Letture del fine settimana, 26-10-2013

26 ottobre 2013 andrea moro

Questa settimana: sul metodo Stamina; perché la PA è un pessimo cliente; la lingua dei Pirahã è senza numeri; le opinioni degli americani sulle droghe leggere; oh no! la mia regressione ha il segno sbagliato!

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Valigia Blu (un esempio fra molti altri resoconti) ci racconta la vicenda del metodo di cura "Stamina", reso popolare anche dalla trasmissione "Le Iene". Un esempio di cattivo giornalismo, e pessima cultura scientifica da parte del popolare programma televisivo.
  • Alessandra Farabegoli, spiega perché non vuole più clienti dalla Pubblica Amministrazione. Roba generalmente nota, ma conoscere i dettagli può essere interessante. 
  • Il Post riprende un articolo di Slate che a sua volta riprende un argomento trattato qualche anno fa dal New Yorker. Parla di una popolazione amazzonica, i Pirahã, la cui lingua non contiene (sembra, perlomeno) numeri, e i cui unici identificatori quantitativi sono le parole  hói, “una piccola dimensione o quantità” e hoí (spostando l’accento) “una dimensione o quantità un po’ più grande”. 
  • Greg Mankiw segnala che in un recente sondaggio, una netta maggioranza di americani è favorevole alla legalizzazione della marjuana.
  • Per gli studenti di economia che ci seguono: Il blog di Dave Giles "Econometrics Beats" segnala un vecchio articolo di Peter Kennedy (in inglese, pubblicato su The Journal of Economic Education, 2005), che spiega 36 motivi per cui il coefficiente risultante da una regressione possa avere il segno diverso da quello previsto.

10 commenti (espandi tutti)

non danno i numeri

palma 27/10/2013 - 08:33

Sui discutibili , a mio avviso, e confusi, ad avviso di -quasi- tutti- dati di D. Everett, consiglio la utile se mplice recension di Christina Behme in 

ling.auf.net/lingbuzz/001840/v1.pdf


la questione e' (e non di poco) un pochino piu' complicata di quanto la mettano i giornalai, si noti che il carattere

di ricorsivita' non e' limitato ai sistemi numerici.

la frase

si noti che il carattere di ricorsivita' non e' limitato ai sistemi numerici.

e perchè è rilevante?

vuol dire che

palma 28/10/2013 - 14:57

data una forma di regola (e' ammesso  +1, l'operazione di successore) si ottiene una ricorsivita' elementare (dato un numero quel che si ottiene applicando la regola e' un altro numero)

ergo

data una frase (diciamo in italiano la frase le banane non sono mature) esisteuna regola che permette di incorporarle (ergo esiste la frase italiana  GIOVANNI DISSE CHE LE BANANE NON SONO MATURE)  e il risultato e' un'altra frase. Ergo la cardinalita' dell'insieme delle frasi e' al minimo la cardinalita' dei numeri naturali.

Credo sia perche' questo tipo che ha passato 20 anni con gli indigeni sostiene che la loro lingua non contiene recorsivita', una delle proprieta' di tutte le lingue conosciute, come spiega palma, una specie di caposaldo della linguistica, se non capisco male. 

Adesso ho capito lo "straordinario" di questa popolazione. Non riesco nemmeno a concepire come si possa parlare senza recorsività.

Infatti questa è la parte contestata delle ricerche della famiglia Everett. Sui numeri grosso modo, mi riferiscono i miei agenti linguisti, ormai si è d'accordo; sulla mancanza di ricorsività invece le critiche ai due sono numerose e, mi par di capire, fondate.

Mi fa venire in mente un libro di Pinker dei vari che ho letto (non ho controllato ma memoria direi "Fatti di parole") in cui si narra tra le tante cose di un popolo nel centro america che vive a ridosso di una grande montagna che (sempre a memoria) non ha nelle parole destra o sinistra  ma verso il monte e verso valle. E le usa in modo appropriato anche lontano da casa.

Sul problema dei numeri, se i Pirahã non li usano nel linguaggio significa che nel loro ambiente non ne hanno bisogno. In effetti i numeri precisi servono soprattuto ai contadini, e da li' via. A livello di cacciatori raccoglitori non è necessario una enumerazione precisa, a livello comunicativo. Pochi o tanti bastano. Uncontable basta per sopravvivere. Un po' come un lupo che vede tre orsi entrare in una grotta  e due uscirne subito dopo. Sul piano della sopravvivenza basta capire che se entra nella grotta ne trova pochi, non un mucchio e non zero.  E sul piano comunicativo se è capace di trasferire questa comunicazione va benissimo. Ogni ulteriore precisione sarebbe uno spreco.

 

Questa lettura divulgativa è, secondo me, allo stesso tempo scorrevole e non banale; leggendo l'articolo de Il Post offre qualche risposta.

Alcuni autori di blog, giornalisti divulgatori di scienza, si sono accordati per porre dieci domande alle Iene sul metodo Stamina:
Ecco le domande di Marco Cattaneo

PA

Andrea Grenti 27/10/2013 - 16:56

Chissà cosa ne pensa Fassina dei debiti dello Stato e della PA nei confronti dei privati, e delle spese mai sostenute a riguardo. Dato che a quelli come lui piace parlare di "spesa produttiva e bassa"...

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