Il concorsone degli insegnanti

24 dicembre 2012 andrea moro

La stampa nazionale ha riportato gli esiti della prova di pre-selezione dei candidati da ammettere all'ennesimo concorsone per il reclutamento degli insegnanti. La premessa (il reclutamento tramite "concorsone") è già deprimente. Ma ancora più deprimente è dare una scorsa alle domande (che, incuriosito, sono andato a sbirciare, visto che sono tutte disponibili sul sito del ministero), e scoprire che due terzi dei 264mila concorrenti non sono riusciti a passare il test. Ho imparato qualcosa, se ce ne fosse bisogno, sullo stato del paese e sull'esigenza di fermarne il declino.

Il concorso, che serviva a preselezionare i candidati in attesa del concorso vero e proprio, è stato generalmente ritenuto "difficile" forse anche a causa dell'esito mediamente negativo. Non mancano le lamentele di chi non è passato, sostenendo che le domande erano poco attinenti alle capacità pedagogiche dei candidati. Non hanno torto: non c'è dubbio che le domande non verificassero in alcun modo la capacità di insegnare. Ma era questo lo scopo? In questo articolo pongo una questione diversa: vogliamo che i nostri figli imparino da persone che non riescono a passare un semplice test? E quanto semplice era questo test? 

Io credo che il test fosse abbastanza semplice. E no, non vorrei che gli insegnanti di mia figlia fossero persone incapaci di passarlo. Mi sento un po' a disagio, perché con oltre 150mila bocciati la probabilità che ci sia fra di essi qualche lettore di nFA e qualche amico non è bassa. Sono perciò pronto ad essere smentito: se la pensate diversamente, distruggetemi nei commenti. Però vorrei provare a convincere il lettore che ho ragione, fornendo qualche esempio di domanda. 

Quanto agli amici che non sono passati, è possibile che qualcuno abbia avuto una speciale ansia da esame. È possibile che qualcuno abbia trovato la domanda con il condizionale passato in inglese, con il quale è sempre facile fare confusione. O la  domanda sul BIOS del computer. Ma è difficile credere che due terzi dei candidati siano stati "sfortunati" da aver trovato, tutti, le domande strane o difficili. Casi individuali a parte, l'esito del concorso la dice lunga sulla qualità del capitale umano esistente nel nostro paese (se non sbaglio, per concorrere occorreva una laurea) e sulla qualità di chi pensa di essere in grado di formare i nostri figli.

Il test consisteva di 50 domande, tutte obbligatorie, da risolvere in 50 minuti. Un punto per ogni risposta corretta, -0.5 punti per ognuna sbagliata. Si passava con 35 punti. Quante domande si potevano sbagliare senza essere bocciati? Questa domanda non c'era, ma sarebbe stata una delle più difficili, di quelle cioé che per risolverle occorreva pensare un po' e risolvere un'equazione lineare (o poterlo fare anche senza sapere cosa sia un'equazione lineare). La risposta è 10, si potevano sbagliare dieci domande su cinquanta e passare il test. 

Quante ce ne erano di "difficili" (virgolette d'obbligo, qualificherò la parola sotto)? Ho scorso le domande di un paio di test e di difficili ne ho trovate più o meno 4-5 nella sezione logico-matematica, 1 o 2 in quella di comprensione del testo, 1 o 2 nella sezione di inglese, e, per un utilizzatore medio di computer, 3 o 4 nella sezione informatica. Ovviamente si tratta di valutazioni soggettive, ma sotto metterò alcuni esempi per darvi un'idea. Anche raddoppiando questi numeri, era possibile individuare quasi sempre almeno una o due opzioni ovviamente sbagliate fra le risposte a queste domande, scegliere a caso fra le rimanenti, e avere un'ottima probabilità di passare il test. Oppure bastava essere un po' esperti in almeno una delle sezioni: facendo bene almeno un'intera sezione, restano solo 10 domande "difficili" nelle altre. Anche sbagliando tutte queste 10 si arriva alla soglia dei 35 punti. Possibile che due terzi dei candidati non sappiano granché né di matematica, né di italiano, né di lingua straniera, né di computer, e siano stati pure sfortunati nella scelta casuale delle risposte?

Per qualificare la parola "difficile" usata sopra, non posso che mettere esempi di domande che ho trovato più "difficili" delle altre. Metto, per completezza, anche un campione di domande non difficili, così mi direte voi se sono io ad essere speciale e a non avere inteso la difficoltà del test. Con i numeri un po' di dimestichezza ce l'ho, con i computer e l'inglese pure (anche se non l'ho mai imparato a scuola) e con l'italiano un po' meno. Quindi magari mi sbaglio. 

Esempi di domande "difficili"

Cominciamo dalla sezione logico-matematica. 

Individuare il diagramma che soddisfa la relazione insiemistica esistente fra i termini dati: numeri pari, numeri divisibili per 6, numeri divisibili per 30

image

1) Diagramma 1
2) Diagramma 2
3) Diagramma 4
4) Diagramma 7 

La difficoltà qui è capire che il 30 è divisibile per 6 (il risultato fa 5) e che quindi se un numero è divisibile per 30, deve esserlo anche per 6. Inoltre solo numeri pari possono essere divisi per 6 e 30. Possiamo immaginare che un laureato in filosofia non abbia pensato granché a questi problemi e diamogli pure il diritto di sbagliare. Potrà certamente essere un ottimo insegnante di lettere. Darà una risposta a caso con una probabilità di 1/4 di fare giusto. 

Qual è la probabilità che lanciando due volte un dado cubico regolare, con facce numerate da 1 a 6, escano due numeri multipli di 3?
1) 1/2
2) 1/9
3) 1/3
4) 1/6

Il bravo aspirante insegnante di italiano qui avrebbe dovuto cercare di pensare quante possibli esiti ci siano lanciando due dadi. Proviamo a contarli tutti: 1;1 - 1;2 - 1;3 ... davvero difficile contare fino a 36? Difficile capire che fra quest, gli esiti con i multipli di tre sono quattro?

Jack possiede 12 pipe apparentemente identiche, una delle quali però è più pesante delle altre. Avendo a disposizione una bilancia a due piatti, quante pesate saranno sufficienti per essere certi ad individuarla?

1) 3
2) 6
3) 4
4) 7

Cosa posso fare con 12 pipe e due piatti? Mah.... Notare che ho scorso le domande di 3 test diversi, ma questa domanda c'era sempre, solo che in uno erano 12 pipe, in un altro erano 12 piatti, in un altro 12 bicchieri... Hai voglia a convincere gli studenti a fare i compiti per casa se non li fai nemmeno tu. 

Completare correttamente la seguente successione numerica: 41; 49; 50; ?; ?; 46; 33; 41
1) 40; 47
2) 49; 38
3) 50; 59
4) 37; 45

Queste successioni più che difficili fanno perdere un sacco di tempo, perché bisogna calcolare differenze (e a volte i rapporti) possibili fra numeri successivi e individuare la sequenza che si ripete. Alcune erano più ostiche di altre e, oggettivamente, alcune richiedevano più di un minuto per essere risolte per una persona che non si era mai esercitata. Per chi avesse provato qualche test, invece, erano concettualmente tutte uguali.

Passiamo alla sezione di comprensione del testo. Questa sezione era composta da domande di vario tipo, tutte piuttosto elementari per una persona con una laurea. Occasionalmente si trovavano domande di questo tipo, che possono lasciar perplessi, ma erano rarissime

 Indicare l'alternativa da scartare:
1) Sangue
2) Fragola
3) Chianti
4) Pane

Le sezioni informatica ed inglese contenevano 7 domande ciascuna ed erano forse le più ostiche, perché implicavano conoscenza di concetti abbastanza poco ricorrenti per l'utente di computer (per esempio, sapere cosa sia un Pop Server, o un Bios) e nozioni di grammatica inglese che si apprendono al liceo ma poi si dimenticano facilmente, anche se si parla la lingua. Esempi:

In ambiente windows, quale tasto funzione si utilizza per aggiornare la finestra attiva?

1) F3
2) F12
3) F5
4) F1

It's __, __ I told the news

1) Him / Who
2) He / whom
3) He / whose
4) His / whose 

Queste le domande "difficili". Ne ho contate 10 (15 volendo essere generosi) su 50. Per sbagliarle tutte bisognava essere scarsi sia in matematica, sia in italiano, sia in computer, sia nella lingua straniera. Anche rispondento casualmente, magari dopo aver eliminato una o due alternative fra le più strane, non sarebbe stato improbabile centrarne 4 o 5 e passare il test.

Esempi delle domande meno difficili

Vedere le domande "difficilli" una dopo l'altra come le ho messe sopra può dare l'illusione che il test fosse effettivamente non banale. Il problema è che la maggioranza delle domande erano di una banalità disarmante, ed erano almeno 35-40 su 50. Ecco alcuni esempi per convincervi:

Completare correttamente la seguente successione numerica: ?; ?; 44; 41; 36; 33; 28; 25; 20
1) 50; 52
2) 49; 51
3) 52; 47
4) 52; 49

Qui si tratta semplicemente di scartare la prima e seconda alternativa, visto che la sequenza è chiaramente decrescente, e scegliere a caso fra le altre se proprio non si riesce a vedere che la differenza fra due numeri successivi è alternativamente 3 e 5. Ma c'è un buon 50% di probabilità di indovinare quella giusta senza nemmeno saper fare le sottrazioni. 

Completare la seguente successione usando l'alfabeto italiano: O;64;I;32;E;16; ?; ?;

1) B;8
2) Z;4
3) 6;A
4;A;8

Qui è il matematico ad essere svantaggiato perché potrebbe non sapere l'alfabeto. Poco male, perché sa dividere per due. 62, 32, 16 .... la prossima deve essere 8! Quindi poteva scegliere a caso fra le risposte 1 e 4: 50% di probabilità di far giusto. Il laureato in lettere invece individua la risposta esatta senza saper dividere per due.

Individuare il diagramma che soddisfa la relazione insiemistica esistente fra i termini dati: medici pediatri; medici pedanti; infermieri pedanti

(stessa figura visualizzata sopra)

1) Diagramma 1
2) Diagramma 2
3) Diagramma 4
4) Diagramma 7 

Che la pedantezza sia una specializzazione della pediatria? Di domande di questo tipo ce n'erano almeno 3 o 4 nello stesso test, tutte identiche e identicamente banali.

Quale valore si ottiene dal prodotto fra i due risultati delle operazioni seguenti? 820/410 e 480/240.
1) 6
2) 8
3) 4
4) 10 

No comment. Un bel po' di concorrenti deve aver difficoltà con divisioni e moltiplicazioni. 

Andrea arriva in aeroporto a Roma e osserva i seguenti dati I) l'aereo in arrivo da Milano per Praga atterrra a Roma alle 12:00 e riparte alle 12.30; II) l'aereo che va a Stoccolma parte 90 minuti dopo quello che va a Berlino che parte alle 12:00; III) 10 minuti prima del volo per Stoccolma parte l'aereo per Madrid e, 10 minuti dopo quest'ultimo, quello per Lisbona. In base alle informazioni precedenti, se l'aereo che va a Lisbona impiega un'ora e mezza per arrivare a destinazione, a che ora atterrerà a Lisbona?
1) alle 15:00
2) alle 14:20
3) alle 14:30
4) alle 14:40

Una domanda che sembra essere messa lì più per far perdere tempo che per la difficoltà. Però di tempo ce n'era in abbondanza, un minuto in media a domanda, con la stragrande maggioranza delle domande risolvibili in 10 secondi. 

Quale delle seguenti alternative contiene una lettera ripetuta esattamente 5 volte?
1) YYIUUYIUYIIU
2) LWLLQWLWQQQW
3) HHJKJKJHHKHK
4)EETRETTTRRR

Giuro che questa domanda si trova nella sezione logica/matematica. Cosa c'entri con la logica, non saprei. Con la matematica richiede di saper contare fino a 5 (e questa non è una critica agli esperti del MIUR che hanno compilato la domanda, ma a chi non l'ha risposta correttamente). 

Tutte le modelle sono alte. Enrica è alta. In base alle precedenti informazioni, quale delle seguenti informazioni è necessariamente vera?
1) Tutte le donne alte sono modelle
2) Nessuna delle altre alternative è corretta
3) Enrica è una modella
4) Enrica non è una modella

Forse  le donne basse non si chiamano Enrica. 

4) Se:
          ? + ? + ? = # + ?
          ? = 5

Allora # è uguale a:
1) 10
2) -10
3) 13
4) 7

Un sistema di due equazioni lineari, addirittura, in cui la seconda equazione viene già data come soluzione. Andiamo bene. Passiamo alla comprensione del testo. Il livello era questo:

Continuare la  seguenza: PRESENTIMENTO, PRESAGIO, ...
1) ESORCISMO, MAGIA
2) INTUIZIONE, CERTEZZA
3) PREAVVERTIMENTO, SICUREZZA
4) SENTORE, SENSAZIONE

Quale gruppo di lettere, premesso in sequenza ai temrini proposti, determina parole di senso compiuto? ALDA - BALLA - ALTO - ARCO - LASKA
1) S-S-S-V-A
2) S-S-N-V-I
3) S-S-S-A-V
4) A-S-S-V-S

"Leggero" sta a "leggerissimo" come "grande" sta a
1) piccolo
2) contenuto  
3) grandissimo
4) più grande  

"Queste matite sono di Patrizia" se è vero, quale è vera delle seguenti
1) Patrizia per scrivere usa soltanto matite
2) Patrizia possiede delle matite
3) A Patrizia piacciono le matite
4) Patrizia non ama scrivere con la matita

5) Patrizia è una matita. 

Sezione informatica, esempi: A quale paese appartiene il sito www.londra.fi (gran bretagna, spagna, finlandia o italia?), Se passo da risoluzione 640x480 a 10240x768 che effetto si ottiene? (aumentare il numero di colori; rimpicciolire gli oggetti; diminuire il numero di colori, ingrandire gli oggetti); Cosa si intende per "laptop"? (un computer portatile, un programma musicale, una cartella di files, ...).

Ci segnalano anche una protesta da parte dell'associazione software libero per il contenuto troppo Microsoft-centrico di molte domande. Hanno ragione, per molti utenti di Linux e Mac sapere cosa faccia il tasto F5 su windows è abbastanza inutile. Su 7 domande di informatica, in un test ne ho viste 2 inerenti a Windows. Prepararsi non sarebbe stata una brutta idea. 

Infine, le domande di inglese erano del livello "Veronica has three ____, Barbara, Helen and Peter". Risposte possibili: "sons, child, daughers, children". Occasionalmente, come ho detto, ce n'era qualcuna di ostica che richiedeva nozioni di grammatica che credo si studino solo al liceo, e solo in Italia. 

Le domande erano disponibili per tempo sul sito del ministero, tutte. Bastava spendere qualche ora a prepararsi, visto che la loro "struttura", anche di quelle più ostiche, era sempre la stessa. La "scusa" che le domande non avrebbero testato le capacità pedagogiche del candidato a me pare tenga poco. Qui si trattava di scremare candidati che o non riescono a risolvere semplici domande da scuola elementare, o hanno particolare propensione a stati ansiosi, e non hanno avuto la decenza di prepararsi adeguatamente dopo aver avuto a disposizione l'intero universo di domande formulabili. Certo, qualche candidato sfortunato ci sarà stato fra i 180mila bocciati. Gli altri, farebbero bene a non lamentarsi tramite blog. 

156 commenti (espandi tutti)

Fusi

Francesco Forti 24/12/2012 - 15:41

ha fatto molto discutere su vari blog questa domanda:
Premesse: "Pamela, Fiona e Gina, sono tre ragazze newyorkesi. Stanno prendendo il sole in una piscina della loro città. Pamela indossa un costume intero. Fiona legge un libro, Pamela e Gina sono cugine”.

Conclusioni: Fiona è una studentessa universitaria; Pamela è grassa; a Roma non sono le 9 del mattino; Pamela e Fiona sono cugine”.

Fusi

Matteo Paternoster 24/12/2012 - 15:46

Più che far discutere ha prodotto qualcosa come 3000 commenti su Il Fatto concordi al 95% che quell'insegnante di Geografia non debba più mettere piede nella Scuola Pubblica Italiana. A ragione..

mah

palma 24/12/2012 - 17:08

non lo - al sottoscritto, che e' laureato in filosofia -- han fatto far la bellezza di sei corsi in teoria degli insiemi, memorabilil il dr. De Giorgi e il dr. Forti. rifiuto di dire chi fu compagno di banco, perche' siete in campagna elettorale (assurse a gran successo politico in Italia)

 una solo osservazione, chiunque usi UBUNTU o qualsiasi UNIX base, restera' di sale dal fatto che Microsoft si e' comprato il ministero dell'educazione in Italia (credo sia stato un gesto caritativo della sig.Ra Gates)

Quest'anno insegno in un ITIS a Torino ed ho voluto dedicare la giornata di venerdì per far "provare" il test del concorsone ai miei studenti. Dal momento che non avevamo una postazione per tutti, li ho divisi in coppie e sistemati ognuno ad un pc. Quindi abbiamo aperto l'esercitatore e ogni postazione ha eseguito un test diverso.

Alla fine sono passato, postazione per postazione, ed  ho fotografato i risultati, tranne in un caso dove i ragazzi hanno fatto casino e chiuso tutto al volo. Risultati:

2 test su 11 hanno avuto esito positivo, in due casi di fallimento è stato raggiunto un punteggio superiore o uguale a 33,5, quindi a una domanda di distanza dalla soglia di 35 punti. Il commento della maggior parte dei ragazzi è che con un po' di tempo per prepararsi sarebbero stati in grado di superarlo.

Ricordo che questi sono 16enni di un istituto tecnico, con una votazione pessima di matematica (sono tutti gravemente insufficienti tranne 3) e di inglese. Quindi chi oggi si lamenta del test avrebbe fatto meglio a dedicare il tempo che ha speso per scrivere a blog e giornali per prepararsi alla prova.

Btw il mio punteggio è stato 50/50

Marco

ho fatto fare il test a mia mamma, insegnante della scuola primaria ultrasessantenne in pensione. ha effettuato il test senza alcuna preparazione specifica.

risultato: 35,5 (l'ultima lezione di francese che ha seguito è stata negli anni '70)

ovviamente si è lamentata che con un po' di preparazione avrebbe ottenuto di più (ad esempio i test sugli insiemi o quelli delle successioni logiche, alla fine sono tutti uguali).
ritiene anche lei che un insegnante "fresco" (per l'informatica e la lingua straniera) e appositamente preparato (le domande preparatorie erano disponibili online) debba saper superare questo pre-test. 

p.s. il test di francese era più semplice di quello di inglese.

Anche io ho fatto fare il test a mia mamma (ragioniera diplomata nel '58, casalinga dal '73).
Difficoltà sull'insiemistica - che non ha fatto - sorprendente risultato (5 giuste, una errata) sull'informatica (le sue competenze si limitano ad accendere il computer, usare word e navigare qui e là col browser), nessun problema su italiano e francese (tutto giusto).
Con un po' di spiegazioni è arrivata a 40. Da sola con due esercizi penso che possa stare sopra il 35 con tranquillità.
Commento suo "certo che se hanno a disposizione tutte le domande, con un po' di esercizio non mi pare difficile".

Confermo che il francese mi è parso più semplice dell'inglese.

Un unico commento: una arzilla signora in pensione, non laureata, non lavorante da tempo (ma che legge giornali, libri e fa un po' di parole crociate) si ritrova ad essere "più abile" di due terzi dei laureati che si sono presentati al concorso.

Poveri noi.

Andrea, contesto una cosa, una domanda chiede:

Qual e' la probabilita' che lanciando un dado cubico regolare, con facce numerate da 1 a 6, escano due numeri multipli di 3?

nella risposta dici:

Il bravo aspirante insegnante di italiano qui avrebbe dovuto cercare di pensare quante possibli esiti ci siano lanciando due dadi

Da dove salta fuori il secondo dado?

Nella domanda non c'è, nella domanda si parla di un dado e, ovviamente, con un dado le possibilità che escano due numeri multipli di 3 è zero (non si parla di lanci multipli)

Chi ha scritto la domanda forse avrebbe avuto qualche difficolta con il test sull'italiano?

Aggiungo per chiarire quel che intendo dire:

Stiamo parlando di gente in ansia che sta facendo un test per loro importante, mi sembra che almeno questa domanda non sia posta nella maniera più chiara possibile (almeno..per me :-) ).

Quelli dei medici e degli infermieri "pedanti" non sono due insiemi data la vaghezza della loro caratterizzazione.

PS

floris 26/12/2012 - 16:28

Quale delle seguenti alternative contiene una lettera ripetuta esattamente 5 volte?
1) YYIUUYIUYIIU
2) LWLLQWLWQQQW
3) HHJKJKJHHKHK
4)EETRETTTRRR

Giuro che questa domanda si trova nella sezione logica/matematica. Cosa c'entri con la logica, non saprei.

 

È possibile che questa domanda sia stata fatta per svantaggiare le persone dislessiche.

che la domanda sui dadi sia sbagliata.

c'è scritto "lanciano un dado" non "lanciando una volta un dado". Visto che una delle risposte è per forza giusta e visto che lanciandolo una sola volta non possono uscire due numeri (che siano multipli di tre o meno non importa) è implicito (quindi logico) presumere due lanci anche se non viene scritto esplicitamente.

Andrea riporta "lanciando un dado" e non "lanciano", l'italiano non sarà la matematica ma , comunque,  non è un opinione

Sul fatto che sia "implicito"beh, mi spiace, può andar bene tra noi, ma NON è ammissibile che chi scrive le domande in un test del genere non sia in grado di esprimersi in italiano. Con tutto il tempo che hanno per correggerle con che coraggio preparano un test del genere senza controllare cento volte quel che scrivono? E' una questione di RISPETTO, che ovviamente manca: le domande sono rivolte a gente in stato di stress chè si sta giocando il futuro, le domande devono essere chiare perchè in quei momenti la paranoia e la paura di domande trabocchetto potrebbe prendere il sopravvento.

La "d" del primo lanciando mi era rimasta nei polpastrelli. Anche qui un po' di logica bastava per capire che era un errore di stumpa, di cui mi scuso.

Sulle implicazioni invece no, perché è proprio della logica poter fare deduzioni e induzioni partendo dalle premesse. Hai ragione sullo stress ma questo è ampimente compensato dal fatto che era possibile, nei giorni precedenti, esercitarsi abbondantemente e trovare quella tranquillità necessaria. Ho provato l'esercitazione e sono passato d'impeto ed in scioltezza in 34 minuti. Non ho ripetuto le altre 69 prove ma se avessi dovuto affrontare l'esame vero lo avrei fatto fino a raggiungere la necessaria dimestichezza con tutte le tipologie di domande.

La domanda come riportata nell'articolo è sbagliata concettualmente e basta, gli errori di stampa nulla c'entrano. Come ha spiegato Andrea è dovuto ad un errore nel riportarla, quindi a posto così, ma tu non hai colto il senso della mia contestazione (che può rimaner valida per altre domande poste, come quella  sui pianeti, riportata da Francesco Rocchi nel suo commento delle 9). E' ovvio che gli esaminandi non abbiano scuse, ma il fatto che gli esaminandi non abbiano scuse, non significa che si debba giustificare la mancanza di rispetto per il cittadino che porta chi crea il test a non ricontrollare le domande. Questa è gente pagata e ILLICENZIABILE, facessero il piacere di lavorare bene. Perchè se li giustifichiamo in questo caso dobbiamo giustificarli sempre, che poi è quello che succede in Italia: le leggi e le regole son fatte male ma non si toccano, sei tu cittadino che ti devi "far furbo". Precisato questo punto....sono andato off topic di un km, in generale condivido la preoccupazione di Andrea per l'alto numero di laureati che non ha passato un test che era decisamente abbordabile. Probabilmente i professori che li hanno formati sono gli stessi  che hanno "creato" domande come quella sui pianeti :-)

senso

Francesco Forti 26/12/2012 - 11:52

Il senso apparente di Andrea riporta "lanciando un dado" e non "lanciano" mi pare sia quello di indicare che il mio riportare la frase di Andrea era errato perché mancante di una "d".  Io questo senso ho colto ed ho rettificato il mio errore di stumpa. Andrea invece ha rettificato il suo aver riportato male la domanda dal sito delle esercitazioni (manualmente, visto che il copia&incolla non è possibile). La domanda sul sito del ministero era corretta.

credo di aver sbagliato a copiare la domanda. Il dado era da lanciare due volte. 

confermo

Francesco Forti 25/12/2012 - 12:51

la domanda è presente nel gruppo 1 delle esercitazioni e parla di lanciare due volte il dado.

grazie

andrea moro 25/12/2012 - 13:29

si ricordavo bene allora. purtroppo non era possibile fare copia/incolla quindi mi e' sfuggito qualcosa nella ricopiatura. 

Caro Andrea Moro

fare i saccenti (e il tono del tuo post non e' neutro, rassegnati, dall'alto della tua vita dorata di emigrato in USA) mi sembra quantomeno fastidioso,  da qui il motivo per cui mi hai perso dopo un terzo

Tua figlia vive in america con te, quindi il problema di avere insegnanti italiani non si pone

i test fatti in questo modo sono il pane quotidiano della scuola USA tanto che prima dei famigerati test tutto si blocca e le scuole insegnano a passare il test (perche' da cio' dipende la ricaduta economica statle/federale) certo una scuola che invec e di insegnarmi mi insegna a passare i test e' sicuramente migliore della disastrata scuola italica.

Io invece di fare come hai fatto tu ho chiamato i miei amici precari di 40 e passa anni e ho chiesto come e' andata

Loro sono passati

quindi per loro questo concorsone non era cosi' fetente...a ma scusa...sono docenti che per quindici anni si sono fatti il mazzo nelle scuole internazionali..ecco come hanno fatto...avevano appreso il modus operandi del sistema anglosassone

 

sarcasmo a parte i miei ex colleghi hanno lamentato non tanto la difficolta' del test scritto ma della selezione per arrivarci: sono stati esclusi dal superconcorsone con criteri inverosimili

perche' non parli di questo?

e per cortesia

qualche volta considera il tono e , non ti costa nulla, modera la saccenza che di Fornero e Monti abbiamo gia' fatto indigestione

mah

andrea moro 25/12/2012 - 12:53

Io ho una certa dimestichezza con l'inglese, con i computer, e con la matematica per motivi professionali, quindi non mi sembrava giusto comparare i miei risultati con la media nazionale, ed infatti non l'ho fatto. Pero' mi pareva utile informare il pubblico sul livello delle domande. Non so se il tono e' saccente, mi spiace che sembri tale, ma il punto qui non e' tanto cercare di capire il tono del mio post, ma il contenuto delle domande e i motivi per cui 2/3 dei candidati non abbiano passato un test che, a quanto capisco da quanto viene scritto sopra, passano persone lontane dai banchi da una vita,  e ragazzini di 16 anni. A te sembra difficile? Spiegami perche' cosi' ne discutiamo. Pensi che la scrematura di un terzo di candidati vada fatta con altri criteri? Discutiamo pure di questo, qualcuno l'ha fatto sotto, giustamente direi. 

Ma davvero, le domande facili sono cosi' facili da essere irritanti. Quelle difficili sono affrontabili da chi si sia preparato. Poi si puo' essere particolarmente sfortunati, come puo' capitare al maestro particolarmente dotato durante ad una prova di insegnamento il giorno in cui ha la gastrite ed il mal di testa, e la sera prima gli e' morto il gatto.  Questa la mia opinione saccente. 

Non ho valuto parlare di altre cose, come dei criteri dell'esclusione perche' non ne so nulla. 

di medice, cura te ipse.

 

 

Io la prova l'ho passata con 49/50, però devo dire la verità: ho trovato questa preselezione urtante.  Avevo la netta sensazione che non era per questo che ho studiato all'università. Una domanda di logica presentava un enigma dell'ispettore Rock, quello dei quesiti della settimana enigmistica e della brillantina Linetti. Mi sono sentito preso in giro.

Poi mi ha fatto arrabbiare il ministero quando hanno detto che ci doveva essere una talpa nel sistema, perché, a detta loro, le risposte giuste erano arrivate in rete troppo presto, senza rendersi conto che con un minimo di organizzazione le risposte di tutti e 3500 i quesiti potevano essere ricavate in pochi minuti. Mi ha ricordato l'Italietta in guerra, in cui si attribuiva a talpe la precisione chirurgica dei bombardamenti sulle navi italiane da parte degli Inglesi, che invece avevano il radar. 

Non si sono resi conto che i risultati sarebbero stati venduti in rete sin dal primo giorno o quasi. Non si sono resi conto che rimescolare domande e risposte nell'esercitatore era solo un tentativo puerile di non rendere la cosa troppo facile. E non si sono resi conto che se rendi pubbliche le domande, non puoi pretendere che la gente poi non si impari a memoria le risposte (la ratio del rimescolamento era rendere più difficile la creazione di banche dati con le risposte) e che non puoi accusare i candidati di "fare i furbi", se sei tu stesso a pubblicare le domande e, quindi, le risposte.

E non posso anche fare a meno di pensare a colleghi che sono usciti perchè hanno contanto male le consonanti di una sequenza o perché dopo aver capito la ratio della domanda, hanno magari sbagliato qualche conto (la calcolatrice era vietata!!!!) o perché le domande erano ambigue.

Voglio dire: io mi sono trovato con questa domanda: Qual è l'elemento estraneo? 1) Terra 2) Giove 3) Marte 4) Luna. Era la Luna (satellite, non pianeta), ma perché non la Terra (unico corpo celeste tra quelli citati ad ospitare la vita)?

E se in virtù di una domanda come questa fossi finito sotto 35?

Per tutte queste ragioni, io speravo, speravo davvero, che il 90% dei candidati passasse rendendo inutile questa preselezione. Era una cosa su cui avrei scommesso dei soldi. E invece sono stato smentito, e questa cosa mi amareggia, per le ragioni già espresse nell'articolo.

Allora forse ce lo meritiamo il MIUR...

 

Aggiungo una cosa più posata, per certi versi brutale ma che va tenuta in considerazione e che molte delle persone che protestano tendono a tralasciare: questo concorsone, a prescindere dalla sua avvilente rozzezza, serve a far sì che tutti gli insegnanti assunti siano buoni, non ad assumere tutti gli insegnanti buoni.

Se il sistema non genera falsi positivi, allora funziona, anche a costo di presentare qualche falso negativo.

Dubito però che la prova successiva (le risposte brevi, nozionismo omologante e superficiale, per quel che ho capito) sarà in grado di selezionare veri positivi.

 

Credo che la tua sia un'obiezione che meriti una discussione seria. Pero' io dico, ci sono 240mila candidati. Una selezione degli "insegnanti buoni" fra questi e' costosa ed inefficiente, dobbiamo avere un modo per tagliare una coda di persone che si sono iscritte "tanto per provare". Cosa facciamo? Mettere insieme un test in cui si veda chi sa fare 2+3 e sappia fare un ragionamento banale, non mi pare cosi' folle. Tu fai degli esempi di domande ambigue (ad esse si potrebbero aggiungere, tutte, le domande sulle sequenze numeriche, che sono tutte ambigue). 

Io dire che se ti trovi al punto in cui la domanda ambigua e' quella che ti fa passare il te, significa che ne hai sbagliate altre 10. Trovarne 10 di ambigue in un test era quasi impossibile. Potevi trovarne 10 di difficili, quanto difficili fossero e' scritto sopra, e lascio al lettore il giudizio. Poi potevi trovarne due o tre di ambigue. 

Certo, il sistema seleziona falsi negativi e avra' lasciato a casa qualche ottimo insegnante. Qualsiasi sistema lo fa, quando parti da 240mila candidati. Ci sono dei costi,  capisco, ma il sistema usato per quanto irritante non lo trovo cosi' assurdo.

Perche'

michele boldrin 25/12/2012 - 16:14

dovendo preselezionare da un universo molto ampio di potenziali candidati un innocuo test di cultura generale e generica "svegliezza" dovrebbe essere inappropriato ed irritante? Si fa ovunque, perche' mai offende qualcuno qui? Perche' erano laureati? Che c'entra? Questo li esime da sapere cose banali ed essere svegli? Se si fosse trattato di diplomati o gente senza diploma sarebbe andato bene?

Se la logica e' quella del concorso per punti come altro fare la selezione senza affrontare giganteschi costi di personale per la medesima? 

La mia osservazione andava esattamente in questa direzione. Era stra-evidente che questa selezione serviva in primo luogo a sfoltire e che non se ne poteva fare a meno.

Alcune domande però erano fuori luogo. Molte domande erano test oculistici, cose del tipo:

"In quale delle seguenti sequenze la v compare più volte?". Nelle quattro risposte comparivano cose come HVHVHVVVHVHVHHV.

Ed erano parecchie, davvero parecchie.

Delle domande di informatica si è già detto e anche quelle di inglese, secondo me, spesso non erano un granché.

E ho trovato irritante che il concorso presumesse che ogni candidato conoscesse UNA lingua straniera. Gli insegnanti poliglotti non sono stati minimamente favoriti.

La mia impressione è che nello scremare abbiano usato quindi, alla fine, la mannaia piuttosto che il bisturi.

E trovo addirittura che alcune domande fossero offensive nella loro semplicità. Però, a fronte di 2/3 di esclusi, mi rendo conto che avevo torto io e che, come dicevo sopra "ce lo meritiamo, il MIUR".

In ogni caso, la mia critica al concorsone sta nel fatto di essere centralizzato e omologante, come è stato tante volte detto.

Se gli insegnanti di ogni singola scuola, finite le lezioni, volessero dedicare una ventina di giorni del periodo in cui non sono in ferie ma non hanno nulla da fare (e, secondo contratto, sono a disposizione), potremmo valutare un sacco di gente senza costi aggiuntivi (e quindi con costi minori del concorso).

 

Ah: ricordiamoci che per questo concorso le scuole coinvolte nella preselezioni sono rimaste chiuse per due giorni. Il prezzo più alto, quindi, lo hanno pagato gli studenti, ed è gravissimo.

Non e' irritante che il test contenesse la domanda "quante V ci sono in HWVLKDJVVALK".. Irrita il fatto che 2/3 di persone con una laurea non siano passate nonostante la qualita'  di 40 domande su 50 fosse di quel livello. 

bisturi e mannaia

valerio 26/12/2012 - 16:40

La mia impressione è che nello scremare abbiano usato quindi, alla fine, la mannaia piuttosto che il bisturi.

Questo è verissimo. Ma che dovevano fare con trecentomila richiedenti su undicimila posti disponibili?
Ovvio che hanno usato la mitragliatrice per una prima scrematura ed eliminare chi si è presentato "tanto per", senza impegno o senza preparazione. Col bisturi ci sarebbero voluti anni!!!

Quel che è triste, è constatare che la strage è stata fatta pur utilizzando proiettili a salve. D'altro canto ciò conferma che è stata necessaria.

Ora la selezione può continuare con quei richiedenti che hanno fatto il test con motivazione, impegno e preparazione. Utilizzando prove più caratterizzanti e professionalizzanti.

 

(Morale) Credo che queste rimostranze palesino un egocentrismo pernicioso (very Italian: del tipo "come vi permettete voi di farmi fare test così banali, io che so e so fare molto di più e molto meglio?") . Posso capire, eccome se posso capire, non sai quanto posso capire, che per una persona intelligente, studiosa, esperta, impegnata, motivata nel suo campo questi test risultino fastidiosi nella loro insulsa semplicità ed astrattezza.

Ma al mondo, o meglio in Italia, ai concorsi non si presenta solo Francesco Rocchi. Si presenta praticamente chiunque, anche gente che di intelligenza, studio, esperienza, impegno e motivazione ne ha veramente poca. Perchè il sistema selettivo dovrebbe perdere tempo con questi e non eliminarli subito? Perchè dovremmo perdere anni a far fare prove professionali e caratterizzanti a persone che non sanno, o non vogliono, imparare due giochetti enigmistici che dimostrino che il loro cervello, a livello di pensiero logico o al limite di memoria, funzioni?
Il test è pratico: non seleziona affatto i migliori insegnanti, ma elimina i peggiori.
(Test che è analogo ai test INVALSI/PISA di cui spesso si legge anche in questo blog: idiota sarebbe l'insegnante se valutasse i propri studenti unicamente in base a questi test. Idiota.
Perchè quei test non valutano le capacità globali di uno studente, ma verificano quanto il sistema educativo trasmetta agli studenti quelle conoscenze che sono considerate minime per una società civilizzata e industrializzata),

 

Non ho nulla da insegnare a nessuno, sono solo una persona che sa l'inglese piuttosto bene, avendolo studiato - o forse dovrei dire nonostante l'abbia studiato - a scuola. Apprendo infatti che la grammatica è una cosa che si impara, ma poi si dimentica, che è come dire che dopo che si è imparato ad andare in bicicletta ci si dimentica come pedalare, e che alcune regole grammaticali vengono insegnate solo in Italia e si fa l'esempio della parola children intesa come "figli di ambo i sessi", che non è una regola grammaticale, ma semmai una conoscenza di vocabolario che mi risulta appartenere alla lingua corrente. Sono davvero supefatta nel sentir dire che ci sono cose dell'inglese che si imparano solo qui, diciamo piuttosto che c'è un modo di imparare o meglio di non imparare l'inglese (e le altre lingue) tipico del nostr Paese, da questo punto di vista molto indietro. Poi ci sono le eccezioni, a me a NY è capitato di sentirmi dire da un'insegnante di inglese che parlavo meglio dei suoi allievi autoctoni...

... se replico al suo intervento andando forse un poco fuori tema. Io parlo della mia esperienza con un altro paese anglosassone, l'Inghilterra (due figlie che hanno frequentato la scuola parte in Italia e parte in Inghilterra).
Non mi sembra affatto infrequente vedere italiani che hanno studiato seriamente l'inglese a scuola che scrivono "meglio" di madrelingua inglesi, salvo poi magari non capire nulla della lingua parlata e sbagliare tutti i phrasal verb che vengono normalmente utilizzati al posto dei più eleganti costrutti della lingua scritta.
Da quello che vedo la scuola italiana dà agli studenti basi teoriche molto più salde della scuola inglese (e sospetto anche di quella americana). Mia figlia ha studiato frettolosamente in pochi mesi l'analisi matematica che uno studente di Liceo Scientifico arriva a padroneggiare perfettamente nel corso degli ultimi due anni. Certo aveva imparato benissimo come si modera un dibattito e come si gestisce una campagna di fundraising, cosa che non avrebbe probabilmente mai imparato in Italia.
Però da quello che ho visto mi sembra normale che uno studente italiano che si iscriva al primo anno di una università inglese si annoi mentre i docenti cercano di colmare le evidenti lacune dei ragazzi indigeni.
Non bisogna vedere da una parte tutto il male e dall'altra tutto il bene. La nostra scuola pecca sicuramente di eccessiva teoria e di distacco dal mondo del lavoro, ma sicuramente dà ai nostri ragazzi basi culturali più solide rispetto ad altre realtà.
Non credo sia impossibile vedere un ragazzo inglese conteso dalle facoltà di Legge di Oxford e Cambridge che magari sia convinto che Alessandro Magno fosse un imperatore romano o che l'Argentina sia un'isola dei Caraibi.

mah

francesco rocchi 26/12/2012 - 02:42

Io su queste famose basi culturali avrei qualche dubbio. Di sicuro i ragazzi delle scuole italiane, almeno i liceali, escono dalla scuola sapendo chi è Alessandro Magno, quando è nato e quando è morto.

Difficilmente però ti sanno dire perché è importante saperlo (e quindi perché si sono presi la briga di imparare quel dato) e peggio ancora, non sono spesso in grado di muoversi autonomamente per acquisirne di nuove, di informazioni.

Voglio dire: di Alessandro Magno qualcosa ti sanno dire perché è programma scolastico. Però  se gli chiedi di costruirsi da soli delle cognizioni paragonabili su Tamerlano o Manuele I Comneno, vanno nel pallone.

...la scuola anglosassone ha un taglio molto più pratico e "social", quindi sicuramente insegna meglio come fare ricerche su internet, ricerche bibliografiche, interviste sul campo, sondaggi di opinione e cose del genere, sarei sciocco a negarlo.

.... immancabili come sempre, le differenze regionali. Gravissime, se pensiamo che gran parte dei candidati già insegna, anche se in modo precario.

In realtà al ministero hanno detto che solo 1/3 circa dei candidati erano precari. Sarebbe utile sapere qual è stato il loro tasso di riuscita. Mi piace pensare che sia più alto...

La mia impressione chiacchierando con altri candidati venuti alla prova è che molti abbiano provato questo concorso tanto per fare, un concorso come un altro da provare insieme con quello delle poste o del comune o altro ancora, ma senza troppa convinzione.

Quindi qua si spiega il basso rendimento degli studenti del Sud delle medie e superiori ai vari test. La riforma dell'università è urgente perché se non si preparano bene i laureati, che un giorno saranno destinati all'insegnamento, già dall'università poi le debolezze si propagheranno a cascata a tutti i livelli della scuola.
PS. Buon Natale a tutti.

La lettura dell'articolo è veramente deprimente e fornisce chiaramente il senso di cosa sia diventata la scuola oggi in Italia, ovvero un qualcosa che serve a dispensare stipendi a insegnanti che, in larga parte, sono totalmente incapaci di fare il loro lavoro e a burocrati ministeriali che stanno lì a compilare graduatorie, trasferire Tizio e Caio da un posto all'altro e poco di più.

 

Purtroppo ogni tentativo di riforma è finora fallito e, a mio avviso, continuerà a fallire finché il dibattito continuerà a cadere nella diatriba scuola pubblica/scuola privata.

Nella realtà ciò che occorre, sempre a mio avviso, è superare questa contrapposizione e trasformare la scuola pubblica da scuola statale in scuola dei cittadini.

 

L'istruzione delle giovani generazioni è un qualche cosa che ha valenza per tutta la scocietà, compresi coloro che non hanno figli e gli ultra-novantenni. Proprio per questo  continuo a ritenere giiusto il principio costituzionale di scuola pagata da tutti attraverso la fiscalità generale.  Ma ciò non significa affatto che la scuola debba essere gestita dallo stato e ancor di più non significa che gli insegnanti debbano essere dipendenti statali.

 

I principi ispiranti dovrebbero essere:

 

A) La scuola è gestita da chi sta dentro la scuola

B) Gli insegnanti sono professionisti con contratto a termine dipendenti dell'istituto in cui lavorano (un po' tipo i calciatori)

 

Messo in pratica ciò significa:

 

1) Ogni istituto opera in completa autonomia sotto controllo periodico di un ispettore ministeriale

2) Ogni istituto è retto da un consiglio formato da: a) un dirigente di nomina ministeriale, b) due (o più a seconda delle dimensioni)  genitori eletti tra tutti coloro i cui figli non frequentano l'ultimo anno prima degli esami, c) due (o più) insegnanti selezionati in base all'anzianità di servizio nell'istituto

3) Ogni istituto riceve un finanziamento proporzionato al numero di studenti, con gli ovvi correttivi legati a particolari situazioni geografiche, presenza di un elevato numero di extra-comunitari e così via

4) Restano a carico dello stato le spese per la costruzione e la manutenzione degli edifici scolastici

5) Il finanziamento ricevuto, dedotto un piccolo compenso da destinare ai membri del consiglio escluso il dirigente, va utilizzato per il pagamento degli insegnanti e del personale non docente, fermo restando il diritto dell'assemblea dei genitori di decidere se avvalersi di personale non docente esterno o di svolgere i relativi compiti tra genitori che volontariamente si offrano per farlo (insomma, ci si può ben organizzare per svolgere a rotazione le pulizie)

6) Gli insegnanti vengono liberamente reclutati dal consiglio. Lo stato fissa unicamente i requisiti necessari allo svolgimento della professione di insegnante (esami di abilitazione, competenza nella materia pubblicamente riconosciuta, ecc.)

7) Gli insegnanti sono dipendenti dell'istituto e il contratto è rescindibile in qualsiasi momento senza necessità di motivazione. Nel caso di infermità documentata dell'insegnante, lo stato provvederà al pagamento degli emolumenti sulla base dei normali programmi di assistenza sociale.

8) E' esclusivamente di competenza del consiglio decidere quanti insegnanti assumere e quanto retribuirli nei limiti dei finanziamenti a disposizione.

9) Gli esami di fine ciclo vengono svolti da una commissione esterna formata da docenti provenienti da altra regione e da almeno 200 km di distanza, fatti salvi i casi delle minoranze linguistiche.

10) All'ispettore ministeriale è affidato il compito di vigilare sia sullo svolgimento della didattica sia sulla correttezza amministrativa

 

Questa bozza è un punto di partenza, ma penso che se si rimane solo a parlare di gran questioni di principio non si andrà mai da nessuna parte.

resistenze

Marco Boninu 25/12/2012 - 16:40

In effetti c'è sempra molta resistenza nei confronti dei test, che vengono attaccati in genere per due ordini di motivi. Da un lato si denuncia la natura semplificatrice e riduttiva di metodi di accertamento della conoscenza rispetto a quello che alcuni ritengono essere IL  Sapere, che non sarebbe riconducibile a quiz e che molti critici vendono come una manifestazione dell'ottundimento delle capacità "critiche" che il vero sapere dovrebbe diffondere; altri ancora contestano il fatto che quei test valutano competenze che non sono, almeno apparentemente, in relazione con la disciplina che si intende poi insegnare.

 

In entrambi i casi a me sembrano critiche un po' spuntate. Sul primo punto, ovvero sul fatto che la selezione via test automatizzati semplifichi "il sapere" si potrebbe rispondere: ma se questo modo di scremare è così banale e riduttivo, com'è che poi EFFETTIVAMENTE alcuni ci lasciano le penne? Forse qualche utilità devono pur averla. Inoltre, al solito, nessuno cogli il punto drammatico della questione: se si continua con questa visione centralista del concorsone fantozziano, stabilito centralmente dallo Stato, fare ricorso a metodi di scrematura anche draconiani è sempre più necessario. Almeno di non ipotizzare metodi di selezione il costo finale dei quali sarebbe inferiore alla messa in ruolo dei candidati abilitabili. Perché c'è anche un problema di ottimizzazione di tempi e costi della selezione. Voglio dire, anche nel Vangelo si dice multi sunt vocati, pauci sunt electi :-) ....una qualche selezione bisognerà pure farla!

 

Sulla relazione fra tipo di abilità testata e competenze specifiche dell'insegnamento la discussione poi assume tratti ridicoli. Capacità logiche, linguistiche e numeriche dovrebbe la base essenziale quale che sia la disciplina che si intende insegnare, se non altro perché capacità di arogmentazione analitiche e linguistiche interessano tutti. Pensare che invece i test dovrebbero essere in qualche misura collegati alla disciplina che si andrà a studiare (o insegnare) finisce per avvantaggiare chi ha già una consuetudine con quella, o perché "sente in casa parlare di certe discipline" o perché semplicemente ha avuto la costanza o i mezzi, per pagarsi una scuola di preparazione adeguata. Porre la concorrenza su standard che sono abilità distribuite mediamente e che tutti posseggono  in linea di principio, mi pare una forma di egualitarismo.

 

Però in Italia i test non godono di buona stampa e a tutt'oggi le selezioni a "crocette", come si usa dire con un contegno altezzoso, sembra essere vista come una degenerazione del metodo di selezione delle scuole italiane.

PS: non ho capito perché il MIUR non appalta tutta la gestione a società come EAS, che riesce a gestire la somministrazione dei test in maniera efficiente e credibile in tutto il mondo. Sarà che noi abbiamo questo mito delle buste portate dai corazzieri il giorno dell'esame, o della centralizzazione salvifica...mah, non so...

Trovo l'articolo di Moro pertinente, tempestivo e utile sotto diversi aspetti che cercherò di chiarire nel seguito anche riportando esperienze personali e sperando di non tediare per la lunghezza dell'intervento.

Sono insegnante di scuola secondaria di secondo grado. Non ho visto i test del “concorsone”.

1^ esperienza personale: Lo scorso anno provai a fare quello per dirigenti, che prevedeva un analogo test preselettivo. Ammetto che l'unico incentivo a fare il dirigente era l'aspetto retributivo (voglio continuare a insegnare ancora per un po' di anni) e quindi non ero “motivatissimo”. Avevo pensato di dedicare alla preparazione di quel concorso qualche settimana che si ridusse, causa un altro impegno sopraggiunto nel frattempo, a soli 3 giorni. In quei 3 giorni non mi rimaneva altro che leggere le domande su cui si sarebbe svolto il test, cosa che non riuscii a fare in toto appunto per motivi di tempo, rileggendo una seconda volta quelle che alla prima lettura avevo sbagliato. Il pozzo a cui attingere era costituito da circa 5.000 domande di 8 aree diverse. Esito della prova 75/100. Il minimo per passare era 80. Credo che un giorno in più sarebbe stato sufficiente.

2^ esperienza personale: Ho iniziato a insegnare relativamente tardi, dopo avere vinto il precedente concorso: quello del 1999-2001. Perché 3 anni per fare un concorso? Perché in quel caso la preselezione non c'era (dovetti aspettare 10 mesi prima di sapere l'esito delle prove scritte). Nella mia classe di concorso i “vincitori” risultarono 50 (35 entrati in ruolo nell'a.s. 2000-01; 15, tra cui il sottoscritto, nell'a.s. 2001-02). Gli iscritti, per la mia classe di concorso, erano stati oltre 11.000, i partecipanti alle prove scritte intorno ai 3.000 (quindi con una percentuale di successo ancora più bassa rispetto al nostro “concorsone”). La conseguenza di questa partecipazione di massa fu che le prove scritte si svolsero in un clima assolutamente irregolare, almeno nella mia aula. Avevo calcolato, a grandi linee, dati i numeri e stimando le immissioni in ruolo, che in media avrebbe “vinto” 1 candidato per aula. Come avrei potuto essere io il vincitore se quasi tutti (ripeto almeno nella mia aula) copiavano? Evidentemente i “copioni” avevano il fiato corto: molti non approdarono all'orale, altri probabilmente sì, ma questi, ne fui testimone diretto per una concorrente “della mia aula”, caddero in quella prova ulteriore.

Nel caso del concorso per dirigenti, non mi sono certo lamentato della procedura di preselezione, che, a maggior ragione se la platea di candidati è mostruosa come per i concorsi per docenti, credo sia la più efficiente possibile, essendo le alternative molto più costose.

Allora dove sta la ragione delle lamentele? Credo nel fatto che l'Italia è diventato un paese affollato di piagnoni, di ricorsisti e soprattutto dove la figura del docente è così scaduta che per svolgere questa professione si pensa che sia sufficiente “fare domanda”. Quanti sono gli insegnanti che una procedura di selezione non l'hanno mai vista perché assunti a tempo indeterminato da graduatoria? Naturalmente chi sta nella scuola sa che fra questi ci sono bravi insegnanti, ma ce ne sono anche non bravi, discorso che ovviamente vale per tutti (di ruolo e precari). Quello che voglio dire è che il superamento del concorso ordinario dovrebbe essere, stante l'attuale processo di reclutamento, la condizione minima necessaria per insegnare. Un'altra idea del tutto bislacca è il pensare che chi è abilitato abbia diritto ad insegnare. L'abilitazione andrebbe semplicemente abolita (risulta abilitato anche chi ottiene un punteggio poco superiore al 6). Si fa il concorso per i “posti” realmente vacanti (realmente vuol dire che a volte sono vacanti posti che in realtà le procedure burocratiche non fanno apparire come tali). Si assume quel numero di insegnanti. Per la prossima tornata si fa un'altra selezione:

3^ esperienza personale: dopo essere stato costretto a fare il concorso fuori dalla mia regione, non riesco a rientrare perché tra le altre cose, in questi anni, sono stati immessi in ruolo nella mia classe di concorso nella mia provincia persone che fecero il concorso del 1990!!! Immesse in ruolo dopo vent'anni. Ma erano... abilitate!!! Esistono in qualche altra parte del mondo graduatorie che durano decenni?

Sono ormai convinto che l'Italia comincerà a cambiare in positivo quando cambieranno certi aspetti di governance della scuola. Per questo penso che l'articolo di Moro sia assolutamente pertinente con quanto sta proponendo Fermare il declino. Credo che le due questioni siano indissolubilmente legate. Ma l'articolo è utile ancora per un altro aspetto e cioè perché, e questo appare evidente dal forum del sito Fare per Fermare il declino, stuzzica gli appetiti qualunquisti di una parte del vostro potenziale elettorato, quello che appena può spara a zero sugli statali come hanno sempre fatto i più ottusi pseudoliberali verso tutto ciò che odorasse di “comunismo”. Penso che quando si parla di scuola scatti quella sorta di riflesso del tipo: siamo tutti ct della nazionale. Forse per il solo fatto di essere stati studenti e/o essere genitori di studenti, tutti pensano di poter parlare, troppo spesso a vanvera, della scuola. E allora ecco che spuntano implacabili i moralizzatori delle 18 ore. Coloro che, proprio perché ignorano questa realtà dall'interno, non sanno che, per alcuni insegnanti, 18 ore non sono la metà delle ore che fanno effettivamente, ma sono 1/3 (quasi gratis).

OT? Seguo nfa dalle elezioni politiche del 2008, ma sempre sporadicamente per motivi di tempo. Sono sempre rimasto sbalordito dalla produttività di Boldrin e degli altri che, oltre al loro lavoro, riescono a seguire così da vicino e puntualmente nfa (complimenti). Quando qualche settimana fa, dopo un periodo molto lungo, mi sono collegato al sito, ho trovato quello che mi aspettavo e, in un certo senso auspicavo, e cioè la “discesa in campo”. Ho però qualche perplessità. Telegraficamente: ad esempio Giannino (ma non è la più importante); come mai tanti avvocati tra gli aderenti? Non mi sembra, per sua natura, la categoria più sensibile ai temi della liberalizzazione o del merito; le liste: quali i criteri per costituirle? Ultima, ma la più forte. Per dare il voto a Fermare il declino, avrei bisogno di una certezza: che per nessuna ragione foste disposti a collaborare con BS e company (tra cui ovviamente la Lega). Per me nel caso di BS e company non vale il motto: Non importa se il gatto è bianco o nero.

anche se OT, l'ultimo paragrafo di bdemme richiederebbe una pronta risposta del vertice FilD che e' palesemente assente sia qui, che nel sito ufficiale che nel forum del sito ufficiale e che si finisse di dire la solita mantra "siamo molto presi non possiam far tutto" perche' se il giorno di Natale si pubblica un post di questa mole a maggior ragione si dovrebbe trovare il tempo per la trasparenza con la base, che a quota 45.000 unita' avrebbe i numeri necessari per sentire dal vertice non una discesa della verita' rivelata ma una comunicazione trasparente e tempisticamente efficente

per favore, non se ne puo' piu' di comunicazioni after the fact

grazie

BS & Co.

marco esposito 26/12/2012 - 01:33

Per motivi vari sono componente di FiD, e se vuoi una risposta ufficiale te la posso dare tranquillamente:
"Mai e per nessun motivo al mondo con Berlusconi e Lega ".

In verità sono stupito che ci possano essere dubbi in merito a ciò, vorrei quindi capire da cosa desumi una ipotesi simile.

boh

Vincenzo Pinto 26/12/2012 - 12:08

Onestamente non ho capito manco io questa fregola del "la base si attende una risposta sulla verginità della Madonna" o "la base vuole un comunicato ufficiale sui 'comunisti per Giannino'" (quiz: riconoscere la citazione vera da quella falsa). Sarà che sono da queste parti da ormai 6 anni, ma avendo imparato a conoscere i promotori e anche molti dei coordinatori (Franco, Sabino, Marco, Gilberto ...) sono sicuro che cazzate non ne faranno. Che si godano le feste in santa pace (Auguri a tutti!) al posto che rispondere ai 2000 post che appaiono giornalmente sulla pagina Facebook di FiD. Peace!

La discontinuita' con la vecchia classe politica e con il capitalismo clientelare e' chiara fin dalle prime righe del manifesto iniziale, ed e' stata ribadita in continuazione. 

Concordo con la Sua impressione che le domande dei test a prima vista sembrino tutt'altro che impossibili.

Così come chi avesse ascoltato le domande che il TG di Sky ha citato come esempi di domande difficili si potrebbe chiedere se sia giusto affidare l'informazione della popolazione a persone che considerano difficili domande così elementari...

Ma se al concorsone hanno partecipato persone che hanno insegnato per anni se non per decenni, e visto che siamo in un mondo in cui sarà sempre più cruciale saper gestire i big data, è possibile che non si potesse tener conto della marea di informazioni provenienti dall'attività didattica svolta da queste persone nel corso del tempo?

Troppo difficile? Paura di adottare criteri arbitrari, come se scegliere le domande di un test non fosse arbitrario? Come scusi non ho capito la domanda cosa sono i big data? ecco sì forse...

Si lo so, all'impiego pubblico si accede tramite concorso, ma chi impedisce di valutare i docenti non di ruolo durante la loro attività e tenere conto di queste valutazioni al momento del concorso? Non mi sembra che la Costituzione ponga vincoli a questo proposito.

lungi da me difendere la procedura concorsuale, che prevede pero' ulteriori valutazioni sulla capacita' dei candidati rimasti, compresa una prova didattica. Purtroppo non include quello che davvero servirebbe: un periodo di prova lungo a sufficienza, con possibilita' di licenziamento (almeno due anni), la possibilita' di compensare finanziariamente i piu' bravi fra i docenti, la possibilita' di decentrare la scelta dei docenti a livello dei presidi, la valutazione dell'operato dei presidi, ....

Il mio post piu' che una risposta alle critiche al concorso e' una riflessione sul livello del capitale umano prodotto dall'universita' italiana. 

vorresti due anni di prova per un ing che fa case prima di licenziarlo?

Dipende

Francesco Forti 26/12/2012 - 15:25

dal lavoro.

Un docente aspetterei un anno a valutarlo, di norma (sei mesi nei casi piu' gravi)

Un cuoco posso valutarlo in una settimana.

Un ingegnere in 3 mesi.

Poi un cosa è valutare la persona, altro è valutare i risultati.

Ne cuoco basta un'ora per valutare i risultato, nel caso dell'ing o del prof ci vuole piu' tempo.

Lei ha esplicitato in maniera egregia quello che cercavo di dire.

FInchè continuerà ad aumentare il divario tra le pratiche di reclutamento delle imprese private e dello Stato, quest'ultimo vedrà sempre più peggiorare la sua reputazione come datore di lavoro, anzichè essere visto come uno dei tanti players con pieno diritto di cittadinanza in un'economia veramente liberale.

I test attitudinali potevano essere di moda tra le imprese private venti anni fa. Adesso, se cercassi un lavoro presso una grande impresa privata, credo che sarebbero molto più interessati a vedere ad esempio cosa scrivo sui social networks piuttosto che vedere come mi comporto di fronte ad un test logico-matematico. Anche questi sono big data.

Quello che manca (e che ho provato senza esito a trovare) è una statistica di quanti casi ci siano stati per ogni possibile punteggio ottenibile. Ho visto grafici dei risultati per età e dei "passati" per regione ma nulla che mi dicesse quanti hanno fatto 30, 35, 50... oppure -25.  

Visto che si tratta pur sempre di 264'000 concorrenti (e non a posti da bidello o da ascensorista) si tratta pur sempre di uno spaccato interessante della nostra società.

Goleman

Der Weierstrass 26/12/2012 - 10:38

Qual era l'obbiettivo del test di ammissione? Selezionare persone in grado di insegnare ed appassionare gli allievi alla propria disciplina oppure scremare dal totale dei candidati quelli con più attitudine al ragionamento logico-matematico? Solo a me è accaduto di avere (alcune) fantastiche docenti di lettere totalmente incapaci di ragionare in termini di matematica spicciola? Molto interessanti saranno i dati suddivisi per classe di concorso. E' credibile immaginare che i più alti tassi di superamento della prova saranno afferibili alle discipline scientifiche, i più bassi a quelle umanistiche. Probabilmente il concorso che seguirà il test servirà a selezionare ulteriormente i docenti sulla base delle competente specifiche. Tuttavia rimane il dubbio che alcuni ottimi umanisti, magari pure ottimi docenti, siano rimasti tagliati fuori da criteri inadatti. Era così difficile e costoso inventarsi almeno tre tipologie di test, tarate sulle diverse tipologie di intelligenza? Goleman vi ricorda nulla? Saluti Marzio

Non e' cosi'

andrea moro 26/12/2012 - 12:12

Era possibile passare il test senza particolari conoscenze di matematica spicciola, come speravo di aver chiarito. Tarare il test su "diverse tipologie di intelligenza" significava farlo piu' complicato di quanto in realta' era. 

Goleman

Der Weierstrass 26/12/2012 - 12:44

Professore, mi permetta.

Lei, con il suo post, non ha chiarito nulla, perdoni.
A meno di non ritenere che i due terzi dei partecipanti al quiz siano al di sotto della normalità intellettiva.
Mi sembra un po' eccessiva come conclusione, non ritiene?
Oppure mi sbaglio io e questa non è una sua conclusione. Nel qual caso le faccio la domanda:
I due terzi dei partecipanti al concorso che non hanno superato il test ritiene siano al di sotto della normalità intellettiva?

Legga Goleman, approfonditamente.
Poi possiamo discutere di cosa è complicato e cosa no in relazione alle attitudini che ciascuno possiede.

Saluti

Marzio

Grazie

andrea moro 26/12/2012 - 13:28

io non avro' chiarito nulla, pero' ho fornito alcuni elementi per giudicare, spero. Ognuno puo' giudicare da se', io ho solo ricopiato alcune domande facili, alcune difficili, e riportato credo abbastanza precisamente il rapporto fra le stesse (4/5 di facili, 1/5 di difficili, domanda piu' domanda meno). 

A meno di non ritenere che i due terzi dei partecipanti al quiz siano al di sotto della normalità intellettiva.

No, test del genere sevono a scremare chi non si impegna, anche se è intelligente. 

Avete presente (a proposito di maestri e professori) la classica frase che si dice ai genitori?

Suo figlio è intelligente, .... ma non si impegna.

Ecco, chi non ha superato quel test è anche intelligente, ma non si è impegnato abbastanza.

Forse era distratto quando ha letto l'articolo di Andrea, quindi ribadiamolo: il test finale è stato preso estraendo le domande da 3500 che erano a disposizione sul sito DA DUE MESI per permettere ai candidati di esercitarsi. Dal momento che, come spiegato, si tratta di tipologie di domande in cui è possibile migliorare tramite banale ripetizione, sarebbe stato sufficiente prepararsi nelle aree in cui si era piu' debole. Chi non l'ha fatto ha da prendersela solo con se stesso. Vedo difese dell'indifendibile.

Gentile Pinto, io non devo difendere alcuna posizione. Mi occupo d'altro. Non so lei. Vedo invece che si portano a sostegno della tesi preconfezionata fatti palesemente falsi. A quanto mi risulta (indirettamente ma con un certa affidabilità sull'informazione) le domande e le relative risposte sono state rese disponibili una settimana prima del test. Le tralascio, ovviamente il fatto che in quella settimana la maggior parte delle persone ha lavorato. Non due mesi, quindi. In questo caso i ramponi per il vetro li usa lei, quindi. Ma il punto non era questo. Lei ha sviato l'oggetto della mia tesi. Ribadisco che i test avevano una parte logico matematica che, per chi lavora ogni giorno con funzioni di Weibull, test di chi-quadro, affidabilità statistica era non solo banale. Era insultante. Per chi invece aveva concentrato tutte le proprie risorse intellettuali nella storia dell'arte, nella letteratura antica oppure nella filologia romanza banali non erano, non so come altro dire. Una cosa così: ? + ? + ? = @ + ? per chi è abituato al linguaggio della logica matematica è banale. Per chi non lo è, no. E l'astrazione matematica è qualcosa che non si raggiunge esercitandosi con test della patente. Quindi, ripeto. Se un laureato in fisica ha fallito il test è certamente inadatto non solo all'insegnamento, ma a molto altro. Se un laureato in Storia ha fallito il test, non necessariamente potrebbe essere un cattivo docente. Poi, visto il mio terzo intervento, vi lascio alle vostre convinzioni sulla povertà intellettuale del corpo docente italiano, di cui abbiamo molte evidenze, ma NON legate ad test a risposte chiuse, efficace ma potentemente inefficiente. Saluti Marzio

per favore, quando  qualcuno fa una critica costruttiva non dategli addosso: essere bravi professori di economia non vi rende tuttologi e alla lunga stanca di dover sempre sentire che vi coprite di aria di superiorita'

Ho controllato. Le domande erano a disposizione dal 27 novembre. Mea culpa, sull'articolo linkato da Andrea nei commenti si parlava di due mesi. Mai fidarsi delle fonti non linkate, ma rimangono 20 giorni. Anche ammettendo una lacuna dei professori di materie umanistiche nell'area logica, questi avevano 20 giorni per esercitarsi, magari chiedendo a qualcuno piu' ferrato sull'argomento di spiegare i quiz, o semplicemente ricorrendo a un eserciziario (io ne avevo uno con test simili per il test d'ingresso in università). Tanti quanti ne aveva a disposizione un fisico scarso in grammatica, un filosofo scarso in inglese o un anglicista scarso col computer. Pero' si parla solo delle domande di logica. Sarà perché nella scuola italiana se ne insegna poca? Allora meglio assumere insegnanti che la capiscono, cosi' (si spera) potranno spiegarla.

 

Non capisco invece la tirata sulle "conclusioni sulla povertà del corpo docente italiano". Se non ho capito a provarlo non sono stati solo insegnanti precari, ma anche tanta gente che provava solo l'ennesimo concorso. Quindi non si possono tratte inferenze sulla qualità del corpo docente, ma solo dei candidati al concorso in questione.

Una cosa così: ? + ? + ? = @ + ? per chi è abituato al linguaggio della logica matematica è banale. Per chi non lo è, no

Per chi non è abituato sarà non banale ma basta un minimo di impegno per capire la soluzione. E visto che uno deve passare il test, ha la strizza allo sfintere e 20 giorni per esercitarsi, un minimo di impegno è necessario e doveroso, in questa società. Ma anche se non ce la fa, puo' benissimo scartare 10 domande e trovarne 40 molto piu' facili a cui rispondere in modo esatto. Occorreva infatti rispondere esattamente all'80% delle domande. Se 2/3 non ci è riuscito non è responsabilità delle domande. Anzi è un ottimo specchio del paese che per incapacità logiche vota Berlusconi, Bossi, Grillo e Vendola (e mi fermo qui solo per economia di banda ma potrei proseguire).

Perché dovrebbe essere ritenuto "normale" che un potenziale professore di Storia si possa dimenticare le basi di matematica insegnate alle medie (come risolvere una equazione del tipo "' ? + ? + ? = @ + ?, con ? = 5" è normale programma degli inizi della scuola media inferiore)

Non gli si è chiesto di calcolare una radice quadrata a mano o una complessa applicazione del Teorema di Talete, ma di saper fare 5 + 5 + 5 - 5, avendo, tra l'altro, 4 soluzioni a disposizione!

Semplicemente, una gran parte di chi ha partecipato al test preliminare NON era tanto interessato da impegnarsi quel minimo necessario per passare.

Non essere capaci di rispondere a simili quesiti implica IMHO di aver fatto medie e superiori evitando come la peste l' aliena matematica, e mi domando davvero quanto una persona cui manchino capacità logiche di base come queste possa essere capace di dare un insegnamento che non sia puro nozionismo.

A costo di passare da integralista della logica/matematica aggiungo che certe persone devono stare lontane dall' insegnamento punto e basta.

Sono le prime a sdoganare agli studenti la possibilità di andare avanti nella scuola senza sapere nulla di matematica, rovinando la vita scolastica ( e precludendo possibilità ) di generazioni intere.

( dando ripetizioni di matematica e vedendo da vicino i danni causati da un certo modo di insegnare, ho maturato una forte indignazione personale verso chi ne è causa , indignazione aggravata dal fatto che gli studenti con cui vengo a contatto sono comunque i fortunati con una famiglia capace di spendere e interessata attivamente alla loro formazione )

Una cosa così: ? + ? + ? = @ + ? per chi è abituato al linguaggio della logica matematica è banale. Per chi non lo è, no. 

Mi spiace che non si sia colto il punto del post. Domande di questo tipo erano rare, sicuramente meno di 10. Era possibile passare anche senza risponderle. Certamente qualcuno di intelligente e' bravo e non e' passato, mi spiace per lui e per la scuola italiana, ma deve essere una rarita'. 

Ricevo email da persone che non colgono questo punto. Mi scrivono di aver preso 44 ma di sentirsi irritati. 44 capito? Hanno sbagliato solo 4 domande, sono passati alla grande, e si sentono irritati. Non capiscono che per non passare occorreva sbagliarne piu' del doppio, e che per farlo occorreva sbagliare anche domande banali, salvo, credo, casi eccezionali

Gentile Prof. Moro. Credo di aver bene compreso cosa intende. Ed apprezzo la sintesi che ha fatto. Il senso del mio intervento era altro, tuttavia. Un test così congegnato ha favorito indubbiamente le classi di concorso più scientifiche a scapito di quelle più umanistiche. Non so quando usciranno i risultati suddivisi per classi di concorso, ma “a naso”, dovrebbe essere così. Non c’erano domande distribuite nelle varie competenze ma solo di logica, logica simbolica, comprensione logica del testo, inglese. Mi corregga se sbaglio. Uno screening di questo tipo ha fatto il suo lavoro. Ha selezionato le persone con maggiori abilità di un certo tipo. E ha ridotto i partecipanti ad un terzo. Ma lo ha fatto in modo poco efficiente (secondo me). Io vorrei per i miei figli una scuola che sappia farli scoprire loro stessi. Che sappia valorizzare le proprie attitudini, le proprie competenze. Che sappia farli crescere comprendendo cosa significa la meraviglia di leggere Saramago o Borges, apprezzare emotivamente il Guernica di Picasso, lasciarsi trasportare da Baudelaire, comprendere cosa significa, in profondità, il numero di Nepero, sapere quale è il lavoro intellettuale che ha portato al secondo principio della termodinamica, conoscere le vicissitudini umane di Dedekind, Cantor e delle migliaia di menti superiori che ci hanno regalato la modernità. Vorrei docenti competenti nelle loro discipline ma anche in grado di intercettare i “segnali deboli” che i loro allievi manifestano. Quelli di soddisfazione ma, soprattutto, quelli di crisi. Docenti che sappiamo motivare, che sappiano far comprendere l’importanza del lavorare insieme. L’importanza del lavoro in gruppo. Vorrei una scuola che accenda la voglia di comprendere e che risvegli le sensibilità al bello. Non che riempia di nozioni come bottiglie. Nella scuola che vorrei, un test preliminare fatto a questo modo, non serve a nulla. A niente di niente. Ma comprendo di essere minoranza. Grazie a tutti della discussione (so di essere andato OT, perdonatemi. E’ il primo intervento che faccio a NFA). Saluti. Marzio

Si sbaglia

andrea moro 27/12/2012 - 12:05

Si sbaglia, le domande erano suddivise: 18 di logica/matematica, 18 di "comprensione del testo", 7 di informatica e 7 di lingua straniera. Si sbaglia anche sugli obiettivi del test che non era quello di scoprire fra 240mila persone i maestri piu' illuminati. A quello ci dovrebbero pensare le fasi successive, e li' si che saro' d'accordo con i critici, perche' queste cose sono impossibili da scoprire anche con una striminzita prova didattica. Gli insegnanti vanno testati sul campo, vanno messi accanto ad insegnanti di ruolo, vanno confermati o licenziati dopo alcuni mesi di valutazione. Certe cose non sono valutabili tramite "concorsone". 

Perché quelli che sono andati bene si lamentano, laddove, a lume di naso, dovrebbero essere contenti di aver trovato un esame che li ha fatti passare in scioltezza?

Ci ho riflettuto, avendo espresso anche io la mia irritazione.

A questo punto credo che fosse la paura di fallire. Io non mi sentivo portato per quella prova, sono stato in ansia finché non è uscito il simulatore e poi temevo di trovare una batteria difficile.

Sono diventato critico per "difesa", cosa che peraltro non esclude affatto che le mie critiche potessero essere fondate.

Ma non è solo questo: è anche la sensazione di essere buttati in un immenso frullatore sordo e cieco con il quale non c'è modo di entrare in comunicazione.

L'insieme delle due cose fa quel senso di irritazione di cui sopra.

Boh, sono proprio curioso di vedere cosa combinerò alla seconda prova...(e presto sarò anche in ansia fottuta). Sarò di nuovo "difensivo", ma sono dell'idea che andare là per far vedere che conosco a memoria un po' di date e di pensierini mi avvilisce. Da quando la moderna tecnologia ha prodotto la scrittura alfabetica, trovo che non sia più necessario impararsi a memoria tonnellate di roba. Ma la scuola, e pure l'università italiane funzionano così e chiudiamola qua sennò apriamo un vaso di pandora.

Mesi fa volevo prepararmi leggendo tonnellate di letteratura italiana del passato, anche minore, ma mi sono reso conto che per questo esame sono meglio i bignami. E non scherzo.

Bene prof. Vedo che ci tiene a mettere i punti sulle "i". Ci provo anche io, se permette. Anche a me piacciono i puntini, sa? Come lei conferma, i test erano caratterizzati da 18 quesiti di logica matematica completamente inadatti, a mio parere, a selezionare docenti di classi di concorso umanistiche. L'ho già detto. E lo ribadisco. E questo conferma la sostanza del mio post precedente. Vedo tuttavia che lei sorvola, sorprendentemente, su aspetti fondamentali dell'analisi, che in questo momento mancano. Se si dimostrerà che la maggioranza delle criticità proviene da classi di concorso umanistiche, non crede si possa affermare che il test non era tarato correttamente? Non era specifico? Non ha dato ad alcuni partecipanti le medesime probabilità di accesso? Era inefficiente? Paradigmatico, in questo senso, è il messaggio di silvia marceglia. E credo che come colleghe di silvia ce ne siano parecchie. Ma ritengo, purtroppo, che il suo pregiudizio le faccia velo, come cercherò di dimostrare. Lei, ad un certo punto del suo post dichiara: "non c'è dubbio che le domande non verificassero in alcun modo la capacità di insegnare. Ma era questo lo scopo?" Già, qual era lo scopo? Ho già fatto questa domanda e lei non ha risposto. Qual era lo scopo di un test del genere? E ancora, cosa voleva dimostrare con il suo post? Piccolo sillogismo (...solo esemplificativo, lei mi capisce, no?...). Affermazione A: il test era banale ed un'intelligenza normale, a prescindere dalla propria formazione, poteva ottenere la sufficienza Affermazione B: i due terzi dei partecipanti non hanno superato il test Conclusione: i due terzi dei partecipanti non possiedono un'intelligenza normale. Certo, la conclusione bene si adatterebbe alla sua affermazione: "Casi individuali a parte, l'esito del concorso la dice lunga sulla qualità del capitale umano esistente nel nostro paese (...) e sulla qualità di chi pensa di essere in grado di formare i nostri figli." Potrei sbagliarmi ma è da intendersi in questo senso il suo post? Ma potrei sbagliare di avere inteso. Saluti. Marzio. PS - Letture suggerite per comprendere che non tutte le intelligenze sono uguali: a) Dehaene Stanislas , Il pallino della matematica. Scoprire il genio dei numeri che è in noi, Raffaello Cortina Ed., 2010 b) Goleman Daniel, Intelligenza emotiva, Rizzoli Ed., 1999

Il suo discorso vale anche per gli insegnanti di matematica, che avrebbero potuto/dovuto trovarsi in difficoltà con le domande di comprensione del testo o di lingua straniera. 

logica

floris 28/12/2012 - 03:00

Affermazione A: il test era banale ed un'intelligenza normale, a prescindere dalla propria formazione, poteva ottenere la sufficienza Affermazione B: i due terzi dei partecipanti non hanno superato il test

Conclusione**

Molte persone con un' intelligenza normale potevano ma non hanno "voluto" rispondere ad alcune domande, e magari hanno tirato a caso o quasi.

Un po' come quelle persone che tutti abbiamo conosciuto che di fronte ad un po' di matematica/logica hanno sempre detto di non capirci nulla e lì si son fermati senza nemmeno provare a ragionare. Anzi, forse, proprio quelle persone.

**Sempre ammesso che siano state in maggioranza le domande di logica a far bocciare. Non credo che esistano ancora dati pubblici al riguardo, però è rivelatore il fatto che tutti sospettino proprio di quelle...

Sillogismo

Marco Palandri 28/12/2012 - 04:29

Affermazione A: il test era banale ed un'intelligenza normale, a prescindere dalla propria formazione, poteva ottenere la sufficienza Affermazione B: i due terzi dei partecipanti non hanno superato il test Conclusione: i due terzi dei partecipanti non possiedono un'intelligenza normale.

Un sillogismo più appropriato per le conclusioni di Andrea Moro (leggo le ultime righe) potrebbe essere: A) il candidato con un'intelligenza normale e un po' di esercizio, a prescindere dalla propria formazione, poteva ottenere la sufficienza; B) 2/3 dei candidati non ha superato il test; CONCL.) 2/3 dei candidati non possiede un'intelligenza normale e/o non ha fatto un po' di esercizio.

Ora, supponendo 1) il sillogismo, nella sua semplificazione, sostanzialmente corretto e 2) che nessuno vorrebbe insegnanti dotati di intelligenza subnormale, mi chiedo: vogliamo insegnanti che "non hanno avuto la decenza di prepararsi adeguatamente dopo aver avuto a disposizione l'intero universo di domande formulabili"? Personalmente no. E non perché le attitudini che questo tipo di test è in grado di valutare siano per forza quelle necessarie (anche se, almeno per quanto riguarda il pensiero logico, lo penso), tantomeno quelle sufficienti per insegnare. Bensì perché mi viene il sospetto che chi non si è esercitato quando la modalità e i criteri di selezione erano noti e trasparenti o ha sopravvalutato le proprie capacità, o non era così motivato, o era già pronto a lamentarsi in ragione di chissà quale diritto o principio conservatore... In ogni caso non mi rammarico se costui non ha superato la preselezione.

Concludo con un breve aneddoto apparentemente OT, per chi lo vuol leggere... Durante il Liceo partecipavo ogni anno (tranne uno, per "punizione") ai Giochi di Archimede. Normalmente il test si svolgeva in aula e partecipava tutta la mia classe (in quanto corso PNI). Quell'anno il test cadeva nelle ore di un professore di lettere (a noi insegnava storia), precario, 40enne circa. Mentre la classe iniziava la prova, il professore prese una copia del test che era in più ed esclamò qualcosa come: "Dai, faccio anch'io con voi questi giochini". Testa bassa, a poco a poco sguardo serio, qualche tratto di penna. Poi, tempo un paio di minuti, spostò la copia ad un lato della cattedra e attese in silenzio la fine dell'ora...

grazie

andrea moro 28/12/2012 - 15:36

Credo che marco abbia interpretato correttamente il mio pensiero, con l'aggiunta che forse qualcuno non ha saputo affrontare il test in modo strategicamente efficiente, e cioe' risolvere prima le domande facili, e tralasciare inizialmente quelle difficili. In questo modo sarebbe stato possibile risolvere 30-35 domande in 10 minuti, e rimaneva un bell'ammontare di tempo per pensare e risolvere una decina di quelle meno semplici e riuscire a passare il test senza problemi. 

Anche in questo caso, poca o errata preparazione. Non voglio generalizzare perche' qualcuno avra' obiettivamente avuto sfortuna, ma per gli altri, davvero vogliamo insegnanti che non sanno prepararsi ad un test generalmente semplice? 

Concordo in pieno nel senso che credo tu abbia riportato i termini della discussione sui giusti binari. Né estrapoli, almeno non l'hai scritto, dal tuo gustoso OT chissà quali nefandezze culturali commesse dall'insieme dei docenti italiani, troppo spesso, anche in questa discussione, facile bersaglio di chi ho definito, in altro commento, ct della nazionale. Cito, per ragioni di comodità, solo l'ultimo esempio:  

 

>qualsiasi altra riforma della scuola è una presa per i fondelli in quanto destinata ad essere attuata da dirigenti e docenti sulla cui qualità non discutiamo mai abbastanza.<

 

Fino a quando non si conosce, almeno, la quota di precari e di chi era estraneo alla scuola tra i concorrenti, qualsiasi conclusione in questo senso non è legittima. In più ai docenti cosiddetti di ruolo non è stato consentito di fare il concorso. Io lo avrei fatto volentieri ma non ho potuto. Poi forse , con i soliti ricorsi, qualcuno di ruolo lo ha fatto lo stesso, ma non ho seguito la vicenda. Questo per dire che il "concorsone" non poteva comunque essere uno strumento che, a grandi linee, ci dà delle indicazioni sul "corpo docente".  Dunque non è vero che sugli insegnanti italiani non si discute mai abbastanza, anzi si discute anche troppo. Quello che non si fa è la valutazione, che andrebbe fatta, ben consapevoli però della sua difficoltà per non generare quelli che sono definiti falsi negativi.

La scuola, sappiamo, a nfa e poi a FiD sta a cuore. Però ho due osservazioni: 1)qualcuno sta elaborando un programma riguardante la scuola, che risulti più credibile di quello di Monti che, pur nella sua vacuità, mi sembra dire già qualcosa di più del punto 9 del decalogo di FiD? 2) trovo una rumorosa assenza di insegnanti tra i coordinatori di FiD. E' vero che probabilmente molti insegnanti si sentono lontani dalle linee guida, benché molto generiche, sulla scuola di FiD. Ma siamo sicuri che troveremmo totale insensibilità se a fronte di un cambio di paradigma del tipo valutazione, merito, reale autonomia delle scuole con reali poteri del dirigente in merito alla scelta dei docenti, ecc. venissero proposti incentivi adeguati? Se qualcuno sta facendo 2 conti in questo senso può dirmi se ritiene realisticamente fattibile in termini di finanza pubblica questo "scambio"?   

 

sul sito FilD l'approfondimento punto9 ancora non compare , ne si sa chi sia ,tra i cordinatori del vertice ,l'incaricato a gestire il punto9

forse ci vorrebbe una donna, visto che nella scuola sono le donne la maggioranza dei lavoratori; ma tra i fab9 le due donne presenti hanno competenze da avvocato non da insegnanti.

Mentre abbondano i professori universitari tra i promotori/fondatori , a mio avviso  per il punto 9 ci vorrebbe una coppia (un/a insegnante) di modo che non solo la scuola alta  con i suoi inderogabili bisogni di cambiamento venisse considerata, ma anche le vere problematiche della scuola primaria/secondaria venissero esaminate da chi ci lavora dentro e non solo   da chi la guarda da fuori. Possibile che tra i 46.000 aderenti non ci sia nessuno gradito ai fab9?

quote azzurre

bdemme 28/12/2012 - 19:24

forse ci vorrebbe una donna, visto che nella scuola sono le donne la maggioranza dei lavoratori; ma tra i fab9 le due donne presenti hanno competenze da avvocato non da insegnanti.

Mi dispiace ma in questo non ti seguo del tutto. Per me nella scuola ci vorrebbero le quote azzurre, altrimenti inutili in presenza degli incentivi di cui dicevo nel precedente commento. Il rapporto uomini/donne è squilibrato e non è il risultato di un'allocazione efficiente né tantomeno naturale delle risorse.

A una domanda di una giornalista di Radio24 sulla schiacciante presenza femminile tra i candidati del concorsone, uno dei massimi dirigenti (donna) del Ministero ha risposto, intervistata il 17 novembre nella trasmissione Scuola in controluce, che ciò è coerente con il ruolo materno proprio di un'insegnante.

Stavo guidando e per evitare conseguenze spiacevoli per me e per gli altri non mi è rimasto che spegnere la radio.

Preciso che non ho scritto di "chissà quali nefandezze culturali commesse dall'insieme dei docenti italiani" proprio perché non ho la presunzione di poter generalizzare, né credo che ciò sia possibile, quindi nemmeno opportuno. Con il mio aneddoto volevo sottolineare che, nella mia esperienza personale, ho incontrato docenti apparentemente poco abituati a risolvere quesiti di logica (matematica o verbale che sia)* e che questa caratteristica era comune anche tra i più "giovani". Secondo me ciò si accompagna facilmente ad una sottovalutazione dell'importanza di sviluppare quelle capacità logiche che permettono di superare agilmente test come quelli del MIUR o dei Giochi di Archimede. Ricordo, a parziale riprova personale del mio ragionamento, che talvolta i professori di cui sopra reagivano con forte disappunto alla lettura della circolare che inseriva i Giochi di Archimede nelle loro ore. A me quelle prove piacevano, erano molto stimolanti e sicuramente mi hanno permesso di superare con più scioltezza un paio di test di selezione universitari. Che quelle del MIUR, dei Giochi di Archimede, dei test universitari e simili non siano prove capaci di catturare l'intero universo delle competenze e attitudini dell'individuo, non ho dubbi. Sono però almeno prove trasparenti, efficienti e facilmente tarabili. Ideali, secondo me, per una preselezione. E così sarà sempre di più, per cui è bene che gli studenti si abituino e che gli insegnanti non "ostacolino" il metodo.

Quanto al suo interesse per il punto 9 di FFID, su nFA ci sono due contributi:  (1) e (2).

*non parlo qui delle competenze informatiche e della lingua straniera, che meritano considerazioni estese ma un po' differenti.

ancora d'accordo

bdemme 28/12/2012 - 23:30

Infatti. Quello che hai detto l'hai detto perché l'hai visto come studente. Gli studenti le cose le capiscono, o comunque le colgono. Invece spesso sulla scuola si pontifica, quando non si insulta, dall'esterno, mi ripeto per l'ennesima volta, forse non comprendendo che si tratta di una realtà molto articolata.

Rispetto a:

Quanto al suo interesse per il punto 9 di FFID, su nFA ci sono due contributi:  (1) e (2).

I tuoi riferimenti riguardano l'università, su cui parte dei promotori di FiD ha molte e approfondite conoscenze provenendo da quella realtà. Io però mi riferivo alla scuola, rispetto alla quale spero che Fid rifugga dalla tentazione che sembra tentare parte della base e cioè di porsi in contrapposizione agli insegnanti, visti come parte del problema da risolvere attraverso la riduzione della spesa. Credo che se si vuole avere una minima probabilità di successo rispetto ad alcuni cambiamenti da portare, piuttosto radicali per la realtà italiana, si dovrà fare lo sforzo di avere una quota non trascurabile di insegnanti dalla propria parte.     

 

 

 

 

Intanto, i dettagli del punto 2 chiariscono che i tagli delle spese non intaccheranno il budget della scuola (oltre che della sanita'). A mio parere bisogna anche spendere di piu', ma a condizione che si spenda meglio. Il mio auspicio e' quello di riuscire a convincere  la componente virtuosa della classe insegnante che un eccessivo egualitarismo non puo' essere benefico per la scuola, che si e' sinora affidata alla buona volonta' di chi insegna per "missione". Affidarsi alla buona volonta' e' semplicemente suicida, occorre, fosse anche solo per amor di giustizia, premiare chi e' bravo, quindi potenziare l'invalsi ed usarne i risultati. 

In commento non posso approfondire molto, ma io sarei anche del parere di iniziare qualche sperimentazione, come per esempio quella delle charter schools.

Ho scritto un articolo che nella parte finale tratta anche degli stipendi degli insegnanti, e del modo in cui una differenziazione stipendiale può portare ad un aumento di produttività e ad un miglioramento del servizio, il tutto senza aumentare la spesa (il barbatrucco è togliere o diminuire sostanzialmente gli scatti per anzianità).

Lo so, è autopromozione, però, lo butto qui lo stesso, anche per vedere se qualcuno vuole dirmi cosa ne pensa.

[Che sciocco: non m'ero accorto che il link non era attivo]

La sperimentazione e' sicuramente la strada giusta per testare se i cambiamenti possono funzionare, ed e' anche , in un certo modo, quello che si e' sempre fatto anche in passato (ad esempio in Friuli la speriemntazione di potenziare l'inglese fin dalle elementari fu sperimentato gia' negli anni 80 prima che poi venisse esteso a tutte le scuole nazionali)

 

per il tuo  riferimento alle charter schools credo tu ti rifaccia all'esempio ed uso di esse in USA; ma tali scuole sono sotenute da soldi federali, quindi in italia dovrebbero essere sostenute con finanziamenti statali quindi tu auspichi un aumento della spesa statale a sovvenzione di questo modello di scuola?

Il numero di bambini non cambia, basterebbe trasferire agli amministratori le risorse che si spendono per le scuole pubbliche e che si risparmierebbero se i bambini vanno a scuola nelle charter

In Italia non esiste nessuna possibilità di SPOSTARE delle risorse, quando assumi una pesrona, sopratuto nel settore pubblico questa è fissata in eterno nella sua posizione, basta vedere il caso assurdo dei dipendenti degli uffici di collocamento, nel 2003 con la riforma del collocamento sono stati chiusi tutti, i relativi dipendenti in teoria si sarebbero potuti spostare, per esempio, all'INAIL e agli altri enti deputati alla prevenzione degli infortunni come l'ISPESL ( attualmente accorpato all' INAIL ) ma dato che erano INTOCCABILI, sono stati creati i centri per l'impiego che come sa chiunque si sia trovato alla ricerca di un lavoro sono assolutamente inutili.

Non e' vero

andrea moro 29/12/2012 - 20:12

ci sono sempre pensionamenti, oppure basta dare la possibilita' agli insegnanti di ruolo di passare alle charter schools che possono offire loro salari piu' alti

programma scuola

bdemme 31/12/2012 - 15:51

Il mio auspicio e' quello di riuscire a convincere  la componente virtuosa della classe insegnante che un eccessivo egualitarismo non puo' essere benefico per la scuola

Quella che definisci componente virtuosa della classe insegnante credo che ne sia consapevole. Secondo me si tratta di uscire alla scoperto con proposte che appaiano concretamente realizzabili.

Aggiungo che anch'io, come studente di liceo scientifico PNI, mi sono cimentato con i Giochi di Archimede e posso testimoniare come essi fossero molto più difficili delle domande di logica e "matematica" del test preselettivo del concorsone.

Ma anche il TOL (test di ammissione di ingegneria del Politecnico di Milano, superato in quarta liceo) è più difficile del quiz. Insomma, molti studenti hanno affrontato prove ben più difficili di questa. :-)

Logica matematica? Erano solo quesiti di logica, perlopiù deduttiva, che come ha notato Andrea Moro non richiedevano alcuna competenza matematica o "non umanistica" superiore a quelle che uno acquisisce alle scuole medie. 

La logica ha a che fare con la capacità di distinguere i ragionamenti validi da quelli invalidi, ossia, con la capacità di ragionare bene - in qualsiasi campo, umanistico e non: politica, fisica, filosofia, religione, quel che le pare. 
Ragionare deduttivamente bene è derivare dalle premesse che uno assume conclusioni che non possono essere false, se le premesse sono vere. Sta scritto nelle prime pagine di qualsiasi manuale di logica (logica e basta, non logica matematica: logica per chiunque, umanisti e non). 

Oggi si parla di "logica matematica" semplicemente perché in logica contemporanea si usano strumenti matematici per analizzare la struttura dei ragionamenti. L'etichetta di "matematica" suggerisce, al massimo, che chi fa il logico di professione deve conoscere un tot di tecniche matematiche per fare il proprio lavoro. Non ha niente a che fare con presunte conoscenze matematiche che occorrerebbero per ragionare bene.

Il suo piccolo sillogismo, ad esempio, è invalido. È vero che un'intelligenza normale ha le capacità per passare il test, ed è vero che due terzi delle persone non hanno passato il test. È falso che due terzi delle persone siano di intelligenza subnormale. Aver le capacità per passare un test non è passarlo. Ci sono, ovviamente, molti modi per fallire un test che uno ha le capacità per passare.
È veramente buffo che lei usi un argomento invalido per tentare una reductio della tesi che vuole refutare.

Una lettura più attenta del bando avrebbe permesso all'autore dell'articolo di evitare alcune deduzioni sbagliate. Il famoso concorsone NON è destinato a soli laureati: infatti vi possono accedere anche diplomati, che naturalmente concorrono a per i ruoli di scuola dell'infanzia e scuola primaria; in queste classi, infatti, c'è stata la maggiore scrematura - usando le parole del ministro: 

Infatti, la percentuale degli ammessi delle classi di concorso delle secondarie (I grado 48,5%; II grado 45,0%) sono più che doppie rispetto a quelle dell’infanzia (18,9%) e della scuola primaria (22,9%). 

 

Anticipo possibili obiezioni sul fatto che anche alle elementari i maestri debbano conoscere l'inglese  e il pensiero logico: sono d'accordo, ma consideriamo il fatto che tra i concorrenti di queste classi ci sono anche insegnanti precari con un'età media di oltre 40 anni, che insomma si sono formati in un sistema e per un sistema totalmente diverso da quello previsto dall'attuale prova, e che non hanno avuto altre reali forme di aggiornamento. Oppure si tratta di piccoli professionisti - operai, artigiani, commercianti - che con un diploma in tasca hanno provato a vincere il famoso posto fisso. Quando ci saranno maggiori dati sui percentili per classi di concorso, coorti d'età e punteggio conseguito, invito qualche valente redattore dell'ottimo sito a fare le opportune comparazioni e le valutazioni del caso. Ma fino a quel momento, per favore, almeno voi rispiarmateci la retorica su come stia messa male la scuola italiana e su quanto siano piagnoni gli insegnanti.

Commenti come questo fanno sinceramente irritare. Sospettavo che ci fossero classi di partecipanti che non avevano bisogno di laurea,  o con eta' di piu' di 40 anni. Non fa alcuna differenza. Gli scettici farebbero bene a provare a risolvere il test e a rendersene conto da soli, io ho cercato di dare un campione di domande, selezionando in maniera sproporzionata quelle difficili. 

Non so quanto piagnoni siano gli insegnanti, io ho rilevato solo i commenti di un blogger che voglio sperare non sia rappresentativo della classe insegnante. 

Per quanto ulteriori informazioni siano benvenute, non c'e' alcun bisogno di sapere che le persone senza una laurea hanno avuto risultati peggiori. Ci mancherebbe altro che fosse vero il contrario! Quanto male sia messa la scuola italiana non e' un esercizio di retorica! Lo dicono tutti i confronti internazionali. Lo dice la logica: la scuola e' finanziata male, le strutture sono fatiscenti, gli insegnanti sono malpagati, non c'e' alcun incentivo al merito, i rinnovi contrattuali  sono controllati da sindacati che hanno a cuore solo il mantenimento dello status quo. Che tipo di concorrenti ci si aspetta in una situazione simile? Rivendico pero' il diritto di stupirmi dei risultati.  

ci sono anche insegnanti precari con un'età media di oltre 40 anni, che insomma si sono formati in un sistema e per un sistema totalmente diverso da quello previsto dall'attuale prova, e che non hanno avuto altre reali forme di aggiornamento.

 

Qui siamo ben oltre i limiti del ridicolo. Se non hanno avuto altre reali forme di aggiornamento non dovrebbero insegnare, rischiano di trascinare nella loro obsolescenza pure gli allievi.  E mi spaventa che il sistema previsto dalle prove precedenti non prevedesse di saper rispondere a quattro domandine di logica, grammatica e inglese. 

Mi dispiace di aver irritato l'autore, sono lieto di aver fatto (sor)ridere qualcuno; volevo fare solo qualche puntualizzazione - come si dice? fact checking? - sulle valutazioni dell'estensore del post. Andrea Moro scrive:

 Casi individuali a parte, l'esito del concorso la dice lunga sulla qualita' del capitale umano esistente nel nostro paese (se non sbaglio, per concorrere occorreva una laurea) e sulla qualita' di chi pensa di essere in grado di formare i nostri figli.

Io mi sono permesso di dire che ciò era falso, perché di fatto potevano concorrere laureati ma anche diplomati (non tutti, ma i provenienti dal Liceo socio-psico-pedagogico, ad esempio), e tra quest'ultimi ad un'analisi spannometrica ci sono state le esclusioni più numerose.  Mi sembrava un'osservazione da fare, perché ho visto che molti dei commenti vertevano su questo punto: come sono ignoranti 'sti professori che non sanno neppure sviluppare una semplice equazione ad un'incognita e se ne lamentano pure: credo che alla fine si scoprirà che molti dei docenti precari che già insegnano nelle scuole medie e superiori ha superato questa prima fase. Credo quindi che il test sia servito ad eliminare parecchie insegnati di scuola primaria o di soggetti non laureati esterni al mondo della scuola. Credo, quindi, che da questo punto di vista il test sia stato inefficiente, o poco economico, o poco razionale: sarebbe bastato dividere le prove concorsuali e tarare la selezione su argomenti e tematiche più affini agli ambiti disciplinari. Anch'io penso che alcune domande fossero imbarazzanti nella loro stupidità e quindi irritanti nei confronti della professionalità di tanti docenti che insegnano già e si trovano a dover superare continue selezioni, senza mai approdare ad un effettivo riconoscimento delle loro capacità. Ma questo è OT.

A Vincenzo Pinto, che trova ridicole le mie argomentazioni, posso rispondere solo che quegli stessi insegnanti della scuola primaria che non hanno mai dovuto affrontare domandine di logica e matematica, il giorno successivo alla loro bocciatura sono tornati in cattedra: chi è più schizofrenico, l'insegnante rimasto precario per decenni e che non ha avuto nessuna occasione di reale aggiornamento, o lo Stato che da una parte lo considera non idoneo e dall'altra gli chiede, come se niente fosse, di formare un'altra generazione di studenti? 

Gli insegnanti delle materne e delle primarie, sono quelli che hanno la responsabilità dell'"imprinting" dei requisiti minimi, sulla scorta dei quali ogni alunno articolerà il proprio percorso scolastico. Se le basi della matematica sono impostate male, è probabile che non saranno mai più recuperate. Un bambino delle primarie deve comprendere che 100 anni A.C. sono più recenti di 10.000 A.C. o che il 18° secolo non è il milleottocento, e questi sono pre-requisiti logici, senza i quali la storia non è comprensibile. Devo ammettere che farei fatica a sopportare per mio figlio un insegnante che non è in grado di affrontare un test INVALSI delle medie, che oltretutto è molto più difficile dei test del MIUR.

chiarimento

andrea moro 27/12/2012 - 10:29

Io mi sono permesso di dire che ciò era falso, perché di fatto potevano concorrere laureati ma anche diplomati 

Prima di scrivere che ho detto il falso, controlla bene il post, dove trovi solo questa frase: "se non sbaglio, per concorrere occorreva una laurea". Il dubbio ce l'avevo dunque, e grazie per la correzione, ma che mi pare non smentisca comunque il contenuto del post.  Come scritto da qualcun altro, competenze di base di logica e insiemistica sono ancora piu' importanti nella scuola primaria e dell'infanzia. E comunque, punto che mi pare non sia stato colto, era possibile passare anche senza essere particolarmente ferrati in queste materie. 

condivido totalmente l'articolo.
l'occasione di questo concorsone ci ha dato involontariamente la prova che l'inderogabile necessità di riformare la scuola deve partire necessariamente dal reclutamento delle classi docenti e dirigenti (almeno). qualsiasi altra riforma della scuola è una presa per i fondelli in quanto destinata ad essere attuata da dirigenti e docenti sulla cui qualità non discutiamo mai abbastanza.

Sono un’insegnante di lingue, mi sono preparata per il test e l’ho superato brillantemente (45/50), ma mi è restato l’amaro in bocca. Penso a una mia collega che non l’ha superato pur avendo svolto tutti i 3500 quiz che erano stati messi online: è più competente di me, ha passione per il suo lavoro, ottime capacità d’instaurare rapporti positivi e costruttivi con gli alunni. Eppure lei è fuori. Capisco che in qualche modo si debba selezionare, che debbano esserci dei criteri, ma considerare la logica (che imperava nei quiz) come il criterio “principe”, mi sembra troppo riduttivo in particolare se si tiene presente che insegnando s'interagisce principalmente con persone. Non sparerei, quindi, a zero su chi non ha superato il test, ma mi augurerei che tra coloro che sono passati siano molti a possedere quei requisiti che il test non poteva certo misurare ma che sono fondamentali per svolgere una professione come quella dell’insegnante.

Però

francesco rocchi 27/12/2012 - 22:41

Però sarei curioso di sapere come mai non ce l'ha fatta, e quante persone si sono trovate in una condizione simile. Anche io sono un irritato fortunato, la mia domanda non vuole affatto essere capziosa.

ammiro il vostro candore nello spiegare cosa vi ha irritato e spero possiate raccontarci come andra' la prova seguente..leggendo i vostri post mi ' venuta in mente mia madre classe 1923 e maestra di ruolo per 37 anni e la sua storia di come si preparo' per il concorso...passando tre giorni e tre notti a letto dopo aver scelto come e cosa studiare per la prova orale, circondata dai suoi libri e manuali e scegliendo Goldoni e progettando una tattica che potesse dimostrare tutto il suo sapere (avendo scelto un autore facile studio' come una pazza tutto quello che poteva remotamente essere collegato alla riforma del teatro) la parte orale didattica fu pescare un bigliettino e stare un'ora chiusa in un'aula con una lavagna , un gesso e come titolo del lesson plan da preparare "regno animale" in una seconda elementare. Si ritenne fortunata e ricorda ancora che, nostante fosse una pessima disegnatrice, riempi' la lavagna di animali...certo erano altri anni, era appena finita la guerra ...se penso che a 89 dopo una settimana di studio informatico con suo nipote, Ewdard , ora sa usare skype per parlare tutti i giorni con me e i suoi nipoti e ci mette la bellezza di quindici minuti a fare tutti i passaggi per chiamare usando il computer...che dire...anche se OT ricordo che insegnare e' una grande missione che deve avere con se anche una parte di cuore.  Avete per caso letto l'accorato appello di una classe a Severgnini  su Italians circa la difficolta' del collegamento ADSL nella loro scuola?

http://italians.corriere.it/2012/12/26/perche-si-chiama-quotidiano-in-cl...

 Eppure tutti questi isegnanti a cui buttiamo la croce addosso lavorano per la stragrande maggioranza con coscenza in mezzo a mille difficolta' e con scarse risorse non solo economiche ma anche di rispetto per il ruolo che ricoprono nella societa'.

Ha ragione quando dice che per insegnare servono altre competenze oltre quelle vagliate dal test. Però questo non toglie che il test non fosse giusto. Provo a dimostrarlo con un caso ipotetico.

Supponiamo di aver avuto tempo e risorse illimitate al fine di selezionare i candidati sulla base delle competenze nella materia che vogliono insegnare e sulla capacità di relazionarsi con gli allievi (queste mi vengon in mente, se ne avete altre fate finta che le abbia scritte). Ora per ogni cattedra c'erano mediamente 30 candidati, quindi ritengo plausibile che valutando secondo i due criteri scritti sopra passerebbero almeno 3-4 egualmente abili per ogni cattedra, a meno di non voler andare a valutare differenze "tirate", impercettibili o soggettive per selezionare un unico vincitore (ne verrebbero fuori comunque polemiche su polemiche: "a quello hanno fatto una domanda più facile", "solo perché era più simpatico ai giudici" etc etc).
Bene, tra questi 3-4 come procediamo per trovare IL vincitore? Non è plausibile a questo punto preferire chi conosce una lingua straniera rispetto a chi non la conosce? O chi ha più competenze informatiche, linguistiche e logiche? Quindi i criteri del concorsone sarebbero in ogni caso utili al fine della selezione. E invertendo l'ordine delle due prove non cambia di molto il risultato (e invece si rende più efficiente la procedura).
Seconda cosa, per evitare polemiche sulle "capacità che un test non può valutare" avrebbe più senso come dice anche Moro che si faccia tirocinio sul campo (ovviamente un pretest è d'obbligo, non si possono provare 30 persone per ogni posto vacante, quindi le polemiche non ce le leveremo mai), però questo implicherebbe la valutazione dopo l'assunzione dei docenti e la loro licenziabilità in base ai risultati, o strutture basate su presidi-manager con libertà di selezione dei docenti etc..

PS: la logica è importante, ha a che fare con la capacità di elaborare e combinare tra di loro concetti diversi, scovare correlazioni e quando queste sono dovute o meno a rapporti causa-effetto (su questo blog ne sanno qualcosa) etc. E questo influisce molto sia nell'applicazione delle materie insegnate che nella vita quotidiana (e questo ha a che fare con la parte pedagogica dell'insegnamento). Senza logica ci si limiterebbe soltanto a ripetere a memoria quello che si è letto sui libri. E parlo anche per le materie umanistiche. Quindi piano a sottovalutare i primi 18 quesiti.

Alla pre-selezioni sono passati in 90.000 per 11.000 posti giusto? Non mi sembra irragionevole pensare che 1 su 8 abbiano tutte le caratteristiche aggiuntive che fanno un ottimo insegnante - a meno che non ci sia qualche relazione negativa tra capacità logica e capacità umane. Per il resto io non butto nessuna croce addosso agli insegnanti, sono anzi molto contento per i 90.000 che sono passati e che, grazie alla pre-selezione, non dovranno aspettare 5 anni per vedere la fine del concorso. Non mi sembra una cosa da poco.

Cara Silvia,

grazie del messaggio. Mi spiace per la tua amica e collega. Deve essere stata particolarmente sfortunata. Sono in disaccordo che la logica fosse il criterio principe. Era possibile passare anche senza rispondere alle domande di logica, ma rispondendo correttamente alle altre. Pero' le altre erano estremamente facili, dai. Quelle di comprensione del testo erano banali. Due o tre di quelle di informatica un po' meno, due o tre di quelle di inglese avevano i soliti trucchetti di grammatica. Ma non passare questo test significa essersi preparati male, o averlo affrontato in modo sbagliato, per esempio perdendo 20 minuti su quelle di logica o sulle sequenze, finendo per rispondere di fretta alle domande elementari, alcune delle quali richiedevano di leggere 3-4 paragrafi per poi trovarsi con una domanda che richiedeva solo la conoscenza dell'ultima frase. Un po' di strategia in questo senso non sarebbe guastata: rispondere alle domande facili prima, guardare le risposte prima di leggere la domanda lunghissima, cose elementari per chiunque si sia un po' preparato al test. 

Non posso sapere perche' la tua amica non e' passata, ma sospetto che si sia preparata male e abbia affrontato il test con la strategia sbagliata. Nessun test e' affrontabile bene in queste condizioni. 

delle domande (almeno per la seconda sessione)

- Tre marinai sbucciano un sacco di patate rispettivamente in 3, 4 e 6 ore. Quante ore impiegano a sbucciare insieme le patate di 75 sacchi?
200
13
100
120

Mi piacerebbe sapere quanti hanno risposto esattamente, quanti hanno sbagliato, quanti hanno saltato la domanda. Per età, genere, luogo geografico, titolo di studio.

IO preferisco non saperlo, mi terrorizza l'idea che l'educazione dei ragazzi italiani possa dipendere da chi non sa neanche rispondere ad una domanda del genere....

Però

francesco rocchi 29/12/2012 - 14:55

Questa è una di quelle domande che, facilissima nella sua ratio, potrebbe tranquillamente venir sbagliata con un banale erroruccio di calcolo, che non è così assurdo considerando l'agitazione e la fretta della prova.

Non si potevano usare calcolatrici, cosa che ha reso tutte queste domande non un test di ragionamento, ma un test sulle quattro operazioni fatte manualmente.

Dato che conosco un buon numero di insegnati, mi sembra che anche l'argomento della fretta e dello stress nervoso sia controproducente, chi non è in grado di reggere un test del genere, se deve gestire quotidianamente una masnada di ragazzini litigiosi e/o viziati quanto dura?
Non ritengo che le indicazioni di test del genere siano perfette, ma sono tuttaltro che irrilevanti del punto di vista concreto.

Allora tutto è buono per valutare un insegnante...

per favore

andrea moro 29/12/2012 - 17:34

la calcolatrice qui sarebbe servita solo a fare casino. Si la domanda era fra quelle che io ho catalogato come "difficili". Se ne potevano sbagliare quattro quinti e passare comunque il test. Non mi pare aggiunga molto alla discussione ma grazie per avere fornito ulteriori dati alla comprensione della difficolta' del test. 

quale errore di calcolo?

nella sua specie, il test è banale ma molto interessante, per i risvolti che spiega. Per risolverlo sono necessarie le competenze matematiche di un ragazzo/a di III media.  E un pizzico di calcolo mentale, di quelli con le tabelline fino a 100 (scuole elementari). Per prima cosa chi deve risolverlo è chiamato a capire come affrontare la cosa. Il che significa capire quale dei tanti strumenti imparati sui banchi di scuola è quello più adatto. E forse proprio qui sta la difficoltà perché i ragazzi (che poi diventeranno adulti e magari anche docenti di storia) imparano varie cose utili ma non a capire quando è il caso di utilizzarli. In pratica sanno cosa è il minimo comune multiplo ma lo ricordano a stento per mancanza di esercizio, visto che non ne ricordano l'utilità e non saprebbero se e come usarlo. E non lo usano, come l'altro suo amico, il minimo comun divisore.  Eppure è proprio MCM che ci porta dritto alla soluzione.  Le patate vanno sbucciate insieme ed usando MCM appare chiaro che in 12 ore (MCM di 3,4,6) insieme si possono fare 9 sacchi.  Calcolare MCM di 3, 4 e 6 non implica molti sforzi mentali (3*4=12 che è divisibile per 6) e poi da li' è  abbastanza evidente che per esempio in 120 ore si possono fare 90 sacchi. Tra le 4 risposte quindi senza fare ulteriore calcoli si vede ad occhio (o per logica) che la prima, la seconda e la quarta sono inverosimili e quindi è la terza ad essere corretta. Se uno non si fida allora ricorre alle equivalenze, altro strumento che si impara nella scuola dell'obbligo. Quindi se 12(ore) sta a 9(sacchi) come x(ore) sta a 75(sacchi), quanto vale x? Fare 75*12 non è un grande sforzo mentale, perchè la tabellina del 5 è forse la piu' facile.  Comuque 75 * 10 è banale e piu aggiugere altri 2 (quindi 150) porta a 900. Dividere 900 per 9 non è un mistero atzeco. Sono sicuro che quando i docenti devono calcolare i loro (rari) aumenti di stipendio, fanno calcoli piu' difficili e con maggiore impegno.

Quindi non sono possibili errori di calcolo. L'unico sforzo metodologico sta nel riconoscere che c'è una cosa di nome MCM, ritenuta inutile, sepolta nel subconscio scolastico, che deve essere rivangata, rispolverata e usata a dovere. 

Da notare che la domanda mi è stata indidcata altrove come esempio di domanda difficile o impegnativa.  Per questo conoscere l'esito, domanda per domanda, significa avere uno spaccato interessante di come 240'000 esaminandi (una fetta non piccola della popolazione italiana in età lavorativa)  è abituato a risolvere problemi.

Dai

floris 29/12/2012 - 15:31

Questa io pero l' annovererei fra le "difficili". Si deve capire che serve un minimo comune multiplo, trovarlo ( questo sì immediato ), e notare che le ore sono 4/3 dei sacchi altrimenti ci si avventura in calcoli facili me non esattamente immediati ( 75/9x12) e a rischio di errore senza calcolatrice.

Tra l' altro la risposta è corretta se si assume che la sbucciatura sia lineare nel tempo (vai a sapere, magari prima tolgono le patate dal sacco epoi le sbucciano...)  visto che due dei marinai saranno nel mezzo del loro "periodo di sbucciatura" allo scadere del tempo :)

due cose

Francesco Forti 29/12/2012 - 18:01

1) i sacchi sono 3/4 delle ore.

2) MCM fornisce numeri interi e quindi non ci sono resti. Alla fine dell'operazione (che siano 12 ore o 100) tutti e tre i marinai sono sincronizzati e vanno a bersi insieme la loro meritata birra!

all'inizio della 100-esima ora il marinaio veloce (Popeye?) ha terminato il suo 33-esimo sacco e non sono più rimasti sacchi liberi. Poverino deve andare ad impicciarsi del sacco di uno degli altri due. Si poteva migliorare lo scheduling? O hanno forse vuotato tutte le patate per terra? Quante patate contiene un sacco?

se non ci sono piu' sacchi liberi, significa che anche gli altri hanno finito insieme. Per definizione.  La matematica potrà anche non piacere ma è così.
Ininfluente il numero delle patate nel sacco e quante molecole mediamente per patata.

sei sicuro? Ripeto: quanti sacchi liberi ci sono disponibili per il marinaio "pié veloce" all'inizio della 100-esima ora (t=99)? Sto solo rimarcando quello che ti era già stato fatto notare in un altro commento: hint la velocità dipende linearmente da t con tre coefficienti diversi per i tre marinai. A te che piace la matematica... Ossequi.

che debba esserci un pool di sacchi liberi a disposizione dei pelatori? Questo è un esercizio di logica, non una cosa reale, con patate vere di varie forme, dimensioni diverse, pesi differenti, sacchi magicamente identici fino all'ultimo atomo. Chi dice che nei sacchi ci sia sempre la stessa pelle da pelare? Nella realtà basta che un marinaio starnuta e l'altro va a fare pipi' e la sincronia salta. Nella simulazione logica è chiaro che i marinai sono intelligenti e visto che hanno il compito di pelare patate (e non sacchi) fanno quello che devono fare per rispondere alla domanda: Quante ore impiegano a sbucciare insieme le patate di 75 sacchi? Non vi è alcuna ipotesi sulla metodologia, sugli strumenti, sul metodo di vuotare sacchi all'inizio o di tanto in tanto. 

Chiarimento

Frenckle 1/1/2013 - 14:34

Comincio con una premessa perché mi sono accorto che il tono del mio post iniziale non era chiaro (e me ne scuso):

  • il mio era solo un divertissment.
  • la soluzione del problema si trova banalmente come hai scritto.
  • tutto quello che scrivo in seguito non è assolutamente necessario nel contesto di una valutazione delle domande di un concorso.

Adesso fammi invece essere pedante e accademico: il ragionamento che tu hai seguito non implica alcuna logica intesa come "...it is the study of valid inferences within some formal language..." (http://en.wikipedia.org/wiki/Logic). Non è un esercizio di logica. So ovviamente che cosa intendi con logica, ovvero il significato comune che è sinonimo di un set di metodi di ragionamento che portano al risultato corretto. Siamo partiti dall'esposizione di un problema in un linguaggio informale (italiano). Questo a sua volta induce un modello matematico del problema considerato. Fammi ribadire questo punto perché è cruciale. Nel problema si parla di sacchi sbucciati per unità di tempo. Sono grandezze fisiche. Da qui il modello matematico che descrive il sistema. Nel caso in questione la formalizzazione immediata e triviale è data da tre processi a velocità costante con il vincolo che la risorsa "consumata" (i sacchi) sia un numero (intero in questo caso) fissato. Ribadisco non è una "simulazione logica" (whatever that means). E' il modello matematico più semplice, senza "attrito", che descrive quello che è scritto in italiano. Ma questa descrizione non è unica proprio perché il problema iniziale è espresso in un linguaggio informale. In particolare non è scritto da nessuna parte che i marinai siano intelligenti (whatever that means). Questa è semplicemente l'inferenza naturale e corretta per risolvere il problema. Adesso invece voglio analizzare in maggior dettaglio il nostro modellino matematico. Il sistema dinamico in questione ha come soluzione per ogni tempo (uso la notazione LaTex): f_1(t)+f_2(t)+f_3(t)=s(t) con f_i(t)=v_i t (v_i=1/3,1/4,1/6 per i=1,2,3). Noi vogliamo determinare il tempo T tale che s(T)=75. L'utilizzo del mcm deriva trivialmente dalla somma delle frazioni e la soluzione T è data: T=75\times\frac{12}{9}. Questo è il device matematico che stiamo utilizzando per ricavare la soluzione del modello. La cosa basilare rimane il modello, ovvero la rappresentazione mentale che stiamo facendo del problema. Ora inizia la parte del divertissment. Utilizziamo il modello che abbiamo e studiamo la dinamica ad ogni tempo t. In particolare la funzione, continua e differenziabile: g(t)=75 -\sum_i f_i che ci da il numero di sacchi come funzione monotonamente decrescente. Qui entra in gioco l'elucubrazione sulla validità del modello inteso come descrizione di un processo reale. Reale, non nel senso di effettivamente realizzabile, ma come gedanken experiment. Ovvero un set minimale di assunzioni che rendono il modello più interessante sebbene astratto. Come ovvio c'è una vasta arbitrarietà nel farlo: queste erano le cose che avao indicato nel mio primo post. Fammi ricapitolare: tu assumi, come ovvio nel contesto in cui stiamo discutendo (una banale domanda in un concorso), che il processo "astratto" prosegua a rate costante e che i marinai siano "intelligenti". Io invece considero una deformazione nel modello (da qui l'epsilon che ho messo nel titolo del mio post) in un certo senso naturale. Quando la concentrazione delle risorse (i sacchi) scende al di sotto di uno, il modelo che stiamo utilizzando implica necessariamente che alcuni agenti stiano processando la stessa risorsa. Nel modello ideale, come dici giustamente, questo non da alcun problema. Gli agenti sono tali da garantire un regime lineare e quindi un rate costante. Io viceversa assumo che per t>t*, con t* tale che g(t)=1, gli agenti costretti a lavorare sulla stessa risorsa abbassino il rate, e.g. 1/(3+\epsilon). In questo caso il tempo di completamento totale è > 100 ore per \epsilon>0. Fammi dire che questa modello con attrito è naturale nel senso che è l'estensione minima che verrebbe in mente ad un qualsiasi applied mathematician. Il punto essenziale è che si parla di un processo che sta consumando una risorsa. Quindi anche se i tre singoli processi proseguono in parallelo esiste, come ho mostrato, almeno un tempo in cui essi operano sulla stessa risorsa. Per finire, molto probabilmente se il problema fosse stato formulato in termini di corridori che corrono insieme su una pista di atletica e se la domanda fosse stata quando percorrono complessivamente 75 metri, non mi sarebbe venuto in mente in maniera immediata alcuna deformazione del modello, i.e. attrito tra gli agenti sempre trascurabile.

Termino con i rituali aguri di Buon Anno!

Giusto per divertirci, il secondo marinaio, quello che sbuccia un sacco in 4 ore, in 100 ore ha una produttività netta di 25 sacchi. Lui non è in conflitto con nessuno. Termina puntuale come un orologio. Non dobbiamo ipotizzarlo: è la condizione del problema. Il problema forse  riguarda gli altri due. Il primo in 100 ore fa sacchi 33,3 periodico e l'altro 16,6 periodico. In pratica si devono dividere l'ultimo sacco (2/3 al piu' veloce e 1/3 al piu' lento) e non sappiamo se le patate saranno tutte esattamente uguali tra loro e divisibili per tre. Nel mondo teorico lo sono ed i due marinai peleranno insieme l'ultima patata (ognuno la sua) proprio mentre il secondo marinaio sta pelando l'ultima patata del venticinquesimo sacco.  Non dobbiamo ipotizzarlo: anche qui è la condizione del problema. Un postulato. Nel mondo reale è sicuro che questo non potrebbe mai avvenire perché le patate sono diverse per forma, dimensioni, i sacchi pure, non possono contenere la stessa pelle pelabile di patate, fino all'ultima molecola, i marinai ogni tanto vanno in bagno e soprattutto in 100 ore fanno tante altre cose (mangiano, dormono ....).  È chiaro quindi che l'ambito in cui esiste la risposta valida è quello puramente matematico, in cui non ci sono atriti e bisogni fisiologici.
Buon anno a tutti!

Beh, guarda cosa è nato da una battuta :)

Comunque il mio punto era semplice, a rigor di logica so che ogni tot ore tizio ha sbucciato un sacco, ma non sta scritto da nessuna parte che in tot/x ore tizio sbucci 1/x sacchi, e darlo per scontato è un errore di logica.

La risposta giusta resta ovviamente la stessa, ma sarebbe stata più corretta se fosse stata "circa 100" o ancora meglio se si fosse scelto un numero di sacchi multilpo di 9.

 

Ricordo ancora un indovinello su un concetto simile che ci fecero alle elementari:

Una lumaca sale lungo un muro percorrendo 5 metri durante il dì, poi la notte si ferma a dormire e scivola indietro di 3 metri. Quanti giorni impiega per arrivare in cima ad un muro di 15 metri?

Uno pensa che ogni giorno la lumaca sale di 5-3=2 metri, fa 15/2, e risponde 8 giorni. Sbagliando...

 

PS: Buon anno a tutti i noisers!

Non ci siamo fatti mancare niente, a questo concorso...

A mio parere questa domanda non è poi così banale, ma è auspicabile che chi si candida ad insegnare materie scientifiche sappia risolverla.  L'inghippo (IMO) è capire che i numeri 3, 4 e 6 sono grandezze inverse rispetto a quelle che occorrono per risolvere il problema.  Quindi, passando agli inversi, si ha che i tre marinai sbucciano (1/3)+(1/4)+(1/6) = 3/4 di sacco in un'ora, quindi impiegano 1/(3/4) = 4/3 di ora per un sacco.  Da qui il risultato 75*(4/3) cioè 100.

Anche qui una preparazione adeguata avrebbe aiutato: però non mi aspetto che gli insegnanti di altre materie sappiano rispondere, visto anche il tempo limitato a disposizione per ciascuna delle domande.

ripeto

andrea moro 29/12/2012 - 18:57

domande cosi' ce n'erano 10-15 nel test al massimo. Le altre erano elementari, si rispondevano in 10-15 minuti. Restavano 40 minuti per affrontare 5 di queste.

Non e' vero che non era banale. Non era banale trovare il metodo che te la faceva risolvere in mezzo minuto come hai fatto tu. Ma in 3-4 minuti la risolvevi brute - force, e cioe' 1 minuto (! sto esagerando) per capire che in 12 minuti sbucciavi 9 sacchi (la parte piu' difficile, e non occorre sapere cosa e' un MCM), mezzo minuto per capire che con 8 gruppi di 9 arrivavi a 72 sacchi (basta fare la tabellina del 9 fermandosi prima di arrivare a 75), mezzo minuto per moltiplicare 8 per 12 e capire che in 96 minuti arrivi a 72 sacchi. Un altro mezzo minuto per escludere le altre tre risposte arrotondando a 100. Aggiungici 30 secondi all'inizio per leggere il problema, arrivo a 3 minuti e mi pare di avere esagerato. 

Questo brute-force è pure troppo complicato..
Ad essere veramente brutali si notava ad occhio che 13 è un valore ridicolmente basso (il più veloce non ci sbuccia manco 5 sacchi, in tre di sicuro rimangono sotto i 15). 120 sembrerebbe dare risultati tondi.. infatti in 120 ore i marinai sbucciano in ordine 40, 30 e 20 per un totale di 90 sacchi, troppo alto. Di sicuro 200 non è e per esclusione la risposta esatta è 100. Ci si arriva con un totale di 4 divisioni, 1 moltiplicazione e 1 somma, tutte elementari.
Concordo: questi test non necessitano nemmeno della matematica di base, solo di una piccola dose di scaltrezza di pensiero, requisito trasversale per tutte le materie, scientifiche o umanistiche che siano.

per molte domande bastava come hai suggerito tu dare un'occhiata alle risposte e provarle ad una ad una. 

... e non occorre sapere cosa e' un MCM ...

Si Andrea', OK, ma non possiamo ogni volta riscoprire pitagora o il MCM ... la scuola cosa serve? Serve a tante cose ma anche (o soprattutto) a passare alle giovani generazioni le "scoperte" fatte in questi millenni e (ed è questo forse che manca) il metodo per capire come usarle nel problem solving. Senza reiventare ogni volta la ruota o l'acqua calda. Perché reinventare sarà anche emozionante ma è uno spreco di tempo. Ma anche se lo reinventi alla fine qualche neurone dovrebbe accendersi e dirci "Hei, ma questo non è mica MCM?".
Tra le domande problematiche mi hanno confusamente accennato ad "una bandierina che sporgeva per x cm dall'acqua, e che con un'inclinazione y arrivava a pelo" e l'immagine pittorica si è subito trasformata in Pitagora che 2500 anni fa si grattava la pera e lo risolveva.  Perché un aspirante docente (laureato o diplomato) dovrebbe avere problemi? Ok, verissimo che poteva scartare 10 domande (non rispondendo) ma perché proprio queste? O perché altre,  quelle di informatica o di lingua straniera? Ecco perché mi piacerebbe sapere quanti hanno risposto esattamente, quanti hanno sbagliato, quanti hanno saltato questa  domanda. Anzi tutte le domande. Per età, genere, luogo geografico, titolo di studio. Questo test è uno spaccato fantastico del paese, una cartina al tornasole che serve a capire meglio questo nostro dannato e meraviglioso paese, declinante ma pronto a ripartire, se ci mette impegno. Ed è l'impegno che è mancato, ad un laureato o ad un diplomato nel settore educativo, per risolvere simili problemi.  Impegno scarso perché la categoria è disabituata all'allenamento costante alla risoluzione dei problemi. A giudicare dai risultati nazionali (produttività etc) questo vale un po' per tutti.

tra le cose discutibili che ho letto questa lo è un po' troppo: "...la categoria è disabituata all'allenamento costante alla risoluzioni di problemi...". Ma dove hai studiato, Francesco? Hai veramente avuto sempre l'impressione che tutti i tuoi insegnanti entrassero in classe, ti propinassero la lezione per poi andarsene soddisfatti senza curarsi di chi avevano di fronte? il gruppo-classe da comprendere e motivare o il singolo alunno con problemi di apprendimento o di socializzazione  o di altro tipo? Non hai proprio idea di quanto si discuta spesso tra colleghi su  quali soluzioni escogitare di fronte a problemi che hanno a che vedere con una realtà complessa: c'è l'alunno, dietro di lui la famiglia, quindi  la classe,  l'istituzione scolastica...altro che sacchi di patate! E questo senza togliere nulla all'importanza di calcoli e logica.

amen

giuliana allen 31/12/2012 - 19:29

ci vuole sempre una che riporti a bomba sui veri binari della realta'. E speriamo che con il nuovo governo dopo le elezioni la scuola venga ascoltata non solo riformata

Vero, ma affrontiamo anche questo problema! Che proposte sono mai emerse dal mondo della scuola? A parte le rivendicazioni sindacali, naturalmente? La scuola è stata capace solo di dire NO ad ogni riforma, che venisse dal Cd eo da CS (ricordo le contestazioni anche a Berlinguer).  Ma proposte di riforma sono mai emerse dagli insegnanti? Cosa c'è da ascoltare, a parte il disagio di chi è meritevole ma viene trattato come chi tira a campare?

Carissimi maschietti di nFA una domanda del genere, anche se retorica, viene presa da chi legge a face value, che significa che secondo FF   NESSUN insegnante ha mai fatto proposte. Ora, non sono ne' un'esperta ne' una sapientona ma mi stufo di prendere pesci in faccia per essere un'insegnante che fa il suo dovere con passione e non scalda il banco ne' ruba lo stipendio.

SE vi prendeste la briga, che so di leggere dentro il forum tematico di FilD (che vivadio e' una vostra creatura) trovereste tanti insegnanti che parlano e discutono e propongono;  ad esempio questo signore che non conosco ma che ho letto dentro il forum

http://www.ilsussidiario.net/Autori/C/126/Giovanni-Cominelli/C#_126

ma aspetta, non puo' far testo , e' compromesso e' di sinistra....

 

allora per favore, invece che dire tutti i prof sono la rovina  della scuola, che tutti i prof sono li a salvaguardarsi le palanche, ecc ecc cerchiamo di essere un po obiettivi. non chiedo altro

A parte la categorizzazione di genere che e' insultante per un sito come NfA, soprattutto considerando che non e' la prima volta che leggo da parte tua rivendicazioni sessite che sembrano uscite direttamente dagli anni '70. A parte il fatto che un post sul forum di FiD  e' sicuramente lodevole ma non mi pare possa assurgere ad esempio di "proposta emersa dagli insegnanti" (che, se capisco cosa intende FF, vuol dire che un numero non trascurabile di insegnanti si accorda su una proposta su cui far convergere altri insegnanti). Vorrei capire: chi e' che sostiene che tutti i prof sono la rovina della scuola? Al massimo si dice che chi e' valido e da una valutazione ha MOLTO da guadagnare non fa niente per promuoverla, probabilmente per quieto vivere o per difficolta' a capire che il danneggiato e' lui.

non so che lavoro fai, e non mi interessa ma l'italiano scritto non e' una opinione

frasi come questa che copio e incollo

"per quieto vivere o per difficolta' a capire che il danneggiato e' lui." (VP)

sono offensive perche' tu sottendi che chi non propone niente dall'interno e' un codardo (il quieto vivere) o uno con poca intelligenza (non si accorge nemmeno che si autodanneggia)

e in quanto alla chiosa che una donna che dice non si da spazio alle donne e' sessista francamente denota un maschilismo becero.

Io non sottendo proprio nulla, direi che hai la tendenza ad offenderti un po' troppo facilmente. Del resto l'hai scritto tu stessa che hai interrotto la lettura del post a 1/3 perche' troppo "arrogante".  Se ti interessa, c'e' una letteratura sterminata su cognitive distortions (che mi sono dovuto sciroppare in innumerevoli corsi di finanza). Eppero' non ricordo nessuno che si sia alzato dicendo "ah quindi il fatto che si osservi herding behaviour sottende che siano tutti delle pecore" o "il fatto che si osservi framing o loss aversion sottende che la gente sia stupida".

 

Noto comunque che hai svicolato e non hai risposto alla mia semplice domanda. Direi che proseguire la discussione e' inutile. Cordialita'.

ci ho messo alcuni giorni a rispondere ma prima ho dovuto aspettare che il ribaltamento da risata si esaurisse. Giovanni Cominelli, carissimo amico da anni, definito "di sinistra" solo perché negli anni 80 era nello PSUP? :-) 
E allora Maurizio Ferrara come lo definiamo?

Quando 11 anni fa ho conosciuto personalmente Giovanni, lavorando insieme proprio sui temi che mi sono piu' cari (federalismo e scuola) era già approdato al partito Radicale ed aveva abbandonato da tempo il PCI-PDS.  Allora per essere piu' seri io consiglio a tutti di dare una lettura a questo libro: L'arte di ottenere ragione, esposta in 38 stratagemmi (di Arthur Schopenhauer) e di cercare di individuare il numero che corrisponde allo stratagemma che mette in bocca all'interlocutore cose mai dette e mai scritte per confutare facilmente una cosa inventata.

Milano

Francesco Forti 3/1/2013 - 11:53

ho studiato a milano, in un liceo di periferia che forse per questo era un po' diverso dai licei altolocati (migliori docenti e migliori studenti). Diciamo che tanto per dirne una era il periodo dei "caroselli degli insegnanti" e che questi non riguardavano il primo mese ma tutto l'anno. Per esempio ricordo 9 professori di italiano, in III liceo. Uno al mese. Ricordo anche che uno fu il migliore professore che abbiamo mai avuto, solo che è stato con noi troppo poco. Quando sparì per noi fu una mancanza enorme. Gli altri otto, meglio non parlarne.  Nullità. Anche con Matematica non si scherzava. Ricordo che si presento' una abbastanza abbondante e disse "sono la vostra nuova insegnante di matematica" . La guardammo con scetticismo, visto che era già la quarta. A metà delle due ore previste c'era l'intervallo e ci disse "vado a fare pipì" (notizia appresa con divertita curiosità) ma alla seconda ora non si presentò. Infine con 10 minuti di ritardo arrivo' una magrolina, anche lei dicendoci di essere la nuova ecc ecc. Naturalmente lo spiritoso del gruppo (ne avevamo 18 su 25) escamò "Fatta tutta, eh?" suscitando lo stupore della povera proff. Ecco, i curiosi ora sanno dove ho studiato, purtroppo.  In realtà dovevamo studiare da soli, facendo dei gruppi a casa ringraziando i piu' bravi tra noi. 25 anni fa me ne sono andato dall'Italia ed ho potuto far studiare i miei due figli in un posto decente, dove queste cose non succedono e dove la qualità docente è (a mio avviso) mediamente superiore, per non parlare dei laboratori e tutti i sussidi didattici, completamente gratuiti.

per la tua  storia personale ti ricordo, come mi viene ricordato ad ogni pie' sospinto, che qui siamo su nFA dove l'annedottica deve lasciare spazio a fatti veri con numeri statistiche e altro.

Potrei ribadirti con la mia di storia personale proveniente da Padova ma figlia di provincia ecc ecc ma non ti tedio. Troppo facile farci ridere per non piangere con la grassa la magra e  ti manca la bassina e ti fai una nuova hit per lo zecchino d'oro.  Affermazioni qualunquiste come la tua "da il corpo insegnante non sono mai uscite proposte" solo lagne non e' degna di te.  Per favore, fatti un esame di coscenza e dimmi a che cosa serve gettare la croce addosso ad una categoria che gia' e' bistrattata che basta?   Si puo' uscire dall'Italia e continuare a confrontarsi con cio' che di bene si fa invece che fare di ogni erba un fascio.  Nella mia citta' di studi adolescenziali, Padova, e nel mio comune di crescita Piove di Sacco, o nella mia citta' di origine Pordenone chi e' rimasto fa e fa bene in barba a tutte le mancanze del governo e a tutte le scanzonature che scendono da chi lavora , come te, in settore altro dalla scuola. Informati con un po di umilta' prima di dire che dal corpo isegnante non esce nulla di positivo

che il corpo insegnante è instabile.

Centinaia e centinaia di cattedre (per provincia) vengono assegnate ogni anno con contratti annuali, e anche i professori di ruolo sono soggetti alla girandola delle assegnazioni provvisorie, che può durare anni e anni e che ti può portare a lavorare in più scuole contemporanee. E poi ci sono i trasferimenti interprovinciali, a cui gli insegnanti ricorrono generalmente per avvicinare la cattedra al luogo di residenza.

Le scuole non hanno la possibilità di rinnovare contratti a tempo determinato, perché non sono le scuole a fare le assunzioni, e anche nei casi in cui le fanno (spezzoni inferiori a 6 ore, o supplenze lunghe come maternità ecc. ecc.), devono per legge attingere alla graduatorie, dove non sai mai chi trovi. Per puro accidente può capitare la stessa persona, certo, ma è abbastanza raro.

Se quindi un insegnante decide di fare un dottorato, prende un congedo per 3 anni, ma in quei tre anni ci saranno, con ogni probabilità, tre insegnanti diversi.

Se chiedi ai sindacati il senso di questa cosa, ti dicono che è a tutela della legalità, altrimenti i Presidi si farebbero i feudi. E la discussione muore lì.

E buona notte al secchio.

Ok, io ho parlato della situazione degli anni "fine-60/inizio-70" che ho vissuto sulla mia pelle. Da quando vedo la situazione è instabile ancora oggi ed immagino che ci siano sedi neglette e sedi ambite. Cosi' come personale con punteggi piu alti e più bassi (qualunqe cosa significhi).  Uno spunto di discussione futura potrebbe essere se sia asupicabile che sedi ambite siano occupate dal personale migliore (o viceversa). Ma non ditemi che non esiste varianza di sedi e di personale, per favore.

Ovviamente esistono scuole più o meno ambite (tipo i licei considerati a torto o ragione prestigiosi) e scuole da cui, tendenzialmente, si vuole scappare.

Però il discrimine fondamentale per un professore è la distanza da casa.

In un lavoro in cui il carico di lavoro è identico su tutto il territorio, lo stipendio è altrettanto identico, le indicazioni ministeriali sono le stesse identiche  ovunque, non ci sono differenze nella progressione di carriera (solo anzianità) e il datore di lavoro è sempre lo stesso, in una situazione in cui non ti capita mai di lavorare in gruppo (almeno alle superiori) e se pure ti capita è inutile cercare gruppi interessanti , tanto le assegnazioni ministeriali possono smembrare tutto in un batter d'occhio,  quel che ti rimane da scegliere è il posto che ti è più facile raggiungere da casa.

...credo che tu e Francesco fondamentalmente non vi stiate capendo.

 

Il punto non credo sia dire che dal corpo insegnanti non esca nulla di positivo ma che non esca nulla di PROpositivo. Io non mi sento nemmeno di affermare questo con certezza (anche se potrebbe essere sensato, visto che affrontare i mille problemi di ogni giorno tende a sfinire e a togliere energie al resto), visto che magari qualche proposta parte pure, ma non ne viene dato risalto e al "pubblico" come noi non ne giunge notizia. Ma qui per me torniamo al "nostro" solito discorso... Il coinvolgimento dal basso è FONDAMENTALE perchè solo dal basso si ha la reale percezione di quali sono i problemi contingenti.

che quando due non si capiscono esiste un terzo che riesce a capire entrambi e dire cose sensate. Veniamo al dunque. Il problema della realtà (di cosa sia essa veramente) non riguarda tanto le nostre personali convinzioni o l'anedottica ma quello che viene "percepito" dalla popolazione, sulla base dell'esperienza vissuta e rivissuta di milioni di persone.  Se la classe docente è bistrattata è perché appare essere tale da tutti o quasi. Quello che contà piu' che la realtà è l'opinione (doxa) tanto che possiamo dire che la realtà è l'opinione. Citando Epitteto, a sua volta citato da Watzlawick, "Non sono le cose in sé che ci preoccupano, ma le opinioni che abbiamo di quelle cose".  Ora si dà il caso che milioni di persone hanno esperienza quotidiana diretta di alcuni grossi temi pubblici: la sanità e la scuola. Il primo soprattutto (ma anche il secondo non è da meno) sono oggetto di un incessante passaparola tra genitori, zie, nonni. Tutti si raccontano di come un certo medico sia bravo o non valga molto, di come gli insegnanti del figlio o nipote siano preparati oppure no. Se come afferma giuliana la " categoria e' bistrattata" (affermazione sua, non mia)  significa che la somma di milioni di aneddottiche è generalemente negativa.
Poi quando arrivano studi piu' seri come PISA, Invalsi e compagnia, le cose non cambiano.

Cosa che piu' che vittimismo dovrebbe comportare riflessione sulle cause. Perchè giusta o non giusta che sia, questa è la percezione del paese.   Non mi pare per esempio che l'esito di questo concorsone abbia portato luci positive sull'insieme di coloro che docenti vorrebbero essere, di cui una parte lo è già ma in modo precario. 

se sostieni che dal corpo docente escono proposte organiche di riforma non avrai difficoltà ad indicarci i link che potremo finalmente esaminare.

Sarà anche annedottica, per voi, ma per me ed altre centinaia di ragazzi negli anni 70 è stata una tragedia, che abbiamo annacquato prendendola con spirito e rimboccandoci da soli le maniche (e anche lottando per introdurre la democrazia a scuola). 

Se la categoria è bistrattata bisogna fare un esame di coscienza, capirne le ragioni ed eliminarne le cause. Non è certo tacendo per pudore o per non "sparare sulla croce rossa" che si risolvono i problemi. 

Infine una precisazione sulla "comprensione del testo", visto che siamo pur sempre in tema di concorsone. Dove avrei scritto che "dal corpo isegnante non esce nulla di positivo". Se rileggi ho fatto domande (ok, un po' retoriche)  ma non ho fatto affermazioni così categoriche. Forse ti sei risposta da sola ed hai messo la risposta in bocca a me. 

Da post superiore:

Vero, ma affrontiamo anche questo problema! Che proposte sono mai emerse dal mondo della scuola? A parte le rivendicazioni sindacali, naturalmente? La scuola è stata capace solo di dire NO ad ogni riforma, che venisse dal Cd eo da CS (ricordo le contestazioni anche a Berlinguer).  Ma proposte di riforma sono mai emerse dagli insegnanti? Cosa c'è da ascoltare, a parte il disagio di chi è meritevole ma viene trattato come chi tira a campare?(Francesco Forti)


Francesco; l'italiano non e' una opinione e leggere so leggere io come chiunque. Questa tua diatriba e' sterile, inutile ed offende te prima di chi ti legge. Buon anno e buona riflessione

 A me la domanda di Francesco sembra pertinente e sono veramente interessato. Puoi indicare le proposte di riforma  formulate da sindacati e/o associazioni di insegnanti che implichino differenziazione di stipendi e/o funzioni a seconda del merito individuale o di gruppi di insegnanti (p.es. gli insegnanti di una classe con i migliori risultati della scuola) tali da discriminare rispetto ai colleghi meno meritevoli ?  Non ho mai sentito di proposte in questo senso ma non sono esperto di scuola. Quindi devo basarmi su resoconti giornalistici e l'impressione che se ne ricava è di una totale e diffusa ostilità ad ogni tentativo di valutazione (riforma Berlinguer, INVALSI, concorsone etc.).  Ma forse l'impressione è sbagliata

comincia la tua ricerca su cosa propongono gli isegnanti gogoolando i vari siti di settore . per esempio mi sembra un buon link questo 

Una riforma "a prova di insegnanti" www.edscuola.it/.../riformeonline/aprova.ht... - Translate this pageShare Le riforme della scuola richiederebbero uno spazio comune, al riparo dall'esprit de ...del gruppo Bertagna, ove emerge una certa idea di "curricolo di base", ma si .... (edegli insegnanti) a salvaguardare il modello organizzativo della scuola ... le domande di innovazione provenienti dalle scuole secondarie superiori (alle ..
il mio percorso professionale non e' mai stato all'interno della scuola statale italiana percio' faccio poco testo; ma ricordandomi la carriera professionale di mia madre, 37 anni all'interno della scuola elemantare statale italiana , se mi interessasse veramente sapere cosa dicono gli insegnanti che lavorano nella scuola statale mi metterei a leggere non i giornali divulgativi ma le riviste di settore. E, ripeto, non mi baserei sulla anedottica personale come ha fatto FF  

la mia richiesta.

 

Puoi indicare le proposte di riforma  formulate da sindacati e/o associazioni di insegnanti che implichino differenziazione di stipendi e/o funzioni a seconda del merito individuale o di gruppi di insegnanti (p.es. gli insegnanti di una classe con i migliori risultati della scuola) tali da discriminare rispetto ai colleghi meno meritevoli ?

 

Non mi interessano critiche alle politiche governative o discorsi fumosi sulla scuola ideale e sulla necessità di ascoltare gli insegnanti. Vorrei proposte concrete: come si definisce il bravo insegnante, come si differenzia dall'insegnante mediocre o pessimo, come si premia etc. 

O in alternativa, una esplicita affermazione che tutti i professori sono egualmente meritevoli e che quindi non è necessaria alcuna riforma perchè l'unico problema della scuola è la mancanza di fondi

http://scuolamagazine.it/

l'assemblea nazionale sulla scuola superiore e' prevista a Roma per il 17 febbraio pv

 

Il problema è che se i dati disponibili :

 

http://www.lavoce.info/ma-il-concorsone-giova-agli-studenti/

 

E anche l'esperienza personale dicono coerentemente che il problema di una bassa qualità di una parte della classe insegnante esiste, l'opinione degli insegnanti serve eventualmente per trovare una soluzione, ma, come nel 100% dei casi il produttore di un servizio è l'ultima persona di cui ci si può fidare per valutarlo. Si usa dire che non serve essere una gallina per capire che un uovo è marcio. L'aneddotica è un metodo sbagliato per valutare quantitativamente le dimensioni di un problema, ma un ottimo metodo per decidere che chi ne nega l'esistenza di fronte a innumerevoli casi concreti è abbastanza masochista. Se io e TUTTE le persona di mia conscienza hanno avuto esperienza personale di almeno un insegnante che non conosceva la materia che doveva insegnare, se ne fregava dei suoi alunni e usava per le ore di lezione dispense vecchie di 20 anni, questo significa che persone del genere esistono. Che si può fare? Cosa propongono le riviste del settore?

Prendiamola alla lontana. Diciamo che esiste il circolo dei suonatori di zufolo. Un giorno uno dei soci del circolo si apposta ai giardinetti, nudo sotto un impermeabili e comincia a mostrare i genitali alle ragazzine. Gli altri soci mantengono un comportamento irrepresibile, ma non espellono il maniaco dal circolo. Dopo un po' tutti cominceranno a dire: "il circolo dei suonatori di zufolo? Per carità, quelli sono un branco di pervertiti".

Questo vale per qualsiasi gruppo di persona comunque lo si voglia definire: i componenti del gruppo sono giudicati sulla base del peggiore di loro al quale venga consentito di continuare a fare parte del gruppo senza esserne espulso.

Gli insegnanti in quanto gruppo non fanno eccezione: se esistono degli insegnanti impreparati e/o truffatori e questi NON vengono espulsi dal gruppo, l'opinione pubblica tenderà a pensare che TUTTI gli insegnanti lo sian, a prescindere dagli sforzi degli insegnanti preparti, brillanti e volenterosi.

Lamentarsi è inutile; le opinioni si formano così. Un efficace sistema di valutazione di meriti è demeriti è interesse primario e irrinunciabile di tutti gli insegnanti di valore.

Se passa il messaggio che nel circolo dello zufolo non è un problema essere un maniaco come altro hobby, prima o poi arriveranno altri maniaci col cappotto...

.. . se gli altri soci del circolo si offendono a morte che si parli anedotticamente del maniaco e rispondono con acredine cercando di tacitare, dall'alto, chi ha osato dal basso dire che lui il maniaco l'ha visto, e più d'uno, e con tanto di testimoni ... anche qui non è che si guadagna in credibilità. Curioso che poi  si chieda: "ma tu che giardinetti hai frequentato?" e poi alla risposta si dica che è solo anedottica. Come detto da piu' fonti "il problema di una bassa qualità di una parte della classe insegnante esiste" ed è inutile aggredire chi lo afferma. Naturalmente il problema si presenta anche tra gli avvocati, probabilmente per ogni categoria tutelata sindacalmente in modo corporativo.  Basterebbe selezionare il merito ma questa è una delle cose a cui il circolo di suonatori si ribella costantemente, adducendo le scuse piu' classiche.

Che questo post analizza solo gli esiti della pre selezione? e che quindi il concorsone non e' ancora finito, e non sta gia' giudicando il valore degli insegnanti lavoratori nella scuola pubblica?

 discutendo con le mie amiche coetanee (venete )ed impiegate in Italia mi e' stato fatto ricordare che gli esisti della pre-selezione dell'ultimo concorso statale del 1992 (se ricordo bene la data) fu altrettanto devastante. la professoressa di Storia/Geografia che me ne ricordava l'andamento, mi ha riferito che per il Veneto la percentuale degli ammessi agli orali (cioe' di chi passo' la pre-selezione prova scritta) fu (per il Veneto) di solo 8% dei candidati presentatisi e che fu una pre-selezione mirata alla sola scrematura del volume intasante di quantita' dei candidati. la mia amica dice di ricordarsi che studio' molto per preparasri sia allo scritto che poi all' orale e che si ritenne fortunata perche' anche se precaria aveva sempre lavorato dalla laurea al concorso e che le ragioni per essere scartati furono delle piu' sconcertanti non solo allo scritto ma ancor di piu' all'orale: ci furono delle sue colleghe veronesi che pur avendo passato l'imbuto stritolante del 8% degli scritti arrivarono a Mestre, sede dell'orale, durante l'appello per colpa dei ritardi(sic) delle ferrovie dello stato e pur non essendo fuori tempo massimo (la commissione stava facendo l'appello non l'interrogazione) furono eliminate dal concorso e a nulla valsero i pianti e la giustificazione del ritardo del treno FFSS: la commissione sentenzio' che se un insegnante ha a cuore la serieta' del concorso si prende una camera d'albergo, dorme a Mestre e arriva alla sede di concorso in orario. (ricordo ai nFA che Verona-Mestre e' una distanza di piu' o meno 200km  e che sicuramente lo sfavillante stipendio di precario permette a tutti una sgangherata stanza d'albergo nella prossimita' della stazione, sic).

Allora , credo che varrebbe la pena confrontare le percentuali del 2012 con quelle del 1992 e domandarsi se davvero tutte le preoccupazioni della classe insegnante sono solo da imputarsi al mantenimento dei diritti salariali e di orario di insegnamento frontale ( tesi sostenuta negli ultimi commenti sopra dove si sostiene che nulla di buono ,come proposte propositive, puo' uscire da chi dovrebbe autoriformarsi dall'interno..una roba di "uova marce e che non servono le galline"..rileggete voi da soli poco sopra)

Forse il punto è TUTTI i commenti fatti tenevano conto del fatto che qualcosa di buono può uscire dalla classe insegnante, ma che negare l'esistenza di una minoranza parassita e dannosa toglie qualsiasi credibilità alle prospettive di "autoriforma", se la classe insegnante è capace di autoriforrmarsi non sono sufficienti le generiche enunciazioni di principio della rivista citata che poi finiscono sempre nel sindacalese dei "diritti acquisiti" ma eludono un aspetto, a cui era riferita la battuta sulle galline:
La scuola non è una fabbrica di posti di lavoro per insegnanti, e i suoi dipendenti sono solo fornitori di un servizio, la valutazione della qualità di questo servizio non può essere esclusiva prerogativa di chi lo fornisce, ma principalmente di chi ne fruisce.
Cosa fa CONCRETAMENTE la classe insegnante per espellere le mele marce?

 e la classe politica?

e tutte le altre classi?

non capisco la domanda,

ma forse sono o un uovo o una gallina

A chi fa parte della classe politica posso chiedere cosa fa la classe politica, ovviamente a chi fa parte della classe insegnane posso solo chiedere cosa fa la classe insegnante....
Mi sembra logico che se dici che gli insegnati possono fare molto per migliorare le cose, ti si chieda di essere un poco più dettagliata.
Le riviste che hai consigliato di leggere sono piene di aria fritta e dopo un ora a leggere comunicati sindacali e lamentele piagnucolose si perde un po la pazienza.
Se esiste qualcos'altro al di là della retorica dei diritti acquisiti e della benevolenza cieca nei confronti di chi non riesce a rispondere a domande che io, dopo 30 anni di lavoro in fabbrica e senza alcuna preparazione specifica trovo elementari mi piacerebbe conoscerlo da chi ne proclama ad alta voce l'esistenza.
Per quanto riguarda che è stato escluso da un esame perchè si era presentato in ritardo, evidentemente non ha mai fatto un colloqui per l'assunzione in un impresa privata, se arrivi in ritardo significa che te ne sei fregato ( non mi si venga a dire che i ritardi delle ferrovie sono un fenomeno straordinario e inconcepibile ).

le mele marce

massimo 7/1/2013 - 18:40

La domanda è estremamente facile: la classe politica non fa praticamente nulla per espellere i ladri, e pertanto la maggior parte dei cittadini li considera TUTTI ladri, anche se ve ne sono alcuni onesti. È questo l'esito desiderato dagli insegnanti? L'obiettivo è sicuramente raggiungibile.

 

Ma di un politico disonesto ci si può liberare, almeno in teoria, non votandolo ed appoggiandone uno onesto (o meno disonesto); ogni tanto succede. Ma come si fa a liberarsi di un insegnante di ruolo incapace e/o fannullone?  

 

Quanto alle "altre classi" bisognerebbe esaminarle una per una.

 

non so come rispondere a questo commento, mi viene quanto segue:

- la classe insegnante oltre che preoccuparsi dei diritti salariali e di orario ha a cuore anche il diritto di partecipare al concorso arrivando in ritardo

- non so cosa si potrebbe dedurre dal confronto con il 1992. Magari le domande erano piu' difficili... e allora? 

Capisco la seccatura per chi arriva in ritardo e non puo' fare il concorso, pero' non ci sono altri mezzi tecnicamente che la definizione di una scadenza. Anche se ci fosse la possibilita' di andare una seconda volta per chi perde il treno, il treno uno lo puo' perdere due volte, per colpa non sua. E se non fosse stato il treno in ritardo ma l'autobus che portava in stazione? Davvero, non c'e' possibilita se non definire la regola chiaramente.

Io personalmente i concorsi nemmeno li farei, farei assunzione diretta da liste di idonei. Non era mia intenzione commentare la qualita' della selezione ma semplicemente la qualita' delle domande poste. Capisco ed e' comprensibile che questo fornisse spunto per parlare di sistema di reclutamento in generale. 

IMHO confrontare due concorsi e la percentuale dei passati alla pre selezione sarebbe interessante. Come ti ho detto il dato della prova scritta e' sicuro: l'ultima volta in Veneto passarono l8% e questa volta? 

il confronto serve alla statistica (se il valore e' simile si possono fare deduzioni logiche)

serve a capire come e' l'andamento della classe dei precari (se tanti non passavano nel secolo scorso ed altrettanti non passano in questo c'e' una consistenza: la classe esaminata di lavoratori rimane consistente nel tempo ecc ecc.

Non mi sembrano info ovvie

E comunque oltre a cio' il post ha dato vita anche alla discussione sul merito o demerito della classe insegnante italiana e uno dei punti di FilD e' di basarsi sulla meritocrazia ma non e' operazione facile ed oggettiva per un lavoro come quello dell'insegnante che non e' un impiegato alla catena di montaggio percio' chi ci garantisce una valutazione di merito oggettiva? L'insegnante lavora con una materia prima che e' fatta di carne ed ossa non di numeri astratti. Per me andrebbe benissimo tutto, basta che chi valuta il mio merito o demerito di insegnate lo facesse in maniera oggettiva cosa che al momento e' di difficile applicazione, sempre IMHO

Nel XXI secolo e nei paesi OCDE i lavori come quelli di un operaio alla catena di montaggio, dove basta contare i bulloni avvitati per valutare, sono (per fortuna) pressochè scomparsi. La maggior parte dei lavori richiede aggiornamento professionale, capacità di interazione sociale, iniziativa, flessibilità, capacità di giudizio, attitudine a gestire situazioni impreviste etc.

 

Valutare questi lavoratori (la maggior parte dei lavoratori!) è un procedimento complesso, che richiede di analizzare diversi parametri ed è inevitabilmente soggetto ad un certo margine di discrezionalità che a sua volta comparte errori e imperfezioni. Non è raro che la valutazione sia significativamente divergente da quella ideale; eppure nella stragrande maggioranza dei casi i lavoratori vengono valutati e lo accettatno più o meno di buon grado.

 

A quanto sembra di capire invece gli insegnanti in buona sostanza non accettano di sottoporsi ad un qualsivoglia tipo di valutazione, e questo nel XXI secolo semplicemente non è accettabile.

le mie amiche rimaste in Italia e che lavorano nella scuola statale e no mi dicono che dovresti esplorare lo SNALS sindacato autonomo lavoratori scuola, cosa che ha fatto anche il New York Times in occasione della prova prima del concorsone

io ho trovato questo articolo . Varrebbe la pena indagare dal di dentro oltre che dal di fuori della scuola. Copio e incollo, scusa se e' lungo

UNA FRENESIA IN ITALIA SULL’INSEGNAMENTO - DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE SUL NEWYORK TIMES ON LINE

Il New York Times on line pubblica un’interessante articolo sulla scuola italiana con particolare riferimento al concorso per il reclutamento del personale docente.

Il titolo dell’articolo è “Una frenesia in Italia sull’Insegnamento” riferendosi appunto al reclutamento del personale che “fornisce” l’istruzione.

Nell’articolo ci sono dichiarazioni di diverse personalità, tra cui, per la categoria dei rappresentanti sindacali del personale della scuola, è citato il prof. Marco Paolo Nigi, Segretario Generale dello SNALS-Confsal,  riportando la sua dichiarazione.

 

 

The New York Times

       December 20, 2012

A Frenzy in Italy Over Teaching Jobs

By ELISABETTA POVOLEDO

ROME — In a bad economy, jobs teaching at Italy’s public schools have become “a ship to jump on for everyone who is swimming in the sea,” said Luisa Ribolzi, an education expert.

Now imagine that the last ship passed in 1999.

That was the last time Italy held open examinations to fill teaching positions in its public schools. So when the exams opened this week, it set off something of a nationwide frenzy among Italy’s despairing underemployed educators, drawing more than 321,000 hopefuls for just about 11,500 openings.

The ratios said as much about the dim job prospects facing Italians with unemployment now topping 11 percent — and nearly 14 percent for people age 24 to 35 — as they did about the rigidities and turf-mindedness of a public education sector that has for years been dented by hiring freezes and job cuts.

The teaching exam is supposed to take place every three years. But the Education Ministry has continued to postpone the costly process, while aspiring teachers and unions have fumed. Hiring teachers on temporary contracts, in the meantime, has cost the state less than hiring full-time employees, critics charge.

Ministry officials say this year’s exam was intended to right past wrongs and allow a new generation of teachers to enter a teaching work force whose average age is 50, one of the oldest in Europe, freezing out aspiring young applicants. As it is, the average age of candidates this year was more than 38.

What is clear, critics said, is that the current complicated system for allotting teaching jobs — which differentiates between permanent jobs and annual, or even shorter, contracts that keep many in precarious employment conditions at low wages — does not work.

“It essentially kills young people who are kept on a leash year after year,” said Marco Paolo Nigi, secretary general of the autonomous teachers’ union, Snals-Confsal. “It’s shameful. And it’s a system we’re trying to change.”

While the exam opened the market to pre-qualified job-seekers, its return left few people happy, becoming instead an occasion for fresh scrutiny of an education and hiring system that many like Mr. Nigi agree is in desperate need of reform.

The test itself — the first to involve a computer — is designed to assess candidates’ logic, comprehension, math and linguistic abilities. Questions ranged from “what happens when you press control, shift, alt on a computer” to choosing between “would and could” in the English language portion. Some criticized the exam for ignoring abilities like passion or love of children that cannot be measured.

“There are better ways to determine merit,” said Romina De Cesaris, 37, a history and philosophy teacher who has been working on temporary contract in Pescara, on the Adriatic coast, for the past 10 years. “This mega-quiz is offensive for those of us who have teaching backgrounds. You can pass a quiz and still not have the didactic competence to teach students.”

Some education experts seemed to agree. While the teacher-to-student ratio in Italy is one of the most favorable in Europe, that has not necessarily translated into better education, according to AndreasSchleicher, the special adviser on education to the head of the Organization for Economic Cooperation and Development, which groups 34 countries in Europe and beyond.

While the country has improved in recent years, “in terms of student performance, Italy is below the O.E.C.D. norm,” he said. “You have a large number of teachers, but they are poorly paid and have relatively low levels of training. Other systems prioritize the quality of teachers over the size of the classes.”

Nonetheless, on Monday and Tuesday aspiring teachers sat down to answer 50 questions in 50 minutes, the first phase of a lengthy process that will land fewer than one in 30 a teaching job. Of the more than 260,000 candidates who took the test, fewer than 34 percent could answer 35 of the 50 questions correctly, the threshold to pass.

Typical among those trying their luck was Valentina, 34, who did not want her full name printed to preserve her privacy. She has been practicing law in Rome for the past eight years without managing to be hired full-time by a legal firm.

So she dusted off her high school education certificate — one of several qualifications that granted access to the state test — hoping for change of career. “Maybe this will work,” she said doubtfully, waiting at the gate of a high school in a middle-class neighborhood of Rome.

If she passes the pre-selection, and then a written and an oral exam, she will secure one of 118 nursery school posts available in the Lazio region, where Rome is located, and earn around €1,200, or $1,590. “How sad,” she sighed, musing on her general employment prospects.

While thousands like her welcomed the chance to enter teaching, many others protested that the Education Ministry had posted a new competition even while thousands of qualified teachers continued to languish on a list of eligible candidates for posts.

“Because there is no regularity in the recruitment of teachers, a selection that in other countries takes place in the normal order of things in Italyassumes a ritual character,” said Ms. Ribolzi, the education expert, who is also vice president of the National Agency for the Evaluation of Universities and Research Institutes.

The infrequency of the civil service exam, combined with the general lack of employment possibilities, made for “an avalanche of applications for every competition that arises, regardless of whether it is in the private or public sector,” said Arnaldo Agostini, editor in chief of LavoroFacile, a bi-monthly magazine that lists job openings.

The school overhaul passed in the past decade — which introduced, and then withdrew, several measures to certify teachers — have merely complicated matters, while repeated cuts to the education budget have made fewer jobs available, critics said.

“The education system in Italy has had no overall planning,” said Massimo Gargiulo, a spokesman for the Schools of Rome Committee, one of several groups advocating the rights of teachers with temporary contracts. Many of them have expressed their opposition to the exam because of the competition it added.

Mr. Gargiulo said that, even before the exam was offered this week, there already were some 200,000 teachers waiting to be hired — with all the right prerequisites. (The Education Ministry was unable to provide statistics.) The increased competition, he said, would make the odds of getting hired even worse.

“Right now I have 50 people ahead of me to teach Greek in Rome, but the test will put tens of thousands of other contenders in the ranking,” Mr. Gargiulo said. “It’s not a competition, it’s a lottery.”

 

It essentially kills young people who are kept on a leash year after year,” said Marco Paolo Nigi, secretary general of the autonomous teachers’ union, Snals-Confsal. “It’s shameful. And it’s a system we’re trying to change.”

 

Non si capisce in che modo dovrebbe essere cambiato. Il sig. Nigi non lo dice.

 

"Some criticized the exam for ignoring abilities like passion or love of children that cannot be measured."

 

Appunto. Come si fa a valutare un aspirante insegnante su questa base?

 

"“There are better ways to determine merit,” said Romina De Cesaris, 37, a history and philosophy teacher who has been working on temporary contract in Pescara, on the Adriatic coast, for the past 10 years."

 

Non si capisce quali dovrebbero essere. La sig.ra De Cesaris non lo dice.

 

This mega-quiz is offensive for those of us who have teaching backgrounds. You can pass a quiz and still not have the didactic competence to teach students.”

 

Assolutamente vero. Ma se il candidato non lo passa vuol dire che gli mancano "logic, comprehension, math and linguistic abilities"; sarebbe un buon insegnate? E siccome ci sono solo 11500 posti, fra i 100000 che lo hanno passato ce ne sarà uno su 10 che ha ANCHE le competenze didattiche?

 

Poi c'è il caso della sig.ra Valentina, che in otto anni non è riuscita a diventare avvocato e allora tenta l'insegnamento come ripiego. Non esattamente un caso di insegnamento inteso come missione; sarà una brava insegnante? Speriamo di si.

 

"While thousands like her welcomed the chance to enter teaching, many others protested that the Education Ministry had posted a new competition even while thousands of qualified teachers continued to languish on a list of eligible candidates for posts."

 

E come facciamo a sapere che sono qualificati senza un concorso?

 

Infine la posizione del sig. Gargiulo. Si capisce che non vuole un concorso; sembrerebbe che preferisca un sistema di liste d'attesa, nel quale ci si mette in coda e si aspetta di venire chiamati. Questo garantirebbe una buona qualità dei docenti? E se quelli brillanti nel frattempo trovano un lavoro interessante e se ne vanno a fare altro chi ci resta?

 

 

 Da repubblica.

http://www.repubblica.it/scuola/2013/01/12/news/concorsone_prof_i_vincitori-50362658/?ref=HREC2-6

Non mi sorprendono affatto le basse percentuali di successo di filosofi ed architetti e neanche le buone performance dei latinisti e grecisti. Mi sconvolge scoprire che un terzo dei laureati in matematica fisica ed ingegnereia non è passato

 

 

Non mi sorprendono affatto le basse percentuali di successo di filosofi

Mah, insomma: la logica l'ha inventata Aristotele, molti quesiti di logica erano semplici sillogismi, con le risposte sbagliate corrispondenti a sillogismi non validi. Aristotele e i sillogismi si studiano in qualsiasi liceo scientifico, per non parlare del classico...

Se poi ti sei laureato in Filosofia non ci sono scusanti: la logica dovrebbe essere il pane quotidiano per un filosofo.

Oltretutto, viene studiata durante il corso di studi: per esempio, questo è il programma della triennale in Filosofia a Pisa: http://omero.humnet.unipi.it/p_cerca.asp?ris=1&titolo=&cognome=&codice_s...

Ci sono anche i corsi di algoritmica (mutuato da Informatica), elementi di teoria degli insiemi (mutuato ad Matematica) e istituzioni di logica (in cui si insegna anche la logica moderna).

Io avrei puntato su una performance migliore dei filosofi rispetto a latinisti e grecisti.

Mi sconvolge scoprire che un terzo dei laureati in matematica fisica ed ingegnereia non è passato.

Per la mia esperienza vige in Italia, anche nei migliori Atenei, la pratica di far passare gli studenti ad ogni esame col 18 almeno dopo due o tre tentativi per quanto disastrosi. Quindi l'universita' di massima italiana laurea anche fisici, matematici e temo ingegneri incompetenti, purche' abbiano la costanza di frequentare alcuni anni fuori corsi. L'unico segno distintivo per i laureati veramente scarsi (spero almeno negli Atenei migliori) e' un voto finale di laurea  inferiore a 100.

In uno Stato serio i dati del concorsone sarebbeeero studiati estensivamente e correlati sia agli Atenei che hanno rilasciato le lauree, sia ai voti di laurea dei candidati. E tutte le conclusioni statistiche del caso andrebbero pubblicate, anche per fornire un qualche elemento di valutazione dei voti di laurea per chi offre lavoro nel settore privato.

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