Il grafico della settimana, 21-06-17

20 giugno 2017 davide mancino

Populisti in salsa nostrana: i voti al movimento 5 stelle fra ricchi e poveri.

La settimana scorsa, alle giornate delle Fondazione i Cinquecento, si è discusso parecchio per cercare di capire da dove viene (e dove sta andando) il populismo.

Così, tanto per restare in tema, qui ci sono due numeretti su un fattore che, con tutta probabilità, almeno per studiare i populisti nostrani conta parecchio. Quale e' la correlazione fra il reddito medio degli abitanti di una provincia e la percentuale di voti per il movimento 5 stelle in quella provincia?

Sembra essere alquanto negativa: il M5S sembra raccogliere piu' voti nelle province meno abbienti.

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Come al solito, voglio sottolinearlo: un grafico è solo un grafico che solo è un grafico, e non uno studio o un paper. Cercate di prendere queste informazioni come un indizio o – ancora meglio – uno spunto per essere più rigorosi, non come verità di vangelo.

10 commenti (espandi tutti)

Come commentato sul profilo Facebook di Michele Boldrin, a me non sembra una novità che il M5S prenda piu voti nelle aree con istituzioni e mercati meno aperti. Nè particolarmente sorprendente.

Come noto (e ripeto anche qua che non sto cercando di fare propaganda pro M5S), io sono iscritto al M5S da 5 anni, nel meetup della mia città da 11 anni, esattamente perché la promessa, e ripeto promessa, fondamentale di Grillo & Casaleggio e del movimento è sempre stata quella di una maggiore apertura istituzionale. Far entrare i cittadini nelle istituzioni, forme di democrazia diretta per controllare le istituzioni, limiti stringenti all'occupazione delle istituzioni da parte di singoli, lotta senza quartiere alle caste estrattive. Saranno anche slogan, uno ci può credere o meno, si può o meno avere fiducia che il M5S sia o meno una scelta affidabile per ottenerli, saranno difficili da implementare, ma se poi chi soffre di più il problema della chiusura delle istituzioni e dei mercati vota M5S non credo possa essere sorprendente.

Al primo meetup a cui andai, nel 2006, ero l'unico senza un dottorato, o che non studiasse per ottenerne uno. Anzi, eravamo in due, l'altro era l'amico che era venuto con me. Ovviamente, con l'espansione del movimento si incontrano da anni persone di ogni livello di istruzione, ma a occhio e croce lo zoccolo duro del M5S è ancora oggi fatto da under 35 con livelli elevati di istruzione (magari pari o poco meno elevati di chi vota PD, ma certamente più elevati di chi vota Lega Nord, Forza Italia o Fratelli d'Italia).

Sarebbe interessante un grafico che prenda in considerazione anche il livello di istruzione, magari per classi di età.

te le cerchi

dragonfly 22/6/2017 - 18:04

ma a occhio e croce lo zoccolo duro del M5S è ancora oggi fatto da under 35 con livelli elevati di istruzione.

benetazzo, quando non è impegnato a scrivere le proposte economiche ufficiali del movimento 5 stelle , si diletta a scrutare il cielo e il complotto demo-giudo-plutocratico.

 

 

 

 

Aneddoticamente, con gli anni si sono avvicinate al movimento persone di tutte le estrazioni sociali e livelli di istruzione, come é giusto che sia e ci si sarebbe potuti aspettare tra l'altro, una delle proposte fondamentali del movimento é appunto incentivare la maggior partecipazione dei cittadini, tutti i cittadini, per ottenere una maggiore apertura istituzionale. L'idea, la promessa, é che, come ad esempio in Svizzera, una maggiore apertura istituzionale, una maggiore partecipazione dei cittadini alla politica, forzi sul medio periodo un miglioramento sociale, economico e politico.

Ci sta che ci sia chi non crede né a questa promessa, né alle sue stesse premesse. Io personalmente non credo che sul medio-lungo periodo l'elitismo dia risultati migliori che la retroazione democratica, ma accetto ci siano tante persone che la pensino diversamente. È certamente possibile, anche se personalmente lo trovo improbabile, che Grillo & Casaleggio siano a capo di una cricca estrattiva. Se dal caso, immagino che prima o poi lo scopriremo .La domanda che mi pongo a questo punto è: la situazione peggiora a livello nazionale se da Renzi e Berlusconi il potere e la capacitá di estrarre dal nostro portafoglio passa a Grillo e Casaleggio? 

Ho vissuto in Turchia negli anni del cambio della casta, da Kemalisti a AKP. A livello nazionale per alcuni anni fu una gran cosa positiva, perché ha allargato il perimetro delle istituzioni e l'apertura delle stesse a una marea di persone che prima ne erano escluse. Sono stato ad un passo da iscrivermi all'AKP prima delle elezioni del Novembre 2002. Tayyip Erdoğan é meglio di Mesut Yılmaz? Ogni giorno dell'anno. Ora idealmente sarebbe meglio liberarsi anche di Erdoğan, da qualche anno ormai, ma resta il punto che il cambio di casta non é detto sia peggiore del tenersi la casta pre-esistente. E anche se Grillo e Casaleggio riuscissero o concedessero soltanto una apertura istituzionale a livello locale, non sarebbe un miglioramento, rispetto alla situazione attuale? Il dubbio è se siano peggio degli attuali?

A mio avviso, ma credo di non essere solo, uno dei problemi del movimento é che ci sono minoranze vocianti che si organizzano e che cercano di indirizzarne la proposta (gli xenofobi, i no-euro, i signoraggisti, gli antivax, e via di questo passo), ed a mio personale avviso questo danneggia le prospettive elettorali del movimento, soprattutto perché rende difficile attrarre esponenti della societá civile, che giustamente non vogliono essere confusi con idee che magari trovano aborrenti: immagina un medico iscritto al M5S quando si trova in un meetup un gruppo di antivax esagitati!

Anche a me, una delle posizioni che mi sono piaciute meno recentemente è l'opposizione alla legge di riforma della cittadinanza, proposta che tra l'altro era stata presentata anche, con forme addirittura meno restrittive, da Sorial nel Luglio 2013 (e controfirmata da Di Battista, Di Maio, Fico, Toninelli, e tanti altri), e non mi sorprenderei se sia stato fatto per mero calcolo elettorale, dato che sembra che una maggioranza degli italiani sia irrazionalmente contrario a concedere la cittadinanza a questi bambini. Al contrario, una delle cose che mi é piaciuta di piú della recente tornata elettorale in Sicilia é stata il fatto che i meetup locali a Trapani e Erice sono riusciti a candidare due esponenti della societá civile.

In generale, ci sono delle azioni per cercare di mitigare questo problema (la proibizione di meetup nazionali o tematici, il divieto di uso del simbolo, ..), ma non é un problema di semplice risoluzione.

Bisogna accettare che il M5S é anche una sorta di esperimento politico e sociale, e che per raggiungere i propri obiettivi ha bisogno di ulteriori miglioramenti, tra cui appunto trovare la maniera di non farsi traviare da particolari gruppo di interesse. E non é che i vecchi partiti non abbiano questo problema, anzi, spesso sono vere e proprie congerie di tutela di interessi privatissimi.

Infine, non è che io, come qualsiasi altro iscritto o elettore del M5S, mi ci sia sposato finché morte non ci separi. Se altri offriranno di meglio, ascolteremo le loro idee e le loro promesse. Al Senato, alle ultime elezioni, ho dato il mio voto a Marcello Urbani, lista Fare per Fermare il Declino. Al momento, e parlo personalmente, non vedo alternative al M5S. Vedremo se arriveranno in futuro.

La relazione tra reddito provinciale e voto M5S e' interessante ed evocativa, ma e' una relazione molto debole. Se prendi per esempio le provincie vicine ad un reddito di 15k, la variazione dei voti 5S e' veramente ampia, si va dal 15% di Vibo V al 40% di Trapani.

Questo non suggerisce una "legge statistica" per cui un territorio economicamente debole "comanda" un voto 5S. 

Mi fa piacere che sulla bacheca di Michele Boldrin la discussione abbia preso la direzione che mi auguravo: cioè "dagli al grafico e rifacciamolo più preciso".

Per chi fosse curioso riporto qui i commenti di Adriano Agnello, che si occupa di analisi statistiche ed è sicuramente in grado di fare analisi più precise delle mie (non che ci voglia molto, dopo tutto):

Scusate se m'intrometto, ma questa correlazione sembra calcolata proprio male. Per uno che queste cose le fa di lavoro, a occhio e croce siamo a un sigma da zero.

Ma per stabilirlo seriamente bisognerebbe usare quello che gli statistici chiamano "modello generativo", esplorare la likelihood e dare sia il massimo a posteriori sia la deviazione standard inferita. Se c'è una tabella già compilata ve lo rifaccio volentieri, tanto il codice per farlo ce l'ho già. A voler spaccare il capello uno dovrebbe anche includere una stima di quanto i singoli dati sono robusti, e.g. la dispersione in GDP pro-capite e in percentuale di voti ai M5S all'interno di ogni provincia... E magari separare in due sample, i.e. europee e politiche.
Scusate ancora, ma davvero, per uno che di lavoro tratta dati rumorosi (e se ci trova correlazioni fa festa) questo genere di grafici fa un po' sanguinare gli occhi.

E, più avanti:

La correlazione, che c'è ed è robusta (3sigma per le politiche, 4sigma per le europee). Inizialmente devo essermi fatto ingannare dal fatto che i due dataset erano plottati l'uno sull'altro. Ma è *decisamente* meno marcata rispetto alla riga tratteggiata nel plot sul link. Allego un grafico, in cui le linee viola (resp. azzurre) sono fatte usando cinquanta valori dei parametri estratti dal "posterior"; ho usato un prior uniforme negli angoli, nelle intercette (pivot a a 23000EUR, che minimizza le correlazioni fra i parametri) e nello scatter intrinseco.


Ne ottengo


par. politiche europee
c0 26.5\pm0.5 22.2\pm0.5
m -2.8\pm1.0 -4.2\pm0.9
sig 4.9\pm0.4 4.3\pm0.3


Avendo adottato dati distribuiti uniformemente per il GDP pro capite e Gaussiani per la percentuale in voti, con scatter "sig" e media data da
c0+ m*(GDP/10000- 2.3), m=tan(t0) (t0 prior uniforme)
Sembra che ci sia un netto spostamento nella percentuale di voti ai M5S fra politiche ed europee, sempre entro lo scatter intrinseco (i.e. sono voti "recuperabili"), ma sistematicamente non-nullo.
Caveat: Ho usato un modello generativo piuttosto rozzo, che non tiene conto delle dispersioni all'interno di diverse province, e anche la likelihood regge solo perché le percentuali non sono vicine a 0% o 100% e hanno scatter non troppo grande. Nonostante il prior non-informativo, c'è comunque un accumulo a pendenze "skewed" rispetto al m.a.p (dato nella tabellina sopra), i.e. molti modelli vogliono pendenze meno marcate, per qualche motivo; sospetto che sia dato dalla distribuzione non esattamente uniforme dei GDP, o forse è il modello lineare ad essere insufficiente, o forse la likelihood è troppo rozza.
[Sì, "estratti dal posterior" fa sghignazzare anche me.]

Con il seguente grafico:

E se proprio avete tempo da perdere, raccomando anche la lettura dei commenti che suggeriscono un ruolo fondamentale della Sicilia, senza la quale la correlazione s'indebolisce parecchio.

Chiedendo venia ad Adriano e a tutti gli statistici, ho provato a rifare il diagramma di Davide distinguendo tra province con sbocco a mare e senza sbocco a mare. A livello intuitivo, potrebbe non esserci correlazione nelle comunitá marittime, almeno per quanto riguarda le elezioni del 2013. Si nota uno leggero spostamento, anche nell'orientamento della trendline, nelle europee, come se in qualche maniera le province marittime piú sviluppate abbiano leggermente cambiato idea nel frattempo. Per le province senza sbocco a mare, invece, pare ci sia una qualche correlazione in tutte e due le elezioni.

Come scrivevo tra i commenti nella discussione sul profilo di Michele Boldrin, ho vissuto in Turchia, dove la divergenza di comportamenti elettorali tra province marittime e non marittime é uno dei principali argomenti di analisi politica e sociale. Quando notai la presunta correlazione tra comunitá marittime e risultati del M5S la prima volta, una delle idee che mi venne é che Beppe Grillo viene da una cittá di mare, per noi nati nelle cittá portuali probabilmente viene piú immediato un processo di identificazione, e.g. forse lo vediamo come uno di noi. Ovviamente ci potrebbero essere tante altre spiegazioni alternative.

Se qualche volenteroso statistico volesse fare una analisi piú approfondita, i dati che ho utilizzato, ed il diagramma, sono in questo foglio di calcolo, ma probabilmente per rispondere in maniera certa alla domanda, bisognerebbe utilizzare i dati comunali, e magari aspettare un altro paio di elezioni.

Questione di Mare

vorrei che davide mancino linkasse verso pagine accessibili a tutti, non a discussioni private; ricorre spesso anche il FT in abbonamento. se lo scopo è di ridurre la partecipazione, invece va bene così.

Non sono un esperto di grafici (mi occupo di norme, non di numeri) ma il sentimento che ne traggo è che il M5S sia l'unico "partito" che abbia all'OdG il tema delle disuguaglianze, tema che il mercato non è stato in grado di risolvere (lo sarà mai?) e che la politica di "sistema" non ha in agenda. E forse una relazione tra disuguaglianza e reddito esiste ...

Cari amici, mi rallegra sapere che a quanto pare tutti avevano già capito tutto (se non altro vi risparmiate la fatica di lavorare sui numeri!). Però questo blog mi ha dato la cattiva abitudine di basare i discorsi sulle evidenze empiriche, e non sulla lettura dei fondi del caffè, quindi spero non me ne vorrete :-)

Forse invece sorprenderà qualcuno sapere che, se davvero fossero economiche le principali cause del voto ai 5 stelle, lo renderebbero un caso pressoché unico fra i partiti populisti degli ultimi anni. In molti altri eventi, da Trump a Brexit, si è trattato invece di elettori anziani e poco istruiti, ma non necessariamente poveri o senza lavoro (anzi!).

Per averlo visto dall'interno dal 2006 ad oggi, e dall'esterno dal 2005, quello che sarebbe diventato il M5S non è nato come un movimento populista. Potrebbe diventarlo, per alcuni lo è già, per altri lo è sempre stato, ma per quella che è la mia esperienza personale originariamente non lo era.

Per chi non da per scontato che il M5S sia o sia sempre stato un movimento populista, certe correlazioni non sono sorprendenti.

A proposito di correlazioni, potresti rifare quella giovani vs vecchi per le province con e senza mare? L'intuizione è che sulla base dell'esperienza turca le province senza mare siano più conservative, per cui un fenomeno come il M5S si distribuisce uniformemente sulla popolazione più lentamente, per cui certe correlazioni iniziali scompaiono piu lentamente.

P.S,: per dirla dal tuo punto di vista, i tratti che ti aspetti da un movimento populista dovrebbero diventare prevalenti prima nelle province con il mare.

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