Il ministro Melandri vi vuole belli ed aitanti.

19 settembre 2006 gian luca clementi

Analizzo brevemente la proposta del ministro Melandri di consentire la deduzione fiscale delle spese di iscrizione alle palestre.

Venerdi' scorso il Corriere della Sera , cosi' come molti altri media, ha riportato la proposta del ministro dello sport Giovanna Melandri di introdurre la deducibilita' dal reddito imponibile delle spese di iscrizione alle palestre. Secondo il Corriere, il ministro ha dichiarato che "L'allarme obesità, lanciato in questi giorni dall'Unione Europea e da molti organismi nazionali, evidenzia che anche nel nostro Paese questo fenomeno è in costante e preoccupante aumento, arrivando a colpire 4 milioni di persone. Il dato è ancora più allarmante se consideriamo che si tratta di un'emergenza che investe anche i nostri bambini: di loro, due su dieci sono obesi e il 50% rischia di esserlo anche da adulto...Non dimentichiamo, inoltre, che l'obesità rappresenta un pesante aggravio sulla spesa pubblica. Ecco perchè sono convinta che occorre esplorare ogni strumento utile a contrastare questo fenomeno."

Parto dal presupposto che l'obiettivo del ministro sia di indurre coloro che non frequentano una palestra, o non la frequentano a sufficienza, a cambiare condotta, migliorando cosi' il loro stato generale di salute (sia nel presente che in futuro). Ovviamente non discuto il fine, che mi sembra assolutamente meritorio. Mi chiedo, piuttosto, se la signora Melandri si sia interrogata almeno sull'efficacia, se non sull'efficienza, dello strumento che ha individuato per raggiungerlo.

Partiamo dai piani tariffari proposti dalla maggioranza delle palestre. Volendo sprecare un po' di tempo, ho scandagliato la rete alla ricerca di esempi di tariffe (io non ho esperienza diretta, perche' in palestra divento claustrofobico). Riporto il caso di una palestra romana, che a giudicare dal sito appare chic, ma non troppo, e quindi spero sia rappresentativa. Per le donne, propone tre opzioni: accesso singolo a 6 Euro, accesso indiscriminato mensile a 35 Euro, e infine accesso indiscriminato annuale a 350 Euro. Frequentando la palestra poco piu' spesso di una volta a settimana, la tariffa annuale e' quella piu' conveniente. Ne consegue che per gli individui gia' iscritti che mantengono tale frequenza (la stra-grande maggioranza, credo), l'incentivo fiscale proposto e' assolutamente inefficace. La deducibilita' non ha effetto sulla loro attivita' fisica. In gergo, diciamo che non c'e' un intensive margin. Dunque, a meno che il ministro non voglia semplicemente sussidiare gli innamorati del fitness, il segmento di popolazione target del provvedimento e' costituito esclusivamente da coloro che in palestra non vanno.

Quali sono le caratteristiche di costoro? Ammetto subito che non ho dati. Pertanto avanzo alcune congetture, guidate tuttalpiu' dal battage di pseudo-statistiche diffuse dalla stampa. Penso che i frequentatori di palestre si concentrino tra le eta' di 15 e 50 e che la probabilita' di dedicarsi attivamente al fitness aumenti con il reddito (e forse con il livello educativo raggiunto). Inoltre, dubito che i non-frequentatori piu' ricchi si lascino convincere da un risparmio annuo di 136 Euro (350 moltiplicato 39%, l'aliquota marginale IRE per redditi compresi tra 33.500 e 100.00 Euro). Pertanto non mi sembra di dire bestialita' se affermo che il target della proposta si riduce ancora di piu': ai bambini (tra cui i celeberrimi bambini obesi cui accenna il ministro) e ad adulti di reddito medio-basso, in maggioranza ultra-cinquantenni.

Ora e' il momento di chiedersi quanti, tra questi, effettivamente pagano l'IRE. Infatti, come chiaramente non sara' sfuggito al ministro, per poter godere dell'incentivo che ella cosi gentilmente vuole destinare agli Italiani, bisogna pagare le tasse. In questo caso ho un po' di dati. Attualmente, la no-tax area per famiglie monoreddito (reddito dipendente) con due figli a carico e' di 14mila Euro di reddito annuo. Per i pensionati e' di 7mila Euro (583 Euro al mese). La pensione minima (vi ricordate quando il capellone prometteva a tutti i pensionati almeno un milione al mese?) e' di 525 Euro per tredici mesi (totale: 6.825). Anche per questi individui, dunque, il beneficio e' nullo. Lo stesso, e' ovvio, vale per gli evasori fiscali, non solo quelli totali, ma anche quelli che hanno lo scrupolo di porsi nella loro no-tax area (11mila Euro, per lavoratori autonomi con coniuge e due figli a carico). Quanti individui ricadono nelle categorie appena descritte? Purtroppo non lo so con precisione. Posso proporre solo alcuni dati relativi all'anno fiscale 2003 (quando, occorre dirlo, il sistema tributario era diverso), scaricati dal sito del Ministero dell'Economia. In quell'anno circa 10 milioni di contribuenti hanno dichiarato meno di 6mila Euro e versato all'erario una IRPEF media di 227 Euro. Ho faticato a trovare una stima dei pensionati che ricevono la minima. Da uno studio della CISL condotto nel 2005, si evince che 5 milioni costituisce certamente un lower bound.

Di elasticita' della domanda dei soggetti target, di elasticita' di sostituzione tra fitness e altre attivita' e di selection effect non parlo. E non parlo neppure della possibilita' che una parte dell'incentivo venga appropriata dalle palestre stesse. Il lettore piu' esigente mi perdonera'. L'articolo e' gia' troppo lungo, e mi pare di avere elementi a sufficienza per emettere la sentenza.

Sentenza. Seppure non sia riuscito, per ovvie ragioni, a produrre una stima puntuale, non mi pare azzardato concludere che la proposta Melandri avrebbe effetti molto limitati sull'attivita' fisica degli Italiani. D'altro canto, la stessa proposta avrebbe l'effetto di ridurre il gettito fiscale, diminuendo quindi anche le risorse a disposizione del sistema sanitario pubblico. Una recente indagine AC Nielsen stima che i frequentatori di palestre private siano circa 450.000. Dato che l'aliquota IRE fino a 26mila Euro e' il 23%, una stima (probabilmente per difetto) del minor gettito e' di 36 milioni di Euro (450.000 per 350 per 23%).

Suggerimento. Probabilmente, rimirando le molte foto scattate con i prestanti giocatori azzurri durante il mondiale di calcio, il ministro si sara' detta: "Non sarebbe bello se tutti gli italiani di mezza eta' fossero belli ed atletici come me? Diamo loro un aiutino." Iniziativa lodevole, lo ripeto. Ma non sarebbe il caso che il ministro assumesse un research assistant (un laureando un po' sveglio basterebbe) e gli facesse fare due conti, prime di fare certe sparate?

3 commenti (espandi tutti)

Anche a me la proposta e' sembrata subito un po' ridicola. Fa venire in mente un vecchio commento di d'alema quando era primo ministro, e fra i tanti casini in cui era inmbrigliato (che so, la guerra in bosnia) trovo' il tempo di notare che i dipendenti dell'archivio di stato guadagnavano troppo poco e meritavano un aumento. La signora d'alema lavora all'archivio di stato...

Il tema, in se', non e' strampalato, tuttavia. specialmente per via proprio dei problemi di sovrappeso e obesita' dei bambini. Ora, se questo e' uno dei problemi, ma davvero pensiamo che i bimbi vogliano andare a chiudersi in una palestra a camminare su un rullo?

La mia esperienza personale di bambino-ragazzino sulla costa marchigiana-romagnola e' che i bambini e ragazzi fanno dei "veri" sport, piu' spesso di squadra ma non solo: pallacanestro, pallavolo, ovviamente calcio, nuoto. Perche' non aiutare invece le societa' sportive locali, stimolare la loro interazione con le scuole, etc...?

Tra l'altro erano i giocatori di pallavolo, nella mia citta', a prendersi le ragazze piu' belle, e non i palestrati. ero giocatore di pallavolo anch'io, ma il mio metro e 76 mi poneva tra i troppo bassi rispetto ai compagni....che rabbia.

A dieci mesi di distanza, anche l'indefinibile Pecoraro Scanio vuole contribuire (si fa per dire) alla salute fisica degli italiani, non di tasca sua ma di tasca loro. Leggiamo che da quest'anno il governo darà un contributo di 250 euro a chiunque "lasci" il ciclomotore ed acquisti una bicicletta.

Io non so se lo fanno o lo sono, certo che il risultato non cambia. Cosa voglia dire il "lasci", lo sanno solo loro, ma prevedo due cose: la nascita di un rigoglioso mercato degli avanzi motociclistici (nel caso il progetto richieda la "rottamazione" di un ciclomotore per la concessione del sussidio) ed una crescita sostanziale del prezzo delle biciclette. Ah, ovviamente prevedo anche un altro buchetto nelle tasche degli italiani che lavorano, ma orami sono un colabrodo.

Dopo le palestre della Melandri ed i sussidi per i PC dei sedicenni pensavo impossibile un provvedimento ancor più imbecille. Incredibilmente, PS ci riesce con il sussidio alla bicicletta ... a chi toccherà la prossima volta?

Mandateli a casa: in ciclomotore, a piedi o financo in bicicletta sussidiata, il mezzo non importa. Ma mandateli a casa per sempre, per favore. 

Il problema e' che l'IQ non e' additivo. Se lo fosse, forse con 100 tra ministri, vice-ministri, e sotto-segretari, qualcuna l'azzeccherebbero ogni tanto.

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