La Giustizia II: una fotografia per tabelle

23 aprile 2008 alberto bisin
Il Cepej, in inglese European Commission for the Efficiency of Justice,della Comunita' Europea ha raccolto dati sulla giustizia, con l'obiettivo di permettere un'analisi comparata nei paesi europei.

Il rapporto, European
Judicial Systems
,
che ne risulta e' un po' lungo (oltre 200 pagine). E' noto che i
burocrati di Bruxelles sono un po' verbosi e tendono ad eccedere,
forse per
meglio giustificare la propria esistenza, ma il rapporto in questo caso
e'
davvero molto interessante. Io ne ho condensato quelli che mi parevano
i
dati piu' significativi per avere una idea dei costi e dei "ricavi"
relativi della giustizia in Italia. Ne risultano una serie di tabelle.
Ho anche selezionato i paesi
di riferimento, scegliendo quelli che mi parevano piu' rilevanti per
farsi
un'idea comparata di come funziona la giustizia in Italia, ma invito il
lettore
davvero interessato a guardarsi le tabelle complete. I dati che riporto
riferiscono al 2004 (ma la commissione ha anche dati per il 2002).

''
Quanto spende l'Italia per la giustizia?
''

1. Spesa per le attivita' dei tribunali e dei pubblici ministeri.

Tribunali Pubblici ministeri
Paese Spesa
per abitante
Spesa
in % PIL
Spesa per abitante Spesa in % PIL
Italia 47,0
E.
0,2% 20
E.
0,09%
Francia 36,3
E.
0,14% 10,4
E.
0,04%
Spagna 52,0
E.
0,27% 3,6
E.
0,02%
Germania // // // //
Regno
Unito (Ingh. + Galles)
8,1
E.
0,03% 14,5
E.
0,06%
Svezia 51,3
E.
0,18% 9,9
E.
0,03%

Sommando la
spesa per tribunali e pubblici ministeri, l'Italia spende più di tutti i paesi
che abbiamo preso a riferimento. Più della Svezia! Ma non disperiamoci, c'è una voce della giustizia su cui risparmiamo, su cui
spendiamo meno di chiunque altro. Forse è una sorpresa, forse no: gli aiuti a coloro che
non si possono permettere gli avvocati! Come spesso succede in Italia,
difendiamo il socialismo come scusa per rimpinguare le caste. Ma poi, i poveri
e gli oppressi,..., beh, che lo stato aumentasse il bilancio per la giustizia e
allora sì che potremmo occuparci dei poveri e degli oppressi!!!

3. Spesa per patrocinio dei non abbienti a spese
dello stato

Paese Spesa
per abitante
Spesa
in % PIL
Italia 1.129
E.
0,005%
Francia 4.683
E.
0,018%
Spagna 2.773
E.
0,014%
Germania 5.678
E.
0,021%
Regno
Unito (Ingh. + Galles)
57.874
E.
0,235%
Svezia 10.565
E.
0,037%

I dati non
sono riportati in tabella, ma per il patrocinio
dei non abbienti in percentuale al PIL spendiamo meno di Lettonia, Lituania,
Moldavia, Polonia, Turchia,...Si noti l'ultra liberista Regno Unito, che spende
poco per tribunali e pubblici ministeri, ma tanto per gli patrocinio dei non
abbienti.

''Cosa "compra" l'Italia con questa spesa? ''


Questi sono quelli che sopra ho definito "ricavi". È
difficile definire un sistema di indicatori di qualità e di efficienza della giustizia.
Il rapporto si sofferma soprattutto sulla questione della lunghezza dei
processi. Questi sono i dati contenuti.


4. Lunghezza dei processi – procedimenti civili

Paese Procedimenti civili nel 2004 %
casi soggetti ad appello
Casi
pendenti al 1/1/2005
Italia 3.944.961 21,8% 4.087.311
Francia 3.390.413 12,8% 1.490.000
Spagna 1.862.966 17,5% 578.209
Germania 13.755.061 23,4% 1.510.916
Regno
Unito (Ingh. + Galles)
1.770.056 // //
Svezia 69.721 4,8% 26.151

Il numero dei procedimenti civili
in
Italia non è abnorme - apparentemente non siamo particolarmente
litigiosi: tanto quanto la
Francia, in particolare. Abbiamo però molti appelli (in percentuale
quasi
doppia alla Francia). E soprattutto, i casi pendenti al 1 Gennaio 2005
sono
quasi 3 volte quelli della Francia. Non sarà un gran ché questo come
indicatore. Il Cepej avrebbe anche una misura di casi pendenti da più
di 3
anni, misura molto più utile della lunghezza dei processi a dare una
idea della qualità e dell'efficienza della giustizia, ma il dato per
l'Italia non è riportato, purtroppo.
Alcuni esempi di lunghezza media di specifici classi di processi civili
sono riportati per alcuni paesi (non per Germania, Regno Unito, Svezia):

5. Lunghezza dei processi - licenziamenti

Paese Primo
grado
Appello
Italia circa
700 giorni
circa
790 giorni
Francia circa
350 giorni
circa
540 giorni
Spagna circa
80 giorni
circa
210 giorni

6. Lunghezza dei processi - divorzi non-consensuali

Paese Primo
grado
Appello
Italia circa
580 giorni
circa
500 giorni
Francia circa
420 giorni
circa
440 giorni
Spagna circa
260 giorni
//

Anche se la maggioranza dei divorzi sono
infatti consensuali, la misura qui riportata è quella rilevante, perché da un'idea dei tempi della giustizia civile quando serve, e cioè quando c'è conflitto fra le parti.

La situazione, per quanto riguarda i processi penali non è molto diversa.


7. Lunghezza dei processi – procedimenti penali

Paese Casi penali nel 2004 %
casi soggetti ad appello
Casi
pendenti al 1/12005
Italia 1.433.260 // 1.254.003
Francia 962.917 // 368.818
Spagna 5.184.126 7,0% 751.472
Germania 910.548 14,0% 313.989
Regno
Unito (Ingh. + Galles)
2.022.604 12,7% 28.198
Svezia 68.555 12,9% 25.827

Anche nel caso dei processi penali abbiamo 3 volte più procedimenti pendenti
che in Francia, a fronte però di un numero maggiore di procedimenti ogni
anno. A confrontarsi con il Regno Unito viene da
piangere.

Il rapporto ha molti, molti altri dati, soprattutto anche confronti
qualitativi. Tutta informazione interessante per andare un po' a fondo
alla domanda, Cos'è che non funziona? È
molto difficile però usarla questa informazione, proprio perché i
sistemi sono così diversi, e io così ignorante al riguardo, che
preferisco per ora fermarmi qui. Ma ci proverò.

14 commenti (espandi tutti)

Secondo alcuni (mi sembra, tra gli altri, Francesco Giavazzi) la lunghezza dei procedimenti civili dipendeva (anche) dal sistema dei compensi degli avvocati. Mi sembra che le regole sui compensi siano state abrogate o riformate. E' così? Si intravede qualche effetto sulla lunghezza dei processi? Chi è che ha qualche informazione a questo riguardo?   

Vi e' una sorprendente eterogeneita' in questi dati che, se fosse vera, sarebbe interessante capire. La Germania ha una popolazione che e' quasi 1.5 volte l'Italia, ma poco piu' della meta' dei processi penali. La Spagna, d'altro lato, ha una popolazione che e' il 25% minore, ma il triplo dei processi penali. La Francia ha la stessa popolazione dell'Italia ma ... eccetera. Nel caso dei procedimenti civili i rapporti si rovesciano (ma quanto litigano in Germania?), il che mi fa sospettare che vi siano forti differenze nelle definizioni.

Questo, ovviamente, nulla toglie al fatto che, da qualunque angolo la si guardi e misuri, la giustizia italiana non fa il proprio lavoro. Visto che stai leggendo la letteratura, come giustificano le nostre amate "toghe rosse" il loro far niente? Quale distorsione di mercato la induce?

Forse non hai capito che io non ho nessun bisogno di giustificare il mio "dolce far niente". E' quando faccio che mi devo giustificare :-). Siccome è da un pezzo che nessuno più mi chiede gustificazioni, trai tu le debite conclusioni...

Parlando più seriamente, giustamente rilevi che, da qualunque parte la si guardi, i dati sono sconcertanti. Alberto me li aveva già anticipati e mi è venuta spontanea una domanda. Dove finiscono tutte quelle risorse? Una parte sicuramente la spendiamo (in parte male ed in maniera irresponsabile, ma solo in parte) noi magistrati. Intercettazioni, consulenze e quant'altro ma il resto? Peraltro sulle intercettazioni và detto che noi dobbiamo pagare i gestori delle telecomunicazioni con un fisso giornaliero per ogni numero intercettato, mentre, da quello che so, nel resto dell'Europa, il servizio deve essere fornito gratuitamente perchè fa parte della concessione. La forza lavoro, ad esempio (magistrati + personale amministrativo) dovrebbe essere nella media europea sia in termini di numero che in termini di retribuzione. Ecco, sarebbe interessante sapere dove vanno questi soldi. In Italia, come al solito, la spesa non solo è più elevata, ma anche improduttiva.

Per il resto, la seconda puntata sulla telenovela sta arrivando agli ultimi ciak. E' stata dedicata una particina anche a te come migliore attore non protagonista. Vedrai che non è solo colpa nostra... 

Hai completamente ragione sulla questione delle definizioni. Per questo non sono entrato troppo in dettaglio, nonostante ci siano molti piu' dati nel rapporto: sperando che aggregando un po' di queste differenze si eliminassero. Ma bisogna stare attenti, e procedere coi piedi di piombo.

Come dice Axel, le toghe rosse non si giustificano, ma i) si difendono dagli attacchi di Pecorella e dei suoi amici (un post a breve, ii) passano a fare i filosofi della politica senza capirci nulla (un altro post a breve).

A confrontarsi con il Regno Unito viene da piangere.

Pensavo che i bassi costi della giustizia inglese riportati nella Tavola 1 fossero in parte dovuti al fatto che gli inglesi spendono piu' soldi per prevenire i reati, basta vedere il numero di poliziotti che circola nelle strade nei fine settimana. La Tavola 7 pero' sembra contraddirre questa ipotesi, visto che il numero di reati nel Regno Unito e' molto piu' alto dell'Italia.

Al di la' dell'innegabile efficienza del sistema giudiziario inglese, e' possibile che i dati per il Regno Unito siano poco affidabili visto che fino all'anno scorso l'"Home Affair" corrispondeva ai nostri ministri dell'interno e di grazia e giustizia?

In generale, forse sarebbe interessante analizzare i dati della giustizia congiuntamente con quelli delle forze dell'ordine.

Good point. Ci provero'. Io mi sono anche fatto l'idea che forse in Inghilterra una piu' larga parte dei costi della giustizia siano sostenuti privatamente e vadano agli avvocati. Questo spiegherebbe forse anche perche' spendano cosi' tanto per il patrocinio ai non abbienti. Guardero' anche questo.

Ma anche in Italia la parte che perde una causa civile deve pagare le spese dell'altra. O mi sbaglio? Se fosse cosi', non so fino a che punto il minor numero di cause civili in Inghilterra sia da addebitare ai costi dello stesso.

Una curiosita'. Ma i non abbienti vengono coperti anche quando intentano una causa civile e poi la perdono? Questo puo' instaurare meccanismi perversi per cui se sono povero faccio cause a raffica, tanto il costo per me e' nullo e, se mi va bene, ci guadagno anche! 

PS. Parlo di cause civili perche' non credo che il principio di "chi perde paga" si applichi anche per i processi penali.

I dati anche se non facili da interpretare appaiono sicuramente sconfortanti: l'Italia spende di piu' degli altri paesi europei, non aiuta gli indigenti, e i risultati sono gravemente inferiori a quelli degli altri paesi. C'e' un fallimento complessivo della societa' italiana in questo settore, che ha conseguenze molto gravi sia sugli investimenti dall'estero (chi impegna i suoi capitali in un paese dove la giustizia non funziona, e dove per di piu' si e' ospiti e stranieri?), sia sulla fiducia reciproca tra cittadini, presupposto di ogni attivita' economica, sia infine riguardo l'immigrazione, perche' non ci puo' essere convivenza e integrazione positiva senza leggi applicate con equita' ed efficienza. Forse il malfunzionamento della giustizia puo' essere considerato il problema piu' grave dello Stato italiano.

Le statistiche sono sempre pericolose, perche bisogna verificare se i dati immessi sono comparabili, altrimenti si rischia di mischiare mele e pere

Per esempio, il numero di giudici, isolatamente considerato non dice molto, perche' occorre valutare quanto lavoro svolgono i giudici onorari - c.d. non togati - e quanta "giustizia" dipende da loro.

La rapidita' di un processo, poi, non e' solo nelle mani del giudice, ma dipende dalle procedure che sono spesso generatrici di lungaggini.

Comunque, non appena avro' un collegamento internet migliore spero di dare un po' di cifre e ipotesi.

io ho frequentato alcuni tribunali civili come teste per l'istituto in cui lavoravo ed ho fatto la considerazione che se le udienze cominciassero alle ore indicate ci sarebbe almeno 1 ora in più al giorno di produttività che per l'intero anno lavorativo non sarebbe male. Poi bisognerebbe sanzionare in qualche modo gli avvocati che hanno 2 udienze alla stessa ora e non lo dicono in sede di fissazione dell'udienza, ma in sede dibattimentale mandano un collega a chiedere il rinvio. che va, bene bene, a 6 mesi. Anche se parzialemente fuori luogo qualcuno mi potrebbe spiegare perchè per una cosa naturale come le notifiche in sede civile si usa la polizia giudiziaria anzichè l'Ufficiale giudiziario, che, se non sbaglio, è pubblico ufficiale anche lui? si libererebbero parecchi agenti e carabinieri da rimandare sulle strade.

se le udienze cominciassero alle ore indicate ci sarebbe almeno 1 ora in più al giorno di produttività. 

hai perfettamente ragione. Maleducazione di noi giudici 

Poi bisognerebbe sanzionare in qualche modo gli avvocati che hanno 2 udienze alla stessa ora

Hai ragione un´altra volta. Maleducazione degli avvocati. 

Anche se parzialmente fuori luogo qualcuno mi potrebbe spiegare perchè per una cosa naturale come le notifiche in sede civile si usa la polizia giudiziaria anzichè l'Ufficiale giudiziario, che, se non sbaglio, è pubblico ufficiale anche lui? si libererebbero parecchi agenti e carabinieri da rimandare sulle strade. 

Qui hai centrato una delle tante questioni nodali della giustizia. Doveva essere uno degli argomenti della seconda puntata della telenovela, ma ormai è andata alla deriva ed è giá terribilmente lunga, per cui espongo la questione in questa sede. Intanto ti posso dire che, a seguito dell´attentato a Londra del 2005, i nostri efficientissimi servizi segreti hanno informato il governo dell´epoca che era in preparazione un attentato anche in Italia. Di conseguenza, in fretta e furia, su dettatura dei vertici delle polizie, fu approvato un pacchetto sicurezza avallato con suprema ignoranza anche dalle sinistre, in cui fu stabilito, fra l´altro, proprio ció che tu dici, ovvero che la magistratura non si poteva piú servire della polizia per fare le notifiche, ma che esse dovessero essere fatte dall´ufficiale giudiziario. Allora cominciamo con il dire che l´ufficiale giudiziario avrebbe anche il compito di trovare i beni mobili di debitori riottosi a pagare aziende che hanno loro fornito beni o servizi. Diciamo anche che non pare che prima del 2005 gli ufficiali giudiziari se ne stessero con le mani in mano. Detto questo, perché la magistratura si serviva della polizia? La risposta è presto data. L´Italia è il paradiso delle notifiche. Per un banalissimo processo penale, con un solo imputato, per una banalissima contravvenzione, devo fare almeno 5 notifiche tra imputato (2 notifiche), difensore (2 notifiche) e testimone (1 solo). Se l´imputato riceve la notifica di una citazione a giudizio 59 giorni prima della data fissata anziché almeno 60 giorni prima come per legge, la notifica vá rifatta. Se l´imputato per sua legittima scelta, decide di non essere presente all´udienza preliminare, il giudice gli deve notificare il decreto di rinvio a giudizio. Il processo viene rinviato? Controcitare i testimoni e citarli un´altra volta. Notifiche, notifiche, notifiche... Stabilendo che sia l´ufficiale giudiziario a fare tutte le notifiche, non si è fatto altro che tirare la coperta troppo corta da un´altra parte, e cosí adesso ci troviamo nella seguente situazione: non essendo stato aumentato il numero degli ufficiali giudiziari, ma essendo stato aumentato in misura assolutamente esponenziale il loro carico di lavoro, essi stanno accumulando arretrato, per cui non fanno in tempo queste benedette notifiche, e cosí, spesso, devono essere rifatte, per non parlare di vizi di nullitá derivante da notifiche fatte in modo inevitabilmente superficiale, creando un circuito terribilmente vizioso che non ha fatto altro che aggravare l´inefficienza del servizio. La logica mi direbbe che non si puó spostare semplicemente un problema da un ufficio ad un altro. Esso andrebbe affrontato alla radice, ovvero trovare il modo di ridurre il numero di notifiche da fare in un processo penale. Del resto, se non sbaglio, siamo nell´era di internet, nel mondo digitale, che nel 1989, allorché fu riformato il codice, non esisteva. Ecco questa è la situazione. Questa è la nostra classe politica, ma anche i vertici delle polizie, della magistratura ho giá parlato nella prima puntata della telenovela…

A proposito di notifiche, non ne so nulla ma ricordo una puntata di report in cui si lamentava la difficoltà di notificare un' imputato non cooperativo e si proponeva di notificare il difensore anzichè l' imputato (dopo la prima notifica, ovviamente). Che ne pensi?

Funziona giá cosí. Quando inizia un procedimento penale, l´indagato viene invitato ad eleggere un domicilio. Se si rifiuta di farlo, si fa la doppia notifica al difensore. Se non lo trovo per fargli eleggere domicilio, lo devo dichiarare "irreperibile" e faccio anche qui la doppia notifica al difensore. Questo comporta una serie di problematiche che verranno analizzate nella seconda puntata della telenovela, attualmente in corso di lavorazione (siamo giá a sei pagine scritte fitte, preparatevi a leggere il mattone, sopravviveranno solo i piú resistenti...)

......... e tutto questo nelle province italiane "normali". Già da noi devi stare attento ad altre mille cose inerenti il bilinguismo ed il diritto alla lingua madre e sperare che gli atti in carico a qualche collega di axel siano stati sbrigati prima della sua assenza per maternità.............

altrimenti aspetti come me che per una cosa avvenuta nell'agosto del 2005 bisogna ancora fissare l'udienza..........

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