L'importante è occuparsi di sciocchezze

1 febbraio 2010 franco bocchini (DoktorFranz)

Sembra il credo del Garante della privacy, almeno a giudicare da un provvedimento che non ha avuto grande risalto sui giornali, ma che vale la pena di segnalare giacché denota una scala di valori piuttosto curiosa in merito alle priorità d'intervento.

Da qualche anno, i molti frequentatori delle piste da sci dolomitiche - che siano amanti delle statistiche, oppure semplicemente curiosi delle proprie performances sportive - hanno a disposizione un simpatico servizio: il consorzio che gestisce gli impianti lo ha denominato “daily check”, ed è accessibile dal sito internet del medesimo. Digitando nell'apposito spazio il numero del proprio skipass, si viene dettagliatamente informati del percorso effettuato, con tanto di grafici e calcolo approssimato dei chilometri macinati e dei dislivelli superati. Il tutto rimane nella memoria del sistema consentendo, così, di verificare il ricordo di quella magnifica giornata trascorsa con gli amici lo scorso anno, oppure di confrontare le sciate di due diverse stagioni, od ancora di alimentare la propria fame di dati - insignificanti per il mondo, ma non per i protagonisti – e, magari, vantarsene nelle chiacchiere tra conoscenti. Insomma, si tratta di un piccolo divertimento aggiuntivo.

Ora, però, se ne dovrà parlare al passato. Perché l'ineffabile autorità competente (?) in materia ha bloccato il giochino, decidendo che una tale rilevazione costituisce una inaccettabile violazione del diritto alla privacy del povero sciatore, ignaro del pericolo costituito da questa sorta di malvagio Grande Fratello che ne spia ogni movimento, non importa se per renderne edotto solo il medesimo stacanovista delle nevi …....

Si direbbe che non sia nemmeno il caso d'occuparsi di notizie così insignificanti. Con tutti i problemi che questo momento presenta, ben più seri e rilevanti, l'argomento appare leggero quasi come uno scritto di Alberoni od una cronaca mondana che riguardi il solito geometra di Cuneo. Invece, a ben vedere, l'aspetto non irrilevante sta nel fatto che ciò rispecchia perfettamente il mal funzionamento di un organismo nato per difendere il “privato” dei cittadini, ma che – non riuscendo a svolgere quel compito, in un mondo popolato di social networks e dominato dalla comunicazione – finisce per complicarne la vita. Esattamente come quando impone costosi ed inutili obblighi anche a bottegai ed artigiani, contestualmente incurante dell'esercito di telefonisti d'assalto che s'impegna, rigorosamente all'ora di pranzo, a cercar di vendere qualunque cosa - in particolare, stranamente, proprio contratti telefonici ….. - esponendosi coraggiosamente ad un'ondata di contumelie assortite nella speranza di agganciare la pensionata di turno.

L'impavido burosauro mai cessa di esporsi al pubblico ludibrio.

17 commenti (espandi tutti)

Fossero solo venditori di contratti telefonici. Fra poco, chi vorrà evitare rotture telefoniche, avrà il grande privilegio di potersi iscrivere nell'apposito ALBO che la legge prevede. Non ricordo gli estremi della norma ma liberalizzava per 6 o 8 mesi il marketing telefonico.

Anche qui in amerika esiste la "do not call" list o come si chiama... Devo dire che prima che venisse istituita era un'inferno di chiamate. Due settimane dopo, il silenzio assoluto; se c'e' una misura che e' stata universalmente apprezzata dal pubblico questa e' un buon esempio. 

L'ennesima dimostrazione, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che la versione italiota della normativa sulla privacy è probabilmente la norma più idiota varata dall'unità d'Italia in poi.

e' veramente un'assurdita'. Io firmerei per poter avere questo servizio (magari il problema sara' risolto cosi').

I partecipanti alla maratona di Barcellona possono, tramite apposito sito, rivedere i propri tempi e *i filmati* dei propri passaggi a tutti punti di rilevamento. E' una figata pazzesca, che probabilmente in Italia sarebbe vietata dal garante.

I partecipanti alla maratona di Barcellona possono, tramite apposito sito, rivedere i propri tempi e *i filmati* dei propri passaggi a tutti punti di rilevamento. E' una figata pazzesca, che probabilmente in Italia sarebbe vietata dal garante.

 

da maratoneta quale sono invece ti dico, ti sorprenderà, che servizi del genere sono pubblici, inclusi i video. in teoria anche una classifica - per età - contiene un dato sensibile, l'età appunto, ma proprio per questo gli organizzatori, dalle più grandi maratone alle gare della sagra del prosciutto col melone, fanno firmare un modulo dove si autorizza al trattamento dei dati e relativa divulgazione... sennò non gareggi

riguardo l'argomento originale, anche io mi sono accorto a malincuore che il servizio del DolomitiSuperSki è bloccato, peccato gli anni passati funzionava ed era ottimo! non capisco dove sia la violazione, la ricerca è possibile solo digitando il codice dello skipass, non funziona certo nome-cognome (ma anche così non violerebbe affatto la legge)

è che la gente si è fissata con 'sta storia della privacy e molti ne hanno paura , anche a fare cose banali.

 

 

 

 

 

non capisco dove sia la violazione, la ricerca è possibile solo digitando il codice dello skipass, non funziona certo nome-cognome (ma anche così non violerebbe affatto la legge)

Mi scuso per l'OT, ma hai una fonte al riguardo della frase in grassetto? Ebbi un problema del genere tempo fa con l'associazione ID-nome e cognome, e dalla nostra bibbia di sicurezza e' uscito fuori che e' meglio non farlo.

Il motivo e' che l'associazione del codice ai dati identificativi (quindi anche nome e cognome) al di fuori di chi e' responsabile del codice o della persona dovrebbe essere preventivamente autorizzata.

Anche recentemente c'e' stato qualche problema al riguardo quindi cerco sempre nuove fonti, magari da qualche parte nel guazzabuglio di leggi e leggine c'e' scritto chiaro e tondo "si'" o "no" :)

 





Anche i partecipanti alla Maratona dles Dolomites di ciclismo (da me fatta l'anno scorso -percorso lungo, 138 km ;-)) ) possono rivedere tempi e filmati nei più importanti passaggi. Forse perchè la società che gestisce il servizio è svizzera?

Il diritto alla privacy è come un elastico:va e viene a secondo da dove lo tiri. D'altronde mi sembra molto corretto evitare che il volgo possa essere a conoscenza di quanti km. ha percorso il rag.Sciabene e a quale velocità, ma scherziamo....mettere in piazza siffatte performances e farle conoscere ai precari di tutta Italia o a Termini Imerese.... 

Come tutte le Autorita' indipendenti (?) italiane anche il cosiddetto Garante della Privacy e' affidato a delle mezze tacche sospese tra la mentalita' dell'Azzeccacarbugli e la dirittura morale di Don Abbondio. Si prodigano allo stremo nella tutela degli sciatori, ma quando la Telecom organizza lo spionaggio sistematico di decine di migliaia di cittadini si voltano altrove. O al piu' chiedono sommessamente dei chiarimenti.

Franco, ma che dici ? le mie "prodezze" di Ortisei cancellate in nome di una privacy che non ho nemmeno chiesto ? E il tuo "muro di Jacob ?" Cancellato, non sia mai ti chiamino le piste austriache...

Mentre in azienda mi arrivano almeno due o tre telefonate al giorno di gente che cerca di venderti "l'ultima offerta della Wind", o anche "il calendario della Polizia di Stato", passando per il vino, la stilografica, etc. ?

Per fortuna allora che abbiamo questa autority così vigile ! Le rotture sì, ma la sciata no!

Sai anche quanto ci costa quest'organo così vigile e efficiente?

Sai anche quanto ci costa quest'organo così vigile e efficiente?

No, non ne ho idea. A giudicare dai risultati, istintivamente, verrebbe da dire "troppo", ma la mia breve ricerca con Google non mi ha restituito il dato. Ed in fondo, probabilmente, non è tanto rilevante il costo diretto, quanto l'ulteriore aggravio economico per il sistema globale delle imprese, costituito da consulenze ed eventuali softwares, oltre che - banalmente, ma inevitabilmente - dal tempo dedicato alla cosa.

Un'altra uscita paradossale, tra l'altro, fu quella di chi - non ho ritrovato la fonte - affermò che "in nessun caso i costi aggiuntivi debbono essere caricati sul prezzo dei prodotti". Pagherà Babbo Natale, immagino .....

P.S. Il calendario della Polizia di Stato mi mancava, ma da tempo mi passano solo le comunicazioni di chi si qualifica e dichiara lo scopo della telefonata ..... :-)

Mi risulta (da un corso di formazione di cui purtroppo non ho riscontri) che i costi diretti siano ormai (dopo un periodo transitorio iniziale) interamente coperti dalle multe comminate. Ovviamente restano i costi indiretti.

Sono d'accordo che l'argomento ha un'importanza marginale e che l'autorità farebbe meglio a occuparsi di altre faccende prima di tutto.

Tuttavia, non ci vedo niente di male nel provvedimento in linea di principio. Supponiamo che qualcuno venga in possesso del mio numero di skypass e sappia che quello era il mio biglietto per il giorno. In questo modo questa persona avrà accesso a miei dati personali, che io non ho dichiarato di voler condividere o rendere pubblici.

Caso estremo: il marito che dice alla moglie che va a sciare, ma che in realtà fa un paio di piste per andare dall'amante e passare tutto il giorno con lei fuori dalle piste. Tornando racconta alla moglie di dove è stato. Lei, per caso, controlla sullo skipass: tutto falso!

Perciò credo che sia giusto, in linea di principio, assicurarsi che lo sciatore accetti esplicitamente questo servizio, prima di renderglielo.

Caso estremo: il marito che dice alla moglie che va a sciare, ma che in realtà fa un paio di piste per andare dall'amante

Mah, insomma ...... i casi particolari son sempre possibili, ma il concetto di fondo è che l'attenzione maniacale alla privacy - come tutti gli atteggiamenti estremi - tende a non considerare un realistico rapporto costi-benefici, ed immola al totem ogni ragionevolezza. Anche concentrando l'attenzione sulla pagliuzza invece che sulla trave, il che rende il tutto tragicomico.

Il tuo esempio, poi, mi pare un poco improbabile, se non in caso di sospetti e relativa sorveglianza da parte della - o del, che qui siam mica maschilisti ..... - consorte, anche per interposta persona, come nella migliore tradizione cinematografica ...... :-)

Scherzi a parte, immagino che la questione possa esser risolta - che so - citando nel regolamento l'automatica disponibilità del servizio, implicitamente da accettare con l'acquisto dello skipass, od in qualunque altro modo. Ciò che conta, però, rimane la stigmatizzazione di un'occhiuta e sospettosa mentalità del divieto, che s'addice perfettamente alla burocrazia che ne applica le norme e ne amplifica la mancanza di buon senso.

Sono rimasto anch'io sorpreso di questa decisione del Garante. Da anni annorum utilizzo il supeski e da qualche amico sentivo dire che questo era un servizio molto apprezzato, pur non avendolo mai utilizzato.

Ci sono però molti altri servizi del genere su internet. Ci sarebbe da chiedersi perchè per il superski sia vietato il monitoraggio dei percorsi e per il telepass autostradale sia invece consentito vedere i pedaggi.

Forse un sistema di garanzia della privacy a livello non adeguato per il superski?

E ancora: il telepass autostradale invia la contabilità per e-mail o per posta cartacea con tutto il rendiconto dei pedaggi effettuati. Non è questo forse un sistema ancora più "vulnerabile" dell'accesso via internet del superski? Basta che la moglie (o il marito - per par condicio) prenda la busta con l'estratto conto mensile, ed il gioco è fatto! "Hai detto che eri andato(a) a Milano per lavoro ed invece sei uscito(a) a Terme Euganee alle 2 del pomeriggio! Come la mettiamo?"

Anche perché in questo caso non necessariamente il titolare del telepass è anche l'utilizzatore del medesimo.  

Mah!? Forse bisognerebbe approfondire...

Per quanto riguarda l'attività del Garante: a mio parere molto insoddisfacente. Basta pensare alle promozioni telefoniche (ancora autorizzate - per quanto ne so - con il decreto milleproroghe di fine anno) o alle e-mail promozionali indesiderate (e che non sempre gli antispam riescono a fermare).

Alla fine: tanti adempimenti, tanta "carta", tanti oneri (per le aziende), pochi benefici per l'utente.

 

Per quanto riguarda l'attività del Garante: a mio parere molto insoddisfacente. Basta pensare alle promozioni telefoniche (ancora autorizzate - per quanto ne so - con il decreto milleproroghe di fine anno) o alle e-mail promozionali indesiderate (e che non sempre gli antispam riescono a fermare).

Se le promozioni telefoniche sono tutt'ora lecite in quanto previste da norma di legge mentre lo "spam" può provenire da chissà quale parte del mondo, non mi è chiaro cosa di "soddisfacente" il Garante dovesse fare - ma non ha fatto - in tali materie.

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