Elezioni presidenziali USA 2012 - Live Blogging

7 novembre 2012 redattori noiseFromAmeriKa

Commenti a caldo sulle elezioni. 

23:15 (Giorgio): Fox News ha appena dato Ohio a Obama. It's all over, folks.  

21:52 (Giorgio): secondo il live blog del NY Times, Obama e' avanti nella zona di Tampa e in un'altra contea cruciale per la Florida. Il motivo: la crescita della popolazione ispanica di origini non-cubane, che vota prevalentemente per Obama (gli immigrati di origini cubane invece tendono ad essere piu' conservatori e piu' inclini a votare repubblicano). Pare che Obama stia andando bene anche in due contee dell'Ohio che storicamente sono state buoni indicatori dell'esito finale in Ohio. A  costo di sbilanciarmi, prevedo che Ohio e Florida andranno ad Obama e "chiamo" l'elezione per Obama. Obama viene rieletto presidente per un secondo term. Ricordatevi, you read it here first!

21:39 (giorgio): Fox News ha appena assegnato Pennsylvania, Michigan e Wisconsin a Obama (nelle sue proiezioni). Nei sondaggi pre-elezioni questi stati mostravano un leggero vantaggio per Obama, che sembra essere confermato. Comincia a delinearsi una vittora per Obama. 

20:14 (Giorgio): CNN ha pubblicato un exit poll per lo stato dell'Ohio - che quasi sicuramente sara' decisivo: Obama ha un sottilissimo vantaggio, di circa un punto percentuale. Too early to say! Dovremo aspettare ancora molto. Nel frattempo le proiezioni assegnano diversi stati del nord-est a Obama, Georgia e South Carolina a Romney. Di nuovo, nessuna sorpresa.

19:39 (Giorgio): il NY Times sta pubblicando alcuni exit polls interessanti: la maggioranza degli elettori non vuole eliminare "Obamacare", la riforma sanitaria di Obama. Una sottile maggioranza approva l'operato di Obama come presidente.

19:33 (Giorgio): CNN comincia ad assegnare i primi stati, in base alle proprie proiezioni: Kentucky, Indiana e West Virginia vanno a Romney, Vermont a Obama. Niente di sorprendente, questi stati non erano fra quelli "in gioco".

18:55 (Andrea): Altro link molto utile, pieno di informazioni e di sondaggi: electoral-vote.com, compilato amatorialmente da un Andy Tanenbaum, famoso computer scientist americano residente in Olanda. 

18:52 (Andrea): Stanno cominciando ad arrivare i primi spogli da percentuale minuscole di seggi elettorali. Nel frattempo, si può giocare a fare gli scenari con questo bel tool fornito dal New York Times. Ci sono 5 possibilità che il collegio elettorale risulti in parità fra i due candidati, nel qual caso l'elezione spetta ad un complicato meccanismo previsto dalla costituzione che risulterebbe, con buone probabilità, con l'elezione di Romney a presidente e di Biden a vicepresidente. 

18:25 (Giorgio): Come quattro anni fa, cercheremo di fornire commenti a caldo e quasi in diretta sui risultati delle elezioni presidenziali USA. I seggi cominceranno a chiudere alle 19:00 in Virginia, fino alle 23:00 in California. Come forse non tutti sanno, l'elezione dipende non tanto dai risultati del voto popolare in tutto il paese, quanto dai risultati stato per stato. Ogni stato fornisce un certo numero di "grandi elettori" al collegio elettorale, che conta 538 grandi elettori. Il candidato che raggiunge la maggioranza nel collegio elettorale vince. Secondo i sondaggi, la maggior parte degli stati propende fortemente o per Obama o per Romney: l'elezione verrà decisa da una decina di stati dove la distanza fra Obama e Romney nei sondaggi è di pochi punti percentuali (sotto il margine di errore). In particolare Ohio, Virginia, Iowa e Wisconsin, Colorado e Nevada, Pennsylvania, Florida, e New Hampshire decideranno il risultato. 

Come abbiamo riferito sul nostro feed di facebook, si registrano lunghe code ai seggi (come quattro anni fa). Obama è leggermente favorito nei sondaggi stato per stato - ma di pochi punti percentuali. 

28 commenti (espandi tutti)

 Hanno perso le elezioni contro un presidente mediocre e la disoccupazione quasi all'8%, ed anche 3-4 seggi in senato.  Il fanatismo ideologico sui diritti civili  (ma anche sulle tasse) forse non paga.

Ho pensato alla stessa cosa, sono concentrati solo su quei due punti, un po come il nostro PdL. Hanno bisogno di un Giannino anche loro (o l'hanno già?).

L'Economist ha espresso opinioni simili nel suo endorsement pre-elettorale.  Il punto però è che candidati di questo tipo non sono apprezzati dalla base del partito, e infatti un candidato come Jon Huntsman, che per certi aspetti era simile a Romney ma dichiaratamente pragmatico e quindi più trasparente ha perso le primarie in modo piuttosto netto, mentre Romney si è dovuto spostare su posizioni più radicali, almeno nelle sue dichiarazioni:  ovviamente ora non sapremo cosa avrebbe fatto realmente se fosse divenuto presidente.

Fra quattro anni puo' sicuramente riprovarci;  molti presidenti nel passato hanno prima perso e poi vinto . Non credo che questa sia la fine di Romney mentre spero ardentemente che questa sia la fine della lotta pragmatica a priori tra i due partiti e che al congresso e al senato si mettano a lavorare per far uscire il paese dalla crisi. La gente ha chiesto questo: basta lotta politica ma lavoro concreto per arrivare a produrre leggi e politiche che portino a migliorare l'economia

Romney

marco esposito 7/11/2012 - 18:46

Ho letto che Romney ha dichiarato che si ritira dalla vita politica, d'altronde è la seconda volta che si presenta: nel 2008 perse le primarie contro Mc Cain, oramai, come dicono gli americani è un "loosing horse", anche se si ripresentasse (difficile dopo l'annuncio) non lo voterebbe nessuno.

losing

federico de vita 7/11/2012 - 19:17

con una o sola

Mi piacerebbe fosse così, ma ho un forte dubbio al riguardo. Mi spiego: la differenza tra i due è stata di circa 3.300.000 voti, abbastanza ma non un enormità.

Soprattutto: per Obama hanno votato in massa afroamericani (93% secondo Adnkronos) e ispanici (69% stessa fonte). Può essere che le politiche di Obama siano fantastiche per queste "minoranze" e che il colore della pelle non c'entri nulla, però ho fortissimi dubbi ( son percentuali da Bulgaria anni 70).Temo si sia votato l'uomo e non il programma.

Paul Krugman, nel suo libro La coscienza di un liberal, racconta (cito a memoria) che il partito repubblicano a suo tempo mise a disposizione di Reagan un trust di politologi per definire la strategia elettorale.

Il responso di queste menti sopraffine fu il seguente: per vincere le elezioni serve convincere la classe medio-bassa a votare per i repubblicani, in contrasto con i propri interessi. I punti su cui insistere devono essere:

1) dipingere tutti i dipendenti pubblici come parassiti e fannulloni, mantenuti dai cittadini attraverso tasse eccessive. Quindi, attaccare il sistema pubblico, ridurre le tasse e affamare la bestia;

2) rappresentare la nazione come esposta al pericolo di criminalità piccola e grande (quasi sempre nera o comunque non bianca), immigrazione senza controllo, contro cui non ci sono sufficienti mezzi di contrasto. Insistere su legalità, sicurezza e qualità della vita;

3) assumere in toto la dottrina sociale e l’etica della persona della religione dominante.

La storia ci dice poi come è andata. Secondo me questi politologi hanno fatto anche qualche capatina in Italia…

Il risultato di queste elezioni forse segna la fine per i repubblicani di questa strategia, risultata finora vincente in molti casi.

Speriamo. Certo è che a leggere Giannino su un argomento così serio come la tassa sulle transazioni finanziare e leggere krugman sullo stesso argomento, fa sorgere qualche dubbio su eventuali confusioni personali.

 

Krugman non mi sembra confuso.

 

Saluti,

krugman

federico de vita 7/11/2012 - 19:23

puo' non essere confuso, ma una tassa sulle transazioni finanziarie e' di certo una sciocchezza.

Krugman, lo stesso che 10 anni fa scriveva cose come queste: http://www.nytimes.com/2002/08/02/opinion/dubya-s-double-dip.html

Beh lui sì che sa fare gli interessi delle “classi medio-basse” ah ah… allora sarà felice che adesso abbiamo dei miliardari responsabili come Soros, Buffet, Bloomberg che insegnano alle classi “medio-basse” a non votare contro i propri interessi

@ federico
Personalmente non sono d'accordo, al punto in cui siamo mi sembra necessaria. Ma sono off topic, potrebbe essere uno spunto per un articolo qui su nFA e l'occasione per una sana e stimolante litigata...:)

@ Silvio non ho capito quello che intendi sinceramente

tra Omabacare e Romneycare (quella fatta quando era governatore nel Massachusetts) non ci sono sostanziali differenze?

Buona domanda. Non ne so abbastanza su Romneycare per rispondere, ma non so se ci fosse il mandato individuale (cioe' l'obbligo ad assicurarsi) o l'obbligo per le imprese sopra una certa dimensione di fornire copertura sanitaria. Pare comunque abbastanza chiaro che Romney e i suoi sponsors volessero abolire gran parte di obamacare. Alcuni aspetti di obamacare hanno il sostegno di gran parte della popolazione, ad esempio il requisito che le compagnie di assicurazione non neghino la copertura a individui con "pre-existing conditions". Ma per funzionare, questo richiede che comprino copertura medica anche individui a basso rischio. Da qui la necessita' del mandato individuale.

da quello che ho sentito in un servizio TV, Romneycare prevedeva (anzi, prevede, visto che dovrebbe essere ancora in funzione) il mandato individuale.

Nel caso, trovo una lunga scheda qui.

avranno pur più idee liberali dei democratici, ma per il resto sembra siano rimasti nel Medioevo, con la loro caccia alle streghe, ai gay, ai neri, ecc...

Personalmente, non avrei votato.

Mi pare che stia passando sotto silenzio la notizia che Romney, perse le elezioni, abbia deciso di ritirarsi dalla vita politica. Da quelle parti non c'è bisogno di rottamatori perché chi perde si auto-rottama e chi vince non puo' essere eletto per piu' di due volte.
Non se ne parla in Italia perché qualcuno teme che si segua l'esempio?

che i politici italiani non hanno fatto trasparire fino ad ora: la dignità e il rispetto verso sé stessi e gli altri.

Caro Francesco, mi hai dato lo spunto per proporti la mia idea in proposito.

A mio avviso, per evitare che il politico (intendendo con ciò la carica elettiva) persegua nella sua attività politica fini carrieristici e reddituali, basterebbe che fosse remunerato con la differenza rispetto al suo reddito precedente l'elezione.

In tal modo, otteniamo diversi effetti positivi, tra cui l'ostacolo a candidati che abbiano mai lavorato, e che chi viene eletto non ci perde né ci guadagna.

Ma se fa bene, l'effetto popolarità si rifletterà sulla sua attività personale una volta finito il mandato. Se fa male, il contrario.

Peccato che non vi siano, nel mondo e nella storia, esempi di questo sistema da citare . . . o mi sbaglio?

E' curioso che nessuno evidenzi che la ragione maggiore per cui Obama ha successo è perché ha l'aria simpatica. A prescindere dalle sue idee politiche,  studiate solo da una minoranza degli elettori.

Ricorda un pò Gianni Morandi. 

L'idolo dei giovani e delle ragazzine (una volta) e delle casalinghe (ora). Sia l'uno che l'altro, sia qui che in USA.

Ecco perché la democrazie sono pericolose, ed il cittadino dovrebbe comunque essere salvaguardato dal Diritto.

Salvaguardia che la Costituzione USA garantisce, ma solo parzialmente, visto il disastro causato dalle demagogiche politiche finanziarie, bancarie, fiscali ed immobilariste di Clinton (spec:  prestiti ai sub-prime, su insistenza dell'allora senatore Obama).

E' curioso che nessuno evidenzi che la ragione maggiore per cui Obama ha successo è perché ha l'aria simpatica

Quindi le prossime elezioni saranno tra Adam Sandler e Bill Murray?

Ecco perché la democrazie sono pericolose, ed il cittadino dovrebbe comunque essere salvaguardato dal Diritto

Senza parole.

E secondo lei, allora, perché avrebbe avuto "il voto femminile"?

E per quale altra ragione, se non il suo aspetto, avrebbe avuto il "voto nero"? (nessun'altra, secondo mia moglie, che è americana di colore).

Per quanto riguarda la "democrazia", essa è soltanto UNA delle garanzie che dovrebbero difendere il cittadino dall'arbitrio politico.

Le ricordo che Hitler venne democraticamente eletto (a stragrande maggioranza), e che mantenne il consenso (stragrande) anche dopo le leggi razziali e l'entrata in guerra.

Ovviamente, per noi Italiani l'argomento "democrazia" è un pò oscuro, visto che non l'abbiamo mai conosciuta (la nostra è una "partitocrazia").

Il voto nero lo ha avuto perchè ha la faccia " nera" non perché ha la faccia simpatica. I due aggettivi non sono sinonimi, a meno che lei intendesse che i neri sono tutti simpatici e che hanno il ritmo nel sangue ecc ecc. Il voto delle donne sono indeciso....può averlo avuto per le posizioni estremiste dei repubblicani sull' aborto o perché le donne non hanno resisto al fascino delle sue orecchie paraboliche ,(si sa, le donne ragionano con l'utero) Sul resto ribadisco il mio essere "senza parole"

Caro Guido, il voto afroamericano è stato sempre per i democratici a prescindere dal candidato, e per quanto riguarda il voto femminile, i vari repubblicani (da Romney in giù) nelle ultime settimane hanno fatto di tutto per alienarlo a queste presidenziali con esternazioni varie e curiose sullo stupro. Date queste premesse, quei voti dal lato democratico li poteva pigliare chiunque anche da fermo.

Comunque  una tua curiosa affermazione qui sotto  mi porta a una osservazione pedante:

 

Salvaguardia che la Costituzione USA garantisce, ma solo parzialmente, visto il disastro causato dalle demagogiche politiche finanziarie, bancarie, fiscali ed immobilariste di Clinton (spec:  prestiti ai sub-prime, su insistenza dell'allora senatore Obama).

 è difficile che il 37enne Barack, dal 1997 senatore nello Stato dell'Illinois a Springfield (e non Senatore a DC),  abbia potuto incidere in qualche modo sulle "demagogiche politiche" di Clinton o del Congresso che peraltro in quello stesso periodo fu sempre, in entrambi i rami, a maggioranza Repubblicana.

Concordo

Guido Cacciari 15/11/2012 - 14:49

Caro Francesco, concordo con quanto sostieni.

Effettivamente, ho citato quanto letto da autorevole fonte, ma senza effettuare un controllo.

Non penso neanch'io che Clinton possa essere stato influenzato da Obama né nel caso del Financial Services Modernization Act, né dei successivi.

Per quanto riguarda "l'effetto Gianni Morandi", è ovviamente una mia invenzione provocatoria, di cui però sono abbastanza convinto.

Ma, come tutte le speculazioni psicologiche, non può essere provata.

E secondo lei, allora, perché avrebbe avuto "il voto femminile"?

Ogni tanto poi qualcuno si lamenta che su nfa non ci sono abbastanza donne :) 

Per favore, un minimo di rispetto prima di scrivere. 

Le ricordo che Hitler venne democraticamente eletto (a stragrande maggioranza), e che mantenne il consenso (stragrande) anche dopo le leggi razziali e l'entrata in guerra.

 

Mi ero perso questa perla. Beh, Hitler non venne mai eletto a stragrande maggioranza, è risaputo che alle elezioni del Novembre '32 prese meno voti che alle elezioni precedenti, circa il 33%. Non a caso nel '33, da cancelliere di un partito DI MINORANZA convinse Hinderburg a farsi dare poteri straodinari che praticamente sospesero i diritti politici e la democrazia in Germania. Il partito nazista aveva perso parecchio momentum da quando l'economia tedesca aveva iniziato a riprendersi.

Il 5 marzo 1933, poco prima di venir nominato cancelliere,  ottenne il 44% dei voti.

L'anno successivo, prese l'89,97% (il 19 Agosto 1934). 

Ma nulla sappiamo per certo del consenso reale all'atto dell'invasione della Polonia. Immaginatelo voi (in un ambito di propaganda organizzata come fu quella nazista).

In ogni caso, il concetto non cambia.

Torniamo a quello ("la democrazia, che peraltro non abbiamo, non basta"),  ed iniziamo una sana e costruttiva litigata (cito il "signor Ernesto").

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