A cosa servono le amnistie e gli indulti?

28 luglio 2010 giulio zanella

Quattro anni fa, il 29 luglio 2006, il parlamento approvò a larga maggioranza l'indulto che fece uscire dalle carceri italiane circa 20mila persone. Da allora è successo quello che è sempre successo dopo i numerosi episodi di amnistia e indulto in Italia negli ultimi 40 anni: tutto esattamente come prima.

Una figura vale più di mille parole, e quella che riporto sotto conferma la bontà di questo vecchio adagio.

Questa figura rappresenta la serie del tasso di incarcerazione in Italia (il numero di persone, per mille abitanti, detenuti nelle prigioni e nelle carceri statali).

Le linee arancioni verticali marcano i provvedimenti di amnistiaindulto (in breve, il primo estingue il reato, il secondo solo la pena) approvati in Italia negli ultimi 40 anni (ricostruiti da questo articolo): 1970, 1978, 1981, 1986 (amnistia), 1990 (amnistia e indulto), 2003 (indulto di fatto, o "indultino" come lo si chiamò allora), 2006 (indulto). Da questa lista sono escluse le amnistie per soli reati finanziari e tributari, che non hanno effetti di rilievo sulla popolazione carceraria.

incarceration rate, italy 1970-2009

La figura, come ogni buona figura, si spiega da sola. Ma aggiungo anche qualche parola, per chi avesse voglia di leggere.

La mia interpretazione è la seguente. La popolazione carceraria in Italia ha un trend crescente (questo è vero anche per gli altri paesi europei). Il motivo per cui si fanno gli indulti e le amnistie su vasta scala in Italia (mentre non mi risulta se ne facciano altrove in Europa di proporzioni simili, ma qui chiedo lumi agli esperti) è per svuotare le carceri, che sono cronicamente sovraffollate.

Tuttavia, ogni volta che un provvedimento di questo genere viene approvato si osserva uno svuotamento delle carceri che è solo temporaneo: nel giro di un paio d'anni il tasso di incarcerazione torna al trend (non c'è nulla di formale in quest'affermazione, sto andando "ad occhio"), cioé al livello al quale sarebbe probabilmente stato in assenza dell'amnistia o dell'indulto.

La prima conclusione, quindi, è che questi provvedimenti non raggiungono l'obiettivo di eliminare il sovraffollamento delle carceri e anzi non fanno che aggravare, non affrontandolo direttamente, il problema. È come voler curare un'infezione a colpi d'aspirina, insomma. Questo è esattamente lo spirito delle nuove proposte di amnistia e indulto in circolazione.

La seconda conclusione è più complicata e dipende da chi sono quelli che nei due-tre anni successivi all'amnistia o indulto finiscono in carcere a tassi superiori alla media. I casi possibili sono tre.

  1. Sono quelli che erano stati scarcerati. In questo caso amnistie e indulti sono doppiamente dannosi: non solo aggravano, a lungo andare, il problema del sovraffollamento ma implicano anche costi sociali (chi viene fatto uscire torna a delinquere) ed economici (è necessario impiegare risorse per prendere, giudicare, e incarcerare chi in carcere c'era già e poteva esserci fatto restare).
  2. Sono altra gente. In questo caso amnistie e indulti servono solo a far posto a periodiche onde anomale di nuovi carcerati (sono cioé un goffo tentativo di nascondere il fatto che il sovraffollamento è un problema ancora più grave di quello che appare) e, poiché non sono condizionati a cose come la buona condotta o il grado di riabilitazione, rivelano che stiamo tenendo in prigione un sacco di gente non pericolosa e che quindi le pene inflitte sono troppo lunghe (a meno che pene troppo lunghe non siano utilizzate di proposito a scopo deterrente)
  3. Una combinazione dei due casi precedenti.

In ogni caso, è ovvio, c'è qualcosa che non va nella politica carceraria di questo paese.

35 commenti (espandi tutti)

Dipende anche dalle leggi più del 40% dei detenuti sono per reati di droga

Dipende dalla velocità della giustizia : più del 20% sono in attesa di giudizio

ecco alcune statistiche 

Personalmente sono antiproibizionista, ma in questo caso non c'è da farsi soverchie illusioni: i detenuti per reati di droga sono essenzialmente spacciatori. Se gli fosse impedito di guadagnarsi da vivere legalizzando la droga, pensi che si darebbero alla vita contemplativa oppure commetterebbero altri tipi di reati?

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Vado in vacanza: se non rispondo non è per scortesia ma per difficoltà di connessione.

 

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i detenuti per reati di droga sono essenzialmente spacciatori. Se gli fosse impedito di guadagnarsi da vivere legalizzando la droga pensi che si darebbero alla vita contemplativa oppure commetterebbero altri tipi di reati?

Credo sia vero solo in parte. Non ho le statistiche precise, ma molti piccoli spacciatori sono consumatori abituali che spacciano per procurarsi i soldi per la dose. Altri, soprattutto quelli che spacciano droghe leggere, spesso lo fanno per "arrotondare" il reddito, ma non si sognerebbero mai di fare scippi, rapine e tantomeno commettere violenze.

dalle statistiche sembra che i condannati siano appena il 50%: l'altra metà è in attesa di giudizio (più una piccola quota di "internati"... cosa vuol dire?).

le tipologie (a pagina 5) sono in alcuni casi davvero curiose: reati contro la "fede pubblica", "la personalità dello stato", "il sentimento e la pietà dei defunti"...? di che si tratta?

grazie a chi mi vorrà rispondere...

Gli internati sono i pazzi e gli altri soggetti socialmente pericolosi.

I delitti contro la fede pubblica sono in breve tutti i vari delitti di falso. I delitti contro la pietà dei defunti sono praticamente quelli commessi da chi dissacra le tombe, le saccheggia o occulta un cadavere ecc. ecc.... quelli contro la personalità dello stato sono quelli commessi da chi aiuta in qualche modo il nemico in caso di guerra, attenta all'integrità dello stato, rivela segreti di stato e altre cose da film d'azione...

Il motivo per cui si fanno gli indulti e le amnistie su vasta scala in Italia (mentre non mi risulta se ne facciano altrove in Europa di proporzioni simili, ma qui chiedo lumi agli esperti)

Non sono un esperto, onestamente non mi sono neppure preso la briga di controllare in internet:  però ricordo perfettamente che quando raccontai ai miei colleghi tedeschi dell' ultimo indulto mi guardarono sconvolti e faticai a convincerli che avevano capito bene il concetto. Ne deduco che da loro non deve essere una pratica abituale :-)

Giulio, una pignoleria: sono sorpreso dal fatto che le riduzioni della popolazione carceraria sembrino anticipare, non seguire l'indulto/amnistia. Dipende da come hai disegnato le linee? -- mi sembra l'unica spiegazione sensata...

(Domanda correlata: a quando si riferiscono i dati sulla popolazione carceraria: il 31.12, il 1.1. dell'anno, oppure la media annuale? forse sarebbe meglio piazzare le linee verticali 1 anno prima, o 0.5 anni prima dell'indulto)

Giulio, una pignoleria: sono sorpreso dal fatto che le riduzioni della popolazione carceraria sembrino anticipare, non seguire l'indulto/amnistia. Dipende da come hai disegnato le linee?

Si, in questo senso: il dato sul tasso di incarcerazione e' derivato dalla popolazione carceraria al 31 dicembre di ogni anno. Quindi, ad esempio, se c'e' stato un indulto nel 2006 e' in quell'anno che si osserva la riduzione del tasso, perche' e' prima della fine del 2006 che gli indultati escono.

 

Ciao Giulio, una (ingenua) domanda. Considerato che:

 

  • se ben ricordo, l’immigrazione illegale è valutata un crimine e per tanto punita col carcere e
  • cittadini stranieri potrebbero trovare conveniente venire a commettere determinati reati in Italia anticipando l’indulto (shopping legislativo)

 

È possibile che questi due fattori abbiamo in qualche modo contribuito alle dinamiche recentemente osservate?

 

Giuliano

Ciao Giuliano.

La domanda non e' per niente ingenua.

Che la popolazione carceraria sia composta da stranieri ben oltre la loro proporzione nella popolazione e' un fatto, e ne ho/abbiamo parlato in questoquest'altro post. Tuttavia, la penalizzazione dell'immigrazione clandestina in Italia e' troppo recente (2009) per vederne gli effetti.

Gli indulti e le amnistie sono si applicano a reati commessi prima di una certa data, di solito anteriore di diversi mesi all'approvazione del provvedimento, proprio allo scopo di renderli "non anticipabili" da potenziali criminali. Se questo funzioni non lo so. Che poi in Italia la legalita' sia debole anche perche' e' incerta la punizione per chi la viola e' un altro problema, e anche a questo abbiamo accennato nel secondo post linkato sopra.

 

una delle possibili ragioni della maggiore carcerazione degli stranieri, è che questi, rispetto ai nostri criminali indigeni, hanno minore possibilità  di accedere alle misure alternative alla carcerazione, vale a dire, essenzialmente, la detenzione domiciliare e l'affidamento in prova ai servizi sociali.

Questa misure necessitano di una rete di solidarietà che consente al carcerato di trovare qualcuno disposto a dargli un lavoro ed una famiglia che lo possa ospitare, tutte cose che molto spesso mancano ai delinquenti stranieri.

 

Non sarei poi così certo che in Italia la deterrenza penale sia "debole". Lo è certamente per alcuni tipi di reati (essenzialmente quelli per i colletti bianchi), ma non per molti altri, come del resto dimostra il fatto che le nostre carceri sono piene di detenuti

 

Ho letto di una ricerca del DAP (Dipartimento Affari Penitenziari del ministero della giustizia) dalla quale pare che mentre il tasso di recidiva delle persone che hanno scontato interamente la pena sarebbe del 68% il tasso degli indultati sarebbe inferiore al 30%.

Ciò vorrebbe dire che vi sarebbe un turn over piuttosto ampio.

Interessante. E' una ricerca recente? Hai il link? Che gli indultati del 2006 siano relativamente poco recidivi e' coerente coi risultati di Drago, Galbiati e Vertova sull'efficacia deterrente delle pene: piu' del carcere sembra funzionare la minaccia del carcere, insomma. Queste evidenze aprono scenari interessanti per pensare ad alternative all'incarcerazione in certi casi.

Ho sentito citare spesso questa ricerca da Rita Bernardini, la parlamentare radicale del PD che è più impegnata sul fronte delle carceri. Non sono riuscito a scovare il link, provo ad informarmi.

Ho trovato questo, ci sono un paio di link, anche se nessuno porta direttamente ai dati, spero possa essere utile:

http://www.francescocosta.net/2011/07/29/era-giusto-ha-funzionato/

Il che la dice lunga sull'efficacia del sistema carcerario sia per la deterrenza che sulla riabilitazione.

Non so per gli altri, ma l' ultimo indulto mi sa che sia stato fatto per evitare la galera ad una manciata di politici, lo spopolamento delle carceri era per lo più un pretesto.

Da quanto mi ricordo io, la legge sull'indulto fu fatta, per scopi propagandistici e per populismo, dai partiti di sinistra, al governo, ma fu votata anche da Forza Italia e AN, all'opposizione, per salvare Previti. Però, la responsabilità delle leggi è sempre della maggioranza, quindi in questo caso è irrilevante che le destre abbiano votato sì (tranne LN).

La responsabilità delle leggi è di chi le vota.

 

No, AN non voto' l'indulto. Nell'opposizione di allora lo voto' solo Forza Italia. E non vedo perche' la responsabilita' debba essere della maggioranza di allora: se Fornza Italia avesse votato contro non ci sarebbe stato indulto, perche' ci voleva una maggioranza di due terzi.

Rispetto all'indulto del 2006 ci fu anche un appello del Papa (http://it.wikipedia.org/wiki/Indulto#L.27indulto_del_2006) a favore di un atto di clemenza. Quanto peso poi questo abbia avuto nelle decisioni politiche non saprei.

In ogni caso, è ovvio, c'è qualcosa che non va nella politica carceraria di questo paese.

Forse bisogna chiedere consigli alla Romania; loro, negli ultimi anni, sono riusciti a ridurre il numero di carcerati almeno di 20 mila unità, mai più rientrate.
Più o meno nello stesso periodo in cui la popolazione carceraria rumena qui da noi cominciava a crescere a vista d'occhio.

 

..e aggiungo (questa volta cito io la Spagna, mi scuserà Boldrin):

in Spagna la popolazione carceraria è passata dal 2000 al 2007 (dati Eurostat) da circa 45mila a oltre 67mila; loro non ce li hanno i problemi di sovraffollamento?

in Spagna la popolazione carceraria è passata dal 2000 al 2007 (dati Eurostat) da circa 45mila a oltre 67mila; loro non ce li hanno i problemi di sovraffollamento?

Come no, anche loro hanno lo stesso problema. Boldrin non ha nulla da scusare, anzi sara' contento perche' questa ulteriore evidenza non fa che corroborare la prima parte (il "togliamo di mezzo gli equivoci") del suo post sull'emigrazione :-)

Vero. Anzi, la Spagna è messa peggio di noi riguardo al problema sovraffollamento, ma stando ai dati del Consiglio d'Europa sembrerebbe che abbia cercato di affrontarlo aumentando la capacità delle proprie carceri (evidentemente in maniera non sufficiente): negli ultimi dieci anni è cresciuta quasi del 30%.

Da noi, se ne parla da anni, ma è praticamente sempre la stessa.

Forse bisogna chiedere consigli alla Romania; loro, negli ultimi anni, sono riusciti a ridurre il numero di carcerati almeno di 20 mila unità, mai più rientrate. Più o meno nello stesso periodo in cui la popolazione carceraria rumena qui da noi cominciava a crescere a vista d'occhio.

Be', non facciamo la caccia alle streghe, adesso. Nelle carceri italiane ci sono 3000 (tremila) rumeni. Se volevi suggerire che la Romania svuota le carceri mandandoli a delinquere da noi, questo dato da solo smonta la tesi (a meno che le nostre forze di polizia siano totalmente incapaci).

Forse bisogna chiedere consigli alla Romania; loro, negli ultimi anni, sono riusciti a ridurre il numero di carcerati almeno di 20 mila unità, mai più rientrate. Più o meno nello stesso periodo in cui la popolazione carceraria rumena qui da noi cominciava a crescere a vista d'occhio.

Se volevi suggerire che la Romania svuota le carceri mandandoli a delinquere da noi, questo dato da solo smonta la tesi (a meno che le nostre forze di polizia siano totalmente incapaci).

Non vedo perche' non debba essere plausibile che che molti delinquenti romeni che in Romania sarebbero in carcere in Italia invece sono a piede libero sia per la minore efficienza delle forze dell'ordine, sia per la minore efficienza della giustizia, sia per la peggiore qualita' e minore severita' delle leggi italiane, sia per le piu' frequenti amnistie.  Certo non e' detto che proprio tutti i 20mila ex carcerati romeni siano in Italia. La maggior parte pero' temo siano proprio nell'accogliente Belpaese, visto che altrove la vita di chi non osserva le leggi tende ad essere piu' dura, e visto anche che altrove l'immigrazione di massa e' stata tenuta sotto controllo negli ultimi decenni, come risulta dai dati Eurostat.

Non vedo perche' non debba essere plausibile che che molti delinquenti romeni che in Romania sarebbero in carcere in Italia invece sono a piede libero sia per la minore efficienza delle forze dell'ordine, sia per la minore efficienza della giustizia, sia per la peggiore qualita' e minore severita' delle leggi italiane, sia per le piu' frequenti amnistie. 

E' certamente possibile, Alberto. Per giudicare la plausibilita' di questo scenario ci vuole un po' di evidenza, pero': stai dicendo che le forze dell'ordine e il sistema giudiziario funzionano, rispetto all'incapacitazione e alla deterrenza dei criminali, meglio in Romania che in Italia. E' cosi'?

Io non lo so, mi limito a osservare che o i ventimila ex-carcerati rumeni non sono in Italia, oppure fanno altro nella vita, oppure se anche solo un quarto di questi fossero finiti in Italia, allora o per ogni criminale rumeno in carcere in Italia ce ne sono circa due a piede libero (e questa e' la parte che non trovo plausibile in mancanza di altra evidenza) oppure in Romania si incarcera molta gente non pericolosa.

Non vedo perche' non debba essere plausibile che che molti delinquenti romeni che in Romania sarebbero in carcere in Italia invece sono a piede libero sia per la minore efficienza delle forze dell'ordine, sia per la minore efficienza della giustizia, sia per la peggiore qualita' e minore severita' delle leggi italiane, sia per le piu' frequenti amnistie. 

E' certamente possibile, Alberto. Per giudicare la plausibilita' di questo scenario ci vuole un po' di evidenza, pero': stai dicendo che le forze dell'ordine e il sistema giudiziario funzionano, rispetto all'incapacitazione e alla deterrenza dei criminali, meglio in Romania che in Italia. E' cosi'?

Su questo punto credo che una stima, seppur molto grossolana, si possa fare in base ai dati di Eurostat sulla giustizia: Eurostat-Giustizia

Proviamo a considerare il rapporto tra numero di detenuti e reati commessi; da cosa dipenderà?:
- dall'efficienza delle forze dell'ordine
- dall'efficienza della giustizia
- dalla severità del sistema penali (compreso l'utilizzo di sconti di pena, misure alternative, indulti e amnistie)
- infine.. dalla distribuzione della gravità dei reati (a parità di pena).

Se si prova a fare questo conto, in cima alla classifica per rapporto detenuti/reati troviamo la Russia, gli Stati Uniti.. e poi la Romania. Molto più in basso l'Italia (e ancora più giù paesi come Francia e Germania).

Credete sia troppo grossolana come stima?

stai dicendo che le forze dell'ordine e il sistema giudiziario funzionano, rispetto all'incapacitazione e alla deterrenza dei criminali, meglio in Romania che in Italia. E' cosi'?

Ritengo sia cosi' e credo di essere in buona compagnia.  Tempo permettendo raccolgo un po' di citazioni aneddotiche.

stai dicendo che le forze dell'ordine e il sistema giudiziario funzionano, rispetto all'incapacitazione e alla deterrenza dei criminali, meglio in Romania che in Italia. E' cosi'?

L'effetto deterrenza non l'avevo considerato, ma se si deve cercare qualche riscontro credo che possano tornare utili gli stessi dati di Eurostat (sempre con "stime" solo indicative):

reati per mille abitanti
(reati anno 2007, fonte Eurostat - popolazione anno 2008, fonte Wikipedia)

Romania: 126 - Italia : 485

O i dati sui reati non sono confrontabili.. oppure è proprio così.

 

Volevo dire che gli ex-detenuti rumeni, una volta liberi, hanno scelto di emigrare verso altri "mercati criminali", ovviamente non solo italiani.
Sarebbe interessante avere dei dati sull'aumento dei rumeni nelle carceri dei più grandi paesi europei negli ultimi anni; meglio ancora uno studio completo della "migrazione carceraria".

Se la mia tesi non dovesse essere valida, allora bisogna veramente chiedere consiglio alla Romania: come hanno fatto?

Giulio, l'immagine nell'articolo non è più disponibile; potresti rimetterla?

Sono tornato qui a vedere un po' di numeri dopo l'ultima pannellata sull'amnistia.

Sistemato.

Di pannellata infatti si tratta.

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