Mandiamo a casa 177 parlamentari!

12 giugno 2006 andrea moro
Molti sono gli slogan affibbiati al referendum costituzionale su cui si votera' il 25/26 da una parte all'altra degli schieramenti. Il populismo impera: "salviamo la costituzione", "difendiamo l'unita' nazionale", "no alla repubblica plebiscitaria" (da parte dei favorevoli al NO) "mandiamo a casa Prodi" (da parte dei favorevoli al SI'). Partecipo anch'io al gioco, con il titolo di questo articolo, che sara' anche populista, ma almeno e' veritiero (beh non proprio visto che la riforma entrera' in pieno vigore dal 2011 o giu' di li'). Si', perche' il referendum non sara' solamente sulla devolution (sui poteri da affidare alle regioni), come ero convinto, ma riguarda una revisione della costituzione che modifica sostanzialmente la forma di governo del nostro paese. E questo l'ho scoperto solo ieri. In attesa di articoli di approfondimento, elenco i titoli delle principali modifiche che verrebbero attuate in caso di vittoria dei Si'.

Va ricordato che essendo questo un referendum confermativo di una riforma costituzionale, non e' previsto il quorum del 50 percento necessario invece per la validita' dei referendum abrogativi di legge ordinaria. Non e' nemmeno, a quanto pare, necessario il requisito della "chiarezza" della domanda, visto che si potrebbe essere favorevoli solo ad una parte delle misure oggetto di riforma. Quindi se vincono i Si' passa la riforma nella sua interezza, se vincono i No rimane la costituzione attuale. Questi comunque i titoli, ognuno dei quali richiederebbe un articolo a parte:

  1. La Camera dei Deputati riduce a 518 il numero dei parlamentari, cui si aggiungono quelli a vita, che saranno ridotti a tre. L'eta' minima per essere eletti scendera' da 25 a 21.
  2. Verra' istituito un Senato federale con 252 senatori (anziche' gli attuali 315), piu' 42 eletti direttamente dalle regioni e province autonome (ma senza diritto di voto). L'eta' minima per essere eletti scendera' da 40 a 25. I senatori non verranno eletti assieme ai deputati, ma ciascuna regione votera' i propri senatori contestualmente all'elezione dei rappresentanti al consiglio regionale (quindi potenzialmente in date diverse).
  3. Il bicameralismo non sara' piu' perfetto: le camere avranno compiti diversi, semplificando, la Camera legiferera' su compiti di competenza dello Stato, il Senato legiferera' su compiti di competenza comune e di coordinamento fra Stato e regioni. Esiste per ciascuna camera la possibilita' di "richiamare" leggi votate dall'altra camera secondo un meccanismo un po' complesso. Esistono anche materie in cui sara' richiesta l'approvazione di un testo identico da entrambe le camere (per esempio i diritti civili)
  4. Vengono modificate le competenze legislative delle regioni. Se vincono i No, non si tornera' alla costituzione del '47, ma alle competenze stabilite dalla riforma approvata dal centrosinistra alla scadenza della legislatura nel 2001. Esiste una procedura di annullamento delle leggi regionali da parte del parlamento che il governo puo' iniziare in caso di lesione dell'interesse nazionale (nella riforma del 2001 ogni conflitto viene risolto dalla corte costituzionale).
  5. Il Presidente della Repubblica nominera' i presidenti delle Autoria' di Garanzia (telecomunicazioni, antitrust, etc...), che ora sono organi costituzionali. L'eta' per essere eletti scendera' da 50 a 40 anni.
  6. Il Presidente della Repubblica non scegliera' piu' il capo del governo, che verra' designato invece dagli elettori in concomitanza con l'elezione dei deputati. Non e' piu' previsto il voto di fiducia, ma e' previsto un meccanismo di "sfiducia", ma piu' difficile da attuare di quello corrente.
  7. L'opposizione avra' diritti stabiliti dalla costituzione
  8. La Corte costituzionale sara' costituita da 4 giudici nominati da Presidente della Repubblica (attualmente 5), 4 dalla magistratura (attualmente 5), 4 dal senato e 3 dalla camera (attualmente 5 dal parlamento in seduta comune)
  9. Sara' sempre possibile dagli elettori chiedere un referendum confermativo sulle riforme costituzionali (attualmente e' possibile chiederlo solo se la riforma e' approvata da una delle camere con meno di 2/3 dei componenti)
  10. Sono inoltre previste delle norme transitorie; anche se vincessero i SI' la riforma entrera' in pieno vigore non prima del 2011.

Per i dettagli, ho trovato (non mi e' stato facile) un quadro sinottico della riforma che mostra assieme il testo corrente e quello proposto.

Nota 15/6: mi sono convinto che questa riforma e' gravemente contraddittioria e confusa, quindi il titolo non riflette una indicazione di voto.

4 commenti (espandi tutti)

Come on Andrea, you can do better than this. Per quanto ci stiano sui coglioni i vari onorevoli e sottonorevoli il numero dei parlamentari non è un serio talking point sulla riforma costituzionale. Finché lo urla Emilio Fido va bene, ma da questo sito mi aspetto di più. Perché allora non ne mettiamo tre di parlamentari, due della maggioranza e uno dell'opposizione?
Non conosco nessuna buona teoria sul numero ottimo dei parlamentari, e sospetto che la ragione sia che il problema è assolutamente di secondo ordine rispetto a quello di selezionare buoni parlamentari. Non ho guardato molto bene la riforma, ma dal quel poco che ho visto mi è parso un coacervo abbastanza incoerente. Ci sono un sacco di materie in cui esiste 'legislazione concorrente', e i confini tra i poteri dei vari enti territoriali non mi sembrano affatto ben definiti. Il contenzioso costituzionale rischia di diventare esplosivo. In più, non ho visto (se l'ho mancato please point out) nessuno chiaro decentramento delle entrate. Senza quello i rischi di una esplosione della spesa pubblica a causa del tentativo degli enti locali di fare free-riding sono enormi. I look forward to better titled postings.

Ma perche' quando scherzo il 70% delle persone non lo capisce? In fin dei conti l'ho detto nell'introduzione che volevo partecipare al gioco degli slogan. Era comunque un modo per iniziare il dibattito e l'approfondimento.

Sorry, my fault. Il fatto è che nei (pochi) dibattiti pubblici che si fanno in Italia la riduzione del numero dei parlamentari viene seriamente presentata come un punto cruciale della riforma. Now, let's get down to business. Ci sono o no i rischi di conflitti di competenze tra enti territoriali? C'è o no un decentramento delle entrate?.

Si' ad entrambe. Sul primo punto, il rischio aumenta vista la confusione di materie affidate in parte a stato, in parte a regioni, in parte ad entrambe, i poteri di coordinamento del senato, il potere del governo di bloccare leggi regionali per "esigenze di programma", etc..., ma sono previsti meccanismi tali per cui la risoluzione del conflitto viene affrontata dal parlamento piuttosto che dalla corte costituzionale (come sarebbe giusto secondo me), che rimane, quest'ultima, competente pero'. La confusione regna sovrana, e secondo me questa sara' una modifica sicura se vincono i si'. Va detta un'altra cosa pero: dopo la riforma del 2001 i conflitti di attribuzione presso la corte sono aumentati a dismisura, a causa dell'abolizione della riforma del principio dell'"interesse nazionale" (e cioe' la possibilita' da parte del parlamento di intervenire e cambiare alcune norme stabilite da leggi regionali). A quanto mi e' stato detto, la corte ha annullato a destra e a manca leggi regionali sostanzialmente reintroducendo questo principio, cancellato dalla riforma del 2001, ma reintrodotto nel 2005 proprio per ovviare a questo problema. Sarebbe interessante controllare le motivazioni delle sentenze della corte , giusto per sapere se si sono appellati a qualche principio presente nella prima parte della costituzione, nel qual caso c'e' poca speranza per i federalisti spinti; e' ormai dottrina corrente che alcune norme costituzionali hanno piu' valore di altre. Comunque, se sei confuso su tutto questo non ti preoccupare troppo, direi che e' comprensibile
Sul secondo punto c'e' chiarezza, invece, verso la fine dell'articolo 119 si dice "Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato riconoscono e favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà , anche attraverso misure fiscali". La novita' sta nelle ultime 4 parole e nella virgola che le precede. Direi che questa e' una notevole spinta verso il federalismo, nonostante il fatto che (in pieno spirito cerchiobottista) le materie oggetto di competenza delle regioni viene ridotto (almeno mi pare, non e' che la cosa sia poi cosi' chiara).

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