Il futuro di Internet

20 settembre 2006 andrea moro
Dovendo viaggiare verso Philadelphia per partecipare ad una conferenza, la settimana scorsa mi sono dotato di una delle "aircard" acquistate dal mio dipartimento. Trattasi di una tesserina da inserire nel computer portatile che permette di connettersi ad internet senza cavo a banda larga (wireless broadband connectivity per capirci meglio).

Sono impaziente di provare questa nuova tecnologia. Salito sul treno, mi siedo sulla prima poltrona libera, estraggo il computer dalla borsa, lo accendo e vi inserisco l'aircard. Dopo pochi secondi, il software stabilisce la connessione e voila', sono in rete. E' questo il futuro di Internet? Probabilmente si', e credo si tratti di una vera rivoluzione: questa tecnologia permette di eliminare il monopolio di chi possiede il famoso "ultimo miglio" di connettivita', quel cavo che connette case ed uffici alla centrale telefonica. Tolto questo monopolio, aumenta in maniera significativa la competitivita' del settore. Il tutto ad un costo - leggo dal sito di verizon wireless - di $59.99 al mese per una connettivita' illimitata nella maggior parte degli Stati Uniti e del Canada. La cifra e' ragionevole se paragonata al costo di un piano ADSL o di cable broadband, che varia dai $35 ai $50 al mese.

Ne sperimento subito la velocita' della connessione collegandomi con il sito bandwidthplace.com: ottengo una discreta misura di 544Kilobits al secondo, circa dieci volte la velocita' di connessione via modem, e comparabile se non superiore a molte connessioni DSL (che in Italia chiamano piu' correttamente ADSL, e che - mi dicono - e' spesso piu' lenta di un modem). Intanto, il programma di instant messaging indica che il mio coautore e' connesso. Non perdo tempo a contattarlo per chiedergli alcuni chiarimenti sull'articolo che stiamo scrivendo e che stavo leggendo in stazione. Lui mi chiede, "ma perche' non mi chiami via Skype?" Eh si', perche' se Skype fa paura alle telecom fornitrici di linee fisse, ora con questa cosina dovrebbe far tremare un po' anche i provider di telefonia cellulare (quelli "tradizionali" perlomeno), e soprattutto dovrebbe avere un effetto sulle loro esorbitanti tariffe di roaming internazionale.

E in Italia? Beh, magari qualcuno di voi non lo sa, ma in Italia questo giochetto esiste gia' da un paio d'anni, da quando sono stati introdotti i telefonini di "terza generazione" UMTS. E' noto infatti che la tecnologia cellulare in Italia ed Europa traina la corrispondente statunitense di almeno due anni: per esempio qui le aste per le frequenze per la telefonia di terza generazione si stanno svolgendo adesso. La velocita' promessa da UMTS e' un po' piu' bassa di quella che sto sperimentando io: il limite massimo e' di 386Kbits/secondo, ma il sito di TIM sostiene che sara' fra breve disponibile una tecnologia che permettera' velocita' stratosferiche dell'ordine di alcuni Megabits al secondo.

Nonostante il vantaggio tecnologico, in Italia pare pochi si siano accorti della possibilita' di usare il videofonino per navigare, per vari motivi. Per esempio, perche' le compagnie telefoniche preferiscono pubblicizzare l'uso del videofonino come televisore portatile, o (piu' sottilmente) come videocamera da usare per registrarsi minivideo porno con la propria fidanzata e poi inviarli agli amici. Il ritardo nell'adozione di questa tecnologia e' anche dovuto ai costi. Fino a poco tempo fa leggevo ovunque cifre folli, ma mi pare che i prezzi stiano scendendo velocemente. E' dispendioso districarsi nella giungla delle tariffe, ma , per esempio, sul sito della tre si trova un piano da 25€ mensili, con i quali si possono scaricare 25 Megabytes (MB) di traffico dati al giorno. Superando la soglia, ogni MB in più costa 60 centesimi di euro.

Per capire a quanto corrispondano i 25 Megabytes di traffico massimo imposti dal piano, forniro' alcuni termini di paragone. Per scaricare il solo testo della homepage di noiseFromAmerika si usano circa 60Kilobytes (KB); un articolo di dimensione normale, con qualche commento dei lettori, genera lo stesso ammontare di traffico. Quindi l'accesso al sito e la lettura di tre articoli comportano l'uso di circa un quarto di MB. Non conto le immagini, come il nostro bellissimo logo, perche' vengono di solito queste vengono salvate nella "cache" del browser dell'utente, e quindi vengono scaricate una sola volta (se il sito viene visitato con sufficiente frequenza - eccovi quindi un extra incentivo). La home page di Repubblica.it e' leggermente piu' pesante: piu' di 100KB; le immagini in questo caso cambiano in continuazione, quindi vanno contate: circa 300KB. Quindi la lettura di alcuni articoli di un quotidiano di questo tipo comporta facilmente una spesa di 2 or 3 Megabytes. La homepage italiana di wikipedia supera i 400MB, ed nello stesso sito la visione dell'articolo su Vilfredo Pareto comporta un traffico di 160Kb circa.

Passiamo ad altre attivita' in rete generatrici di guadagni di efficienza sul sistema economico e produttivo: la prenotazione di un volo con la linea Ryanair comporta la visione di una decina di pagine (ricerca volo, prenotazione, conferma, etc...) il tutto per un "carico" stimato dal sottoscritto di circa 1MB. La homepage di ebay.it occupa 309KB di traffico, quindi immagino che l'acquisto di un prodotto attraverso questo sito comporti il consumo di un traffico superiore ai 2 o 3 MB.

Sembra quindi che un utente cauto nella navigazione possa riuscire la maggior parte dei giorni rientrare nel limite dei 25MB. Tuttavia, si ricordi che la banda larga serve per usare internet come serio
strumento collaborativo, ed e' usandolo come tale che si creano guadagni di efficienza
per l'intero sistema: invio di files, video, telefonate via skype, e
cosi' via. Per esempio una canzone di 3 minuti in versione mp3 occupa circa 4MB. Un video di pochi minuti, anche con risoluzine ridotta, supera sicuramente le decine di Megabytes. In media, una telefonata via skype usa (a quanto riportato da skype) fra 3 e 16 Kilobytes al secondo; quindi e' presumibile che una telefonata di un due minuti superi il Megabyte.

Tenendo conto di queste misurazioni, per quanto approssimative, 25 Megabytes al giorno sembrano pochini. E pochi sembrano i 500 MB di traffico mensile (in media circa 16.7MB al giorno) offerti dal piano TIM Tutto relax internet al prezzo di 20 euro (piu' 0.6c per ogni KB eccedente, e cioe' 6.14 Euro al MB). Comincio quindi a capire perche' Gianluca sostenga che il monopolio dell'ultimo miglio restera' ancora per un po'. Non e' escluso che esistano piani tariffari piu' convenienti, ma io non sono riuscito a trovarli.

Insomma mi sembra che stiamo pagando (stiate, dovrei dire, ma suona da sberleffo, e non e' questa la mia intenzione) il costo delle cifre stratosferiche offerte dai fornitori alle aste per le frequenze UMTS. A suo tempo tutti i politicanti cantarono vittoria, e non manco' chi mugugnava per non aver intascato le cifre ancora piu' alte ottenute dai governi tedesco ed inglese. Ma nel migliore dei casi si trattava di una partita di giro: soldi tolti dalle tasche dei consumatori per essere consegnati allo stato (il cui governo dopo pochi mesi elargiva agli utenti quattro lire di contributo governativo per la sottoscrizione ad abbonamenti ADSL).

Purtroppo, i costi per l'intero sistema sono pesanti: il ritardo nell'adozione di tecnologie che comportano risparmi per tutti, che semplificano le comunicazioni fra aziende, fra cittadini, la partecipazione democratica, il controllo della gestione della cosa pubblica effettuato "dal basso", da blog come il nostro. Forse a chi legge puo' sembrare che io stia esagerando, ma credo veramente che wireless broadband faccia la differenza: chi l'ha provata sa che la possibilita' di avere internet sempre "acceso", veloce, e ora senza fili , permette di sfruttare appieno alcune potenzialita' della rete che via modem sono solo potenziali. Confido nell'esistenza di una reale concorrenza fra i fornitori UMTS, in modo tale che le tariffe possano scendere velocemente verso cifre tali da permettere alll'Italia di entrare con decisione nel futuro di Internet.

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