Competizione ed uguaglianza, paradossi toscani

6 luglio 2007 michele boldrin
Visto che siamo qui per tutta la settimana ho letto il quotidiano locale.

Nel mese scorso il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato due provvedimenti di rilievo.

Il primo si occupa dei venditori di strada extracomunitari (sembra che qui a Firenze il gruppo etnico dominante sia quello Senegalese) i quali ovviamente infastidiscono i commercianti locali con licenza comunale. Quest'ultimi, o una parte di essi, sembra abbiano cominciato ad organizzare le ronde affidandosi alla sicurezza privata. In effetti, la zona di Ponte Vecchio m'ha fatto una pessima impressione: risulta impossibile passeggiare e le tele degli ambulanti che vendono un po' di tutto coprono almeno il 50% del plateatico. La concentrazione in quell'aera sembra dovuta ad una politica di progressiva estromissione dalle altre zone, comunque va detto che la cosa fa abbastanza schifo. A fronte di questo il Consiglio Comunale ha deciso la tolleranza zero: vendite per strada proibite tassativamente, ma se i Senegalesi vogliono dei lavori in città il consolato del Senegal offre una lista di lavori legali. Fra di questi non sembrano esserci licenze che autorizzano il commercio ambulante d'alcunchè ...

Il secondo provvedimento si occupa dell'uguaglianza fra uomini e donne nell'impiego comunale. D'ora in poi (spero si siano dati un orizzonte temporale di qualche anno, ma non ne ho notizia) dovrà esserci una divisione 50/50 fra uomini e donne negli impieghi comunali, in particolare quelli dirigenziali. Se ho letto bene l'eguale suddivisione s'estende alla futura composizione del consiglio comunale. Il provvedimento sembra replicare, nei limiti possibili ad un Consiglio Comunale, alcuni degli aspetti più controversi della Ley de Igualdad appena approvata da Las Cortes su impulso del governo socialista spagnolo. Fra le altre, alcune sacrosante, cose questa prevede non solo che le liste elettorali debbano garantire almeno il 40% degli eletti ad ognuno dei due sessi (come garantiscono che siano gli eletti a soddisfare il requisito e non i candidati è complicato) ma che lo stesso criterio debba essere rispettato nei consigli d'amministrazione di qualsiasi società quotata in borsa ... ma questa è un'altra storia. Oggi m'interessa semplicemente confrontare i due provvedimenti fiorentini.

Sono solo io a notare una profonda contraddizione fra di essi? Entrambi regolano/restringono la concorrenza in attività d'una certa importanza. Il primo dice che i senegalesi non possono competere con i commercianti locali, mentre il secondo dice che le donne devono vincere la metà dei posti nell'impiego pubblico locale.

Provate ad immaginare i seguenti due provvedimenti, paradossali ma simmetrici ai due che il Consiglio Comunale di Firenze ha adottato. Il primo stabilisce che, d'ora in poi, almeno il 40% delle licenze commerciali va assegnato a persone che tale licenza non hanno e non hanno avuto durante gli ultimi dieci anni. Detto altrimenti, imponiamo per legge una "rotazione decennale" del 40% delle licenze commerciali per dare opportunità ai discriminati (leggi: nati in una famiglia di non commercianti) di partecipare a quest'attività decisamente privilegiata (specialmente a Firenze!) e nella quale le barriere all'entrata sono altissime (provate ad aprire un negozio di pelletteria nel centro di Firenze). Il secondo stabilisce che le liste elettorali delle prossime elezioni verranno decise, partito per partito, da coloro i quali facevano parte delle liste elettorali delle elezioni precedenti e che non si possono formare partiti nuovi senza l'approvazione maggioritaria dei partiti esistenti. Per quei cittadini che avessero voluto candidarsi alle prossime elezioni o creare un nuovo partito vengono messe a disposizione altre attività socialmente utili, una lista delle quali è disponibile presso gli uffici dell'associazione commercianti di Firenze.

10 commenti (espandi tutti)

Sono solo io a notare una profonda contraddizione fra di essi? Entrambi
regolano/restringono la concorrenza in attività d'una certa importanza.

Evabbe', ma Firenze e' in Europa, no? La parte del mondo dove, su insistenza di un presunto riformatore liberale come Sarkozy, e' appena stata rimossa la parola "concorrenza" dalla nuova proposta di Costit... pardon, "Trattato".

Che dire! Grandissimo!

Questo è in assoluto il pezzo più tragicamente divertente che ho letto negli ultimi anni.

... mancanza di competizione e venditori ambulanti; questi ultimi nella stragrande maggioranza dei casi sono immigrati clandestini, vendono merci illegali senza pagare le tasse e rispettare le miliardi di assurde norme che la nostra legge impone. Risolvere il problema della poca concorrenza commerciale tollerando il mercato nero credo sia un tantino azzardato. Mi sembra che l'esistenza di un paradosso sia un tantino tirata per i capelli

Gli ambulanti sono "clandestini"? Certo, lo saranno sempre finche' non gli si permette di regolarizzarsi: il permesso di residenza/lavoro altro non e' che uno strumento, fra i tanti, per controllare la concorrenza. Vendono merci "illegali", in che senso? Non mi sembrano rubate, ossia non credo si tratti di refurtiva: questo permetterebbe arrestarli e sequestrare la merce. Cosa intendi quindi per "illegali"? Di bassa qualita'? Imitazioni patetiche di questa o quella griffe? Essere una patetica imitazione non rende illegali, che io sappia ... Per quanto riguarda poi il "non pagare le tasse", ecco credo proprio che fra i commercianti e ristoratori fiorentini si possano sentire in ottima compagnia! Parlo per recente esperienza personale, ho appena speso 12 giorni in Toscana, di cui 7 a Firenze: evadono anche l'acqua che bevono, i nostri cari commercianti fiorentini!

Insomma, continuano a sembrarmi due pesi e due misure. Niente di eccezionale o di particolarmente grave, per carita', solo una noterella di "costume politico", per cosi' dire ...

 

vivo in spagna e studio la disuguaglianza entro donne e uomini e sinceramente incontro questa legge un po' stupida.

primo mi chiedo: perchè si devono obbligare delle donne a partecipare a una lista elettorale? non siamo libere di andare in politica? se non ci andiamo e' forse perchè non vogliamo. o forse perchè non abbiamo molto tempo, viste le responsabilità familiari, il lavoro, ecc. quindi piu' che obbligare mi piacerebbero delle leggi piu' aperte verso il par-time, la possibilità di contrattare qualcuno che ti aiuti in casa senza fare duemila carte ecc.. cioè soluzioni pratiche.

secondo: credo che finchè non cambia la cultura machista che vive in Italia, mi dispiace ma il machismo lo sento molto quando sono lì, qualsiasi legge è inutile.

Mercato nero, immigrazione illegale,ecc.., sono problemi frquenti e dove credo che gli estremi non servano. Abbassare il costo di un cd, evitare di voler portare a tutti i costi una borsa griffata louis vuitton ecc... conscienzare la società insomma... ma questa è un utopia...

a parte tutto Firenze è un incanto!!!!

Il secondo stabilisce che le liste elettorali delle prossime elezioni verranno decise, partito per partito, da coloro i quali facevano parte delle liste elettorali delle elezioni precedenti ...

Perché, in genere funziona forse diversamente?

...e che non si possono formare partiti nuovi senza l'approvazione maggioritaria dei partiti esistenti.

Anche qui non sarebbe una gran novità. Ricordate il demitiano "arco costituzionale"?

l'importante sono le regole. si deve fare tutto all'interno della legalità, altrimenti il senso di concorrenza svanisce

Le delibere ed ordinanze del Comune di Firenze sembrano essere fra le piu' interessanti d'Italia. E sembra che a Firenze la questione "immigrati illegali che fanno strane cose per la strada" sia cosa seria che l'amministrazione comunale cerca d'affrontare, con i mezzi a disposizione.

Ora in Italia discutono tutti della delibera per multare e rinchiudere i lavavetri abusivi ed indesiderati. Vi sono, ovviamente, i soliti predicozzi moralisteggianti ed ipocriti dei satrapi di sinistra che, girando in blindata blu con tre macchine di scorta e sirene spiegate, dei lavavetri che t'insozzano la macchina e ti molestano ad ogni semaforo hanno la piu' profonda comprensione, tanto non li incontrano mai. E c'e' poi l'ex parlamentare, ora assessore alla sicurezza di Firenze, Cioni che scopre finalmente che i compagni rivoluzionari che vivono nel palazzo di come viva la gente comune non hanno la piu' vaga alba. Ma la cosa piu' divertente e' vedere che cosa ne pensa, dell'ordinanza anti-lavavetri, il popolo di sinistra che legge Repubblica. Date un'occhiata al sondaggio: l'80+% e' favorevole. Non male, no?

Mi chiedo anche: se la medesima delibera l'avesse fatta un comune leghista in Veneto o in Lombardia, come avrebbero reagito i lettori di Repubblica?

Che domande, avrebbero ovviamente risposto allo stesso modo!

Io sono uno dei pochi invece che ha votato contro. Avendo spesso girato per Firenze con i vetri sporchi mi capitava di doverli chiamare io (non ho mai capito perché non insistano di più con chi ha il vetro sporco). Alla fine quelli educati offrono un servizio utile, per quanto di qualità scadente. Oltre al fatto che danno la possibilità di migliorare il proprio karma con un gesto che costa poco. Normalmente poi la giornata scorre meglio.

Io invece vorrei chiedere al Presidente della Camera come mai boicottare i bambini che cuciono palloni in india sfruttati dalle multinazionali e' cosa buona e giusta, mentre boicottare i lavavetri sfruttati dai criminali slavi non va bene....

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