Letture per il fine settimana 14-11-2015

14 novembre 2015 andrea moro

Questa settimana: cos'e' la moneta, storia d'italia, Anna Frank aveva un coautore?

Cogliamo l'occasione per rivolgere dalla redazione un caro pensiero ai lettori che si trovano a Parigi. 

  • L'amico Fabio Scacciavillani ha fatto ricircolare un breve articolo di qualche tempo fa sul Fatto Quotidiano nel quale spiega, in parole molto semplici, come gli economisti pensano alla moneta e ai suoi usi. 
  • Lo storico economico Emanuele Felice viene intervistato da quattrocento.com sul suo recente libro "Ascesa e declino: storia economica d'Italia". Nell'intervista Emanuele si sofferma molto su un tema gia' affrontato su questo sito: il ruolo delle classi dirigenti
  • I danni del copyright: i diritti sulla pubblicazione del diario di Anna Frank stanno per scadere, e la fondazione che li possiede annuncia di voler aggiungere il padre Otto Frank (dall'Avvenire, questo dal New York Times), fra i coautori, il che prolungherebbe la scadenza fino al 2050. Un bel modo per onorarne la memoria e la diffusione delle idee. 

Buona lettura e buon fine settimana

20 commenti (espandi tutti)

Il primo e il secondo link son uguali e puntano alla intervista di Emanuele Felice.

Il link corretto dovrebbe essere questo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/29/cos%E2%80%99e-moneta/212454/ 

Grazie

michele boldrin 14/11/2015 - 21:00

Aggiustato. Okkio che anche il tuo link porta ad una pagina che non esiste :)

Ma non era Narayana Kocherlakota che aveva tirato fuori quest'idea che Money is Memory ? (pdf)

Ricordo di aver letto questo divertente pezzo a suo tempo, visto che viene richiamato qui, e che l'argomento mi è interessante, coglierei l'occasione per porre due o tre piccole domande in merito, se qualcuno ha voglia di rispondere.

Una domanda è questa. La descrizione della moneta come informazione è interessante, non so se sia di Scacciavillani o ci sia una letteratura. Ma non mi convince fino in fondo, perché l'informazione non si somma al suo oggetto, e in assenza di esso scompare.
Nel Nirvana del suo esempio l'acquisto della automobile in concessionaria viene fatto in cambio di altra merce, il cui effettivo possesso è noto grazie all'informazione; non in cambio dell'informazione.
La moneta invece è qualcosa che vive di vita propria: testimonia null'altro che il suo possesso da parte del portatore, ed al contrario dell'informazione può essere utilizzata una volta soltanto: è un oggetto di possesso non condivisibile.
Finché fu moneta d'oro, ciò era ovvio, finché fu convertibile in oro, fu ancora abbastanza chiaro, ma successivamente il 1971 rimane un poco più dubbio.
La moneta è una non-merce che fa da unità di misura per le merci, ma si colloca nello stesso insieme delle merci che misura. Ha tutte le caratteristiche di una merce, infatti: è sommabile, è cumulabile, è tesaurizzabile, è oggetto di proprietà e non è condivisibile.

La seconda domanda è questa. "Lo stato gode di un privilegio rispetto ai privati. Stampa biglietti colorati.. la differenza di valore è il signoraggio dei nostri giorni".
Ma non è lo Stato che stampa biglietti colorati, è la Banca Centrale. Dicono che i proventi da signoraggio della Banca Centrale siano poi retrocessi agli Stati, ma non ho capito in che misura, per che modo, e sotto il controllo di chi. E come sono ripartiti tra gli stati, in una unità monetaria.

L'ultimo dubbio riguarda l'altra parte del signoraggio, quello delle banche commerciali, che in un sistema a riserva frazionaria aumentano l'offerta di moneta di un fattore 100 rispetto alla base monetaria.
Pure questo signoraggio viene retrocesso agli stati?

 

da me consultato, ha così risposto:

miiii!

allora faccio io:

1) non ho capito

2) i proventi sono retrocessi alle banche nazionali proquota e da queste ai governi. ah! sono poi proventi tutto sommato modesti.

3) se la banca crea col credito base monetaria, questa poi si riduce quando il credito rientra, pari e patta. bello, vero?

Grazie comunque per le spiegazioni. Nel merito:

1) Se non ha capito è colpa mia, provo a spiegarmi meglio.
Fabio Scacciavillani descrive la moneta come informazione. La posizione è interessante, perché in effetti la moneta ha diverse caratteristiche in comune con l'informazione; ma non è del tutto convincente, perché alla moneta mancano alcune caratteristiche proprie dell'informazione, mentre ne ha altre che l'informazione non ha.
- L'informazione è infinitamente replicabile.
Io so che l'inter ha perso e tu non lo sai. Se te lo dico, passandoti l'informazione, dopo lo sappiamo in due. Non perdo la mia quantità di informazione, per averla comunicata a te.
- L'informazione non è sempre sommabile. Io so che l'inter ha perso e tu pure lo sai. Non abbiamo due informazioni, ne abbiamo una sola.

L'informazione non può passare da una mano all'altra come un oggetto, e non si somma come gli oggetti, perché non è un oggetto: è l'insieme degli attributi di un oggetto.
Per questo motivo l'informazione non ha significato senza il suo oggetto.
Le dimensioni e il peso di un oggetto X hanno significato (come informazioni) fintantoché X esiste. Se X viene distrutto, o in generale se non esiste, qualunque "informazione" che riguarda X è priva di significato. Può perdurare come scrittura, ma non informa più di nulla, ed ha tanto valore quanto una lista della spesa dell'anno scorso. In informatica per esempio i costrutti informativi che per qualche motivo sopravvivono al loro oggetto si chiamano zombie.
La moneta non ha affatto queste caratteristiche. Non è replicabile e non può essere spesa più di una volta, è sempre sommabile ed ha un unico proprietario, e soprattutto non ha bisogno di alcun oggetto.
Il fatto che io abbia nelle mie mani una banconota da 100€ non ti comunica che io a casa detengo un valore di 100€ in oro, cioccolatini o quadri di Dalì. Non li ho infatti.
Non ti comunica nulla, oltre al fatto che ho in mano quella banconota da 100€.
E quando ti passo la banconota da 100€, io poi non ce l'ho più, mentre se ne abbiamo una per uno, in due abbiamo 200€.
Queste caratteristiche la mettono nello stesso insieme degli enti con cui viene scambiata, che sono le merci. La moneta è quindi una merce di riferimento. Una merce particolare, priva di valore intrinseco ma di valore convenzionale, cui si commisura il valore delle altre merci.
Da quando è divenuta fiduciaria, il suo valore è dato da un curioso e ineffabile equilibrio tra fattori deterministici (l'equazione generale dei prezzi) e fattori psicologici (il livello di fiducia).

2) Si questo lo sapevo, come avevo già sentito dire che questa rendita da signoraggio sarebbe "trascurabile" come Lei dice, anche se non ho mai visto quantificare questo "trascurabile" in un numero, e non so in che voce del bilancio dello stato il signoraggio incamerato venga ascritto.
Mi pare curioso che nei secoli passati, quando la moneta era moneta di conio e la rendita da signoraggio era pari solo a una piccola frazione del suo valore nominale, i sovrani e i vassalli si scannassero per avere il diritto di "batter moneta"; mentre ora che il signoraggio è pari praticamente al 100% del valore nominale la rendita da signoraggio sia divenuta "trascurabile". Ma crediamoci.
La questione che ponevo era se e come questo meccanismo sia sottoposto al controllo, o almeno alla supervisione, di qualche autorità democraticamente legittimata.

3) Non ho capito io. Il sistema bancario non estende la base monetaria, ma l'offerta di moneta. Cioè l'aggregato monetario M1, che è pari a k*M0 dove k è il moltiplicatore monetario, a sua volta pari al reciproco del coefficiente di riserva frazionaria, che (e se sbaglio mi corigerete, come disse il Wojtila) è pari attualmente a circa un fattore 100.
Sarebbe a dire che per ogni nuovo euro "creato" dalla banca centrale, il sistema bancario ne crea altri 99.
Mi sta dicendo che solo il primo euro contribuisce a formare una rendita da signoraggio, e gli altri 99 no?
E perché?

2) per il 2013 sono stati 557 milioni di euro, è una cifra modesta, per dire quasi identica a quanto hanno reso le partecipazioni azionarie, che non son certo il core business della banca d'italia. chissà se ce le hanno ancora le bonifiche ferraresi...

(non ho mica telefonato a 'mmi cuggino che fa il portinaio in via nazionale, è tutto nella relazione annuale, che è anche una relazione di bilancio all'assemblea.)

3) i 99 si creano quando escono dalla banca che concede credito, e però spariscono quando rientrano e il credito si annulla. il sistema bancario non signoraggia un bel niente.

Di solito Scacciavillani è cortese e disponibile con chi pone domande.
Ché solo questo io stavo facendo. Di teoria dell'informazione qualcosa ne so, e per questo la definizione di moneta come informazione non mi convince; ma di moneta e sistema bancario so molto poco. Quindi, visto che qui ci son molti professori ed esperti, pongo delle domande, come le pone un allievo che vuole capire.
Se qualcuno dei professori o degli esperti ha la cortesia di spiegarmi ciò che mi sfugge, lo ringrazio; se no, va bene lo stesso. Ma lo scherno, di quello non capisco la ragione.

Nel punto due rimane inevasa la questione che mi era interessante (se ci sia supervisione da parte di una autorità democraticamente legittimata su questi flussi oppure no) e non so ancora se la rendita da signoraggio sia retrocessa per intero agli stati oppure solo in parte (quella cifra da lei fornita è sorprendentemente bassa), ma non importa, più interessante è il dubbio del punto tre.
Sicuramente è come Lei dice, anzi deve essere per forza come Lei dice: il sistema bancario non signoreggia un bel niente. La cosa però non è così triviale. Sicuramente sono io che non ho capito qualcosa, ma il dubbio rimane ancora lì, e non sono sicuro che lei abbia capito qual'è questo dubbio.
Perché i 99 euro che si creano quando il sistema bancario concede credito si annullino quando i prestiti rientrano, come Lei dice, è necessario che ci sia un debito corrispondente.
C'è? E qual'è?
Questo debito dovrebbe essere pari alla somma dei depositi (Lei non lo dice, mi rispondo da solo). Ciò è vero se i prestiti alla fase k sono funzione dei depositi alla fase k-1. Cioè se il sistema bancario presta solo dopo aver raccolto depositi. Ma è così?
In un contesto immaginario in cui sia il prestito che il deposito sono fatti in contanti (o in oro, salsicce o videocassette VHS) a garantire che sia così è l'impossibilità pratica di prestare una videocassetta che non si possiede.
Ma nell'attuale contesto di moneta immateriale, chi o cosa impedisce alla banca di prestare moneta che non ha raccolto?

Mi permetto d' intervenire sulla questione credito bancario: L' offerta di moneta è differente dalla base monetaria: Offerta di moneta=Circolante + Depositi le banche incrementano l' offerta di moneta non la base monetaria che è data da riserve + circolante, esempio:

io deposito 100 euro in banca, il circolante=0, i depositi=100 riserva=100 offerta di moneta=100 euro base monetaria=100

la banca presta 99 euro a tizio, circolante=99 euro depositi=100 euro offerta di moneta = 199 base monetaria=100

tizio deposita 99, circolante=0 depositi=199 riserva=100 offerta di moneta=199 base monetaria=100

banca presta 98 a caio, cricolante=98 depositi=199 riserva=2 offerta di moneta=297 base monetaria=100

Caio restituisce 98, circolante=0, depositi=199 riserva =100 offerta di moneta=199 base monetaria = 100

tizio preleva 99 e paga i suoi debiti, circolante 0, depositi=100, riserva 100, offerta di moneta=base monetaria=100

Spero le sia utile in sostanza vengono moltiplicati i depositi che sono comunque parte di quelli che sono gli aggregati monetari quindi moneta, per quanto riguarda gli utili da signoraggio sono bene definiti attraverso gli statuti delle BCN es tipo il 4% degl utili della BCN vanno agli azionisti il resto allo stato il tutto è disponibile attraverso i bilanci e rendiconti di BCE e BCN, per l' ultima domanda la risposta è la BC, in pratica la BC guarda a fine giornata se i conti tornano...

L' offerta di moneta è differente dalla base monetaria

E' diversa. 

E mi domando (la domanda e' solo per alcuni in questo thread, altri non si sentano coinvolti): visto che ci sono banalissimi ed elementari testi del primo anno che spiegano come funziona, cosa sia la base monetaria, l'offerta di "moneta" (M0, M1, M2, ...) perche' non darci un'occhiata ed apprendere prima d'imbarcarsi in "strane" (si fa per esser gentili) "teorizzazioni" (si fa sempre per esser gentili)?  Si trovano anche in rete ...  

Oddio è tanto sbagliato ? Ok l' esempio è assurdo, ma dovrebbe tornare no ? sulla questione Offerta di moneta e Base monetaria,più che dire che sono diverse avrei dovuto scrivere che la Base monetaria è parte dell' offerta di moneta o quest' ultima è funzione della base monetaria, ma quello che volevo fare capire è che le banche commerciali non agiscono su M0 quindi non c'è signoraggio... se c'è qualche altro errore me ne scuso...

sono stato io.
torno al mio desco, con lesina e bullette.

E' giusto

Nasissimo 19/11/2015 - 19:04

Lei ha ragione. Mi sono documentato, infatti. Mi sembra che sia già abbastanza esauriente la spiegazione che da qui Wikipedia. Si vede che la compensazione invocata da dragonfly, a parte la riserva obbligatoria, è tra depositi e credito.
Il moltiplicatore monetario teorico è il limite di una serie geometrica che date alcune ipotesi semplificative (riserva libera nulla, domanda di credito infinita, ecc) converge al reciproco del coefficiente di riserva frazionaria.
Ma il dubbio che avevo palesato (che certamente sarà risolvibile con un rigo) mi è venuto dopo essermi documentato. Sicuramente sarà un dubbio cretino, ma non è ancora fugato.

Il processo descritto da ottoking (che ringrazio per lo sforzo) e dalla formulazione di Wikipedia, schematicamente è questo. Sia il coefficiente di riserva frazionaria 1%.

k=0: Entrano 100€ alla "banca" (sistema bancario).

k=1: La banca mette 1€ in riserva obbligatoria e presta 99€.
Credito 99, debito 100, riserva 1, somma zero.

k=2. I 99€ prestati rientrano immediatamente sotto forma di nuovo deposito.
La banca mette a riserva 0.99€ e presta 98.01€.
Credito 197.01, debito 199, riserva 1.99, somma zero.

k=3. I 98.01 prestati... ecc.

Al tendere di k a infinito si raggiunge la condizione finale, data dal limite della serie geometrica:
Credito 9.900, debito 10.000, riserva 100, e somma zero.

Il sistema bancario quindi ha sì prodotto espansione monetaria di un fattore 100, ma la somma è zero, quindi non ha "signoreggiato" nulla perché a compensare il credito generato con l'emissione di prestiti c'è il debito accumulato incamerando depositi. Chiaro.

Ma se invece avvenisse questo:

k=0: Entrano 100€ alla "banca" (sistema bancario).

k=1: la banca mette tutti i 100€ in riserva obbligatoria, e presta 10.000€ (o 9.900) che non ha mai raccolto.

Così sarebbe molto diverso. In questo caso, senza depositi, la somma non sarebbe più zero ed una rendita da signoraggio ci sarebbe eccome.
Il mio dubbio (è solo una banale domanda) era ed è ancora questo: in un contesto di moneta immateriale, chi o cosa impedisce alla banca di prestare moneta che non ha raccolto?

 

Penso che potrei averla portata in errore, io volevo enfatizzare la non emissione di valuta, nella realtà quei 100€ di cui parla, saranno comunque una passività della banca es. capitale degli azionisti, depositi ecc. in ogni caso quei 100 euro sono una fonte, supponiamo che i 100 euro siano capitale di rischio o altro, li mette a riserva, da un prestito a Caio di 10000 euro, premettendo che in questo esempio comunque irrealistico e si dovrebbe fucilare il ceo della banca in questione e che comunque non rispetterebbe nessun requisito di basilea se non la % di riserva e forse nemmeno quella, avverrebbe, sempre ipoteticamente, questo: la banca apre un conto a Caio ci scrive sopra 10 mila euro ora la banca non sta rispettando gli obblighi di riserva, la BCE lo scoprirà solo alla fine della giornata, Caio potrebbe uscire dalla banca e andare al Bancomat, ma purtroppo non potrebbe prelevare nulla, potrebbe fare un bonifico ad un'altra banca ma anche qui dovremmo essere fortunati, dovremmo sperare che i nostri clienti abbiano crediti nei confronti dei clienti dell' altra banca tali da coprire il passivo che abbiamo.
La banca ha poche possibilità oh va sul mercato interbancario e chiede un prestito, partecipa ad un asta di liquidità della BCE, chiede agli azionisti, cartolarizza il prestito di Caio e lo vende a terzi o a fine giornata avremmo un grosso problema di liquidità... tutto questo è un più o meno dovrebbe funzionare grosso modo cosi'...

Non è Lei che mi trae in errore, sono io che ho un dubbio e non riesco a fugare.
Il prof. Boldrin ha ragione quando mi esorta ad andare a cercare testi in rete senza scassare i maroni su nFA; ma io l'ho già fatto, senza fugare il mio dubbio.
Nel link di Wikipedia da me portato qui sopra per esempio il meccanismo è spiegato piuttosto chiaramente (ma non è una roba difficile), un'altra fonte è questa, un testo di Economia del primo anno di politica monetaria, in cui al capitolo primo è spiegato il funzionamento del moltiplicatore del debito e del credito.

Tutto chiaro. Solo che tutti questi testi danno per scontato che "la banca" eroghi crediti solo a valle di depositi raccolti. Come deve essere e come sicuramante sarà.
Ma io non capisco per che modo ci si assicuri che sia effettivamente così, in un contesto di moneta immateriale. Se avvenisse quel che dice Lei nel suo esempio (la banca presta moneta che non ha raccolto, banalmente accreditando nel cc di Tizio 10k€ a fronte di nessun deposito incamerato, preoccupandosi solo di integrare la riserva con 100€) in che controlli e sanzioni si imbatte? A quali rischi va incontro?
Se la BCE a fine giornata verifica solo gli obblighi di riserva, non troverà nulla di irregolare, ché la riserva c'è, è il deposito che manca.
Lei suggerisce che il rischio sarebbe la crisi di liquidità in caso di prelievo di contante, ma mi convince poco.
A parte il fatto che è irrealistico che un tizio ottenuto un prestito da 10k€ esca dalla filiale per andare al bancomat e convertire tutto in contanti, e che nemmeno potrebbe farlo dato il limite di prelievo giornaliero. Potrebbe forse farlo allo sportello. Ma mi pare che se anche fosse non si creerebbero più problemi di quelli che si creano comunque se tutti i creditori reclamano il loro credito in contanti, pure nel caso in cui il deposito ci sia.
La banca non ha una riserva liquida pari alla somma dei prestiti, né deve averla.

Io mi domandavo se ci sia un controllo diretto, tale da garantire che si presti solo dopo aver raccolto depositi corrispondenti, e quale sia. Perché  mi pare che qualora non fosse assicurata sempre, per ogni istante t, la condizione prestiti+riserva=depositi, beh allora quello che chiamano "signoraggio secondario" esisterebbe eccome. Ma non importa, mi terrò la domanda in tasca.
La ringrazio comunque per la pazienza e per le spiegazioni.

NSFR e LCR

Marco Olivetti 25/11/2015 - 00:24

Non so se possa essere utile alla sua domanda, ma la BCE controlla il rischio di liquidità delle banche tramite due indici: il Liquidity Coverage Ratio (LCR), di breve termine (30 giorni), e il Net Stable Funding Ratio (NSFR), di medio termine (fino ad un anno).
Cercando su internet dovrebbe trovare qualche informazione, anche sulle sanzioni future (ad ora è solo fase di monitoraggio, non mi sembra ci siano attualmente delle sanzioni. Mi scuso se non riesco a fornire fonti ma sono un po' di fretta.

Faccio questa ricerca, e stresso con questa domanda, da un po' di tempo, ed ogni contributo mi porta ad alimentare il sospetto che la condizione Prestiti+Riserva=Depositi per ogni t non sia soddisfatta affatto.

Lei mi ha indicato due indici: cercando informazioni su internet si approda agli accordi di Basilea 3 (che già avevo consultato), in particolare allo schema per l'osservazione e il monitoraggio del rischio di liquidità. LCR e NSFR sono descritti in dettaglio qui.

Entrambi i requistiti hanno come obiettivo la riduzione del rischio di liquidità, come Lei dice e come suggeriva anche ottoking, LCR nella prospettiva temporale di un mese, NSFR in quella di un anno.
Il primo prevede che le attività liquide o facilmente liquidabili siano maggiori dei flussi di cassa netti nei 30 giorni successivi; Il secondo prevede che l'ammontare disponibile di provvista stabile sia maggiore dell'ammontare obbligatorio di provvista stabile, dove quale sia l'ammontare "obbligatorio" dipende da alcune variabili.
L'ammontare disponibile (ASF) è la quantità di "provviste" che la banca può (presumibilmente) riuscire a convertire in liquidità nell'orizzonte di un anno.
Tra queste "provviste stabili" stanno pure quei depositi che "si ritiene rimarrebbero presso l'istituzione in caso di stress idiosincratico".

Tutta questa catena di definizioni per dire che la banca deve avere essere in grado di resistere a un bank run fino a un certo livello di intensità, eventualmente attingendo pure ai depositi.
Si tratta di precauzioni contro le crisi di liquidità.
Ma la crisi di liquidità non c'entra con il dubbio che ho io. Come dicevo sopra, la crisi di liquidità si crea comunque, se tutti i creditori reclamano il loro credito in contanti, pure nel caso in cui il deposito ci sia. La banca non ha una riserva liquida pari alla somma dei prestiti, né deve averla.
I requisiti LCR e NSFR garantiscono che essa detenga perlomeno una "provvista disponibile" facilmente liquidabile superiore a un certi valori minimi.
Non trovo scritto da nessuna parte, né sugli accordi di Basilea né altrove, che debba valere la condizione Prestiti+Riserva=Depositi per ogni t.
Può darsi che sia la mia inettitudine, che sia io che non so dove cercare, oppure che questa condizione sia implicitamente contenuta in qualcos'altro e mi sfugga per questo. 
Ma Lei capirà che viene il dubbio che non sia garantita affatto.
E se non fosse garantita, allora mi sembra che il "signoraggio secondario" sarebbe una cosa reale.

Provo a rispondere anche se non sono sicurissimo: il concessionario vuole semplicemente scambiare il proprio lavoro con qualcosa che non possiede, non sa o non ha voglia di produrre, esattamente quello che cerca di fare lei che va dal concessionario, in realtà non è per avere il pezzo di carta, ma è per ottenere un bene che entrambe le parti ritengono di pari valore, semplificando una volta che io e lei ci accordiamo e diciamo che il mio litro di latte è uguale alle sue 6 uova non abbiamo più bisogno d' altro, ma se un giorno io vengo da lei e le consegno un biglietto di carta con scritto 1 litro di latte, significa che da qualche parte nella mia fattoria c'è un litro di latte che lei puo' richiedere all'occorrenza, il biglietto è un informazione, il litro di latte lei non lo vede, le dico io che c'è attraverso il biglietto, il resto è tutta una questione di fiducia. Oggi sostanzialmente è uguale, invece dell'informazione di una certa quantità d' oro dietro al biglietto c'è l' informazione di una certa quantità di lavoro: è una promessa sta a noi fidarci o meno.
Tutto ovviamente è una mia opinione...

Come appassionato di filologia, sotto alcuni aspetti la Fondazione non ha torto marcio. Anna inizio il diario come valvola di sfogo personale, poi decise che lo avrebbre proposto per la pubblicazione [c'era un'annucio del governo olandese in esilio] e dunque inizia a fare una 'versione per la stampa'. Una parte poi è stata persa presupponiamo definitvamente. Suo padre fornisce all'editore [ a cui non fara vedere gli originali] una versione composta da lui stesso privilegiando sempre la 'versione per la stampa' e facendo interventi di 'pulizia morale' pesanti. Se suo padre fosse stato l'editor della casa editrice ora le versioni filologiche lo qualificherebbero come intervento sostanziale, almeno ai livelli dei 'negri' di Dumas se non superiore. Dunque, secondo me, a livello di filologia almeno 'autore secondario' lo è. Ma tuttavia questo è per gli appassionati di storia dell'editoria e delle cultura.

Otto andò in tribunale e vinse cause importanti sull'autenticità dei diari e sul fatto che le pubblicazioni portassero il nome di sua figlia come autrice. I suoi interventi seguono la direzione che la stessa Anna stava dando alla sua 'versione per la stampa'. Otto cerco nella vista successiva di essere 'trasparente' rispetto alla pubblicazione della figlia e si può essere certi che non volesse un simile riconoscimento. Chiedere ora questo cambiamente e non quando gli studi critici sugli originali sono apparsi sa di estrema meschinità legata solo al denaro.

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