Giustizia part-time

20 gennaio 2009 marcello urbani

Un recente articolo de "La Stampa" ci informa che gran parte dei tribunali lavora solo mezza giornata per "mancanza di personale". Uno scandalo, specie alla luce dei tempi della giustizia italiana, che come sappiamo dagli articoli di Axel e relativi commenti, dipendono in buona misura dalla lunghezza dei rinvii.

Non si può dire si tratti di uno scoop: per esempio dei problemi di disponibilità dei cancellieri si era già parlato più volte su Report.

Credo però che alcuni passi dell' articolo meritino un po' di approfondimento:

Cosenza era uno degli ultimi baluardi dell’attività pomeridiana ordinaria. «Ora non più, tranne singoli processi in corte d’assise per ‘ndrangheta o altro - spiega Renato Greco, presidente del tribunale bruzio -. Ho pressanti richieste da parte del dirigente amministrativo. A novembre ho dovuto inviare una circolare ai miei giudici: l’orario previsto finisce alle 14». Perché? «Semplice: non ci sono più soldi per pagare gli straordinari ai cancellieri»

Sorgono spontanee due domande:

  • Ma questi hanno una vaga idea di come si gestisce un'azienda? Per non pagare straordinari ai cancellieri buttano mezza giornata di giudici, guardie e tribunali? Credono che Fiat chiuderebbe le linee di montaggio per non pagare due ore di straordinario ai magazzinieri?
  • Perché dovrebbe essere necessario lavoro straordinario per tener aperti i tribunali nel pomeriggio? Il resto del paese lavora fino alle 18 o giu di li.

La risposta al secondo quesito la fornisce lo stesso articolo:

«Molti cancellieri non volevano più restare “imprigionati” in udienze che a volte finivano anche alle 11 di sera senza che neppure venisse loro pagato lo straordinario, così hanno richiesto il part time. A un part time non si possono chiedere straordinari, quindi niente udienze»

Per una volta mi sento di spezzare una lancia a favore dei cancellieri: se c'è l' esigenza di proseguire le udienze a oltranza va regolata contrattualmente ed adeguatamente retribuita, la pretesa che questi lavorino gratis e senza preavviso è assurda. Se ho capito male e questa disponibilità era retribuita a forfait, spero che questo forfait non venga riconosciuto ai part-time.

Detto questo, la risposta è lungi dall' essere soddisfacente: si lascia intendere che l'ottenimento del part time non è subordinato alle esigenze operative, il che è assurdo , come è assurdo che tutti i lavoratori part-time debbano lavorare la mattina, a prescindere che la cosa dipenda dai dirigenti o dai regolamenti. Chi non sopporta le esigenze del proprio mestiere ha sempre l'opzione di cercarsene un' altro.

Ho anche un piccolo problema coi numeri riportati:

Francesco Scutellari, presidente del tribunale di Bologna, ha dovuto siglare un accordo con i sindacati: «Le udienze non potranno più superare le 17,30, in nessun caso - dice -. Ad Arezzo addirittura è stato chiesto come orario limite le 14, ma lì hanno carichi diversi»

Eppure quella dei sindacati sembra una cautela eccessiva. Alle 16 a Palazzo Baciocchi, dove si svolgono i processi penali, le luci delle aule sono spente.

...

A Bologna ci sono 246 cancellieri in pianta organica, 207 in servizio a cui vanno sottratti 13 applicati fuori. Poco meno di un terzo sono part time.

Questo lascerebbe circa 130 cancellieri , diciamo 100 fatta la tara e ferie, malattie e quant'altro. Davvero non bastano per tener aperto il tribunale nel pomeriggio, seppur a regime ridotto? E davvero nessuno di questi 100 è disposto a fare uno strappo alla regola delle 17.30? E davvero non c'erano margini di trattativa su quel "in nessun caso"?

Infine ho trovato buffo questo commento:

i giudici che, senza più personale, il pomeriggio rientrano a casa a studiare le sentenze

Maledicendo il destino cinico e baro che li priva di mezza giornata lavorativa, immagino. O magari vanno a farsi i fatti propri come spesso farei io al posto loro?

Al solito, il problema sembra venire da un mix di mancanza di incentivi, regolamenti assurdi ed incapacità gestionale. E le esigenze di servizio sono subordinate alla comodità del personale.

40 commenti (espandi tutti)

Aggiungo una piccola precisazione: so che i magistrati non lavorano solo in aula e non immagino scenari alla fantozzi alla chiusura dei tribunali.Ma se il numero di udienze è limitato dalla disponibilità delle strutture è ragionevole aspettarsi che si trovino con più tempo libero, e non credo proprio che tutti lo considerino una jattura.E mi aspetto anche che queste situazoni siano una vera manna per  un magistrato fannullone.

Grazie per l'articolo.  Descrive bene il miscuglio di incompetenza, stupidita' e malafede con cui lo Stato italiano spende i soldi dei suoi sudditi-contribuenti.

Mi pare utile  riportare l' opinione dell' ex-magistrato di Torino Bruno Tinti espressa in questo articolo sulla Stampa.

Mi sembra di capire, facendo una sintesi dei due articoli e rimanendo comunque in attesa di un possibile, gradito commento del dott. Bisignano, che sostanzialmente il nocciolo del problema consiste nelle procedure/regolamenti  farraginose e inefficaci e in secondo luogo nelle scarse risorse economiche ( un maggior numero di cancellieri per esempio aiuterebbe il funzionamento della giustizia in Italia).

Sarebbe anche  interessante capire  se l' affermazione di Tinti ( la produttività dei giudici è soddisfacente, quando il meccanismo non si inceppa) è confermata da rilevazioni empiriche.

Mi sembra di capire, facendo una sintesi dei due articoli e rimanendo comunque in attesa di un possibile, gradito commento del dott. Bisignano, che sostanzialmente il nocciolo del problema consiste nelle procedure/regolamenti  farraginose e inefficaci e in secondo luogo nelle scarse risorse economiche ( un maggior numero di cancellieri per esempio aiuterebbe il funzionamento della giustizia in Italia).

La scusa delle risorse economiche insufficienti a mio parere non puo' reggere perche' complessivamente se ricordo bene le spese per la giustizia in Italia sono uguali o superiori alla media UE e a quelle di Stati dove la giustizia funziona.  I problemi semmai saranno nella errata suddivisione delle risorse spese dallo Stato, e dal loro uso inefficiente.

C'è poco da sintetizzare: se ha ragione Tinti il problema discusso nell' articolo semplicemente non esiste.O perlomeno non in tutte le sedi: le due situazioni sono mutuamente esclusive.

Mi convince poco invece la teoria della scarsità di risorse: probabilmente i regolamenti degli uffici pubblici impongono limiti assurdi alla loro distribuzione (es: le 36 ore divise su 6 giorni: perchè non devono essere distribuite in 8 ore su 4 giornate e mezzo a rotazione?).

Ad esempio: se i giudici hanno bisogno di metà o più del loro tempo per attività fuori aula (più che plausibile) e gli uffici giudiziari sono grandi ed inefficienti, basta vendere o affittare i palazzi storici in centro, affittarne di piccoli e moderni in periferia, tenere aperti i tribunali fino a sera e ruotare i magistrati in modo che stiano in aula solo 2/3 giorni la settimana (5/6 mezze giornate).Coi minori costi di affitti e bollette si possono pagare straordinari o aumentare gli organici.

Certo, con ogni dettaglio deciso a Roma o affidato al genero di qualche capoccia locale è inutile discutere di efficienza gestionale, ma credo che la scarsità di risorse dipenda più dall' uso scriteriato che si fa di quelle disponibili.

 

spero che venga introdotta al più presto la norma che introduca l'obbligo di timbrare il cartellino, come la maggior parte dei dipendenti pubblici, per i magistrati (in particolar modo quelli giudicanti)

 

mi auguro che nel resto d'Italia non sia così, ma a Napoli nessun processo inizia prima delle 9,30 (quando va bene) altrimenti c'è da aspettare le 10 o anche più tardi

 

ovviamente il personale amministrativo d'udienza sta senza far niente fino all' arrivo dei giudici

Grazie per l'articolo. Descrive bene il miscuglio di incompetenza, stupidita' e malafede con cui lo Stato italiano spende i soldi dei suoi sudditi-contribuenti.

Mi sembra più adeguato il termine "pagatasse".

(Oopps. Voleva essere in replica al commento di A. Lusiani.)

 

 

Chiedo scusa se intervengo solo adesso, ma in questo periodo i miei pensieri sono presi dal grande casino creato con il provvedimento di sospensione e di trasferimento dei colleghi salernitanti.

Comunque Marcello mi chiese di prendere posizione prima di scrivere l'articolo. Riproto qui quanto gli ho scritto

 Le colpe sono da distribuire equamente tra politici, sindacati e magistrati. E quindi:

1) sulla gestione del personale purtroppo ci sono dei notevoli vincoli normativi. Anche da noi, un giorno, ci fu la lamentela che un cancelliere aveva il part time perchè faceva il maestro di sci. Mi meravigliai e chiesi perchè il presidente lo avesse autorizzato. Mi fu risposto che non era legislativamente possibile impedirlo. Analogo principio per la turnazione. 2) il personale che c'è, deve perdere tempo in mille stupidaggini da stato ottocentesco. Basta dire  che, il nostro archivio  funziona ancora in DOS... Siamo all'età del bronzo informatico. 3) il personale è allocato male territorialmente. Ci sono tribunali di piccole dimensioni con personale di troppo. C'è molto personale negli uffici meridionali e poco in quelli settentrionali. 4) Anche i magistrati hanno le loro colpe. Considerata la loro cronica incapacità e disinteresse per gli aspetti organizzativi, il personale viene allocato male all'interno dei singoli uffici. Sul punto 2) aggiungo una considerazione riferita proprio alla problematica dell'articolo. Nei procedimenti civili i cancellieri non ci sono. In quelli penali devono essere necessariamente presenti, ma siccome il verbale è stenotipico, si limitano a scrivere due paroline durante tutta l'udienza, del tipo: "Viene introdotto il teste x (v. verbale stenotipico)", "L'avvocato formula l'eccezione y (v. verbale stenotipico). ecc.". Vista la situazione, basterebbe stabilire che la loro presenza in udienza non sia più necessaria, dato che c'è la stenotipia. Hai visto mai? Sui rinvii e senza voler difendere la categoria, che non lo merita, faccio presente che essi, di per sè, non sono interesse del giudice, per il semplice fatto che, se rinvia, deve rileggersi il verbale. Il giudice è libero di organizzarsi la sua udienza, basta che fissa l'udienza più tardi, se non vuole lavorare. Oltretutto, i metodi per evitare il lavoro sono talmente tanti che non c'è bisgono di nascondersi dietro i cancellieri.   Questo è il quadro. Volevo trattare di queste problematiche più in dettaglio nella terza puntata della telenovela che forse scriverò prima di andare in pensione (considerate che noi magistrati andiamo in pensione a 70 anni ed io ne ho 43 :-). Peraltro, a dimostrazione di come vanno le cose in Italia, segnalo che il Procuratore della Repubblica di Bolzano, Cuno Tarfusser, in questi giorni, è stato eletto al Tribunale internazionale dell'Aja. Perchè dico questo in questa sede? Per il semplice fatto che è noto in tutta Italia, per avere avviato il progetto di riqualificazione della Procura di Bolzano nel corso del quale, fra l'altro ha fatto risparmiare un bel po' di soldini al contribuente italico. Risulta, dunque, accertato che ha un notevole taleno organizzativo. Di conseguenza che facciamo, lo prendiamo a Roma e gli affidiamo l'organizzazione giudiziaria? Nossignori. Lo mandiamo all'Aja a fare il giudice (complimenti a lui comunque), così la smette di rompere gli zebedei sull'efficienza, sul risparmio e c... varie. Per la gioia dei politici e dei magistrati che, a parole, si sperticano in elogi. Intanto a Roma c'è un qualche correntocrate incapace che riscalda la poltrona. La cosa mi ricorda tanto quel film di Abatantuono che passa in rassegna il Milan, chiede a Dida da dove viene e gli dice che gli fa fare il centravanti, perchè non può "sprecare" un brasiliano in porta. 

 

Di conseguenza che facciamo, lo prendiamo a Roma e gli affidiamo l'organizzazione giudiziaria? Nossignori. Lo mandiamo all'Aja a fare il giudice (complimenti a lui comunque), così la smette di rompere gli zebedei sull'efficienza, sul risparmio e c... varie. Per la gioia dei politici e dei magistrati che, a parole, si sperticano in elogi.

Axel, giuro che ho pensato la stessa cosa: la notizia farebbe incazzare chiunque (a parte politici & burocrati, magistrati compresi, il cui modello di vita s'incarna ne Il Gattopardo ........)

La questione del part-time non riguarda solo l'impiego pubblico (perchè ha a che fare con il modello organizzativo della società, ad esempio per quanto riguarda le madri e la scuola dei figli) ma, certamente, nella PA raggiunge vette eccelse, legate all'abitudine di assecondare qualunque richiesta. Ovviamente, perché a nessuno interessa l'efficienza, in ambienti di lavoro gestiti dal connubio sindacato-politica.

C'è molto personale negli uffici meridionali e poco in quelli settentrionali.

Ma dai, non dici sul serio ........ ecco il solito razzista (perdipiù crucco e keynesiano, perdincibacco!) ........ :-)

 

ecco il solito razzista (perdipiù crucco e keynesiano, perdincibacco!)

Riveliamo il segreto, Axel, o si capisce già dal cognome? Il crucco non è del tutto crucco, anzi ... Il nostro amato forcaiolo keynesiano è una prova vivente che educazione, istituzioni ed incentivi, contano e che i geni NON fanno la cultura e men che meno i valori di una persona ...

Infatti, è qui su nFA per quello: perché è un successful test della teoria economica (neoclassica, non keynesiana, pero'!)

 

educazione, istituzioni ed incentivi, contano e che i geni NON fanno la cultura e men che meno i valori di una persona ...

Infatti, è qui su nFA per quello: perché è un successful test della teoria economica (neoclassica, non keynesiana, pero'!)

Ebbene sì i'm an half terronic man. Ma, contrariamente a quanto ritiene Michele, se sono qui su nFA, lo devo a molti terroni e, in particolare a quel professore fanatico keyneisano proveniente da Foggia che, beato lui, nonostante i suoi 57 anni suonati, conserva un idealismo ed entusiasmo per me assolutamente invidiabili; eppoi a quel professore di storia (orignario di Avellino) che vedeva la storia in termini hegeliani, tesi, antitesi, sintesi (a, proposito, per voi nordici neoclassici: adesso ci troviamo in una fase di antitesi. Sabino, spiegaglielo tu) e ci invitava a vedere i "collegamenti"; quel professore di inglese (di Messina) che, con infinita pazienza e gentilezza, cercava di insegnare l'inglese a noi Zucconi leggendo il Time ed ascoltando Imagine di John Lennon. E quindi, non solo i miei geni sono teorrnici, ma anche molta della mia educazione...

Pertanto, la lezione da trarre è... meno male che c'era JM :-)

 

Confesso che io, quando ho sentito la notizia della promozione, non ho pensato male...chi era con me si, e io dopo un attimo di confusione ho pensato: ma io so chi può dirmi la verità su tutta la storia, e così ho pensato ad Axel.

Quindi, tu pensi male pensi che sia un modo per levarsi dai piedi chi, col suo lavoro, potrebbe gettare un ombra sugli altri uffici. Se così fosse, siamo al basso impero: i politici Odoacre depongono i giudici che fanno bene e quelli che fanno anche male.

Una domanda personale. MA tu puoi parlare pubblicamente su queste cose senza correre il rischio che qualcuno, un privato oggetto di indagini, o un tuo superiore usino questa tua attività per criticare il tuo operato?

 

Quindi, tu pensi male pensi che sia un modo per levarsi dai piedi chi, col suo lavoro, potrebbe gettare un ombra sugli altri uffici.

Non c'è dietro chissà quale disegno o complotto. Molto semplicemente. Tarfusser era noto al Ministro, tanto che, dopo il suo insediamento, lo convocò appositamente a Roma per conoscerlo e farsi illustrare il progetto. Si sapeva anche che il posto di Tarfusser scadeva a luglio e che, quindi, era alla ricerca di una nuova collocazione. Se gli avessero offerto un posto organizzativo al ministero, ci sarebbe andato. La squadra del Ministro era in preparazione. Invece, nessuno lo chiamò, tranne il Ministero degli esteri, che con la giustizia c'entra come i cavoli a merenda, offrendogli di candiarlo al posto di giudice all'Aja. Tutto ciò dimostra solo che il Ministro non ha alcun interesse al funzionamento della giustizia. Quanto ai magistrati che, a parole, lodano il lavoro di Tarfusser, ti faccio una banale considerazione. Verso il termine del progetto, Tarfusser organizzò un convegno, cui invitò i dirigenti di tutti gli uffici giudiziari italiani. C'era Frattini, all'epoca commissario per la giustizia dell'UE, componenti del CSM, uno del ministero, ecc. Indovina un po' quanti dirigenti vennero? La verità è che, all'interno della magistratura, Tarfusser ha dato molto fastidio, per evidentissimi motivi.

Una domanda personale. MA tu puoi parlare pubblicamente su queste cose senza correre il rischio che qualcuno, un privato oggetto di indagini, o un tuo superiore usino questa tua attività per criticare il tuo operato?

Il mio superiore mi può, ipoteticamente, bloccare la carriera, forse non diventerò procuratore capo di Bolzano. Ma sono un uomo libero, se non ho ambizioni di carriera, non mi devo vendere a nessuno e, la mattina mi posso guardare allo specchio. E' l'aspetto più bello del mio lavoro. Preferisco rimanere libero piuttosto che barattare la mia libertà per una poltrona.

 

Scusami, non volevo insinuare nulla era solo una curiosità personale...mi dispiace essermi spiegato male.

Nessuna scusa. Nessun problema. La tua non era mica un' insinuazione eduna legittima domanda, io avevo capito benissimo.

sono un uomo libero, se non ho ambizioni di carriera, non mi devo vendere a nessuno e, la mattina mi posso guardare allo specchio. E' l'aspetto più bello del mio lavoro. Preferisco rimanere libero piuttosto che barattare la mia libertà per una poltrona

E per noi "noisers", da ciò consegue la possibilità impagabile di avere un magnifico informatore nel cuore del sistema ......

Già, per me è davvero difficile raccapezzarmi in tutto il casino mediatico su questioni di giustizia, senza i tuoi interventi finirei a dar troppo retta a Travaglio.Grazie.

Peccato per Tarfusser, l' ennesima occasione sprecata.

Il nuovo lavoro di Tarfusser è temporaneo. Dura solo pochi anni. Gli fornirà l'occasione per sperimentare un sistema in cui i giudici fanno solo i giudici e sono invece i cancellieri, ed in particolare il cancelliere capo o "registrar" che si occupano dell'organizzazione degli uffici, e che fanno quindi i "dirigenti". Non so se questo sistema possa essere importato in Italia senza degenerazione. Mi illudo però che una persona come Tarfusser possa al suo ritorno in Italia far tesoro della sua esperienza al tribunale internazionale per migliorare il sistema italiano sul piano organizzativo.  

Grazie delle precisazioni Axel.Non ho apportato modifiche sostanziali all' articolo un po' per non appesantirlo ed un po' perchè credo che la sostanza non cambi molto.O meglio, cambiano i dettagli organizzativi ma resta il fatto che un' insieme di incompetenza, rigidità contrattuali e scarse motivazioni inceppa il funzionamento dei tribunali.

Sono convinto che non sia questa la principale fonte di inefficienza del sistema, ma anche questi dettagli organizzativi hanno la loro importanza.

Quanto ai fannulloni c'è poco da fare, l' unica soluzione sarebbe un ostacolarne la carriera o licenziarli, il che è alquanto difficile da fare senza minare l' indipendenza della magistratura.

P.S. il pezzo sulla stenotipia l' hai aggiunta dopo, se no almeno quella ce la facevo stare :)

P.S. il pezzo sulla stenotipia l' hai aggiunta dopo, se no almeno quella ce la facevo stare :)

Hai ragione, il fatto è che mi è venuto in mente dopo.

Tema affascinante. Da leggere il libro "Toghe rotte" di Tinti, non c'è solo Tarfusser (bravissimo) anche a Torino hanno fatto quasi lo stesso; ho letto che ad Ancona ci stanno provando. Ma volevo chiedere a Bisignani: nel processo civile, senza cancelliere, perchè il giudice fissa una raffica di udienze scaglionate a mezz'ora di distanza una dall'altra, per poi rinviare tutto di mesi o anni, con i testimoni riconvocati anche 3 o 4 volte? non potrebbe fare un'unica udienza di 3 ore su un unico caso e chiudere almeno la fase dibattimentale? c'è una norma che glielo impedisca?

nel processo civile, senza cancelliere, perchè il giudice fissa una raffica di udienze scaglionate a mezz'ora di distanza una dall'altra, per poi rinviare tutto di mesi o anni, con i testimoni riconvocati anche 3 o 4 volte? non potrebbe fare un'unica udienza di 3 ore su un unico caso e chiudere almeno la fase dibattimentale? c'è una norma che glielo impedisca?

Molto sempllice. Perchè non è capace di organizzare il suo lavoro e perchè se ne strafrega delle esigenze dell'utente. Tanto basta che faccia il leccapiedi di qualche capocorrente e fa carriera lo stesso, o forse proprio per quello. Per il resto, sul processo civile, francamente non ne so molto.

Mi scuso per il commento off topic, ma da totale incompetente mi è piaciuto questo articolo di Luigi Ferrarella sul Corsera, dove si commenta la decisione del giudice di concedere gli arresti domiciliari a un ragazzo accusato di stupro. Decisione, contro cui, come è noto, si è levata vibrante la solita ondata di italica indignazione su cui, manco a dirlo, soffiano politici di destra e di sinistra...

Che una volta tanto il Corriere abbia fatto informazione come si deve? E se così fosse, che dire di questi ministri? O c'è qualcosa che mi sfugge? Chiedo lumi all'esperto (che anticipatamente ringrazio)!!!

(Tempo fa, non ricordo chi commentando non ricordo quale articolo su nFA, si lamentava della deprimente alfabetizzazione economica degli italiani. Forse anche un po' di altre alfabetizzazioni non guasterebbero, no?)

Forse anche un po' di altre alfabetizzazioni non guasterebbero, no?

Certamente c'e' in Italia un profondo problema di analfabetismo in varie materie.  Questo analfabetismo tuttavia e' coltivato dai peggiori politici del mondo occidentale, che quando ci vanno di mezzo di persona si sgolano per i diritti e le garanzie degli imputati e contro la carcerazione preventiva, quando invece ci va di mezzo qualcun altro chiedono che venga carcerato preventivamente senza processo a tempo indeterminato.  Si aggiunge a questo disastro una giustizia troppo lenta e inefficiente che fornisce argomenti ai forcaioli, del genere "se non lo mettono dentro ora passano 5-10 anni prima che si arrivi alla Cassazione, e tra attenuanti e indulti vari si rischia che in galera non ci vada piu'". Credo sia difficile trovare un Paese messo peggio dell'Italia su tutta la materia della Giustizia.

Non solo quello che tu dici, Alberto.

Questo atteggiamento: garantisti con i forti e forcaioli con i deboli è smaccatamente razzista e classista, perchè è ovvio che di quelle garanzie avrebbero bisogno proprio coloro che sono in condizioni sociali non ottimali...ma non che io chieda di scagionare chi commette reati solo perchè spinto sempre dalla necessità! Piuttosto dico che potremmo davvero perseguire gli zingari che rubano davanti alla stazione centrale di Milano, se la stessa severità (che poi sarebbe solo applicazione della legge) l'applicassimo a tutti imdistintamente.

E invece no. Per esempio. Io mi chiedo, e lo chiedo agli elettori di AN che ci leggono. Avete tutta questa mistica law and order, X mas, croci celtiche, fiaccolate contro le periferie in mano a puttane e spacciatori....e poi, solo per compiacere il  vostro padrone politico brianzolo, fate passare leggi che dimezzano i tempi della prescrizione, tanto per dirne una! Come non capire, ma Fini in realtà l'ha capito benissimo, che tutte le misure sostitutive della pena e poi ancora le prescrizioni e tutto il resto rendono alle volte impossibile perseguire i reati.

Cioè, io mi chiedo se sia possibile tollerare che i processi sui fatti di Genova del 2001 si siano celebrati sapendo che tanto sarebbero andati in prescrizione? E lo stesso si dice accadrà per la vicenda del crac Parmalat?

E i progrom anti-zingari? Io capisco che sia vergognoso assistere a scene di stupro collettivo e tutte queste vicende di cronaca nera mi fanno vomitare, ma può un paese civile (l'Italia è un paese civile -Si  -No  : barrate la casella voi) rispondere andando a radere al suolo le baracche (abusive, certamente) dove si presume provengano coloro che hanno commesso il crimine. Ma cosa sono queste stronzate a ridosso del giorno della memoria? Se certe situazioni di sfascio igienico e urbanistico devono essere sanate, perchè non è possibile consentire a chiunque di andare a farsi l'insediamento zingaro dove vuole lui, sarebbe il caso però che si risolvessero con modi tipici di una società civile...non può essere che per dare un senso di giustizia ai cittadini si dia la stura a questo emotivismo senza costrutto! E tutto questo mentre nel contempo si cerca di assicurare ad alcuni settori della società italiana ampi scampoli di immunità.

Per questo ti chiedo, caro Alex: se hai tempo e voglia, facci un riassunto delle leggi (per esempio quelle sull'affidamento ai servizi sociali, sull'accorciamento dei tempi si prescrizione) che rendono lo sconto della pena in galera assai difficile e scrivici a fianco quali gruppi parlamentari hanno fatto passare le leggi e a quali reati odiosi essi si applicano...così vediamo chi è che vuole sicurezza, giustizia rapida e tutte le palle con cui ci prendono sempre per il culo.

Anche se l'impazzimento è totale: Salvatores e Saviano, regista e scrittore, entrambi bravissimi nel loro campo, firmano una petizione a favore di Cesare Battisti...questo la dice lunga su che idee ci siano fra gli intellettuali in merito a cosa sia la legge e come rispettarla.

PS: loro ci danno Ronaldo, Pato, Ronaldinho e Kakà...e noi gli mandiamo Battisti, e se lo vogliono pure tenere!!!

Una deviazione verso l'indulto (legge 241 del 2006, cosiddetta legge Mastella!).

A chi è realmente servito l'indulto? Le risposte ufficiali all'opinione pubblica riguardavano il problema del sovraffollamento delle carceri (risposta alquanto poco convincente in quanto pare che le patrie galere si siano riempite di nuovo!).

Altra domanda: perchè non si sono limitati gli effetti dell'indulto ai condannati in via definitiva, ma si è applicato a tutti i reati commessi entro il 2 maggio 2006 (e quindi alla grande maggioranza dei processi ancora in corso)? Della serie: gli imputati attualmente sotto processo per reati inferiori ai tre anni verranno condannati ad una pena simbolica...o sbaglio?

C'è un altro piccolo particolare poco noto: le pene pecuniarie. L'indulto si estende anche alle pene pecuniarie inferiori ai 10.000 €uro. Un caro amico avvocato mi ha fatto un esempio: la truffa non aggravata viene punita con 15 giorni di reclusione, riconducibili a 10 giorni con patteggiamento (con un tasso di conversione di 38 euro per ogni giorno di carcere, per pene detentive inferiori ai sei mesi!), per un totale di 380 €uro...condonati!!! Invece se mi prendo una multa per divieto di sosta sono (giustamente) fottuto!!!

Come mai non vogliono cambiare questa legge-immondizia?

Ho dei sospetti...mumble, mumble...

 

  

 

ragazzi, domani provo a rispondere a tutte le vostre domande. Prometto.

dovevo ancora rispondere a quest'ultima domanda. Chiedo scusa per il ritardo.

A chi è realmente servito l'indulto?

E' servito effettivamente a svuotare le carceri. Lo scandalo è dato dal fatto che si tratta di una soluzione solo se e nel momento in cui serve per ricominciare da capo previa adozione di misure normative e strutturali (nuove carceri) idonee a prevenire che il problema si ripresentasse. Di fatto, nulla è stato fatto e così, a distanza di neanche tre anni, ci troviamo nella medesima situazione di prima, con, in più, un devastante effetto psicologico sulla popolazione (e sui magistrati).

perchè non si sono limitati gli effetti dell'indulto ai condannati in via definitiva, ma si è applicato a tutti i reati commessi entro il 2 maggio 2006 (e quindi alla grande maggioranza dei processi ancora in corso)?

Non si poteva fare per un elementare principio di eguaglianza. Poni il caso di due persone che commettono il medesimo reato lo stesso giorno. Uno patteggia e la sentenza passa subito in giudicato, l'altro affronta il processo, magari ancora in corso al momento dell'approvazione dell'indulto. Uno beneficia della rduzione di pena e l'altro no. Generalmente all'indulto si accompagna anche un'amnistia e, quindi un colpo di spugna sui procedimenti pendenti. Visto l'enorme scandalo che il provvedimento ha suscitato nell'opinione pubblica i signori politici non hanno avuto il coraggio di adottarla. Così in molti tribunali (a BOlzano, abbiamo finito quasi tutto, per fortuna) si celebrano costosissimi e lunghissimi processi in cui gli imputati vengono condannati a pene interamente virtuali. Difatti, alla fine del dispositivo, il giudice dichiara la pena "interamente condonata".

C'è un altro piccolo particolare poco noto: le pene pecuniarie.

Proprio così. Verrebbe da dire: "Che c'azzeccano le pene pcuniarie con le carceri sovraffollate?"

Come mai non vogliono cambiare questa legge-immondizia?

Ormai il danno è fatto, indietro non si può più tornare. Certo si spera che serva da lezione per il futuro e che simili provvedimenti non vengano più approvati.

Verrebbe da dire: "Che c'azzeccano le pene pcuniarie con le carceri sovraffollate?"

Credo che il vero motivo sia parare il culo ai tanti politicanti impegolati in qualche reato, ma ci sono buone ragioni per evocare l' eguaglianza di trattamento di cui sopra.Magari sbaglio esempio, ma supponi che Tizio sia condannato a pagare una multa per truffa, e Caio a 6 mesi di galera per rapina: condonare solo il reato più grave non è il massimo dell' equità.

Per la verità un provvedimento del genere è iniquo per sua natura, da qualunque parte la tiri la coperta è troppo corta, personaalmente avrei preferito applicarlo tramite sconti di pena a chi ne aveva già scontata una congrua percentuale.Ma temo che agendo cosi' avrei finito per favorire i soggetti più pericolosi.

nella seconda puntata sulla telenovela della giustizia ho affrontato molte delle questioni da te sollevate.

L'affidamento in prova ai servizi sociali fu inventato negli anni '70, era la legge n. 354 del 26 luglio 1975, c.d. legge Gozzini. La ratio è conforme allo spirito dell'epoca e mirava al recupero sociale di chi aveva commesso reati, forse anche ad impedire che le carceri scoppiassero. Non lo so esattamente.

Il fatto è che se ne è abusato e che non si tiene conto degli effetti sull'opinione pubblica e sulle vittime dei reati che non vedono andare in carcere mai nessuno anche a fronte di reati gravi. Torno all'esempio del buon Madoff, avrebbe dovuto commettere quella truffa miliardaria in Italia e non in Amerika, dove, adesso è gli arresti domiciliari, ma, a processo concluso - e lì lo concluderanno - andrà in galera per il resto dei suoi giorni.

Aggiungo che in Italia abbiamo il problema delle insufficienti strutture carcerarie e, quindi, della mancanza di posto. Cosicchè bisognerebbe trovare il modo di distinguere tra reati che vanno puniti con una carcerazione effettiva e non virtuale, da quellil che devono trovare un altro canale punitivo al fine di non sovraffollare gli istituti penitenziari. Personalmente non ho mai trovato nessuna proposta particolarmente innovativa sul punto.

non per fare il saputello :-), ma lo scopo della legge gozzini era (oltre teleologico di tendere alla rieducazione del condannato) pratico e cioè di garantire la pax carceraria. Con quella legge si premiavano coloro che con il loro comportamento non creavano troppi problemi in carcere, e quindi era un incentivo a non utilizzare troppo il coltello nelle docce. Inoltre, permetteva a una categoria particolare di detenuti uno sconto di fatto e across the board, cioè a quei prigionieri che non erano avvezzi all'uso dei metodi di intimidazione tipici dei malavitosi....indovinate chi? (non sono i politici). Sotto questo profilo ha funzionato benissimo....

Confermo quanto scritto dal giornalista che, peraltro, é uno bene informato sul funzionamento del sistema. In qualsiasi paese civile la c.d. carcerazione preventiva e cioé la custodia cautelare in carcere in attesa della sentenza é una extrema ratio, per l´elementare principio della presunzione di innocenza. 

Anche in Italia, sulla carta (come al solito) é cosí. Per legge, la custodia cautelare in carcere puó essere applicata solo per certi reati particolarmente gravi (ad esempio non potrei ingabbiare uno come Madoff, quello della truffa miliardaria in Amerika, perché se solo di truffa si tratta, la pena in Italia é troppo bassa) e solo in presenza delle c.d. esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio, fuga, o reiterazione del reato). Inoltre, il giudice deve valutare prima se le dette esigenze non possono essere garantite anche con misure meno afflittive. E´ appena il caso di aggiungere che,  non piú tardi di 3 anni fa, i medesimi signori che adesso sbraitano (non la Lega, per essere precisi) hanno votato l´indulto perché le carceri erano troppo piene... Se prendiamo questo stupratore e ragioniamo seriamente, non gli si poteva applicare nessuna misura per il semplicissimo fatto che non ci sono le esigenze cautelari. Difatti non é scappato, ma, anzi, si é costituito, ha confessato e, quindi, non puó inquinare le prove, non si vede come dover motivare un pericolo di reiterazione, visto che si tratta di una persona incensurata e, quindi, quanto meno sulla carta, non violenta. Cosí, stando ai principi del nostro diritto penale, creato dal nostro amabile legislatore, peraltro, in aderenza a principi di civiltá, il vero abuso non é la tipologia di misura applicata, ma proprio il fatto che una misura cautelare sia stata applicata in assenza dei presupposti di legge. Insomma, il mondo alla rovescia. E pensare che BS si ostina a definirsi liberale (a Michele gli si torcerebbero le budella). 

Tenuto conto delle assurditá del sistema, l´ulteriore paradosso é costituito dal fatto che, in Italy, il cittadino, quasi sempre, finisce in galera solo prima della condanna, quando vige la presunzione di innocenza, mentre dopo di essa non sconta nessuna pena. Prendiamo il caso specifico, per questo reato, con una scelta del rito appropriata (ad es. rito abbreviato) ed il pagamento del risarcimento del danno, avrebbe buone probabilitá di cavarsela con una pena di 3 anni ed ottenere l´affidamento in prova ai servizi sociali.

Sul Blog del collega Lima c´é una presa di posizione della Camera Penale romana (avvocati) e di Stefano Racheli sostituto procuratore generale sul punto, peraltro, evidenziando, ancora una volta i doppiopesismi dei nostri vertici correntizi.

Alle altre domande rispondo domani, cosí non scrivo boiate come ho fatto ieri.

Prendiamo il caso specifico, per questo reato, con una scelta del rito appropriata (ad es. rito abbreviato) ed il pagamento del risarcimento del danno, avrebbe buone probabilitá di cavarsela con una pena di 3 anni ed ottenere l´affidamento in prova ai servizi sociali.

Sono perfettamente convinto che le leggi attuali permettano una simile conclusione della vicenda.

Sono altrettanto convinto che queste regole non vadano bene. Non si tratta di un sospettato di un crimine, che va ritenuto innocente fino a prova contraria, si tratta di un reo confesso, per il quale non si puo' invocare una presunzione di innocenza.

Se le regole permettono che uno stupratore reo confesso non si faccia neanche un giorno di galera, allora queste regole vanno cambiate, senza stare ad accusare i magistrati di avere fatto il loro mestiere, che e' quello di applicare le regole fatte dai politici.

Perche' i nostri eletti, invece di inveire contro i magistrati, non creano una legislazione che metta gli stupratori nella condizione di finire per un congruo periodo di anni in galera per davvero, tenuto conto di indulti, sconti e affidamenti in prova?

A volte mi chiedo se le conseguenze piu' gravi di queste assurdita' della legislazione non sia il favorire l'insorgere di un "antistato" a cui rivolgersi per ottenere la giustizia che lo "Stato ufficiale" non riesce ad applicare. Personalmente non lo farei, ma avrei difficolta' a condannare chi, vittima di un simile crimine, si rivolgesse ad una organizzazione in grado di rendergli quella giustizia che la legislazione gli ha negato. E questa mia possibile comprensione e' la cosa che mi spaventa di piu'.

 

 

Non si tratta di un sospettato di un crimine, che va ritenuto innocente fino a prova contraria, si tratta di un reo confesso, per il quale non si puo' invocare una presunzione di innocenza.

anche per il reo confesso vale il principio della presunzione di innocenza. Ci sono stati casi di rei confessi assolti. La questione non è quella di anticipare la pena. La custodia cautelare non ha questa funzione. Il problema è un altro, quello della tempestività del giudizio e dell'effettività della pena una volta condannati. Sta lì il vero nodo da sciogliere, ma anche lì la politica non ha nessuna idea valida e preferisce cavalcare la tigre demagogica, dando picconate alla credibilità di un sistema che essa stessa a cntribuito a creare.

Il dramma di tutto questo è proprio ciò che tu dici. Il sistema giudiziario ha la funzione di impedire che si ricada nella barbarie e ci si faccia giustizia da soli. E' facile capire per chinque non sia un politico demagogico e doppiopesista quali saranno le conseguenze se lo stato comatoso della giustizia in Italia viene protratto.

 

Noto brevemente che il pericolo di "reiterazione del reato" non viene trattato allo stesso modo nella fase pre-processuale e in quella successiva. Altrimenti, ad esempio, coloro che sono condannati per omicidio colposo (magari in stato di ebbrezza alcolica) al volante dell'auto, dovrebbero rimanere senza patente. In alternativa, la rinuncia alla patente dovrebbe essere una precondizione per poter avere uno sconto di pena. In aggiunta: nella fase pre-processuale il reato è solo presunto mentre dopo il processo è "accertato".

Mi sembra un po' pericoloso il concetto di reiterazione del reato applicato ai condannati: una volta scontata la pena (che puo' benissimo includere il divieto di guida o simili) dovrebebro godere degli stessi diritti degli incensurati.

Peraltro ho qualche dubbio sul concetto corrente di guida in stato di ebrezza: mi sta bene sanzionare chi guida dopo aver bevuto un paio di bicchieri, non omologarlo a chi si mette in strada ubriaco.

Per curiosità (visto che siamo offtopic) invito, coloro che non lo sapessero già, a confrontare le pene collegate a qualunque reato venga in mente con le federal sentencing guidelines statunitensi. Su www.sentencing.us trovate un facile calcolatore per calcolare qual è la pena per ogni tipologia di reato (con tanto di personalizzazioni per aggravanti e precedenti penali, danni etc.), con la forchetta minima e massima che il giudice può applicare e la sanzione pecuniaria connessa (i singoli stati hanno le proprie guidelines, ma quelle federali sono abbastanza rappresentative della media). Bisogna solo individuare a grandi linee la legge più utilizzata (frequent statutes) e clickare ok. Ad ogni ok si aggiorna in relazione alle varie aggravanti indicate. Ad esempio, per i crimini finanziari (white collar crime) si ricorrere a "mail fraud" o "wire fraud" (lì trovate poi le specifiche per la tipologia). Per i crimini sessuali (che non rientra tra i frequent statutes) scrivere invece nella sezione §, il numero 2241 e clickare ok e poi personalizzare. Le altre sono abbastanza intuitive.

 

 

Io intendevo semplicemente evidenziare la diversità di trattamento della reiterazione. A tale proposito una ulteriore incongruenza è la reiterazione nell'ambito dei cd "reati continuati". Oppure mi sto completamente confondendo ed è tutto perfettamente logico: poichè nell'ambito dei  reati continuati l'aggravio di pena prodotto dalla reiterazione è spesso piuttosto lieve è necessario evitare che il sospettato ne approfitti ricorrendo alla carcerazione cautelare. Evviva !

E'altrettanto logico e comprensibile il motivo per cui i legislatori (ovvero i parlamentari) hanno previsto delle leggi ad hoc per sé stessi: sono i primi a non fidarsi dell'impianto legislativo che hanno costruito.

PS Non mi sembra di avere messo sullo stesso piano "chi beve un paio di bicchieri" e chi "si mette in strada ubriaco".

Attenzione a non fare confusione. Per i reati colposi e le contravvenzioni (guida in stato di ebbrezza) la recidiva non può più essere contestata. Essa è prevista solo per i delitti dolosi.

La sospensione della patente è una sanzione puramente amministrativa e non penale.

I precedenti penali sono un importante elemento di vlautaizone per capire se si devono applicare delle misure cautelari, in quanto possono essere indicative della indole del soggetto.

Grazie Axel, chiarissimo come sempre.

Giachè mi trovo, ne approfitto per ringraziarti anche molto per la saga sullo "scontro tra procure"... senza il quale avrei rinunciato per sempre a (provare a!) capirci qualcosa.

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