La gogna mediatica in una società libera

15 marzo 2007 michele boldrin

Sembra finalmente esserci concordanza d'opinioni fra maggioranza ed opposizione su una questione di grande rilevanza per il futuro della nazione. Il ruolo sociale e politico delle vallette, dei loro mercimoni, dei loro protettori e dei loro clienti. Io dissento.

L'intero mondo politico, da Fini a Bertinotti passando per Prodi e Berlusconi, inveisce in coro contro la "gogna mediatica" a cui sono sottoposti e che, se capisco bene, consiste nell'articolo che Il Giornale aveva pubblicato durante la giornata di ieri e nel quale si ipotizzava un piano ricattatorio contro tal Silvio Sircana. Il signor Sircana sembra si guadagni il pane facendo il portavoce di Romano Prodi. L'articolo era basato su intercettazioni telefoniche che come al solito sono "trapelate". L'articolo specifico non lo trovo gia' piu', ma vi sono vari pezzi de Il Giornale che vi fanno riferimento (vedasi qui, qui e qui , per esempio).

Le veementi reazioni del sistema politico tutto le trovate, per esempio, qui, qui, qui e qui. L'indignazione scorre a fiotti e l'ottimo Mastella invoca un piu' rapido iter parlamentare per la legge sulle intercettazioni. La democrazia, ne evinco, e' in serio pericolo.

Vaghe descrizioni degli eventi coperti da queste inchieste si trovano un po' ovunque. Per i veramente non informati, ecco un link a caso da cui iniziare la sugosa ricerca. I fatti credo siano noti. Uno o piu' individui facevano i soldi alla grande con il seguente metodo a due stadi. Stadio uno, fornivano fanciulle in fiore, e desiderose di far fiorire vite appassite, alle elites italo-romane a cambio di lauti compensi sia a se stessi che alle signorine (le quali poi, se erano buone giardiniere, andavano alle feste ed in televisione, insomma facevano carriera e diventavano grandi attrazioni nazionali come le oramai parnasiane Marini e Parietti.) In parole povere, nel primo stadio costoro facevano i magnaccia. Nel secondo stadio collezionavano, con metodi alquanto astuti e financo subdoli, foto compromettenti degli omeni de panza suddetti, e qualche volta anche delle donne de panza, come la figlia maggiore del capo dell'opposizione. A costoro chiedevano gentilmente degli oboli a cinque cifre in cambio delle compromettenti foto in questione. In altre parole, facevano i ricattatori. Cosi' facendo i nostri magnaccia-ricattatori si arricchivano allegramente, mentre il circo mediatico-politico-calcistico della Roma che conta seguiva imperterrito nel suo spettacolo che tanta gioia produce al popolo italiano tutto. Tanto gli oboli, d'una maniera o l'altra, sono una partita di giro per favori futuri.

La natura "compromettente" delle foto oggetto di tanto nazional furore e' relativa, nel senso che (a leggere i giornali) non sembra che i soggetti compromessi stessero facendo nient'altro che sesso, o persino men che esso. Pero', siccome in Italia l'ipocrisia regna sovrana e sono tutti nemici di prostituzione ed attivita' affini anche se altro non fanno che prostituirsi da mane a sera o perlomeno sognarlo, compromettenti tali foto risultano. Una foto che mostrasse, chesso', il calciatore X che tocca le chiappe della valletta Y mentre in teoria e' autorizzato al solo palpeggio dei seni della soubrette Z, puo' provocare tali scompigli nel palinsesto di RAI e Canale 5 da far annullare un Porta a Porta e condurre, nello spazio di due settimane, ad una nuova crisi di governo perche' l'ex amante della soubrette K s'e' ritenuto offeso dalla mancata emissione in prima serata dell'istante in cui lui sbacciucchiava Z mentre usciva discinta dal mare di Fregene. Quello che all'estero e' noto come "effetto farfalla" e' stato ribattezzato "effetto lucciola" dai matematici della Normale.

Ora, siccome un magistrato che lavora a Potenza ma ha un nome da Hollywood - credo continuando un'altra sua inchiesta che coinvolgeva uno che ammazza la gente a fucilate e che in Italia chiamano, non per caso, "O Re" perche' a tempo perso fa pure il magnaccia - ha fatto venir fuori tutto il casotto, i nostri politici sono sconvolti. Meglio, non sono (almeno cosi' dicono) sconvolti perche' il magistrato si e' messo ad arrestare i magnaccia-ricattatori, ma perche' le identita' delle "vittime" dei medesimi vengono rese pubbliche. Perche' cosi' si getta il fango, si finisce nella barbarie mediatica, si viola la privacy, si rovina il paese proprio ora che la ripresa economica e' in arrivo ed il gettito fiscale trabocca.

Notate che il casotto mediatico dura da giorni, che le "rivelazioni" sulla stampa si susseguono a valanga, che i vizietti di questo e di quella oramai li conoscono anche i sassi. E sino a ieri l'arco parlamentare e' stato zitto e muto. Ma, purtroppo, negli ultimi due giorni i nomi del suddetto signor Sircana e del signor Maroni sono stati fatti, mentre la stampa si e' divertita a riferire che la figlia maggiore del capo ha dovuto chiedere al capo il favore d'acquistare dei santini notturni in cui, evidentemente, la si vedeva intenta a fioretti che non le avrebbero aperto le porte del Vaticano alla prossima udienza in velo di pizzo nero. Ed allora, solo allora, apriti cielo!

Posso dissentire? No? Ebbene, dissento lo stesso. Per due ragioni, anzi tre.

1. Anzitutto perche' la liberta' di stampa tale e', e copre per fortuna anche le troiate. Il 90% della stampa e della televisione si occupa di cretinate di questo tipo, morosi e morosetti, amanti e non, festicciole ed orgiette, puttane e puttani. Per ragioni che mi sfuggono, tutto questo al popolo piace assai e genera ondate d'ammirazione e rispetto nelle masse 'chè anch'esse vorrebbero passare le loro notti nelle suites di questo e quell'hotel romano o milanese, in mutande, bevendo champagne, sniffando coca e facendo allegre porcellate molto schick. Questo e' il sogno di tutti gli italiani, commercialisti compresi, siano essi di Sondrio o di Lugo. Nessuno ha ordinato ai signori politici di dedicarsi a suddette attivita', e mi dispiace assai che abbiano promesso ai loro elettori che loro mai e poi mai scenderanno a tal bassezze. Pero' se le storie ci sono, qualche giornale ha voglia e tempo di raccontarle ed i consumatori tale giornale comprano, che vengano: si chiama liberta' di stampa.

2. In secondo luogo perche', come sembra ovvio, starnazzano solo ora per coprire se stessi e la figlia del capo, ma per gli altri, quelli fuori dal giro del palazzo, non hanno starnazzato, anzi. Anzi, son certo che, se per puro e difficile caso, il meretricio risultasse essere vizietto d'una sola delle due parti politiche (non preoccupatevi: trattasi di evento impossibile) l'altra senz'altro ne approfitterebbe per levare alti peana morali. Purtroppo il fango ha schizzato entrambe le giacche, il che impedisce di trarne profitto nella consueta maniera. Ma non giustifica il ridicolo attacco a chi i comun vizietti ha svelato anche se, come risulta chiaro dagli articoli del Giornale, l'intenzione era appunto quella d'attaccare l'altra parte politica (evidentemente sperando che la nipote del padrone non ne venisse troppo affetta ... calcolo erroneo).

3. Infine, perche' in un paese dove sembra ogni giorno piu' platealmente chiaro che esiste un'elite nazionale trasversale ed interpartitica che trova nella televisione (di stato soprattutto) il proprio punto di riferimento e di coagulo intellettuale, la quale si dedica da un lato al predicozzo piu' moralista e protervo (tanto che di Dico neanche a parlarne) e dall'altro al mercimonio continuo di sesso, festini, e troiate varie, in un tale paese, ripeto, mi sembra perfettamente legittimo (anzi: salutare) che l'opinione pubblica sappia cio' che costoro fanno e come vivono. Staro' diventando, a causa della tarda eta' e nonostante i nostri appetiti sessuali siano chiaramente distinti, simile al Pasolini di 30+ anni fa, ma a me questo sistema di potere mediatico-sessuale che gira attorno a televisione, calcio e politica ed e' concentrato a Roma e Milano (con spostamenti stagionali nelle localita' vacanziere di moda) da sostanziale nausea. Se agli italiani piace, come sembra piacere, perche' ad essi allieta l'imbrunire della personale e collettiva vita, facciano pure. Ma visto che e' l'emblema e l'orgoglio della nazione, perche' celarlo?

18 commenti (espandi tutti)

Tranquillo, che il garante vigila. E proibisce.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200703articoli/1929...

A me viene da ridere, non so a voi... 

Posto che sono d'accordo con te sull'ipocrisia....fammi capire se ho capito: secondo il tuo ragionamento, il singolo (sia esso politico, vip o poverocristo) NON ha il diritto di proprietà su immagini che lo riguardano, right? Ergo, il Corona NON è perseguibile per ricatto, in quanto non di ricatto si tratterebbe, ma di libero mercato. Corretto?

C'e' un problema in tutto questo. "'O re" lo hanno prosciolto in istruttoria proprio oggi, nonostante la galera e lo sputtanamento. Non che mi stia simpatico e moralmente mi appare al livello dei macachi, ma se non ha commesso reati, se lui ha opinioni che non condivido sulle sue compagne di letto o se si diverte pagando per avere sesso, sono essenzialmente fatti suoi e non vedo perche' debbano essere rese pubblici suoi passatempi e le sue miserie.

Cosi' come trovo vergognoso che quando si e' fatto secco un portaborse di basso livello di AN che sembra si sia fatto un giro con una signorina molto generosa, poi prosciolto pure lui, nessuno si sia mosso, se non per fornire un impiego alla signorina, magari sperando di farci un giro.

Ora si parla di portaborse di sinistra. E scoppia il casino. Chi sapeva si e' improvvisamente scoperto garantista. E chi si e' comportato come le volte precedenti tutti si erano comportati, ora e' additato come un appestato.

E noi continuiamo a farci pigliare per i fondelli.

 

Alla luce sia dei commenti che degli interessanti editoriali di oggi, vorrei aggiungere alcuni chiarimenti, ed alcune riflessioni ulteriori.

Ovviamente mi rendo conto del rischio: tutta questa attenzione a questioni di sesso e paraggi puo' segnalare, da parte mia, solo nostalgia di Novella 2000 , il vero giornale su cui avrei voluto pubblicare (o almeno essere menzionato) e su cui non riusciro' invece mai ad arrivare ... un mio caro amico e collega, almeno, ha ¡Hola! come obiettivo della sua vita. Nonostante questo, corro il rischio.

Perche' correre tale rischio? Perche' sono convinto che uno dei grandi mali italiani che, come in questo caso, passa dal quotidiano piu' irrilevante attraverso tutte le sfere del sociale sino a raggiungere il potere politico e la sua composizione interna, sia una profonda, diffusa ed universalmente accettata ipocrisia su "vizi privati e pubbliche virtù". L'italiano medio vive in un sogno mediatico che esiste solo nei programmi di RAI e Mediaset e che consiste di questi ingredienti: (1) i "VIPS", ossia politici, personaggi dei varieta' televisivi, calciatori, alcuni imprenditori di moda, schiere di donne piu' o meno discinte e carine (l'olimpo "vips" in Italia e' al 95% maschile); (2) il loro mischiarsi e socializzare, soprattutto in TV, ma anche nei teatri, nelle feste e nei "ricevimenti" del Bel Paese; (3) il dubbio che in questo socializzare il mercimonio di tutto (e quindi non solo delle belle signorine, ma anche dei signorini, dei posti qua e la', degli affari e delle alleanze politiche) sia il collante che più scorre e che tutto tiene; (4) il fatto che il mercimonio si pratica, ma si nega, mentre si predicano ad alta voce gli alti principi morali, la famiglia eterosessuale, la professionalità anzitutto, la fedeltà coniugale, i sacri valori cattolici ed eterni.

Questo sogno mediatico (che visto da fuori è a metà fra un'indegna farsa ed un incubo) è uno dei fattori, a mio avviso, che mantengono una grande fetta degli italiani in una condizione di sudditi, non di cittadini. Perchè? Perchè invece di chiedere alle proprie elites un minimo di coerenza fra ciò che praticano in privato e ciò che predicano in pubblico (ed impongono legislativamente sugli altri, vedasi DICO) una grande fetta d'italiani vorrebbe sguazzare e sguazza nella medesima duplicità.  Ancor piu' importante: perchè invece di chiedere alle proprie elites politiche la decenza di soddisfare i loro piaceri privati a proprie spese e non attraverso le prebende che il potere politico mette a loro disposizione, una fetta di popolo d'Italia vive in uno stato insano di "voria ma no poso": anche io vorrei diventare potente padrone di un pezzetto di stato (mi basta anche un comune o persino un consiglio di quartiere) così posso usare il mio status di potere ed i suoi privilegi per "fare il fico". 

Anche per questo, se volete la mia opinione, fallì Tangentopoli, non solo per le cretinate della Lega, l'arrivo di Berlusconi e gli eccessi dei giudici: fallì perchè una fetta grande dei nostri connazionali prova invidia per tali comportamenti, non disprezzo. Ad un certo punto quelli che sostenevano i magistrati e chiedevano di andare in fondo nella rivoluzione "giudiziaria" si trovarono in minoranza: la maggioranza voleva i politici in TV, sorridenti con ballerine e spogliareliste, a mostrare che il potere puo' cio' che vuole e che il potere politico rende proprio sul terreno che all'italiota medio sembra piu' importante. Per cosa credete che Mastella vada a prendere torte in faccia al Bagaglino? Perche' poi sale sul palco e fa il "fico" con la soubrette di turno, che guarda caso lavora in TV, che guarda caso e' del "giro" ... ed il popolo di Ceppaloni (ed anche di Bassano del Grappa) capisce al volo, ed annuisce pensando "mica mona il Mastella". Il lettore medio di Novella 2000 e del Corriere (l'intersezione e' tutt'altro che vuota) che e' anche lo spettatore medio dei varieta' televisivi e dei vari programmi spazzatura, sa che i vips esibiscono pubbliche virtù ma son pieni di vizi privati pagati con i soldi dello stato e vorrebbe poter godere dei medisimi privilegi, per questo alla fine li invidia. A mio avviso nessuna domanda di cambiamento, anche minimo, potra' mai materializzarsi sino a quando tale farsa mediatica si mantenga intatta, e con essa il sogno perverso del suddito che vuole diventare re per abusare anch'esso del potere. O la gente capisce che puo' e deve esserci separazione fra mondo della politica e mondo dello spettacolo e dello sport in generale, che il potere pubblico non si puo' usare a continuo beneficio personale (fosse anche per una sola notte) e che i governanti sono tenuti a comportamenti privati coerenti con le loro dichiarazioni e posizioni pubbliche, oppure sempre sudditi saremo.

Credo il politico medio lo sappia, e credo che per questo (piu' che per la possibilita' di manipolare le informazioni sui grandi fatti via i telegiornali) tutti ed unanimemente vogliono mantenere la TV pubblica: perche' cosi' vanno a Porta a Porta ed alle decine di shows demenziali in cui c'e' sempre il politico e la fanciulla, il calciatore e la fanciulla, l'industriale (possibilmente vicino al cuore dello stato) e la fanciulla. Ditemi un po': queste accoppiate quand'e' che le vedete sui network USA? Non che manchino le troiate, ma le fanno senza ministri, senatori, o anche solo governatori degli stati. Immaginatevi il potere politico romano senza la RAI e senza Mediaset (che e' proprieta' privata del capo di 50% del mondo politico italiano ed e' quindi parte integrante del "gioco").

L'Addendum sta diventando lungo, ci metto il numero I e vado a cena.  

Mah, mica son sicuro che il piacere perverso della sudditanza, con morali separate per plebei e signori, sia una peculiarita' italiana: i vari "Hello", "People", l'"Hola!" da te citato, etc. sono un fenomeno universale. Hong Kong ha la sua fair share di stampa "ba-gua" (un'interessante espressione cinese che indica qualcosa tra "pettegolo" e "superstizioso-bigotto": non ti ricorda le misture di scandali e Padre Pio su "Stop!" degli anni '70?); e, dieci anni dopo che abbiamo smesso di essere una colonia inglese, ogni tanto in TV mi ritrovo trasmissioni di Sky e Channel 4 sulla famiglia reale britannica, la morte di Lady Di etc...

Semmai, la cosa che trovo veramente orripilante e' che ora, per via extra-legislativa ed extra-giudiziaria, viene creato nuovo statuto per limitare la diffusione di notizie vere, se queste dispiacciono all'interessato:

«Il provvedimento - spiega ancora l'Autorità - si è reso necessario
perchè pur nel quadro di vicende per le quali è configurabile un
interesse pubblico alla conoscenza anche dettagliata di fatti, 'sono
state diffuse alcune informazioni e notizie, anche non estratte da
trascrizioni di intercettazioni, che hanno oltrepassato i limiti del
diritto di cronaca e violato i diritti e la dignità delle persone
interessate, a prescindere dalla veridicità di quanto diffuso».

Insomma: anche se e' vero, non si puo' pubblicare: il che violerebbe il principio di Common Law secondo cui "truth is defense to libel", se l'Italia avesse mai riconosciuto la Common Law.

L'italiano medio vive in un sogno mediatico che esiste solo nei programmi di RAI e Mediaset e che consiste di questi ingredienti:

...

Questo sogno mediatico (che visto da fuori è a metà fra un'indegna farsa ed un incubo) è uno dei fattori, a mio avviso, che mantengono una grande fetta degli italiani in una condizione di sudditi, non di cittadini. Perchè? Perchè invece di chiedere alle proprie elites un minimo di coerenza fra ciò che praticano in privato e ciò che predicano in pubblico (ed impongono legislativamente sugli altri, vedasi DICO) una grande fetta d'italiani vorrebbe sguazzare e sguazza nella medesima duplicità. 

 

Buffo. Ricordo di aver letto le stesse medesime cose con riferimento agli USA, secondo un ragionamento del tipo: nessun americano voterà mai leggi "contro i ricchi", nella (vana?) speranza di entrare a far parte del club dei milionari ed essere finalmente libero da ogni tipo di condizionamento o di laccio. Mi pare fosse Michael Moore ma, essendomi svegliato da 20 min, non posso garantire...

Inutile dire che entrambi i ragionamenti mi sembrano campati per aria. Spero non sia solo ottimismo...

Nel caso americano, con piccole modificazioni, funziona abbastanza bene, direi!

Ora, e' anche vero che, essendo le due di notte, magari sono io ad avere troppo sonno per ricordare bene come stanno le cose!

 

Ma se il sentimento generalizzato degli italiani nei confronti dei "potenti" è l'invidia (cosa su cui concordo abbastanza) una stampa più "libera" e "aggressiva", che mostrasse l'incoerenza e l'ipocrisia di certi personaggi, non avrebbe altro effetto se non quello di aumentare l'invidia dell'italiano medio....insomma, i media non funzionerebbero come il watchdog che dovrebbero essere

Anche il New Labour si preoccupa per la privacy, da quando le donazioni  disinteressate ricevute da eventuali recipienti di peerages hanno attratto l'attenzione degli investigatori:  

http://www.economist.com/world/britain/displaystory.cfm?story_id=8831160

Vorrei sottolineare che il mio punto NON e' che mi stupisco della passione del popolino per la carne all'aria delle fanciulle in fiore. Piace anche a me. Mi stupisco della commistione fra potere politico e carne all'aria, e dell'utilizzo del primo per acquisire consumo privato della seconda, e viceversa. In nessun altro paese europeo (per non parlare degli USA) una tal commistione si realizza. Da quanto mi risulta, non si realizza ne' in Cina, ne' in Giappone, ne' in Australia. Non conosco nessun paese minimamente civile in cui politica, sesso, televisione ed avanspettacolo siano in tale connubio. Se qualcuno ha dei controesempi, ben vengano. I Re non contano, non li elegge nessuno e fanno parte, a pieno diritto, del circo mondiale dell'avanspettacolo.

Oggi, comunque, la notizia rilevante e' che l'ipocrisia nazionale e' ancor piu' profonda, e porta a conseguenze ancor piu' gravi, di quanto io avessi teorizzato l'altrieri. Siamo arrivati all'abolizione del diritto di cronaca in nome della difesa della "privacy" dei padroni della politica. Il problema qui non e' il buon gusto: la liberta' di parola e' sacra anche per chi il buon gusto non ce l'ha, ci mancherebbe! Altrimenti il 99% dei politici italiani dovrebbe essere zittito, vista l'ignoranza crassa che ne caratterizza gli sproloqui. Invece oggi nessuno ha fatto notare come il signor "Garante" (tal Francesco Pizzetti) sia l'opposto di un garante imparziale: ha obbedito ai padroni della politica, e l'editto emesso ieri e' una plateale violazione della liberta' di parola. Ma l'opinione pubblica italiana - dai giornalisti tutti ai semplici cittadini - invece d'insorgere scandalizzata a fronte di una violazione di liberta' fondamentali, fa spallucce e guarda altrove: come la leopardiana ginestra (quanto ho odiato l'apologia del suddito che quel ridicolo poema ci propinava) si piega ad aspettare che passi 'a nuttata, per poi tornare alle amenita' di sempre.

La cosa ha dell'incredibile, visto che, perdippiu', non si capisce che cosa possa significare un testo del genere

[...] vieta
«con effetto immediato» a «tutti gli organi di informazione di
diffondere notizie, in particolare quando:
1) si riferiscano a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico;
2) riguardino notizie, dettagli e circostanze eccedenti rispetto all'essenzialità dell'informazione;
3) attengano a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale».

Insensato, oltre che degno della peggior Inquisizione! Infatti, poche ore dopo hanno deciso che ora censurano anche il porno notturno sulle reti private ...

Tutto tace, non ho trovato un editoriale uno che, su un quotidiano italiano, protesti. Non un politico, non un "personaggio pubblico" che contraddica questa follia illibertaria. Ma si rendono conto? Immaginatevi un editto del genere negli USA, o anche solo in Francia! Peggio che peggio, qualche opinionista ha tirato la volata a questa follia da autocrati, a questo proclama fascista da re in mutande inviperito perche' il bambino (malignamente, certo, ma chi se ne frega?) ha detto che in mutande sta.

Segnalo, fra i molti esempi, l'ambiguo editoriale del vicedirettore del Corriere, tal Pierluigi Battista, che dice tutto ed il contrario di tutto, dicendo alla fine assolutamente niente. Critica la fangopoli, i giudici (suppongo, visti i riferimenti a Tangentopoli), i giornalisti che scrivono cattiverie ma non quelli che fanno cronaca (come si distinguono?) ed un generico "imbarbarimento" che non ci dice da dove venga, ne' se sia dovuto solo ai Corona di questo paese o anche a qualcun altro. E non dice nulla sull'editto del Garante. Soprattutto, si guarda bene d'attribuire alle elites politiche, alla TV di stato (o di partito, fa lo stesso), alla stampa accondiscente, alla commistione, appunto, di potere politico e chiappe al vento, una qualsiasi responsabilita' per questo mondo di ricatti, ipocrisie, meretricio.

Un editoriale che sembra quasi invocare l'editto inquisitoriale, ma al tempo stesso parla di liberta' di cronaca e della necessita' d'evitare il "discredito pubblico". Che manifesta un certo disgusto per l'intera cosa, ma non ne menziona le cause di fondo: sembra che tutto il problema sia causato dalla rapace gaffe di quelli del Giornale! L'autore si scandalizza, con il tono di quelli che sanno come ci si comporta e come si parla in maniera trasversale, senza fare i nomi ed i cognomi. Chi causa lo scandalo ed in che cosa consiste l'imbarbarimento? Nel riportare notizie (per volgari, disdicevoli e private che siano) o nelle notizie stesse? O nel meccanismo sociale, culturale e politico che "genera" i fatti che generano le notizie? Questo non e' dato capire, purtroppo. Rimane solo il tono moraleggiante del vicedirettore del quotidiano che, quotidianamente, fa del sesso casereccio, delle tettine, delle modelline, della pruderie, delle cretinate di Novella 2000 (stessa casa editrice, video a disposizione ogni giorno sul sito del Corriere), delle cronache del Grande Fratello, delle relazioni fra TV, calcio, politica e meretrico, lo specchietto per le allodole da attirare! Viva la coerenza.

Invece oggi nessuno ha fatto notare come il signor "Garante" (tal
Francesco Pizzetti) sia l'opposto di un garante imparziale: ha obbedito
ai padroni della politica, e l'editto emesso ieri e' una plateale
violazione della liberta' di parola. Ma l'opinione pubblica italiana -
dai giornalisti tutti ai semplici cittadini - invece d'insorgere
scandalizzata a fronte di una violazione di liberta' fondamentali, fa
spallucce e guarda altrove: come la leopardiana ginestra (quanto ho
odiato l'apologia del suddito che quel ridicolo poema ci propinava) si
piega ad aspettare che passi 'a nuttata, per poi tornare alle amenita'
di sempre.

Giuseppe Gioachino Belli, una talpa liberale infiltrata nella macchina censoria vaticana, scriveva nel di' del 21 gennaio 1832:

Li soprani der monno vecchio

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.

Come Rowley Flint fa sarcasticamente notare al commissario fascista in "Up at the Villa" di Maugham, "this New Italy looks a lot like the old one"...


Lesa maestà


Ciascuno può pensarla come crede sulla scelta di pubblicare o meno il nome della vittima di un progetto di estorsione. Ma una cosa non è (o non dovrebbe essere) consentita a nessuno: raccontare palle. L’ultima è che la legge sulle intercettazioni in discussione in Parlamento avrebbe impedito quanto è accaduto al povero Sircana. Non è vero niente, salvo che depenalizzino il reato di estorsione. Con o senza la nuova legge, è assolutamente inevitabile che, indagando su una gang di ricattatori, il pm che li vuole arrestare formuli al giudice una richiesta con gli indizi (intercettazioni, testimonianze, carte ecc.) a loro carico. E che il gip che li arresta indichi nell’ordinanza di cattura i motivi che l’hanno convinto ad ammanettarli. Per un eccesso di scrupolo, peraltro non dovuto, il gip Alberto Iannuzzi ha coperto di omissis il nome di Sircana. Che poi il bersaglio del paparazzo fosse lui, era il segreto di Pulcinella, destinato a cadere in pochi giorni. Ora, i solito tromboni del diritto un tanto al chilo invocano la legge sulle intercettazioni. Bruno Vespa, dopo aver sceneggiato con voci di attori una telefonata fra Corona e la moglie, si lancia con eccelsa coerenza nella solita filippica diffamatoria contro le Procure che passerebbero le carte segrete alla stampa (a proposito: perché i vertici della Rai non gli impongono di avvertire in anticipo i pm che intende diffamare, per consentire loro il diritto di replica?). Com’è noto, le intercettazioni di Vallettopoli sono contenute nell’ordinanza di custodia che, essendo nota ad arrestati e avvocati, non è segreta (il nome di Sircana nell’ordinanza non c’era, ma era noto agli indagati, cioè al paparazzo, a Corona e a tutta l’allegra brigata).
Che cosa prevede la legge Mastella? 1) Vietato pubblicare fino all’udienza preliminare gli atti d’indagine, anche quelli non più segreti, sia integrali sia per riassunto: non certo il loro contenuto, altrimenti non si potrebbe più dire neppure che hanno arrestato Provenzano e perché. 2) Vietato pubblicare sempre e in qualunque forma le intercettazioni telefoniche. Ora, l’altro giorno tutte le agenzie e i giornali hanno pubblicato le intercettazioni dell’ordinanza di Potenza. Compresa quella del paparazzo che pedina Sircana e ne informa Corona. Nessuno ha fatto il nome di Sircana, tranne il Giornale. Con la nuova legge, nessuno avrebbe più potuto pubblicare il testo della telefonata. Ma il contenuto, con o senza il nome di Sircana, avrebbero potuto raccontarla tutti: perché Corona & C. sono stati arrestati anche per quel fatto. E, anche se tutti, Giornale compreso, avessero taciuto il nome, questo sarebbe emerso tra qualche mese al processo, che è pubblico: che si fa, un’altra legge per vietare ai giornalisti di assistere ai processi e di raccontarli? Dunque la legge non impedisce né potrebbe impedire un altro caso Sircana. In compenso, prevede una catena impressionante di sanzioni intimidatorie ai cronisti: se insistono a pubblicare ciò che sanno, verranno perseguiti dai Tribunali, ma anche dal Garante della privacy (nominato dai partiti) che li condannerà per «illecito per finalità giornalistiche», li metterà alla gogna con sentenze pubblicate sui giornali a loro spese e chiederà all’Ordine di punirli disciplinarmente. Quanto ai cittadini, non saranno più compiutamente informati sugli scandali del Potere: con questa legge, nessuno saprebbe ancora cosa si dicevano il governatore Fazio, i furbetti e i loro compari di destra e di sinistra; né come funzionava Calciopoli; né cos’era diventato il Sismi del generale Pollari; né cosa combinavano Tavaroli & C. Visto che i processi non sono ancora iniziati, Fazio sarebbe ancora alla Banca d’Italia, Pollari al Sismi col contorno di Pompe e Betulle; i furbetti avrebbero sgraffignato le banche; Moggi & C. seguiterebbero a truccare campionati, alla Telecom non sarebbe cambiato nulla. «Oportet ut scandala non eveniant». Questa è l’oscena realtà. Cavalcando l’emozione per la tragedia capitata a un galantuomo come Sircana (strepitosi i lai di Bellachioma, editore del Giornale), una classe politica ricattabile sta cercando di reintrodurre il reato di lesa maestà: limitando le intercettazioni giudiziarie e tagliando le mani ai giornalisti. Così i ricatti proseguiranno, ma dureranno molto di più, perché nessuno potrà più saperne nulla. Avremo una magistratura dimezzata, una stampa imbavagliata e una politica ancor più inquinata - se possibile - di oggi. Bene, bravi, bis.
 
Marco Travaglio

 

l'Unità

 

16 marzo 2007

  

Grazie Pippi per segnalare l'articolo di Travaglio su L'Unita', il cui direttore, invece, appartiene al collettivo pennivendoli, assieme agli altri colleghi dei giornali rivoluzionari tipo Liberazione e Manifesto. Per completezza segnalo anche altri editoriali che hanno cercato di fare chiarezza e non essere servili (e ringrazio l'agente segreto che m'ha tirato le orecchie ... non posso legger tutto tutti i giorni, purtroppo: chiedo venia.)

Ho visto i seguenti:

Su Il Giornale, ieri ed oggi. Che lo facciano "pro bono loro" non toglie nulla ...

Su Il Foglio, che non ha vere pagine web con articoli e per i giorni precedenti occorre andare in archivio ... suvvia, Ferrara, se possiamo noi non potresti farti dare due lire in piu' dalla Veronica?

Su Libero, anche se in pura funzione anti-governativa. Che Berlusconi, Fini e compagnia inneggino alla censura e la richiedano da tempo, non deve invece essere dimenticato. E' la ragione per cui questa operazione di censura funzionera'!

La mia affermazione secondo cui "tutto tace" e' dunque erronea. Me ne
rallegro. Ero abbastanza esterefatto dal coro di pennivendoli che
inneggiava alla censura ed all'auto censura, oltre che al moralismo da
baraccone. Rimane il fatto che pochi protestano, la stragrande
maggioranza o tace o applaude, e quelli che protestano lo fanno solo
per interesse di parte. Meglio che niente, condivido (la liberta' per
tutti si regge in piedi e mantiene anche perche' ognuno ha qualche
interesse di parte da difendere) pero' abbastanza triste.

Segnalo anche - a conferma che i pennivendoli piu' pericolosi congregano probabilmente nei giornali "indipendenti", la cui definizione in Italia e': sto sempre con il potere - gli editoriali cerchiobottisti di tal Grosso su La Stampa e di tal Pombeni sul Messaggero che vanno allegramente assieme a quello di due giorni fa del vicedirettore del Corriere. Zucconi, il maestro di loro tutti ora che Scalfari e' in finta pensione, tace anche se potete scoprire nella rubrica delle lettere a cui risponde con chi sta. Severgnini, mi segnalano, buca completamente e fa pure lui l'ipocrita in nome del buon gusto e della privacy. Basti questa citazione per capire la confusione e l'ambiguita' del suo argomento

Non m'aspetto molto, in termini di comportamenti e di lungimiranza, da alcuni
dei malcapitati finiti in questa vicenda. Però difendo il loro diritto a fare
cose che non condivido: senza essere spaventati, spiati, minacciati, ricattati,
umiliati in pubblico. Mi chiedo: i nostri liberal-garantisti, a questo, non
pensano?

Che sia vera tanta confusione fra diritto alla privacy e liberta' d'espressione e cronaca, oppure "forzata" dal desiderio di mantenere la linea ipocrita e "filo-palazzo-che-censura" che il Corriere ha adottato? Mi sembra, Severgnini, uno troppo sveglio per fare tali semplici errori logici, specialmente uno che, come lui fa, si picca d'essere molto culturalmente anglo-sassone. Poiche' alcuni ci leggono che sono molto amici suoi, mi piacerebbe glielo chiedessero. Cosi', tanto per capire fino a dove giunge la rettitudine di una persona peraltro brillante e dove comincia il galleggiamento dovuto al tener (almeno metaforicamente) famiglia ... Sempre della serie "contorta ed intellettualoide, ma sempre ipocrisia dovuta al tener famiglia è" segnalo l'editoriale non firmato su Europa, quotidiano della Margherita, d'orientamento auto-definitosi liberale ...

Sui grandi quotidiani non ho trovato nient'altro, non un gridolino di perplessita' sulla censura. In compenso, oltre a continuare la prima nell'improbabile commemorazione fotografica del movimento del 1997, La Repubblica ed il Corriere si affannano a difendere Mastella, che apparentemente conosce personalmente i proprietari di "scuderie" femminili e poi si lancia anch'egli in affermazioni incoerenti:

Mastella parla di affermazioni "calunniose", che "non hanno nessun rilievo né
penale né etico". E domanda, indignato: "Chi mi ripagherà di questo danno?".

L'incoerenza di Mastella mi sorprende molto meno di quella di Severgnini, pero' chiedo lo stesso: se non vi e' nemmeno rilevanza etica, dov'e' la calunnia, signor Guardasigilli indultista? Anche io conosco tantissime persone, com'e' che i proprietari di scuderie popolate da giumente con due gambe non sono fra di esse?

Nel palazzo, intanto, i vari imprensentabili teorizzano complotti destabilizzanti contro la classe politica che si vorrebbe delegittimare a danno della democrazia, come ci informa, sempre allarmato, il Corriere. Quest'ultimo, intendendo mantenere la palma del giornale piu' ipocrita, offre anche svariati "lanci" sul sesso ed il meretricio di questo e di quella, pura Novella 2000.

L'idea del complotto, per concludere, la trovo davvero interessante, finira' per attecchire. Propongo un'ulteriore ipotesi: che Corona e le allegre fanciulle lavorassero per me, se non per nFA? Io, di fatto, questa classe politica la considero completamente deligittimata e mi farebbe tanto piacere se l'italiano medio se ne rendesse conto e "destabilizzasse" il baraccone d'impresentabili che la compone!

Ipotesi arrapante: Vallettopoli e' una nostra cospirazione ... che cosa si potrebbe ricavarne? E, visto che ci siamo:

... lo era anche la A.N. Smith, con la quale cospiravamo di destabilizzare le Bahamas [da Oggi, via Dagospia]

Un
altro politico locale, il ministro dell'immigrazione Shane Gibson, è
finito nei guai dopo che un giornale ha pubblicato una foto di lui a
letto assieme ad Anna Nicole (vestiti). La loro amicizia era nota, ma
lui ha dovuto dimettersi il 18 febbraio con l'accusa di aver accelerato
il «sì» alla domanda di residenza della pin-up, l'anno scorso.

Comunque, tanto di cappello a Sircana, che ha detto che non si dimette, ha criticato il garante e ha chiesto che le foto vengano pubblicate al piu' presto. A proposito: sara' che manco dall'Italia da 20 anni, ma non ho ben capito che cos'e' un "garante" e che cosa gli da' la capacita' di emanare ukase con sanzioni penali per i violatori. Leggo su Wikipedia che e' eletto dal Parlamento, e quindi appartiene al potere legislativo: ma emanare decreti gia' validi prima della ratifica del Parlamento non era una prerogativa dell'esecutivo? C'e' qualcuno che mi lo puo' illuminare?

Condivido, Sircana si è comportato con decenza in tutta la faccenda, al contrario del resto della banda bassotti. La domanda che poni sul "Garante" è interessante, anche io m'ero chiesto la stessa cosa e non so la risposta. Qualcuno la conosce?

Infine, sempre per documentare l'assoluta follia sia dei governanti che dei governati: guardatevi i risultati di questa inchiesta. Questo 28% in media che pensa che Sircana avrebbe dovuto dimettersi, secondo voi per quale ragione dá tale risposta? Notare che non può essere pura antipatia politica, questo spiegherebbe solo il 42% fra gli elettori di destra, mail il 16% di quelli che votano a sinistra ed il 32% fra gli incerti? Sono tutti dementi, dicono cose a caso, oppure si tratta di pura e semplice antipatia generalizzata per il politico, ossia il politico deve "sempre" dimettersi? Se fosse quest'ultima, devo dire, qualche ragione d'essere ottimisti ci sarebbe ... 

Una simpatica vicenda che rispecchia l`idea dei politici dei rapporti tra stampa e politica.

Ci sono polemiche sulla genericita' e indeterminatezza del provvedimento del garante che non individua una violazione specifica, ma fa riferimento a principi generali ed astratti.

I compiti del Garante sono attualmente specificati nell’art. 31 della legge 675/1996, dove vengono indicati, tra l’altro:

- denunciare i fatti configurabili come reati perseguibili d’ufficio, dei quali viene a conoscenza nell’esercizio o a causa delle sue funzioni

- vietare, in tutto o in parte, il trattamento dei dati o disporne il blocco quando, in considerazione della natura dei dati o, comunque, delle modalità del trattamento o degli effetti che esso può determinare, vi è il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o più interessati

- Inosservanza dei provvedimenti del Garante
Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi dell’articolo 22, comma 2, o degli articoli 29, commi 4 e 5, e 31, comma 1, lettera l), è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.

IL SOLE 24 ORE
18 marzo 2007
E IL GARANTE SI INVENTA LEGISLATORE PENALE
CATERINA MALAVENDA (avvocato)
a pag. 8

tinyurl.com/youa2l

Corriere della sera
18 marzo 2007
Dino Martirano intervista il professor Stefano Rodota', alla guida per 8 anni del Garante per la tutela dei dati personali

stralcio:

Scusi professore, ma se tra 6 mesi si verificasse una «Vallettopoli 3», a legge invariata, il Garante sarebbe costretto a intervenire con un nuovo provvedimento?

«Credo proprio di sì. Va ricordato che c’è stato già un provvedimento analogo per Vallettopoli 1. Questo succede perché i provvedimenti del Garante non hanno portata generale ma si riferiscono a situazioni precise».

Ogni volta la portata del provvedimento può essere diversa?
«In passato gli interventi del Garante sono stati più puntuali, specificando qual è il tipo di notizia che non deve essere pubblicata. Però c’è anche questo tipo di tecnica adoperata dal Garante...».

Quella che ha una portata molto ampia?
«Hanno deciso che dovesse avere queste caratteristiche. Ma io, ripeto, non voglio entrare nel merito del provvedimento».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/18/rodota_priv...

 

 

Vi pregherei di controllare l'espurgo di fogna dai piani di "viale mazzini". Tale Petroni e i soliti noti si impegnano a censurare M. Travaglio, il cui stile trovo comico personalmente.

Ha, a dispetto dei miei gusti, tutto il diritto di dire quel che vuole, Petruccioli, Petroni, Sacca', e Cappon hanno nessun diritto di inviare lo loro squadrette a derubare i cittadini.

 

 

 

 

 

Naturalmente, o come si poteva prevedere, il governo appena istallato ha dovuto pagare la propria prebenda alla organizzazione della Rai, ergo tale Paglia dovra' essere inamidato e elevato a direttore di qualche cosa che si occupa di derubare i cittadini. 

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