Concorsi manipolati: Il caso della Amedeo Avogadro

10 dicembre 2011 michele boldrin

Questa volta invece di un ordinario si tratta "solo" di un ricercatore. Ma la musica è la stessa. Il fastidio viene pensando che, per un caso ogni due anni che esce alla luce, chissà quante decine passano inosservati. Se volete firmare la petizione, andate qui.

LETTERA APERTA AL RETTORE DELL’UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE

Al Magnifico Rettore
dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’
Ill.mo Prof. Paolo Luciano Garbarino
Via Duomo, 6
13100 Vercelli

Oggetto: Procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore nel settore scientifico-disciplinare SECS-P/01 (Economia Politica) presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadrò, con bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 97 del 7 dicembre 2010.

Roma, 9 dicembre 2011

Ill.mo Prof. Garbarino,

Siamo un gruppo di ricercatori e professori, animati dalla convinzione che le attuali procedure pubbliche di selezione del personale accademico, nel nostro Paese, debbano rispettare i più rigorosi standard di trasparenza e qualità, evitando ogni potenziale conflitto di interesse tra valutato e valutatore.

Per tale ragione, desideriamo portare alla Sua conoscenza le forti perplessità che nutriamo rispetto alla vicenda concorsuale in oggetto, sulla base delle notizie di stampa fin qui circolate e delle informazioni disponibili in merito.

Chi scrive non dispone certo né dei verbali della commissione (ancora non disponibili online e per i quali non abbiamo la possibilità di accedere agli atti) né del materiale originale spedito dai candidati. È tuttavia possibile per chiunque visionare i curricula dei candidati, accessibili online, al fine di procedere ad una immediata valutazione comparativa circa i meriti attuali dei candidati. Dalla semplice lettura dei loro curricula emerge una evidente disparità tra la qualità media dei profili dei candidati non vincitori e quella del candidato designato come vincitore dalla Commissione esaminatrice.

Siamo consapevoli di quanto sia complessa la valutazione delle capacità di un giovane ricercatore, e dell’autonomia che ciascuna Commissione può darsi nella definizione dei criteri di valutazione. Tuttavia, nel caso di specie, l’applicazione di ogni possibile, ragionevole e legittimo criterio alternativo di scelta condurrebbe chiunque, a nostro avviso, ad escludere dal novero dei possibili vincitori proprio il candidato giudicato idoneo dalla Commissione.

Innanzitutto la vincitrice rivela una produzione scientifica significativamente inferiore a quella di tutti gli altri 12 candidati partecipanti alla procedura di valutazione comparativa. In particolare, non presenta alcuna pubblicazione su rivista, né internazionale né italiana, a differenza di tutti gli altri 12 candidati. La tabella riportata in allegato (vedi [1]) mostra infatti che, secondo le graduatorie risultanti dall’applicazione dei quattro indici bibliometrici il cui uso è comunemente riconosciuto nella disciplina di afferenza – ISI Impact Factor (IF), H-index personale (PHI), Scopus Impact Factor (S-IF) e H-index delle singole pubblicazioni (HI) – la vincitrice risulta invariabilmente ultima.
L’originalità e la rilevanza all’interno della comunità scientifica del contributo di molti degli altri candidati è comprovata dalla pubblicazione di articoli su riviste internazionali con consolidata – e in alcuni casi elevatissima – reputazione presso la comunità scientifica internazionale quali, per esempio, American Journal of Economic and Sociology, Computational Economics, Economics Letters, Economic Modelling, Forum for Social Economics, Health Economics, Journal of Development Studies, Journal of Economic Psychology, Journal of Post Keynesian Economics, Public Choice, Structural Change and Economic Dynamics, Review of Political Economy, The Manchester School. Inoltre mediante Publish or Perish è facile rilevare che, diversamente dai lavori della candidata vincitrice – che non hanno finora ricevuto alcuna citazione – la produzione scientifica degli altri candidati ha avuto in media una discreta diffusione internazionale, risultante in un congruo numero di citazioni ricevute.

Al riguardo si rileva che il bando di concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 Dicembre 2010 [2] stabilisce esplicitamente che la valutazione comparativa si avvalga di indici bibliometrici qualora il settore disciplinare ne riconosca l’uso a livello internazionale. Tali indici sono ampiamente usati nelle materie afferenti al settore disciplinare dell’economia politica a livello internazionale. In Italia, nell’attesa che vadano a regime i nuovi decreti per l’abilitazione scientifica nazionale, si può fare riferimento al documento dell’ANVUR del 22 Giugno 2011 sui “Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari all’abilitazione scientifica nazionale [3]” che propone di utilizzare per l’abilitazione esclusivamente parametri bibliometrici (citazioni ISI o Scopus, numero totale citazioni, indice H o H-IF).

Visto il testo del bando, sembra pertanto del tutto fuorviante l’affermazione che “tra gli appartenenti al settore scientifico disciplinare oggetto della seguente procedura è in corso un ampio dibattito sull’efficacia del loro [degli indici bibliometrici] uso e non c’è ancora un unanime riconoscimento della loro validità” usata dalla commissione per giustificare la decisione di non avvalersi di indici nella valutazione delle pubblicazioni [4]. Anche se va riconosciuta l’esistenza di un dibattito sull’efficacia relativa di ciascun indice, anziché sull’uso degli indici in generale, tale questione sembra superata dai fatti, poiché la candidata vincitrice risulta invariabilmente ultima nei quattro indici principalmente usati.

Anche volendo assecondare la decisione arbitraria di non considerare gli indici bibliometrici più utilizzati a livello internazionale, va rilevato che le pubblicazioni della candidata vincitrice sembrano inadeguate anche rispetto ai criteri suggeriti dalla Società Italiana degli Economisti (SIE). La SIE, infatti, nel suo documento di proposta al CUN titolato “Indicatori di attività scientifica e di ricerca Area 13 – Scienze Economiche e Statistiche” [5] propone di accettare come minimo criterio per la qualifica di ricercatore per i candidati dottorati da più di 3 anni “2 pubblicazioni in riviste scientifiche o (se libri) con editori di “grande rilievo scientifico”, di cui perlomeno 1 a diffusione internazionale e perlomeno 1 a firma singola” dove per “Per pubblicazioni in riviste o (se libri) con editori di “grande rilievo scientifico” si intendono quelle che hanno seguito procedure trasparenti di referaggio anonimo e indipendente e che compaiono in fasce di merito adeguate individuate dalle varie associazioni.”

In secondo luogo, analoghe considerazioni possono essere mosse per quanto riguarda i titoli e le esperienze didattiche dei candidati, che in ogni caso – da bando – vanno valutati per la significatività che essi assumono in ordine alla qualità e quantità dell’attività di ricerca svolta dal singolo candidato.

Infine se anche si accettasse la possibilità di non utilizzare indici bibliometrici, né di seguire la prassi prevalente (avvalorata anche dalla SIE) di privilegiare la pubblicazione su riviste internazionali che seguano procedure trasparenti di referaggio anonimo e indipendente – scelta che finirebbe per danneggiare tutti gli altri concorrenti con la sola eccezione della vincitrice – l’unico criterio residuo di valutazione possibile dovrebbe riferirsi all’originalità del contributo scientifico dei candidati. Ma qui si paleserebbe un gravissimo conflitto di interesse all’interno della Commissione.

Infatti, degli otto capitoli in volumi collettanei prodotti dalla candidata vincitrice, sei sono stati coautorati col presidente della commissione del concorso e i restanti sono stati pubblicati in volumi collettanei da quest’ultimo curati. Solo tre di tali otto capitoli sono in lingua inglese. Il presidente della commissione quindi dovendosi esprimere come da bando sull’originalità, innovatività e importanza di ciascuna pubblicazione scientifica della candidata si é trovato in buona parte a dover valutare l’originalità, innovatività ed importanza del proprio lavoro, mettendo probabilmente in imbarazzo gli altri membri della Commissione i quali, pronunciandosi sul valore delle pubblicazioni della candidata, hanno finito per doversi esprimere anche sul valore della ricerca del presidente della Commissione. Nemmeno l’eventuale “dichiarazione dei docenti interessati attestante l’apporto individuale del candidato” prevista dalla commissione per le “pubblicazioni in collaborazione tra i candidati e uno o più membri della commissione” solleva gli interessati dal potenziale conflitto d’interesse.

Confidiamo nella Sua sensibilità e nel valore che Ella attribuisce alla reputazione dell’università e della sua capacità di continuare ad attrarre buoni studenti e giovani ricercatori e professori nonché di motivare i dottorandi e gli assegnisti di ricerca dell’ateneo affinché investano sulla ricerca di qualità e sulle pubblicazioni internazionalmente riconosciute. Gli accadimenti legati al concorso in oggetto gettano un’ombra sulla trasparenza nell’accesso alla carriera universitaria nell’Ateneo che lei presiede e, soprattutto, scoraggiano i giovani ricercatori a continuare a credere al valore e al futuro delle nostre istituzioni accademiche.

Certi della Sua volontà di voler difendere l’onorabilità dell’Ateneo e consapevoli dei poteri che le spettano ai sensi dell’Art. 9 del bando di concorso (Prot. n. 24348 del 26.11.2010) la invitiamo caldamente a voler intraprendere quanto ritenga necessario alla luce delle considerazioni qui sopra espresse.

L’occasione è gradita per porgere un cordiale saluto.

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[1] Disponibile a http://petizionesecsp01.files.wordpress.com/2011/12/concorso-alessandria-3.pdf

[2] Disponibile a http://offline.rettorato.unipmn.it/concorsi/docenti/0102_02.pdf

[3] Disponibile a http://www.storep.org/criteri%20abilitazione_ANVUR.pdf

[4] Pubblicazione dei criteri di massima della procedura di valutazione comparativa a n. 1 posto di Ricercatore universitario, S.S.D. SECS-P/01 (Economia Politica) presso la Facoltà di Giurisprudenza. Pubblicato il 7 Novembre e disponibile a:http://offline.rettorato.unipmn.it/concorsi/docenti/cm0102_02.pdf

[5] Presentato il 18 Aprile 2011 e disponibile ahttp://www.sie.univpm.it/Emendamenti_proposti_da_SIE_a_CUN_18-04-11.pdf

 

Il prof. Silipo, uno dei tre commissari del concorso, ci comunica di aver espresso un voto diverso da quello del resto della commissione. La sua lettera e' pubblicata nel post "Il caso della Amedeo Avogrado: precisazione" (13 Dicembre 2011)

72 commenti (espandi tutti)

Firmato. Ottima iniziativa. 

Casi così eclatanti sono benvenuti: servono a convincere chiunque non sia direttamente od indirettamente implicato che la battaglia contro il nepotismo sia da combattere.

Chi ne ha titolo firmi, chi non fa parte dell'ambiente tenga comunque alta l'attenzione.

Anche io avevo firmato.

in realta' questa gente va sbertucciata per davvero, sono in una universita' del terzo mondo e si comportano, tr alti e bassi in media megli degli italiani he hanno piu' risorse e tutte le necessarie capacita' cognitive per no metter una cugina bidella e l'amante ricercatrice

comunque firmai, firmai

 

domanda

Pietro Puricelli 10/12/2011 - 19:00

Mi chiedevo se il mondo accademico a livello abbastanza alto e quello della politica non possano essere coinvolti, per esempio proponendo a personalità politiche e accademiche l'adesione alla petizione, e inviando anche a quotidiani do ogni orientamento una segnalazione.

Oppure l'impermeabilità di questo mondo è tale che la cosa non ha nessuna utilità?

Firmato anch'io. Per la mia esperienza, se tutti i casi palesi o meno palesi venissero segnalati, ci sarebbero da firmare decine o centinaia di petizioni per anno.

Secondo me è scioccante pensare che la maggior parte dei ricercatori e professori universitari italiani sono gente che convive con questo livello di moralità rasoterra (e parlo, ovviamente, anche per me). Se avessi figli in età di università ci penserei su prima di mandarli a studiare.

Nel mio piccolo, osservo che i miei studenti negli ultimi anni vanno sempre più all'estero. Ultimamente non più per desiderio di viaggiare o per inseguire l'istituto di eccellenza, adesso se ne vanno anche per ragioni di disagio rispetto al proprio ambiente (di studio e di vita). E una volta fuori si sentono a casa.

Firmato anch'io. Per la mia esperienza, se tutti i casi palesi o meno palesi venissero segnalati, ci sarebbero da firmare decine o centinaia di petizioni per anno.

Questo mi sembra un caso particolarmente palese. Nella stragrande maggioranza dei concorsi vince il candidato locale, che in moltissimi casi è mediocre se non pessimo. E' più raro che si presentino parecchi outsiders di livello molto superiore a quello del candidato locale. In genere vengono scoraggiati prima. In ogni caso si aspetta il nuovo meccanismo concorsuale. Se il filtro nazionale fosse abbastanza efficace (cioè se vensse adottata la procedura ANVUR) questi obbrobri sarebbero molto difficile.

Se il filtro nazionale fosse abbastanza efficace

E' opportuno che mi faccia carico di ricordare, pur in situazione apparentemente (ma solo apparentemente) ostile, che il giusto filtro nazionale, così come i successivi concorsi locali, devono basarsi su una metodologia di valutazione chiara ma non impostata meramente sulla bibliometria. L'innalzamento della qualità della valutazione, in generale, si otterrà da una pluralità di iniziative, metodi e meccanismi da mettere in campo, senza dimenticare il difficile contesto ambientale (nazionale) che deve, tutto, essere scosso.

Poichè chi si trova nello stagno è difficile che si tiri su da sè per i capelli, ecco che un punto d'appoggio Europeo può servire, e per questo ogni Merkel che si incontra per strada va elogiata e promossa.

RR 

Quale sarebbe il punto di appoggio Europeo (mi raccomando la maiuscola)? La Merkel? Tu? La BCE? 

Quale sarebbe il punto di appoggio Europeo (mi raccomando la maiuscola)? La Merkel? Tu? La BCE?

Con "punto di appoggio Europeo" intendo banalmente ogni opportunità e sostegno che si possa cogliere, che venga posto, o che venga imposto, all'Italia - e qui stavo parlando in termini di idee, prassi, procedure e strutture per la valutazione (nell'ambito di Università & Ricerca), in generale. Siccome ne abbiamo già parlato molte volte qui, non mi sono allungato, nè intendo farlo, ma ho voluto comuque ricordarlo.

P.S.: la Merkel è comunque un punto d'appoggio "culturale", per questo l'ho tirata dentro.

RR 

Dice il saggio: "piuttosto che niente meglio piuttosto".

Capisco il punto di vista sulla complessità della valutazione, ma con questo argomento si è sempre evitato di valutare per fare ciò che si voleva. Cominciamo a usare gli indici bibliometrici e poi c'è tutto il tempo e lo spazio per migliorare.

Dice il saggio: "piuttosto che niente meglio piuttosto".

Ma questo non era nell'altro thread? Il famoso detto meneghino-veneto-emiliano-marchigiano?

yeah, well... ho riciclato! Suvvia, con i proverbi vale, sono lì apposta per essere usati in ogni occasione!!!

E' un eclatante caso di plagio, e il fatto che lo abbia usato un docente dimostra il basso livello dell'università italiana.

Scherzo -).

Ouch, sgamato...

bah tanto sono un barone, che potranno mai farmi?

(anche io scherzo!!!)

E' un caso particolarmente palese, ma non è l'unico che conosca. Ho in mente almeno due altri casi altrettanto palesi. E lavoro in un ambiente piccolo.

E' vero anche che queste "stranezze" di solito si evitano con un giro di telefonate di "suggerimenti" ai candidati (ho in mente due casi anche di questo, mi hanno pure raccontato le telefonate). Se possibile, questi sono ancora più sfacciati: molti dei candidati sanno in anticipo che prima o poi qualcuno lo chiamerà. In un paese normale avremmo le registrazioni e le galere piene di ex ordinari.

Qualcuno ha capito chi ha vinto? Magari ho letto troppo velocemente la petizione, ma non ho trovato il nome

Quella che ha tutti zeri nella tabella. 

 

Ovviamente. 

Era un modo per rimarcare l'alta qualità della vincitrice. Ovviamente :-)

Ancora non c'e' un vincitore ufficiale, che ci sara' solo quando il rettore avra' approvato "gli atti" del concorso. Questo e' il motivo, credo, per cui nella petizione non si fanno nomi.

Presumibilmente la commissione ha gia' preso una (prima) decisione e se un nome circola cosi' insistentemente vuol dire che questa decisione e' nota.

Per questo la pressione che come firmatari esercitiamo e' utile: la commissione e' ancora in tempo a prendere una (seconda) decisione e se la prima fosse confermata il rettore e' ancora in tempo a non approvare gli atti.

Ho firmato anch'io, naturalmente.

Due considerazioni:

(1) Adesso abbiamo il dovere morale di fare quello che aveva iniziato a fare Roberto Perotti, ovvero di monitorare TUTTI i concorsi sui quali siamo competenti e denunciare apertamente i casi sui quali non ci possono essere ne' se ne' ma.

(2) Per quanto la pressione che esercitiamo sia fondamentale, la soluzione al problema sappiamo qual e': liberta' completa di assumere chi uno vuole (cioe' abolizione dei controlli ex ante) e finanziamenti ai dipartimenti, alle facolta' e alle universita' legati in maniera significativa alla produttivita' scientifica delle persone assunte o promosse nell'arco degli ultimi 5-15 anni (cioe' un forte controllo ex post). Dovremmo preparare una petizione anche su questo.

Giulio, la commissione ha chiuso i suoi lavori proclamando vincitrice Anna Spada. Questo è un fatto. Vero che gli atti non sono stati approvati dal Rettore, ma non stiamo parlando del nulla o di vaghi sospetti. Stiamo commentando un fatto, qualcosa di accaduto. E qualcosa che non può essere difeso in alcun modo, pur ammettendo una pluralità di criteri di valutazione. Nessun criterio ragionevole porterebbe all'esito deciso dalla commissione del Piemonte Orientale. E' per questo che ho firmato. 

Gli atti sono approvati dal Rettore che "decreta" il vincitore che prenderà servizio (non c'è chiamata nei concorsi da ricercatore) alla prima occasione... Di solito (cioè sempre) il rettore non entra nel merito delle decisioni, ma può fare dei "rilievi di forma" sui verbali, rimandandoli indietro alla commissione per eventuali emendamenti...

Giulio, non c'è nulla da monitorare... non ci sono conorsi dal 2007, anno della programmazione, cioè dal 2008 anno dei bandi... forse ripartiranno a ottobre prossimo, dopo sostanziali 5 anni di blocco, ma non è definito ancora il decreto attuativo (circola la bozza, ma non è mai andato in gazzetta) e non è detto che Profumo non ci voglia mettere un minimo le mani...

I prossimi concorsi saranno ad "idoneità nazionale" un modo per salvarsi l'anima e poi lasciare ai neonati dipartimenti gli spazi per fare le loro porcherie (frase sintetica che presuppone un lungo noisio ragionamento su quelle che sono le mie previsioni future a riguardo)...

I concorsi da ricercatore (a tempo determinato) come quello in oggetto non esistono più, quelli in itinere sono tutti con nuove regole e gestiti in una qualche misura dai dipartimenti che hanno la facoltà di ritagliare il profilo che a loro più interessa e quindi assumere chi più piace a loro...

La tua proposta è anche la mia, ognuno (ogni dipartimento cioè) scelga chi vuole (questa è l'autonomia dell'univ), salvo poi pagarne il fio. Era in un certo senso l'unica vera riforma che andava fatta, ma per farla occorreva investire fondi (l'italia investe in istruzione circa lo 0.9 del Pil mentre la media dei paesi ocse è dell'1,4) e fare dell'anvur un'agenzia seria e non una scatola vuota...

ps. dimenticavo: non ci sarà nulla da monitorare 2, perchè visti i bilanci delle università e le regole del turn-over la stragrande maggioranza di queste non riuscirà ad assumere manco il cane per fare la guardia al cancello del rettorato...

 

Giulio, non c'è nulla da monitorare... non ci sono conorsi dal 2007, anno della programmazione, cioè dal 2008 anno dei bandi... forse ripartiranno a ottobre prossimo, dopo sostanziali 5 anni di blocco, ma non è definito ancora il decreto attuativo (circola la bozza, ma non è mai andato in gazzetta) e non è detto che Profumo non ci voglia mettere un minimo le mani...
I prossimi concorsi saranno ad "idoneità nazionale" un modo per salvarsi l'anima e poi lasciare ai neonati dipartimenti gli spazi per fare le loro porcherie

 

Metti insieme i due (miei) grassetti: il secondo contraddice il primo :-).

 

 

Giulio peccato che sei di Poggibonsi e non puoi cogliere le sfumature dialettali del cosentino, ma la tua prova di mio ragionamento contradditorio meriterebbe migliore commento: ma di quali contraddizioni parli??

Ad essere un minimo concreti nelle più rosee (o fosche?) delle ipotesi i concorsi "con idoneità nazionale" saranno banditi a ottobre 2012 (sempre che i Maya abbiano torto e Profumo abbia di meglio (o peggio) da fare). Fra estrazioni, rinunzie, proroghe e cotillion i primi chiuderanno i battenti a fine 2013: cosa mi vuoi monitorare? Ti vedo piantonare il sito del Cineca per i prossimi due anni...

Uno studio, (magari mi prendo il tempo per rileggermelo con cura e essere più preciso), di due ricercatori nostrali (inviato per conoscenza alla commissione Anvur) ha mostrato che nei nostri settori scientifico disciplicari (Secs p01,02,03 Eco Pol, Pol Econ e Sciez delle finanze) i criteri bibliometrici adottati (mediana della distribuzione indotta dal quadrato di Durfee o altri indici assimilabili) sono così poco restrittivi da fare sostanzialmente "Todos caballeros"...

A quel punto la coscenza è a posto...la Gelmini e i Minosse lombardi possono stare tranquilli, adesso abbiamo il concorsone nazionale e quindi la nostra anima ritorna linda come prima del peccato originale dei concorsi locali...

A quel punto ogni università potrà attingere al "listone nazionale" e..... zitti zitti,.... mentre il buon Zanella monitora, siamo arrivati felicemente al capodanno del 2014,... i direttori di dipartimento di certo vorranno fare le loro belle chiamate dei locali, amici, parenti, accoliti, affini che superando la mediana dell'indice ecc ecc hanno sulle camicie azzurre oxford al posto delle cifre del nome la scritta IDONEO e busseranno ai rettori, i quali terrorizzati del monitoraggio, si frugheranno nelle tasche e subito dopo esploderanno in una sonora pernacchia per i direttori dei diparitmenti di cui sopra. Peccato che queste pernacchie nessuno le ascolterà perchè si confonderanno con i botti del capodanno 2014...

nella speranza di essermi contraddetto ti saluto e a presto,

malpa

Si può avere copia e/o link di  questo studio?

Grazie

Io l'ho visto presentato a settembre scorso alla SIEP, conosco gli autori e ho chiesto che me ne mandassero copia... non so quanto sia definitivo, quanto sia già circolato e "reso pubblico"...

Per correttezza nei loro confronti, contatto gli autori (quasi-)subito e chiedo loro... poi a seconda delle loro indicazioni, rispondo...

i direttori di dipartimento di certo vorranno fare le loro belle chiamate dei locali, amici, parenti, accoliti, affini che superando la mediana dell'indice ecc ecc 

 

Ernesto, lasciami difendere la categoria: non sono i Direttori a chiamare, ma i Dipartimenti. I direttori sono semplici esecutori della volontà dei Dipartimenti.

i direttori di dipartimento di certo vorranno fare le loro belle chiamate dei locali, amici, parenti, accoliti, affini che superando la mediana dell'indice ecc ecc 

 

Ernesto, lasciami difendere la categoria: non sono i Direttori a chiamare, ma i Dipartimenti. I direttori sono semplici esecutori della volontà dei Dipartimenti.

Fausto, scusa, ma il pranzo della suocera è stato aggravato da un micidiale giro per negozi per regali e non ti ho ancora precisato che cosa intendevo nell'altro post con "visione onirica" dell'accadedemia italiana...

Ovviamente in quello che scrivo stavo a significare che i Direttori di dipartimento si recano dal rettore per bussare a budget "rappresentando" (è la terminologia tipica che trovo vomitevole) le esigenze del dipartimento... è una figura retorica (non mi ricordo piu come min... si chiama) quando si indica la parte per il tutto...

cmq giusto per offendere la categoria, spesso i direttori e i presidi (vedi appunto la vicenda di cui in oggetto) sono i più spregiudicati e i più baroni... tanto più che nella maggior parte delle sedi direttori, presidi, e rettori sono praticamente cariche "a vita"....

 

 

è una figura retorica (non mi ricordo piu come min... si chiama) quando si indica la parte per il tutto...

sineddoche. "che bella f..." al passaggio di una bella ragazza, è un  esempio piuttosto usato. :-)

spesso i direttori e i presidi (vedi appunto la vicenda di cui in oggetto) sono i più spregiudicati e i più baroni... tanto più che nella maggior parte delle sedi direttori, presidi, e rettori sono praticamente cariche "a vita"..

Grazie della stima, Ernesto. :-)


Intendevo dire questo, Ernesto: i dipartimenti chiameranno dalle liste degli idonei nei concorsi nazionali; confrontando quelli che vengono chiamati con quelli che non vengono chiamati uno puo' giudicare se le chiamate procedono secondo criteri scientifici oppure no.

Piu' difficile (molto) che in un concorso in cui n persone hanno fatto esplicitamente domanda in un posto, certo, ma non e' vero che non c'e' piu' nulla da monitorare. Scelta discrezionale implica scelta da giudicare, in questo senso vedo una contraddizione in quello che dici sopra (e l'accento di gioventu', ahime', l'ho perso da tempo).

Giulio Zanella scrive:

i dipartimenti chiameranno dalle liste degli idonei nei concorsi nazionali; confrontando quelli che vengono chiamati con quelli che non vengono chiamati uno puo' giudicare se le chiamate procedono secondo criteri scientifici oppure no.

[...] Scelta discrezionale implica scelta da giudicare, in questo senso vedo una contraddizione in quello che dici sopra (e l'accento di gioventu', ahime', l'ho perso da tempo).

Giulio (provo a dire qualcosa anche sulla presunta visione onirica attribuita amichevolmente da me a Fausto e Andrea Moro e la prendo larga) , stiamo ragionando su un decreto attuativo che non ha ancora una sua veste definitiva. Tuttavia ti invito a seguire il mio ragionamento minimale.

Nello studio che ho menzionato, e di cui Giovanni Federico mi chiedeva dettagli, si sottolinea che sulla base dei criteri per l'avanzamento di carriera stabiliti dall'Anvur il valore mediano della distribuzione indotta dal quadrato di Durfee, uno degli indici bibliometrici più osannnati e usati per valutare qualità/produttività e non so che altro dei ricercatori, è, per i nostri settori pari a (non faccio distinguo è inutile basta seguire il filo di quello che voglio dire) 2, valore basso proprio perchè ci sono moltissimi zeri esattamente come quelli della candidata del concorso in oggetto. Ma valore così basso da rendere appunto "Todos cabelleros" nella prossima tornata concorsuale.

Ci sarebbe da fare un piccolo lungo inciso sulla formazione della commissione giudicatrice del concorsone nazionale, ma mi astengo per non allungare troppo il brodo...

A quel punto, la riforma prevede che le università riscrivendo lo statuto si autodisciplinino riguardo l'indire nuovi concorsi. Questo che vuol dire? Vuol dire che attaverso un regolamento interno, disciplinato dallo statuto di ateneo ogni università può regolamentarsi come meglio crede. Cioè, ancora: fare un altro concorso con tutti i crismi del concorso pubblico italiano a cui possono partecipare solo quelli con la "camicia azzurra oxford con scritto sopra IDONEO" oppure semplificarsi l'esistenza (non è proprio così perchè poi ci sono delle regole sulla composizione delle commissioni di ateneo che sono super cervellotiche) ed "attingere DIRETTAMENTE" al listone degli idonei nazionali.

Immaginiamo la lista degli idonei sia composta di sole due persone una con 12 articoli su Econometrica e un'altra con 12 articoli pubblicati su dei giornali di fascia bassa diciamo quelli compresi tra il n°150 e il n°159 di questa classifica: qui.... Ora, l'università X decide di assumere il secondo perchè è un interno, gli costerebbe decisamente meno, si occupa di argomenti che interessano l'area sua di riferimento all'interno del dipartimento ed è un onesto lavoratore che fa benino il suo mestiere senza essere nè un asino nè un imbroglione... L'altro invece che fa ricerca (che alcuni definiscono di frontiera) ma che interessa a 16 persone in tutto il mondo resta a spasso per 4 anni perchè nel frattempo nessuno ha trovato i soldi per chiamarlo e perde l'idoneità...

Fine del racconto: mi dici ( o me lo puo dire qualcun altro) in questa ipotesi sufficientemente realistica dove il "dipartimento chiamante" sarebbe da condannare, avrebbe dei comportamenti deprecabili e quale comportamento andrebbe monitorato col fucile spianato?

Una commissione nazionale ha detto che sono entrambi idonei a ricoprire il ruolo di prof ordinario, teniamo conto del fatto che l'esito del concorso è una lista di idonei ( a huge indifference class), in cui appunto "todos caballeros" non è una classifica ordinata ( a complete poset) dal migliore al peggiore....perciò nulla da contestare al dipartimento che seglie come vuole e nulla per cui essere sanzionato....

Vorrei aggiungere molto di più ma mi accorgo di essere stato lunghissimo e smetto.... solo un'ultima cosa: la quota premiale (quella data alle facoltà, prossimamente ai dipartimenti) è per il momento pari al 7% dell'ffo e si calcola non già solo sul merito dei componenti facoltà-dipartimento ma anche sulla percentuale dei laureati in corso e altro.... Tradotto in soldi: un dipartimento di un ateneo super virtuoso (aggettivo il cui significato è da specificare) ha ricevuto di quota premiale per il 2010 circa 18mila euro (non ci si copre un assegno di ricerca) per il 2011 dopo il taglio ulteriore dei fondi circa 11mila... e noi ragioniamo su meriti e incentivi... boh!

 

il valore mediano della distribuzione indotta dal quadrato di Durfee, uno degli indici bibliometrici più osannnati e usati per valutare qualità/produttività

Scusa ma cosa c'entra il quadrato di Durfee? L'ANVUR suggerisce di idoneare i candidati che superino la  mediana dei professori associati o ordinari in due indici fra tre - numero di citazioni (su Google scholar?) H-index e numero di articoli in riviste ISI. Questo fantomatico paper calcola questi tre indici o no? Nel primo caso, cosa trova? Todos caballeros come dici? Nel secondo caso, francamente mi sembra una esercitazione intellettuale di scarso peso. La mediana del numero di premi Nobel è sicuramente zero in tutti i settori, e quindi tutti passerebbero se venisse adottata come criterio. So what?

 

Scusa ma cosa c'entra il quadrato di Durfee?

L' h-index e' il lato del quadrato di Durfee quindi sicuramente c'entra, ma anch'io mi chiedo come sia mai possibile che il risultato sia todos caballeros. Nel caso in questione, ad esempio, h-index avrebbe sicuramente scremato la vincitrice.

Giovanni Federico scrive:

il valore mediano della distribuzione indotta dal quadrato di Durfee, uno degli indici bibliometrici più osannnati e usati per valutare qualità/produttività

Scusa ma cosa c'entra il quadrato di Durfee? L'ANVUR suggerisce di idoneare i candidati che superino la  mediana dei professori associati o ordinari in due indici fra tre - numero di citazioni (su Google scholar?) H-index e numero di articoli in riviste ISI. Questo fantomatico paper calcola questi tre indici o no? Nel primo caso, cosa trova? Todos caballeros come dici?

Alla prima domanda ha risposto Marco Mariotti. E' con questo nome che è conosciuto in analisi combinatoria, nel nostro caso: "the h index is the size of the (smallest) Durfee square contained in the Ferrers diagram of the citation distribution".

Si il paper calcola proprio questi indici per le classi concorsuali secs p01,02,03.... Dieci minuti fa ho scritto e chiesto ad uno dei due autori il permesso di citare loro e il loro lavoro (che ripeto ho visto presentato alla riunione della Siep di settembre scorso) in questi scambi.

Il risultato all'ingrosso è il seguente che P01 (economia politica) meglio di P02 (pol econonomica) meglio di P03 (sci, delle finanze) in termini del valore mediano più alto, ma che sostanzialemente il vincolo morde poco. Non ricordo il dettaglio ma la taglia del quadrato di Durfee dava valore mediano pari a 2 per qualcuno dei suddetti settori, un valore cioè che nei concorsi da ordinario avrebbero praticamente (quasi)tutti, esclusi veramente pochi.

Da qui la mia deduzione, se resta così e Profumo non ci mette il naso, al prossimo giro Todos caballeros, che non vuol dire 100/100 ma magari 70/100 si...

A quel punto, con questo ffo e il disastro delle casse degli atenei italiani ci sarà da ridere... ma questo è un altro discorso...

invece questa:

Nel secondo caso, francamente mi sembra una esercitazione intellettuale di scarso peso. La mediana del numero di premi Nobel è sicuramente zero in tutti i settori, e quindi tutti passerebbero se venisse adottata come criterio. So what?

non l'ho capita... Si riferisce all'esempio fatto a Zanella?

Ho capito, il problema vero non e' il criterio in se', h-index, Durfee, tapered h-index, whatever, il problema e' l'uso della mediana per una distribuzione di una  popolazione disastrata come quella dei docenti italiani (sotto il profilo delle pubblicazioni). Bisogna fissare criteri assoluti, non relativi alla popolazione italiana: uno deve avere almeno x pubblicazioni con almeno y citazioni, oppure in un insieme di riviste prestabilito, ad esempio le prime cento della classifica del cretese (piu' Theoretical Economics...), o similia, altrimenti succede quel che dicono i tuoi amici.

Meglio di tutto ovviamente, come detto da te ed altri, sarebbe far ricadere sul groppone delle Universita' le responsabilita' delle loro scelte.

Marco Mariotti scrive:

il problema e' l'uso della mediana per una distribuzione di una  popolazione disastrata come quella dei docenti italiani (sotto il profilo delle pubblicazioni). Bisogna fissare criteri assoluti

Meglio di tutto ovviamente, come detto da te ed altri, sarebbe far ricadere sul groppone delle Universita' le responsabilita' delle loro scelte.

Esatto il problema è il pregresso! Se riandate a sfogliare i bollettini dei concorsi di Perotti vi accorgete che ci sono stuoli di ordinari che beccano zero in tutti i parametri considerati (dall'assenza di dottorato alla mancanza di pubblicazioni nazionali e internazionali) da cui discende un valore basso della mediana dell'indice ecc ecc

Due cose: 1) questo non è vero per tutti i settori concorsuali. In Italia continuano ad esserci in molti settori delle eccellenze nonostante siamo tutti alla fame; 2) perchè nel settore delle discipline economiche sia così non è un fatto che può essere solo spiegato dicendo che "sono tutti asini"...

Si, una riforma semplice delle procedure concorsuali poteva essere questa. Sceglietevi chi vi pare poi vi valutiamo. Ma la cosa sarebbe dovuta essere fatta con cura: soldi (se mi premi un dipartimento cosiddetto virtuoso con 11mila euro l'anno e questi soldi sono nella disponibilità di direttori e referenti d'area asini e imbroglioni invogli a non pubblicare e a non iserire le migliori pubblicazioni nel database usato nella valutaizone) e incentivi (a pagare gli errori è il dipartimento e il mafiosone di turno che ha scelto di assumere il suo segretario).

Tutto ciò in Italia, come abbiamo visto dalla riforma non è praticabile, da qui quello che io chiamo la visione onirica della realtà accademica.... Tristemente non si può ragionare da economisti dicendo "Se fossimo negli Stati Uniti o in Inghilterra o..., allora...." siamo in Italia e bisogna fare i conti ad esempio con la 70ina di parlamentari prof universitari che una riforma del genere l'avrebbero bloccata subito....

 

Non ricordo il dettaglio ma la taglia del quadrato di Durfee dava valore mediano pari a 2 per qualcuno dei suddetti settori, un valore cioè che nei concorsi da ordinario avrebbero praticamente (quasi)tutti, esclusi veramente pochi.

Avrebbe escluso per definizione metà degli ordinari - e quindi se l'affermazione nel riquadro è vera, il meccanismo migliora, seppur lentamente la qualità media del corpo docente.

L'esempio del premio Nobel è evidente. La mediana di un eventuale criterio "premio Nobel" sarebbe zero (non ci sono premi Nobel fra i professori italiani) e quindi passerebbero tutti i candidati senza premio Nobel - cioè tutti. Era un esempio di criterio assurdo e non contemplato dall'ANVUR. Sapete, non tutti conoscono ill in calcolo combinatorio e quindi sanno che l'h-index è (smallest) Durfee square contained in the Ferrers diagram of the citation distribution. 

Giovanni Federico scrive:

 

Non ricordo il dettaglio ma la taglia del quadrato di Durfee dava valore mediano pari a 2 per qualcuno dei suddetti settori, un valore cioè che nei concorsi da ordinario avrebbero praticamente (quasi)tutti, esclusi veramente pochi.

Avrebbe escluso per definizione metà degli ordinari - e quindi se l'affermazione nel riquadro è vera, il meccanismo migliora, seppur lentamente la qualità media del corpo docente.

Ovviamente se ad essere "promossi" sono solo quelli al di sopra strettamente della mediana la qualità migliora. Senonchè la mediana di bla bla è calcolata sugli ordinari già tali e sono gli associati che devono superare con i loro indici bla bla il valore mediano della "fascia" che gli sta sopra. In altre parole  e sempre all'ingrosso fatti 100 gli associati almeno 70 sono meglio della mediana della distribuzione dell'indice bla bla degli ordinari, da cui ripeto, todos caballeros: il vincolo è talmente weak che non vincola un bel niente...

Sulla considerazione di cosa faranno dopo quei 70 idonei ho già detto. Resta tuttavia da sottolineare come la qualità media è già più elevata di qualche anno fa (lo dice l'esempio stesso il 70% degli associati è meglio del....)... Un solo dato a riprova è il concorso da ricercatore di cui stiamo dibattendo in questo post... 10-15 anni fa al massimo gli aspiranti ricercatori avrebbero avuto qualche wp, oggi hanno diverse pubblicazioni alcune di buon-ottimo livello....

Riguardo l'equivalenza tra il quadrato di Durfee e l'indice di Hirsch non ne sapevo nulla nemmeno io fino a quando un comune amico (comune anche a Marco Mariotti) non me l'ha fatta osservare facendomi leggere un suo articolo apparso su Scientometrics su una caratterizzazione parametrica degli indici (piu noti) di valutazione...

 

 

 

all'ingrosso fatti 100 gli associati almeno 70 sono meglio della mediana della distribuzione dell'indice bla bla degli ordinari,

Non so dove tu abbia preso questo dato, ma ti hanno già risposto gli autori dell'articolo: circa due terzi degli associati non passerebbe. In ogni caso, quello che conta, dato il meccanismo concorsuale. è migliorare la qualità degli ordinari

Scrive Giovanni Federico:

all'ingrosso fatti 100 gli associati almeno 70 sono meglio della mediana della distribuzione dell'indice bla bla degli ordinari,

Non so dove tu abbia preso questo dato, ma ti hanno già risposto gli autori dell'articolo: circa due terzi degli associati non passerebbe. In ogni caso, quello che conta, dato il meccanismo concorsuale. è migliorare la qualità degli ordinari

Io questo dato l'ho inventato! Facevo un esempio. Ammesso siano 100 i candidati al concorso per ordinario, con il criterio Anvur pre-revisione, cioè col lavoro che ho visto presentato io a settembre scorso, il 70% (forse oltre) quindi 70 potrebbero essere idoneati. Infatti se si usa la banca dati Scopus, i nostri trovano che la mediana dell'h (valore mediano di Durfee ecc) è per gli ordinari in P01 pari a 2 e per P02 e P03 pari a 1. Nomeri mostruosamente bassi per essere vincolante,

Viceversa, post revisione dei criteri anvur e quindi del lavoro, un autore, come vi ho riportato, mi scrive che il criterio anvur è ora piu restrittivo perchè di 100 (numero mio inventato) ne passerebbero 30 (circa un terzo)...

Qualità e selezione:

La qualità come scrivevo in un precedente post è GIA' aumentata. Chi si presenta oggi per un concorso da ricercatore ha i titoli (dottorato+ pubblicazioni) che la maggior parte degli ordinari (attenzione: parlo solo, - ripeto - dei settori concorsuali di economia P01,02,03, degli altri nulla so), in circolazione (per motivi vari) non ha accumulato in tutta la carriera...

Quindi (e rispondo al suo post delle 14,10) non è il criterio che migliora la qualità, la qualità è già migliore di suo, semmai il criterio nel tempo farà in modo che l'asticella si alzi poco alla volta...

Andiamo a dati veri: in Italia (fonte MIUR) ci sono 212 associati in P01, 92 in P02 e 39 in P03 per un totale di 343 associati. Il criterio anvur, che i miei amici hanno analizzato, bolla come impresentabili i 2/3 (60-70% dice un autore) di 343, quindi diciamo papabili un centinaio di associati... Un numero mostruoso viste le finanze degli atenei...

Io mi riferisco alla qualità degli ordinari, che, data l'attuale struttura gerarchica dell'università, è parametro essenziale. Gli ordinari stanno in tutte le commissioni per l'idoneità ma sopratutto continueranno a gestire  le assunzioni a livello locale.

Scusate ma continuo a non capire come possano essere "todos cabvalleros". Che l'h-index sia basso poco importa, basta che non sia zero. Per definizione meta` degli ordinari sara` sotto la mediana. Per poter essere tutti promossi o quasi, gli associati dovrebbero essere molto piu` bravi degli ordinari, e i ricercatori molto piu` bravi degli associati.

Per definizione meta` degli ordinari sara` sotto la mediana.

Esercizio: Se ci sono 8 persone alte due metri, una alta un metro, e una alta tre metri, qual e' l'altezza mediana? Quante persone ci sono che raggiungono la mediana?

Hint: Ci sono 9/10>=1/2 persone alte almeno due metri, e  9/10>=1/2 di persone alte al piu' due metri.

 

Grazie qualcosa di statistica la ricordo ancora. Non ricordo invece se il criterio ANVUR specifichi >= o strettamente > della mediana. Il mio punto e` che un candidato deve confrontarsi con la mediana della fascia superiore. Il criterio quindi e` debole solo se non c'e` grande differenza tra le fasce. Nel mio settore la differenza e` significativa, mi pare di capire che nei settori di cui parlate non ci siano differenze rilevanti. 

la commissione ha chiuso i suoi lavori proclamando vincitrice Anna Spada

Ok, mi mancava questo pezzo di informazione.

E qualcosa che non può essere difeso in alcun modo, pur ammettendo una pluralità di criteri di valutazione

Needless to say, siamo d'accordo. La mia osservazione rispondeva solo alla domanda di Andrea "perche' nel testo della petizione non c'e' il nome del vincitore?"

 

E i nomi dei Ch.mi e Ill.mi Professori Ordinari a tempo indeterminato membri della Commissione che erano investiti della responsabilità di prendere questa decisione? Quelli si sanno già di sicuro, no?

Mi pare che manchino anche questi nella petizione.

Se guardi il documento con i criteri di massima trovi alla fine anche i commissari

vero.  scriviamoli, certo:

La Commissione era composta da Salvatore Rizzello (membro designato), Damiano Silipo, Giorgio Calcagnini. 

 

 

(2) Per quanto la pressione che esercitiamo sia fondamentale, la soluzione al problema sappiamo qual e': liberta' completa di assumere chi uno vuole (cioe' abolizione dei controlli ex ante) e finanziamenti ai dipartimenti, alle facolta' e alle universita' legati in maniera significativa alla produttivita' scientifica delle persone assunte o promosse nell'arco degli ultimi 5-15 anni (cioe' un forte controllo ex post). Dovremmo preparare una petizione anche su questo.

Segnalo che Universitas Futura, un gruppo di accademici e ricercatori italiani, in prevalenza di Scienze, sostiene piu' o meno le stesse posizioni, abbiamo anche prodotto un documento consegnato ai consulenti del ministro Gelmini ai tempi della preparazione della riforma.

Capisco quanto dici ma credo che il problema, reso evidente da questi casi più eclatanti, stia nello svolgimento dei concorsi "normali", dove non ci sono zeri, e dove risulta difficile all'uomo della strada capire il trucco. Possiamo anche svolgere monitoraggio, ma casi come questo sono pochi. Per gli altri, andare a sindacare giudizi soggettivi è un po' delicato. Quindi possiamo e dobbiamo monitorare e riportare i casi piu' eclatanti (questo nemmeno si faceva fino a pochi mesi fa), ma per il resto la strada e' difficile. 

Se ci pensi, non si sente mai qui dalle mie parti dire "quel dipartimento ha sbagliato ad assumere x", e questo non perche' non ci sia chi preferisce y ad x o viceversa, ma perche' se sbagliano sono c... loro! Eppure, in Italia tutto il dibattito di policy del reclutamento da quando sono nato riguarda le modalita' di svolgimento dei concorsi, piuttosto che i costi da far pagare a chi sbaglia ad assumere. 

Se ci pensi, non si sente mai qui dalle mie parti dire "quel dipartimento ha sbagliato ad assumere x", e questo non perche' non ci sia chi preferisce y ad x o viceversa, ma perche' se sbagliano sono c... loro!

 

Esattamente, Andrea. E' questo il punto. Occorre fare in modo che i dipartimenti abbiano discrezionalità ma anche che paghino per le conseguenze dei loro errori. I concorsi vanno aboliti. Questo è un outlier perché hanno fatto una cosa indifendibile, ma nella maggior parte dei casi non è e non sarà così. 

Fausto e Andrea Moro credo che rappresentiate una versione onirica della realtà accademica italiana...

adesso devo andare a pranzo dalla suocera ... se sopravvivo ne riparliamo... ;-)

A scanso di equivoci, Ernesto, quando dico che nella maggior parte dei casi non è così intendo dire che non è così sfacciata la prevaricazione e non che vince il miglior candidato.

liberta' completa di assumere chi uno vuole (cioe' abolizione dei controlli ex ante)

Per gli adoratoratori del libberismo.

Una strenna di Natale.

RR

 

Ho appena ricevuto, via email, il seguente messaggio da parte di Damiano Silipo

Cari colleghi,
con riferimento al Concorso di ricercatore in Economia Politica bandito dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università del Piemonte Orientale e alla discussione sui suoi esiti avviata nell'ambito della comunità degli economisti, tengo a precisare che ho espresso un voto difforme dalla maggioranza dei commissari e che nei miei giudizi ho tenuto in debita considerazione le pubblicazioni su riviste internazionali. L'ovvia riservatezza, a cui sono tenuto rispetto alla pubblicità degli atti del concorso, mi impone di evitare ogni ulteriore commento al riguardo.
Cordiali saluti e buon lavoro.
Damiano Bruno Silipo

Mi sembra una buona notizia: non tutti sono disposti ad avallare l'indifendibile.

Per Giovanni Federico e eventuali altri interessati. Uno dei due autori del lavoro che vi menzionavo sul calcolo degli indici bibliometrici da indicazioni Anvur mi ha risposto e scrive:

Caro Ernesto,

fra qualche settimana sarà pronta la revisione di quel lavoro della SIEP il cui lavoro è continuato in questi mesi.

[…]

In questa versione abbiamo quindi specificatamente simulato e comparato i cirteri ANVUR e CUN (per quanto possibile visto ancora l'aleatorietà delle definizioni...) con i dati aggiornati al 1 novembre 2011, nonchè adeguato i criteri alle modifiche "accettate" dall'ANVUR il 25 luglio in ragione del dibattito di questi ultimi mesi (normalizzazioni, utilizzo di isi rispetto a google scholar, criterio dei 2 su 3 criteri, ecc.).

Purtroppo essendo under review non possiamo ancora darti un documento […]

Quello che posso anticiparti è che adesso i criteri sono più selettivi (i soggetti NON ammessi all'abilitazione alla fascia superiore sono intorno al 60-70% della fascia di provenienza mentre viene confermata il risultato apparentemente "anomalo" di associati mediamente più bravi (mediane maggiori) degli ordinari per tutti e 3 gli SSD, nonchè differenze tra p01, p02 e p03 (con gli ultimi caratterizzati da mediane inferiori agli altri 2 SSD).

Non appena questa versione avrà concluso il suo iter te lo inoltrerò, così da poterla non solo leggere ma segnalare ai tuoi lettori del blob.

[…]

Occorrerà pazientare per leggere il lavoro definitivo.

Quindi il criterio ANVUR è fortemente selettivo (2/3 degli associati non potrebbe presentarsi al concorso  a cattedra) e rappresenta quindi un notevole salto  di qualità rispetto alla situazione attuale Speriamo venga adottato. Per quanto riguarda il confronto fra ordinari ed associati, c'è qulacuno che si stupisce in questo blog?

Gentili Sottoscrittori,

nel darvi conferma di aver ricevuto la mail, che esaminerò con la dovuta attenzione, desidero precisare che sto valutando la documentazione del concorso in oggetto con lo scrupolo e la diligenza che ritengo di aver sempre adottato. Anticipo inoltre che comunicherò anche all'indirizzo mail mittente le decisioni che saranno assunte.
Con i migliori saluti.

Paolo Garbarino

In data 16 dicembre 2011, il Rettore Prof. Paolo Garbarino ha inviato ai sottoscrittori della Lettera aperta il seguente comunicato:

In merito al concorso per un posto di ricercatore di Economia politica bandito dalla Facoltà di Giurisprudenza di Alessandria, il Rettore, professor Paolo Garbarino, dopo aver effettuato una verifica degli atti, ha riscontrato irregolarità. Gli atti, pertanto, non sono stati approvati e sono stati rinviati alla Commissione giudicatrice. La Commissione è stata invitata formalmente a riconvocarsi per rinnovare la procedura concorsuale a partire dalla definizione dei criteri, in coerenza con la normativa vigente.

Mi sembra una buona notizia. Adesso la palla è di nuovo nelle mani della Commissione e speriamo si arrivi ad un esito migliore, nel senso di più rispettoso del merito. L'altra buona notizia è che la pressione dell'opinione pubblica ha funzionato. Non ne ho la certezza, nel senso che magari il Rettore avrebbe preso la stessa decisione comunque, ma diciamo che male non ha fatto. 

L'altra buona notizia è che

L'altra buona notizia è che la regolamentazione dei concorsi può funzionare, per quanto il Baronume cerchi, in prima istanza, di ignorarla.

Ampio credito va dato, infatti, all'esistenza del già ricordato DM sulla valutazione per i concorsi da ricercatore. I Baronazzi se lo tengano a mente.

RR

La brutta notizia è che non si può postare niente senza essere seguiti da post contenenti il solito repertorio trito e del tutto privo di contenuto di Renzino. Che tristezza!

repertorio trito e del tutto privo di contenuto di Renzino

Repertorio ignoto a taluni, ma denso di contenuto.

RR

 

Ti posso chiedere perche' metti sempre la sigla RR dopo ogni commento? :-)

Onestamente il rinvio degli atti sembra, oserei direi in modo limpido, l'effetto della pressione sociale, in assenza della quale il DM resterebbe lettera morta e la quale, sola, può innescare un circolo virtuoso ed è, anche per questo, opzione di gran lunga preferibile alla extrema ratio che è il ricorso ai tribunali.
Da una parte c'è un modo di risolvere le cose endogeno, adulto ed autonomo, espressione della comunità interessata, dall'altra un modo esogeno, calato dall'alto e dall'esterno, destinato ad essere inefficiente in quanto episodico.

dall'altra un modo esogeno, calato dall'alto e dall'esterno, destinato ad essere inefficiente in quanto episodico

Temo, per te, che i 12 candidati "perdenti" non saranno d'accordo.

RR

Una buona notizia di cui si sentiva il bisogno. Forse impegnandosi opportunamente riusciamo a portare l'Italia verso alcuni standard civili comuni altrove.

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