La collusione delle ricariche

16 maggio 2006 andrea moro
L'intera blogosfera italiana sta propagando un'iniziativa che ritengo meritevole di segnalazione, la petizione per l'abolizione dei costi delle ricariche cellulari richiesta alla Commissione Europea da Andrea d'Ambra, un privato cittadino. Tutti sanno che le schede pre-pagate in italia costano 5 euro, oltre al costo del "traffico". Meno persone sanno che questa politica di prezzo e' praticata solo dalle compagnie telefoniche italiane.

Gli operatori sostengono che i 5 euro vanno a coprire i costi di effettuare la ricarica. Tuttavia, nell'era di internet, di pagamenti telematici e cosi' via e' difficile pensare che il costo di produrre un pagamento, di trasmettere un codice di convalida e salvarlo in un database (in una procudura sicuramente automatizzata) sia superiore a pochi centesimi. Come mai nessun operatore offre le ricariche a 4 euro? La tassa sulla ricarica quindi puzza di pratica collusiva. In questo sito siamo particolarmente sensibili nei confronti di questi comportamenti. Mi sono sempre chiesto cosa aspettasse l'authority antitrust ad intervenire. Ben venga dunque questa iniziativa dal basso, e speriamo porti frutto!

19/5: a furor di popolo cambio a malavoglia il plurale "euri" in "euro"; alle loro menti raffinate suona male.

4 commenti (espandi tutti)

Io pero' non comprendo. Se di collusione si tratta, perche' la collusione avviene sulla componente fissa e non su quella variabile del prezzo?

Abbiamo discusso un po' con Michele su quale sarebbe l'equilibrio concorrenziale. Come faceva notare lui, non e' mica tanto fissa la componente, visto che il valore massimo delle schede e' il 50 euri. E comunque la collusione avviene su tutte le componenti ovviamente; e sull'esistenza di una miriade di piani notturni, diurni, per famiglie, preti, lesbiche e gay ... price discrimination all the way.

Commento lungo, perche' la discussione con Andrea via email mi ha fatto riflettere sulla cosa, e sono confuso. Effettivamente, dal punto di vista teorico il pricing dei servizi telefonici e' una cosa incomprensibile. L'unica soluzione ovvia, ma un po' banalotta, e' che costoro (i chief executives delle compagnie telefoniche) s'incontrano continuamente a dei parties e colludono senza ritegno alcuno, come ci ha insegnato Adam Smith. Ovviamente, Bertrand competition suggerisce che two is enough for competition. A dire il vero, Kreps and Scheikman hanno anche giustamente fatto notare che Bertrand competition with capacity precommittment leads to Cournot outcomes, e questa e' un'industria dove capacity precommittment puo' essere che sia rilevante. Non ho idea di quanto sia costly far crescere rapidamente la propria capacita' d'offrire connessioni, pero' dev'essere veramente alta per poter spiegare cio' che osserviamo senza assumere collusione. Inoltre, non conosco nessun modello che mostri come, in un eequilibrio di Cournot con N players, si fa price discrimination, anche se, intuitivamente, l'equilibrio di Nash simmetrico e stazionario probabilmente lo implica. In ogni caso, di nuovo occorre assumere che gli operatori sono quasi sempre a full capacity, cosa che mi sembra improbabile. O che il costo di far crescere la capacita' e' esorbitante, o che, appunto, colludono magari via punishments che noi non osserviamo.

Non si puo' spiegare altrimenti il livello di price discrimination che riescono ad implementare nell'equilibrio attuale. Pensate solo alle charges che tutti fanno su roaming calls, assolutamente folli. O ai servizi wirelss. Scrivo questo commento dall'hotel Palace di Barcellona, durante una (noiosetta) riunione di lavoro del gruppo ISS di NBER. Sto usando un wireless service che l'hotel offre, e costa Euro 17.4 al giorno, ossia un autentico furto (NBER me lo rimborsa, non preoccupatevi.) Questa e' la regola in Europa, a volte e' peggio (a Milano ricordo un prezzo di Euro 24 al giorno; per un ora qui vogliono 9 Euro.) Questo hotel ha circa 120 stanze, tutte tipicamente occupate da gente come me, ossia che usa internet quotidianamente. Perche' nessuno installa un wireless service nel bar accanto, nella casa di fronte, o in quella al lato, ed offre lo stesso servizio a 10 (o 5) Euro al giorno? Un a connessione a banda larga internet ti costa, al piu', 50 Euro al mese, e con essa puoi servire almeno 20 o 30 laptops come il mio. Questo vuol dire che, a 10 Euro al giorno, uno fa un profitto di 5900 Euro al mese con solo venti clienti! Un reddito gigantesco, se si considera che l'investimento e' di circa 200 Euro! Cosa blocca l'entrata di questi micro providers?

I microproviders li blocca la tecnologia. Punti d'accesso wi-fi 802.11 hanno un range di una quarantina di metri indoor e duecento outdoor, se ti va bene. Senza la possibilita' di installare ripetitori in ogni piano dell'hotel non c'e' speranza di offrire un servizio affidabile. Piuttosto, ormai in europa c'e' broadband sul cellulare. UMTS viene pubblicizzato per i servizi video, ma e' possibile connettere il cellulare al portatile per avere high-speed internet (a velocita' un po' inferiore di ADSL, credo, ma decente). Anche su questo in USia siamo laggers. A quanto ricordo pero' fino ad un anno fa le tariffe erano un tanto a megabyte di bandwidth. E le tariffe poi sono inflazionate a causa delle licenze miliardarie pagate dalle concessionarie ai governi ... tutti a cantare vittoria dopo le aste, ecco i risultati.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti