La gran bonaccia

22 aprile 2013 palma

La grande sconfitta.

Riassunto: sul come la negligenza di fronte alla politica renda la muffa maligna.

Non sta a me giudicare il considerevole deficit di democrazia di cui le italiane e gli italiani sono vittime. Da due decenni vengono emesse fasulle domande di “grande” riforma, di riforma del sistema elettorale, di federalizzazione, e di varie altre fanfaluche che hanno nulla a che fare con gli interessi di una classe politica senile e in disperata ricerca di salvaguardare i propri destini, ben memore della traversate verso la Tunisia del leader del precedente patto di potere.

Mi appare piu' opportuno tuttavia notare come nessuna delle forze di opposizione, (ad esempio il fid, o Fpfid, o quel che volete sia il suo nome nelle sue varie conformazioni e instabili alchimie) abbia posto con una qualche decisione una questione istituzionale che, a me, appare affatto rilevante. Dopo il chiudersi della legislatura passata con una formazione di non governo, diretta da autonominatesi elites tecniche (i vari Barca, Grilli, Monti, Ornaghi, Terzi) con nessuna maggioranza parlamentare, siamo all'aprirsi della nuova legislatura in uno stato di colpo apoplettico del parlamento. Avendo il parlamento fatto nulla tranne che dar adito alla vanagloria di qualche scemo (i vari, saggi, esploratori, incarichi con riserva, incarichi senza riserva, etc.) il parlamento riusci' nell'impresa non facile di buttare sette settimane nel far nulla, guardar i prezzi della caffetteria, far fotografie alle tende, e cosi' via. Nella camera di rianimazioen si rivolsero in seguito a un novantenne e ad un ottantenne per inventare un altra instabile formazione, di economisti, saggi, poeti, giuristi e navigatori.

Domanda: qualcuno ha in testa che si sta modificando la costituzione materiale della repubblica, senza dir nulla, a vantaggio dello stato presente degli assetti di potere? Senza alcun dubbio le forze politiche della destra hanno vari “Giannino” in casa, persone con qualche cosa da nascondere che acquista lasciapassare appunto ad evitare l'esilio, la carcerazione, il ludibrio. In un caso pare vi siano pure interessi finanziari nel compensare le mogli che gli succhiano il midollo, le aziende, associazione sportive etc. che falliscono.

Esattamente perche' nessuno dice che cosa fare? I saggi da essi stessi cosi' autodescrittosi, essendo nominati dal presidente della repubblica han detto sul presidenzialismo. Non sto a imputare mala fede, mi preme che qualcuno si prenda il carico di esplicitare una riduzione considerevole di potere del parlamento e delle formazioni politiche che sono in parlamento o vi vogliono entrare.

Congresso di fId, qualcosa in merito o ci affidiamo al marxismo stile 1921, con l'ardita tesi che una volta l'economia e' nelle giuste mani, le 'sovrastrutture' seguiranno il corso tracciato dalle leggi della storia?

 

46 commenti (espandi tutti)

Caro prof. Palma,

temo che il congresso di FiD (o come si chiama) non riuscirà ad affrontare, tanto meno a risolvere, il tema delle istituzioni che, a ben vedere, è estraneo al Manifesto (almeno non è proposto in maniera esplicita ed urgente) e che - stando alle discussioni sul Forum -  in ogni caso sarebbe trattato in maniera superficiale e passionale.

Del resto, di solito le modificazioni della costituzione materiale non sono oggetto di programmi espliciti, semplicemente avvengono: gli osservatori attenti se ne accorgono dopo, gli altri mai.

Invero, se ne accorsero tutti. Non vi fu un incarico a nessuno nella bizzarra e confusa discesa del primo ministro Berlusconi. Vi furno decisioni di un ufficio, qualsiasi sia il suo status tecnico, che e' un ufficio quirinalizio. Se guarda l. art 87, http://www.governo.it/Governo/Costituzione/2_titolo2.html

non sta scritto in nessun luogo che il presidente scegli tal Ornaghi o tal Terzi a fare il ministro.  Il parlamento o affetto da idiozia senile o da sindrome dell' obtorto collo, decise di fare un beato pene a proposito della decisione terminale della prima amministrazione Napolitano. Ora son giunti alla seconda amministrazione Napolitano, e se va secondo i numeri, l'amministrazione Napolitano dura 14 anni. Il che mi sembra dubbio sia politicamente che giuridicamente. Immagino vi siano legulei pronti ad illustrarmi la pandetta che rende legittimo il procedimento. E' appunto questa la costituzione materiale. Per quanto riguardi le osservazioni (di Luciano Pontiroli che ringrazio) su fid ( o nome a scelta a seconda della preferita fazione) penso siano vere, vale a dire, come suggerivo fId e' in preda al marxismo immagianrio in cui le istituzioni sono un determinato da un determinate economico, o gioco-teoretico. Io ho seri dubbi sul tema, ma appunto, mi interessa capire cosa ne pensa il cervello collettivo di nFa.

il mansionario del capo dello stato e' esaustivamente descritto dai costituenti:

 

\beg quote

 

 

Art. 87.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.

Può inviare messaggi alle Camere.

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Può concedere grazia e commutare le pene.

Conferisce le onorificenze della Repubblica.






\end quote







Il resto son ciance inventate per celar i fatti, o misfatti eseguiti dalle delegazioni, pare, di governatori delle regioni e ras dei vari partiti in parlamento.

L'art. 92, comma secondo, dispone che

"Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri",

mentre l'art. 93 prevede che tutti costoro

"prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica".

 

P.S.: il "cervello collettivo di nfA" è un'immagine inquietante.

tutto vero

palma 22/4/2013 - 17:50

appunto, egli (il pDr) nomina, e quelli giurano etc. persino re giorgio, maresciallo d'italia, e imperatore d'india, ha sottolineato come fa tutto cio' in funzione di supplenza, cobntro tendenziale e ugualmente controvoglia, visto che nessuno si presenta. Rimane che il "dettato" costituzionale impone la fiducia.  E non prevede (ma vorrei lumi) che cosa succede in uno stato di assoluto stallo (la corte costituzionale dirime?) 

in questo caso, dato che la patta non è prevista, si sciolgono le Camere e si torna al voto. Fino ad oggi, lo scioglimento non era possibile, perché nell'ultimo semestre del mandato di Napolitano un secondo scioglimento era vietato dall'art. 88: adesso le Camere sanno di poter essere mandate a casa se non riescono ad esprimere una maggioranza a sostegno del governo.

Qui, effettivamente, si profila una modificazione della costituzione materiale: il PdR è nelle condizioni di imporre un governo ad un Parlamento frammentato, ancorché riottoso. 

PS - intanto, la Borsa festeggia e lo spread cala. L'economia segue la politica?

s'io fossi borsa

palma 22/4/2013 - 18:46

scommetterei e pesantemente sulla volonta' (dei senatori e deputati) di mantenere le loro ricche prebende, ergo chiameranno foss'anche Giavazzi a far un governo purchessia, il punto qqui e' evitare lo scioglimento, in quanto essi non verrebbero rieletti

sulla borsa

tizioc 22/4/2013 - 19:35

Mario Seminerio (Phastidio) ne parla diffusamente qui.  E' ragionevole supporre che la borsa stia scommettendo sul varo dei rimborsi PA (la cui concessione da parte della UE, assolutamente inaspettata, potrebbe essere il vero motivo dei risultati positivi delle ultime settimane, a dispetto della crisi politica) e forse di alcune riforme strutturali.  Se queste considerazioni sono corrette, allora suppongo che il fenomeno "Grillo" come lo conosciamo finirà per sgonfiarsi, almeno in parte, in tempi non troppo lunghi.  Forse Grillo a quel punto assumerà posizioni di policy più ragionevoli, in alternativa si apriranno opportunità interessanti per FID o un soggetto simile.

commentando la borsa, e con pari dignità. di certo ci sono solo i prezzi appena battuti.

E' ragionevole supporre che la borsa stia scommettendo sul varo dei rimborsi PA (la cui concessione da parte della UE, assolutamente inaspettata, potrebbe essere il vero motivo dei risultati positivi delle ultime settimane, a dispetto della crisi politica) e forse di alcune riforme strutturali.

questo però pare irragionevole, per il fatto che i pagamenti arretrati della pubblica amministrazione sono importanti per piccole e medie imprese, con spalle finanziarie molto gracili e non certo quotate. il nostro listino è invece quasi tutto di banche, piene di titoli di stato italiani, certi e valutati mark-to-market. se il loro prezzo sale, come pare avvenire,  il sollievo è immediato e tangibile senza che si debba aspettare una ripresa del ciclo economico indotta (forse!) da iniezioni di liquidità a debito eccecc.

che dopo l'esperienza di Monti il presidente sia in grado di imporre un governo al parlamento, piuttosto, come ha sostanzialmente detto nel suo discorso di oggi, sbrigatevi a riformare la legge elettorale che vi mando tutti a casa e dopo me ne vado anch'io (che ne avrei le scatole piene).
Bisognerebbe chiedere ad Andreotti (nella sua qualità di unico membro della Costituente ancora vivo) se, scirvendo la Costituzione avrebbero mai immaginato di trovarsi in una situazione del genere

- i messaggi alle camere: potrebbe essere un potere molto forte. Contrastato da chi sostiene (vedere i radicali su Cossiga) che facendo questo esprime delle opinioni, e invece non dovrebbe (e dove sta scritto?)

- può sciogliere le camere ogniqualvolta il parlamento pone la sfiducia ("motivata") a un governo. E' infatti sua discrezione decidere se la sfiducia è più o meno "motivata".

- può respingere qualunque legge mandandola alla corte costituzionale, che lui presiede e di cui nomina parecchi membri.

Ma tutto questo potere è stato usato poco e solo in favore del sistema dei partiti. A parte Cossiga "il picconatore" che, oltre ad "esternare" parecchio, fece passare il referendum sulla legge elettorale che fu infatti il vero fattore di passaggio alla "2a Repubblica". Ora infatti, con il Porcellum, siamo nella 3a (o nella 1a bis) , anche se pochi se ne sono accorti.

il PdR come tale non ha il potere d'inviare leggi alla Corte Costituzionale. Tale potere spetta alla magistratura, quando ritiene dubbia la conformità alla Costituzione di leggi che dovrebbe applicare, e ad ogni Regione contro leggi statali o regionali che, a suo avviso, invadono la sua competenza.

Il PdR non presiede la Corte Costituzionale, dei cui membri nomina un terzo.

In effetti, non può presiederla per il semplice fatto che la Corte è lo stesso organo che lo giudica nell'eventuale stato di accusa.

La qualcosa contrasta però anche con le modalità di composizione della Corte. Tra l'altro, il presidente presiede anche il CSM, che potrebbe avere ha una sua influenza (indiretta, e non scritta) anche nella nomina di un altro terzo dei membri restanti.

Per quanto riguarda la costituzionalità delle leggi, penso non ci sia bisogno che il Presidente le "invii" alla Corte. Basta che le rimandi alle camere con il dubbio di incostituzionalità (come è successo mi sembra per il lodo alfano) che la corte si mette in moto automaticamente. Infatti, la corte non ha autononia sulla scelta della propria attività, ma interviene sempre e solo su "controversia" inerente la costituzionalità. O mi sbaglio anche qui?

Questo, sempre per rimanere nel campo del "sein". Nel "sollen" mi scatenerei . . .

No, se rinvia alle camere le camere ridiscutono la legge ed eventualmente riapprovano anche senza modifiche, nel qual caso è obbligato ad accettarle. 

L'unico caso in cui il presidente può invocare la Corte Costituzionale è quando solleva un conflitto di attribuzione fra poteri dello stato, come nel recente caso delle intercettazioni

che denota piena informazione. Aggiungo solo che il conflitto di attribuzioni non implica, di per sé, la valutazione di legittimità costituzionale di nessuna legge.

Il caso reale che ha proposto, quello della legge sulle intercettazioni rimandata alle camere con dubbio di incostituzionalità che ha fatto scattare il giudizio negativo della corte, è paradigmatico.

L'unica legge che disciplina l'accesso al giudizio di costituzionalità è, per quel che ne so, è la nr. 1 del 1948. Che prevede due casi: quello "incidentale", ovvero richiesto da un giudice (anche della stessa corte - la quale ha interpretato la non necessità di un giudizio in corso), e quello "diretto", richiesto da Governo o da Regione per dubbio di competenza.

Da dove salta fuori il Presidente della Repubblica? Secondo me, dal caso incidentale, attruibuendogli la presidenza del CSM la qualifica di giudice. Che potrebbe perciò far valere su qualunque materia.

Oppure da novità giuridiche che ignoro, manifestando una volta di più la mia ignoranza ma avendo forse appreso qualche cosa.

è solo quel magistrato che svolge funzioni giudicanti. Il CSM no, con l'eccezione del giudizio disciplinare, svolto da una sua sezione e non dal plenum.

La Corte Costituzionale può sollevare d'ufficio questioni di legittimità costituzionale di una legge nel corso di un giudizio incidentale, sempre che siano rilevanti per il processo nel quale è stata disposta la rimessione ad essa degli atti.

Se ben ricordo, la questione delle intercettazioni è stata proposta con un conflitto di attribuzione tra il PdR e la Procura di Palermo; non vi era questione di costituzionalità della legge ma di indebita inteferenza della Procura nella sfera d'azione del PdR.

vero

Guido Cacciari 26/4/2013 - 09:28

Vero, anche il dubbio di incostituzionalità della legge sulle intercettazioni ha avuto origine da un giudice nel corso di un giudizio.

Quindi, non vi sono esempi di rilevamento di ufficio di dubbi di incostituzionalità, sollevati al di fuori di processi in corso?

Eppure, avevo letto che la Corte stessa aveva sentenziato la non necessità di un processo, ed anzi che l'iniziativa del giudizio di costituzionalità potesse essere presa d'ufficio da un giudice della corte costituzionale.

Guardate che il problema "dell'ingovernabilità", in questa repubblica, c'è dagli anni '50.

Da quando Maranini tuonava contro il "parlamentarismo" prima e contro la "partitocrazia" poi.

E' dal parto della costituzione stessa che i costituzionalisti notano l'anomalo parto e dipendenza del potere esecutivo da quello parlamentare.  E quest'ultimo, dalle segreterie dei partiti che decidono le liste bloccate. Comune solo alla monarchia albertina pre-fascista, alla repubblica di Weimar, alla IV repubblica francese. Tutte finite male.

La nostra sopravviverà, malamente, finché non troverà un Degaulle. O molto peggio . . .

Sembra che giovanni guzzetta si stia muovendo. Magari riesce a smuovere qualcosa.

Forse rimane un lume di vaga speranza. 

1. il pDr riesce nel suo ricatto (alla prima che mi fai ti saluto e te ne vai)

2. il parlamento riduce le sue dimensioni (eutanasia di un amore)

3. il paramento vota due dozzine di misure (eliminare rai, cnel, province, tre semi-insulse modifiche della carta costituzionale, e.g. eliminazione dei senatori a vita, senato "regionalizzato", chiusura delle sovvenzioni alla stampa)

4. su una legge elettorale vagamente ispirata dalle indicazioni della consulta il parlamento si scioglie, gN si concede il meritato riposo di chi ando' a 28 anni al parlamento e a 89 si trova a doverli bacchettare. e si vota

5. se cosi' fosse scompare il trio crimigrillolombardi della compagnia "polvere di stelle" e

forse, ma proprio forse, uno scontro alfano-barca e' quasi decente

 

ora la difficolta' e' forzare i gruppi parlamentari al necssario seppuku. l'ostacolo piu' arduo e' il gruppo delle cinque stelle che ha nessun interesse ad alcuno dei punti sovraindicati

... è insignificante per un governo che dovesse estendersi da pdl a pd. La domanda è: ma queste due entità insieme saranno in grado di collaborare veramente o, come è molto più pro:babile, alla prima misura "amara" torneranno a fare come con Monti ed accusarsi l'un l'altro?

Tale è l'importanza che ogni uomo si attribuisce, pronto a pensare che la stessa importanza gli venga attribuita dagli altri, che trascura di compiere almeno una volta questa facile e ovvia riflessione: i suoi affari hanno per gli altri la stessa importanza che gli affari degli altri hanno per lui; e quanto scarsa questa importanza sia ne è certamente a conoscenza.

 

Sempre per dirla con Swift :-)

Intendo dire: il punto 2 ed il punto 3 da dove spuntano ? Li vorremo noi, ma non passano per la testa di nessuno del PD, di nessuno del PDL e nemmeno nella testa di Napolitano. 

Hanno altri "affari" per la testa, infatti: nessuno ne ha mai parlato (tranne il M5S, che comunque è fuori dal "progetto").

Se ci va di lusso, ma proprio ad essere fortunati, faranno una nuova legge elettorale e, anche lì, speriamo sia migliore dell'attuale.

Quando Napolitano ci rifilò Monti si scrissero su NfA commenti ed articoli pieni di suggerimenti e discussioni su quello che il magnifico rettore avrebbe sicuramente fatto e su come avrebbe dovuto farlo.

Peccato che lui non ne avesse intenzione alcuna e che lo avessero messo lì per far tutt'altro.

 

il mio

palma 24/4/2013 - 15:36

unico suggerimento a letta e'

1. di non metter ministra marzano che 

1.1. non capisce un cazzo

1.2. meno ancora di filosofia

1.3. di politica poi non se ne apra discussione, visto che questa e' una che fu individuata da bersani, uno al cui confronto petruccioli (a cui bruciarono la federazione del pci) sembra Zdanov dopo la vittoria di leningrad....

 

 

 

 

per il resto attendiamo le misure che prende questo (se non chiude la rai, sai come la penso)

 

 

mi sembra evidente che causa stato comatoso dei partiti, il PdR stia esercitando una supplenza e quindi di fatto stia estendendo i suoi poteri cambiando la Costituzione materiale. Guzzetta col suo referendum invita a prenderne atto.

Il dibattito si è focalizzato sul suicidio del PD, ma anche gli altri non godono di ottima salute. il PDL non esiste senza Silvio. L'ennesima dimostrazione è che non è stato in grado di proporre un nome per la carica di PdR, approfittando del collasso PD, ed è dovuto ricorrere a Giorgio II. SC si regge perchè fuori dai riflettori. In relatà sono almeno tre anime differenti in rotta tra loro, unite solo dall'istinto di sopravvivenza. Per loro andare al voto ad oggi significa scomparire.Su M5S ha scritto abbondantemente e bene Marco Boninu. Ora il PdR de facto imporrà un governo al Parlamento,e questo è già sufficiente ad esplicitare lo sfascio.  Le giustificazioni per la nascita del Governo istituzionale sono le solite: riforma elettorale, riforme istituzionale, e i 4/5 interventi per far ripartire l'economia come se bastassero 5 leggi per uscire dalla recessione profonda in cui ci troviamo. Basandoci sull'esperienza del passato, non si vede perchè dovrebbero riuscire oggi dopo i numerosi fallimenti passati. Ogni decisione comporta un prezzo politico da pagare con Grillo pronto a raccoglierne i benefici. L'unico interesse comune che hanno,quindi, è tirare a campare, fino a quando a B. non converrà staccare la spina. E' questo quello che serve al Paese? non credo eppure è la soluzione più sponsorizzata da grande stampa e prime firme. Chissà perchè.

"E' questo [governo sostenuto da PD, SC e PDL] quello che serve al Paese? non credo eppure è la soluzione più sponsorizzata da grande stampa e prime firme. Chissà perchè."

Forse perché un'alternativa non c'è, tranne andare al voto a giugno, che Napolitano ha escluso come condizione per accettare la Presidenza.

Io almeno di alternative, non puramente immaginarie, al momento non ne vedo. Chi le vede le descriva.

Abbiamo bisogno di un governo saldo che goda della legittimazione data da una vittoria elettorale, oltre che dal voto parlamentare.  Che potere negoziale può mai avere un governo del genere in Europa? come è pensabile che  possa mai prendere una decisione su uno dei tanti temi fondamentali e quindi sensibili per l'opinione pubblica? E' pensabile che  possa mai tagliare la spesa pubblica per abbattere il carico fiscale sulle imprese?Ce li vedi PD e anche PDL, campioni della spesa, fare un'operazione del genere lasciando a Sel e Grillo il monopolio della protesta (non si toccano i diritti acquisiti, ecc.ecc.)?Ce li vedi votare insieme per liberalizzazioni o taglio degli approvvigionamenti per la sanità, ecc.ecc.?  io no. non me li vedo nemmeno mettersi d'accordo per una nuova legge elettorale. Non l'hanno mai fatto. Napolitano in teoria ha ragione, in pratica non credo.noi non siamo la Germania, e purtroppo l'unico modo di uscire dall' stallo è sciogliere le Camere e tornare a votare,pregando perchè stavolta il risultato delle urne sia chiaro. Solo dopo, in caso di ulteriore stallo, un governo di larghe intese diverrebbe l'unica possibilità. Purtroppo la situazione è brutta e ci sono pochi motivi per esser ottimisti.

l'unico modo di uscire dall' stallo è sciogliere le Camere e tornare a votare, pregando perchè stavolta il risultato delle urne sia chiaro. Solo dopo, in caso di ulteriore stallo, un governo di larghe intese diverrebbe l'unica possibilità.

Perché il risultato dovrebbe essere chiaro dopo quello che è già successo? Se dopo anni di questo sistema l'elettorato non è ancora vaccinato da scelte scellerate non mi sembra che un ulteriore giro di valzer possa migliorare le cose.

Che si cominci a lavorare con quello che sia ha. Speriamo che i giovani del PD, ora in DN, riescano ad accompagnare alla porta buona parte della classe dirigente che li ha portati in questa situazione. Poi un governo di "larghe intese" senza le solite facce ed i soliti nomi.

Questo a mio avviso è l'unico modo di cominciare a cambiare qualcosa. Voglio vedere se di fronte ai Renzi, Orfini, Civati... SB si ripresenta e soprattutto se così tanti lo votano sperando in un cambiamento.

Sarebbe anche l'unico modo di togliere acqua al mulino a 5 stelle.

IMHO

Con nuove elezioni SC si sarebbe presentata da sola? dubito, anzi dubito pure che si sarebbe proprio presentata. Almeno non nella forma attuale. il PD avrebbe ricandidato Bersani? ne dubito, ma dal PD ci si può aspettare di tutto. M5S avrebbe avuto vantaggi o svantaggi dalla sua politica di chiusura totale? Sono tutte variabili cambiate rispetto a febbraio. Sufficienti per dire che avremmo avuto un vincitore chiaro? no, ma sufficienti per provarci viste le fallimentari esperienze passate di grandi coalizioni.

Senza

palma 26/4/2013 - 11:45

eccesso di dubbio, la cosidetta casta mise in atto varie manovre per vincere.

Attendiamo le prossime 24-36 ore e si vede dal numero e dalla lista dei ministri.

Quel che appare chiaro e' che nessuno vuole eliminare le provincie e vendere la rai

Scusate l'interruzione, ma oggi è l'anniversario della nascita di uno dei due soli italiani che hanno presideuto la Mont Pelerin Society, un grandissimo della filosofia del diritto liberale nel mondo.

Ovviamente, in Italia nessuno se n'è ricordato.

sul sito dell'Istituto a lui dedicato c'è una commemorazione scritta da Carlo Lottieri che - cosa che forse non piacerà a tutti - ne ha pubblicato una sintesi sul Giornale.


image Difesa - Mario Mauro
Esteri - Emma Bonino
Giustizia - Anna Maria Cancellieri
Economia - Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello
Sviluppo - Flavio Zanonato
Infrastrutture - Maurizio Lupi
Poliche Agricole - Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute - Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini
Ambiente - Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Brai
Coesione territoriale - Carlo Trigilia
Politiche comunitarie - Anna Maria Bernini
Affari regionali, sport e turismo - Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili - Iosefa Idem
Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini
Integrazione - Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia
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nterni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa - Mario Mauro
Esteri - Emma Bonino
Giustizia - Anna Maria Cancellieri
Economia - Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello
Sviluppo - Flavio Zanonato
Infrastrutture - Maurizio Lupi
Poliche Agricole - Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute - Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini
Ambiente - Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Brai
Coesione territoriale - Carlo Trigilia
Politiche comunitarie - Anna Maria Bernini
Affari regionali, sport e turismo - Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili - Iosefa Idem
Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini
Integrazione - Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione- Giampiero D'Alia

Come al solito, pochi dei nominati hanno la più pallida idea di come funzioni il "loro" ministero.

Poco importa: a farlo funzionare ci penseranno i dirigenti ministeriali, come al solito. Esenti da ogni controllo e monitoraggio.

Quello a cui servono i ministri, in Italia, non è far funzionare un ministero. E' proporre disegni di legge.

Non a caso, il governo è partorito e sorvegliato dal parlamento. E non a caso, sorgono ogni volta nuovi "ministeri senza portafoglio", il cui nome rispecchia propositi di proposte legislative ritenute necessarie dal premier.

Daltronde, i ministri tipicamente non sono neanche dei giuristi.

Qual'è, allora, la miglior logica delle nomine, escludendo la competenza?

Ottimisticamente,  mettendomi dalla parte del "Premier" e tralasciando la necessità di attenersi al "manuale Cencelli", ricordo quanto disse Pannella a Radio Radicale alla nomina di Martino agli Esteri piuttosto che ai dicasteri economici:

"L'intelligenza della persona arricchirà il consiglio dei ministri qualunque sia il suo dicastero".

Non avendo io mai fatto parte di un consiglio dei ministri, non ho idea se questo sia vero. Ma immagino che le discussioni siano collegiali, e che le opinioni espresse in quella sede possano influenzare le scelte dell'"Esecutivo".

In materia di proposte legislative.

Che si sovrapporrano ai milioni già in vigore.

Purtroppo.

Ma solo a me

micheleL 28/4/2013 - 13:12

Non quadrano questi "nomi" dei ministeri (giusto per fare un esempio):

Beni culturali e Turismo

Coesione territoriale

Affari regionali, sport e turismo

Pari opportunità, sport, politiche giovanili

 

Ma servono proprio tutti (e così ben sovrapposti, almeno nel "manifesto")?

 

Sempre poi volendo far finta di niente riguardo all'immortale ministero "Poliche Agricole"

il

palma 28/4/2013 - 20:03

punto e' la permanenza dell'idea perversa che il premio alle forze politiche che votano la fiducia consiste in luoghi, prebende, aree di potere. per questo vi sono ministri che non hanno uan descrizione del loro lavoro (il mancare un "portafoglio") non si vede bene come mai servano specifici uffici che si occupano di problemi che non esistono, ma il punto e' che il ministero non e' un luogo di lavoro per una cosa, e' un luogo di premiazine alla forza che scmbia una forza parlamentare con un potere.

Non si puo'

palma 28/4/2013 - 20:04

vedere altrimenti la nozione, assai bizzarra, che esista un ministro dello sviluppo dell'economia che non sia il ministro dell'economia. Scherzando, che saccomanni sia un ministro dell'inviluppo economico e zanonato dello sviluppo? in nome della dialettica democratica, questo ed altro.

BERLUSCONI SAYS LETTA AGREED TO REFUND LAST YEAR'S IMU PAYMENT

Letta Agreed to Abolish IMU Tax, Berlusconi Tells Canale 5

dipende

massimo 28/4/2013 - 02:03

Berlusconi può benissimo averlo detto...

che un cretino qualsiasi (il sottoscritto) vide la spettrale forma del cadavere democristiano resuscitato dal populismo in salsa fininvest

perché la DC non era mai morta, i suoi leaders si erano dispersi in altre forze e le hanno conquistate dall'interno per poi ritrovarsi insieme.

Mi hai fatto tornare in mente le mie letture di gioventù, Lovecraft e il suo "distico inesplicabile":

"Non è morto ciò che in eterno può attendere, e con il passare di strani eoni anche la morte può morire"

La DC come Cthulhu e i suoi notabili come i Grandi Antichi ...il preoccupante è che mi sembra quasi plausibile.

 

Io non avevo letto Lovecraft, ma parrebbe che lo Spirito abbia parato ad entrambi ...

suvvia

palma 14/5/2013 - 16:10

vi e' un vero vittorioso postumo. craxi

1. e' socialista il segretario del primo partito

2. l'opposizione e' diretta da un cretino che opponeva craxi

3. la dc e' finalmente subalterna alle materie del nulla (i vari fassina e zanonato, bonino e dassu')

4. il secondo partito e' diretto da cicchitto e brunetta, il principale e' occupato nell'avanspettacolo, con la magistratura, la moglie, l'amante, la figlia etc.

5. il piano principale e' la grande riforma, storico cavallo di battaglia di formica, martelli, epifani, del turco.

quanto garibaldi, perse delle battaglie per vincere una guerra

la resistibile discesa nell'era della fine di una costituzione materiale: il processo di primo grado e la sentenza con Berlusconi posso esser viste, o sono viste con scetticismo dal punto di vista del penalista attento (a me lascia un po' sospettoso il chiedersi chi abbia onere della prova in processi penali, tuttavia non sono avvocato.)

Quel che mi lascia molto piu' perplesso e' come, forse ancora una volta, non vi sia una inziativa delle classi dominanti a far nulla. Come il governo dei vari Craxi venne catturato dalla magistratura, cosi' il partito di governo (Pdl) e' di nuovo catturato su un piano penale. Come sostenne un amico in una discussione, l'unica cosa che scuote questi sistemi di potere sono gli chocs di origine esogena (le guerre, la invasioni)

adesso e' posseduta la massa critica di dati e di casi clinici per il riconoscimento che la cosetta marea antipolitica fa nulla di quel che dice di fare. per prender un esempio di micropolitica, dopo anni i vari casalgrillo, le province sono li esattemente come nel 1948, con i prefetti, gli assessori, e tutti quanti. Tutti coloro che dissero l'opposto sanno dove guardare per gli esperimenti e i dati reali nel caso nuove formazionei emergano (questa di tal crosetto, quella di tabellini, meglio ancora le forze dirette dal nostro editorialista Boldrin, etc.) se aboliscono le province, e' un segno che le affermazioni indicate sono delle affermazioni politiche e non delle retoriche.

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