La fantasia al potere

24 maggio 2014 marco esposito

Il M5S si fa vanto di aver presentato una proposta di legge per il "Reddito di Cittadinanza", che potete trovare qui. Poichè esiste la concreta possibilità che in un futuro nemmeno troppo lontano il M5S possa avere responsabilità di governo è bene cominciare a vedere cosa propone nel concreto, e non nei comizi elettorali.

La proposta del "Reddito di Cittadinanza" in apparenza non è diversa da altre, come quelle proposte da Fare per Fermare il Declino, o da Pietro Ichino, e riguarda quei nuclei familiari (anche mono) che cercano un lavoro. qualsiasi lavoro, ovviamente. L'ingegnere che cerca lavoro come giardiniere e' incluso. 

Come TUTTE le proposte in questo campo si abolisce la vergogna della cassa Integrazione in Deroga: in questo quella del M5S è un copia e incolla di proposte presenti da anni sul tavolo. La proposta del M5S si discosta invece dalle altre per i tempi: può essere anche eterna, e per il fatto che riguarda anche gli immigrati che lavorano da due anni in Italia, ovvero NON è legata alla cittadinanza, come il titolo dice, ma alla territorialità (qui mi viene in mente qualche frase di tal Giuseppe Grillo, in arte Beppe, contro gli immigrati, ma la mano destra e la sinistra, sapete...)

Alcuni corollari sono l'obbligo di  "lavori socialmente utili nel comune di residenza" (mi ricorda un film già visto...), il recarsi una volta a settimana presso i Centri per l'impiego e il "percorso di formazione obbligatoria", il fatto che gli Enti di Formazione siano grasso per il sottobosco politico non interessa al M5S.

La proposta poi contiene tutta una serie di percorsi burocratici che lascio stare, perchè la parte veramente interessante sono le coperture finanziarie, alcune superano ampiamente il ridicolo (da cui la sezione di nFA in cui c'è questo post):

1. Abolizione dei contributi all'editoria (giusto, io abolirei anche il Fondo Spettacolo, quando mi copieranno metteranno l'abolizione del FUS, grazie).
2. Aumento dell'imposta sui giochi a premi dal 20 al 22 % (sparita la mitica multa da 90 mld alle slot machines, meglio tassare...)
3. Aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 22% (qua si sono fatti fregare da Renzi, che ha usato questo aumento di tasse per un'altra cosa, vabbè c'è sempre spazio per un ulteriore aumento...)
4. Aumento della tassazione sulle polizze vita (che possano essere una forma di risparmio pensionistico non entra proprio nella testa dei politici, di qualsiasi colore...)
5. Una diminuzione sulla deducibilità delle minusvalenze (qua mi sembra si stia raschiando il fondo del barile.....)
6. Un aumento dal 20 al 22% della tassazione sui redditi esteri (credo che ci sia un ricorso alla Corte Costituzionale e uno alla Corte di Giustizia Europea per la doppia tassazione, ma lasciamo perdere, va bene così, sempre tasse sono).
7. Questo punto riguarda il comma 84 art.20 della proposta di legge, solo che l'estensore deve avere assunto qualche strana sostanza, visto che parlano di un "aumento di aliquota" riguardo a un decreto legislativo che sopprime le ritenute alla fonte per alcuni titoli finanziari. Mistero della finanza creativa: come si fa ad aumentare un'aliquota in un decreto che la sopprime ?
8. Tassa piatta: una nuova invenzione. Poichè 2+2=4 se hai 2+1 devi trovare l'1 mancante, ed allora il colpo di genio: ogni anno dai giochi devono arrivare 2,7 mld di € , punto e basta. Come ? Ogni anno un decreto di un dirigente (sic!) del Ministero dell'Economia stabilirà nuovi giochi o cambierà la tassazione sulle vincite o il gudagno del gestore, a caso, e/o in combinazione fra loro, forse estrarranno la pagliuzza corta, mistero. Già mi immagino le telefonate al dirigente (estratto a sorte ?)del tipo "taglia loro" "No, loro","qui ci sono 100.000 €, taglia loro" e così via.
9. Taglio secco al Ministero della Difesa: 2,5 mld di € e via. No, niente "taglio degli F35", niente taglio di arei, navi o cannoni, taglio secco e basta, che si arrangino. Tremonti si deve essere impossessato del corpo dell'estensore della legge.
10. Aumento dei bolli. Nulla di nuovo sotto il sole, ricordare che i bolli e le altre tasse in misura fissa colpiscono più i poveri non è un fattore, bolli, bolli, fortissimamente bolli. La fantasia al potere, appunto.
11. Aumento delle tasse ai pensionati. Tutti, nessuno escluso, anche quelli al minimo (€ 476/mese) , con aliquota ridicola (lo 0,1 %, 50 centesimi in meno al mese), ma tutti. Tralascio i calcoli, ma trattandosi di un "contributo di solidarietà" è chiaro che è un ulteriore aumento di tassazione, e sulle pensioni 50 volte oltre il minimo (circa 20.000 € lordi/mese) fra tassazione attuale, contributo di solidarietà già esistente, ed ulteriore contributo di questa legge (32%), credo che rimanga ben poco al "ricco pensionato", che finirebbe nella categoria del minimo... chissà se hanno calcolato questo effetto e quanto prevedono di incassare da questa misura. Tra l'altro tassano le pensioni minime che però vorrebbero aumentare, anzi il pensionato al minimo avrebbe diritto al reddito di cittadinanza, secondo questa legge. Vabbè, ma è solo una proposta "ben fatta", dicono...
12. Aumento della tassazione sugli scambi azionari: dallo 0,2 all'1% (ricordiamo che sono esclusi gli scambi di società con patrimonio inferiore a 500 mln) e della tassazione sugli strumenti finanziari derivati (aumentano del 5%). Il giorno dopo l'approvazione di questa legge la Borsa Italiana chiude e alcuni amici miei dell'Oman festeggiano a champagne....
13. Abolizione dei rimborsi elettorali (ma no, ma dai...). Credo che sia in tutte le proposte di legge del M5S, poi sceglieranno in quale metterla, anche se poi dalle prossime elezioni diventano du' spicci. Ma tutto fa brodo, soprattuto in demagogia, però ci mettono ben 5 commi, su questo non si sono risparmiati.
14. Aumento delle aliquote Irpef sui redditi oltre € 75.000, su quelli oltre € 100.000 si arriva al 45 % (gioco dell'oca: tornare al punto 11). No comment, bussare Hollande.
15. Patrimoniale sui patrimoni di valore oltre € 1.500.000 Punto e basta.
16. Abolizione del fondo per la Cassa Straordinaria in Deroga (giusto. Io lo farei a prescindere, visto che vanno agli ex lavoratori di aziende decotte.)
17. Storno di una parte dei fondi dell'8x1.000, ovvero quello non assegnato.
18. Sarà saltato qualche pezzo, perchè non c'è il riferimento alla legge, probabilmente un difetto di copia e incolla (voglio sperare).

Insomma quella che a sentir dire gli esponenti del M5S è una proposta "ben fatta, con tutte le coperture", costa 19 miliardi di € l'anno, coperti tutti da nuove tasse, con pesanti effetti redistributivi, qualcuno ai limiti del comico, oltre all'introduzione della solita "patrimoniale", che si aggiungerebbe a quell già esistenti, praticamente i "ricchi", o semplicemente benestanti son colpiti da questa legge in maniera pesante per mantenere chi non ha un lavoro, che, sarebbe destinato, secondo questa legge, a "lavori socialmente utili". Dejà vu.
E per far capire bene da che parte soffia il vento questa legge (anche se non ci azzecca niente) introduce anche il "salario minimo orario" pari a € 9 l'ora lordi. Ovvero il salario minimo in Italia, su base mensile, sarebbe di (calcolo fatto con i criteri adottati normalmente dal M5S: € 9*8 h al giorno, per 22 giorni lavorativi) di e 1.584,00 lordi mensili, circa e 1.300,00 netti. Salario minimo garantito, scollegato dalla produttività e dalla funzione, Art. 19.

Usciremo dall'euro, e non ci sarà bisogno di alcun referendum, amici greci vi sorpassiamo!

13 commenti (espandi tutti)

sarà anche scorretto, ma permettetemi qui

 FORZA BOLDRIN!

(da parte di uno che ha deciso solo all'ultimo istante di votarlo, pur sapendo che molto probabilmente sarà un voto inutile e forse invece conveniva appoggiare Renzi come male minore)

D'accordo, le coperture sono importanti ma anche se fossero ben fatte che senso avrebbbero se andassero a finanziare una ciofeca di riforma?

A me pare quindi che la prima critica andrebbe fatta al concetto proposto.

Ho letto il testo di legge linkato. Mi pare che tutto ssommato la critica pincipale sia quella che il reddito di cittandinanza sia uguale in tutta Italia, anche se rimane l'ombra del dubbio visto che poi la soglia di povertà relativa viene definita in rapporto al livello economico medio di vita dell'ambiente o della nazione;

Però delle due l'una: o è in rapporto all'ambiente e quindi è un paramttro locale, oppure è nazionale. Quella frase non ha senso. Il primo caso è corretto, il secondo no. Se fosse il primo caso sarebbe doveroso assegnare gestione e finanziamento agli enti locali (con risorse proprie) anche per la determinazione locale del livello economico medio (qualsiasi cosa voglia dire) e non certo ad ISTAT ed INPS, che c'entrano come i cavoli a merenda. Nel secondo caso l'errore madornale è tale che è inutile approfondire.

Lo stesso dicasi per un salario minimo su base nazionale, indipendente dalle mansioni, dal settore, dalle capacità, dal luogo di lavoro. Una simile proposta è appena stata bocciata in CH, con percentuali bulgare: i favorevoli sono stati meno della percentuale storica dei partiti promotori (socialisti e verdi) . Sarebbe pero' interessante vedere cosa deciderebbero gli italiani se potessero votare su proposte simili.

Salario minimo...

Lun 26/5/2014 - 04:20

Visto che il blog si chiama "noise from Amerika", occorre dire che "un salario minimo su base nazionale, indipendente dalle mansioni, dal settore, dalle capacità, dal luogo di lavoro" sara' stato bocciato in CH, ma e' legge in USA.

E pare che percentuali molto alte dei cittadini USA voglia alzarlo

( http://www.bloomberg.com/news/2014-03-12/americans-split-on-obama-as-69-back-minimum-wage-hike.html    Il sistema USA e' anche meno attento alle opinioni pubbliche di quello Italiano, quindi non bisogna aspettarsi riscontri a questa maggioranza).

La ciliega sulla torta e' che, a dispetto di pregiudizi neoclassici, studi come quello di Arin Dube dimostrano che alzare lo stipendio minimo puo' addirittura aumentare l'occupazione.

(In pratica, i soldi extra ricevuti dal lavoratore creano piu lavoro di un guadagno extra degli azionisti).

Non credo che sia un problema di pregiudizi, infatti bisogna vedere caso per caso e prendere in considerazione l'importo realtivamente alla produttività del paese. Mi pare abbastanza pacifico che in salario minimo oraro di 1 euro o 1 dollaro non avrebbe alcun significato ed effetto ed uno di 100 invece sarebbe disastroso.

In mezzo ci sono tante possibilità: alcume possono forse fare anche bene, altre no.
Vista la produttività in USA e quella in Italia, come valutare la proposta di 9 euro all'ora in Italia, che sarebbero pari a 12.31$ al cambio attuale?

Di certo piu' alto il salario minimo, piu' danni fa ai lavoratori stessi. Uno di questi è l'appiattimento della dinamica salariale verso il minimo. In francia negli anni 80 un lavoratore su 10 aveva lo stipendio pari a quello minimo imposto dalla legge. A metà degli anni 2000 era uno su sei.

Difatti io faccio notare che la cifra indicata è slegata da qualsiasi considerazione, d'altronde il dibattito in USA è abbastanza serio:

Asked about a Congressional Budget Office finding that raising the minimum wage would lift the incomes of 16.5 million people while eliminating 500,000 jobs, a majority -- 57 percent -- said that tradeoff is unacceptable.

Probabilmente l'articolo relativo alla paga oraria minima è nato come sola propaganda elettorale, d'altronde lo stesso Grillo in un'intervista televisiva ha dichiarato che "lo stipendio minimo deve essere di 2/3.000 €, perchè devono stare bene tutti quanti" (Credo fosse a "Porta a porta"), io non discuto l'esistenza o meno di una paga oraria minima, che per inciso esiste anche in Italia, visto che non puoi offrire contratti di lavoro a tempo indeterminato al di sotto del minimo, discuto che senza alcun calcolo economico è una boiata.

La letteratura sugli effetti del salario minimo (orario) negli stati uniti e' sterminata, e il consenso e' che un cambio di entita' limitata non abbia effetti sostanziali sull'occupazione; soprattutto, incide  in misura marginale soprattutto su posti di lavoro di tipo occasionale, occupati principalmente da studenti o persone in transizione per vario motivo.

In sostanza, gli effetti sulla poverta' sono nulli, a meno che non si intenda la poverta' dei teenagers figli della middle class che lavorano d'estate nei Mc Donalds. 

Ho cercato rapidamente i dati sul salario minimo in UK e fanno £6.31 all'ora, €7.81 al cambio di oggi (per giovani ed apprendisti è di meno), la tassazione dovrebbe essere al 24% e quindi nel Regno Unito il salario minimo sarebbe sui 1000/1100 euro al mese.

Io ritengo che il grosso problema non sia tanto la cifra indicata nei contratti di lavoro dipendente quanto l'uso e l'abuso di contratti a progetto, soci lavoratori di cooperative e finte partite IVA, ed altre buffe tecniche di evasione fiscale che vengono escogitate.

Se il salario minimo si applica solo ai CCNL siamo comunque punto e a capo: rimarrebbe non protetta una facia di lavoratori, che risulta meno protetta.

Infatti! Secondo me, insieme a salari minimi e redditi di cittadinanza o sussidi di disoccupazione, bisogna riformare tutto il mondo del lavoro uniformando il più possibile le varie tipologie di contratto altrimenti si creano situazioni paradossali.

Nel Regno Unito a quei livelli di reddito (£ 6.31 per 37.5 ore settimanali tutto l'anno) la pressione fiscale é circa all'8% del lordo (o meglio al 13% del costo aziendale), per cui il lavoratore subordinato porta a casa £ 943.48 netti al mese, al cambio odierno € 1164.42.

Il costo aziendale é per queste persone di £ 1075.39 al mese, cioé € 1327.33 al cambio odierno. In pratica al datore di lavoro oltre al netto serve aggiungere € 162.80 al mese, in cui sono inclusi contributi a carico del lavoratore, del datore di lavoro e tributi del lavoratore.

Per caritá di patria evito di fare nuovamente confronti con la Repubblica Italiana.

 

..Ma hai anche i dati aggiustati per PPP ?

Da quel che mi risulta, in PPP USD 2013 (IMF), il PIL nominale britannico viene compresso del 6% rispetto a quello nominale, mentre quello italiano del 14% circa (cioé l'Italia é piú cara!), per cui la divaricazione dovrebbe essere maggiore: con quei  € 943.48 netti al mese ci si porta a casa un 8% piú di quanto ci si porti a casa nel Bel Paese.

Detta in un'altra maniera, a quel costo aziendale nominale italiano (i  € 1327.33 sopra citati), la pressione fiscale nel Regno Unito in PPP sarebbe non del 13%, ma del 10%, di cui 4% contributi del datore, 4% contributi del lavoratore e 2% tributi.

Appendice

Dalla prima colonna di: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_GDP_(PPP)_per_capita

UK $37,307

Italia $30,289

Dalla prima colonna di: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_GDP_(nominal)_per_capita

UK $39,567

Italia $34,714

Dividendo nominale su PPP per ognuno dei due paesi:

UK $39,567 / $37,307 = 1.060

Italia $34,714 / $30,289 = 1.146

Aneddoticamente, tranne che a Londra e qualche dintorno, é anche abbastanza evidente.

L'Itali-de sta evaporando.

a fronte dell' inconsistenza assoluta poliennale, e di quella specifica di Grullology, non viene in mente altro. Cos'e'? La declinazione cliccosofico/sapienziale di Scientology? 

CHI e' il nuovo Presidente ENI?

una ma'n'ce-gaglia a te, 80 euro a me etc etc etc

ISTRUZIONE, FORMAZIONE, CULTURA E SUD ITALIA. il livello e' abbastanza inquietante, anche factoring out I ca. 20 milioni di pensionati

ribadisco: chi c'e' in ENI? basta vi sia qualcuno che ''guidi'' la televisione...vero? 80 euro a te per la domanda interna, una 'guru guida' a me, un 'veltro' a te.

livello PIETOSO, e non mi scuso neppure per I toni. fare un sondaggio in giro e vedere quanti sanno COSA SIA UN' EQUAZIONE DIFFERENZIALE

BLABLABLA, San Lavazza S.p.a. da Torino - Fiat e' ita ed ex-Ita, ormai- pensaci tu

E' giusto che uno metta in evidenza le contraddizioni di Grillo, ma quello che non capisco soprattutto da chi scrive su questo sito e' perche' non ne vedono l'utilita' strategica.
In ogni post non manca occasione per ricordare l'inefficienza e l'enormita' della spesa pubblica italiana, legata spesso a organizzazioni clientelari.
NFA si e' sempre schierata per uno stato piu' liberale e per la rimozione di questi fenomeni.
Se Grillo puo' essere funzionale a spazzare via il clientelismo che affligge il nostro paese non capisco perche’ non se ne faccia un’arma strategica.
Estendiamo quanto detto in questo post:
Grillo vince > il saldo nuova spesa pubblica – eliminazione della vecchia e’ negativo, cioe’ il totale della spesa pubblica e’ minore. Puo’ Grillo fare politiche peggiori di Berlusconi/PD a livello di produttivita’ tanto negativa che la diminuzione di spesa pubblica non sia un beneficio?
Grillo vince > saldo negativo > spesa pubblica superiore. Non credo possa durare molto visti gli impegni internazionali>cambio governo. Immagino che la rottura con il sistema possa lasciare maggiore spazio a forze piu’ liberali che puntino ad una razionalizzazione della spesa. O no?
Quale potrebbe essere la prospettiva tanto negativa, vista da una forza liberale di una vittoria di Grillo se esitono dei vincoli economici esterni?
Non mi sembra che se uno e’ per la razionalizzazione della spesa e la produttivita’ ci sia tanto da stare allegri con Renzi. Ho l'impressione che lui sia la persona con la credibilita' adatta di fronte all'opinione pubblica per sostenere che il nostro declino lento sia una crescita e continuare con politiche di spesa disgraziate che non contemplano una strategia di lungo termine.

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