Liberarsi dei notai: quando sinistra ed efficienza si incontrano

29 maggio 2006 gian luca clementi
I cittadini italiani sono costretti versare dazi di sapore medievale nelle mani di voraci 'signori' chiamati notai. In molti altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, se ne fa volentieri a meno.

Lo scorso anno, dovendo corredare un'istanza al Governo Federale Americano con la traduzione degli attestati degli studi condotti in Italia, mi sono trovato nella necessita' di individuare un 'notaio' che vidimasse la mia traduzione degli attestati stessi. Non ho fatto altro che chiedere a Nicole, la capo-segretaria del nostro dipartimento, chi tra lo staff della Stern School fosse un 'notary public'. Nicole mi ha indirizzato ad una sua collega che lavora sul nostro stesso piano. In risposta ad una mia email, la 'notary public' mi ha dato appuntamento per il dopo-pranzo. Una volta presentatomi, la gentile signorina, che si e' anche rivelata essere molto piacevole, ha recuperato un paio di timbri da un cassetto, apposto un paio di firme, e voila'. Fatto. Alla mia domanda di quanto le spettasse (sapevo che le tariffa, fissata per legge, ammonta a pochi dollari), ha risposto che non voleva nulla e semmai avrebbe gradito un caffe' in uno dei giorni seguenti.



Devo dire che del caffe' non s'e' fatto nulla, perche' credo che Mar non sarebbe stata contenta. Pero' la semplice vicenda mi ha portato a pormi ancora una volta una semplicissima domanda: perche' lo Stato italiano continua imperterrito ad affidare ad una ristretta accolita di signori il diritto di 'notarizzare' una serie pressoche' infinita di atti? Chi sono i notai italiani? Prima di tutto, sono figli, nipoti, o comunque parenti di notai. Ma sono anche quei compagni di scuola molto volenterosi ma non proprio brillanti, che si sono sacrificati eroicamente per 5, 6, 7, o anche piu' anni su tomi di migliaia di pagine, tomi che a forza di essere sottolineati sono diventati piu' alti di un Big Mac. Gli stessi hanno hanno poi trascorso diversi anni a fare fotocopie presso lo studio di un qualche notaio, fino a che il decesso di uno degli eletti ha finalmente permesso loro di entrare a pieno titolo nella corporazione dei rent-seekers per eccellenza. Da quel momento, dotatisi di cravatta d'ordinanza (le cravatte dei professionisti in Italia producono dei nodi esagerati, ve ne siete mai accorti?), hanno cominciato ad incassare. Si', perche' non fanno altro che incassare. Ed in contanti, perche' di pagare le tasse proprio non ne vogliono sapere.



Ecco dunque che il nuovo governo, ABOLENDO la funzione di notaio, prenderebbe due piccioni con una fava: farebbe qualcosa di sinistra ed aumenterebbe l'efficienza allo stesso tempo! Forza Romano, fuori i cabasisi, per dirla come Camilleri. Capisco il doversi inchinare di tanto in tanto alle insane richieste di Bertinotti e Diliberto, ma se un governo di centro-sinistra trema di paura di fronte alle lobby dei 'professionisti,' allora e' meglio che se ne torni a casa. Nel prolisso programma elettorale dell'Unione, un abbozzo di 'riforma' degli ordini professionali, per quanto molto timida, c'e'. Speriamo che non costituisca lettera morta.

1 commento (espandi tutti)

Cosi' abbiamo il nome della tua fidanzata/moglie, della tua segretaria, ma della "notary public" carina (e disponibile, a quanto pare) nulla. Se questo fosse un blog serio saresti sommerso da e-mails con richieste del nome.

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti