Incompetenti, per fortuna.

3 agosto 2011 ne'elam

Dove, nel parlare di una legge recente, si trova conferma dell'insipienza - rigorosamente bipartisan - dell'italico legislatore

Una recentissima legge, approvata con il generale consenso dei parlamentari, introduce limiti alla possibilità di praticare sconti sul prezzo dei libri. Qui il testo. Qui invece una stringata ed essenziale sintesi sull'insensatezza di una norma che va contro il senso comune e l'interesse dei lettori.

Il principale argomento utilizzato dai suoi proponenti è che riducendo la concorrenza di prezzo si proteggeranno le piccole librerie contro i colossi della distribuzione, tipo Amazon, che grazie a sconti sul prezzo di copertina del 30-40% hanno acquisito, in breve tempo, quote di mercato sempre maggiori.

Mi permetto di dubitarne.

All'articolo 2, comma 1, la legge afferma

Il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale è liberamente fissato dall’editore o dall’importatore ed è da questo apposto, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, su ciascun esemplare o su apposito allegato.

Quindi un importatore fa il prezzo che gli pare. Ma, se ho capito bene, Amazon già oggi è un importatore: compra i libri dagli editori italiani e li spedisce dall'estero in Italia, tant'è che tutta la logistica di Amazon si basa su piattaforme europee non localizzate in italia, e infatti i pacchetti con i miei libri ordinati presso Amazon.it, anche quando contengono libri italiani, arrivano dalla Germania o dalla Francia. Quindi potrà continuare a fare gli sconti che vuole, con buona pace del legislatore e per fortuna dei lettori.

D'altra parte, come ha osservato Alessandro De Nicola sul Sole

...Sarà sufficiente registrare un sito web di vendita libri in Austria o Slovenia per vendere con sconti colossali.

E Amazon cosa è? Per saperlo basta andare su questa pagina del loro sito che ci informa sul punto

Amazon EU SARL è una società a responsabilità limitata di diritto lussemburghese.
Numero di registro: B-101818
5 Rue Plaetis, L-2338 Lussemburgo
Partita IVA LU 20260743

Ma anche immaginando che questa ricostruzione sia errata, ovvero che Amazon non sia qualificabile come importatore, ci pensa la legge a mettere una pietra tombale sui meccanismi di dissuasione verso chi dall'estero volesse continuare a vendere con sconti sostanziosi.

La stessa legge, sempre articolo 2, commi 8 e 9 stabilisce

8. La vendita di libri, effettuata in difformità dalle disposizioni del presente articolo, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 22, comma 3, e 29, commi 2 e 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
9. Il comune vigila sul rispetto delle disposizioni del presente articolo e provvede all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni previste al comma 8; i relativi proventi sono attribuiti al comune nel quale le violazioni hanno avuto luogo.

Come vigileranno i comuni? Con l'aiuto della polizia postale che controllerà tutte le spedizioni di Amazon? Avranno il loro bel daffare a sbirciare dentro svariati milioni di pacchetti e pacchettini. Già, perchè Amazon non vende solo libri ma anche altro: giocattoli, frullatori, macchine fotografiche, dvd e mille altre cose ancora. Utilizzeranno gli impiegati del comune, magari chiedendo aiuto ai portinai per farsi dire cosa arriva nella nostra buca delle lettere? E poi cosa faranno? Passeranno la pratica all'ufficio legale per notificare in Lussemburgo?

Incompetenti, per nostra fortuna stavolta, sono solo degli incompetenti.

26 commenti (espandi tutti)

Sarebbe comunque interessante capire se le vendite di Amazon  danneggino davvero il piccolo libraio (che spesso ha un rapporto personale col cliente) o se piuttosto non siano sgradite alle grosse catene di distribuzione...

Comunque speriamo che non sia solo una scusa per ficcare il naso nei pacchetini postali.

Il piccolo libraio non è molto utile a mio parere. Il bene in questione non mi sembra abbia bisogno di una grande assistenza per essere scambiato.

Tra legislatore e magistratura non so chi ne capisca meno di internet.

Ma il nome ''legge amazamazon'' non l'ha ancora tirato fuori nessuno? Se no, lo rivendico con questo commento.

''legge amazamazon''

beh! ma Amazon dovrebbe essere importatore secondo l'idea che propone ne'elam. ma Amazon non credo proprio che faccia concorrenza alle piccole librerie. Ci sono fasce di clientela diversificate ed in ogni caso, la storia è sempre la stessa. In qualunqe settore merceologico, sta al piccolo-medio esercente attrezzarsi per reggere il mercato. In molti caso ci riescono egregiamente. Queta legge ridicola pretenderebbe di salvare sempre tutto e tutti come se anche i librai fossero impiegati statali.

come il mio solito troll sul blog di Civati...

 

aprirò un sito di vendita per corrispondenza di libri e li sconterò al 70%.
il primo funzionario pubblico che verrà a sindacare sulla mia libertà di vendere ciò che è mio al prezzo che pare a me si candiderà autorevolemente a  uscire dai miei uffici coi piedi davanti. io non sono il vostro schiavo!
comunismo fuori legge subito!

io leggo solo belpietro e sallusti

boh... dopo Utoya, doppio boh...

 

Un bel match

phileas 6/8/2011 - 18:35

Effettivamente il premio per il delirio tra chi abolisce per legge gli sconti e quel tizio di Utoya non è facile assegnarlo

Sarebbe pero' interessante conoscere il sito che offre quegli sconti per i prossimi acquisti post 1° Settembre :-)

Sembrerebbe una legge contro i supermercati, piuttosto che contro Amazon. Anzi, se funziona come descritto nel post, Amazon avrebbe ancora meno concorrenti capaci di praticare prezzi bassi.

A quanto ho capito, parlando con qualcuno del settore, la ratio sembra essere quella di penalizzare supermercati e grandi catene come Feltrinelli, Mondadori etc. Sembra essere nato tutto dal fatto che le grandi catene privilegiano dei canali distributivi che estromettono i piccoli editori (che hanno poca domanda e quindi per loro sono meno remunerativi), che vengono invece serviti maggiormente da librerie piccole o dedicate ai piccoli editori. Le piccole librerie spariscono sotto la concorrenza dei colossi, concorrenza che il legislatore ipotizza fatta di grandi sconti. Il fallimento delle piccole librerie potrebbe anche non essere un problema, ma in questo modo viene meno chi distribuisce i piccoli editori. Il fatto non e' che piccoli editori falliscano, non sarebbe un problema perche' ne e' pieno il mondo, ma che i nuovi scrittori, a meno del caso di talenti fulminanti, pubblicano proprio con questi editori piu' piccoli. In questo modo le politiche delle grandi distribuzioni creano di fatto una barriera all'entrata per gli scrittori emergenti. Se non sbaglio, pero', tempo fa Della Vedova aveva proposto una legge del genere che infatti aveva scatenato molte polemiche. Forse dovrebbero agire cercando di creare incentivi, per le grandi distribuzioni, a distribuire i piccoli editori, e non annullando la possibilita' di grandi sconti. 

Io questa spiegazione (che e' anche la giustificazione per il monopolio dei giornalai sulla vendita dei quotidiani) non l'ho mai capita. Il grande distributore ha piu' spazio e con piu' spazio puo' esporre piu' libri. Perche' dovrebbe esporre solo i libri della grande distribuzione? Al limite infatti c'e' Amazon con spazio praticamente infinito che vende tutti i libri in circolazione. 

Io temo che sia qualcos'altro, ma non ne posso essere sicuro: supermercati e grandi librerie sono ammanicati con i grandi editori e distributori che hanno interesse monopolistico a ridurre l'offerta libraria per mantenere prezzi piu' altri. Se cosi' fosse, la soluzione sarebbe favorire la concorrenza nella distribuzione, piuttosto che regolare i prezzi. 

E' molto semplice: i grandi distributori hanno paura che amazon faccia all'industria dell'editoria quello che iTunes sta facendo all'industria della musica su CD, ovvero il culo a strisce. Ma come analizza giustamente l'articolo la legge lascia all'incirca tutto com'è, cambia un pochettino la forma.

Ormai un'era di modo di commercerciare è finita, ne inizia un'altra. Il negozietto di quartiere ha lasciato spazio al supermercato, ora il supermercato (in certi settori) deve lasciare spazio al e-commerce e ai formati digitali.

Se questa legge ha intenti protezionistici allora è come un'ombrello contro uno tsunami.

Io questa spiegazione (che e' anche la giustificazione per il monopolio dei giornalai sulla vendita dei quotidiani) non l'ho mai capita. Il grande distributore ha piu' spazio e con piu' spazio puo' esporre piu' libri. Perche' dovrebbe esporre solo i libri della grande distribuzione? Al limite infatti c'e' Amazon con spazio praticamente infinito che vende tutti i libri in circolazione.

infatti! nessuno che si ricordi più delle code grasse? era di moda citare Wired, fino a poco tempo fa e adesso non trovo neanche uno straccio di link...confido nell'aiuto della conoscenza collettiva.

mi sono aiutato da me, era la coda lunga.

Infatti, e' quello che non mi spiego nemmeno io poiche' la domanda per questi prodotti c'e' ed e' rilevante. Soprattutto sommato al fatto che' se vado in Feltrinelli e voglio un libro distribuito da un piccolo distributore, se supero la resistenza iniziale, il libro me lo procurano. Inoltre molte grandi librerie si stanno cominciando ad attrezzare con spazi dedicati a piccoli editori. c'e' qualcosa che mi sfugge.

Io la vedo così:

I grandi venditori attualmente sul mercato (Feltrinelli, Mondadori, Mel ecc...) hanno già tutto sommato posizioni solide e stabili.

Stessa cosa dicasi per le piccole librerie, il target di clientela secondo me non è sovrapponibile.

In questo scenario una nuova grande catena che si affacciasse sul mercato, grazie alla legge, si ritroverebbe l'arma dei prezzi spuntata.

Insomma la legge serve per evitare che la Coop venda ancora i libri a 2 euro al chilo!

O che compaia una nuova catena X a "disturbare" il mercato.

Tutto questo Amazon permettendo, anche se credo che la barriera tecnologica permetterà ai venditori tradizionali di campare ancora a lungo, che si sa su internet ci sono "li hacher che ti fregano i soldi dalla carta di credito, e se non ce l'hai te la fanno e te li fregano..."

 

Io temo che sia qualcos'altro, ma non ne posso essere sicuro: supermercati e grandi librerie sono ammanicati con i grandi editori e distributori che hanno interesse monopolistico a ridurre l'offerta libraria per mantenere prezzi piu' altri. Se cosi' fosse, la soluzione sarebbe favorire la concorrenzanella distribuzione, piuttosto che regolare i prezzi. 

a me sembra che nella testa di chi l'ha proposta e pensata, il bersaglio della legge non sia effettivamente amazon, ma la grande distribuzione e i grandi punti vendita: in realtà la legge è stata voluta fortemente proprio dai piccoli editori, http://leggesulprezzodellibro.wordpress.com , presumo nel loro intento per proteggersi dalla grande distribuzione.

ciò di cui si lamentano i piccoli editori è il fatto che, nonostante il mercato editoriale appaia concorrenziale sia a monte (produzione) che a valle (vendita), in realtà esista una situazione di sostanziale oligopolio nel settore della distribuzione (non nel senso di punti vendita: i distributori sono l'anello di congiunzione tra gli editori e i punti vendita: ogni distributore tratta una serie di editori, e li propone alle librerie attraverso una rete di rappresentanti).

mentre esistono una miriade di case editrici, i distributori sono in effetti pochi (gruppo editoriale mondadori ha la propria rete di distribuzione, rcs lo stesso, poi messaggerie, gruppo giunti, pdt/feltrinelli e poco altro). i piccoli editori si lamentano di 2 cose:

1) una grossa fetta del prezzo di copertina va ai distributori, causa poca concorrenza nel settore distribuzione

2) i grandi distributori di un gruppo che possiede anche una rete retail (feltrinelli e mondadori in  primis) praticano condizioni di favore (a loro parere anti-concorrenziali) alle case editrici del proprio gruppo.*

discorso a parte (imho) per i piccoli librai: in questa dinamica i piccoli librai c'entrano poco, in quanto chiunque sia il distributore per loro il problema sta nelle economie di scala sfavorevoli rispetto ai grossi punti vendita, indipendentemente dalla struttura (concorrenziale o meno) del mercato a monte. almeno i piccoli editori lamentano una mancanza di concorrenza in qualche punto del mercato che giustifichi l'intervento: i piccoli librai invece vengono protetti per se, come i panda.

ciò che non so/non capisco:

a) se amazon si rifornisce direttamente dagli editori, aggirando i gruppi di distribuzione. in questo caso, teoricamente un piccolo editore dovrebbe gioire dell'aumento di concorrenza nel settore distributivo, e non cercare di tarpare le ali ad amazon.

b) non capisco in che senso chi si lamenta per un mercato poco concorrenziale, invece di chiedere più concorrenza richieda invece protezione e ulteriori restrizioni all'offerta. capisco che in italia sia lo sport nazionale, ma fa incazzare lo stesso.

 

*nb. le condizioni di favore sono relative ai prezzi, non alle quantità: non è vero che i piccoli librai sono i canali migliori per accedere alle case editrici di nicchia. a meno che non si tratti di librerie settoriali, c'è una probabilità infinitamente maggiore di trovare un titolo di nicchia in un punto vendita grande (mondadori, feltrinelli, fnac..) che da un piccolo libraio..

 

Quanto spieghi è sicuramente interessante e torna con quanto mi ha raccontato un amico che ha appena aperto una piccola casa editrice.

L'unica differenza tra i piccoli editori e la strada scelta da questo mio amico è che lui si è ingegnato per buttare alle ortiche i distributori facendo alleanze con vari negozi per vendere/offrire i propri libri e vendendo i libri via internet direttamente.

Spero che non me ne vogliano gli amministratori se faccio un mini spot pubblicando il link:

http://www.premioalga.it/descrizione/idea

come dice giovanni nel suo commento, la legge era nata dai piccoli editori contro la grande distribuzione. I tempi italici sono tali che, quando l'iter e' partito, Amazon era ancora una minaccia lontana per i librai nostrani.Paradossalmente le maggiori proteste venivano dai proprietari di librerie nei centri commerciali che subivano la concorrenza del supermercato dello stesso centro.

Messa così sembrano dei dazi doganali al contrario: le imprese "italiane" dovranno sottostare alla legge, gli importatori (o i negozi con sede all'estero) no.

Più che una legge ammazza Amazon sembra una legge ammazza IBS (che come sito italiano credo non abbia scappatoie, salvo per i libri in lingua, e infatti ha mandato una mail pubblicitaria ai clienti dicendo "sbrigatevi che gli sconti non li potremo più fare").

Si, sembra essere un incentivo a delocalizzare...

Amazon ha comunicato ufficialmente che dal primo settembre in ottemperanza a questa legge non fara` piu` sconti su libri italiani.

Essendo incompetente in questioni legali, non capisco pero` per quale motivo un'azienda del Lussemburgo debba ottemperare ad un obbligo del genere.

un'altra prova di incompetenza: il presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche ha spiegato a Levi che le sue proposte danneggiano le biblioteche, che non possono ottenere più sconti sostanziosi. Le risposte di Levi dimostravano che lui non sapeva assolutamente come funziona il sistema degli acquisti pubblici secondo le nuove normative (quelle che hanno moltiplicato sigle come CIG e DURC e che trattano una fattura di 100 euro di libri come un lotto di autostrada) e che quindi le sue raccomandazioni erano assolutamente inapplicabili.

Una bibliotecaria comunale ha commentato sarcasticamente: "Dai! prima compriamo i libri in libreria con lo sconto fuori dai termini di legge, poi gli mandiamo i vigili e ci facciamo girare l'importo della multa!"

Il principale estensore della norma, il senatore Levi, ha chiarito con una risposta all' IBL, come l'incompetenza sia frutto dell'ignoranza delle più elementari nozioni di economia. Scrive infatti

Fissando un tetto agli sconti, la legge pone fine alla permanente guerra sui prezzi il cui risultato, ancorché di non facile misurazione, non può che essere quello di una spinta al rialzo degli stessi prezzi, dato che, com’è evidente, al calare dei loro ricavi netti per effetto degli sconti sempre più alti, gli editori sono indotti a reagire con un aumento dei prezzi di partenza, cioè di copertina.

Agli stessi editori, peraltro, non verrà affatto preclusa, se lo riterranno opportuno, la piena libertà di farsi una vera ed aperta concorrenza sui prezzi, operando non attraverso lo strumento indiretto e per tanti versi ambiguo degli sconti, ma agendo direttamente e trasparentemnete sui prezzi di copertina, cioè riducendoli a proprio piacimento e senza alcun limite.

Il primo passaggio sta a significare: gli editori desiderano e ottengono il margine che vogliono loro, quindi gli sconti sono solo fumo negli occhi.  Se é come dice lui l'effetto netto per gli editori é lo stesso di prima, per altri (presumo i lettori) il risulato é "di non facile misurazione". Un pensiero veramente limpido.

Il secondo passaggio é ancora più ridicolo. Il senatore ha mai sentito parlare del fatto che la domanda di ciascun libro (e, rullino i tamburi, anche per altri prodotti e servizi) cambia nel tempo e che sarebbe somammente insensato per un editore fare subito un prezzo più basso quando esiste un certo numero di lettori disposti a pagare un prezzo maggiore? Non é complicato, ci pensi un attimo e vedrà che diventerà chiaro anche a lei. Piccolo suggerimento, secondo lei perché per la diretta di un derby milioni di spettatori sono disposti a pagare e quattro mesi dopo non ne trova più nemmeno uno?  Se risponde che per i libri é diverso, beh allora...

 

Ennesima conferma che siamo governati da patetici incompetenti, oltre che statalisti irrecuperabili.

Ricevo da Amazon.it:

Dal primo settembre entrera' in vigore una legge che limitera' gli sconti che potremo offrirti sulla nostra selezione di libri in italiano.

Cosa ci e' sfuggito, ne'elam?

 

L'applicabilità dalla legge ad Amazon non è certa, ma probabilmente per loro è conveniente accettarla, tanto avranno comunque il successo che hanno in ogni parte del mondo e senza neppure il bisogno di fare sconti (visto che nessun'altro li potrà fare).

Il tutto senza neppure irritare i clienti, visto che la politica degli sconti bloccati è imposta.

Re: come mai?

ne'elam 9/8/2011 - 14:49

Cosa ci e' sfuggito, ne'elam?

Ho una certa praticaccia dei responsabili legali di imprese. Prima di andare allo scontro quelli di Amazon vogliono essere ipersicuri di non impelagarsi in costose battaglie legali e preferiscono che sia qualcun altro a fare le sale boulot. Secondo me aspettano, e magari sperano, che qualcun altro lo faccia al posto loro. Osserveranno come si mette la faccenda e poi vedranno il da farsi. Tieni presente che questa iniziale prudenza potrebbe essere stata indotta dal fatto che la legge stabilisce anche che

3. Decorsi dodici mesi dal termine di cui al comma 1, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero, se nominato, con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, nel quadro delle rispettive competenze, trasmette alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’informazione e l’editoria, che provvede al successivo inoltro alle Camere, una relazione sugli effetti delle disposizioni della presente legge sul settore del libro.

Quindi immagino che al momento opportuno produrranno tutto quello che c'é da produrre, studi ricerche, analisi ed immancabili e autorevolissimi pareri proveritate a luminari della materia che danno loro ragione.

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