Le conoscenze degli alunni italiani / 2

15 dicembre 2008 andrea moro

Nell'articolo del 12 Dicembre ho sintetizzato i risultati dei test TIMSS 2007 sulle conoscenze degli alunni di una quarantina di paesi in materie matematiche e scientifiche. Come ho scritto: i risultati suggeriscono che l'Italia è ben lungi dal raggiungere livelli di eccellenza, come qualcuno ha scritto, ma arrivano segnali positivi, soprattutto dai punteggi ottenuti nelle materie scientifiche alle elementari (ma non alle medie). Riporto in questo articolo alcune figure per chiarire quest'ultima affermazione. L'Invalsi ha pubblicato un rapporto con la disaggregazione per regione, che pure utilizzo. I risultati disaggregati rivelano che la media italiana nasconde forti differenze regionali.

Cominciamo con il confronto con i paesi ad alto reddito. La misura di reddito usata è il GDP per capita 2003, l'ultimo anno disponibile per tutti i paesi considerati nella Penn World Table. Per le provincie canadesi, che hanno partecipato separatamente, ho riportato il reddito canadese; similmente a Scozia e Inghilterra ho assegnato il reddito del Regno Unito.

Le conoscenze in matematica

Le prime due figure riguardano le conoscenze in matematica degli alunni di quarta elementare. Nella prima figura ho riportato tutti i paesi disponibili. La maggior parte dei paesi che fanno peggio dell'Italia sono paesi con reddito più basso, oltre alla Norvegia ed a tre paesi di area mediorientale. Per meglio confrontare l'Italia con i suoi "pari", ho dunque eliminato nella seconda figura tutti i paesi con reddito inferiore a $8000, oltre ad alcuni aliti paesi con risultati scarsi.

Come si vede, l'Italia ha uno dei risultati peggiori in questo gruppo di paesi, anche se vi sono tre o quattro paesi con reddito uguale o maggiore al nostro che fanno come noi o peggio. Si noti che la dipendenza dal reddito in questo gruppo è pressoché negativa o nulla, a causa dei buoni risultati del gruppo ex-blocco sovietico

Ripeto l'esercizio per gli alunni di terza media.

In questo caso, oltre ai precedenti, nel secondo grafico elimino altri due paesi mediorientali con risultati scarsi, Oman e Arabia Saudita. Il risultato individua l'Italia fra i paesi con risultati più bassi fra i propri simili: solo Norvegia e Dubai fanno peggio.

Le conoscenze nelle scienze

Come riportato, i bambini di quarta elementare italiani hanno ottenuto risultati abbastanza buoni nelle scienze. Ecco la figura comprendente tutti i paesi. L'Italia ha ottenuto il decimo risultato in assoluto.

Confrontiamo ora meglio l'Italia con i suoi "pari" escludendo i paesi a basso reddito, oltre a Kuwait e Qatar.

Ovviamente ognuno può interpretare la figura come meglio gli pare, e dedurne risultati eccellenti. A me sembra che l'Italia faccia parte del gruppo di mezzo; peggio dell'Italia fanno la Germania, l'Olanda, la Norvegia (quest'ultima ha risultati scadenti in tutti i test) e le provincie canadesi. Più o meno altrettanti paesi fanno, anche se di poco, meglio (fra i quali Russia, Giappone, USA, Inghilterra, etc..).

Le ultime due figure riguardano i risultati nelle scienze degli alunni di terza media. Dalla seconda figura ho eliminato, come in precedenza, i paesi a basso reddito, e alcuni paesi di area mediorientale. Mi pare la conferma che la scuola media sia il punto dolente del sistema educativo italiano.

 

Le differenze per regioni

L'INVALSI ha pubblicato questo rapporto che comprende, oltre a ciò che ho descritto sino ad ora e nel precedente articolo, la disaggregazione dei risultati per macro regioni italiane. Una volta ancora, essi suggeriscono differenze enormi tra Nord e Sud. In terza media, in particolare, i risultati del Sud ed Isole sono di assoluto degrado.

  Matematica Scienze
Area 4a elementare 3a media 4a elementare 3a media
Nord-Ovest 508 491 541 509
Nord-Est 525 506 556 527
Centro 507 488 536 506
Sud 508 468 532 477
Sud e Isole 483 446 507 462

Poiché il PIL per capita nel Sud, Centro, Nord-Est, Nord-Ovest è approssimativamente (15mila, 24mila, 26mila, 26mila) il lettore può piazzare da solo i punti delle quattro macro aree nei grafici precedenti. Risultato: Nord-Ovest e Centro sono più o meno dov'è ora l'Italia, mentre la scuola del Nord-Est si attesta ai livelli dei migliori paesi e quella delle Isole è ai livelli di paesi in via di sviluppo.

 

21 commenti (espandi tutti)

Domanda: hai preso dati di PIL a valore costante o PPP?

Me lo chiedo perché se il punteggio è costruito per la comparazione, lo stesso deve valere per la parte PIL e li' il PPP credo renda possibile confrontare meglio la ricchezza dei paesi.

Ciao,

Franz

"

Domanda: hai preso dati di PIL a valore costante o PPP?

Me lo chiedo perché se il punteggio è costruito per la comparazione, lo stesso deve valere per la parte PIL e li' il PPP credo renda possibile confrontare meglio la ricchezza dei paesi.

Ciao,

Franz"

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Scusate se mi cito ma mi veniva in mente la classica "citazione della nonna" di turno:
Domandare è lecito, rispondere è educazione.
Io la domanda l'ho domandata, la risposta non l'ho sentita rispondere. :-)

Comunque vada, Buone Feste a tuttti.

Ciao,
Franz

 

 

 

 

Calma e sangue freddo, ricordo a te e a tutti i lettori che nfa non e' il nostro lavoro, ne' il nostro tempo libero, lo facciamo in ritagli di tempo strani. Se non ho risposto e' perche' non ero sicuro e dovevo controllare e non avevo nemmeno il tempo di dirlo, oltre a fatto che una risposta senza risposta fa perdere tempo a tutti.

Detto questo, hai ragione che la misura da usare era PPP adjusted, ho controllato, e la risposta e' si, sono PPP adjusted.

Calma e sangue freddo, ricordo a te e a tutti i lettori che nfa non e' il nostro lavoro, ne' il nostro tempo libero, lo facciamo in ritagli di tempo strani. Se non ho risposto e' perche' non ero sicuro e dovevo controllare e non avevo nemmeno il tempo di dirlo, oltre a fatto che una risposta senza risposta fa perdere tempo a tutti.

Detto questo, hai ragione che la misura da usare era PPP adjusted, ho controllato, e la risposta e' si, sono PPP adjusted.
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Grazie delle precisazioni. Anche il mio è tempo libero, ovviamente.

Francesco

In una piccola città del Minnesota sul lago Wobegon, racconta Garrison Keillor, tutti i bambini sono sopra la media mentre in Italia, secondo la vulgata corrente, tutti i bambini sono inferiori alla media. I risultati TIMSS sono l’ennesima occasione per parlare e discutere della scuola italiana. Nel confronto internazionale, i risultati non mostrano un ritardo particolarmente grave, e fin qui le tabelle TIMSS sono chiare, mentre il PISA racconta un’altra storia. Ma quella è un’altra storia. Con il passare degli anni gli studenti italiani retrocedono rispetto ai pari degli altri paesi. Sulla comparabilità internazionale dei dati avrei qualche dubbio, visto che scorrettamente vengono paragonati bambini di grade 4 americani con bambini di year 4 inglesi e quelli della quarta elementare italiana. Grade 4 e year 4 non sono strettamente paragonabili per età e curriculum ed entrambi hanno un anno di prescuola formale (kindergarten e reception year, rispettivamente in Usa e Inghilterra).

Ad ogni modo, la prestazione scolastica è funzione di molte variabili, alcune sono state abbondantemente studiate da pedagoghi e psicologi. In particolare, il contesto socio-economico è determinante. In che cosa consiste il contesto socio-economico? Il reddito pro capite è quello che viene subito in mente, ma anche il grado di istruzione dei genitori, e il sesso dei bambini. La funzione del reddito è chiara. Il grado di istruzione dei genitori (specie la madre) è in grado di dominare quasi tutto il resto sulla capacità di influire sulla prestazione scolastica. Infine, l’atteggiamento che la società ha verso il ruolo di maschi e femmine, ma anche il modo di insegnare in modo appropriato alle bimbe e ai bimbi ha il suo peso. Le ragazze hanno prestazioni inferiori ai ragazzi, al meno nelle materie scientifiche, e tale differenza è nulla nei paesi nordici e cresce man mano che si va verso paesi dove prevale la cultura machista.

Ora se si  considerasse la variabile reddito (PIL pro capite come fa Moro, ma anche PIL alle PPP come suggerisce Forti, o l’Human Development Index come fanno quelli di TIMSS), la variabile istruzione dei genitori (TIMSS già lo fa)  qualunque sia la proxy, e infine anche il grado di cultura machista prevalente in un paese o regione, avremmo spiegato gran parte delle differenze tra paesi e tra regioni. Ad esempio, prendiamo una regione dell’Italia meridionale, dove il reddito medio è più basso della media, il grado di istruzione è più basso della media e la prestazione delle bambine e inferiore a quella dei bambini, avremmo un quadro più chiaro delle differenze tra regioni e paesi.

Per quanto riguarda la qualità degli insegnanti meridionali, a cui spesso si fa riferimento nella pubblicistica e su cui si sollevano spesso dubbi, a sproposito, suggerisco di pensare prima un criterio oggettivo e preciso diretto a misurare la qualità dell'input e non giudicare dall'output che in questo caso è influenzato da troppi fattori esterni. 



 

Magari è il mio cervello che è andato definitivamente in pappa ma ho l'impressione che gli stati che compaiono in questi grafici cambino a seconda che si consideri le elementari o le medie. Magari esiste un motivo limpidissimo per questo (e magari è stato pure spiegato a più riprese) ma di fatto rende impossibile controllare se le scuole italiane (che si qualificano più o meno come "medie" alle elementari) migliorino o peggiorino il loro status quando si discute delle medie.

Il fatto che la Norvegia faccia sistematicamente peggio dell'Italia mi sorprende un po'. Il fatto che Germania ed Olanda facciano peggio dell'Italia per quanto riguarda le scienze (a livello di elementari) pure ma il fatto che non vengano riportati dati per i loro risultati alle medie non permette di valutare se sono le nostre scuole medie a essere pessime o se, tutto sommato, anche lì ci troviamo in una situazione di "medietà" (mediocrità?).

gli stati che compaiono in questi grafici cambino a seconda che si consideri le elementari o le medie

Non mi sembra che le nazioni che spariscono tra i test a 10 e 14 anni siano un reale problema visto che c'e' anche l'indagine PISA 2003 e 2006, che include buona parte (forse tutti) i Paesi europei.  Tra TIMMS 2007 e PISA 2006 sono sicuro che potrai controllare agevolmente a 10 e a 14 o 15 anni i risultati almeno di Italia, Francia, Spagna, Germania, USA, UK e magari Finlandia. I dati di PISA 2006 si trovano facilmente, anche in passati interventi su nFA.

Sinceramente non capisco i tuoi dubbi sullo stato miserevole dei risultati medi della scuola italiana a 14 - 15 anni: ritengo l'evidenza riportata anche solo su nFA da TIMMS, PIRLS e PISA sia schiacciante. Possibile che tra una varieta' notevole di paesi industrializzati sia proprio il Belpaese a finire consistentemente nelle ultime posizioni, anno dopo anno, in tutti i testi condotti a 14-15 anni?

Risposta facile, mi scuso per il ritardo ma sono stato offline per 3 giorni. Non tutte le nazioni partecipano ad entrambe le indagini, 4th ed 8th grade. 

Rispondo anche agli appunti sui confronti fra "quarta elementare" fra diversi paesi. Il test viene fatto dopo "quattro anni di istruzione formale", questa la definizione TIMSS.

Per quanto riguarda la paragonabilità degli anni di istruzione formale, in teoria dovevano essere comparati un numero equivalente di anni formali, salvo eccezioni. In realtà ciò non è vero. Il 4th Grade negli Stati Uniti è equivalente a Year 5 in England. Gli inglesi hanno chiesto e ottenuto di paragonare curriculum equivalenti, e infatti nelle statistiche per l'Inghilterra sono previsti 5 anni di scuola formale. In molte scuole inglesi, in realtà quello sarebbe il sesto, in quanti nel reception year (l'anno prima di Year 1) si svolge un curriculum preciso di literacy e numeracy. Ma anche negli USA i Kindergarten sono di fatto da considerarsi un anno di scuola formale, anche se non viene calcolato, quindi 5 anni pure per loro. Quindi, negli USA un bambino di 10 anni, ha ricevuto quattro anni di scuola formale from 1st to 4th grade + un anno di kinder, in Inghilterra si hanno 5 anni di scuola formale da Y1 a Y5, + un bonus per il reception year (l'anno primo della scuola). E infatti, sia inglesi che statunitensi hanno 10,2 e 10,3 anni al momento del test. Gli italici, invece, hanno avuto solo 4 anni di scuola formale (dalla prima alla quarta elementare) e nella stragrande maggioranza nessun bonus di formazione prescolare (salvo asili privati, in ogni caso non obbligatori e immagino differenze tra nord e sud pure su questo punto), e infatti al momento del test i bambini di quarta italiani hanno circa 6 mesi in meno, ovvero 9,8 anni. Sei mesi sembrano pochi, ma per i bambini durante l'apprendimento tra i 6 e i 10 anni sono tanti. 

Se ho indicato qualche informazione errata per favore fatemelo sapere. grazie. 

Non condivido la facilità con cui vengono rielaborate le statistiche sulla scuola : perchè prendere in considerazione solo i paesi con GDP per capita superiore a 8000 e non 15.000 ? perchè non considerare Dubai ma tenere Kazakhstan ? sarebbe più logico confrontare tra loro i paesi OCSE o paesi appartenenti a insiemi internazionalmente riconosciuti .

  Ho inoltre qualche dubbio che abbia senso confrontarsi con le scuole giapponesi, coreane o taiwanesi: mi sembra che  i sistemi scolastici di quei paesi sottopongano gli allievi ad un livello di competitività impensabile per noi italiani. 

Personalmente a fronte delle statitiche ricavo le seguenti considerazioni:

1) le scuole primarie italiane forse non saranno eccellenti ma sicuramente non sono fallimentari come qualcuno le ha descritte

2) il confronto tra Timss e Pirls evidenzia un deficit di conoscenze scientifiche nella scuola italiana a tutti i livelli che deve essere assolutamente superato con maggiori impegni in termini di ore, strumenti e qualità dei docenti.

3) la scuola del sud fornisce risultati disastrosi rispetto al nord : quanto di questo differenziale è dovuto a minori 'investimenti' rispetto al Nord ( meno tempo pieno, meno asili, meno mense scolastiche, meno trasporti scolastici, ecc. ecc.) ? nelle principali regioni del sud ( Sicilia, Campania, Puglia) le spese per alunno in tutto il ciclo scolastico sono significativamente inferiori alla media nazionale e questo per me è una iniquità inaccettabile.

 

Non condivido la facilità con cui vengono rielaborate le statistiche sulla scuola

A me le elaborazione di A.Moro sembrano assolutamente ragionevoli e anzi utili a meglio comprendere i dati.

1) le scuole primarie italiane forse non saranno eccellenti ma sicuramente non sono fallimentari come qualcuno le ha descritte

Potresti indicare chi ha descritto le elementari italiani come fallimentari?  A me sembra piuttosto che i loro risultati siano medi (a 10 anni) o mediocri se visti a 14 anni, e cio' non giustifica costi per studente ai vertici mondiali.

3) la scuola del sud fornisce risultati disastrosi rispetto al nord : quanto di questo differenziale è dovuto a minori 'investimenti' rispetto al Nord ( meno tempo pieno, meno asili, meno mense scolastiche, meno trasporti scolastici, ecc. ecc.) ? nelle principali regioni del sud ( Sicilia, Campania, Puglia) le spese per alunno in tutto il ciclo scolastico sono significativamente inferiori alla media nazionale e questo per me è una iniquità inaccettabile.

Come e' stato gia' chiarito in precedenti commenti ad un altro intervento, la spesa statale diretta e' superiore nelle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali. La spesa totale per la scuola e' inferiore solo per precise scelte degli enti locali meridionali che - presumo io - spendono le risorse loro assegnate, che sono superiori a quelle assegnate al centro-nord, in investimenti reputati di maggiore utilita' clientelare rispetto ad edilizia ed infrastruttura scolastica. Non c'e' quindi alcuna iniquita' a danno del Sud in questo settore ma semmai viceversa.

Io invece non condivido la facilita' con cui si critica. Le ho mostrate le figure con tutti i paesi o no? Puoi fare le considerazioni che vuoi su quelle figure, i paesi ci sono tutti. 

Le altre figure servivano solo per avere una misura di confronto con paesi simili, piu' che altro per avere un range piu' ristretto sia sulle ascisse che sulle ordinate. Se non ti piace che vi sia incluso dubai, toglilo pure. Metti una crocetta nera sul tuo monitor in quel punto e procedi a fare le considerazioni che vuoi, che peraltro sono in parte condivisibili. 

 

 

 

Molto interessante, ma dove ci porta? Quale è il male oscuro delle isole? Avevo messo alcuni commenti al precedente articolo, in cui mi chiedevo come si distribuiva il dato medio, e se entrando nelle pieghe dei numeri si potessero intravedere delle linee di intervento sensate. Avevo formulato il sospetto di una correlazione con il disagio sociale.

In questi numeri viene fuori una disomogeneità che conferma il solito problema nord-sud. Se il reddito è sinonimo di disagio sociale, il rendimento matematico non sembra cosi' fortemente legato al reddito: ci sono anche fattori storici e culturali. Impressionante ad esempio il rendimento nei paesi dell' Est rispetto al reddito pro capite, sorprendente il rendimento relativamente modesto di Israele. 

 

Il reddito non puo' spiegare i cattivi risultati scolastici nel Sud Italia visto che diversi Paesi con reddito pro-capite inferiore fanno significativamente meglio. In generale, non si tratta di un problema di risorse e di spesa pubblica, perche' le risorse spese o assegnate nel Sud Italia sono superiori al Nord Est che ottiene risultati comparabili con le medie nord-europee. I problemi sono altri, sono probabilmente politici, culturali e storici. Anche in questo caso, per alcuni aspetti la situazione meridionale e' "drogata" nel contesto dello Stato italiano: leggi assicurano il valore legale del titolo di studio, ma nessuno controlla il livello di preparazione dei diplomati, e addirittura al Sud ci sono meno bocciature e voti piu' alti. Con la complicita' dello Stato, al Sud Italia credono di essere istruiti al livello del Nord Italia (addirittura di piu', secondo certa propaganda / disinformazione meridionalista), nella realta' la preparazione media a 14-15 anni e' quella dei Paesi in via di sviluppo con un passato di pesante analfabetismo come l'Uruguay e la Turchia. Senza prendere coscienza di questa realta', ritengo impossibile alcun miglioramento.

Mi sembra una lettura convincente nella misura in cui spieghi come il reddito sia solo un fattore, e neanche il piu' importante rispetto a aspetti storici e culturali.

Sul drogaggio dei voti non saprei: se ne e' sempre parlato tanto, ma qualche perplessita' la mantengo. In primis la mia esperienza personale di studente isolano, poi entrato in una multinazionale: alla fine della fiera non mi sono sentito penalizzato in termini di preparazione, anche in confronto a altre realtà europee e statunitensi. Chiaro che sto garantendo per me stesso e cosi' mi espongo al ludibrio ... :-). Ti prego di prendermi in parola.

In secondo luogo mi chiedo perche' non sarebbero stati taroccati anche i test INVALSI, riportato nel testo dell'articolo.

Comunque ti ringrazio per la risposta

Infatti, il reddito da solo non spiega il differenziale, fattori come il grado di istruzione dei genitori si. E nei paesi dell’esteuropeo vent’anni fa tutto mancava fuorché una abbondante istruzione tecnico-scientifica. In ogni caso, se si tiene conto del fattore reddito e del grado di istruzione dei genitori (ad esempio, si usi come proxy il numero di laureati per abitante ) di incanto troveremmo una minore dispersione intorno all’iperpiano di regressione e molte anomalie del sud sarebbero più comprensibili. La stima non è difficile.

In ogni caso sottolineo che nella tabella tratta dall’Invalsi, per “Sud” si intende Campania, Molise e Puglia, mentre per “Sud e isole” si intende solamente Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Ora le differenze tra Sud e Nord-ovest non sono statisticamente significative, almeno per la quarta elementare, ma anche per la terza media le differenze, una volta tenuto conto di reddito e istruzione dei genitori, sono facilmente spiegabili, senza scomodare qualità e quantità degli investimenti, pulmini, problemi storici e politici, disinformazione meridionalista e leggi che assicurano il valore legale della terza media. Per il Sud e Isole, cioè Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna ammetto che il paragone con paesi con gravi problemi di sottosviluppo, possa starci.

Per quanto riguarda i voti, che al Sud sarebbero più alti, mi fido sulla parola, ma credo siano irrilevanti visto che non vi è mai stata standardizzazione nemmeno tra alunni all’interno della stessa classe e istituto, figurarsi nel tempo e nello spazio.

 

Infine, il paragone con l’Uruguay è fuorviante, in quanto il TIMSS non riporta dati per quel paese.

 

il paragone con l’Uruguay è fuorviante, in quanto il TIMSS non riporta dati per quel paese.

Il paragone con l'Uruguay e' stato gia' fatto, a ragione, nella discussione dei dati del rapporto PISA, che sono sicuramente in tema con quanto qui discusso. Per es. si puo' keggere qui:

Abravanel [...]: “nelle prove OCSE-PISA del 2006, gli studenti del sud d’Italia hanno avuto un punteggio molto basso, al livello dell’Uruguay.

Se ricordo bene lavoce.info paragona invece il Sud Italia a Messico e Turchia.

Trovo interessante il tuo chiarimento sull'INVALSI. A prima vista "Sud e Isole" sembra un insieme tutt'altro che omogeneo: per esempio mi chiedo cosa abbiano in comune la Basilica e la Sardegna.

Mi sembra che siamo tutti d'accordo che fattori storici e culturali abbiano un ruolo importante.

Mi e' meno chiaro come, a quasi 150 anni dall'unità d'Italia, la scuola non sia riuscita ad "accorciare" le distanze. E la cosa risulta ancora piu' strana se e' vero che le scuole del Nord sono piene di insegnanti meridionali, e "nonostante" la meridionalizzazione i risultati sono fantastici.

Un articolo che commenta i medesimi risultati e' uscito oggi su Repubblica.

Penso fara' saltare la mosca al naso ad Andrea Moro.

Mah non e' che dicano bugie, solo che usando lo stesso artificio retorico si potrebbe anche dire che l'Italia e' non solo all'ottavo posto in Europa, ma addirittura al primo posto in Europa meridionale. Tanta attenzione sulla posizione in classifica senza ricordare che il numero di paesi partecipanti e' limitato mi pare, ovviamente, tendenziosa. Alla fine, poi, fanno confusione col significato del punto di riferimento dei 500 punti, che non e' la "media internazionale". Purtroppo qui e' il TIMSS che ha creato la confusione, ci ho messo un bel po' a capirlo anch'io. 

Mah non e' che dicano bugie, solo che usando lo stesso artificio retorico si potrebbe anche dire che l'Italia e' non solo all'ottavo posto in Europa, ma addirittura al primo posto in Europa meridionale. Tanta attenzione sulla posizione in classifica senza ricordare che il numero di paesi partecipanti e' limitato mi pare, ovviamente, tendenziosa. Alla fine, poi, fanno confusione col significato del punto di riferimento dei 500 punti, che non e' la "media internazionale".
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Esatto e qui varrebbe la pena, senza andare off-topics (magari approfondendo domani in un thread piu' adeguato) indagare sui meccanismi di distorsione dell'informazione.
Il problema non è da poco. Ritengo che il 90% della popolazione non sappia nemmeno che esistono simili indagini (se poi parliamo di benchmarks ... notte fonda).
Come sappiamo sono pochissimi quelli che leggono ogni giorno il giornale (escludendo la gazzetta dello sport che di TIMMS non tratta) e non è detto chi lo fa legga tutto. I pochi (forse centinaia di migliaia su 51'400'000 lettori adulti) che leggono si imbattono nelle distorsioni di cui sopra. Poche migliaia sono in grado di capire che qualcosa non funziona e poche centinaia approdano qui e si imbattono in una approfondimento degno di essere definito tale.

Quindi se qualcuno sostiene che la nostra scuola elementare è una delle migliori del mondo o non ha mai letto nulla a proposito ed è portato a credere o non credere sulla base di come la cosa stride con la sua percezione e della sua esperienza, ... oppure ha letto informazioni distorte sui media.

Il tema quindi rischia di spostarsi sulle conoscenze degli adulti italiani.

Ciao,
Francesco

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