Dove vanno i repubblicani? La prima intervista a Sarah Palin.

12 settembre 2008 giorgio gilestro

Chiunque stia seguendo con attenzione la campagna per le elezioni statunitensi ha vissuto la sera appena trascorsa come si vive un momento decisivo -sicuramente appassionante. Lo han fatto i media e quella fetta di americani che vive con passione lo scontro elettorale, o anche solo quelli interessati al futuro del paese. Sarah Palin, dopo la nomination a vice presidente nel ticket repubblicano, ha monopolizzato tutte le attenzioni delle ultime settimane. Stasera ha raggiunto l'apice. E da lì è caduta, rivelando tutta la propria inesperienza.

Alcune premesse doverose per capire su che basi è montata l'attenzione inusitata dei giorni scorsi. La nomination di Sarah Palin è arrivata con sorpresa per chiunque: democratici, repubblicani, media.

È un personaggio politico di pochissimo spessore e con quasi nessuna esperienza. Vedere spuntare il suo nome come candidato per la seconda carica del paese ha fatto cadere non poche mascelle, sia tra le frange blu (democratrici) che quelle rosse (repubblicani). Esulta invece la compagine più conservatrice del partito repubblicano che il suo nome già lo conosceva da tempo: anti-abortista, a favore della diffusione libera delle armi, creazionista e piena zeppa di small town values. Per tutti gli altri, la Palin è un interrogativo e il suo nome è saltato così inatteso che i media, presi come dai turchi, hanno perso settimane ad investigare aspetti della sua vita assolutamente secondari: dalle gravidanze sue a quella della figlia, ai tradimenti alle presunte censure sui libri della biblioteca comunale della cittadina di cui era sindaco, passando per il passato di reginetta a Miss Alaska. Insomma, un sacco di tempo speso (comprensibilmente) a chiedersi “chi diavolo è questa? Da dove spunta fuori?”. Fino a stasera la Palin aveva rilasciato soltanto due interviste all'acqua di rose, che mai sono entrate nel merito delle questioni. Per questo motivo, l'incontro di oggi era così atteso: finalmente il primo confronto reale! Talmente atteso, in verità, da essere stato ampiamente analizzato e programmato su ogni fronte giorni prima che si verificasse. Basti leggere questo editoriale su slate.com, che profondamente dispiega l'ipotetico susseguirsi di domande e risposte come fossero le mosse di una partita a scacchi.

Come è andata?

Il pubblico si aspettava un'intervista interamente focalizzata sul candidato e questo ha avuto. Non si è parlato d'altro che della sua figura come vice presidente: non della famiglia, non di McCain, non del ticket democratico. Gli USA tutti fremevano dalla voglia di conoscere qualcosa di più su Sarah Palin e questo hanno ottenuto. In quest'ottica Charles Gibson ha fatto un ottimo lavoro, mantenendo assolutamente fermo il riflettore ben puntato sulla donna di cui tutti parlano ma di cui nessuno sa nulla e soprattutto resistendo professionalmente alla tentazione di infilarsi in aspetti più leggeri, assolutamente inappropriati. Come esercizio di analisi proverò a scorrere attraverso il botta e risposta di questa sera (che potete rivedere qui e leggere qui) cercando di capire quali fossero le domande reali dietro quelle di facciata e quali le giuste risposte. Lo faccio per due motivi. Primo, per capirne un po' di più sui protagonisti delle elezioni. Secondo, perché trovo affascinante assistere a del buon giornalismo, cosa che purtroppo in Italia non vedo da anni.

L'esperienza di Sarah Palin

Mi lasci cominciare ponendo la domanda che già ho posto al Sen. McCain e che di fatto è la domanda più importante. Si sente in grado di guardare il paese fisso negli occhi e affermare “Ho l'esperienza è le capacità non soltanto di essere vice presidente ma, dovesse accadere, presidente degli Stati Uniti d'America?

Mettetevi nei panni della Palin. La risposta a questa domanda non può che essere “Si', assolutamente” (e infatti questo lei ha risposto). Ma la domanda non è lì per ottenere una risposta scontata ma per mettere ben chiaro un fatto non tanto a lei quanto agli spettatori: questo è il punto. Tutto il resto, tutto ciò di cui si è parlato nelle ultime settimane non ci interessa e non ci deve interessare. Quello che deve interessare al cittadino americano è solo questo. La Palin ha l'esperienza e la capacità di essere vicepresidente o presidente(*)? La risposta a questa domanda verrà dal resto dell'intervista. E le prime staffilettate arrivano pochi secondi dopo.

Qui non parliamo soltanto di riformare un'idea di governo. Parliamo soprattutto di governare, e di governare sull'enorme palcoscenico internazionale in un mondo decisamente pericoloso. Quando ho chiesto a John McCain di parlarmi delle sue credenziali in campo di sicurezza nazionale, egli ha parlato del fatto che lei ha comandato la guardia nazionale dell'Alaska e del fatto che l'Alaska quasi confina con la Russia. Sono credenziali sufficienti?

Qui la Palin non risponde e tira dentro il discorso energia (sulla quale evidentemente si sente molto preparata). Gibson le fa notare che sicurezza nazionale vuol dire ben altro che energia e lei risponde che lo sa, ma che è comunque importante. Al ché Gibson, come fa il professore che vuole cambiare argomento quando capisce che lo studente non è preparato, cambia registro e chiede:

Ha mai viaggiato fuori dagli Stati Uniti prima del viaggio che ha fatto in Kuwait e Germania [a visitare I soldati ndr] l'anno scorso?

Questa domanda mi dice una cosa: quanto è effettivamente facile incalzare questa donna. La Palin ha preso il suo primo passaporto due anni fa. È una donna di campagna. Gli unici viaggi che ha fatto in precedenza, infatti, sono, confessa ella stessa, Messico e Canada.

Ha mai incontrato un capo di Stato?

Secondo esempio di quanto sarebbe facile continuare su questo registro. La Palin qui cerca di sottolineare il fatto che insomma, lei alla fine si candida solo come vice presidente e che molti altri candidati alla vicepresidenza avrebbero risposto così. Gibson non ribatte. Chissà se sa che non è vero e che tutti i candidati VP degli ultimi anni avevano ben più bagaglio in relazioni internazionali. Ad ogni modo, il punto non è contraddirla ma semplicemente dimostrare quanto è facile esporre la sua inesperienza.

Sarah Palin e lareligione

Lei ha recentemente affermato, nella sua vecchia chiesa che “i nostri capi di governo stanno inviando soldati statunitensi a compiere una missione che ci è stata assegnata da Dio”. Vuol dire che stiamo combattendo una guerra Santa?

Qui Gibson tocca l'argomento religione. Lo fa molto rapidamente, quasi come se lo dovesse fare perché tutti se lo aspettano. Passa veloce però sull'argomento, concentrandolo tutto sui rapporti tra Dio e la guerra in Iraq. La Palin ne esce bene. Non si comporta da maniaca religiosa e nicchia. Gibson forse capisce che il discorso non lo porterebbe lontano e passa oltre.

Sarah Palin e la politica estera.

Se c'è un campo in cui l'inesperienza si fa sentire è quello dei rapporti internazionali. È anche un campo fondamentale per il futuro degli Stati Uniti perché è quello in cui (assieme all'economia **) le cose sono andate peggio negli ultimi 8 anni. Obama e' decisamente preferito a McCain dai non american, non solo in Europa. Gibson quindi decide di affondare tutto il resto dell'intervista su questo aspetto: la politica estera.

Dal momento che siamo vicino alla Russia, cominciamo da Russia e Georgia. L'amministrazione [Bush] ha dichiarato che dobbiamo impegnarci per mantenere l'integrità territoriale della Georgia. Lei pensa che gli USA dovrebbero impegnarsi per ristabilire la sovranità territoriale della Georgia sopra sud-ossezia e Abkhazia?

Domanda semplice. Il lettore più attento l'ha già re-interpretata nell'ottica corretta che è: gli Stati Uniti devono continuare a fare lo sceriffo del mondo? Dobbiamo continuare a urlare contro chi, secondo noi, non si comporta bene? C'è abbastanza consenso, anche tra i repubblicani, che la risposta a questa domanda è: no, non ce lo possiamo più permettere. Sono finiti i tempi in cui possiamo fare tutto di testa nostra e abbiamo bisogno di un forte legame internazionale. Questo è ciò che il mondo sta chiedendo all'America ed è ciò che gli americani stessi chiedono alla loro amministrazione. Alla Palin questa cosa forse non l'han detta; agisce facendo la voce grossa dicendo che “occorre tenere sott'occhio la Russia che ultimamente ha dimostrato di voler tornare sui propri passi riguardo agli sforzi di diventare una nazione più democratica”.

Gibson ha capito di aver beccato il punto giusto ma prima di continuare su questa solfa si vuole togliere una soddisfazione, e vuole toglierla a tutti coloro che seguono la trasmissione.


In che modo la vicinanza dell'Alaska alla Russia l'ha aiutata, soprattutto nelle ultime due settimane, a capire meglio le strategie dietro le azioni Russe?

Già McCain aveva portato avanti questo argomento ridicolo e risibile secondo il quale la Palin avrebbe esperienza sul terreno internazionale perché governatrice di uno stato confinante con la Russia. È un argomento suicida. Nemmeno il più idiota degli idioti lo tirerebbe fuori (***). Messa di fronte a questa idiozia, la Palin riconferma e risponde:

Sono proprio vicini a noi e addiritura c'è un'isola dell'Alaska da cui si può vedere la Russia.

Gibson cala il velo pietoso e torna a ciò di cui voleva parlare prima: i rapporti degli USA con il resto del mondo. Ma la Palin continua a non capire.


Sarebbe in favore di far entrare Georgia e Ucraina nella NATO?

L'ingresso di Georgia e Ukraina nella Nato è argomento recente, già avanzato da Bush tempo fa ed è un argomento di fuoco perché l'ingresso di Georgia e Ukraina nella NATO creerebbe una tensione incredibile con la Russia e sarebbe il modo migliore per far ricominciare una guerra fredda. La Palin sembra saperlo e sembra non essere spaventata dall'eventualità di una guerra con la Russia.

Non deve necessariamente sfociare in una guerra o non deve necessariamente portare, come ho già detto, ad una guerra fredda; ma sanzioni economiche, pressioni diplomatiche, appoggio dei nostri alleati per aiutarci a tenere sott'occhio la Russia e Putin e i suoi desideri di controllare ben altro che semplici piccoli paesi democratici. La sua missione, se è quella di controllare rifornimenti energetici che passano o che arrivano dalla Russia, beh, è una posizione pericolosa che il nostro mondo non può permettere che accada.

Il paese (e il mondo, mi sembra) ne ha letteralmente le palle piene della guerra in Iraq e Gibson riesce a far dire alla Palin che potremmo anche prepararci ad una guerra con la Russia. Non a caso questa affermazione ha creato un'esplosione nel lancio di agenzie della tarda serata, prima ancora che l'intervista venisse trasmessa. Già che andiamo in guerra, penserà Gibson, facciamola nucleare!

Mi lasci spostare il discorso sull'Iran. Lei considera che un Iran nuclearizzato è una minaccia effettiva all'esistenza di Israele?

La Palin risponde che lo è, almeno sotto la guida di Ahmadinejad.

E quindi che ne facciamo di un Iran nuclearizzato? John McCain ha affermato che l'unica cosa peggiore di una guerra con l'Iran sarebbe un Iran con la bomba. John Abizaid dice che potremmo doverci convivere. Chi ha ragione?

La risposta a questa domanda sarebbe: lo devono decidere le Nazioni Unite, o qualcosa del genere. Invece la Palin decide di rivisitare un grande classico e risponde

Dobbiamo assolutamente assicurarci che queste armi di distruzione di massa, queste armi nucleari, non arrivino tra le mani di Ahmadinejad; magari non le userebbe lui ma consentirebbe ai terroristi di usarle. Quindi dobbiamo fare pressione sull'Iran e dobbiamo contare sui nostri alleati per aiutarci, in una pressione diplomatica.

Gibson: Ma governatore, è già un bel po' che minacciamo sanzioni sempre più grandi verso l'Iran. Non è servito a nulla. Non ha fermato il loro programma nucleare.

Palin: Dobbiamo insistere e adottarle. Non possiamo tirarci indietro. Non possiamo semplicemente pensare che “oh, cavoli, forse avranno le armi nucleari, cosa possiamo fare”. No. Per niente al mondo. Noi americani no. Non possiamo sopportarlo.

Insomma la posizione della Palin è chiara. Gli americani sono americani e non possono certo sopportare affronti di questo tipo.

Il gran finale.

A Gibson non rimane che toccare l'ultimo punto. Dicono che la Palin abbia di positivo il fatto di essere completamente nuova all'ambiente politico di Washington. La sua esperienza è un vantaggio, non una pecca. Porta aria nuova e idee nuove. Da ciò che ha sostenuto finora non sembra proprio, almeno in materia di politica estera e guerra, cioé proprio i due campi in cui gli americani vorrebbero vedere i cambiamenti più sostanziali. Gibson vuole concludere sottolineando questo fatto e le chiede se, in campo di politica estera e sicurezza nazionale, la pensa come Bush, sostenendo quella che viene chiamata la dottrina Bush (dottrina dell'attacco preventivo). La Palin non sa cosa sia. Si inceppa, si impapera, parte con una risposta fuori tema. Gibson la riprende come si riprende uno scolaretto, riformulando la domanda e mettendogliela semplice semplice, come a volerle far vedere chiaro su che cosa l'ha interrogata negli ultimi dieci minuti:

Mi lasci finire con questo. Mi ha frastornato in un vortice di parole. Voleva dire di sì? Che lei pensa che noi abbiamo il diritto di passare i confini [del Pakistan] con o senza l'approvazione del governo del Pakistan per andare a cercare terroristi nella regione del Waziristan?

Indovinate la risposta.

 

(*) Gli americani sono incredibilmente cinici quando si parla di salute e hanno calcolato, freddamente, che avendo McCain 72 anni e tre tumori sul groppone, le sue chances di non sopravvivere al mandato sono del 33%.Quindi una su tre che la Palin diventerebbe presidente.

(**) Qui non credo vada troppo lontano dal vero chi sostiene che gli scivoloni nell'economia sono in gran parte una diretta conseguenza del fatto che il mondo abbia perso fiducia negli USA durante l'amministrazione Bush. [Mah ... Nota dei Redattori]

(***) Ha ironizzato bene al proposito Jon Stewart dicendo “L'Alaska è molto vicina anche al polo Nord. Dobbiamo dedurne che la Palin conosce bene Babbo Natale?"

19 commenti (espandi tutti)

Per rispondere al titolo: non so dove vanno i Repubblicani, ma a vedere come risponde costei so bene dove li manderei e dove spero li mandino gli elettori a novembre. Non conosco Obama, ma difficilmente penso che potrebbe essere peggio. 

Mi si perdoni la presa di posizione assolutamente draconiana, ma visto quello che riporta nell'intervista oltre al fatto che sia creazionista e piena di "small town values" (che nei commenti al video sono riportati come "self-righteousness, xenophobia, homophobia, greed, ignorance, and hypocrisy") e' un assurdo per una persona che deve ricoprire incarichi di governo a qualsiasi livello in una nazione composita e del peso internazionale degli USA. Figurarsi ad essere il governatore di uno Stato di frontiera, che per quanto sottopopolato e' pieno di risorse naturali e in posizione strategica....

Dalla sua formazione, al massimo l'avrei messa a governare la sua cucina, e prego le signore di astenersi dall'accusarmi di essere sessista: quella non e' una donna, e' un insulto all'intelligenza. 

 

 

 

Credo che ogni volta che in campagna elettorale si pronuncia la parola " esperienza" Obama abbia solo da perdere .

"La
risposta a questa domanda sarebbe: lo devono decidere le Nazioni Unite,"

Non penso che è la risposta che darei io , e sicuramente non è la risposta che deve dare chi si candida al governo degli USA

 

Credo che ogni volta che in campagna elettorale si pronuncia la parola " esperienza" Obama abbia solo da perdere .

Sì, era il cavallo di battaglia della squadra di McCain. Voglio vedere se hanno il coraggio di rigiocarselo...

Ora, a me sta cosa dell'inesperienza rings a bell. Se è vero che questa elezione si gioca sugli swing states e sui colletti blu, la scelta della Palin potrebbe essere una mossa vincente proprio per questa sua caratteristica: più le si dà addosso, e più si titilla quel basso istinto alla proiezione dell'elettorato sprovveduto (vedi carfagne, ivezanicchi, gabriellecarlucci, e via reginettando -- che l'Italia nella ricerca va sì a rotoli, ma come laboratorio politico siamo avanti eoni). Insomma, per non cadere nella trappola, fossi in Obama io ci andrei con la mano leggera, che già 'sta donna ha assunto i pericolosi connotati del taboo -- da massacrare o difendere a costo dell'onore. La performance di Gibson mi sembra straordinaria: chi sa leggere tra le righe ci trova scritto "CRETINA!" a illuminazione intermittente, senza andare a sfruculiare il senso di rivalsa del ceto medio-basso, che tanto, comunque, non viene toccato dalla sostanza degli argomenti.

Ah, e chiaramente cercherei di giocarmi la carta Rodham-Clinton come contraltare. Le prometterei mezza Washington. Tutto, pur di non avere quest'incubo tra i piedi per i prossimi quattro anni.

Mi chiedo, infine, quanto ci metterà la Palin a polarizzare definitivamente gli scontenti repubblicani. Qualcuno già parla senza freni. Ma, ancora, non saranno loro a far vincere o perdere le elezioni.

Credo che ogni volta che in campagna elettorale si pronuncia la parola " esperienza" Obama abbia solo da perdere.

Penso che la Palin sia li' esattamente per questo. Recupera la base piu' conservatrice del partito che non ama McCain è ha un major drawback che può essere ribaltato pari pari su Obama. Da un punto di vista elettorale dovrebbe funzionare. Comunque interessante la tesi che l'economia americana va male perché il mondo ha perso fiducia negli USA a causa di Bush: secondo il mio modesto parere sta all'economia come il creazionismo sta all'astrofisica, ma probabilmente sono troppo narrow minded: gli svantaggi di crescere in una small town...

 

Penso che la Palin sia li' esattamente per questo. Recupera la base piu' conservatrice del partito che non ama McCain è ha un major drawback che può essere ribaltato pari pari su Obama. Da un punto di vista elettorale dovrebbe funzionare.

E' chiaro che la Palin e' stata candidata per vincere le elezioni, non certo per governare. Dubito che ci sia un solo argomento uno in cui John McCain sarebbe genuinamente curioso di conoscere il parere della Palin. Esiste pero' un limite alla decenza e qui ci siamo talmente oltre che abbiamo fatto due giri. Vinceranno le elezioni? Dipende. I repubblicani con un po' di cervello e senso critico si sono accorti che stavolta si sta esagerando e non voteranno, nemmeno col naso tappato; gli altri non sono in grado di capire o non vogliono capire. Ci sono abbastanza dei primi? Vedremo.

 

Prima cosa, e primo punto a favore della campagna McCain: Sarah Palin è stata nominata non per governare ma per vincere le elezioni. Ora, secondo te tutte le cose che ha detto in questa intervista suonano bene o male nel repubblicano medio di destra? Suonano come un violino, guarda. Pure la guerra ai Russi.

Seconda cosa, e secondo punto a favore della campagna McCain: di chi stiamo parlando da dieci giorni, quasi esclusivamente? Di Sarah Palin. Mentre prima si parlava solo di Obama, ora l'attenzione di tutti è su una sconosciuta governatrice gun nut e proaborto, che viene massacrata dai mainstream media come da copione, ed esattamente come volevano succedesse coloro che tirano le fila della campagna repubblicana. 

Terza cosa, e terzo punto per John: quanto gli può fregare alla gente di chi fa il vicepresidente? Io dico che il guadagno di McCain a destra con questa intervista più che compensa le perdite al centro di gente come te scandalizzata dall'ignoranza di questa donna. By the way, G.W.Bush non sapeva dove fosse l'Afghanistan: è presidente. Figurati se lo deve sapere il vice, per essere eletto.

Conclusione: questa qua non ha la più pallida idea di come governare, ma farà probabilmente vincere le elezioni a McCain (su intrade.com viene dato a 53).

Prima cosa: un signore oggi fa un'analisi impeccabile di quello che sta succedendo, btw è un democratico.

Seconda cosa: ora secondo me la campagna si sposta e si focalizza su due temi,  lasciando perdere la politica internazionale. Il primo è l'economia. Il secondo i valori. Secondo te su questo terreno chi guadagnerà?

Sono essenzialmente d'accordo con Rabbi. Don't misunderestimate the girl, e non confondete le reazioni che può avere un europeo con dottorato con le reazioni dell'elettore americano medio. Per esempio, credo che meno del 10% degli americani abbia il passaporto, quindi il fatto che questa signora non lo abbia chiesto fino a due anni non verrà considerato necessariamente un male. Bottom line: non credete nel modo più assoluto alle vostre reazioni epidermiche a questo tipo di interviste. Credete ai sondaggi, che in amerika si fanno in grande quantità e in modo decente.

Bush è diventato presidente pur dicendo una marea di asinate. Credo la più memorabile sia stata in un discorso sulla riforma del sistema educativo, in cui disse ''Rarely is the question asked, is our children learning?". Queste figuracce non lo hanno scalfito e anzi lo hanno fatto diventare più simpatico e vicino all'elettore medio. Gli spin doctors repubblicani lo sanno e infatti usano questo materiale; per esempio, leggetevi questo pezzo in cui Bush prende in giro se stesso , tratto dal sito della Casa Bianca.

 

Per esempio, credo che meno del 10% degli americani abbia il
passaporto, quindi il fatto che questa signora non lo abbia chiesto
fino a due anni non verrà considerato necessariamente un male

Sono probabilmente di piu' ma non importa. Il punto e', come giustamente tu dici, che una buona fetta degli elettori vede l'essere uomo della strada un vantaggio, non uno svantaggio e critica Obama di essere, infatti, troppo elitario. E' un po' un fil rouge della diatriba destra-sinistra. Mi sembra che anche in Italia si viva lo stesso.

 

Ad ogni modo: che la Palin abbia fatto la figura di quella che non sa da dove e' caduta, credo sia un fatto (ed e' cio' che ho cercato di raccontare). Che, cionostante, prendera' i suoi bei voti  - e forse di piu' - e' un altro, nel quale non mi sono addentrato. Ci tengo a dire pero' che c'e' una enorme fetta del paese (che poi coincide abbastanza con quella parte del paese che produce ed esporta beni, ricchezze e cultura) che e' disgustata da cio' che ha vissuto e cio' che sta vivendo. Preciso solo perche' mi sembra sbagliato dare l'impressione che gli americani siano tutti uguali, stupidotti e sempliciotti. Quello che emerge e' che ci sono due "americhe" e sono sempre piu' divise.

 

Una sola osservazione: facciamo un paragone tra questo Gibson e, mettiamo, Bruno Vespa... 

Ma non mi risulta che sull'annessione di Georgia e Ucraina alla NATO i democratici siano più morbidi: Biden l'esperto mi pare l'invocasse questa primavera.
A me non preoccupa particolarmente la mancanza di esperienza in relazioni internazionali della Palin (in fin dei conti non credo sarei stato l'unico qui dentro che avrebbe voluto "idealisticamente" Ron Paul come presidente, che non ha la minima esperienza in politica estera); sono piuttosto preoccupato che quanto millanta sulla sua capacità di contenere il budget e di mettere a tacere lobbysti e portatori di interessi particolari a washington come in alaska...sia solo facciata, magari perché in alaska ha fatto in questo senso poco più che mettere un jet del governatore precedente su ebay. Mah...

Ma non mi risulta che sull'annessione di Georgia e Ucraina alla NATO i
democratici siano più morbidi: Biden l'esperto mi pare l'invocasse
questa primavera.

Vero.Qui l'opinione di Obama sulla questione. In soldoni: e' una decisione che spetta non agli americani ma al consiglio e ai cittadini di quei paesi.

Ciao a tutti e complimenti.

Volevo comunicarti/vi che ho ricopiato il suddetto articolo nel blog in cui collaboro al seguente indirizzo: http://www.adrianobasile.net/news.asp?id=305

Qualora non sei/siate d'accordo provvedero` a cancellare il tutto.

Grazie in ogni caso.

Cassiodoro

Credo che questa notevole figura di merda sia in realta' il motivo per cui McCain ha sospeso la visita a letterman ieri e voglia posticipare il presidential debate di venerdi.
Tra l'altro con la mossa di sospendere la campagna e' riuscito con successo a togliere questa dalle prime pagine dei giornali.

alla luce dei fatti direi che avevi ragione su tutti i fronti. Si salvi chi può

Edit: ma fatemi capire, McCain lo approva o lo ostacola questo bailout? ( http://online.wsj.com/article/SB122235295272975207.html e pure http://www.nytimes.com/2008/09/26/opinion/26krugman.html?_r=1&hp&oref=sl...)

Dopo la serie di performance disastrose iniziano a levarsi alte le voci che imploarno McCain di sostituire la Palin. Sia dai filodemocratici (vedi NYT o CNN) che da conservatori (in particolare di quest'ultima c'e' una frase che e' puro genio e la dice tutta sulla Palin: if bullshit were currency, Palin could bail out Wall Street herself.

Grandi attese per l'unico vicepresidential debate. Sarah Palin aveva fatto di tutto per abbassare gli standard negli ultimi giorni, (s)parlando di energia, di bailout, corte costituzionale, etc (divertitevi su youtube, ce ne e' per tutti i gusti).

Gli standard, evidentemente, erano cosi' bassi che ieri in realta' la Palin ha stupito. Per carita': non ha risposto a molte delle domande, tergiversando o andando a parare su temi in cui si sentiva piu' preparata. Ma non e' andata via correndo e piangendo e anzi ha mostrato di avere la faccia tosta di stare li' e fight fight fight! Una buona analisi sul corriere di oggi che mostra in esclusiva un'intervista con la parrucchiera della Palin che ci racconta i segreti della "cofana". Ah, pardon, devo aver sbagliato a leggere...meglio il nyt, va.

edit: ah, ok, mi accorgo ora che dietro la cofana c'era anche un articolo piu' serio sul corriere. qui.

Per chi è curioso qui c'è il transcript del dibattito.

Durante questi dibattiti il principale lavoro dei contendenti è evitare di fare gaffes, per cui tutti sono molto generici. Anche con questi bassissime attese però non ho potuto fare a meno di notare il seguente scambio.

IFILL (la giornalista che intervistava): Now, let’s talk about — the next question is to talk about the subprime lending meltdown.

Who do you think was at fault? I start with you, Gov.
Palin. Was it the greedy lenders? Was it the risky home-buyers who
shouldn’t have been buying a home in the first place? And what should
you be doing about it?

PALIN: Darn right it was the
predator lenders, who tried to talk Americans into thinking that it was
smart to buy a $300,000 house if we could only afford a $100,000 house.
There was deception there, and there was greed and there is corruption
on Wall Street. And we need to stop that.

Again, John McCain and I, that commitment that we
have made, and we’re going to follow through on that, getting rid of
that corruption.

PALIN: One thing that Americans do
at this time, also, though, is let’s commit ourselves just every day
American people, Joe Six Pack, hockey moms across the nation, I think
we need to band together and say never again. Never will we be
exploited and taken advantage of again by those who are managing our
money and loaning us these dollars. We need to make sure that we demand
from the federal government strict oversight of those entities in
charge of our investments and our savings and we need also to not get
ourselves in debt. Let’s do what our parents told us before we probably
even got that first credit card. Don’t live outside of our means. We
need to make sure that as individuals we’re taking personal
responsibility through all of this. It’s not the American peoples fault
that the economy is hurting like it is, but we have an opportunity to
learn a heck of a lot of good lessons through this and say never again
will we be taken advantage of.

Questa è veramente bullshit all'ennesima potenza, da oscurare perfino il nostro campione nazionale.

Questa e' formidabile: due comici di una stazione radio canadese telefonano alla palin e le fanno credere di star parlando con Nicolas Sarkozy. La pigliano per il naso per 6 minuti in maniera a dir poco imbarazzante. Lei, ovviamente, non sospetta nulla nemmeno quando Sarkozy le dice "sai, mia moglie Carla e' una bomba a letto!" oppure "abbiamo una cosa in comune: dal mio culo (casa, ma suona culo) vedo il belgio!"

qui lo scherzo

qui il trascritto.

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