L'influenza H1N1 del 2009

21 novembre 2009 giorgio gilestro

Si parla tanto di influenza e vaccini, ultimamente. Provo a farlo anche io, cercando di mettere enfasi sulle cose che raramente vengono dette in altre sedi. Parto con lo spiegare alcuni dei punti fondamentali della biologia dell'influenza, per capire (semplificando un po'). Siccome il fulcro principale di tutto il circo mediatico ruota attorno alla pericolosità del virus, mi soffermerò sui meccanismi che lo rendono pericoloso.

Il virus dell' Influenza – principi di virologia e immunologia.

I primi documenti che segnalano i sintomi di una epidemia di influenza risalgono al 412 AC, ad opera di Ippocrate1. Il termine influenza viene utilizzato per la prima volta circa 2000 anni dopo, in Italia, per descrivere quei malanni più o meno ricorrenti che, come molti altri eventi, sembravano essere influenzati dagli influssi astrali. Il termine italiano è rimasto nell'uso scientifico e anche in inglese al giorno d'oggi si parla di influenza virus. Dal punto di vista biologico, un virus influenzale è un virus molto semplice: composto da una decina di proteine, ognuna delle quali si occupa di un ruolo specifico2. Le proteine HA e NA, per esempio, sono le più importanti proteine sulla superficie del virus e il loro ruolo è quello di riconoscere “al tatto” una cellula ospite – cioé la possibile vittima - funzionando un po' come chiavi per serrature. Essendo però in superficie, HA e NA3 costituiscono anche il tallone d'achille del virus perché sono il bersaglio principale della risposta anticorpale.

 

Rappresentazione schematica di un virus dell'influenza. Le proteine Neuraminidasi (NA) e Emaglutinina (HA) sono i principali antigeni (4)

Il sistema immunitario dei mammiferi è adattivo, cioé impara con l'esperienza: una volta messo in contatto con un agente estraneo, sviluppa proteine altamente specifiche dette anticorpi. Quando prodotti in quantità sufficiente, gli anticorpi ricoprono l'agente infettivo e lo marchiano per la distruzione da parte delle cellule del sistema immunitario. È il motivo per cui, in un organismo sano, molte malattie infettive si prendono soltanto una volta nella vita (morbillo o orecchioni sono un esempio noto). Ogni vaccino sfrutta proprio queste proprietà: ci si inietta in corpo una versione del virus innocua o indebolita, che possieda le proteine di superficie in modo da stimolare gli anticorpi ma che non sia abbastanza virulenta da scatenare la vera malattia. La specificità della risposta anticorpale, però, fa sì che talvolta sia sufficiente cambiare anche di poco la forma delle proteine di superficie affinché gli anticorpi non le riconoscano con la stessa efficienza.

Il virus dell'influenza sfrutta questa debolezza e tende a mutare utilizzando due fenomeni: mutazioni spontanee e minori dette di deriva antigenica (antigenic drift) e ricombinazioni, cioé mutazioni molto più sostanziose che cambiano completamente l'aspetto del virus (spostamento antigenico o antigenic shift).

Nella deriva antigenica, il virus cambia gradualmente e casualmente finché la sorte non introduce un numero di mutazioni che sono allo stesso tempo limitate abbastanza da non interferire troppo con la funzione del virus e diversificanti abbastanza per scappare anche solo parzialmente alla risposta immunitaria. La deriva antigenica è responsabile dell'avvento dell'epidemia stagionale, cioé quella che si verifica ogni anno. Una parte consistente del virus dell'influenza stagionale che è circolato negli ultimi decenni è una versione riveduta e corretta dello stesso virus che ha creato una pandemia nel 1968 (detto Hong Kong, variante H3N2). L'influenza suina di questi mesi sarà probabilmente una delle basi su cui si costruiranno i virus stagionali per i prossimi anni o decenni. Così via fino alla prossima pandemia.

Nuovi ceppi che hanno originato pandemie recenti. Dopo l'esplosione iniziale, il virus rimane per anni e modificandosi contribuisce ad aumentare il bacino dei virus cosiddetti stagionali 5.

È importante sottolineare che mutazioni avvengono continuamente6 ma fortunatamente la stragrande maggioranza delle mutazioni di deriva antigenica è dannosa per il virus stesso. Alcune sono silenti e altre ancora hanno pochissimo effetto. Perché sia realmente pericoloso, un virus mutato deve avere a) un vantaggio selettivo contro tutti gli altri miliardi di virus nell'organismo, di modo da prendere il sopravvento, b) riuscire ad uscire dal corpo ed infettare qualcun altro per propagarsi. Ogni anno, solo in Italia, vengono identificate decine di mutazioni7. Queste piccole continue mutazioni permettono al ceppo virale di non estinguersi e ripresentarsi di anno in anno al nostro organismo. Allo stesso tempo, il fatto che il virus stagionale sia solo minimamente diverso, lo rende anche relativamente meno pericoloso. Dico relativamente perché i numeri non sono altissimi ma sono sicuramente degni di nota: tra il 5% e il 20% della popolazione si ammala di influenza ogni anno, con un tasso di mortalità di circa 0.1%. Vuol dire circa 3000-12000 morti all'anno solo in Italia. Viste queste cifre, perché quindi tutto questo baccano per il virus dell'influenza suina che finora ha fatto in Italia meno di 70 morti (equivalente ad un tasso di mortalità dello 0.0029%)7?

Perché quella che ora chiamiamo H1N1 è una pandemia scaturita non da una deriva antigenica ma da uno spostamento antigenico. Gli spostamenti antigenici sono decisamente più rari e si verificano quando lo stesso ospite (ad esempio un maiale) è infettato contemporaneamente da due virus diversi: uno che di solito colpisce solo i maiali e uno che di solito colpisce solo l'uomo ma che per un processo di mutazioni è riuscito ad entrare, seppur timidamente, all'interno delle cellule suine.

Una delle differenze più evidenti del nuovo H1N1 appare guardando il periodo di diffusione del virus. Un segno di diverse capacità infettive rispetto ai ceppi stagionali. Notare che proprio per la diversa tempistica, il 99% del virus che circola in questo periodo è 2009H1N1. La stagionale arriverà più avanti come gli altri anni. Fonte: Istituto Superiore di Sanità.

I danni potenziali di un nuovo ceppo creato attraverso spostamento antigenico sono enormi. Basti pensare che l'influenza cosiddetta spagnola, che si crede essere originata in questo modo (anche essa un'influenza H1N1), colpì apparentemente il 30% della popolazione con un tasso di mortalità del 10-20%. Tra 50 e 100 milioni di morti in due stagioni: più della guerra e più della peste nera nel medioevo. Più morti di influenza spagnola in 25 settimane che di HIV in 25 anni.

Ogni nuova pandemia ha, in principio, la stesso rischio di diventare altamente pericolosa. Certo a distanza di quasi un secolo le nostre capacità di affrontare l'epidemia sono diverse: esistono unità di terapia intensiva che una volta non esistevano; inoltre la popolazione non è stremata dalla guerra come nel 1918. Però è anche vero che si viaggia molto di più e quindi ci si dovrebbe aspettare una pandemia con velocità ben più alta, magari esplosiva abbastanza per saturare gli ospedali. In sostanza, non potendo prevedere a priori la pericolosità di un possibile spostamento antigenico, l'OMS ha il dovere di lanciare l'allarme e prepararsi al peggio. È difficile farlo senza scatenare il panico, però, o senza fare la figura di quello che grida “al lupo al lupo”. Impossibile farlo se non si riesce a spiegare che un nuovo virus dell'influenza comporta un rischio potenzialmente altissimo per la società. La parola chiave, qui, è "potenziale".

Lo stato attuale delle cose.

Il nuovo H1N1 (chiamato appunto 2009 H1N1) è in giro da diversi mesi. Non sembra certo avere la pericolosità di una nuova influenza spagnola. A dirla tutta, sembra essere meno pericoloso della solita influenza stagionale. Quindi viene spontaneo porgersi alcune domande.

La prima: l'abbiamo scampata? Probabilmente sì. Ormai siamo in piena fase discendente della diffusione del virus. Il rischio che il virus evolva in una forma più pericolosa esiste sempre ma è probabilmente simile a quello che si corre ogni anno con la normale influenza. L'unico dubbio che rimane è cosa succederebbe se influenza stagionale e influenza H1N1 co-infettassero gli stessi soggetti. Una nuova ricombinazione sarebbe molto probabile e potenzialmente pericolosa.

La seconda: l'allarme era ingiustificato? No. È innegabile che questo sia un nuovo ceppo virale. Sarebbe stato impossibile prevedere fin dall'inizio l'esatta pericolosità. La cautela era d'obbligo.

La terza: han fatto bene (o fanno bene) i media a titolare in prima pagina ogni singola morte? Certo che no. I numeri parlano chiaro e non giustificano il panico.

La quarta: quindi, vaccinarsi non serve a nulla? Sbagliato. Vaccinarsi serve almeno tanto quanto serve vaccinarsi contro la normale influenza stagionale. Anche se, cumulativamente, il rischio di complicazioni o di fatalità legato a 2009H1N1 è più basso dell'influenza stagionale, la distribuzione del rischio rimane comunque differenziata in base alla categoria di appartenenza. Soggetti con malattie croniche (soprattutto polmonari) o donne incinte, ad esempio, hanno un rischio di complicazione significativamente più alto. Considerando che gli effetti collaterali della vaccinazione sono infinitesimali, la scelta dovrebbe essere semplice. Proprio le donne incinte, ad esempio, hanno un rischio decisamente più alto di qualsiasi altra categoria, benché storicamente rappresentino la categoria più restia alla vaccinazione(8). Purtroppo a qualcuno piace diffondere anche panico da vaccino, come se non bastasse il panico da H1N1.

  1. Descritta come “La Tosse di Perinto” - VI libro delle Epidemie del Corpus Hippocraticum.
  2. Medical Microbiology. Baron, Samuel, (editor).
  3. Per dare un'idea della misura della complessità, si pensi che un organismo unicellulare semplice, come il lievito della birra, ha bisogno di circa 7000 proteine per funzionare.
  4. HA e NA danno il nome ai vari ceppi virali. H1N1, ad esempio, significa variante 1 di HA e variante 1 di NA. Il virus dell'influenza stagionale è per lo più H3N2; l'asiatica è H2N2.
  5. Da "Influenza: old and new threats." Nature Medicine 2004.
  6. Il tasso di mutazione è di 1-2 x 10-5 per ciclo di infezione. Vuol dire diverse migliaia di virus mutati all'interno di ciascuno di noi.
  7. Dati del ministero della Salute. Qui una mappa mondiale della diffusione dei casi accertati.
  8. H1N1 2009 influenza virus infection during pregnancy in the USA. The Lancet, 2009

58 commenti (espandi tutti)

Preparati: adesso arriveranno i complottisti antivaccino.

E' una materia affascinante. Mi permetto di segnalare un blog sull'influenza (effect measure) http://scienceblogs.com/effectmeasure/

 

 

Giorgio, i miei complimenti per la spiegazione. 

Come diceva qualcuno: "non hai veramente capito qualcosa finche' non sei in grado di spiegarla a tua nonna". Mia nonna purtroppo non c'e' piu', ma mi tengo il link nel caso servissero spiegazioni equivalenti (ovviamente, citando la fonte).

Innanzitutto un grande grazie per la semplice spiegazione, me l'aveva spiegata, facendomi venire un mal di testa atroce, un mio amico professore universitario, anche se lui si era soffermato sul fatto che in Campania abbiamo più morti perchè abbiamo una popolazione con molti deficit respirativi e che arriva in ospedale quando è troppo tardi.

Sono d'accordo con Morelli: preparati, arriveranno tanti anti-vaccino, attratti come le api dal miele.

Io ho, ovviamente, vaccinato le mie figlie, ma gli aspetti strani della vicenda riguardano solo il contratto di fornitura del vaccino, con tanti (troppi) punti oscuri, cosa sappiamo su quel contratto?

Noi invece non ci siamo vaccinati per la H1N1 ma solo per l'influenza generica, dietro indicazione della stessa ASL che ci ha quantomeno avvertito che (1) il vaccino è un brevetto del 2007 e (2) contiene squalene e mercurio... Mio figlio è rimasto ammalato 3 giorni (il terzo di convalescenza) e poi via, un altro amico con cui abbiamo condiviso un appartamento è stato a casa 4 giorni (con noi dentro...) con un giorno di febbre alta ed è finita lì.

Molte altre persone di mia conoscenza non si sono vaccinate e non è successo assolutamente nulla.

Certo, rimarrebbe da vedere il contratto capestro firmato dello Stato Italiano con la ditta farmaceutica e la serie di annunci sui media, incluso il TG1, con consigli alternanti e contraddittori su chi fare vaccinare e chi no. Domande agli esperti: 

 

  1. Sapete che una sera al TG1 è stato anche caldamente consigliato il vaccino alle donne incinte. Leggo che è effettivamente una categoria a rischio, ma lo scetticismo è molto elevato... E' una cosa normale alzare i toni su questo, soprattutto quando ormai sembrava assodata la pericolosità molto relativa del virus e nota la composizione dubbia del vaccino?
  2. Adesso sono invece state scoperte delle terribili mutazioni (ad es. in Norvegia) che a sentire i media giustificherebbero il consumo delle dosi rimaste inutilizzate... Che cosa ci potete dire a riguardo?
  3. A mia memoria, non ricordo un battage pubblicitario simile su un'influenza. E' anche questa una cosa normale?

 

Vedete un pò voi, noi ci sembra che abbiamo cose più gravi di cui preoccuparci.

 

P.S. Grazie per l'articolo, effettivamente molto chiaro!

 

Dalla pubblicazione indicata in bibliografia:

Findings

<em>

From April 15 to May 18, 2009, 34 confirmed or probable cases of pandemic H1N1 in pregnant women were reported to CDC from 13 states. 11 (32%) women were admitted to hospital. The estimated rate of admission for pandemic H1N1 influenza virus infection in pregnant women during the first month of the outbreak was higher than it was in the general population (0·32 per 100 000 pregnant women, 95% CI 0·13–0·52 vs 0·076 per 100 000 population at risk, 95% CI 0·07–0·09). Between April 15 and June 16, 2009, six deaths in pregnant women were reported to the CDC; all were in women who had developed pneumonia and subsequent acute respiratory distress syndrome requiring mechanical ventilation.

Interpretation

Pregnant women might be at increased risk for complications from pandemic H1N1 virus infection. These data lend support to the present recommendation to promptly treat pregnant women with H1N1 influenza virus infection with anti-influenza drugs.

  1. Ma le donne avevano sviluppato la polmonite prima di prendersi l'influenza, no? E quindi rientrano nei casi di persone con deficit di respirazione.
  2. Non mi sembra che consigli il vaccino, ma solo trattamento tempestivo per le donne incinte (pratica tra l'altro standard in ogni caso...). Mi sbaglio?

Anche se non consiglia esplicitamente il vaccino mi sembra che in un caso del genere il rapporto rischi/benefici del vaccino ( che è l'UNICA cosa che conta ) sia a favore della vaccinazione.

Scusa ma qui sbagli. L'articolo riporta uno studio su 34 donne incinte che sono state contagiate dalla nuova influenza H1N1. 11 donne sono state ricoverate (una percentuale maggiore di quella osservata tra la popolazione generale). Di queste 6 sono morte, in seguito a polmonite e sindrome da stress respiratiorio acuta (presumo virale, ma devo ancora leggere tutto l'articolo). E' chiaro che la sindrome da stress respiratiorio e la polmonite sono conseguenze del virus H1N1,  sviluppatesi prima che le donne morissero (da qui il verbo al passato).

In realtà il rischio per le donne incinte (e per le persone obese) è proprio legato al fatto che la ventilazione meccanica è resa difficile dalla loro condizione e più facilmente si trovano ad affrontare problemi respiratori.

 

Grazie per la precisazione, adesso mi appare più chiaro: ad un profano come me l'abstract in questione non era di facile interpretazione.

ASL che ci ha quantomeno avvertito che (1) il vaccino è un brevetto del 2007 e (2) contiene squalene e mercurio...

 

Lo squalene è contenuto anche nell'olio d'oliva. Lì da voi la ASL ne ha sconsigliato la vendita? Vi fa condire la pasta con l'olio di colza? :-)

Il mercurio nel vaccino è thimerosal, che a differenza di altri composti di questo elemento non viene accumulato dagli organismi, ed è usato senza problemi da decenni. Qualcuno alla tua ASL lo sa che senza thimerosal la produzione mondiale di vaccini sarebbe largamente insufficiente? 

Svizzari solleva alcuni dei punti principali che bisogna toccare se si vuole parlare di vaccini. Ci tengo anche a precisare che sono assolutamente convinto che la maggiorparte di chi nutre dubbi verso i vaccini lo fa sulla base delle informazioni a cui e' sottoposto: poche e rare spiegazioni su come stanno le cose, da parte dei media e della comunita' scientifica; tante e variegate voci dall'altro campo.

Molte altre persone di mia conoscenza non si sono vaccinate e non è successo assolutamente nulla.

Come ho cercato di spiegare nell'articolo, il vaccino serve per ridurre il rischio. E' difficile tradurre il rischio in probabilita' individuali ma immaginiamo, per semplicita', che una persona in una categoria debole abbia rischio di complicazioni serie pari a 1:500. Semplicemente assumere il vaccino vuol dire cercare di azzerare quel rischio. E' un po' come essere molto anziani e avere l'aria condizionata durante un'estate molto calda: non e' detto che chiunque resti al caldo morira', e' pero' facilmente intuibile come stare al fresco aiuti. Chiaro, no?

Ora, visto che i vantaggi del vaccino dovrebbero essere chiari, da dove deriva questa paura per gli stessi? Da due fattori: uno storico e uno piu' attuale. Quello storico e' che c'e' sempre stata una diffidenza verso i vaccini, probabilmente perche' il vaccino non cura, ma previene e quindi e' difficile sentirne gli effetti sulla propria pelle. Se ho mal di denti e prendo una medicina che me lo fara' passare, faro' in fretta a creare una correlazione mentale che sia medicina -> dolore sparito (1). Nel caso del vaccino, la reazione piu' frequente sara' non prendere l'influenza o prenderla in maniera molto piu' lieve.

L'altro fattore attuale ha piu' a che fare con la composizione dei vaccini anti 2009H1N1. Mi spiego, di fronte ad una pandemia potenzialmente pericolosa come questa del 2009, l'Organizzazione Mondiale della Sanita' ha commissionato un numero di vaccini altissimo. Inoltre la tempestica doveva essere molto piu' rapida del normale perche' H1N1 ha preso prima quest'anno. Per questo motivo alcune case farmaceutiche hanno deciso di utilizzare meno "principio attivo" diluendolo un po' di piu' rispetto al normale e aumentando invece la quantita' di coadiuvante. I coadiuvanti usati sono quelli a base oleosa e in particolare lo squalene, la vitamina E e il polisorbato (lo stesso che si trova nel gelato). Lo squalene per qualche motivi (forse il nome?) fa piu' paura al popolo. Il motivo e' che non sarebbe mai stato testato. In realta', i primi vaccini con squalene sono stati introdotti nel 1997. Sono stati utilizzati soltanto per le persone > 65 anni di eta' perche' sono una chiara categoria a rischio e un vaccino con coadiuvante permette di proteggerne di piu'. Nessun effetto collaterale particolare e' stato mai osservato. La combinazione dei fattori storici e lo squalene quest'anno ha fatto boom: un paio di settimane fa mio cugino mi ha contattato preoccupato per chiedermi se fosse vero quello che ha letto su facebook e cioe' che il vaccino e' stato creato per far morire la maggiorparte della popolazione visto che siamo troppi al mondo(!).

Sul fatto che non ti ricordi una allarme pari a quello di quest'anno, ti sbagli. Anche solo la SARS di alcuni anni fa aveva fatto molto piu' scalpore (e, a dirla tutta, era molto piu' pericolosa). Le altre pandemie vanno piu' indietro nel tempo, fine degli anni 80 e fine degli anni 60. C'e' anche da dire che il modo in cui i media reagiscono a eventi come questi puo' essere spropositato, da un lato o dall'altro. Il motivo per cui l'influenza spagnola e' chiamata cosi', ad esempio, e' perche' i giornali spagnoli dell'epoca fuorono gli unici a parlare della pandemia fin da principio. Gli altri governi decisero di tenere nascosta la notizia il piu' possibile per motivi di morale.

 

(1) In realta' dal punto di vista puramente scientifico questa correlazione e' inutile perche' la scienza non lavora con casi singoli ma solo coi grandi numeri. Ma dal punto di vista psicologico e' un chiaro, talvolta fallace, esempio di causa->effetto.

Posso solo rispondere ammirato che è un peccato che non sia Giorgio ad occuparsi di comunicazione sanitaria qui in Italia... Pacato, chiaro ed esauriente: grazie davvero.

Vero per la SARS, ma appunto, mi sembra anche che all'epoca esistessero prove più consistenti sulla sua pericolosità rispetto alla H1N1, e quindi l'allarme fosse più che giustificato.

Ringrazio anch'io per le informazioni, ma non mi sono ancora sufficienti a prendere una decisione.

Per una coppia di cinquantenni senza figli e senza contatti diretti con bambini, senza malattie croniche particolari, che non lavora a contatto col pubblico e già vaccinata contro l'influenza stagionale vale la pena fare anche il vaccino contro l'H1N1 oppure no?

Il medico curante, sentito circa due mesi fa diceva di non pensare di vaccinarsi e di non raccomandare la vaccinazione, ma di essere pronto a farla su richiesta.

L'unico motivo per cui non dovreste vaccinarvi e' che, a meno che non siate obesi, non siete categoria a rischio e siccome i vaccini sono in numero limitato, usarne uno vuol dire sottrarlo a chi ne ha piu' bisogno. Poi di fatto in Italia i vaccinati sono solo 150k contro 3 milioni di dosi acquistate quindi potresti anche farlo senza troppi rimorsi.

Poi di fatto in Italia i vaccinati sono solo 150k contro 3 milioni di dosi acquistate

In effetti mi domandavo ad ottobre guardando il blog di Greg Mankiw, avevo letto questo e mi aveva dato da pensare. Avendo in mente un'astratta funzione di pubblica utilità, in un caso come quello dell'Italia, sarebbe più efficace vendere i vaccini all'asta e restituire a tutti il ricavato. Forse un ragionamento un po' agghiacciante...

Giorgio sei molto chiaro e ti ringrazio anch'io per le preziose informazioni.

Alcune perplessità:

Ci tengo anche a precisare che sono assolutamente convinto che la maggiorparte di chi nutre dubbi verso i vaccini lo fa sulla base delle informazioni a cui e' sottoposto: poche e rare spiegazioni su come stanno le cose, da parte dei media e della comunita' scientifica; tante e variegate voci dall'altro campo.

Beh, la comunità scientifica è divisa:

http://it.notizie.yahoo.com/10/20091102/ttc-influenza-a-lazio-per-50-pediatri-va-f6763c2.html

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5A706S20091108

quindi forse ci sarebbe da chiedersi: chi è la comunità scientifica? Ferruccio Fazio? Sacconi? L'OMS? Topo Gigio? O i medici ai quali quotidianamente affidiamo la nostra salute e, chi li ha, quella dei figli? Cos'è... si son rincoglioniti tutt'insieme, e per una storiella letta su internet rinnegano i loro studi?

Non stupisce che si sia dovuti ricorrere a Topo Gigio per ottenere un minimo di credibilità? Come può la gente fidarsi di chi sostiene di non volersi vaccinare ed esorta gli altri a farlo?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che personalmente mi pongo e che, chiamatemi anche complottista, ma mi fanno pensare ad una truffa gigantesca.

La risposta "i medici sono degli incompetenti" è per ovvi motivi inaccettabile.

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che personalmente mi pongo e che, chiamatemi anche complottista, ma mi fanno pensare ad una truffa gigantesca.

Devo dire che ero abbastanza d'accordo su questa affermazione prima che Giorgio spiegasse pacatamente i razionali. Il problema - come anche lui mi pare condivida - sta nella qualità dell'informazione. Cosa costa essere precisi e fornire delle cifre, lasciando in caso il beneficio del dubbio, ed evitare finte certezze sciorinate solo a fini strumentali?

Il sito 

http://www.nuovainfluenzah1n1.info/ultime/i-rischi-del-vaccino-4.html

mi sembra molto interessante ed equilibrato, ma si pongono anche loro gli interrogativi che ci poniamo noi.

è un problema di autorità. chi è l'autorità quando si parla di salute? il marito del direttore generale di farmindustria? topo gigio? un ente chiamato oms che non sappiamo nemmeno dove ha sede? o i medici con cui abbiamo rapporti personali ed ai quali affidiamo la nostra salute da anni?

Bella domanda. Anche qui tocca distinguere tra autorità "vicina" e "lontana". Ad un malato di cancro nostro amico i suoi oncologi l'hanno caldamente sconsigliato di vaccinarsi.

Tra le autorità lontane segnalo Bruno Vespa che non so ovviamente cosa abbia detto ma sono sicuro che si è pronunciato, e l'impatto delle sue parole sarà superiore a quello di tutti i ministri, farmindustria e l'OMS messi insieme.

D'altra parte come si gestisca il diritto alla pluralità dell'informazione in questi casi onestamente mi sfugge...

Daniele, tu sollevi un problema molto importante che riassumi bene quando dici "chi e' l'autorita' che i cittadini devono ascoltare"?

Il fatto stesso che chiami i pediatri della regione lazio "comunita' scientifica" e' un esempio che c'e' un problema di fondo nell'identificare cosa e' cosa: i medici curanti non sono identificabili con la comunita' scientifica. La comunita' scientifica e' composta da scienziati, gente che compie ricerca, s'azzuffa su idee e teorie, pubblica studi: in altre parole, si mantiene aggiornata. Secondo questa definizione la comunita' scientifica e' tutt'altro che divisa. E' anzi unanime nel pensare che il virus dell'influenza costituisca per la societa' attuale una minaccia altissima. Non parlo di questo virus in particolare: parlo del fatto che sia soltanto questione di tempo (anni? decenni?) finche' un'altra influenza spagnola si verifichi uccidendo il 10% della popolazione mondiale in pochi mesi. Questa ipotesi e' largamente condivisa ed e' il motivo per cui esistono organi di controllo il cui ruolo e' minimizzare l'impatto futuro. La comunita' scientifica e' parimenti consapevole di quali siano i rischi associati ad una pandemia di influenza come quella attuale, quali siano gli effetti benifici di un vaccino e cosi' via.

Perche' quindi lo scetticismo nella comunita' medica e' piu' simile a quello del pubblico che a quello della comunita scientifica? La risposta e': perche' tanti medici si sono di fatto allontanati dalla comunita' scientifica nel momento in cui hanno terminato gli studi. Altri non ne hanno mai fatto parte: hanno studiato nozioni di medicina senza capire la potenza del metodo scientifico, senza capire a fondo i concetti principali dello stesso.

Ad ogni modo, diventa davvero difficile per il cittadino riuscire a capire di chi fidarsi quando autorita' diverse raccontano cose diverse. Il consiglio che posso dare e': cercare sempre di andare a fondo nelle cose. Se il medico di base ti sconsiglia di fare il vaccino perche' ha sentito dire che c'e' lo squalene, chiedigli di prepararti un paio di pagine come quelle che ho scritto io qui in cui giustifica le sue affermazioni, farcendole di link a lavori o informazioni. Del resto si sta assumendo una grossa responsabilita'. Se non e' grado di farlo o se ti cita cose per sentito dire o "lette su internet", cambia medico.

A volte fare controllo sulla serieta' di alcune affermazioni e' molto molto semplice, anche per le persone non del campo. Basta un po' di buona volonta'. Un esempio :uno dei filmati che gira' di piu' via internet e' questo: si vede un signore apparentemente distinto che parla dei vaccini in maniera pacata spiegando come siano distruttivi per la razza umana. Ora io sono sicuro che molte meno persone avrebbero diffuso questo filmato via email o via facebook se avessero avuto la accortezza di chiedersi chi e' questo signore. Si tratta di David Icke, un matto che da anni cerca di convincere il mondo che la classe dirigente mondiale e' composta da alieni meta' rettili e meta' umani che arrivano dal pianeta Draco e che decidono il destino del mondo nascondendosi al centro della terra.

Se alcuni milioni di persone si fanno convincere riguardo agli effetti deleteri del vaccino da uno cosi', vuol dire che abbiamo un problema serissimo di comunicazione scientifica (tra le altre cose).

 

Giorgio, guardando le cose con un angolo esclusivamente "medico" è già come tu dici. Però va aggiunto il contesto, che oggi in Italia è formato da:

 

  • organi di informazione di sempre più dubbia validità e di sicura affiliazione ad un qualche tipo di potere
  • classe politica e dirigente in generale votata al perseguimento dei propri interessi e non di quelli comuni
  • passate esperienze con vaccini e ditte farmaceutiche (mi viene in mente ora l'aviaria) che non hanno aiutato a costruire un rapporto per così dire di fiducia con i cittadini.

 

Di conseguenza anche un allarme giustificato come sembra essere questo ha il suo daffare a farsi largo nella coscienza popolare, dato che qualsiasi campana suoni viene subito etichettata e crea risonanze da un lato o viene additata al pubblico ludibrio dall'altra. Inoltre il concetto di responsabilità (del singolo o dell'organizzazione) che invochi non esiste ormai da tempo, sia nelle coscienze che nei fatti, e la buona volontà scarseggia sempre di più.

Però, insisto, invece di chiederci perché chi disinforma sia così efficace, mi chiederei come fa Daniele perché l'informazione cosiddetta ufficiale sia stata e sia ancora così inconsistente e dia adito a tutti questi dubbi in tutti noi.

Il problema è visto anche dalla comunità scientifica:

http://www.scribd.com/doc/22181860/Importance-of-background-rates-of-dis...

Giorgio grazie per le preziose informazioni che dispensi e per la pazienza.

Avevo scritto un post molto lungo ma il sito ha deciso di morirmi sul più bello.. quindi riassumerò.

Il problema che io sollevo è: CHI è l'autorità quando si tratta di salute?

2 (estens.) potere, influenza esercitata da una persona su un'altra in virtù del ruolo, della funzione che riveste: l'autorità paterna; l'autorità del maestro sugli alunni;valersi della propria autorità 

citando il Garzanti questa è la definizione di autorità, ed è quella alla quale mi riferivo io.

Chi ha autorità nell'esprimersi sulla nostra salute? Io risponderei: il mio medico. Se non lui comunque un altro medico.

E' ragionevole sostenere che una persona x debba fare l'analisi comparativa di ogni parere medico? O che pretenda da un medico la giustificazione delle sue scelte? A me sembra di no. Affidiamo davvero quotidianamente la vita a dei maghi? ...

Non stai tranquillizzando in effetti: stai affermando che i medici che ci prescrivono i farmaci sono facilmente oggetto di propaganda, ideologie, idee bislacche.... 

E comunque: magari i medici della regione Lazio non sono comunità scientifica, ma anche il Presidente della Commissione Vaccini della Società Italiana Pediatri è escluso dalla definizione?

Il problema che io sollevo è: CHI è l'autorità quando si tratta di salute?

Daniele, ti ripeto che sono d'accordo che questa e' la domanda giusta da porsi ma penso anche che sia la domanda giusta da porsi per qualsiasi altra questione (dalla salute all'economia al global warming a che modello di automobile mi conviene comprare). Io sono d'accordo con le dichiarazioni di Galli che linki tu stesso e cioe' che la comunita' medica ci stia facendo una figura un po' da cioccolatai. Purtroppo non mi stupisce pero'.

E comunque: magari i medici della regione Lazio non sono comunità scientifica, ma anche il Presidente della Commissione Vaccini della Società Italiana Pediatri è escluso dalla definizione?

No No, aspetta, Ugazio non dice di non vaccinarsi. Dice una cosa molto diversa e cioe' che il panico mediatico e' ingiustificato e che non ha senso fare tutto questo can can per ogni singolo morto, soprattutto fin quando la mortalita' rimane cosi' bassa. Mi sembra assolutamente corretto ed e' esattamente cio' che ho scritto io nel mio post qui sopra (terza domanda in chiusura, spero di essere stato abbastanza chiaro a proposito).

Vorrei fare solo due piccole osservazioni, per quanto riguarda il mercurio contenuto in alcuni vaccini ( mi risulta che non ci sia negli attuali vaccini antinfluenzali ) la quantità è molto bassa, il 99% degli italiani che hanno almeno un otturazione dentaria assimilano dall' amalgama di cui è composta quantità di mercurio molto maggiori, e quello che arriva dal pesce normalmente in commercio è, dato che i composti del mercurio si accumulano nell'organismo, molto maggiore.

Per quanto riguarda lo squalene, ci sono perlomeno 200 prodotti cosmetici, sopratutto di erboristeria che ne contengono quantità notevoli, anche sotto altro nome.

Quindi da questi due punti di vista l'allarmismo mi sembra frutto di scarsa informazione.

Pe quanto riguarda il contratto di fornitura del vaccino, la cosa si può spiegare semplicemente, con la nota affermazione "nessuno è tenuto a fare l'impossibile", nella situazione attuale la scelta era tra:

NON avere il Vaccino.

Oppure fare un contratto con una casa farmaceutica PRIMA che questa fosse in grado di garantire

1) Che il vaccino fosse privo di effetti collaterali

2) Che fosse approvato dalle autorità sanitarie

3) I tempi esatti di produzione e consegna.

si è preferita la seconda opzione e leggendo il contratto si scopre che:

-        Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.08.000 euro. (Vedi punto 8).
-        Il Ministero pagherà  Novartis anche in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto. (Vedi punto 8)
-        Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà  l'IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2)
-        Nell'eventualità  che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l'ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6)
-        Novartis pagherà  i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà  il Ministero. (Vedi punti 6 e 7)
-        Per la Novartis non è prevista alcuna penalità . (Vedi punto 3)

Le critiche alla gestione dell' approvvigionamento del vaccino mi sembrano sintomo della stessa mentalità per cui si parla di MALASANITA quando una persona viene ricoverata in condizioni disperate e poi ci lascia le penne, è l'idea che la medicina debba garantire certezze assolute, ma non è così, la scienza non garantisce certezze assolute, chi le cerca potrebbe rivolgersi alla religione o a quelche ideologia politica ma non credo con risultati molto migliori.....

Continuo a non vedere qui risposte circostanziate, ma solo affermazioni (almeno ai miei occhi, ma sono molto miope...) non sufficientemente contestualizzate. Esempio, immagino che mercurio e squalene siano presenti in molti più prodotti di quelli citati, ma probabilmente l'uso di questi prodotti non implica che siano iniettati con una siringa (vedi cosmetici), o magari non hanno le stesse percentuali, etc... Non lo so, avevo confessato la mia ignoranza chiedendo semplicemente una risposta ad alcuni interrogativi, e quindi lo vorrei solo sapere senza affermazioni ironiche o altri atteggiamenti non coerenti (mi sembra) con lo spirito del blog.

Dunque ricapitolo:

1) non si sa davvero se valga la pena assumere il vaccino (faccio un paragone: mi sembra che valga molto di più invece assumere quello per l'influenza generica)

2) nessuno ha spiegato se è presente davvero un pericolo specifico per tutte le gestanti (ovvero anche per quelle NON affette da sindromi respiratorie)

3) mi sembra che l'atteggiamento dei media (italiani in particolare) sia stato di allarmismo sopra le righe, anche su questo nessuna opinione.

Per le critiche all'approvvigionamento del vaccino:

leggendo il contratto si scopre che:

-        Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.08.000 euro. (Vedi punto 8). 

-        Il Ministero pagherà  Novartis anche in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto. (Vedi punto 8)

-        Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà  l'IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2) 

-        Nell'eventualità  che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l'ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6) 

-        Novartis pagherà  i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà  il Ministero. (Vedi punti 6 e 7) 

-        Per la Novartis non è prevista alcuna penalità . (Vedi punto 3)

Mi sembra che queste righe parlino da sole e che siamo lontani da applicare logiche industriali di risk & contract management in Sanità. Va bene così.

 

Mi sembrava di essermi espresso abbastanza chiaramente ma forse è meglio dare un paio di numeri, il contenuto di sali di mercurio in una dose di vaccino è circa di 0,3 mg max , la quantità di mercurio contenuta nel pesce di cui sia ammessa la vendita è di 0,5 mg/kg, e nella gran parte del pesce pescato nel mediterraneo e nell'oceano indiano ci si avvicina abbastanza a questo valore.

Questo significa che come rischio specifico di assimilazione di mercurio una dose di vaccino equivale a 600g di pesce, e dato che la presunta pericolosità viene collegata esclusivamente al contenuto di mercurio e non alla forma in cui si presenta il confronto mi sembra esauriente.

Per quanto riguarda lo squalene, premesso che l'iniezione del vaccino è sottocutanea o al massimo intramuscolare e quindi l' assimilazione di una crema avviene quasi alla stessa velocità, e sopratutto non avviene attraverso il sistema circolatorio ( in cui il vaccino NON viene iniettato ) e il contenuto dello squalene nei vaccini è circa di 10mg, e dato che il contenuto medio di squalene in una crema di quelle che vendono nei negozi di cosmetici "naturali" è circa dell'1% il vaccino equivale come effetto a 1 g di crema.

Sull'approvvigionamento del vaccino ho specificato bene che la scelta non era tra questo contratto o un altro contratto, ma tra questo e nessun approvvigionamento di vaccino.

Anche dal punto di vista delle logiche industriali e della valutazione dei rischi è questa la scelta che si imponeva.

Non ci voleva poi molto, grazie per la chiarezza e la completezza. Adesso mi chiedo solo perché non è usata la stessa chiarezza nell'informazione pubblica, visto che come fai capire tu stesso sarebbe un gioco da ragazzi...

Sull'approvvigionamento del vaccino ho specificato bene che la scelta non era tra questo contratto o un altro contratto, ma tra questo e nessun approvvigionamento di vaccino.

Questa è l'altra domanda che viene spontanea: perché non vi erano alternative? O perché non se ne creano altre in modo da avere un margine maggiore di manovra? Grazie in anticipo.

 

Tutto corretto ma fammi solo aggiungere una informazione per lettori, per completezza. Uno dei rischi di cui si sente parlare riguardo ai coadiuvanti nei vaccini e' quello della sindrome di Guillame Barre' (GBS). La GBS e' una malattia autoimmune molto rara: tutto ad un tratto il sistema immunitario inizia a produrre anticorpi contro una proteina che ricopre i nervi e questo provoca neurodegenerazione. La sindrome appare spontaneamente nella popolazione e sembra che sia scatenata da una risposta immunitaria di qualche tipo (una normale influenza, un normale raffreddore, un normale morbillo). Che cosa la provochi e' misterioso ma per fortuna l'incidenza e'  bassa (1/100.000).

Ora, nel 1976 ci fu un'incidenza apparentemente piu' alta di GBS negli usa e ci furono degli studi per misurare se questa fosse dovuta alla vaccinazione (che costituisce apunto uno stimolo per il sistema immunitario). In un primo momento (un paper del 1981) sembrava che fosse il caso. Studi successivi hanno pero' dimostrato che l'aumento non era da attribuire al vaccino ma probabilmente al virus stesso. Questo studio, ad esempio, dice:

The relative incidence of Guillain-Barré syndrome within 90 days of vaccination was 0.76 (95% confidence interval: 0.41, 1.40). In contrast, the relative incidence of Guillain-Barré syndrome within 90 days of an influenzalike illness was 7.35 (95% confidence interval: 4.36, 12.38), with the greatest relative incidence (16.64, 95% confidence interval: 9.37, 29.54) within 30 days. The relative incidence was similar (0.89, 95% confidence interval: 0.42, 1.89) when the analysis was restricted to a subset of validated cases. The authors found no evidence of an increased risk of Guillain-Barré syndrome after seasonal influenza vaccine. The finding of a greatly increased risk after influenzalike illness is consistent with anecdotal reports of a preceding respiratory illness in Guillain-Barré syndrome and has important implications for the risk/benefit assessment that would be carried out should pandemic vaccines be deployed in the future.

Quindi, in sostanza, non c'e' nessun legame tra vaccinazione e GBS. Si riconferma invece un'infezione (soprattutto di tipo respiratorio) come evento associato all'apparizione di GBS. Il perche' ancora non si sa ma il vaccino non c'entra niente (anzi, probabilmente abbassa il rischio considerando che i vaccinati hanno meno possibilita' di prendere l'influenza).

 

Intanto ringrazio per l'articolo e per le risposte.

Sempre sullo squalene, anch'io avevo letto su alcuni documenti che il problema riguardava non tanto la sostanza in sé assimilata mangiandola, ma per via di essere iniettata. Il documento che mi aveva più colpito era uno che riferiva dei sospetti collegamenti tra la Sindrome del Golfo (che mi pare di capire sia una sorta di GBS, visto che anche in quel caso si parlava di reazione immunitaria o autoimmune, non ricordo bene). Purtroppo non ho conservato il link a quel documento, ma non contento di quella fonte ho iniziato a fare ricerche e ho trovato parte di quanto veniva discusso in quel documento anche in un articolo su wikipedia (inglese) alla voce "squalene" (vedi Health controversy). In quella pagina si legge anche che la FDA non ha approvato per gli USA l'uso del coadiuvante a base di squalene (mi pare di aver capito, sintetico) denominato MF59 prodotto da Novartis.

Io credo che sulla base di questo, dal basso della mia ignoranza, sia lecito domandarsi come stiano le cose. Mi domando cosa può differenziare l'uso di una sostanza iniettata sotto pelle, in intramuscolare, o assimilandola nell'apparato digerente (mangiandola) o ancora spalmandola sopra la pelle. Perché ho l'impressione che delle differenze ci siano, quanto meno perchè la sostanza trova barriere (la cute) o altri composti, come la saliva e altre sostanze che sono presenti nell'apparato digerente, che potrebbero alterarne le caratteristiche prima di venire assorbite nel sangue.

Perché alla fine, chiedo, se non ho capito male il sistema immunitario che è quello che ci difende dal virus dell'influenza, è anche lo stesso che è alla base della Sindrome del Golfo e della GBS per cui invece di attaccare i corpi estranei (es. il virus) inizia a considerare estranee delle sostanze generate dallo stesso corpo (tra cui lo squalene mi pare), ed è una roba che si trova nel sangue, no?

Grazie.

Il documento che mi aveva più colpito era uno che riferiva dei sospetti collegamenti tra la Sindrome del Golfo

La sindrome del golfo e' il nome dato a una sindrome molto complessa che ha colpito i veterani che han fatto le ultime guerre in IRAQ. A cosa sia da attribure non si sa ma e' semplice da immaginare che i soldati in Iraq sono andati in contro a tutto e piu' di tutto. Nel 2000 usci' un paper (questo) che ipotizzava lo squalene potesse essere responsabile ma i numeri erano molto strani, la metodologia palesemente sbagliata e i campioni sbagliati. Inoltre, lo squalene non e' mai stato utilizzato come adiuvante nei vaccini dati ai miliatri (qui un esempio delle critiche, qui il report del FDA sui vaccini per l'antrace). Non ti stupira' qundi scoprire che non solo quei risultati infatti non sono mai stati riprodotti ma che lavori piu' recenti han provato il contrario. Questo l'ultimo lavoro in ordine di tempo: (qui)

Since the end of the 1991 Gulf War, there have been reports of unexplained, multisymptom illnesses afflicting veterans who consistently report more symptoms than do nondeployed veterans. One of the many possible exposures suspected of causing chronic multisymptom illnesses Gulf War veterans is squalene, thought to be present in anthrax vaccine. We examined the relationship between squalene antibodies and chronic symptoms reported by Navy construction workers (Seabees), n=579. 30.2% were deployers, 7.4% were defined as ill, and 43.5% were positive for squalene antibodies. We found no association between squalene antibody status and chronic multisymptom illness (p=0.465). The etiology of Gulf War syndrome remains unknown, but should not include squalene antibody status.

Il motivo per cui i vaccini americani non contengono squalene e' perche' gli adiuvanti possibili sono tanti. In america si e' scelto di usare sali di alluminio invece di squalene ma i motivi non hanno nulla a che vedere con la presunta pericolosita' dello squalene perche', ripeto, e' in uso nei vaccini in Europa dal 1997 e assolutamente sicuro.

Perché alla fine, chiedo, se non ho capito male il sistema immunitario che è quello che ci difende dal virus dell'influenza, è anche lo stesso che è alla base della Sindrome del Golfo e della GBS

Il sistema immunitario e' uno dei motivi per cui tu sei vivo in questo momento. Ti protegge da qualsiasi patogeno. Senza sistema immunitario dovresti vivere senza nessun contatto col mondo esterno. E' il motivo per cui i bambini che nascono con immunodeficienze vivono nelle bolle

Farò una ricerca per vedere se riesco a ritrovare quel documento che avevo letto, ormai due mesi fa. A memoria mi pareva non facesse riferimento a relazioni del 2000 ma a cose molto più recenti.

Sulla questione di cosa faccia il sistema immunitario, beh pur nella mia ignoranza lo sapevo, quello che non so è se vi sono differenze tra l'assumere una sostanza per iniezione (sottocutanea, intramuscolare, endovenosa) o ingerirla: ha lo stesso risultato? Io non ne ho idea.

In ogni caso ringrazio per la risposta data.

Post a prova di stupido. Infatti ho capito anch'io. Te ne ringrazio.

Ottimo post, ci sono tutte le nozioni microbiologiche di base di cui nessuno parla mai. Hai l'approvazione di un misero studentello di medicina! ;)

Vi segnalo un sito sull'argomento, gestito da gente che sa come destreggiarsi in ambito scientifico e sempre aggiornato: http://www.nuovainfluenzah1n1.info/

Volevo fare una domanda a voi economisti: sui manuali di microbiologia si dice brevemente che una campagna di immunizzazione ha anche vantaggi economici, dato che una persona che si vaccina non si ammala e non salta giorni lavorativi. Quanto è vero nel caso della nuova influenza?

Grazie

sui manuali di microbiologia si dice brevemente che una campagna di immunizzazione ha anche vantaggi economici, dato che una persona che si vaccina non si ammala e non salta giorni lavorativi.

Non voglio rispondere ma solo agguiungere che uno che è vaccinato inoltre non infetta alte persone e questo rallenta l'epidemia e salva vite umane nel caso di soggetti a rischio (anziani, bambini, donne incinte). 

Francesco

L'influenza si prende a casa (30-40%), a scuola (20%) e altrove ( soprattutto sul lavoro) per il rimanente (40-50%). Considerata' la varieta' delle sedi di contatto, la stima e' che perche' un vaccino anti-influenzale riesca a ridurre il contagio, almeno il 70% della popolazione deve essere vaccinata.I dipendenti pubblici in Italia sono circa 3.5m che e' circa il 6% della popolazione italiana. Come vedi siamo lontanissimi. Del resto lo scopo della vaccinazione anti-influenzale non e' quello di ridurre il contagio (come avviene invece per altri tipi di vaccino)  ma di ridurre il rischio nei soggetti piu' deboli o, nel caso dei dipendenti pubblici, di ridurre l'assenteismo. Sinceramente se e' vero che l'assenteismo e' diminuito nel 2008/2009 nell'ambiente privato, mi verrebbe da cercare i motivi nella crisi ("in periodi come questi, e' meglio rigare dritto").

così giorgio gilestro prendeva posizione il 13 Settembre 2009, 21:27 a riguardo.

L'influenza si prende a casa (30-40%), a scuola (20%) e altrove ( soprattutto sul lavoro) per il rimanente (40-50%). Considerata' la varieta' delle sedi di contatto, la stima e' che perche' un vaccino anti-influenzale riesca a ridurre il contagio, almeno il 70% della popolazione deve essere vaccinata.

Probabilmente anche solo un 30% riesce pero' ad allungare la durata della epidemia, riducendo il rischio che le strutture sanitarie (pensiamo alle sale di rianimazione) siano intasate, rischio elevatissimo se l'infezione fosse a diffusione rapidissima. Intendo dire che con pochi vaccinati, alla fine le persne contagiate (tra i non vaccinati) saranno le stesse ma la durata della crisi sarà  di molti mesi, non poche settimane.

FF

 

Anche questo è da sottolineare. Infatti i medici che hanno a che fare con immunodepressi (p. es. gli oncologi) dovrebbero vaccinarsi, non per loro ma per i loro pazienti.

Grazie a te per la segnalazione di quel sito che mi sembra molto ben fatto e che non conoscevo. Sicuramente anni luce dall'informazione main stream. L'unico appunto che potrei fare a quel sito e' che gioverebbe un po' se parlassero di piu' in termini di rischio e probabilita' perche' secondo me il punto e' tutto li', sia per i medici che per la popolazione.

sui manuali di microbiologia si dice brevemente che una campagna di immunizzazione ha anche vantaggi economici, dato che una persona che si vaccina non si ammala e non salta giorni lavorativi. Quanto è vero nel caso della nuova influenza?

Sicuramente vero, con un paio di caveat. Un vaccino costa in media 8 euro. L'influenza ti costringerebbe a letto per almeno 3 o 4 giorni. E' anche vero pero' che le categorie piu' a rischio di solito sono anche quelle meno produttive dal punto di vista economico e cioe' anziani e bambini. Quindi bisognerebbe normalizzare per quel fattore. Sull'intervento di Fransceso Forti, qui sotto: un vaccino puo' aiutare a contrastare la diffusione: e' il caso della vaccinazione su gente che lavora al contatto col pubblico o negli ospedali. Un vaccino anti-influenzale pero' non avra' mai pretese contenitive troppo alte perche' il numero di persone che ricorre al vaccino e' sempre troppo troppo basso. La comunicazione e' comunque un fattore importante. Ad esempio ci sono stati alcuni articoli di epidemiologia su come gestire l'Hajj di quest'anno o se considerare i babbi natale dei centri commerciali come categoria a cui raccomandare la vaccinazione.

Giorgio, prima ti voglio fare i complimenti anch'io per l'ottima informazione che dai. Sono riuscito a capire un sacco di cose in un tempo cosi' breve grazie al tuo post. Poi pero' voglio farti un appunto su una frase nel tuo ultimo commento:

E' anche vero pero' che le categorie piu' a rischio di solito sono anche quelle meno produttive dal punto di vista economico e cioe' anziani e bambini.

In economia ci si preoccupa di massimizzare il welfare degli individui, non il PIL, e non e' che se uno guadagna meno gode meno ad essere sano (forse si' forse no, non lo possiamo sapere). Per cui la tua affermazione non ha proprio alcun fondamento, almeno nella teoria economica che non sia ad uso di qualche gerarca nazista.

Se non esiste un mercato e il vaccino e' distribuito gratuitamente ha senso discriminare nella somministrazione in base al rischio di contagio e al rischio di complicazioni, ma certamente non in base al 740.

 

In economia ci si preoccupa di massimizzare il welfare degli individui, non il PIL, e non e' che se uno guadagna meno gode meno ad essere sano (forse si' forse no, non lo possiamo sapere).

Non capisco cosa vuoi dire. Se un anziano che non lavora sta costretto 2-3 giorni a casa, le conseguenze puramente economiche o sociali sono ben diverse dalle quelle dello stesso evento in un impiegato/insegnante/vigile/infermiere, no?

No. Quello che dici sott'intende che per consequenze economiche te hai in mente conseguenze in termini di contribuzione al PIL, o qualche cosa di simile. Ma non e' questo che a l'economia interessa, cio' che interessa e' il welfare degli individui (utlita', o come la vuoi chimare). Il problema e' che il welfare degli individui non si puo' misurare e tantomeno si puo' aggregare quello di diversi individui come si fa con il PIL. E' per questo che si parla sempre di PIL, perche' rappresenta una specie di proxy del welfare (piu' ricco sei piu' felice sei). Spesso la distinzione non e' di importanza cruciale, ma se poi uno dice che l'eliminazione fisica di un anziano, di un bambino o di una casalinga non ha conseguenze economiche, allora...

Mi sembra che Giorgio volesse dire che alcuni individui socialmente più utili a causa del lavoro che fanno hanno priorità sulla somministrazione del vaccino, non mi sembra una bestialità... né discriminazione.

A me invece mi farebbe impressione e paura se l'amministrazine pubblica si arroghasse il diritto di stabilire che ci sono invividui meno utili alla societa'. Io non so come stanno le cose in Italia sul vaccino, immagino che venga distribuito a tutti gratiutamente senza alcuna discriminazione. In Canada invece, dove sto io, per du settimane il vaccino e' stato somministrato solo ad alcune persone che ne avevano priorita'. La priorita' pero' e' stata stabilita in base alla probabilita' maggiore che queste persone hanno di contrarre l'influenza e/o di sviluppare complicazioni. Non certo in base ad una non meglio precisata utilita' sociale.

Vincenzo, credo la confusione nasca dal fatto che io e doktor ci riferivamo ai vaccini per l'influenza stagionale e al danno economico che comporta "lo stare a casa dal lavoro". Cioe': una volta coperte tutte le categorie a rischio che ovviamente devono avere la precedenza, e' una volta accertato che il vaccino aiuta a prevenire i casi piu' gravi, e' vero che ci sono vantaggi di tipo economico che risultano dal semplice fatto che la gente vaccinata va a lavorare 3 giorni invece che starsene a casa col termometro in bocca? Non ne ho mai fatta una questione di rupe Tarpea e utilita' di lavoratori verso vecchi e bambini.

Capisco il tuo ragionamento, ma volevo mettere l'accento su un interpretatione di "vantaggio economico" che io non condivido. Il vantaggio economico non e' solo dei lavoratori che lavorano tre giorni invece che stare a letto malati, ma anche del bambino che va a scuola o che gioca e dell'anziano che si gode la sua pensione in barca invece che a letto malato. Il vantaggio economico e' nello stare bene, poi se uno si gode la vita o s'ammazza di lavoro e quanto guadagna sono affari suoi.

Te invece parli di un vantaggio puramente contabile, un calcolo che fa un commercialista o un dirigente di azienda (o Brunetta), ma non un'economista. Intendiamoci, non e' che dico che tutti godono allo stesso modo, magari a qualcuno non fa poi cosi' dispiacere starsene a casa con una linea di febbre, altri si sentono letteralmente morire, ma non e' possibile, almeno in mancanza di un mercato del vaccino, stabilire chi gode di piu' o di meno, e quindi per chi vale di piu' e per chi meno.

Insisto su questo punto perche' il tuo modo di interpretare il vantaggio economico puo' avere conseguenze pericolose,

E' anche vero pero' che le categorie piu' a rischio di solito sono anche quelle meno produttive dal punto di vista economico e cioe' anziani e bambini.

La tua frase implica che il vantaggio economico di somministrare il vaccino a bambini ed anziani e' minore. Un solerte amministratore pubblico con in mente questa dottrina economica male intrepretata potrebbe concludere che, dunque, e' piu' razionale, efficiente vaccinare chi lavora, magari a partire da chi quadagna di piu' perche' produce di piu'. Se uno ha interesse a massimizzare il PIL, allora il ragionamento fila anche, ma non puo' essere questo l'obbiettivo di un amministratore pubblico e quello che un economista suggerirebbe. Un economista avrebbe sempre in mente di massimizzare l'utilita' di tutti quelli che fanno parte di una certo gruppo di riferimento (residenti in Italia?) compresi pensionati, bambini casalinghe etc...

In realta' comunque, io me la sto prendendo con te, ma e' lo stesso libro di microbiologia di Doktor che pone le cose in modo ambiguo e suggerisce quello che poi hai elaborato te. Quindi l'interpetazione infelice di vantaggio economico parte proprio da quel libro. Spero di essere stato chiaro.

Io vorrei esaminare il problema del "costo" con un approccio completamente diverso.

E' vero che un bambino non lavora e non produce, ma se si ammala probabilmente la mamma, o il babbo, rimane a casa invece di andare a lavorare e siamo daccapo.

Allo stesso modo è possibile che un anziano che vive da solo, e magari ha pure qualche acciacco se si ammala venga ricoverato, con costi molto alti.

Per caso si sa quanto costa questo specifico vaccino? Perchè se costa quanto un vaccino "medio" e cioè 8 euro, vuol dire che vaccinare 30 milioni di persone in italia costerebbe 240 milioni di euro. Un po' poco per giustificare un complotto planetario: un pirla qualsiasi come Jerome Kerviel ha fatto perdere in poche settimane 5 miliardi di euro alla Societè Generale....

Lo avevo postato sopra, forse era scappato... Comunque anche a me piacerebbe sapere l'opinione degli economisti, magari commentando la domanda ipotetica di Mankiw.

You are a utilitarian social planner. You have a limited number of H1N1 vaccines. How do you allocate them? And remember: Your goal is to maximize total utility.

Mi unisco ai ringraziamenti da ignorante che forse, finalmente, ci ha capito qualcosa.

Una domanda: ora che si parla di avvenute mutazioni, (immagino deriva antigenica), e di secondo picco verso marzo,  siamo davvero vicini allo scampato pericolo o potenzialmente resta alto il rischio di ricombinazioni?

ora che si parla di avvenute mutazioni, (immagino deriva antigenica),

si'. Vedi qui per maggior informazioni sul tipo di mutazione.

e di secondo picco verso marzo,  siamo davvero vicini allo scampato pericolo o potenzialmente resta alto il rischio di ricombinazioni?

Il rischio di ricombinazioni e' in realta' una certezza. Il virus muta e continuera' a mutare in continuazione. Anche gli spostamenti antigenici, benche' piu' rari, succedono e succederanno. Il punto e' se le mutazioni piu' pericolose troveranno le condizioni per prendere il sopravvento e diffondersi. Il motivo per cui la mutazione norvegese e' degno di nota non e' perche' il virus e' mutato: il virus muta in continuazione, in ognuno di noi. Quello che e' importante e' che tra le miriadi di forme possibili si e' trovata anche la mutazione D222G che e' una mutazione che in passato era stata associata a epidemie molto contagiose e letali.

Su una cosa forse dovrei essere piu' chiaro. E' abbastanza fuori dubbio che prima o poi (10, 20, 100 anni) arrivi un'altra influenza veramente letale come la spagnola. Mettiamoci l'animo in pace, succedera' come e' successo probabilmente migliaia di volte in passato. Il punto e': lavorare per essere pronti: avere sistemi di controllo attivi, raggiungere la popolazione in tempo etc etc.

sei illuminante giorgio. grazie per tutte le spiegazioni. :)

Grazie per l'articolo veramente utile e ben fatto!

Ciao Giorgio, grazie mille per l'utilissimo e chiarissimo articolo. Se possibile ti vorrei domandare un tuo commento sui tipi di vaccini disponibili: nonadjuvanted inactivated vaccines, adjuvanted inactivated vaccines, and live attenuated vaccines.

Secondo l'OMS "no differences in the safety profile of severe adverse events among different vaccines have been detected to date".

In US il live attenuated vaccine (l'unico per via nasale) e' sconsigliato a categorie "deboli" mentre il nonadjuvanted inactivated vaccine (3 diversi disponibili, tutti per iniezione) e' cosigliato sostanzialmente a tutti. In Italia sembra creare scetticismo l'uso di un adjuvanted inactivated vaccine.

Tu che ne pensi dell'efficacia e della sicurezza dei 3 tipi?

 

Come dicevo sopra, il principio della vaccinazione e' quello di presentare all'organismo un agente infettivo innocuo: il razionale e' che si da' all'organismo la possibilita' di creare anticorpi ma allo stesso tempo non si sviluppa la malattia.

Per ottenere un agente infettivo innocuo ci sono in linea di principio tre vie: rendere il virus inattivo, rendere il virus attenuato, manipolare geneticamente il virus (vaccini transgenici). Per le vaccinazioni anti-influenzali si usano i primi due sistemi. Per sapere in cosa consistono, ti rimando qui e ti risparmio i dettagli su come sono fatti. In sostanza: un vaccino inattivato e' un virus che non ha la possibilita' di replicarsi. Per questo il sistema immunitario viene a contatto solo e soltanto col virus iniettato e la produzione di anticorpi e' piu' lenta. Un vaccino attenuato invece e' un virus che si replica ma molto lentamente: in questo modo il sistema immunitario viene a contatto con piu' agenti virali e la produzione di anticorpi sara' piu' rapida. Non si puo' pero' somminstrare a soggetti "deboli" perche' il virus, benche' attenuato, potrebbe comunque prendere il sopravvento.

In italia il vaccino inattivato crea scetticismo non tanto per via del fatto che sia inattivato (ci mancherebbe: e' la forma piu' sicuro) ma sul fatto che contenga coadiuvanti. Su quanto sia fondato questo scetticismo ti rimando ai commenti a capo thread sullo squalene, GBS etc.

Mi complimento per l'articolo. Magari l'avessi scritto prima, ché in tanti ne avrebbero avuto bisogno!

Anch'io ne avevo scritti un paio per gli amici (uno e due), ma, pur essendo biologo, non mi ero impegnato troppo a spiegare alcuni particolari.

Bravo.

Su RAI Storia c'é alle 21.00:
Pandemia: Allarme virus: medici, politici, scienziati, giornalisti in prima linea sul fronte dell'informazione. L H1N1 è un pericolo reale?

http://www.storia.rai.it/guidatv.asp

per caso in libreria ho visto un libretto di tal dr. roberto gava. ho poi capito, dal sito della casa editrice, che si tratta di un gruppo che da anni combatte il sistema delle vacinazioni.

questo il sito:

http://www.macroedizioni.it/approfondimenti/_firme_raccolta_contro_vaccinazione_suina.php

 

 

Mi permetto di segnalare un bell'articolo di Dario Bressanini sul sito de Le Scienze:

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/16/un-vaccino-testato/

Grazier per la segnalazione. E' uno degli articoli di divulgazione piu' belli che abbia mai letto in vita mia, non solo sull'argomento vaccino ma sull'approccio scientifico in genere e cosa vuol dire scetticismo. Merito all'autore, Dario Bressanini. Consiglio veramente la lettura a tutti.

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