hai per non emigrare?

Per questo, che motivi hai per non emigrare?

Rispondo alla domanda perché me la sono posta più volte e, col trascorrere del tempo, sempre più spesso. Marco dirà, se vuole, la sua.

L'età. E se non dovesse bastare, i'm lazy and shy.

Com'è che gli spagnoli sono così interessati alla nobiltà italiana?

El Pais ha, assieme al NY Times, la miglior pagina internazionale fra i giornali che io conosca. Meglio di FT e di Le Monde (che quest'ultimo ce l'ha poverina e franco-centrica) e neanche comparabile agli scopiazzamenti d'agenzia ed articoli altrui di cui son piene Repubblica, Corriere e Stampa.

Infatti, occorre andare su El Pais per sentirsi raccontare chiaramente anche i fatti siciliani del momento, che i nostri quotidiani invece raccontano così, cosé e cosà.

Oh, questa e' proprio divertente: Goldman Sachs e JP Morgan sono d'accordo a limitare l'accesso degli investitori ai mercati delle futures nel campo dell'energia, in modo da evitare eccessivi movimenti speculativi. Purche' le limitazioni non si applichino anche a loro, ovviamente!

http://www.ft.com/cms/s/0/8d738dc2-7c70-11de-a7bf-00144feabdc0.html

<em>Banks back strict energy trading limits<em>

By Gregory Meyer

Published: July 29 2009 20:12 | Last updated: July 29 2009 20:12

Two leading investment banks embraced the US regulator’s plan for stringent caps on energy trading but insisted on maintaining exemptions from them.

Goldman Sachs, one of the top two banks in commodities, and JPMorgan, on Wednesday acquiesced to the Commodity Futures Trading Commission’s proposal to control the size of energy traders’ holdings on futures markets and in off-exchange venues. They said these limits should apply to the holdings of individual investors who trade commodities with banks and not to banks’ overall presence in the market.

[...]

Se ho tempo l'anno prossimo ci provo ... sembra divertente.

p.s. Domanda per voi in Italia: ma questa Binetti, chi è? Da dove viene? Chi rappresenta e perché parla? Sembra una macchietta uscita dal Grande Fratello ...

Dal poco che ne so è una vecchia beghina che rappresenta vecchie beghine e corrispettivi maschili.Secondo wiki è numeraria dell' opus dei.

Vista la loro consistenza numerica trovo normale che abbiano una loro rappresentanza, per quanto possa trovarla antipatica e dannosa.

Mi dan molto più fastidio i vari puttanieri che predicano su morale & famiglia.

Binetti? Ma come, nn la conosci?

Assurta agli onori della cronaca per via del suo cilicio, che dice di indossare con grande non chalance, si è distinte per le seguenti posizioni:

In occasione della sua partecipazione alla trasmissione Tetris di La7, si è attirata molte critiche affermando che l'omosessualità è «una devianza della personalità.

essere gay è un comportamento «molto diverso dalla norma iscritta in un codice genetico, morfologico, endocrinologico» e caratteriologico

ha votato contro la fiducia allo stesso, dissentendo sul tipo di formulazione delle norme che vietano le discriminazioni relative al genere e alla omosessualità.

Tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia"

Come è d'uso tra i membri numerari di sesso femminile dell'Opus Dei, dorme quotidianamente su una dura tavola di legno, come lei stessa, interrogata, non ha smentito, praticando la mortificazione corporale suggerita dall'Opus Dei per i suoi numerari, donne e uomini, ossia indossare, a propria discrezione, un cilicio sulla coscia, e praticare, sempre a propria discrezione, l'autoflagellazione con un frustino di corda chiamato anche tradizionalmente "disciplina".

Paola Binetti ha recentemente giustificato l'uso del cilicio asserendo che esso "ci costringe a riflettere sulla fatica del vivere, è il sacrificio della mamma che si sveglia di notte perché il bimbo piange

E poteva mancare, la Binetti contro la pillola abortiva?

Certo che no! Fra gli argomenti di questa cotonata esponente teodem (?, sic) contro la pillola vi è anche il fatto che produce dei dolori???

E noi che pensavamo il dolore fosse in cima alle preferenze di questa penitente del 2000, che indossa il cilicio nei suoi rilassanti dopocena. Ma io dico, passi non voler rispettare la logica e la coerenza, ma almeno il ridicolo dovrebbe essere un limite alle cantonate che si sparano, o no?

Allora, bisogna proibire il cilicio insieme alla pillola...o solo la Binetti può moritficare le sue carni?

PS: Ho una curiosità malsana: ma dove si comprano i cilici? Nei sexy shop? Oppure uno se lo fa in casa? Ma la Binetti lo indossava anche in parlamento?

fatto, fatto

palma 31/7/2009 - 11:23

gia' fatto. a me risulto' assai facile (battezzato in strane circostanze) scrissi al cappellano generale dell'ospedale dove lavorava mio padre, esigende la deiscrizione dai loro albi.

Dopo alcune settimane ricevetti una lettera, un po' mielosa, per annunciarmi che non esiste gioia piu' grande che accogliere il figliol prodigo (io nel caso) quando pentito, e ritornato nella istituzione. (fat chance), cio' detto sono stato de-battezzato, eliminato dal computo di chi ricevette sacramenti e andro' all'inferno

Binetti e' una volgarissim agente di una potenza straniera. su iscirizione dei cardinali si e' inserita nei partit dell'opposizione per accertare che in tutti i casi di interesse vengano negati diritti umani (casi Englaor, di oggi l'idea che chi  prende una pillola venga scomunicato, etc. forse qualcuno dovra' dire a questa Binetti dove metter la scomunica)

Credo che sentiremo parecchie lamentazioni della Binetti e dei suoi sodali (in Vaticano e in parlamento) nei prossimi giorni...

Pentitevi peccatori! Più cilicio per tutti!

Come sa chi legge i giornali italiani, il Foglio ambisce ad essere un giornale di riferimento dell'area culturale genericamente di centro-destra. E' diretto da un personaggio che ha attraversato le posizioni ideologiche più disparate, mantenendo sempre però un piglio polemico e una capacità di vendere l'attualità dei suoi interessi fuori dal comune: casi come quello di Ferrara, se ne conoscono parecchi. Vecchi comunisti, diventati pentecostali; ex sinistri ora ecologisti o addirittura islamici e così via...la natura aborre il vuoto, come si credeva una volta.

Ebbene, oggi sul Foglio compare quest' "analisi" sulla Pillola RU486. A leggere quelle brevi considerazioni mi è venuto in mente che esse riprendono, pari pari, l'atteggiamento e il modo di ragionare che potrei trovare sul manifesto o su liberazione, nel caso in cui invece che di pillole abortive si stesse parlando di OGM, privatizzazione dell'acqua e così via...certo, Ferrara preferisce Madre Teresa di Calcutta, mentre rimanendo sul continente indiano al Manifesto apprezzano di più Vandana Shiva...rimane però, e non mi stupisce, che due giornali che dovrebbero rappresentare approcci di pensiero diversi, coincidono nell'approccio. Le stesse cazzate trite e ritrite sul nefasto ruolo degli esperti (che sono agenti di chissà quali interessi inconfessabili-qui ci sarebbe tutta la questione psicologica di un ex-agente della Cia che vede complotti, ma qui la discussione diventerebbe clinico-diagnostica); la mercificazione e l'utilitarismo come termini da insulto; la rivendicazione di una superiorità tutta morale...notate poi che nello scritto non c'è un fatto che sia uno: solo una sequela di proclami, di chiamata alle armi, di distinzioni scolasticiste (scientisti vs scienziati) (ragione vs mercificazione)...

 

a modico prezzo dal Sig. Ferrara alla CIA, come Boninu ricorda. Quindi venne dato oltre atlantico ne' a destra ne' a sinistra.

Su la pillola, non si capisce bene di che cosa discuta la canea di stipendiati dall famiglia Berlusconi e/o dai soldi svaligiati all'erario (per chi ha dubbi ri-consiglio le informazione di Nahmijas alle giornate del mese scorso, i giornali vengono finanziati dal regime a scopi di propaganda e di mantenimento delle posizioni acquisite, il "Foglio" incluso e  non escluso, mentre qualche fellone racconta sciocchezze sul mercato e il liberalismo sui fogli del "Foglio".)

Da un lato l'aborto (con le restrizioni date dal legislatore di 12 settimane e ulteriori restrizioni) e' legale ( e persino l'estensore del proclama indegno sulla "ragione" umana  e' d'accordo che tale debba restare.)

Dall'altro la pillola e' un aborto assai meno rischioso, sul piano medico, e che viene effettuato prima delle 12 settimane, appunto il giorno dopo.

Ma questi Binetti, Ferrara e Sgreccia, non si vergognano mai delle oscenita' che escono dalle loro fauci deformate dall'ingoiare la melma del loro potere?

 

Interessante personaggio questa Binetti. Molto italiana paraculo, neanche a dirlo.

In España, dove l'Opus conta per davvero e ce n'è parecchio, i numerari dell'Opus non vanno in giro a sbandierare la loro appartenenza, o i cilici for that matter. Sono gente seria, la cui appartenenza all'Opus è questione privata che tale va mantenuta. Solo se glielo chiedi esplicitamente, forzandoli a rispondere, te lo dicono: perché le bugie non vanno dette. Altrimenti l'appartenenza è un affare privato, si chiama Opus Dei non per caso: contano i fatti e la testimonianza si dà con le opere concrete. Mai visto nessun membro Opus andare in TV a pavoneggiarsi, men che meno parlando di cilici ed altre troiate alla Da Vinci Coke ... solo in Italia, dove l'Opus conta meno di niente (abbiamo già la P2 ...), una del genere può avere seguito andando in giro a sbandierare la propria affiliazione religiosa come se fosse un completino nuovo di Chanel!

Un'altra misura dello "specifico paese" ... e della demenzialità circense del PD.

Per quanto possa valere la mia opinione, sono quasi completamente d'accordo con quello che hai scritto, tranne che un punto: il seguito della Binetti dubito che sia molto consistente, per fortuna.

 

Gibo, approfitto (i viaggi mi stan facendo casino!): appuntamento al 5 Torri confermato. Mi faccio vivo in settimana, appena recupero i sali minerali ...

contano i fatti

esatto, e la Binetti non parla e basta. nella scorsa legislatura era già senatrice PD e ha bloccato tutto quello che doveva bloccare minacciando, se necessario, di votare contro il governo anche con la fiducia in ballo. ed in effetti i pacs non finiti nel cesso, la legge contro l'omofobia pure, non mi risulta si sia fatto qualcosa per l'eutanasia, il testamento biologico ecc ecc

non si è fatto assolutamente nulla... perchè? perchè al senato la pattuglia teocon del pd avrebbe fatto cadere il governo piuttosto che, molto semplice. e pure rutelli era della partita anche se leggermente, ma non troppo, defilato.

Diamo onore al merito per favore: è stato Mastella a metterci la faccia alla fine, al costo di un annetto di vacanze. 

vabbeh che c'entra, ciò non toglie quello che ho detto.

tra l'altro, visto che bisogna onorare i meritevoli, bisogna dire che sarà stato anche mastella a metterci la faccia ma è stato veltroni con la sua dichiarazione del "pd che corre da sole" ad dare il via alla fine del governo prodi. che poi sia stato mastella col pretesto delle inchieste su di lui e sua moglie ed invece non diliberto o pecoraro a uscire materialmente dalla maggioranza, questo non è importante.

Re(1): Opus Dei

Marcks 3/8/2009 - 00:11

esatto, e la Binetti non parla e basta. nella scorsa legislatura era già senatrice PD e ha bloccato tutto quello che doveva bloccare minacciando, se necessario, di votare contro il governo anche con la fiducia in ballo. ed in effetti i pacs non finiti nel cesso, la legge contro l'omofobia pure, non mi risulta si sia fatto qualcosa per l'eutanasia, il testamento biologico ecc ecc

Mah, secondo me la Binetti è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il cesso, che era già pieno di suo dei vari Mastella (e Rizzo, et alii) che ne intasavano il corretto funzionamento.

A prescindere dalle colpe, quella caduta è stato un bene necessario. E lo dico in maniera convinta, sopratutto alla luce delle vicende attuali del PD: la caduta di quel governo Prodi è stata alla fin fine utile, visto che almeno ha messo il PD e i suoi elettori dinnanzi alla crisi del loro partito...oltre ovviamente alla sparizione delle frattaglie rosse che hanno finalmente trovato il posto che la storia ha sempre riserbato loro: l'oblio.

Ps: per gli amanti del genere, è uscito un nuovo libro, che ritrae i soggetti della politica e della cultura italiana...è un libro che potrebbe essere una sorta di affresco fotografico dell'italia di oggi, una sorta di cappella sistina dove si fissano i termini di riferimento e le pratiche di socializzazione di questa zattera marcia alla deriva nel mediterraneo.

Re: Opus Dei

Marcks 2/8/2009 - 23:59

Si questa cosa è particolare, in effetti.

Tempo fa avevo letto il libro di una fuoriuscita dall'O(cto)pus Dei, e davvero si esagerava questo aspetto delle segretezza esasperato, che invece la nostra Binetti mette da parte.

PS: per la cronaca lessi anche una difesa dell' Opera, fatta da quel campione di cause perse del giornalismo cattolico militante, tal Vittorio Messori. Questo Messori è incredibile...alla fine smisi di leggerlo, ma era una cosa ai confini dell'umano buon senso.

L'ultima pensieruccio della sera...

A seguito della possibilità di utilizzare la pillola "abortiva", il porporato Bagnasco ha usato l'abituale fuoco di fila delle cartuccere vaticane...le sue parole, appunto come lingue di fuoco pentecostali, sono indirizzate ai politici, nel tentativo disperato di smuoverli parlando direttamente alla loro coscienza (figurarsi se i nostri politici ce l'hanno, una coscienza).

Ho avuto una reazione di tristezza, di amarezza e di preoccupazione - spiega il numero uno dei vescovi italiani in un'intervista ad Avvenire, riferendosi all'ammissione da parte dell'Aifa anche in Italia della Ru486 - perché penso che questa decisione rappresenti una discesa della civiltà del nostro Paese, nel senso che laddove la vita umana nella sua integra dignità non è riconosciuta, ma è offesa e ferita ulteriormente, certamente non si può dire che la civiltà cresca ma semmai diminuisce.

Ecco, uno legge sopra e poi viene a sapere che Bagnasco:

il 20 giugno 2003 è stato nominato Ordinario Militare per l'Italia, ovvero vescovo della struttura religiosa delle Forze armate italiane, carica che gli ha comportato automaticamente la nomina a generale dell'Esercito. Ha ricoperto questo incarico in un momento molto delicato per le forze armate della Repubblica, ovvero durante la loro partecipazione alla seconda Guerra del Golfo e alla guerra in Afghanistan. Ha celebrato i funerali di Stato solenni dei vari caduti di quei conflitti, divenendo un volto noto agli italiani.

Insomma, un militare che, in quanto tale non disdegna di contemplare, almeno in linea di principio, circostanze nelle quali quel sacro diritto alla vita di cui parla con enfasi così irata, possa essere subordinato a valutazioni differenti...ditemi voi...le due cose non possono stare insieme: o uno è un antibortista fervente in favore del diritto alla vita, sempre e comunque, potenziale o reale...o fa il Generale! Tutto il resto sono prese in giro da oratorio, pagliacciate miserabili.

Vorrei inoltre sapere quali sono state le posizioni espresse da questo zelante cappellano militare in tema di obiezione di coscienza nei confronti del servizio militare obbligatorio...magari scopriamo che non era a favore di quel diritto per i giovani che non volevano fare il militare... e così le sue posizioni attuali in tema di aborto (e relativa obiezione) potrebbero risplendere meglio in tutto il loro fulgore.

Anche la Lega serve a qualcosa, qualche volta!

Non rivedranno il Concordato, ma è bene ricordare ai monsignori che privilegiati sono, loro e tutti i loro dipendenti.

Semmai La Padania, perche' il partito si e' prontamente dissociato da quello che ha scritto l'editorialista sul loro giornale (mah!), incluso il patetico Borghezio che davanti ai monsignori diventa mansueto come un agnellino.

Bene hai fatto a classificarli nella serie delle chiappe.

Feltri, appena insediatosi nel Giornale, propone il suo scoop: Il direttore di Avvenire, che ha criticato il capo del governo per la sua condotta dissoluta, ha patteggiato una condanna per molestie  sessuali contro una donna, al fine di conquistare il di lei marito. Feltri non sopporta i moralisti da riporto, quali quelli di Avvenire e Repubblica, e invece di discutere se le accuse di Avvenire e Repubblica sono vere, semplicemente contrattacca utilizzando la stessa arma che lui considera bieco moralismo. Feltri poi non è che si preoccupa di fare giornalismo, ma semplicemente fa l'avvocato difensore del suo editore, mostrando che il più pulito, o che si propone come tale, ha comunque la rogna.

Il capo del governo invece prende le distanze da quanto detto dal suo dipendente. Che bisogno c'era, di prendere le distanze dalle scelte di Feltri? Feltri dovrebbe agire autonomamente...se BS prende le distanze è perchè in fondo si sospetta che essendo di suo proprietà, Il Giornale abbia preso ordini di scuderia, in previsione del contrattacco autunnale per la battaglia del consenso. Feltri ha deciso autonomamente certo, ma BS che si scusa esprime bene qual'è la geometria di potere a cui tutti siamo adusi: l'editore che controlla manu militari il suo giornale, o Giornale in questo caso.

Bagnasco definisce lo scoop di Feltri come disgustoso. Il felpato Bagnasco, che in genere in un giorno di pioggia riuscirebbe a passare tra due gocce, tanto è sfuggente il suo eloquio solitamente, adesso ricorre a paroloni. Ovviamente Bagnasco non entra nel merito di quanto scritto da Feltri, i fatti si sa non contano, ma si limita ad esprimere disgusto. Farebbe bene a dire se è vero quello Feltri riporta e se lui sapeva di avere nella direzione di Avvenire, quotidiano della Cei, un molestatore.

 

Gli Agnelli, che grande famiglia, che mecenati delle arti, che benefattori dell'umanità! Non una ma ben due fondazioni avevano creato (e chissà quante altre) per finanziare l'arte internazionale e persino universale!

Che classe dirigente, che aristocrazia imprenditoriale, che superbe elites internazionali abbiamo noi in Italia!

Quando comparo una famiglia come gli Agnelli-Elkan a dei parvenues come Bill e Melinda Gates, ed alle loro provinciali fondazioni benefiche, anch'io, come i giovani e brillantissimi nuovi managers della grande dinastia, m'indigno pubblicamente e, riflettendo sul livore di certi morti di fame come me, intendo i sacri furori dei grandi managers e pensatori che si strappano le vesti, sconcertati, davanti a certi maramaldi, come me anche quest'ultimi!

Finalmente intendo la superiorità italica: noi abbiamo gli Agnelli, gli Elkan, i Rossi ed i Grande-Stevens. Questi pidocchi rifatti degli anglo-sassoni mercatisti hanno i Gates ed i Jobs o financo gli Sloan ... gentuza che non sa come trasferire decentemente un'eredità e la sperpera in medicine, ospedali e ricerca scientifica! Ma che polli, che polli!

C'e' anche di meglio: vedi la "charity" dedicata a "innovation in the field of architectural and interior design" della famiglia di Ingvar "Ikea" Kamprad...

Direi che il culetto d'oro stavolta va a Rossi: che elkann strepiti per difendere gli interessi di bottega tutto sommato è comprensibile, ma Rossi è proprio scandaloso. Provo una traduzione in  italiano corrente della parte "significativa" del pezzo:

«Se dovessi trovare un'immagine, o definire questa così delicata vicenda con poche parole, mi servirei di quel nichilismo presente nell'enciclica di Benedetto XVI. Quella spinta al dissolvimento da parte delle persone coinvolte. Un dramatis personae molto strana, freudiana oserei dire, quasi ai limiti della tragedia greca, che spinge all'annientare gli altri distruggendo se stessi».

Il papa e la buonanima dell' avvocato non si toccano, impicciatevi d'altro.

Guido Rossi è uno dei maggiori esperti di diritto in Italia e non solo, padre della legislazione Antitrust in Italia, profondo conoscitore delle vicende economiche e politiche del nostro Paese, peraltro in molte occasioni vissute da vicino.

slurp (ee en passant mi chiedo: sarà per il contributo di Rossi che l' antitrust si preoccupa di Google ma non di BS?)

Autore di numerosi libri in campo giuridico, economico e filosofico (l'ultimo arrivato in libreria è una sua analisi che accompagna un classico, il saggio di Keynes «I dubbi sul futuro dei nipoti»),

Consigli per gli acquisti: il libro è Adelphi, di cui RCS controlla il 48%.

ha assistito con stupore prima, con amarezza poi, alle vicende che riguardano Giovanni Agnelli. Dalle questioni ereditarie, con la battaglia intentata dalla figlia Margherita nei confronti della famiglia, a quelle fiscali che hanno portato a un'indagine dell'Agenzia delle Entrate per individuare eventuali fondi accumulati all'estero, nonché agli attacchi dei media di centrodestra.

Che gli viene in mente a questi dell' agenzia delle entrate? Non lo sanno che gli elusori del salotto buono non si toccano? Di questo passo un giorno o l'altro metteranno il naso anche negli affari miei, invece di interessarsi a quei cafoni di elettricisti col SUV.

«Sono davvero meravigliato dell'attacco forsennato al quale è stato sottoposto Gianni Agnelli — spiega Guido Rossi —. Non entro nel merito della vicenda.

I fatti non mi interessano, meglio parlare a vanvera.

L'articolo finisce qui, il resto è chiacchiera ed agiografia.

 

Marcello,

la tua traduzione è troppo bella, mi ricorda la rubrica di Cuore...chissà se il signor Rossi leggerà nFa, ma penso di si, del resto trova sempre una buona parola da queste parti ;) .

Grazie Marco.Il genere non è una novità, in passato ne hanno fatte diverse.

La cosa buffa poi e' che il contratto (firmato) riprodotto dal Corriere, che fa ridere Michele e fa fare una brutta figura alla Famiglia A. non puo che essere fatto pervenire al giornale da una delle due firmatarie dell'accordo, MA e MdP.  E probabilmente proprio da MA, che vuol dimostrare quanto e' stata generosa verso MdP.  "pretende di piu? la sistemo io! faro sapere quanto ha avuto gia".

La rivelazione dell'altro giorno "altro che 2 miliardi di euro" proviene presumibilmente dalla parte opposta.

"Se fossero calcolabili e rilevabili clima, bellezza, ambiente, storia, l'Italia avrebbe un'imbarazzante prima posizione nel mondo seguita a molte distanze da altre lande...Credo che l'economia italiana abbia una dimensione non completamente catturata dai meccanismi del Pil".

somiglia molto a questo dal min 4:00 in poi.

PS: magari fosse applicato il PIL versione Tremonti! Va a finire che il fondo di solidarietà previsto dal federalismo fiscale, riconoscerebbe finalmente lo svantaggio naturale delle popolazioni padane che annaspano tra nebbie e piogge metà dell'anno.

lo so, lo so che e' troppo facile (e poco garantista), ma naturalmente leggendo:

Berlusconi : «Chi commette reati vada fuori dai partiti»

uno si chiede se non si applichi anche ai reati commessi ma prescritti o congelati o quant'altro.

Secondo l'inkiesta.it anche il Fatto Quotidiano usa l'informazione per fare propaganda politica. Non conosco la vicenda ma quanto documentato da l'inkiesta.it mi sembra attendibile.

Toh, ai duri e puri del Fatto sfugge l’archiviazione

Massimiliano Gallo

Due giorni fa hanno sbattuto in prima pagina il candidato del Pd a Napoli Mario Morcone: è indagato con Gianni Letta in un’inchiesta della procura di Lagonegro. Oggi, in un boxino a pagina 10, scrivono che proprio quando il caso era tornato d’attualità (grazie a loro, ovviamente), la Procura ha deciso di chiedere l’archiviazione per entrambi. In realtà l’atto è sulla scrivania del gip già da giovedì mattina (in coincidenza con l’uscita dell’articolo), quindi in preparazione da un po’. Possibile che al giornale di Padellaro e Travaglio non lo sapessero?

Tetto allo sconto sui libri del 15%... Bipartisanamente coerenti nel rendere la vita cara, la concorrenza difficile, lo stato ubiquo.

Speriamo che al Senato non passi.

 

Ps: per avere una idea di cosa pensi (??) il primo firmatario.

Luca

Penso che in molti si saranno accorti della figuraccia dei giornali italiani sul caso norvegese. Io, avendo i sensi di ragno, ho fatto degli screenshot. L'ora che vedete è GMT+3.

 

Repubblica

Corriere [Notare il messaggio di Skype di un mio amico che mi invita a controllare i "siti seri". Aggiungo che il corriere, a quell'ora, aveva già aggiunto un commento di non-ricordo-chi su un imam kurdo che sarebbe stato dietro gli attentati, mi dispiace molto non averlo salvato, dato che è sparito, ovviamente]

ANSA [qualche minuto dopo]

 

Nel frattempo nel mondo:

LeFigaro

ElMundo

CNN

 

ovviamente non vi è traccia di una potenziale pista islamica, all'estero i giornali riportano notizie accertate e non previsioni sbilenche.

 

Esatto, purtroppo. Complimenti ai sensi di ragno!

prime pagine dei quotidiani italiani questa mattina. 

http://www.ilpost.it/2011/07/23/le-prime-pagine-di-oggi-67/

 

(check out libero e il giornale, sulla pista jihadista..)

dal corriere "poi un cecchino _biondo_..."

 

Sono seriamente perplesso.

Da repubblica.it/politica/2011/08/02 leggo:

Fini ha spiegato di ritenere inammissibili gli ordini del giorno al bilancio che prefigurano interventi per bloccare i vitalizi acquisiti dai parlamentari, dunque retroattivi. Ed è questo il punto sul quale è nata la polemica. Per Fini sarebbero in contrasto con i principi generali dell'ordinamento. Infatti, ha ricordato, la Consulta stabilisce che non possono essere intaccati i diritti acquisiti. Per il resto, sono ammissibili solo gli odg diretti a promuovere una riforma della disciplina con efficacia per il futuro.

Peccato che i diritti acquisiti dei pensionati ordinari del popolo bue con assegno mensile superiore a 1400 Euro non godano anche loro di questa augusta e autorevole protezione.

 

Peccato che i diritti acquisiti dei pensionati ordinari del popolo bue ... non godano anche loro di questa augusta e autorevole protezione.

 

Ed anche se ne godessero, rimarrebbe sempre una panzana.

Quando facevano le svalutazioni, dov'era la difesa costituzionale dei diritti acquisiti?

Se si arrivasse ad un default, o anche solo nelle vicinanze, perché mai i vitalizi dei parlamentari (e tanta altra roba simile) dovrebbero essere considerati senior, rispetto ai crediti degli investitori in titoli pubblici?

Se si arrivasse ad un default, o anche solo nelle vicinanze, perché mai i vitalizi dei parlamentari (e tanta altra roba simile) dovrebbero essere considerati senior, rispetto ai crediti degli investitori in titoli pubblici?

eh beh, l'Italia e' un "grande Paese", mica puo' lasciare in mutande gli eletti dal popolo...

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti